Nuovo Masada

Agosto 20, 2008

MASADA n. 767. 19-8-2008. La demenza al potere

Archiviato in: Masada — MasadaAdmin @ 7:50 am

Il caso del ferroviere licenziato per avere denunciato un pericolo – E intanto chi ha colpe viene condonato quando non premiato – Polizia scontenta, e ce lo viene a dire a noi? – Bossi rivuole l’ICI – Famiglia Cristiana e il neofascismo italiano – Un carcerato piu’ uguale degli altri – Feudi padani – Sceriffi leghisti e altre scemenze

Integrita’ e’ dire a se’ stessi la verita’. Onesta’ e dire la verita’ agli altri
Spencer Johnson
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(Da questo punto di vista il Cavaliere non e’ ne’ integro ne’ onesto.)
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Vedi figliuolo, la Storia la capiremo quando capiremo che non insegna nulla“.
Barnulfo, abate del XIII sec.
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Stefano R (bloggher)

Cio’ che frega tanti milioni di italiani e’ la consapevolezza di poter impunemente commettere illeciti e reati di qualsiasi natura, in luogo pubblico come in quello privato. Questo e’ cio’ che influisce sulla qualita’ della vita di un popolo come il nostro, ormai alla deriva per aver avuto alle spalle uno Stato incapace di inculcare la giusta cultura del rispetto delle regole di convivenza civile e giuridica. La democrazia e la liberta’ sono valori che vanno quotidianamente e strenuamente difesi attraverso leggi rigorose che siano chiare anche ai sassi, perche’ tutti (nessuno escluso) possano acquisire la conoscenza dei propri diritti e dei propri doveri. Sapere a priori che la giustizia colpisce puntualmente e indistintamente chi disattente le leggi dello Stato, facendo espiare la pena pecuniaria o detentiva senza sconti e fino all’ultimo respiro, e’ il miglior modo per educare una societa’ come la nostra.

Norberto Bobbio

In una visione della storia per cui si puo’ dire che la razionalita’ non abita piu’ qui, oggi possiamo soltanto fare una scommessa. Che la storia conduca al regno dei diritti dell’uomo, anziche’ al regno del Grande Fratello, puo’ essere oggetto soltanto di un impegno.
E’ vero che altro e’ scommettere, altro e’ vincere. Ma e’ anche vero che chi scommette, lo fa perche’ ha fiducia di vincere. Certo non basta la fiducia per vincere. Ma se non si ha la minima fiducia, la partita e’ persa prima di cominciare. Se poi mi si chiede che cosa occorra per aver fiducia, riprenderei le parole di Kant: giusti concetti, una grande esperienza, e soprattutto molta buona volonta’
.”

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Dante De Angelis licenziato
Beppe Grillo

Dante De Angelis, ferroviere, e’ stato licenziato per aver espresso la sua opinione sugli incidenti ai treni Eurostar. Due si sono spezzati in pochi giorni, il 14 e il 22 luglio, a Milano. Per mancanza di manutenzione e per usura secondo De Angelis, per errore di manovra da parte del personale secondo Trenitalia.
Dante e’ un Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS). Era gia’ stato licenziato nel 2006 per aver sottolineato l’insicurezza dei treni e reintegrato dopo 7 mesi passati senza stipendio. Il giorno di Ferragosto e’ stato allontanato dal posto di lavoro, senza aver ricevuto neppure una lettera di licenziamento. Un trattamento che non si riserva neppure ai cani rabbiosi. Cimoli e Catania che hanno contribuito all’attuale situazione delle Ferrovie dello Stato sono stati allontanati con milioni di euro di buonuscita (Perche’ cari politici? Perche’?). Dante con un calcio nel culo.
La rivista storica dei macchinisti “Ancora In Marcia!” ha scritto: ”Il licenziamento di De Angelis assume i contorni di una sorta di rivalsa da parte dei massimi dirigenti FS sottoposti a procedimenti penali proprio a seguito delle denunce dei RLS”.
La Segreteria Generale del SAP, il Sindacato Autonomo di Polizia, con numerosi iscritti tra gli agenti della Polizia Ferroviaria e’ dello stesso parere: “Anche a nome degli oltre 5.000 operatori della Polizia Ferroviaria che ogni giorno sono in servizio sui treni e nelle stazioni per garantire la sicurezza ai cittadini che viaggiano, esprimiamo solidarieta’ piena al macchinista e RLS Dante De Angelis che ha denunciato i problemi legati alla rottura degli Eurostar e alla manutenzione. I problemi legati alla sicurezza dei convogli e alla manutenzione sono noti anche agli operatori della Polizia di Stato che i treni li frequentano per servizio e del resto alcune inchieste, portate avanti da autorevoli giornali, confermano che problemi esistono. Anche la magistratura, a quel che ci risulta, sta indagando su alcuni recenti incidenti”.
Intanto, mentre Dante viene licenziato, un altro treno, il 3° in un mese si e’ spezzato in due. Un merci in una galleria vicino a Salerno. 15 rappresentanti RLS hanno denunciato il fatto. Si aspetta anche il loro licenziamento da parte dell’ex sindacalista burro e cacao

Mauro Moretti, amministratore delegato di FS

De Angelis non puo’ essere licenziato per aver messo in dubbio la sicurezza degli Eurostar, fa il suo mestiere. Il blog sosterra’ il reintegro immediato di Dante in Trenitalia, i passeggeri hanno bisogno di gente come lui, che pensa alla loro incolumita’ e non alla poltrona. Il blog, inoltre, si occupera’ dei treni ad alta velocita’ e dei procedimenti penali contro i vertici delle Fs.
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Giorgio Cremaschi, Segretario nazionale Fiom Cgil

