
Famiglia Cristiana e il fascismo – Venti di guerra e recessione non guastano le ferie di Berlusconi e Frattini – Cartoline italiane – Le lenticchie della Lega- Perche’ la vecchia politica e’ antitetica a una democrazia moderna – Il brutto duo Califano-Matteoli
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Su Forbes magazine: “I ricconi italiani” sono 198mila e rotti…. e i poveri??? Aumentano sempre di piu’… Nord ricco e Sud sempre piu’ povero!!!”
Biancamaria
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Grazie alle Olimpiadi anche Rai2 e’ bella
Maria Novella Oppo
Le Olimpiadi sono bellissime anche perche’ hanno praticamente oscurato la bruttissima Raidue, rete appaltata alla Lega e diretta da un signore che si chiama Marano. Il quale, a onor del vero, e’ comunque piu’ simpatico di Fabrizio Del Noce (ci vuole poco) e piu’ intelligente di Maurizio Gasparri (ci vuole pochissimo). Cosicche’ le gare di Pechino, oltre a darci tante altre emozioni, dimostrano anche quanto sarebbe migliore la Rai se avesse un canale in diretta con gli eventi in corso (non necessariamente sportivi) e aperto al resto del mondo. Perche’ e’ importante sapere che la Terra non finisce sul nostro zerbino, anche se questo zerbino si chiama Po. Il mondo e’ grande e pieno di conflitti pronti a esplodere, spesso col pretesto di identità etniche inventate per l’occasione. Soprattutto se c’e’ di mezzo il petrolio; risorsa (per fortuna!) inesistente nella inesistente padania. Infatti, fonte prima di ricchezza e di potere da noi e’ la tv. Per questo anche l’ultimo guitto può diventare ministro, o addirittura capo del governo.
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Fascismo
Aldo Antonelli
Secondo la rivista dei Paolini “Famiglia Cristiana” noi siamo a “rischio fascismo”!
Troppo benevoli…
Io non vedo il “rischio fascismo” ma la “realta’ fascismo”!
Perche’, che cosa e’ questa militarizzazione dell’ordine se non fascismo?
E questa mediatizzazione della paura?
E questo invadere le strade di militari?
E questo schedare i cittadini, soprattutto i bambini rom?
E questo esautorare il Parlamento di “cittadini pensanti”, avendolo riempito di “servi obbedienti”?
La Finanziaria e’ stata approvata nel giro di nove minuti. Nemmeno il tempo di dire: “buon giorno”!
E cosa sono se non fascismo queste valanghe di veleno che si riversano verso tutti coloro che “osano” affacciare un critica, esprimere un dubbio, formulare un interrogativo, manifestare dissenso?
Guardateli questi chierichetti genuflessi ai poteri muti e benedicenti che allungano i loro tentacoli non appena si osi metterli in discussione: l’ipostatizzazione del potere fa rima con la criminalizzazione del sapere.
Chi sa taccia e chi puo’ faccia!
La menzogna e’ il tratto distintivo del loro DNA, mentre la selezione diventa la pratica impulsiva della loro referenzialita’.
Stravolgono la storia e alterano la grammatica. I Repubblichini di Salo’ sono promossi al rango dei martiri della Repubblica. Mentre tramutano gli appellativi di appartenenza in aggettivi di squalifica (vedi i “comunisti”!).
Fascisti e sfascisti: zittiscono le voci e ammutoliscono le coscienze.
Cosi’, la societa’ cimiterializzata e’ piu’ governabile, ordinata, “razionale”.
E la religione o diventa supporto al loro potere o venga irrimediabilmente scomunicata.
E Dio o diventa cifra che sacralizza le tradizioni e i pensieri dominanti o che sia il demone da combattere, senza esclusione di colpi.
Io, da parte mia, sogno un mondo in cui le mani dei ricchi vengano svuotate e dai troni vangano deposti i potenti.
E lotto perche’ questo domani anticipi la sua alba.
“Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote”.
Cosi’ recita, nel vangelo di oggi, ferragosto, il cantico della donna di Israele che noi, con il “ma” avversativo che vi anteponiamo (“Donna”-“Ma/donna”), abbiamo mummificato sterilizzando la sua profezia.
Buon ferragosto.
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Fascismo moderno
Antonio Di Pietro
Dopo populista, sinistroide oltranzista, giustizialista, etichettature che mi hanno coinvolto in prima persona, arriva una nuova definizione di chi non e’ allineato al servilismo di governo: cattocomunista.
Questo e’ l’ultimo attacco che il regime Berlusconi IV ha sollevato nei confronti di Famiglia Cristiana, rea di aver criticato alcune iniziative di questo teatrino di governo.
La tecnica e’ sempre quella: l’evocazione dell’antiberlusconismo e del comunismo. Queste accuse ricorrono ogni qual volta si mettono in discussione in modo democratico le scelte adottate dalla maggioranza. Nessun dialogo. Questo e’ la linea politica dell’attuale governo. Questa e’ la nuova linea di un fascismo moderno. Famiglia Cristiana e’ nel giusto.
