
La crisi della cultura italiana – Vocazioni ed eta’ – La pseudo cultura leghista- Incultura delle scelte politiche e regressione del paese – Il decalogo della decrescita – Ma come fu la vera storia di Garibaldi? – La politica estera europea – Una pericolosa guerra nel Caucaso- Prezzi italiani
“A volte il vincitore e’ semplicemente un sognatore che non ha mai mollato.“
Jim Morrison.
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“Le vie della violenza: la ricchezza senza lavoro, il piacere senza coscienza, la conoscenza senza carattere, il commercio senza moralita’, le scienze senza umanita’, il Culto senza sacrificio, la politica senza principi.”
Gandhi
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L’individuo io canto, una semplice singola persona,
eppur pronuncio la parola Democrazia, la parola In-Massa.
La fisiologia da capo a piedi io canto,
ne’ la fisionomia da sola ne’ il cervello da solo valgono
per la Musa: io dico che la Forma completa vale di gran lunga di piu’,
la Femmina e insieme il Maschio io canto.
La Vita immensa in passione, impulso, potenza,
piena di gioia, per le azioni piu’ libere che si compiono sotto la legge divina,
L’Uomo Moderno io canto.
Walt Whitman
Vocazioni ed eta’
Mariapia
La ragione per cui si e’ nati e la vocazione che marchia un’esistenza, e’ importante.
Non c’e’ merito se si e’ dotati ne’ demerito se non si e’ dotati di qualche rimarchevole caratteristica “umana”, ma se si e’ dotati e’ un grande patimento non potere esprimere l’impulso piu’ grande che guida l’esistenza di ogni essere umano
Per le donne e’ stato ancora piu’ grande quel patimento per varie ragioni antropologiche “sensate”, anche se durissime. Questa affermazione di se’ nelle parti piu’ umane e piu’ evolutive e’ solo all’alba dell’esistenza di questa specie, specie che ancora lotta per il pane, per la vita animale piu’ primitiva, con caratteristiche giustamente primitive.
Figuriamoci per il resto, per lo spirito, per l’arte, per la scienza… roba per pochi ancora….. Se sei tra quei pochi, bacia la terra su cui cammini e pure tuo padre, inconsapevole tuo artefice.
La durezza dell’esistenza umana, compresa la mia, mi riguarda sempre ma senza il feroce patimento di un mio recente passato: Ora dico a me stessa come diceva Mere: questa cosa, Creatore, la devi dare tu. Ma come?
Penso a Mastro Eckart che rimase in coma diversi giorni dopo la sua personale visione della divinita’ che defini’ terribile e incommensurabile.
Come cambiano le visioni profetiche con il passare dei secoli!
Penso a Kekule’ che sogna di notte l’anello benzenico, penso a Mozart che sentiva la musica e la traduceva in note per se’ e per noi, penso al poeta Fortini che sente l’appartenenza di tutto e di tutti a una unica essenza e scrive “e credo che una rosa esiti dentro il sasso”, penso alla mia matematica adorazione degli elettroni che una notte ho visto nel sogno, inventati dalla mia fantasia inconscia.
Andiamo meglio che in passato, le nuove visioni non ci parlano d’inferno oltre la morte, ne abbiamo abbastanza d’inferni in questa vita.
Le caratteristiche, le vocazioni che la Vita impone alle sue creature vanno accolte e possibilmente sviluppate, dove e’ possibile, se e’ possibile.
Quando l’eta’ diventa “importante”, quasi sempre dopo i 63 anni, tempo in cui il declino fisico si fa sentire, occorre piu’ fortemente affermare la caratteristiche psichiche (o spirituali che dir si voglia) per condurre serenamente a termine il compito che la Vita assegna a se’ stessa tramite le sue creature (o i suoi organi, come dicono tanti sapienti e scienziati, poiche’ noi siamo la vita della Vita e da lei siamo agiti, ma con personali piccoli spazi di autonomia che il restante mondo animato non ha).
Se dico a Gianna, cosi’ come afferma Richard Dawkins, che noi siamo degli automi, degli oggetti biologici costruiti dal gene egoista, mi chiede di modificare quelle parole perche’ la fanno soffrire poiche’ noi siamo molto di piu’ che automi, ed e’ profondamente vero, quindi dico che siamo i Figli della Vita.
Quando l’eta’ diventa importante e le forze fisiche declinano, diventano piu’ potenti le forze psichiche che sostengono la nuova Vita che si manifesta dopo il 63° anno, allora e’ piu’ che mai necessario costruire e percorrere quella nuova vita.
Quella nuova vita che e’ dovuta al fatto di avere gia’ risposto a tutte le richieste precedenti – sempre che si sia data risposta alle stesse – cosi’ resta spazio per il nuovo percorso.
Se il percorso e’ “diffondere cultura”, quella vera, si deve seguirlo e continuare a riseminare le cose che sono entrate profondamente in noi e che ci dicono di essere piu’ nostre di altre. Quella e’ la tua vocazione piu’ alta, anche se tante altre ti appartengono e ti
chiamano.
Quando le forze fisiche crollano, lo spirito avanza delle richieste e trovare la risposta non e’ facile, cosi’ la maggior parte delle persone a una certa eta’ perde la testa, si ferma prima del termine della strada da percorrere.
Peccato, un traguardo mancato.
Che a noi Dio ce la mandi buona.
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La vera emergenza e’ la cultura
Viviana Vivarelli
In Italia i lavoratori sono condannati a un lavoro sempre piu’ precario, meno pagato e meno tutelato. A Berlusconi degli interessi dei lavoratori non interessa un fico secco, a Tremonti nemmeno, e i sindacati sono troppo occupati a difendere non solo i diritti ma anche gli abusi dei lavoratori a tempo indeterminato (vedi Alitalia o Pubblica Amministrazione) e quando finiranno quelli finiranno anche loro.
Gia’ adesso quello che hanno strappato con lotte di decenni viene vanificato con cinismo da un’Unione Europea sfacciatamente neoliberista che annulla ex arbitrio ogni conquista e statuto e vuol portarci al livello dei lavoratori cinesi (si vedano le 60 ore o la direttiva Bolkestein che appiattira’ in modo coatto paghe e diritti) ma nessuno denuncia questa sopraffazione e partiti della cosiddetta sinistra si sbracciano ad applaudire le aberrazioni del Trattato di Lisbona come degli idioti collusi. Siano maledetti anche Veltroni, D’Alema e Prodi e la loro falsa retorica!
In Europa l’Italia e’ quella che sta peggio. Il PIl piu’ basso dell’Unione Europea. Il maggior debito pubblico. Cittadini allevati all’evasione e alla violazione della legge e ora sotto un boss divenuto potente proprio attraverso queste due vie,che depenalizza i reati finanziari o condona i furti di Stato o distrugge in modo totalitario quel po’ di diritti che restano. Come se cio’ non bastasse abbiamo un sistema produttivo in grave crisi di competitivita’, checche’ ne pensi Confindustria.
Secondo l’World Economic Forum, l’organismo internazionale dei ministri economici dei paesi piu’ ricchi e delle imprese piu’ importanti, retrocediamo ogni anno. Siamo arrivati al 46ª posto, dopo Tunisia, Malesia, Nuova Zelanda, Estonia, Lituania, Sud Africa e Thailandia!
Il reddito medio del cittadino italiano e’ terzultimo in Europa. Il nostro sistema economico produttivo deve competere con paesi dove il costo del lavoro e’ molto piu’ basso del nostro, o il livello tecnologico e’ molto piu’ alto.
Siamo in testa solo per il numero di telefonini, peccato che non li produciamo noi!
Devastante e’ anche l’indice di competitivita’ tecnologica (esportazioni di prodotti tecnologici), meta’ di quello spagnolo, 1/4 di quelli francese e tedesco, 1/5 di quello inglese.
Ci vorrebbero forti scelte di politica industriale, o tutto ricadra’ sul costo del lavoro con aumento della poverta’, ma qui chi governa rema al contrario.