Dante De Angelis e’ un recidivo. Gia’ qualche anno fa fu licenziato dalle Ferrovie dello Stato perche’ aveva denunciato la carenza di sicurezza nella guida dei treni. La magistratura, sempre quella, lo reintegro’ poi nel posto di lavoro dopo la causa intentata da Giovanni Alleva.
Ora le Fs ci provano di nuovo e rilicenziano Dante. Il motivo e’ sempre lo stesso, anche se varia la ragione del rischio. Questa volta sono gli Eurostar che si spezzano per carenze nei meccanismi di controllo della frenatura. Dante De Angelis, che e’ un rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, oltre che un macchinista coscienzioso, ha anche questa volta semplicemente fatto il proprio dovere.
Ha cioe’ denunciato, prima che avvengano fatti gravi, i rischi che ci sono in questa situazione. L’azienda delle ferrovie lo ha invece ritenuto colpevole di danno all’immagine aziendale, di procurato allarme, di diffusione di notizie false e tendenziose e di quant’altro la scarsa fantasia del moderno fascismo aziendale riesca a recuperare dagli autentici codici fascisti.
Cosi’ questo licenziamento, fatto da un’azienda pubblica che svolge un servizio pubblico, diventa un’intimidazione verso tutti i rappresentanti dei lavoratori che si occupano di sicurezza. E’ chiaro infatti che per prevenire l’incidente, l’infortunio, la morte, bisogna parlare prima, bisogna mettere in guardia prima. Siamo il paese europeo con il piu’ alto tasso di infortuni sul lavoro e tutti, periodicamente, quando succede il fattaccio, parlano della necessita’ di prevenire. Ma la prima prevenzione e’ la denuncia del rischio e questa non puo’ che avvenire a maglie larghe, proprio per far si’ che chi di dovere, la direzione aziendale cioe’, intervenga.
Se i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza sono posti di fronte alla minaccia del licenziamento non appena denunciano i rischi, e’ evidente che sono messi nella pura impossibilita’ di svolgere il proprio compito.
Intimidazioni di questo genere nei confronti dei RLS sono all’ordine del giorno nei luoghi di lavoro italiani. Recentemente un delegato della Fiom dell’Agusta Motociclette, e’ stato licenziato perche’ aveva chiamato la Asl a verificare il reparto verniciatura. Anche qui l’azienda aveva considerato l’azione del delegato sindacale un danno alla propria immagine e anche qui la magistratura le aveva poi dato torto.
Il fatto piu’ grave e’ che qui siamo di fronte ad una azienda dello Stato, che si comporta peggio del piu’ spregiudicato degli imprenditori privati. Per qualcuno questo puo’ essere un titolo di merito, un modo per accreditarsi di fronte a un governo e a un padronato che sotto la copertura della campagna contro i fannulloni, sempre piu’ aggrediscono diritti fondamentali di chi lavora.
Ma la verita’ e’ che questa e’ una vergognosa regressione. Un modo inaccettabile di affrontare i problemi della salute e della sicurezza dei lavoratori e dei cittadini, un atto di autoritarismo che serve a nascondere tutte le magagne. Si parla di prevenzione ma, come ha fatto recentemente un sottosegretario leghista, si intende semplicemente dire che gli infortuni e i rischi sul lavoro non ci sono e che chi ne parla fa solo agitazione e propaganda.
Dante De Angelis e’ una vittima di questo ipocrita autoritarismo aziendale ed e’ per questo che attorno a lui deve crescere una vastissima solidarieta’. Perche’ se questo licenziamento dovesse restare, davvero in ogni posto di lavoro si sarebbe meno liberi.
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Campagna di Solidarieta’ a Dante De Angelis

firmiamo.it/campagnadisolidarietaperdantedeangelis

Al link che vedete sopra c’e’ la possibilita’ di firmare una petizione a favore di Dante De Angelis, il macchinista che e’ stato licenziato per aver denunciato le gravi inadempienze delle FS in campo di manutenzione e sicurezza.
Vi chiedo di firmare la petizione e di diffonderla tra tutti i comitati. Non si tratta solo di solidarieta’ ad un lavoratore, per di piu’ rappresentante per la sicurezza, ma di un gesto politico importante e che potrebbe aprirci nuove prospettive di lotta.
Praticamente tutti noi ci battiamo contro mostri di vario genere che hanno comunque una cosa in comune: sono grandi opere che servono a poco o nulla, ma costano alla collettivita’ cifre paurose e danneggiano la salute e l’ambiente. Il caso dell’Alta Velocita’ e’ evidentissimo. Le risorse economiche gettate in faraoniche imbecillita’ viene drenato da fondi che potrebbero essere utilizzati per migliorare la vita dei cittadini, per risanare il territorio, per creare occupazione vera. Il caso delle Ferrovie e’ esemplare: si stanno gettando decine e decine di miliardi di euro in linee inutili mentre non si e’ in grado di gestire il trasporto esistente, si e’ praticamente abbandonata ogni manutenzione e soprattutto il servizio dei pendolari e’ in condizioni vergognose (ma anche sugli eurostar le cose cominciano a fare schifo).
I dirigenti delle FS si stanno accorgendo che sono alle corde: i processi di privatizzazione della manutenzione sono stati fallimentari, adesso si cerca di rilanciare il servizio con le officine rimaste, ma personale e competenze non ci sono piu’, dispersi in una follia di esternalizzazioni. Ecco allora che si cerca di scaricare ogni responsabilita’ sull’anello piu’ debole: i lavoratori.
In questo senso si spiega il licenziamento di 8 ferrovieri di Genova per inadempienze minime, degne al massimo di un richiamo. Il licenziamento del macchinista Dante vuol colpire un’intera categoria e far capire che non sono ammessi dissensi: lo sfascio del trasporto pubblico deve ricadere sui lavoratori (che vedono peggiorare le condizioni di lavoro e soprattutto la sicurezza) e sui viaggiatori (che scontano tutti i problemi di mancata manutenzione, dai ritardi agli incidenti).
Le contraddizioni che si stanno avvitando in questo momento sulle ferrovie possono essere l’occasione anche per noi di mostrare che le nostre analisi e le nostre critiche sono sacrosante. Una politica sciagurata di grandi opere sta abbattendosi uniformemente su tutti: lavoratori delle aziende, cittadini che vengono rapinati dei loro soldi, utenti che vedono precipitare la qualita’ dei servizi che ricevono, abitanti dei territori che sono devastati spietatamente da opere pazze.
Vi chiedo di firmare e di far firmare questa petizione perche’ potrebbe essere una fase di unificazione di queste lotte; questo potrebbe essere un momento in cui nasce la coscienza che il problema ambientale e quello sociale sono inestricabilmente legati. Le contraddizioni e i disastri che i nostri avversari stanno collezionando sono la dimostrazione che i nostri sforzi e le nostre proposte sono giusti.
Firmate non solo come momento di solidarieta’ ad un lavoratore che ha cercato di difendere tutti noi, ma come gesto politico e di farlo pesare. Lavoratori, utenti, cittadini, abitanti di un territorio: noi siamo tutte queste cose assieme, se le uniamo nella nostra esperienza cresceremo, saremo la nuova coscienza di questo mondo che pare impazzire nella stupidita’.
Vi chiedo infine, soprattutto ai comitati che si occupano di Alta Velocita’, di fare comunicati in cui solidarizziamo con i lavoratori delle FS che sono perseguitati.