Riporto in seguito l’articolo pubblicato da Famiglia Cristiana:
Il Presidente spazzino nel ‘Paese del marciapiede’
“E’ un ‘Paese da marciapiede’ quello che sta consumando gli ultimi giorni di un’estate all’insegna della vacanza povera, caratterizzata da un crollo quasi del 50% delle presenze alberghiere nei luoghi di vacanza. Dopo vari contrasti tra Maroni e La Russa, sui marciapiedi delle citta’ arrivano i soldati, stralunati ragazzi messi a fare compiti di polizia che non sanno svolgere (neanche fossimo in Angola), e vengono cacciati i mendicanti senza distinguere quelli legati ai racket dell’accattonaggio da quelli veri.
A Roma il sindaco Alemanno, che pure mostra in altri campi idee molto piu’ avanzate di quelle che il pregiudizio antifascista gli attribuisce, caccia i poveri in giacca e cravatta anche dai cassonetti e dagli avanzi dei supermercati. Li chiamano scarti, ma li’ si trovano frutta e verdura che non sono belli da esporre sui banchi di vendita. E allora se vogliamo salvare l’estetica, perche’ non facciamo il “banco delle occasioni”, coprendo con un gesto di pieta’ (anche qui “estetico”), un rito che fa male alle coscienze? Nei centri Ikea lo si fa, e nessuno si scandalizza. Anzi.
Ma dai marciapiedi sparisce anche la prostituzione (sara’ la volta buona?) e sarebbe ingeneroso non dare merito al Governo di aver dato ai sindaci i poteri per il decoro e la sicurezza dei propri cittadini. A patto, pero’, che la “creativita’” dei sindaci non crei problemi istituzionali con questori e prefetti e non brilli per provvedimenti tanto ridicoli quanto inutili; e che il Governo non ci prenda gusto a scaricare su altri le sue responsabilita’, come con l’uscita tardiva e improvvida (colpo di sole agostano?) della Meloni e di Gasparri, che hanno chiesto ai nostri olimpionici di non sfilare per protesta contro la Cina (il gesto forte, se ne sono capaci, lo facciano loro, i soliti politici furbetti che vogliono occupare sempre la scena senza pagare pegno!).
Tornando al “Paese da marciapiede”, ha fatto bene il cardinale Martino, presidente del Pontificio consiglio per i migranti, ad approvare la lotta al racket dell’accattonaggio senza ledere il diritto di chiedere l’elemosina da parte di chi e’ veramente povero. Il cardinal Martino ha posto un dubbio atroce: la proibizione dell’accattonaggio serve a nascondere la poverta’ del Paese e l’incapacita’ dei governanti a trovare risposte efficaci, abituati come sono alla “politica del rattoppo”, o a quella dei lustrini?
La verita’ e’ che “il Paese da marciapiede” i segni del disagio li offre (e in abbondanza) da tempo, ma la politica li toglie dai titoli di testa, sviando l’attenzione con le immagini del “Presidente spazzino”, l’inutile “gioco dei soldatini” nelle citta’, i finti problemi di sicurezza, la lotta al fannullone (che, pero’, e’ meritoria, e Brunetta va incoraggiato). Ma c’e’ il rischio di provocare una guerra fra poveri, se questa battaglia non la si riconduce ai giusti termini, con serieta’ e senza le “buffonate”, che servono solo a riempire pagine di giornali.
Alla fine della settimana scorsa sono comparse le stime sul nostro prodotto interno lordo (Pil) e, insieme, gli indici che misurano la salute delle imprese italiane. Il Pil e’ allo zero, ma le nostre imprese godono di salute strepitosa, mostrando profitti che non si registravano da decenni. L’impresa cresce, l’Italia retrocede. Mentre c’e’ chi accumula profitti, mangiare fuori costa il 141% in piu’ rispetto al 2001, ma i buoni mensa sono fermi da anni. L’industria vola, ma sui precari e i contratti e’ refrattaria. La ricchezza c’e’, ma per le famiglie e’ solo un miraggio. Un sondaggio sul tesoretto dei pensionati che sara’ pubblicata su Club 3 dice che gli anziani non ce la fanno piu’ ad aiutare i figli, o lo fanno con fatica: da risorsa sono diventati un peso.
E’ troppo chiedere al Governo di fugare il sospetto che quando governa la destra la forbice si allarga, cosi’ che i ricchi si impinguano e le famiglie si impoveriscono?”
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Marco Comande’, bloggher
I militari… Tempo fa l’Espresso scrisse che bisognerebbe spostare gli esuberi delle altre pubbliche amminisitrazioni (e perche’ non di Alitalia?) a fare lavoro di segreteria negli uffici della polizia, cosi’ ci sarebbero piu’ poliziotti per le strade. Come mai questa semplice idea non e’ mai stata applicata?
L’inflazione galoppante. Negli altri paesi europei la si combatte sul fronte delle imprese. Solo in Italia le liberalizzazioni di Bersani sono state marchiate di “comunismo”.