A Lisbona l’Italia si impegno’ a portare al 3% del Pil l’investimento in ricerca e sviluppo per elevare il livello tecnologico delle imprese. Ma questi politici se ne sbattono. Di investimenti alla ricerca non si parla in Finanziaria ne’ se n’e’ parlato seriamente nei programmi elettorali dei vari partiti.
Anzi Prodi e Berlusconi si accordarono sul regalo di 300 milioni di € ad Alitalia sottraendoli proprio dal gia’ poverissimo fondo di innovazione e sviluppo.
E ora arrivano tagli di un miliardo e mezzo alle Universita’, il decreto Tremonti del 25 giugno e’ il piu’ duro attacco mai sferrato al mondo della ricerca, blocca ogni ricambio, taglia il numero dei docenti e dei ricercatori (meno 10% di assunzioni nel 2009, 20% in meno in seguito), privatizza in modo barbaro le Universita’ creando squilibri nelle diverse zone del paese, riduce i gia’ stentatissimi stipendi dei ricercatori, il che aumentera’ la fuga dei cervelli e la perdita di risorse. Insomma Tremonti va in direzione contraria ad ogni buon senso, taglia i servizi necessari al cittadino senza peraltro limitare quegli abusi e sprechi di Stato anche alimentano una classe politica parassitaria e abnorme ed una amministrazione inefficiente e elefantiaca.
Giustamente Angelo Raffele Meo sulla Stampa denuncia, oltre all’emergenza rifiuti e a quella energetica, “l’emergenza culturale della classe dirigente”.
Nessuno di costoro capisce che senza ricerca si va al disastro.
Ma a Berlusconi la ricerca non interessa e Tremonti riduce gli investimenti in ricerca e sviluppo proprio quando dovrebbe raddoppiarli, condannandoci alla recessione economica, dovrebbe almeno portare gli investimenti alla media europea del 2%, se non riesce a mantenere quel 3% su cui l’Italia si era impegnata a Lisbona.
No, con questo Ministro e queste intenzioni che vanno contro il paese, non si va da nessuna parte. E il peso della recessione cadra’ tutto sui lavoratori. La Confindustria non chiedera’ altro che salari e stipendi piu’ bassi, meno controlli e condizioni peggiori. E lo sciagurato Governo glieli dara’.
da un articolo di Angelo Raffaele Meo. La Stampa
lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=4887&ID_sezione=&sezione=
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Giuseppe Giulietti
«Quando si dice che con l’indignazione non si va da nessuna parte, posso anche rispondere: puo’ darsi, ma senza indignazione e’ certo che non si puo’ neanche iniziare un cammino».
Qualcuno dovrebbe dirlo alle forze di Polizia.
Ai cittadini onesti.
A quelli che continuano a dire che con Grillo non si va da nessuna parte.
E anche a Veltroni magari.
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Giuseppe Giulietti
Il connubio tra soldi, politica e affari, il cosiddetto conflitto di interessi, che in Italia ha forme patologiche, stia diventando un problema dell’Occidente e provocando un reale impoverimento della democrazia. Quelli che venivano considerati i modelli classici delle democrazie liberali stanno subendo un concreto svuotamento. Se un unico soggetto detiene l’interruttore dell’informazione, potra’ permettersi di gestire l’agenda mentale di tutti i cittadini. Ad es. puo’ stabilire se si vive in un periodo di stabilita’ o di precarieta’, di paura o tranquillita’, di ripresa economica o di regressione: puo’ far passare i messaggi che ritiene in quel frangente necessari proprio reiterandoli e promuovendoli sulle proprie reti televisive e i propri canali d’informazione fino a renderli reali e percettibili (questo effetto lo abbiamo visto durante l’ultima campagna elettorale in merito al tema della sicurezza) e puo’ determinare la cancellazione di interi pezzi di realta’ portando ad una mancata percezione di fenomeni realmente emergenti, determinandone la scomparsa o la marginalizzazione
Tutto questo contribuisce a determinare una societa’ meno informata e meno reattiva. Il rischio e’ di tornare alla teoria della parte peggiore del comunismo che distingueva tra le liberta’ sostanziali e quelle borghesi: le prime legate alla sopravvivenza, le altre delimitate alla liberta’ di parola, di ricerca, culturali, artistiche, fino a quelle di preghiera. Quando si arriva a dire che le due cose sono in contrapposizione e’ gia’ in atto lo svuotamento delle categorie fondamentali di un intero sistema. I media fondati sul pensiero unico riescono mirabilmente a occultare questo tragico svuotamento culturale.
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Per quali cose i soldi ci sono
“.. e dunque per Tremonti i soldi per i cittadini non ci sono…. Ah si’. Ah beh.
Ma lo sapete che, in base agli accordi firmati da Putin e Berlusconi nel 2003, stiamo spendendo 360 milioni di euro per un piano decennale di bonifica dei sottomarini sovietici? Per questa caccia all’Ottobre rosso a carico del contribuente, la scorsa settimana il ministro Scajola ha firmato il contratto per la costruzione di una nave speciale, destinata al trasporto di combustibile nucleare. Costo? Oltre 70 milioni di euro, finanziati dal ministero dello Sviluppo economico. Ma siamo sicuri che con quei fondi non si poteva fare qualcosa di piu’ utile a casa nostra?”
www.spreconi.it
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Franco di Cento manda
Ora piu’ che mai sono di attualita’ le parole di Indro Montanelli, benche’ scritte nel 1994 !…quasi 15 anni fa !!
“Dobbiamo prepararci a presentare le nostre scuse a Emilio Fede. L’abbiamo sempre dipinto come un leccapiedi, anzi come l’archetipo di questa giullaresca fauna, con l’aggravante del gaudio. Spesso i leccapiedi, dopo aver leccato, e quando il padrone non li vede, fanno la faccia schifata e diventano malmostosi. Fede, no. Assolta la bisogna, ne sorride e se ne estasia, da oco giulivo. Ma temo che di qui a un po’ dovremo ricrederci sul suo conto, rimpiangere i suoi interventi e additarli a modello di obiettivita’ e di moderazione… Oggi, per instaurare un regime, non c’e’ piu’ bisogno di una marcia su Roma ne’ di un incendio del Reichstag, ne’ di un golpe sul palazzo d’Inverno. Bastano i cosiddetti mezzi di comunicazione di massa: e fra di essi, sovrana e irresistibile, la televisione. (…) Il risultato e’ scontato: il sudario di conformismo e di menzogne che, senza bisogno di ricorso a leggi speciali, calera’ su questo Paese riducendolo sempre piu’ a una telenovela di borgatari e avviandolo a un risveglio in cui siamo ben contenti di sapere che non faremo in tempo a trovarci coinvolti“.
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Da El Pais
Verso la berlusconizzazione dell’Europa
Montanelli, che era di dx, si sbaglio’ a pronosticare che l’elezione di B sarebbe stata utile. “Quell’uomo e’ una malattia: solo si cura con un vaccino. Una buona iniezione del Cavaliere come 1° ministro per immunizzarci”. Nonostante cio’, il popolo italiano lo ha votato non 2, ma 3 volte. “Il popolo” ammira quest’uomo. Montanelli si sbagliava anche ad insistere che “gli italiani non sono capaci di andare a dx senza il manganello”, facendo riferimento al fascismo. Questa dx berlusconiana non ha bisogno di manganelli, ha le tv. Se la demagogia e’ la degenerazione della democrazia, l’Italia berlusconiana e’ il regno di tutte le demagogie possibili. Crisi economica, spazzatura a Napoli, crimine organizzato, corruzione ai livelli piu’ alti. Pero’ il nuovo governo ha identificato immediatamente le cause di tutti i mali del Paese: gli immigrati e i bambini rom. Spero che le decisioni conseguenti non si prendano con il fine di raddrizzare l’Europa, come ha dichiarato B, che l’ha incontrata cambiata dopo 2 anni di assenza. “Un Europa senza Tony Blair, Aznar, Chirac e me stesso ha perso personalita’ e protagonismo ed e’ retrocessa”. Piu’ chiaro di cosi e’ impossibile. Quando B promette di raddrizzare l’Europa, cio’ significa che in Italia si sono gia’ raggiunti gli obiettivi proposti. Aveva una ricetta per il Paese e l’ha applicata. Desiderava un Paese senza norme, senza spirito critico, con individui addormentati in una passivita’ carente di significato. E lo ha raggiunto. Un progetto nato con la creazione del suo impero mediatico. Col controllo dei mezzi di comunicazione, gli e’ stato facile ottenere il consenso. Quando B parla di Europa, le sue parole si prendono alla leggera. Di fatti, con il suo colorito linguaggio, fa sembrare tutto meno serio di quello che e’. Razzismo, xenobofia e maschilismo si trasformano in opinioni, in scherzi.