Tiziano Cardosi (notav Firenze)

p.s. a questo link trovate denunce fatte dai macchinisti sulle carenze in campo della sicurezza: macchinistisicuri.info/ms/home.php
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Traggo da un post di Maurizio Guiducci

In un paese dove si muore con una media di un lavoratore ogni 7 ore e dove l’unica emergenza sbandierata e’ invece la microcriminalita’ dei marginali con demagogiche spese e campagne mediatiche, Trenitalia non ha pensato di meglio che licenziare il macchinista Dante De Angelis, per le sue affermazioni (per altro in ambito di rappresentanza sindacale) sulla sicurezza dei convogli, nello specifico su due “incidentini” avvenuti a degli Eurostar, pur se, per fortuna, non durante il servizio effettivo; di treni “spezzati”. Ovvero di convogli che hanno… perso i vagoni. La colpa per Trenitalia e’ ovviamente dell’ultimo anello: l’errore umano di un macchinista. E le affermazioni di Dante, Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza, lesive per l’immagine dell’azienda. La lettera di licenziamento strategicamente e’ arrivata il giorno di ferragosto.Il titolo del Manifesto e’ “Non parlare al conducente”. Le motivazioni politiche del licenziamento mi sembrano evidenti.
Riporto solo quello che Dante afferma, mi sembra in maniera lapalissiana: questi treni “hanno comandi completamente elettronici” e un pur eventuale errore umano non puo’ essere “criterio di assoluzione di un sistema di sicurezza che deve essere progettato in maniera da prevenire”
Il tutto in una rete dove, se il fiore all’occhiello sono gli Eurostar, il quotidiano e’ quello dei convogli dei pendolari il cui stato invito constatare (ma per qualche ministro il crepare mentre si va al lavoro e’ demagogico aggiungerlo alla sommatoria dei morti effettivi… ci vada lui col trenino e faccia i cento metri in record olimpico giamaicano per beccare le coincidenze ed arrivare in orario!)
E non vorremmo che ci fossero anche “vendette aziendali” visto che Dante era gia’ stato licenziato per problemi analoghi qualche anno fa e poi reintegrato dopo battaglia sindacale.
Ma il punto centrale e’ politico. Ormai e’ in pieno atto lo smantellamento, pezzo per pezzo, masso per masso, di quanto si e’ conquistato con lotte, sangue di donne e uomini, in questi piu’ che 60 anni da cancellare. Senza piu’ memoria. E l’atteggiamento aziendale e’ piu’ che in linea.
Non vorrei essere gli occhi di un vecchio partigiano a rivedere questo fascismo rinascere (rinato); sono i miei occhi che piangono.
In questo paese dove siamo tutti uguali ma qualcuno e’ piu’ uguale di altri; in questo paese sempre piu’ ripiegato su se stesso, piccolo, piccolo. Fascista.
Voglio solo aggiungere due parole. Conosco di “rimbalzo” Dante. Forse per questo, ingiustamente, ne sono piu’ coinvolto. So che nel suo impegno mette in gioco la propria pelle, in prima persona. Eppure, da comuni conoscenti ho sentito dire “non e’ piu’ questo il momento…”. Ed anche in cio’ e’ il paese.
La sconfitta c’era gia’ stata ed e’ una sconfitta culturale.
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Treni e zecche
La stampa – Xavier Jacobelli

La stessa azienda sul cui treno espresso 806 Napoli-Torino, addi’ 17 agosto 2008, non 1928, 50 passeggeri rientrano dalle vacanze e vengono assaliti da battaglioni di zecche. Dice: non e’ la prima volta. E’ vero. Sono 3 anni che gli insetti hanno campo libero. Settembre 2005, le zecche attaccano 18 passeggeri sull’Intercity notte 768 Reggio Calabria-Torino. Settembre 2005, zecche e cimici, assaltano i passeggeri del treno internazionale Ventimiglia-Parigi. Settembre 2005, denuncia di una passeggera del treno Intercity Torino-Milano morsicata dalle zecche. Settembre 2005, denuncia di una passeggera dell’espresso 810 Palermo-Torino, morsicata dalle zecche. Marzo 2008, denuncia di un passeggero dell’espresso 806 Napoli-Torino (sempre quello), punto dalle zecche in piu’ parti del corpo.
In un Paese normale, l’amministratore dell’azienda infestata sarebbe gia’ stato cacciato, risparmiandogli soltanto i calci nel sedere per una questione di bon ton. E qualora avesse manifestato resistenza e incollamento alla poltrona, sarebbe stato obbligato a viaggiare con le zecche sull’Espresso 806 Napoli-Torino, ovviamente viaggio di andata e ritorno. Nella Repubblica delle Banane, per giunta a cavallo di Ferragosto, a pagare e’ il sindacalista macchinista che ha fatto il suo dovere. Chissa’ se il premier, fra una cena con Abramovich, la premiazione del Trofeo Luigi Berlusconi e il rientro in Costa Smeralda, trovera’ il tempo per fare giustizia. Ha ripulito Napoli dalla spazzatura, usi la ramazza anche per i parassiti che infestano Trenitalia. Sono talmente tanti che non si viaggia piu’.

Assurdi
Massimo (bloggher)

Quando si dice mettere la testa sotto la sabbia. I treni deragliano, sono pieni di pulci, si rompono di continuo e Trenitalia, anziche’ intervenire licenzia chi si indigna di questa assurda situazione.
Per di piu’ i prezzi dei viaggi sono alle stelle con una speculazione che non ha precedenti sui costi del petrolio. E’ assurdo pagare 20 e passa € per una tratta di 1 ora e 30 minuti: Milano-Modena. 20 volte di piu’ un biglietto di autobus urbano per un percorso con gli stessi tempi di percorrenza. Vergogna!
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Treni per pendolari: assenti
Viviana