Le famiglie sempre piu’ povere. Qui dovremmo riflettere meglio sul termine fascismo: secondo gli storici, a rendere saldo il regime di Mussolini fu la classe media, cioe’ la stessa che oggi sta scomparendo come si intuisce dall’articolo di Famiglia Cristiana. Anzi, se qui c’e’ un problema di “cattocomunismo”, e’ dover ricordare che la prima mossa del regime, prima ancora della marcia su Roma, fu lo squadrismo contro i sindacati. Oggi la storia si ripete, solo che invece degli operai meridionali di allora, oggi la parte buona dei sindacati cerca di rimediare al caporalato degli extracomunitari (espulsioni, impronte digitali, sanzioni penali e non amministrative) e alle morti bianche (ripristino dei contratti capestro per donne incinte, condono per le imprese, poca sicurezza sulle autostrade, disapplicazione delle leggi).
Insomma, il dibattito di oggi e’ viziato dall’ennesima etichetta: comunismo. Sei comunista, quindi qualunque cosa dirai hai torto.
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www.adistaonline.it/?op=articolo&id=43174
LA CHIESA E’ CON ME”.
IL MINISTRO MARONI RIVENDICA L’APPOGGIO DI “AVVENIRE”
ROMA. “La posizione della Chiesa viene espressa dalla Cei che, attraverso il quotidiano Avvenire, ha spiegato con chiarezza e senza pregiudizi le mie iniziative e sui rom e’ stata nettamente favorevole”. Ha risposto cosi’ Roberto Maroni al giornalista del Corriere della Sera (7/7) che gli chiedeva conto delle critiche mosse dal mondo cattolico alle sue recenti iniziative su sicurezza e immigrazione, prima fra tutte la schedatura dei rom residenti nei campi nomadi. Ed in effetti, sfogliando nelle ultime settimane le pagine del quotidiano della Cei, sarebbe difficile dare torto al ministro degli Interni, per quanto ben diverse siano le convinzioni diffuse in larga parte dell’associazionismo, della stampa e perfino dell’episcopato cattolico (come, ad esempio, l’editoriale di Famiglia Cristiana che aveva parlato di “indecente proposta razzista”,
Avvenire, infatti, ha cercato di difendere in tutti modi il ministro, coerentemente – del resto – con il marcato “filo-berlusconismo” che sta contraddistinguendo la linea del giornale anche in materia di “giustizia” e leggi ad personam. Il 3/7 il quotidiano dei vescovi ha pubblicato su un’intera pagina un’intervista a Maroni in cui il ministro ha spiegato che il suo “primo obiettivo e’ tutelare chi vive nei campi nomadi in condizioni che troppo spesso di umano non hanno nulla”. Quanto alle critiche rivolte,
Quanto alle critiche che gli sono state rivolte, Maroni le ha definite “una tempesta in un bicchier d’acqua, motivata da polemiche infondate che non fermeranno l’azione del governo”. La colpa sarebbe di “qualcuno nella sinistra”, che “si e’ mosso. E subito e’ partito il network mediatico informativo a livello europeo”.
Il giorno dopo la pubblicazione dell’intervista Avvenire ha dedicato un’altra intera pagina a “spiegare” l’ordinanza del ministro, finalizzata a “combattere abusivismo e accattonaggio, con grande attenzione ‘ai profili umani e assistenziali’”.
Questi i titoli dei box laterali:
“Crotone. L’arcivescovo Graziani: ‘Le impronte? Danno un nome ai bambini che ne sono privi’”;
“Unicef. I provvedimenti del ministro in linea con le nostre priorita’”;
“Giuristi cattolici. D’Agostino: prendere le impronte non e’ discriminazione”;
“La storia. ‘Io rom, che ho sempre lavorato e cresciuto onestamente i figli, vi dico: i controlli sono giusti’”.
Il giorno successivo (5/7), un editoriale in prima pagina di Carlo Cardia ha sostanzialmente avvalorato la tesi del ministro sui problemi di “comunicazione” all’origine delle critiche verso la schedatura dei rom, mentre l’iniziativa che l’Arci ha organizzato a Roma il 7 luglio per protestare contro le misure promosse dal governo attraverso una “raccolta di impronte” all’Esquilino, cui hanno partecipato varie personalita’ del mondo della cultura e molti esponenti politici della sinistra e dell’opposizione, e’ stata rubricata sotto il titolo
“Impronte, l’Opera nomadi boccia la piazza”.
L’asse Avvenire-Maroni non si e’ incrinato nemmeno quando e’ scoppiata la polemica sulla moschea di viale Jenner a Milano. Dopo l’incontro tra il ministro degli Interni leghista e i rappresentanti dei cittadini del quartiere milanese svoltosi lo scorso 4 luglio, incontro nel corso del quale il ministro aveva garantito il trasferimento del centro islamico dove ogni venerdi’ si radunano per pregare circa 4000 musulmani, Umberto Bossi aveva sentenziato: “Oggi Maroni ha chiuso la moschea di viale Jenner. Questa e’ casa nostra. Non vogliamo regalare il nostro Paese a nessuno”. Non si era fatta attendere la reazione della curia di Milano, per voce di mons. Gianfranco Bottoni, responsabile delle relazioni ecumeniche e interreligiose della diocesi. “Solo un regime fascista o populista arriverebbe a tali metodi dittatoriali”, aveva dichiarato il prelato. “Dubito che le istituzioni civili di un Paese democratico possano proibire un diritto costituzionale come la liberta’ religiosa e di culto”.