E’ la stessa tecnica che si utilizza da sempre nei suoi media: abituare la gente a quel tipo di discorsi fino a farli diventare normali. Si cerca di evitare gli ostacoli. La democrazia deve perdere tutta la sua forza. Si deve ammalare. Bisogna eliminare qualsiasi possibilita’ di difesa, che a volte si appoggia esclusivamente nell’uso di un linguaggio cortese, rispettoso verso il prossimo. E’ il linguaggio che B e chi gli sta attorno definiscono con disprezzo “politicamente corretto”. Per questo, quando B parla di raddrizzare l’Europa, bisogna prenderlo sul serio. Si e’ reso conto delle difficolta’ di adattare l’Italia alle regole del gioco europeo e, in vista di cio’, ha deciso di adattare l’Europa al modello italiano. Adattare la realta’ alla sua misura. Se ha funzionato in Italia, perche’ non “esportare” il modello in tutta Europa? In fondo e’ un grande imprenditore. E sta cercando imitatori. Chi credete che sia Sarkozy, se non un alunno di B? Quello e’ il suo sogno: un’Europa a sua immagine e somiglianza.La questione della immigrazione potrebbe essere un buon es. per dimostrare che l’Europa sta diventando ogni giorno piu’ berlusconiana. Il berlusconismo e’ un modo di analizzare il mondo, un’autentica filosofia. Invece di affrontare il problema con serieta’, basta lanciare slogan. Per gli immigrati irregolari, leggi rigorose. Il carcere, per es.. Vogliamo spiegare al popolo la paura che puo’ infondere l’idea di alcuni anni in prigione ad una persona che e’ disposta a morire per sfuggire dalla fame e dalla persecuzione? Per far fronte alla caduta libera della sua popolarita’, Sarkozy propone la creazione del bunker europeo: blindare l’Unione per lasciare fuori l’immigrazione indiscriminata. Una delle 4 priorita’ per i 6 mesi di presidenza francese dell’UE. Il suo “contratto d’integrazione” e’ un capolavoro, l’apoteosi della demagogia. Una dimostrazione del berlusconismo ad alto livello.
L’idea che qualcuno possa integrarsi solo per aver firmato un contratto e’ un prodotto di un immaginazione che non sa, ne cos’e’ l’immigrazione ne cosa significa la poverta’. Molti anni fa, quando collaboravo con la chiesa di Tanger in Marocco, fui testimone da una quantita’ di persone disposte a convertirsi al cattolicesimo in cambio di un visto per entrare in Spagna. Se la gente e’ disposta a cambiare religione, perche’ non dovrebbe firmare un foglio di carta? In situazioni estreme, sono disposte a firmare tutti i contratti possibili, e accettare infinite umiliazioni, ma e’ evidente che questo non risolve la situazione sull’immigrazione ne’ il disagio della popolazione locale.
In un mondo globalizzato, affrontare la questione dell’immigrazione con slogan e demagogia puo’ aumentare la popolarita’ di chi la utilizza, pero’ non aiuta a risolvere nulla. Solo con una visione aperta del mondo e accettando la realta’ attuale potremmo sconfiggere il vero male: la poverta’. Chiudere le porte dell’UE e’ una fantasia, una grande bugia. Al contrario, il berlusconismo, che sta invadendo il vecchio continente, e’ una realta’ consolidata; il problema e’ “la sua capacita’ di mentire cosi’ commovente– come diceva Montanelli – perche’ il primo a credere alle sue bugie e’ proprio lui
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Strumenti di cultura leghista
Doriana Goracci
Il libretto-fumetto leghista, strumento di cultura per la scuola media inferiore, tra le frasi piu’ emblematiche che accompagnano le vignette, scrive: “Tutti i libri di testo insegnavano i valori del fascismo che dovevano formare gli italiani del domani, disciplinati e fieri allo stesso tempo”. Avanzano 1300 copie nei depositi della casa editrice del suddetto e quindi a settembre, grembiulini e attenti alla condotta, le scolaresche potranno godere nelle scuole lombarde di questa ulteriore distribuzione di tesoretto culturale, dove fanno chicchirichi’ i galli che cantano “we are the padan cocks” e che beccando hanno inghiottito Garibaldi, scomparso dall’ unita’ d’Italia.
Giuseppe Fioroni, la colomba bianca viterbese, che di piu’ non si puo’, reattivo anche alla tinta rose’ del Pd, attivista in gioventu’ della Democrazia Cristiana e dell’Agesci, medico e ricercatore della Cattolica Universita’ Policlinico Gemelli, il piu’ giovane sindaco d’Italia di capoluogo di provincia, Viterbo, dal 1989 al 1995, dal 1996 deputato, confluito fisiologicamente nella Margherita e in tutti i mazzi di fiori che poteva esprimere il Centro sinistra, guida del Dipartimento delle Politiche della Solidarieta’, nel maggio 2006 divenne Ministro della Pubblica Istruzione del secondo governo Prodi, tra le sue ultime gesta, ne fece una: impedire alla Lega Nord, il propinamento della storia della Lombardia a fumetti, perche’ infarcita di refusi storici e politici. Venne data alle stampe da Pietro Macchione, a cui il consiglio regionale diede incarico di stamparne 10mila copie, per una spesa di 105mila euro. Ne sono rimaste 1.300 di quelle copie e i piccoli studenti padani, potranno avere la gioia in elementari e medie di approfittare di questo riciclo, perche’ come dice l’editore, uomo della sinistra come lui stesso sostiene: «e’ stato giusto distribuire le copie avanzate, era assurdo lasciarle li’ a marcire».. Quindi il riciclo dei rifiuti, con la nota attivita’ laboriosa e meticolosa del Nord si fa, anche se il leghista Belotti, contrariato dice «se bisogna trovare un difetto al fumetto e’ che da’ poco spazio alle vicende della Lega Lombarda nel Dodicesimo secolo» (tre pagine, la meta’ di quanto dedica all´intero Dopoguerra, come documenta La Repubblica) e aggiunge il Belotti, presidente leghista della commissione Cultura in consiglio regionale: “abbiamo avuto richieste per poterlo utilizzare come strumento didattico. Io stesso ho portato in auto alcuni scatoloni nelle valli bergamasche…Chiedo al consiglio di ristampare il volume, magari correggendo i refusi che hanno scatenato la polemica». E tanto e’ piaciuto e piace che si ripensa ad una ristampa, affidando la decisione della stessa al presidente del consiglio regionale Giulio De Capitani, della Lega. Il libretto-fumetto: strumento di cultura che tra le frasi piu’ emblematiche che accompagnano le vignette, scrive:”Tutti i libri di testo insegnavano i valori del fascismo che dovevano formare gli italiani del domani, disciplinati e fieri allo stesso tempo”. Lo strumento culturale padano, premette, sul libriccino storico a fumetti: “(…) Abbiamo tentato di raccontare la Storia con il vizio della realta’. Quella che non scherza e deve per abitudine fare i conti con possenti volumi di mille pagine scritti da signori con la barba e con gli occhiali dalle lenti spesse. Noi che siamo invece dei comuni sbarbatelli, questa Storia l’abbiamo aspirata, frullata per bene e rimessa sulla carta a modo nostro (…)”.