Pecoraro Scanio ha ottenuto che la Finanziaria facesse 100 nuovi treni per i pendolari.
Risulta invece che Tremonti ha intenzione di abolire 8000 treni meno remunerativi e potremmo giurarci che quelli dei pendolari saranno i primi a saltare, cosi’ non si lamenteranno piu’ dei ritardi, del caldo e delle zecche, del gelo polare in inverno e dei vetri piombati in estate, dei bagni sporchi e dei posti in piedi.
Pero’ avremo il ponte di Messina e la TAV e cosi’ i pendolari a lavorare ci andranno con quelli.
In Spagna i treni spaccano il secondo e poi in quasi tutti i viaggi ci sono promozioni se fai andata e ritorno, per es. uno sconto del 50% sul biglietto di ritorno.
Pero’ noi mettiamo nelle stazioni gli schermi Icd. Ah, allora…
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dicembre 61 – linea Cosenza-Catanzaro, un vagone deraglia in curva all’imbocco del ponte sul torrente Fiumarella e finisce in un burrone: 70 morti e 27 feriti

marzo 62 – Castelbolognese (RA), il direttissimo Bari-Milano deraglia entrando in stazione, 13 morti e 80 feriti

maggio 62 – Voghera (PV) scontro tra un convoglio merci e un treno viaggiatori: 63 morti e 40 feriti

aprile 78 – Murazze di Vado (BO) la locomotiva dell’espresso Lecce-Milano urta il rapido «Freccia della Laguna» Bolzano-Roma che deraglia: 48 morti e 76 feriti.

luglio 79 – A Cercola (NA), scontro frontale fra due treni della «Circumvesuviana»: 14 morti e 70 feriti

novembre 80 – Fra le stazioni di Curinga ed Eccellente (CZ), un treno proveniente da Roma urta i vagoni sganciatisi da un treno merci proveniente da Catania: 20 morti e 112 feriti

dicembre 85 – Coronella (FE), un’ elettromotrice tampona un treno merci che si ferma a un semaforo. Muoiono 10 persone e ne rimangono ferite 11

aprile 89 – San Severo (FG), il treno locale da Bari entra in stazione a velocita’ eccessiva: 8 morti e 20 feriti

gen 1997 – A Piacenza, il treno ’Pendolino (Etr 460) deraglia a 300 metri dalla stazione, mentre e’ in viaggio da Milano a Roma: 8 morti

gennaio 97 – Piacenza, un Etr 460 deraglia a 300 metri dalla stazione, mentre e’ in viaggio da Milano a Roma: 8 morti e 29 feriti

luglio 2002 – Rometta Marea (ME), il treno Palermo-Venezia deraglia. 8 morti

luglio 2005 – Crevalcore, 17 Morti e 80 feriti

Colpi di spugna avvelenata
repubblica.it/2006/07/sezioni/politica/indulto-di-pietro/eternit/eternit.html

Mentre i prezzi salgono in modo surreale e gli stipendi scendono in valore reale, e le morti bianche (ma perche’ poi bianche’?) continuano la loro lenta ascesa, mentre a fronte di un disastro economico e a una criminalita’ imperante di alto bordo si pensa solo a punire rom o migranti, proseguono le manovre dei vari governi per condonare i reati dei produttori nostrani.

“Non ci sono soltanto i reati finanziari e quelli di Tangentopoli. Ci sono anche i caduti sul lavoro. E le malattie professionali. E i morti da amianto: 3 mila soltanto per gli stabilimenti Eternit. L’indulto, e ancor di piu’ l’amnistia prossima ventura, rischiano di mandare in fumo il maxiprocesso che si aprira’ l’anno prossimo a Torino contro i big boss della multinazionale svizzera: fra questi, il “Berlusconi elvetico” Stephan Schmidheiny, il fratello Tomas (assistito da Carlo Malinconico, segretario generale di Palazzo Chigi) e il loro socio belga, barone Louis De Cartier de Marchienne.
Insieme a una decina di dirigenti e amministratori dei 5 stabilimenti italiani (Cavagnolo, Casale Monferrato, Reggio Emilia, Bagnoli e Siracusa), che dal 1906 fino a 20 anni fa hanno avvelenato la vita a migliaia di lavoratori e cittadini comuni, i tre magnati devono rispondere di disastro doloso e di un’infinita’ di omicidi colposi. Grazie all’indulto, difficilmente finiranno mai in carcere (anche se condannati a 6 anni, scenderebbero a 3 e otterrebbero l’affidamento ai servizi sociali, cioe’ resterebbero a piede libero).

Il proc. Guariniello, che coordina il pool “Salute e sicurezza”, prevede un colpo di spugna pressoche’ totale di gran parte dei suoi processi anche per i reati ambientali, per il doping e per la tutela consumatori. Come quelli a carico delle multinazionali Bayer e Glaxo, per i presunti danni alla salute provocati da farmaci come il Lipobay e il Lanoxin. Per questi reati, oggi, in carcere non c’e’ nessuno. Grazie all’indulto, non ci entrera’ nessuno nemmeno in futuro.
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Ovviamente dice Tremonti che i soldi non ci sono…

170.175.114,72 di € dati alla comunita’ montane
200.819.044 di € dati come contributi statali ai partiti
248.956.810 di € dati come rimborsi elettorali
invece di ridurre:
l’indennita’ e gli assegni e i privilegi dei deputati (piu’ di 20.000 € al mese, uno scandalo europeo)
l’indennita’ base dei parlamentari europei italiani (149.215 €, la piu’ alta d’Europa!)
i parlamentari, i comuni e il loro personale (428.000 dipendenti !), le province e il loro personale (56.000 dipendenti), ed il personale delle regioni (82.000 dipendenti)
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NOVITA’: BERLUSCONI BUGIARDO
Filippo (bloggher)

Naturalmente B si fa grandi elogi per Napoli, per l’Alitalia e per la politica della sicurezza. Peccato che nessuno gli abbia detto che per tutte e tre queste cose la Commissione europea abbia avviato delle procedure di infrazione e che non abbia nessuna intenzione di accontentarsi delle parole di B per fermarle. Per Napoli resta aperta la procedura davanti alla Corte di giustizia, per l’Alitalia e’ in corso l’indagine sul prestito ponte (senza parlare dei 7.000 licenziamenti ai quali dovrebbe portare i piano del Governo, contro i meno dei 2.000 dell’ipotesi Air France che era stata percorsa da Prodi e sabotata dallo stesso B). Mentre per la politica della sicurezza e per le impronte ai rom, anche ai bambini, oltre all’indagine europea per verificare che non vi siano politiche razziste o discriminatorie vi e’ una risoluzione di condanna del Parlamento europeo. Proprio dei bellissimi cento giorni!
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L’evasione condonata
Salvatore (bloggher)