“Lui e il suo capo”, aveva commentato il deputato e capogruppo leghista in consiglio Comunale Matteo Salvini riferendosi a mons. Bottoni e al card. Tettamanzi, “sono come quei magistrati che facendo politica screditano la categoria intera. Personaggi che con le parrocchie hanno poco a che fare”. Proprio Avvenire, si era subito prodigato per stemperare la polemica con un’intervista al vicario generale della diocesi di Milano, il vescovo C. Redaelli.
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Salvatore Moscato, bloggher
Da una vita che predico, che la mira di Berlusconi e’ quella di fare il Grande Fratello in Italia! Ma non quello che ha fare fare nelle sue TV. Ma il Grande Fratello Russo! Dove la gente entrando in casa, doveva: ” INCHINARSI E RIVERIRE IL GRANDE FRATELLO, DARE CONTO DI DOVE VENIVA E COSA PORTAVA IN TASCA “!
Il Grande fratello era uno proiettato in un quadro ovale appeso in una parete come se fosse in televisione, solamente che aveva la facolta’ di parlare direttamente alla singola persona, fare delle domande e pretendere delle risposte!. Se le risposte non erano di gusto al grande fratello, entravano degli agenti, lo portavano via e sotto tortura, facevano tanto, che la persona al culmine della sopportazione, mandava a quel paese il Grande fratello!. Era quello che volevano!. Messo su un carro legato veniva trasportato all’impiccaggione perche aveva offeso il Grande Fratello!. E durante il traggitto la gente lo facevano oggetto di scherno di sputi e langi di oggetti vari!. E cosi la gente viveva… come quasi stiamo arrivando proprio noi.: Intercettezzioni su tutte le linee!. Polizziotti di quartiere! Polizia Guardie Municipali, qauestura polizia stradale, Ronda Padane, e militari!. Per creare il caos si e’ dato carta bianca ai sindaci!. Proibito stare piu’ di due nei parchi pubblici!. Ecc!. Ognuno tirera’ delle belle idee, che diventano leggi!. Questa e’ la sicurezza che offre questo governo!. La sicurezza di eliminare i rompiscatole!. Riflettete e’ gia’ tardi Salvatore Moscato!.
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Giuliano, bloggher
Fascismo: Malattia morale che riduce la consapevolezza sociale e la percezione di liberta’ sino a rendere il cittadino un essere privo di ogni pensiero proprio e mero esecutore di ordini.
Nelle sue varie forme questa patologia si e’ sviluppata in Italia e Germania negli anni ‘20-40, nella Spagna del generale Franco, nella Grecia del regime dei colonnelli, in vari paesi sudamericani come il Cile di Pinochet con gli stadi usati come prigioni e l’Argentina di Videla dove gli oppositori venivano torturati e gettati in mare dagli elicotteri.
Quale governo non vorrebbe un mondo fatto cosi’?
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Fiorenza, bloggher
……ma a nessuno viene in mente che i Sindaci sono ormai nella sostanza uguali ai Podesta’ di mussoliniana memoria?La differenza e’ che il Sindaco e’ “eletto” mentre il podesta’ era nominato.
Il nuovo fascismo ha avuto inizio silenziosamente con l’elezione diretta del sindaco ….1993, l’elezione diretta del Sindaco tramite le ammucchiate di partiti e partitini permette la vittoria di quello che da’ migliori garanzie per la successiva spartizione degli incarichi attraverso la scientifica applicazione del manuale Cencelli in proporzione al n° di voti portati al Sindaco/ Podesta’……e’ da qui che prendono corpo le radici capillari del clientelismo che sta strangolando il paese!
Al Sindaco spetta la nomina e la revoca dei “suoi” assessori, sempre al Sindaco spettano le nomine dei vertici negli enti di 2° livello….tutte personcine alle sue dirette dipendenze che eseguono i suoi voleri, la sua visione perche’ e’ lui che alla fine puo’ dire l’ultima parola.
La democrazia e la partecipazione sono solo di facciata e il ruolo dei consiglieri comunali quasi uguale a zero…..Il Sindaco e’ figura dotata di robusti poteri rafforzati dal recente pacchetto sicurezza con il risultato del florilegio di astruse ordinanze come ad es. quella che vieta di sedersi in tre su una panchina….possiamo dire che la fantasia e’ al potere? oppure e’ l’imbecillita’ a farla da padrona?
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I venti di recessione e di guerra (Ossezia, Georgia) spaventano i governi europei e fanno tornare dalle vacanze capi di governo e ministri per riunioni di emergenza. Solo l’Italia degli assenteisti e delle finte emergenze resta svaccata e abulica, lontana dai luoghi del potere, Berlusconi coi suoi lifting personali e il ministro degli Esteri Frattini alle Maldive. Assenti e senza giustificazione sanitaria.
Secondo Brunetta, dovrebbero essere licenziati in tronco.