Al sud, altri a modo loro… debutteranno il 27 settembre, a scuole riaperte, con i loro “avanzi” in un’Jatevenne Day, manifestazione nazionale indetta dalla popolazione di Chiaiano e Marano, contro le “vere e proprie leggi speciali, attraverso il decreto 90, che regolarizzano quello che fino a ieri era il meccanismo di smaltimento illegale dei rifiuti , consentendo lo sversamento in discarica di ogni tipo di rifiuto…Gli interessi degli inceneritoristi legati a Confindustria, come Fibe, il gruppo Impregilo, e A2A, gli interessi di chi come l’attuale governo deve entrare nella spartizione degli affari speculativi della nostra regione fino ad ora gestiti dal centro sinistra”. Ma Napoli ricicla e sommerge, non solo i rifiuti… Apprendo che il 13 agosto il magazzino delle Edizioni La Citta’ del Sole e’ stato oggetto di una grave azione di effrazione, furto e devastazione: “Ad una prima sommaria ricognizione nell’indescrivibile caos in cui e’ stato lasciato il luogo, e’ apparso evidente che l’intento delinquenziale degli autori era finalizzato al danneggiamento della casa editrice piuttosto che alla sottrazione di beni. Infatti, insieme con la documentazione amministrativa – relativa alle spedizioni e alla movimentazione del magazzino – l’azione vandalica si e’ concentrata sui titoli di piu’ recente pubblicazione e, tra questi, soprattutto su quelli di contenuto politico-culturale piu’ qualificato. Centinaia e centinaia di volumi sono stati distrutti o irrimediabilmente danneggiati, mentre soltanto poche copie, apparentemente di un solo titolo – “stranamente” il Volume XXII delle Opere complete di Marx ed Engels – sono state asportate. Altra circostanza singolare per un furto con scasso e’ che anche le attrezzature tecniche di un qualche valore non sono state rubate ma distrutte…giovani abitanti del quartiere hanno riferito di aver tempestivamente avvertito le forze di polizia di quanto stava accadendo senza che la segnalazione avesse alcun seguito. Sarebbe grave e significativo che, mentre – in nome di una fantomatica “sicurezza” – vengono distratte risorse preziose alla ricerca, alla formazione e alle politiche sociali, con la militarizzazione del territorio e l’istituzione di ronde con l’impiego anche dell’esercito, le “forze dell’ordine” ritengano di non procedere neppure ad una verifica della segnalazione di un possibile reato. In ogni caso questa azione delinquenziale, se ci ha molto pesantemente danneggiato, non ci fara’ certamente deviare dalla nostra linea di politica editoriale”.
Invitata dal Circolo Bolivariano “Jose’ Carlos Mariátegui” di Napoli, che mi ha segnalato l’”azione” e ricordandomi che “La citta’ del Sole” e’ anche la Casa editrice che ha pubblicato la traduzione in italiano della costituzione bolivariana e che i libri distrutti nel deposito sarebbero entrati a far parte del patrimonio pubblico bibliotecario del comune di Napoli, proponeva un commento su Indymedia. Cosi’ di getto ho scritto ieri, appena arrivata la lettera: “Io nacqui a debellar tre mali estremi: tirannide, sofismi, ipocrisia” T. Campanella. Il sottotitolo della casa editrice, si ispira all’utopica societa’ solare e dice “Le Edizioni La Citta’ del Sole sono contro la riduzione a merce dell’uomo e del prodotto del suo ingegno”. Quanto basta per sopprimere una voce libera che raccoglie e diventa editrice e con grande fatica. Cio’ che e’ accaduto, deve farci capire che la lotta e’ divenuta sempre piu’ infida e dura e abbiamo bisogno del sole, uno dell’altra, non di certe notti…Mi spiace tantissimo.
…
Da Carlo Gubitosa, una vecchia canzone dei Pooh
Dedicato a tutti i cari amici che si sono preoccupati per me temendo che io fossi coinvolto nell’incidente stradale che c’e’ stato a Santo Domingo nei giorni scorsi…
IO SONO VIVO
Quando il vento della notte,
lascia il posto all’aria chiara,
molto mondo dorme ancora,
io sono vivo.
Quando il sole del mattino,
fruga i tetti piano piano,
pettinando la citta’,
io sono vivo.
Quando al buio ci si vede,
quando la mia donna ride,
quando la mia donna gode,
io sono vivo.
L’inverno va nei pesci a primavera
il mio segno e’ un corpo che respira.
Io correro’
mi trasformero’,
una goccia, un torrente, l’oceano saro’.
Stammi vicino volando con me,
cadendo con me
con la luna dipinta
che spunta alle spalle del mondo.
Navighero’, mi trascinero’,
una goccia, un torrente, l’oceano saro’
stammi vicino volando con me,
cadendo con me
nel tramonto d’arancia
che accende la guancia del mondo.
Quando il sole si distende
prepotente sulla strada,
la mia mente e’ forte e nuda,
io sono vivo.
Quando un passo di violenza
lacera a meta’ un sorriso,
non nascondo il viso mio,
io sono vivo.
Quando tra dolcezza e voglia
ogni cosa ti assomiglia
il mio sangue si risveglia,
io sono vivo.
L’inverno va nei pesci a primavera
il mio segno e’ un corpo che respira.
Io correro’
mi trasformero’,
una goccia, un torrente, l’oceano saro’.
Stammi vicino volando con me,
cadendo con me
con la luna dipinta
che spunta alle spalle del mondo.
Navighero’, mi trascinero’,
una goccia, un torrente, l’oceano saro’
stammi vicino volando con me,
cadendo con me
nel tramonto d’arancia
che accende la guancia del mondo.
Stammi vicino volando con me,
cadendo con me.
Stammi vicino volando con me,
cadendo con me.
..
La musica e’ questa:
it.youtube.com/watch?v=1wgamULd6VM
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DECALOGO: I 10 COMANDAMENTI DELLA DECRESCITA
Quando il sole del mattino,
fruga i tetti piano piano,
pettinando la citta’,
io sono vivo.
Quando al buio ci si vede,
quando la mia donna ride,
quando la mia donna gode,
io sono vivo.
L’inverno va nei pesci a primavera
il mio segno e’ un corpo che respira.
Io correro’
mi trasformero’,
una goccia, un torrente, l’oceano saro’.
Stammi vicino volando con me,
cadendo con me
con la luna dipinta
che spunta alle spalle del mondo.
Navighero’, mi trascinero’,
una goccia, un torrente, l’oceano saro’
stammi vicino volando con me,
cadendo con me
nel tramonto d’arancia
che accende la guancia del mondo.
Quando il sole si distende
prepotente sulla strada,
la mia mente e’ forte e nuda,
io sono vivo.
Quando un passo di violenza
lacera a meta’ un sorriso,
non nascondo il viso mio,
io sono vivo.
Quando tra dolcezza e voglia
ogni cosa ti assomiglia
il mio sangue si risveglia,
io sono vivo.
L’inverno va nei pesci a primavera
il mio segno e’ un corpo che respira.
Io correro’
mi trasformero’,
una goccia, un torrente, l’oceano saro’.
Stammi vicino volando con me,
cadendo con me
con la luna dipinta
che spunta alle spalle del mondo.
Navighero’, mi trascinero’,
una goccia, un torrente, l’oceano saro’
stammi vicino volando con me,
cadendo con me
nel tramonto d’arancia
che accende la guancia del mondo.
Stammi vicino volando con me,
cadendo con me.
Stammi vicino volando con me,
cadendo con me.
Eco-nomia = De-crescita
Qualunque cosa facciano il Sistema, le grandi imprese, i media, gli Stati, le istituzioni internazionali, gli eserciti… noi possiamo rispondere con la democrazia diretta: forme di vita e di consumo libere da globalizzazione e sviluppo economico.