Evasi 98 miliardi dai gestori bypartisan delle lotterie. Ecco quali sono, secondo Il Secolo XIX, le sanzioni ai vari gestori:
“Il record va ad Atlantis con 31 miliardi (rappresentante legale Laboccetta di AN)
Seguono: Cogetech (9,4 miliardi), Snai (8,1 miliardi), Lottomatica (7,7 miliardi), Cirsa (7 miliardi di euro), Hbg (7 miliardi), Codere (6,8 miliardi), Sisal (4,5 miliardi), Gmatica (3,1 miliardi) e Gamenet (2,9 miliardi). Tutte sanzioni che verranno discusse l’8 dicembre davanti alla corte dei conti del Lazio. Con quale destino e’ ora difficile capirlo.
Il totale fa circa 90 miliardi di euro, considerando che le cifre sono arrotondate per difetto. “
Il tutto e’ stato risolto cosi’:
“SILENZIO generale. L’accordo e’ stato siglato, ma nessuno se n’e’ accorto. I Monopoli e le societa’ concessionarie delle slot machine hanno firmato la nuova convenzione. Il punto chiave? Non e’ prevista alcuna penale in caso di tardato pagamento del Preu.
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Il sindacato di Polizia si appella agli italiani per i tagli alla difesa
Viviana

Che Berlusconi punisca le forze dell’ordine con tagli alla difesa (15.000 agenti e 1,7 mld in meno) e bassi stipendi puo’ spiacere per equita’ generale come vedere che sono scalzati dall’esercito.
Ma la stessa equita’ chiede di non vedere, per atti gravi come al G8, l’omerta’ ai colleghi criminali negando ogni verita’ e aprendo la strada ad altre ferocie .
Questa e’ mafia.
Il processo sul G8 ci disgusta. Ogni verita’ e’ stata calpestata. Forze dell’ordine?! Ma che ordine e’ mai questo? Ma se non e’ stata resa giustizia nemmeno a Placanica!
E cosa e’ stato fatto ai secondini che hanno massacrato quel poveretto preso con poche piantine di marijuana?
Che censura al poliziotto che ha insultato 2 ragazze davanti a una chiesa come fossero prostitute e ne ha fatta arrestare una?
Le ragazze in Italia sono tutte a rischio di insulto e di arresto?
E cosa e’ stato fatto ai poliziotti che picchiarono a sangue un rom o un giovane di colore?
Che si aspetta a dichiarare reato la tortura?
Finche’ nelle forze dell’ordine ci saranno superiori che chiudono tutti e due gli occhi dinanzi a chi si accanisce contro i cittadini, o ci saranno governi che promuovono i peggiori come a Genova, nessuno si provi a parlare di poche mele marce! E’ tutto il sistema dall’ultimo poliziotto al ministro al capo del governo, che e’ marcio e si muove “contro” i cittadini e i loro diritti.
Per ricevere stima bisogna meritare stima e non comportarsi come in un regime fascista.
Per questo, delle basse paghe di un poliziotto ce ne importera’ meno che niente, finche’ sara’ servo feroce di un sistema che e’ contro di noi e contro la verita’ e la giustizia.
E non si lamentino i poliziotti dell’odio che hanno suscitato, si facciano un esame di coscienza e pensino se hanno servito il paese in modo democratico o hanno servito ordini violenti da veri fascisti.
Chi semina male raccoglie odio.
Se un sistema non punisce anzi premia i suoi elementi peggiori, noi saremo autorizzati a valutarlo in modo pessimo, una spina antidemocratica e anticivile nel cuore della Nazione.
Se si vuole stima, si deve dare giustizia.
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Da Riccardo
Il Ministro assenteista che predica contro l’assenteismo

STRALCIO DELL’INTERVENTO DELL’ ONOREVOLE FRANCESCO BARBATO (IDV)
IL 5 AGO 2008

“…… mentre si parla di questa grande disponibilita’ a tagliare le spese e a raddrizzare la finanza pubblica, Ministro Brunetta, lei che non viene a fare il deputato (la vedo poco, infatti, nelle Commissioni e non la vedo in Aula). Perche’ fa il deputato fannullone e prende l’indennita’ da deputato cumulandola con quella da Ministro? Perche’ cumulate decine di migliaia di € al mese? Per i precari si parla di 400-500 € al mese, mentre voi cumulate il doppio «stipendio», quello da Ministri o sottosegretari con quello da deputati!
E’ cosi’ che fate la lotta per i giovani e date loro futuro?
Caro Ministro, perche’ lei e gli altri suoi colleghi non sono qui presenti? E perche’ non fanno i parlamentari? Perche’ non rinunciano al loro stipendio, se vogliono operare tagli veri?
Perche’ tutti questi Ministri e sottosegretari non la smettono di fare la «casta»?
Forse perche’ vogliono semplicemente alimentare i loro privilegi e le loro tasche?
Non sono solo deputati fannulloni, ma sono anche deputati «mangioni», perche’ mangiano migliaia di € al mese, alla faccia di tanti giovani e di tanti precari…
Tutti noi deputati siamo qui, lavoriamo e svolgiamo il nostro lavoro. Mi riferivo ai deputati Ministri e sottosegretari, che prendono il trattamento economico da Ministro o da sottosegretario e non lo cumulano con quello da deputato. Ma ci sono i deputati fannulloni, e il Ministro Brunetta e’ uno di questi.”

IL DEBITO PUBBLICO DELL’ITALIA E’ L’IGNORANZA
Carlow (bloggher)

Il vero debito pubblico che ci sta affondando e’ davvero l’ignoranza degli italiani. Un male diffuso che distrugge tutto. L’ignorante non paga le tasse perche’ non le capisce. L’ignorante fa il furbo perche’ non sa fare altro. L’ignorante non conosce nemmeno i propri diritti. L’ignorante vota chi gli somiglia. L’ignorante non conosce la Storia e si fa convincere dai ciarlatani. L’ignorante parla di se’ attraverso oggetti costosi perche’ i suoi pensieri sono poveri come il suo vocabolario. L’ignorante e’ arrogante perche’ non conosce i propri limiti. L’ignorante si ammazza con le droghe o la velocita’ perche’ ha sensi di inferiorita’ che lo fanno soffrire. L’ignorante fa razzia della cosa pubblica perche’ non capisce che sta segando il ramo dove e’ seduto. L’ignorante e’ violento perche’ gli mancano le parole per dire la sua. L’ignorante odia il mondo perche’ lo ha messo ai margini. L’ignorante pensa che puo’ riscattarsi solo facendo soldi, in qualsiasi modo.
Questo e’ il vero debito pubblico dell’Italia! Saremmo un Paese ricco entro due decenni, forse meno, se i governanti lo capissero e riversassero risorse, umane e materiali, per la soluzione del problema. Ma non sono molto fiducioso…vista l’ignoranza della nostra classe politica.
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Erano meglio gli sceriffi del West