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Maroni vanta come opera propria la riduzione del 10% della criminalita’. Questo 10% in meno c’era anche in periodo elettorale ma faceva comodo ignorarlo per governare gli elettori con la propaganda della paura e dell’odio sociale. Ora che fa comodo fingere successi viene ripescato. Anche questa propaganda becera e falsificante e’ fascismo.
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Francesco, bloggher
Ferie corte quest’anno per il Primo Ministro spagnolo Jose’ Luis Zapatero. Mercoledi’ e’ tornato velocemente a Madrid per presiedere un Consiglio dei Ministri straordinario per far fronte al rallentamento dell’economia spagnola. Ventiquattro misure per riportare il tasso di crescita annuale della Spagna al 3% entro il 2010. E’ quanto scrivono i media spagnoli, tra cui l’edizione online di “El Pais”.
Zapatero ha prima presieduto la Commissione Affari Economici, alla quale hanno partecipato tutti i ministri legati all’economia. Le proposte messe a punto dalla Commissione sono state poi vagliate e approvate dal CdM, riunitosi questa mattina. E’ la prima volta che una riunione di quest’importanza si svolge in pieno agosto, durante le ferie dell’Esecutivo.
….questo e’ l’esempio di un paese “normale”!!!
Noi invece abbiamo un primo ministro che molto probabilmente a quest’ora mentre milioni di italiani non solo non sono andati in vacanza ma non sanno come fare a finire il mese, ebbene lui stara’ decidendo quale bandana mettersi per andare a fare un giro in piazzetta a porto cervo. e l’altro invece mentre c’e’ in atto in conflitto che minaccia di allargarsi, lui sara’ senz’altro disteso al sole delle Maldive!
Chi si deve vergognare non e’ solo colui che dice di volerci governare, ma ancor piu’ chi con il suo voto lo ha legittimato a farlo!
Sugli sviluppi della situazione in Georgia, il ministro degli esteri Franco Frattini riferira’ alle Commissioni Esteri e Difesa di Senato e Camera martedi’ 26 agosto. Lo rendono noto i presidenti delle Commissioni, il senatore Lamberto Dini e l’onorevole Stefano Stefani. (Agr)
Un ministro degno della carica che ricopre, avrebbe interrotto subito le sue ferie e si sarebbe recato sul posto cosi come stanno facendo gli altri politici europei.
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La ballata delle madri” di P.P. Pasolini:
Madri servili, che vi hanno insegnato
come il servo puo’ essere felice
odiando chi e’, come lui, legato,
come puo’ essere, tradendo, beato,
e sicuro, facendo cio’ che non dice…
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CARTOLINE Italiane
Maurizio Dati
La foto della nigeriana riempita di botte dai vigili di Parma e distesa in cella senza forze, stremata dal razzismo italiano.
La foto della peruviana scambiate per una postituta a Roma perche’ di colore e anche carina. Rinchiusa in cella e poi liberata con tanto di scuse al console peruviano.
La foto di Frattini in vacanza alle Maldive mentre tutti gli altri ministri degli esteri si riuniscono per la guerra Georgia-Russia.
Famiglia Cristiana che accusa il governo di fascismo e Gasparri che la querela.
Il dito medio alzato al cielo dal Ministro Bossi.
Le morti bianche sui cantieri autostradali mentre gli italiani vanno in vacanza nonostante le rate insolute.
I fratellini di Napoli salvati in extremis dalla morte per denutrizione, abbandonati in casa senza mangiare da giorni. La miseria che nessuno conosce.
Lo psiconano con la scopa in mano a Napoli e i napoletani ignoranti che lo applaudono pure.
I militari col mitra da guerra per le strade delle nostre citta’.
I barconi di immigrati che affollano il nostro mare ogni giorno.
SALUTI E BACI DALL’ESTATE ITALIANA.
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Medellin del Mediterraneo
www.antoniodipietro.com/2008/08/medellin_del_mediterraneo.html
“The Economist”: “La sottile linea verde”.
“Gli artiglieri hanno messo in sicurezza Piazza del Duomo a Milano; i paracadutisti hanno preso posizione fuori da san Giovanni in Laterano a Roma; e le truppe di montagna degli Alpini con il cappello piumato hanno aiutato la Polizia in un rastrellamento di spacciatori a Torino.
L’Italia non puo’ essere comparata alla Colombia. Non c’e’ neppure un segnale di un attacco terroristico imminente. Quindi, perche’ questa aria di emergenza nazionale? Il governo di Silvio Berlusconi, primo ministro italiano, ha ordinato che l’Esercito fosse schierato nelle strade per contrastare quella che considera una crisi per la legge e l’ordine. Tremila soldati saranno impiegati in compiti di ordine pubblico. La maggior parte prendera’ il posto della Polizia a guardia dei centri di detenzione per immigranti e vicino a possibili bersagli terroristici come le ambasciate. Il governo dice che rimarranno nelle strade per almeno sei mesi. Un recente studio del Censis, un istituto di ricerca, pone qualche dubbio sulla premessa del governo che il crimine stia andando fuori controllo. Nel 2006 ci sono stati meno omicidi in Italia che in Germania, Francia o Inghilterra; e’ piu’ facile essere ucciso a Bruxelles che a Roma. Comunque, le percentuali degli omicidi non sono le stesse dei crimini presi in assoluto. I dati del governo mostrano un aumento del numero totale dei reati del 6/7% all’anno. Quello che sembra sia cresciuto piu’ velocemente e’ la pubblica ansieta’. Un’altra ricerca della Unipolis, una fondazione di una compagnia assicurativa, pubblicata il 27 luglio, ha riscontrato che gli italiani vedono il crimine come la prima fonte di insicurezza e quasi la meta’ associa la violazione della legge agli stranieri.