1. Alimentazione.
Consumate tutti i prodotti selvatici che potete e raccoglieteli voi stessi con metodi conservativi. Consumate tutti gli alimenti autoprodotti che potete. Fate in modo che gli alimenti siano biologici, locali, artigianali… Se non avete l’orto ne’ possibilita’ di averne uno, associatevi a una cooperativa, piantate sul terrazzo di casa, proteggete il piccolo commercio e le reti locali, comprate direttamente da agricoltori e fattori. Se potete, fate lo yogurt, il pane, i dolci… Rifiutate i prodotti delle grandi marche convenzionali, la modificazione genetica, gli alimenti molto pubblicizzati in televisione, il cibo spazzatura… Ringraziate per gli alimenti che mangiate ogni giorno. Diminuite piu’ che potete l’ingestione di proteine animali, molto cara ecologicamente parlando. Consumate i prodotti di stagione. Cucinate a fuoco lento. Evitate il cibo precotto. Conservate e/o proteggete le ricette, le varieta’ e le tradizioni locali. Nell’India Vedica, il cuoco ricopriva una posizione sociale importante quasi quanto quella di un brahamani o di un medico.
2. Societa’.
Mantenete unita la vostra famiglia. Tessete alleanze con i vicini, con i genitori dei compagni di scuola dei vostri figli (se vanno a scuola), con i colleghi di lavoro, con tutta la comunita’ e soprattutto con i familiari piu’ stretti e lontani e con i vostri amici. Associatevi a cooperative, spacci, reti di consumo locale… Proteggete il piccolo commercio e le eco-nomie locali, gli artigiani e gli agricoltori locali. Promuovete il modello di societa’ mediterranea, cordiale, semplice. E’ ecologico, salutare e dona il buon umore.
3. Energia.
Risparmiate tutta l’energia possibile. Riciclate energia. Cercate di fare un uso efficiente dell’energia. Traete il miglior profitto dall’energia che utilizzate. Consumate, nella misura delle vostre possibilita’, energia che provenga da fonti rinnovabili. Investite, nella misura delle vostre possibilita’, in fonti energetiche rinnovabili. Diffondete, nella misura delle vostre possibilita’, le fonti energetiche rinnovabili al lavoro, a casa e nei centri di studi…
4. Cultura.
Fuggite dall’omogeneizzazione culturale globale e dall’impero anglosassone (e da qualunque altro impero). Siate creativi, partecipativi. Non siate meri spettatori passivi. Proteggete le culture autoctone, le lingue locali, la cultura rurale, i segni culturali distintivi di ogni popolazione (sia rurale o urbana)… Proteggete le radici, il passato, le differenze, la biodiversita’ culturale… senza fanatismi. Proteggete gli artisti locali e le piccole industrie culturali di ogni zona. Disprezzate la clonazione culturale, sterile e di cattivo gusto. Dalí disse: ?Solo l’ultralocale puo’ diventare universale”. La cultura locale, l’arte in famiglia, le tradizioni proprie… favoriscono l’identita’. Senza identita’ e senza rispetto per il proprio passato (attenzione, non confondetevi con le mentalita’ chiuse), nessuno e’ niente. Rispettate le culture orali. Diffidate dei sistemi culturali verticali. Ricordate che dall’universita’ sono uscite milioni e milioni di persone che hanno attentato contro l’uomo e la Natura (e alcuni/e studiosi/e stimati/e).
5. Denaro e consumo.
Disprezzate l’usura. Disprezzate la speculazione. Favorite l’eco-nomia. Cercate di non utilizzare denaro elettronico. Incentivate il prezzo equo, il baratto, lo scambio, le monete alternative, i prodotti verdi… Disprezzate le modalita’ di pagamento posticipato. Evitate lo Stato e le sue tasse piu’ che potete perche’ la maggior parte di quel denaro non viene utilizzato per fini sociali ma per proteggere lo Stato stesso, l’esercito… Praticate la disobbedienza fiscale ogni volta che potete. Se vi avanzano dei soldi, per qualunque ragione, condivideteli: una volta soddisfatti i bisogni personali, cio’ che non si da’… si perde. Evitate il consumo superfluo, compulsivo e inutile. In questo modo evitate di sprecare energia, di produrre rifiuti e di perpetuare il Sistema… Fate in modo che il vostro consumo tenga sempre in considerazione i criteri ambientali, sociali, etici…
6. Lavoro.
Fate in modo che il vostro lavoro sia lecito. Ovvero, che abbia il minimo impatto possibile sulla Natura e che non implichi il maltrattamento o il disprezzo di altri esseri viventi, incluso l’essere umano. Fate in modo che il vostro lavoro sia il piu’ verde possibile. Fate in modo che vi lasci tempo libero a sufficienza per progredire spiritualmente, emozionalmente… e per dedicarvi alla famiglia e alle attivita’ che ritenete opportune, siano esse artistiche o sociali… Fuggite dai lavori che fomentano l’usura e la speculazione, il commercio disonesto, lo spreco e il consumo compulsivo, l’inganno al consumatore, la globalizzazione… I lavori artigianali, locali, a dimensione umana, sono lavori che fomentano l’eco-nomia. Se hanno a che vedere con l’agricoltura biologica, le energie rinnovabili, la rilocalizzazione dell’economia, la salute naturale, l’unione della comunita’… meglio. Fate in modo che il vostro lavoro non metta mai in pericolo l’esistenza delle generazioni future.
7. Salute.
La salute e’ equilibrio. Favorite il vostro equilibrio e quello della vostra famiglia. Sostenete una dieta e delle abitudini sane, un lavoro e una casa salubri, fuggite dallo stress e da tutte le situazioni che provocano confusione mentale e problemi inutili. Studiate le forme di salute tradizionali, perche’ vi serviranno. Autogestite la vostra salute e quella della vostra famiglia fin dove vi e’ possibile. Considerate il mondo della salute come un tutto olistico, che include la dieta, le questioni ambientali, il luogo in cui abitate, il lavoro, il mondo spirituale, la famiglia… Fuggite da ogni tipo di aggressione. La medicina allopatica puo’ avere i suoi lati positivi, a cui si puo’ ricorrere in momenti determinati, ad esempio la diagnosi.. Anche la morte fa parte della vita.
8. Politica.
La politica attuale e in generale, salvo eccezioni, tutto il sistema politico… vive agli antipodi della decrescita economica. Ci sono partiti piu’ o meno sensibili ai problemi ambientali e/o sociali, ma, la maggior parte di essi non si azzarda a mettere in questione il modello attuale di sviluppo economico. Al massimo, parla di una descrescita sostenibile; ma, il problema e’ che la crescita e la sostenibilita’ sono, come sappiamo tutti, incompatibili. L’unica alternativa possibile e’ il bioregionalismo, che ha poco a che vedere con i partiti nazionalisti attuali, perche’ il bioregionalismo implica una decentralizzazione assoluta e radicale. Il modello sarebbe piu’ vicino a un mondo organizzato su piccole regioni autogestite che a sistemi nazionalisti convenzionali.
9. Tecnologia.
La tecnologia non e’ neutrale. La tecnologia punta sullo sviluppo economico e sulla dittatura tecno-scientifica. La tecnologia e la scienza hanno creato una nuova religione, i cui dogmi sono “raccomandati” alla popolazione attraverso i mezzi di comunicazione di massa. Evidentemente, nell’attualita’, in un luogo come la Spagna, sarebbe molto difficile tornare a vivere di caccia, a raccogliere frutta dagli alberi e voltare completamente le spalle alla societa’ tecnologica. Tuttavia, ci sono diversi livelli… di integrazione al mondo tecnologico. Attraverso determinate abitudini di consumo, di vita e scelte quotidiane, possiamo sabotare il mondo tecnologico e le imprese, gli stati, gli eserciti, le macchine… che stanno dietro di essi. Da un lato, senza arrivare a posizioni di luddismo radicale, conviene vivere il piu’ lontano possibile dal sistema tecnologico, che distrugge la Natura e la societa’ umana. E dall’altro, conviene favorire le tecnologie piu’ artigianali, a dimensione umana, sottoposte a un controllo sociale, facile, accessibile e diretto. Senza bisogno di diventare degli Amish, e’ possibile indirizzare la nostra esistenza verso forme di vita meno dipendenti dal mondo tecnologico. O, almeno, dagli aspetti piu’ demenziali e aberranti dell’universo tecnologico attuale.