Si parte cosi’:
A Novara (sindaco leghista Massimo Giordano) non si puo’ stare al parco in piu’ di due dopo il tramonto.
A Voghera non si puo’ sedersi sulle panchine di notte.
A Cernobbio se ti sposi arriva un’ispezione sanitaria a casa.
A Rimini non si puo’ bere dalla bottiglia per la strada. Lo stesso a Genova.
A Firenze, la citta’ del mitico assessore Cioni, e’ vietato agli strilloni vendere i giornali ai semafori, ma si vigila attentamente anche sui ragazzini che giocano a pallone in un parco pubblico, grave attentato alla sicurezza.
…l’arrivo – ci siamo – e’ l’immagine della prostituta nigeriana segregata e abbandonata a Parma da vigili urbani diventati secondini, privata di ogni dignita’ e fotografata come una bestia in gabbia.

Per il nostro bene, per la nostra sicurezza, per la nostra tranquillita’, piccole Abu Ghraib comunali crescono, nella certezza che le coscienze se ne faranno una ragione.
La chiamano fantasia, o creativita’, ma si tratta sempre della stessa cosa: un digeribile travestimento dell’abuso di potere.
E infatti, che razza di fantasia ci sarebbe nel picchiare, deportare, angariare, multare, incarcerare, umiliare i piu’ deboli? Nessuna.
Inventare un’emergenza sicurezza e’ stato semplice, sostenerla e propagarla grazie ai media controllati dal capobanda che ha vinto le elezioni anche. Dedicarle aperture di tg e allarmati fondi sulla stampa pure.
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ORMAI IL POVERO FA SCHIFO
Giancarlo v (bloggher)

Se ci pensate tutte le fantasiose ordinanze dei sindaci di Nottingham (di dx e sn)sono rivolte contro poveracci, spesso innocui, ma che fanno ribrezzo ai borghesi benpensanti.
Poveracci sono i turisti con pochi soldi che mangiano per strada, quelli che si siedono sulle panchine per non andare al bar, chi chiede carita’, chi si raduna nei parchi (e’ gratis).
Cosa c’entra con la sicurezza? E’ solo opera di lifting urbano, eliminare le brutture che la societa’ dei furbetti capitalisti produce.
Il bello e’ che il ceto medio sta sparendo, e la societa’ italiana si sta trasformando in un fascismo sudamericano: 5% di straricchi briatori e 95% di proletari. Si preannuncia un futuro di violenza da parte di orde di miserabili affamati…altroche’ Rom…
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Gia’ ci stiamo facendo rider dietro da tutto il mondo per i divieti “creativi” in cui si sbizzarriscono i sindaci italiani (oh, la lussuria del vietare! Meglio che fottere!).
Al posto delle gabelle medievali per cui a ogni passo pagavi una tassa, abbiamo le gabelle locali per cui a ogni gesto ti arriva una multa.
Tv demenziale, informazione embedded, media a pensiero unico, bambini in divisa e citta’ militarizzate. Il conformismo avanza. E se resisti con segni di originalita’ o controinformazione, il grande fratello ti cassa. Uccidiamo l’uomo! Viva il soldatino hitleriano che sfila al passo dell’oca.

Scrive segniditempesta.blogspot.com/
“Implacabili vigili (diventati “polizia” municipale anche loro, in omaggio al pensiero unico) perseguitano turisti che compiono il grave reato di leggere un libro all’ombra di un albero, duri machi dell’esercito fanno alzare dalla panchina chi si mangiava un panino, virili poliziotti multano bambini da asilo e mendicanti storpi coi loro cani. L’elenco della follia da pensiero unico (da ronda militare di caserma) e’ lunghissimo. Cui prodest?”

Altro che l’immaginazione al potere. Abbiamo messo la demenza al potere. Sara’ difficile aspettarsi uno Stato intelligente. Con quel che segue.
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RIDIAMARO : – (

Gazzettino di Bitonto online:

Bari non rimane indifferente alle nuove norme sulla sicurezza: alla luce delle nuove ordinanze tutti gli scippatori dovranno munirsi di specifico tesserino rilasciato dal comune.
prima di effettuare uno scippo, il ladruncolo dovra’ esibire il tesserino alla vittima e procedere quindi al borseggio.
Multe salate in caso di scippo non autorizzato, sino a 300 euro e se recidivi sino a 1000 ….

Beppino Garibaldi
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E’ arrivato Brocco Bill
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VICENZA: MULTATO PERCHE’ LEGGEVA SU UN PRATO

non dicono cosa leggeva.
se stava leggendo La Padania lo multavano?

Mauro Medeot
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Bossi vuol ritirare l’abbuono di ICI
Viviana

Bossi prima vota “tutto”, poi ci ripensa?!
L’ictus e’ stato proprio serio.
Prima ha votato per togliere la parte residua dell’ICI.
E ci hanno rimesso i Comuni!
Poi per i tagli alla Sanita’.
E ci hanno rimesso i Comuni!
Poi ha votato per tagli diretti ai Comuni stessi!
A forza di fare tagli ai servizi pubblici e alle imposte comunali e ai Comuni, se mai arriveremo al federalismo fiscale, i Comuni si ritroveranno a introiti zero e dovranno inventarsi nuove tasse per sostituirle ai fondi tagliati, sai che beneficio per i cittadini!
E gia’ adesso si pensa a sostituire l’ICI tolta con tanta grancassa con un bel riordino “maggiorativo” di imposte locali. Una toppa che e’ peggio del buso.
Buffoni indecenti! Non si vergognano di fare queste figure? E poi grazie allo loro cazzate B verra’ anche a sfotterci dicendo che ha mantenuto tutte le sue promesse!
E quegli idioti della Lega, prima approvano i tagli, poi si accorgono che con i tagli gli enti locali si impoveriscono e allora addio fiscalita’ locale, il federalismo diventa una burletta e loro con esso. Incapaci! Poi ricorrono a multe sceme.
Insomma i leghisti sono come quello che prima si taglia le palle, poi si accorge che senza palle chiava poco e ci rimette e le rivuole. Ahia!
Cosi’ Bossi si copre di ridicolo e piu’ ridicolo e’ Calderoli che tenta di dire che “non sta capito”, come fa sempre Bi quando e’ colto in castagna, e non e’ lui che ha detto cazzate, sono gli italiani che hanno capito male.
Gli italiani capiscono sempre male. Specie quando li votano.
Ma B e’ furbo e i leghisti sono scemi.
Vediamo benissimo che pirla che sono e se io fossi in loro starei bene attento ad approvare la riforma della Giustizia “prima” che le promesse sul federalismo fiscale siano “tutte” adempiute, visto anche che sono 14 anni che B li piglia per il naso con questo federalismo fiscale del cavolo che li ha fatti diventare la barzelletta d’Europa, e va bene pirla ma cosi’ e’ troppo.
E che B creda di ripagarli di 14 anni di fedelta’ assoluta ad ogni sua porcheria e impunita’ con qualche clandestino in carcere e le impronte ai bambini rom mi pare proprio un brutto affare!
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La verita’ del neofascismo italiano
Tommaso Merlo