Il governo attribuisce la sua vittoria elettorale in aprile alla promessa di Berlusconi di colpire il crimine. Le truppe nelle strade sono un messaggio a chi l’ha votato che intende rispettare la promessa. L’evidenza suggerisce che molti italiani sono rassicurati dalla presenza dei militari.
Se i militari contribuiranno a contenere il crimine e’ un altro discorso. Il generale Mario Buscemi, che ha guidato l’ultimo impiego dell’Esercito nelle citta’ italiane, per affrontare la Mafia negli anni ‘90, ricorda che dispose di 20.000 uomini solo per la Sicilia. L’attuale operazione, dice, e’ “sostanzialmente simbolica”. I soldati non hanno il potere di arrestare, e non sono addestrati per operazioni di polizia.
Si teme che la presenza dei militari possa mettere in fuga i turisti. Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, appartenente al movimento del Popolo delle Liberta’ di Berlusconi, sta combattendo una battaglia per tenere i soldati in uniforme fuori dal centro citta’. L’Italia puo’ non essere la Colombia, ma sta iniziando ad assomigliarle.
Nel mezzo del melodramma – includendo l’ “emergenza” dell’arrivo delle barche degli emigranti dal nord Africa e l’allontanamento degli zingari – rimane una domanda fastidiosa. Perche’ un governo cosi’ duro verso il crimine e’ cosi’ indulgente verso la corruzione?
Tra i primi atti di governo di Berlusconi ci sono la chiusura degli uffici dell’alta commissione contro la corruzione e una legge che gli permette di non dover rispondere ad accuse di corruzione.”
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Alfio Caruso cita:
“A dispetto d’inchieste, di processi, di commissioni parlamentari ignoriamo i mandanti delle stragi di Portella delle Ginestre, di piazza Fontana, di piazza della Loggia, di Ustica, della stazione di Bologna, di Ciaculli. Ignoriamo chi e che cosa ci siano dietro la morte di Mattei, di De Mauro, di Rostagno, di Dalla Chiesa, di papa Luciani. Ignoriamo il ruolo preciso dell’istituto parigino Hyperion nel guidare la strategia della tensione, la sua funzione sulla scacchiera internazionale, il suo grado d’incidenza sulle Brigate Rosse. Tutti sappiamo che Falcone e Borsellino sono stati fatti saltare per aria dai corleonesi, ma nessuno e’ mai riuscito a chiarire il grumo d’interessi finanziari-politici a monte delle due carneficine. A sedici anni di distanza stiamo ancora a interrogarci su quale fine abbiano fatto i files di Falcone e l’agenda rossa di Borsellino.”
Tutto l’articolo www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=4881&ID_sezione=&sezione=
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Le lenticchie della Lega
V.
E’ furbo Berlusconi, tiene per se’ i poteri maggiori e le massime impunita’ mentre centralizza sempre piu’ lo Stato nelle sue mani e contenta la Lega col balocchino dei maggiori poteri ai sindaci-sceriffi lasciandoli sbrigliare sullo sfogo del rancore sociale con normative che piu’ idiote non si puo’. Nel suo integrale totalitarismo, non e’ certo una maggiore democrazia o il governo del territorio, ma solo l’osso che si da’ al cane perche’ non rompa le scatole al padrone. E, mentre il piccolo potere locale gode delle sue stupide ordinanze, la Lega dimentica che sono 14 anni che Berlusconi le fa votare di tutto a suo favore, mentre non le ha ancora concesso quel federalismo fiscale che era la condizione prima dell’appoggio al governo senza di cui il governo stesso andrebbe molto in bilico. Così Giosue’ vendette la primogenitura per un piatto di lenticchie e le trovava pure buone.
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Sindaci fuorilegge
Li chiamano «sceriffi», ma i nuovi superpoteri li hanno trasformati in nemici della democrazia
Marco Bascetta
Cosa vi sarebbe di piu’ democratico, contiguo alla nostra quotidianita’, radicato nel territorio, vicino ai problemi e alle aspirazioni di chi lo abita, del governo locale? Di quei «comuni» che gia’ nel nome stesso evocano la difesa di una comunita’ sociale e politica dall’arroganza di poteri lontani, astratti, predatori? Non e’ forse stato il «decentramento», la partecipazione popolare, il confronto ravvicinato, l’articolazione massima della sfera pubblica, una bandiera irrinunciabile del radicalismo democratico? E, tuttavia, l’ideologia
contemporanea e il ceto politico italiano, che la alimenta e se ne alimenta, hanno provveduto a trasformare queste aspirazioni in un incubo, il governo locale in un formidabile dispositivo di repressione e regolamentazione delle vite.