10. Spiritualita’.
Il futuro sara’ spirituale o, semplicemente, non ci sara’ futuro. Lo studio delle confessioni tradizionali che sono esistite su Gaia ci possono servire d’ispirazione. Questo gran cambiamento di paradigma che implica la decrescita economica e’ possibile solo nel segno di un cambiamento di paradigma olistico molto piu’ profondo, che includa il mondo spirituale. E’ impossibile contenere i desideri e la propensione al consumismo, se parliamo di miliardi di persone, senza tener presente la saggezza che emana dai libri sacri e dalle culture orali delle diverse tradizioni del mondo (attenzione, non confondete la tradizione primordiale con guru da quattro soldi, ne’ con le gerarchie ecclesiastiche piu’ inclini alla forma che alla sostanza, ne’ con tradizioni aberranti che non sono mai state consigliate da nessun santo). Ogni tradizione o maestro possiede virtu’ e metodi propri. Li’ troviamo gli strumenti che dobbiamo comprendere e poi assimilare per andare verso una societa’ dignitosa, giusta, libera e bella e in armonia con la Natura e il Cosmo. Nota importante: una vita a basso consumo non implica necessariamente una vita vuota spiritualmente ed emozionalmente ma, al contrario, la vita semplice porta, o puo’ portare, a una vita spiritualmente piu’ intensa nello stesso modo in cui il consumo compulsivo ha come obiettivo riempire il vuoto spirituale della societa’ contemporanea.
Ecoattivisti. www.theecologist.net
Tratto da: www.comedonchisciotte.org
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Benzina nell’acqua
Gianluigi (bloggher)
“….la scorsa settimana, nella guerra dell’ambiente che i generali americani stanno combattendo in Italia per tutelare la salute dei loro militari (ed evitare richieste di risarcimenti record), si e’ aperto un secondo fronte. Nella contestatissima base di Vicenza gli esami hanno rilevato quantita’ anomale di idrocarburi. E’ scattato subito il divieto di bere e di cucinare con quell’acqua, disponendo la distribuzione gratuita di bottiglie di minerale per tutti i 1.200 soldati.”
La popolazione vicentina e’ stata avvertita?
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L’effige di Garibaldi
Nicolai Caiazza
A Capo d’Orlando il sindaco ha rotto gli indugi: ha cambiato nome alla piazza centrale che non si chiamera’ piú piazza Garibaldi, ma piazza IV luglio 1299 (data in cui si svolse una feroce battaglia tra i Siciliani capeggiati da D’Oria e una coalizione di Aragonesi e Angioini.
La notizia e’ arrivata anche in Inghilterra che e’ sempre tanto attenta alle cose italiane gia’ da qualche secolo. Il Times cita infatti quest’episodio proprio come espressione di una presa di coscienza in Sicilia delle conseguenze della sua Conquista da parte del Piemonte. Conquista alla quale l’Inghilterra forni’ ampia collaborazione militare oltre che finanziaria. A Marsala c’era un importante insediamento inglese per lo sfruttamento e il commercio del vino e che fu la base di appoggio per lo sbarco delle truppe di Garibaldi.
La notizia di Capo d’Orlando ha mobilitato anche Bobo Craxi che su Liberazione dell 1 agosto reagisce “indignato” (anche lui?) contro questo sopruso ai simboli dell’Unita’ d’Italia, in questo caso di Giuseppe Garibaldi, proprio “in coincidenza con il 150esimo anniversario della epopea delle Camicie rosse”. Bobo ricorda anche che Garibaldi per essere stato libertario e alla fine della sua vita simpatizzante per il socialismo, fu adottato come simbolo del Fronte Popolare del 1948. Quindi la sinistra deve difenderlo. Il tutto pubblicato senza commento su Liberazione.
A questo punto e’ necessario fare alcune considerazioni.
Una vera storia ufficiale della Conquista non c’e’ mai stata. Tutti gli insegnamenti di storia nelle scuole hanno utilizzato la semplice descrizione propagandistica di De Amicis che da’ per scontato che il Piemonte realizzo’ il sogno secolare di una Italia unificata, per mezzo della diplomazia di Cavour, l’ardimento di Garibaldi e la lungimiranza di V.E.II. Al massimo ci fu qualche danno collaterale.
La questione e’ che la conquista del Sud fu una vera e proprio guerra di colonizzazione da tutti i punti di vista. Il nemico, le popolazioni del Regno delle due Sicilie, furono oggetto di un bombardamento propagandistico volto alla denigrazione che accompagnó prima e poi l’azione militare di soggiogamento delle popolazioni. Le stragi furono l’azione regolare delle truppe mercenarie di Garibaldi (che non erano i poetici Mille ma almeno trentamila incorporando avventurieri ed emarginati svizzeri, magiari, tedeschi, etc., un po’ come gli attuali “contractors”). L’economia fu sistematicamente distrutta.
In Calabria che vantava una industria della seta di alto livello, oltre alla distruzione dei laboratori, i coltivatori furono uccisi o deportati e le piante di gelso bruciate con divieto di coltivazione. Nella letteratura storica indipendente sono comunque descritti tutti i misfatti di quella Conquista.
Cio’ che importa ora e’ perche’ rivangare questo passato di vergogna invece di pensare al positivo e a risolvere i problemi attuali. Il fatto e’ che la menzogna sulla quale si e’ basata l’unitá d’Italia continua a governare. L’Italia e’ un Paese costruito sulla menzogna. In nessun altro Paese esiste una parte che considera l’altra una colonia, e porta avanti regolarmente pratiche di denigrazione della parte sottomessa, cosí da giustificare il dominio. Nel secondo dopoguerra il governo italiano si accordó con i Paesi del Nord Europa per l’esportazione della manodopera dal Sud e dalle Isole ricevendo in cambio la possibilitá di esportare i propri manufatti prodotti nel Nord. Il Belgio consegnava all’Italia 250Kg di carbone al giorno per ogni operaio in buona salute che sarebbe andato a lavorare nelle loro miniere. Naturalmente per convincere gli operai a espatriare era necessario per il governo italiano provvedere alla mancanza di occasioni di lavoro sia nella agricoltura che nell’industria. Come in ogni colonia che si rispetti i governi locali devono essere corrotti e pronti a smorzare qualunque segno di rivolta e emancipazione. Quando agli inizi degli Anni Settanta la camorra cominció ad espandersi, tutti ne erano al corrente tranne la Questura e il Governo, che vedevano nella camorra un mezzo per controllare la popolazione. Cosí come era stato con la mafia. Del resto giá le truppe Alleate si erano servite della mafia per appoggiare lo sbarco in Sicilia e il governo italiano se ne era servito successivamente per combattere il movimento dei contadini e i sindacati.
Il popolo italiano non ha dignitá , si lamentano un po’tutti. Ma come si puó avere dignitá quando e’ la menzogna ad essere la linea direttiva storica. Quando ci fu il cosiddetto piccolo armistizio di Cassibile dopo lo sbarco alleato in Sicilia, il re e Badoglio, non avendo il coraggio di trattare in proprio lasciarono il generale Castellani (senza credenziali) a condurre la trattativa. Badoglio e il re proponevano agli americani la rottura della propria alleanza con la Germania e di passare dalla parte degli Alleati. Eisenhower senza mostrare disprezzo per questi opportunisti impose la capitolazione che poi per cortesia politica verso i vinti fu
definite “pace”. “Capitolazione”che e’ tuttora in vigore, peró si chiama “alleanza”. Agli italiani viene ancora propagandata l’immagine che gli Usa amano l’Italia cone Gregory Peck in Vacanze romane. In realtá l’Ítalia capitoló e continua a capitolare. Forse Bobo Craxi potrebbe meglio ricordare che forse l’unico atto di orgoglio l’Italia lo ebbe con Bettino Craxi, quando all’aeroporto di Sigonella i marines Usa che avevano circondato l’aereo con i sequestratori dell’Achille Lauro per impadronirsi dei prigionieri, furono a loro volta, per ordine di Craxi, circondati dai Carabinieri con i mitra spianati. I marines allora si ritirarono.