Che il fascismo stia rinascendo in Italia, come ipotizzato anche da Famiglia Cristiana, e’ una realta’ politica evidente sancita dall’incontro tra ex missini e populisti che, nella loro complementarieta’, governano il paese forti del sostegno di una cultura ancora molto radicata. C’e’ pero’ una differenza sostanziale tra il regime post fascista e il modello autentico…
http://http://www.aprileonline.info/print_article.php?id=8789

Perfino il settimanale cattolico Famiglia Cristiana lancia il sospetto che in Italia stia rinascendo il fascismo sotto altre forme. Il settimanale critica in proposito le misure varate dal governo in materia di sicurezza e in particolare “la sciocca e inutile trovata di rilevare le impronte digitali ai bambini rom”. E‘ vero, l’ondata xenofoba denunciata anche dall’Europa cosi’ come la stupida militarizzazione in corso sono segni esteriori dell’ondata neo fascista. Ma giusto stupidi segni esteriori. Il neo fascismo italiano appare infatti in tutta la sua pericolosita’ soprattutto nella cultura politica della maggioranza governativa. Nel modo di fare politica delle destre. Il neo fascismo si nota ad esempio nell’idolatria verso il boss, un autoritarismo disciplinato che accentra nella figura del capo la soluzione di ogni nodo politico. Nella maggioranza non c’e’ infatti dibattito interno, non c’e’ critica, ma cameratismo strisciante. Una gara tra esponenti ossequiosi del regime che competono per aggraziarsi l’attenzione del boss.
Il neo fascismo e’ visibile poi nel fastidio verso il rispetto delle regole e degli equilibri istituzionali, la forzatura costante in nome di un decisionismo miope. Anche la nomina di ministri indegni e’ un segno di disprezzo per la collegialita’ dell’istituzione governo e allo stesso tempo volonta’ di accentrare il potere nel boss e nei pochi gerarchi piu’ fidati. Il neo fascismo e’ anche evidente nell’arroganza con cui la maggioranza evita il dialogo parlamentare come fosse una perdita di tempo e nel modo brutale in cui reagisce contro gli oppositori piu’ temibili. Il regime si osserva poi nel bisogno ossessivo di controllare l’informazione e nella propaganda permanente per mano di veri e propri giornalisti organici totalmente asserviti. L’informazione e’ il pilastro portante del regime e viene usata costantemente per manipolare la realta’ senza lasciare nemmeno le briciole agli oppositori.
Insomma, il neo fascismo italiano e’ una realta’ politica evidente ed e’ frutto di una cultura ancora molto radicata in Italia. E piu’ precisamente nasce dall’incontro tra ex missini e populisti. Gli ex missini portano come eredita’ la cultura fascista annacquata per esigenze elettorali. Una cultura che va a riempire il vuoto di contenuti del mondo populista che in compenso puo’ offrire il boss, il potere mediatico e il fazioso personalismo che si sposa perfettamente con la cultura fascista. Nell’attuale maggioranza governativa, dunque, i post fascisti portano i contenuti mentre i populisti assicurano i mezzi. C’e’ pero’ una differenza sostanziale tra il neo fascismo attuale e il fascismo autentico e cioe’ la consapevolezza del popolo. La grande maggioranza degli elettori che hanno votato Berlusconi non pensavano minimamente di votare per un regime neo fascista e mai vorrebbero essere complici di una cultura politica anti democratica, per questo l’informazione e l’immagine esterna del regime e’ cosi fondamentale per sostenere il grande inganno. E c’e’ da credere che forse il regime sta emergendo senza che nemmeno molti dei suoi esponenti, sia in Parlamento che a livello locale, se ne rendano conto. Come se il regime post fascista si fosse insinuato e camuffato nel gioco democratico al punto da ingannare perfino i suoi ignari sostenitori.
Bisognera’ verificare la loro reazione quando prenderanno coscienza del fenomeno. E di certo i segni esteriori del post fascismo denunciati anche da Famiglia Cristiana possono solo giovare alla verita’.
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Arresti di prima classe
Marco Travaglio