Remoti sono i tempi in cui i comuni difendevano gli usi civici, e cioe’ i beni della collettivita’, dalle pretese dei feudatari. Semmai si tratta oggi di venderglieli o concederglieli a condizioni di massimo favore. A colpi di demagogia e procurati allarmi, dotandosi di giannizzeri ben armati e di volontari addestrati al controllo e alla delazione i governi
comunali vanno trasformandosi in piccole satrapie elettive, che celano l’incapacita’ di migliorare la qualita’ dei servizi e la quantita’ delle risorse, dietro lo spettacolo della repressione capillare.
Il decreto Maroni, che conferisce ai sindaci poteri speciali «in materia di sicurezza» imprime a questa catastrofica deriva una spaventosa accelerazione. A infelicitare la nostra esistenza quotidiana e ridurre la liberta’ di tutti , soprattutto di quanti non dispongono dei mezzi per comprarsela sul mercato, non sono tanto le leggi, discusse nei parlamenti e raccolte nei codici, (sebbene anche queste facciano in molti casi la loro parte) quanto una selva di ordinanze, normative, divieti, prodotte dall’arbitrio di valvassori e valvassini della
governance diffusa, sostenuta dagli interessi corporativi e particolari che la circondano e la aizzano. Questo «potere di ordinanza» viene ora esteso oltre misura e sottratto al controllo della magistratura, ovvero all’obbligo di essere coerente con le leggi dello stato. In altre parole l’arbitrio dei sindaci puo’ spingere la sua «creativita’», come del resto quotidianamente accade, fino a imporre normative discriminatorie e limitazioni della liberta’ dei singoli o di determinate comunita’, che contraddicono radicalmente l’ordinamento giuridico e i principi democratici. Sottraendo inoltre, chi ne cadesse vittima, a qualsiasi tutela e garanzia.
L’ «ordinanza» diviene cosi’ un atto di sovranita’ fuori da ogni controllo, una decretazione quotidiana e banalizzata dello stato di emergenza che consentira’ di discriminare, come gia’ sovente accade, sulla base della razza, della religione, del censo, dell’eta’, del sesso o
delle inclinazioni sessuali, infischiandosene dei principi e delle leggi. Gli esempi offerti dalla cronaca sono innumerevoli. Dai comuni che vietano la residenza a chi non disponga di un reddito superiore a una determinata cifra, a chi mette una taglia sulla cattura degli
immigrati clandestini, a chi, come l’ineguagliato sindaco di Verona Flavio Tosi, fra molte altre nefandezze, privilegia nelle graduatorie per gli asili nido le coppie sposate ad alto reddito rispetto a quelle conviventi a basso reddito, fino alla guerra diffusa contro le moschee e gli insediamenti rom. E cosi’ di seguito ogni primo cittadino, senza freni o impedimenti, potra’ conformare la vita cittadina alla sua personale concezione di legge e ordine, al suo proprio catechismo ideologico.Proibire, per esempio, che nei parchi pubblici si «sosti» nottetempo in piu’ di due persone (Novara). E’ il federalismo della repressione, la fine dell’eguaglianza dei diritti. Chiamare questi «amministratori» sceriffi non e’ sbagliato: sembrano usciti da un western di serie c. E poiche’ eletti, come gli sceriffi, i
sindaci sono sospinti ad assecondare gli umori della maggioranza. In assenza di vincoli e tutele ci vuol poca fantasia a indovinare che le prime vittime delle loro ordinanze saranno le minoranze: rom, stranieri, omosessuali, turisti squattrinati e «irregolari» d’ogni razza e colore. E la sicurezza, quel bene supremo, quella magica parola ne’ di destra, ne’ di sinistra, che corre sulla bocca di tutti? Della prostituzione, della mendicita’, dei lavavetri, degli scarabocchioni che imbrattano i muri, dei venditori ambulanti si puo’ pensare quello che si vuole, ma non certo che attentino alla sicurezza di qualcuno, che costituiscano un’emergenza tanto grave da legittimare la truce demagogia dei sindaci e l’estro
repressivo degli assessori. La sicurezza, in questo caso, e’ una parola menzognera e un colossale imbroglio.
I sindaci dei comuni italiani, con poche distinzioni tra destra e sinistra, stanno avviandosi a diventare i nemici piu’ insidiosi della democrazia e della liberta’ dei singoli; signorotti locali, circondati da corti voraci e applauditi da corporazioni egoiste e abbarbicate ai
propri privilegi. Tutti ispirati da quel principio guerrafondaio e discriminatorio che considera un territorio come proprieta’ privata degli «autoctoni» e lo riorganizza in conseguenza come quei condomini di ricchi statunitensi in cui la Costituzione e’ sospesa e le guardie
private garantiscono, con metodi spicci e senza impedimenti, l’ordine condominiale.
Le nostre citta’ rischiano cosi’ di diventare tante piccole e grandi Dogville, quella comunita’ ipocrita e feroce, sorridente e carogna, descritta in un illuminante film di Lars von Trier.