Ci sono molti studiosi che hanno scritto di storia basandosi sui fatti e non sulla propaganda, solo che non sono molto popolari nella historia oficial. Per tutti mi permetto di segnalare la rigorosa e molto documentata opera di Gigi Di Fiore, Controstoria dell’Unita’ d’Italia, Rizzoli.
Quali che siano state le ragioni che hanno spinto il sindaco di Capo d’Orlando a questo gesto, ricerca di una facile popolarita’, deviare l’attenzione dai problemi concreti, il fatto e’ che la reazione della popolazione siciliana e’ stata generale di approvazione e di appoggio. Cosí come le varie autorita’ hanno creduto bene di solidarizzare con il sindaco. Questo mostra indica la presenza di una inquietudine forzatamente sopita ma che cerca ancora una via per esprimersi.
La questione e’ pero’ fondamentale ed e’ meglio affrontarla razionalmente anziche’ negarla come cerca di fare il nostro Bobo.
Non si tratta di promuovere scissioni come pretendono i politici che pescano nel torbido, ma portare alla coscienza il corso di un processo storico che ha creato un Paese al cui interno vigono rapporti di sudditanza coloniale. Unico caso in Europa.
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L’Europa che non c’e’
Paolo De Gregorio
Se analizzassimo con modesta obiettivita’ le cause della dura risposta russa all’invasione della Ossezia, dovremmo per forza concludere che l’Europa indipendente e sovrana non esiste, e che tutte le mosse destabilizzanti le ha operate il “grande fratello” Usa, trattandoci da sudditi e imponendoci protezione non richiesta da fantomatici “nemici” (russi o arabi).
La materia prima, indispensabile per gli americani, piu’ del petrolio, sono i “nemici” e quindi in qualche modo bisogna fabbricarli, inserendosi nelle contraddizioni etniche o religiose per farle esplodere con i mille mezzi a disposizione che vanno dalla fornitura di armi, al denaro alle persone giuste, alle minacce, alle provocazioni, alle prove inventate a tavolino (quello del Pentagono s’intende).
La grande Europa,quella che ormai ha superato gli Usa per il PIL, politicamente e’ un nano che non conta nulla, perche’ e’ occupata militarmente da centinaia di basi Usa e Nato, portaerei permanenti e deposito di armi atomiche, ostaggio della politica estera americana che ha creato unilateralmente tutte le condizioni per far reagire la Russia in modo duro e continuare a giustificare la propria presenza in Europa.
La guerra alla Serbia, il riconoscimento del Kosovo, le basi in Polonia e Repubblica Ceca, l’appoggio alle “rivoluzioni” arancione nei paesi ex-sovietici, il progetto di inserirli nella Nato, sono state tutte mosse volte a separare la Russia dall’Europa e a creare quel “nemico” di cui hanno tanta nostalgia, poiche’ senza “nemici” da combattere le basi Usa e Nato in Europa non avrebbero alcuna giustificazione possibile.
L’interscambio e la interdipendenza dell’Europa con Russia e Medio Oriente sono infinitamente superiori a quelli con gli Stati Uniti, i russi e gli arabi sono nostri amici e clienti, e qualunque cosa turbi questi rapporti e’ una vigliacca coltellata alle spalle per la economia europea e per la pace nel mondo.
L’Europa e’ il vero antagonista degli Usa, la sua moneta e’ la piu’ richiesta al mondo e mette in crisi il dollaro e tutta l’egemonia finanziaria e monetaria che consente agli Usa quelle enormi e sconsiderate spese militari. Una politica europea autonoma di pace e di amicizia con russi e arabi ci porterebbe naturalmente verso una evoluzione geopolitica in cui gli Usa e il loro alleato Israele non conterebbero piu’ niente, perche’ entrambi vogliono il petrolio usando la forza miliare, e infatti sono 30 anni che abbiamo guerre e distruzioni per dettare legge su quell’area.
Chiunque in buona fede, se immagina la sparizione delle basi Usa in Europa, lo scioglimento della Nato, la fine delle ingerenze in Medio Oriente, il ritiro da Iraq e Afghanistan, non puo’ immaginare altro che un futuro di prosperita’, di pace, di oleodotti che vanno in Cina e India, della fine di un incubo storico che si chiama neo-colonialismo ad opera di paesi che hanno l’impudenza di definirsi democratici, mentre tutto dimostra che credono solo nella forza militare.
L’unica entita’ politica che puo’ far crollare l’antico disegno egemonico Usa e’ l’Europa, che oggi e’ una puttana che ha bisogno del protettore, ma che deve riscattarsi da questa umiliante subalternita’ e incominciare a parlare con una voce sola, e soprattutto a parlare chiaro.
Quelli che piu’ si intendono di economia, i padroni, sanno benissimo quanto stiamo perdendo con questa subalternita’ e sono favorevoli all’emergere di una Europa unita a lungimirante.
Alle elezioni europee del prossimo anno voteremo solo chi parlera’ di indipendenza europea, della fine delle ingerenze americane, e della chiusura delle loro basi militari.
Oggi gli americani sono i nostri piu’ irriducibili avversari, ma fanno finta di esserci amici, sono anche falsi e mentitori professionali.
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Una pericolosa guerra nel Caucaso
la Rete dei Comunisti
www.contropiano.org ; http://cpiano@tiscali.it
E’ estremamente pericolosa la guerra che si e’ riaccesa nel Caucaso tra la Russia (che sostiene le istanze indipendentiste di Ossetia del Sud e Abkhazia) e la Georgia che si e’ sentita le spalle coperte dagli USA e dall’Unione Europea per scatenare il proprio avventurismo militare.
E’ una guerra pericolosa per moltissimi motivi che sono venuti via via accumulandosi nell’ultimo quindicennio e che hanno mostrato concretamente come il mondo sia ormai entrato pienamente nella fase della competizione globale a tutto campo – inclusa quella militare – tra le varie potenze.
1. Nella drammatica guerra riapertasi nel Caucaso (riaperta perche’ in realta’ e’ in corso dalla seconda meta’ degli anni Novanta), la posta in gioco non sono piu’ solo gli oleodotti e le rotte delle risorse energetiche tra Asia ed Europa. Questi ne sono stati il motivo scatenante ma nel tempo si sono accumulati a queste contraddizioni i nuovi squilibri e riequilibri nei rapporti di forza a livello mondiale. In tal senso, il multilateralismo invocato come soluzione a questi squilibri, si rivela piu’ conflittuale di quanto lo fosse stato il bipolarismo USA-URSS prima e l’unilateralismo USA poi.
2. In questi giorni sono in molti a chiedersi le ragioni per cui un satrapo caucasico come l’attuale presidente della Georgia abbia ritenuto di poter scatenare una offensiva militare contro la piccola Ossetia del sud legata alla Russia ed in cui erano presenti centinaia di soldati russi in funzione di peacekeeper sulla base di un accordo internazionale. A questi molti interrogativi sara’ bene che se aggiungano altri a chiedersi come mai la data per scatenare la ridicola offensiva militare della Georgia abbia coinciso con quella dell’apertura delle Olimpiadi a Pechino.
La Georgia e’ un vassallo totalmente dipendente dagli USA. Da essi dipende economicamente, politicamente, militarmente. Dunque gli USA non potevano non sapere le intenzioni di Saakashvili. Perche’ dunque non hanno fermato l’avventurismo del loro satrapo di turno in un giorno in cui il mondo celebrava un evento di segno completamente diverso come l’apertura dei Giochi Olimpici?
La cerimonia inaugurale delle Olimpiadi a Pechino- organizzata in modo fastoso nel segno della storia imperiale e secolare del paese piuttosto che in quella del socialismo – ha rivelato al mondo lo status di nuova potenza mondiale della Cina. Dopo giorni di crescenti polemiche e attacchi anticinesi, di fronte alla cerimonia dell’8 agosto tutti gli osservatori mondiali hanno dovuto prendere atto che la Cina oggi e’ una potenza da rispettare, da temere, da studiare, da non sottovalutare, una potenza capace di prendersi la ribalta internazionale anche in un clima da guerra fredda come quello che respiriamo ormai da mesi. Lo scatenamento della nuova fase della guerra caucasica ha ottenuto l’effetto di oscurare questo evento sul piano politico e di ricondurlo alla sua dimensione sportiva.