“Poniamo che arrestino un tizio, uno sconosciuto che non e’ Vip e non ha amici Vip, con l’accusa di aver rubato 6 milioni di euro alla collettivita’ rapinando una banca o rubando nelle ville. E che poi lo scarcerino dopo 28 giorni.
Giornali e tg sarebbero pieni di commenti indignati di politici e opinionisti contro l’ennesima «scarcerazione facile». «Rubo’ 6 milioni, gia’ a casa». «La polizia li mette dentro, i giudici li mettono fuori». «Alfano, ispettori contro le toghe buoniste». «Pdl e Pd uniti: tolleranza zero contro ladri e rapinatori». Difficilmente a qualcuno verrebbe in mente che il tizio e’ solo un sospetto rapinatore e che in Italia vige la presunzione di non colpevolezza. Poniamo invece che il tizio accusato di aver sottratto 6 milioni al prossimo sia un politico sospettato di mazzette sulla sanita’. Piu’ precisamente un governatore, magari dell’Abruzzo. Ieri ha ottenuto i domiciliari dopo 28 giorni di carcere per cessato pericolo di inquinamento probatorio (ma non di reiterazione del reato). A nessuno e’ venuto in mente di gridare alla scarcerazione facile, di protestare perche’ e’ uscito dopo «appena 28 giorni». Anzi, qui «facili» erano le manette. Quei 28 giorni sono parsi eccessivi a chiunque si sia espresso sul caso. Parve eccessivo anche il primo giorno di custodia, tant’e’ che un minuto dopo lo scattare delle manette era gia’ tutto un coro: «Era proprio necessario arrestarlo?». Eppure, per la Costituzione e la legge, tra il tizio e Del Turco non c’e’ alcuna differenza: entrambi sono sospettati di aver derubato la cittadinanza della stessa somma, entrambi devono restare in cella per un po’ onde evitare che concordino versioni di comodo con testimoni e coindagati. Possibile, allora, che politici e media li trattino in modi cosi’ diversi, anzi opposti? L’unica spiegazione e’ il razzismo sociale che e’ venuto montando in Italia, creando una Costituzione materiale che ritiene intoccabili «a prescindere» i membri della Casta, in barba al principio di eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge. Se il tizio accusato di aver rubato 6 milioni avesse ricevuto in carcere decine di visite di parlamentari e membri (o ex) del governo, di destra e di sinistra, alcuni dei quali latori di pizzini inviati da altri politici, compreso il premier, tutti graniticamente convinti della sua innocenza (e della colpevolezza dei giudici), la notizia avrebbe destato enorme scalpore. Tutti si sarebbero domandati a che titolo tanti politici (ammesso e non concesso che li avessero fatti entrare) solidarizzassero in cella con un signore sospettato di reati tanto gravi e cos’avessero da spartire con uno cosi’. Invece il pellegrinaggio di amici e colleghi nella cella di Del Turco (ufficialmente «in isolamento»!) e’ passata come una normale, quasi doverosa testimonianza di solidarieta’ all’illustre recluso. Anzi, e’ bastato che Veltroni manifestasse la sua fiducia nella magistratura, evitando di emettere sentenze che non gli competono, per esser bollato di «ipocrisia» e «antisocialismo». Ieri, sul Corriere, Pigi Battista ha fornito un catalogo completo del razzismo sociale applicato alla giustizia, in un memorabile commento dal titolo «E se Del Turco fosse innocente?». Il prode Pigi lacrima perche’ Del Turco fu «prelevato dalla sua casa all’alba, come il peggiore dei malfattori». Frase rivelatrice quant’altre mai del doppiopesismo classista di cui sopra: se non ne ricorrono i presupposti di legge, non si arresta ne’ all’alba ne’ al tramonto, ne’ prima ne’ dopo i pasti; ma, se i presupposti ci sono, l’orario e le modalita’ dell’arresto sono del tutto secondari rispetto ai fatti che l’hanno originato. Invece, per tutti i Battista d’Italia, i «signori» – se proprio si vuole arrestarli – meritano le manette di prima classe, quelle di velluto, possibilmente precedute da una telefonata di cortesia. Infatti Pigi chiede addirittura un risarcimento per Del Turco, scarcerato – a suo dire – «con 48 ore di ritardo causa introvabilita’ del gip», rientrato ieri dalle ferie per esaminare l’ok dato sabato dalla Procura ai domiciliari. In realta’ non c’e’ stato alcun ritardo, visto che il gip aveva 5 giorni di tempo per rispondere ai pm e ne ha impiegati solo 2. Seguono le solite giaculatorie sulla «presunzione di innocenza», che non c’entra nulla: la custodia cautelare riguarda sempre i «presunti non colpevoli», altrimenti non sarebbe cautelare, ma definitiva. In carcere ci sono 30 mila persone nelle condizioni di Del Turco, ma naturalmente Battista si muove solo per Del Turco. E lo paragona addirittura a Enzo Tortora sol perche’ non s’e’ ancora scoperto «dove sono andati a finire i proventi» delle presunte mazzette. Ci sarebbe pure la possibilita’, sostenuta dai pm, che i soldi siano finiti in alcuni immobili e/o in qualche conto cifrato nei paradisi fiscali. Ma lo Sherlock Holmes di Via Solferino non sente ragioni: se uno – puta caso – nasconde bene la refurtiva, vuol dire che e’ innocente. Attendiamo con ansia un editoriale dal titolo rovesciato: «E se Del Turco fosse colpevole?». Cioe’ se fosse come Craxi, come Contrada, come Mambro e Fioravanti, per citare solo alcuni dei condannati definitivi che Battista e il Corriere continuano a trattare da innocenti. Come pure i 18 pregiudicati, da Dell’Utri in giu’, che popolano il Parlamento. Ecco: se Del Turco fosse colpevole, sarebbe innocente lo stesso.”
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Feudi padani
Viviana

Il governatore del Veneto, il leghista Galan, ha regalato ben 960.000 € ai 24 direttori delle Asl, 40.000 € l’uno, indifferentemente, come “premio di Ferragosto” per aver centrato i loro obiettivi. In verita’ non li hanno proprio centrati, li hanno mancati al 92%! E si immagina che a questo punto avrebbero avuto il premio anche se avessero fallito al 100%, e fossero stati dei cani totali, il che e’ fisiologicamente difficile, ma ci si puo’ arrivare.
Questi signori sarebbero piuttosto da licenziare, visto che su 48 obiettivi ne hanno mancati 44. Forse mirano a raggiungere la sanita’ siciliana e si capisce il gemellaggio tra i due separazionismi. Cambia il nome, ma davanti ai dane’ la mafia e’ la stessa.
Visto che ognuno di loro prende gia’ 154.000 € l’anno e che non e’ poco, col premio la retribuzione annua di ognuno salira’ a 194.000 €, 308 milioni delle vecchie lire da rivalutare.
Finalmente abbiamo capito in che consiste il federalismo padano, non e’, come forse credevano i poveri leghisti piazzaioli, una migliore distribuzione delle tasse e delle risorse regionali al fine di migliorare i servizi dei cittadini o di diminuire le tasse. Macche’! E’ un sistema feudale di spartizione locale delle risorse tra i capintesta: feudatari e vassalli. I servi delle gleba restano servi della gleba. Al massimo si puo’ rallegrarli con cerimonie del dio Po, cacce all’extracomunitario e all’islamico, vestendoli di verde e mandandoli in estasi con indici alzati e pernacchie al tricolore.
Ora la sanita’ veneta e’ scadente che piu’ non si puo’, batte anche la lottizzazione politica di Formigoni e peggiora di giorno in giorno a danno del cittadino. Ma chi se ne frega?
Potremmo giurarci che Brunetta non fiatera’.
Altro che Roma ladrona! Qua si mira ai 40 ladroni, con quel che segue.
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Sabato sera, meta’ della luna gia’ coperta dall’ombra della terra, una signora: “non puo’ essere l’eclissi di luna, la tv non lo ha detto”"
Raffaella r
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Io… sullo stesso evento… ho sentito di peggio!…
“…Berlusconi non lo ha detto”!
Chip En Sai
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