3. L’avventurismo militare di un presidente-fantoccio come Saakashvili, indotto e coperto dalle complicita’ USA (ma anche di parte dell’Unione Europea) ha aperto cosi’ la nuova fase di uno scontro globale tra gli Stati Uniti verso Russia e Cina. Ed erano non pochi in questi anni ad indicare che il terreno di questo scontro non potevano che essere i territori cerniera tra Europa ed Asia centrale.
E’ dal 1997 che gli USA attraverso il “Silk Road Strategy Act”(Documento strategico per la Via della Seta) hanno di fatto avviato quella offensiva nell’area fatta di accordi economici tesi ad escludere Russia e Iran dal sistema di pipelines che porteranno le risorse di petrolio e gas dall’Asia centrale in Europa, ma fatta anche di accordi militari come il GUUAM (Georgia, Ucraina, Uzbekistan, Azerbijan, Moldavia) e interventi bellici come in Afghanistan, in funzione apertamente antirussa e anticinese.
Il 13 luglio 2006 e’ stato poi inaugurato quell’oleodotto BTC che ha sancito l’esclusione della Russia e dell’Iran dalla nuova Via della Seta (quella degli idrocarburi) per far arrivare gas e petrolio da Baku direttamente nel porto mediterraneo turco di Ceyhan.
Di fronte al fallimento del GUUAM per la defezione di alcuni stati e la controffensiva russa nell’area, gli USA hanno giocato direttamente la carta dell’ingresso nella NATO di Ucraina e Georgia (vedi il recente vertice di Bucarest) ma si sono trovati di fronte alla riluttanza e all’opposizione delle potenze europee aderenti alla NATO.
In questo caso, i governi europei sono stati piu’ lungimiranti della Casa Bianca, perche’ se la Georgia fosse entrata nella NATO oggi le truppe e gli aerei dell’alleanza sarebbero gia’ impegnati al fianco di un presidente avventurista nella piu’ pericolosa guerra di questa fase della storia del XXI° Secolo. Assai meno lungimiranti sono stati i governi europei quando si sono resi complici dello smantellamento violento della Jugoslavia e della recente secessione del Kosovo. Sara’ bene – in un contesto regionale che tende a farsi sempre piu’ a rischio escalation – non sottovalutare neppure la domanda che si e’ posto oggi un giornale finanziario: “Quale momento migliore per attaccare l’Iran?”.
4. Con il conflitto nelle aspre montagne caucasiche, siamo entrati a pieno titolo nella fase della instabilita’ e della competizione. Sara’ bene che nessuno a sinistra continui a sottovalutare quanto sta accadendo e venga meno alla funzione che i comunisti hanno sempre avuto durante i conflitti bellici che oppongono tra loro le varie potenze: impedire ogni complicita’ politica, diplomatica, militare, economica del proprio paese con i disegni geopolitici dell’imperialismo e denunciare le conseguenze sociali devastanti della competizione tra le diverse potenze, nessuna esclusa.
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Incultura fascista
Antonio sp (bloggher)
Famiglia Cristiana rappresenta il cattolicesimo operante,non quello delle gerarchie e del potere economico e finanziario. Ci sono due chiese: quella dei preti che si occupano di missioni e aiuto ai poveri ed ai diseredati, l’altra quella delle immense ricchezze.
A Roma il Vaticano possiede il 22 per cento del patrimonio immobiliare della citta’, quello che esiste in gran parte nelle zone residenziali di maggiore valore economico.
La destra al governo ha alimentato ed alimenta l’accrescimento di risorse al Vaticano come l’esenzione Ici per tutti i cespiti compresi quelli non aventi carattere di natura religiosa.
Sono cifre enormi che spiegano la benevolenza vaticana nei confronti di una classe politica che dal punto di vista comportamentale sarebbe da biasimare nell’ottica cristiana.
Rispetto la chiesa dei preti poveri,me ne infischio dell’altra anche perche’ sono agnostico ma non scemo.
Tommaso Merlo dice bene che il fascismo avanza.
Certamente non e’ il fascismo che abbiamo gia’ tristemente conosciuto, della camicia nera, del fez e dell’orbace, dell’olio di ricino, ma si puo’ essere fascisti in doppio petto, camicia e cravatta possedere mezzi di comunicazione enormi che hanno lavato tanti cervelli, avvocati di grido al soldo che fanno leggi per conto di ministri finti.
Cosa devono combinare di peggio di quello che stanno combinando? Leggi ad personam, ingiustizia sociale, o con me o contro di me, impronte digitali, sovvertimento del sistema giudiziario italiano con la scusa che in Italia i processi sono troppo lunghi quando, con l’aiuto anche della sinistra, sono state messe in opera tutta una serie di interventi atti ad allungare i processi, ed infine, dulcis in fundo, si fa per dire, riforma della costituzione una delle migliori al mondo, non per aggiornarla in pochi punti all’attualita’, ma per sfigurarla.
Ha ragione Merlo, ha ragione Famiglia Cristiana, ma se non ci svegliamo saranno ca..voli amari.
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Italia la piu’ cara d’Europa
Viviana
Sono spesso a Londra, una citta’ che e’ sempre stata considerata la piu’ cara del mondo.
Anni fa sentivo molto il cambio dell’euro col pound, ma da un po’ le cose sono cambiate.
Sappiamo che l’euro si apprezza e il pound si deprezza, ma, mentre tutti parlano delle recessione UE e Tremonti addebita il carovita italiano addirittura alla recessione mondiale, a Londra i prezzi, guarda caso, sono rimasti gli stessi.
Invece in Italia, per quanto il mercato vada proprio male, gli odiosi commercianti non hanno fatto che aumentare i prezzi senza alcun controllo o remora, e lo stesso hanno fatto i grandi distributori commerciali, come le COOP, che avrebbero dovuto calmierare i prezzi e invece hanno speculato come tutti, prima col cambio delle lire in euro, e poi con le scuse piu’ varie: gelate che hanno gravato sugli zucchini pagati un anno prima, carote che aumentavano di 20 volte dal produttore al consumatore, pane e pasta rilevatati oltre ogni dire sul presupposto di richieste di cereali per bioenergie prima ancora che questi cereali siano stati mai seminati…
Di contro non abbiamo mai visto alcuna manovra limitativa dello Stato, che poteva pure intervenire o con la leva fiscale sui mediatori assatanati o sui commercianti evasori e ladri, o favorendo la vendita diretta da produttore a consumatore, o bloccando il costo di beni base (ricordo il burro, il latte e l’olio europei) o alleggerendo il mercato coi mercatini comunali, i distributori di latte crudo, i dispenser, le facilitazioni alle vendite dirette dal produttore ecc.
Niente di fatto. I nostri esosi commercianti hanno continuato ad aumentare i prezzi in totale egoismo e anarchia, infischiandosene di recessione, crisi delle famiglie, crollo della domanda e contrazione del turismo, affossando Keynes e ogni regola di mercato in nome della furbizia piu’ bieca. Se vendono meno, pretendono lo stesso ricavo di prima maggiorando i prezzi e portandoci tutti alla crisi, tanto piu’ che i nostri salari e stipendi sono i piu’ bassi d’Europa e i nostri precari sono i peggio pagati.
A Londra oggi il latte costa 1 € e non 1,5. Il latte in polvere per neonati costa la meta’ esatta che in Italia e cosi’ via. I prezzi sono la meta’ o un terzo di quelli italiani o paghi 1 e prendi 2. La citta’ piu’ cara del mondo non e’ piu’ Londra ma Bologna. E la flessione del turismo che preferisce mete meno costose ce lo dice chiaramente. Ma che forse i bottegai capiscono qualche cosa?
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