Il partito dei sindaci e’ un vero incubo. Forse e’ arrivato il momento di organizzare una brigata volontaria di caschi blu, o rossi, o verdi, che si assuma il compito di esportare la democrazia e i piu’ elementari principi di civilta’ a Verona, Novara, Treviso, Padova, Salerno, Bologna, Firenze, Vicenza, Roma, Milano e molti altri luoghi. Una forza
d’interposizione tra i giannizzeri municipali e le loro vittime di turno. Una guerra umanitaria contro la cattiveria e la stupidita’.
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Perche’ la vecchia politica e’ antitetica a una democrazia moderna
Merlo
www.aprileonline.info/print_article.php?id=8730
Vox populi. Perche’ la classe politica e’ incapace di mirare alla costruire di una democrazia moderna? La risposta sta nelle tre tipologie di uomini politici e nella cultura che li anima
La crisi della democrazia italiana viene attribuita al fatto che la politica e’ incapace di esprimere progetti politici organici. Cosa vera ma alquanto incomprensibile perche’ in realta’ un progetto politico organico c’e’ eccome e si chiama democrazia moderna. Un progetto che consiste nel creare un sistema politico realmente democratico, trasparente ed efficiente. Un obiettivo apparentemente modesto ma che accompagnato a politiche di sviluppo economico, in Italia sarebbe una rivoluzione copernicana. Il problema quindi non e’ l’assenza di un progetto ma il fatto che la classe politica italiana non lo vede, non lo sente o meglio ancora e’ incapace di perseguirlo. La vera domanda da porsi e’ quindi perche’ la classe politica sia incapace di mirare alla costruire di una democrazia moderna.
La risposta sta nelle tre tipologie di uomini politici e nella cultura che li anima.
Il primo tipo sono i politici post ideologici che sono ancora convinti che la via maestra sia in qualche disegno ideologico. E come in passato perseguono teorie generali, schemi ideali che alla fine pero’ finiscono per allontanarli dalla realta’ e ahime’ dalla gente per rilegarli nell’angolo ad occuparsi solo di se stessi. E’ il caso ad esempio della galassia ex comunista che al di la’ dei discorsi astrusi alla fine si riduce a litigare tra gruppi di potere, individualismi e la solita questione tra chi e’ disposto a governare e chi no. Che differenza vi sia poi tra gli svariati gruppi che compongono questa galassia di ex lo sanno ormai solo loro e perfino gli elettori sembrano aver perso interesse a risolvere l’enigma.
Ci sono poi i politici che si sono spogliati dei fardelli ideologici ma non sono riusciti a colmare quel vuoto con nulla tranne che con sigle di partito e in ultima analisi con se stessi, con le proprie carriere. Si tratta ad esempio di quelli che si definiscono riformisti quando in Italia non si vede una riforma degna di questo nome da decenni. Orfani di punti di riferimento, questi politici si sono uniti in cartelli per sopravvivere elettoralmente ma vittime del passato non sentono e non vedono l’obiettivo di una democrazia moderna. Sono cresciuti con le logiche e la cultura politica partitocratica, e con essa hanno educato i propri allievi. Col risultato che i loro programmi politici alla fine rimangono imbriglati in quelle logiche, rimangono solo parole e intenti.
Ci sono poi i politici che oltre alle ideologie si sono lasciati alle spalle anche le sigle confluendo in nuovi contenitori. E’ il caso dei populisti composti da ex di diverse provenienze. Anche loro non vedono il traguardo di una democrazia moderna perche’ anche loro sono intrisi della cultura politica del passato ma questo tipo di politici e’ il piu’ avanzato nel processo di deteriorizzazione in quanto hanno abbandonato anche il rispetto del decoro istiuzionale e di quell’insieme di punti di riferimento che comunque hanno contraddistinto la democrazia italiana. Nel perseguire la loro politica finalizzata al potere non hanno ad esempio nessuna esitazione nel calpestare la Costituzione o alimentare l’illegalita’. In questo gruppo emergono forte spinte autoritarie con picchi di neo fascismo.
Dopo tanti anni di crisi di sistema si e’ capito che se queste tre categorie di politici del passato fossero state in grado di costruire una democrazia moderna lo avrebbero gia’ fatto. Il punto e’ che una democrazia moderna imporrebbe ad esempio di interrompere il sistema clientelare delle lottizzazioni per sostituirlo con un sistema meritocratico. Ma questo significherebbe per la vecchia politica perdere potere e punti di riferimento cosa che non hanno nessuna intenzione di fare. Un altro esempio e’ la responsabilizzazione, in una democrazia moderna anche i politici devono rispondere dei risultati del loro lavoro e questo ovviamente metterebbe in crisi la vigente gerontocrazia a favore di un ricambio generazionale che la vecchia politica non accetta. Un’altro esempio e’ il rigore morale della classe dirigente o il rispetto di standard di legalita’ insindacabili.
In sostanza, la costruzione di una democrazia moderna richiede una rivoluzione culturale del modo di intendere e fare politica che la vecchia politica non e’ in grado di produrre perche’ contraria alla logiche di cui si e’ sempre nutrita. Il risultato e’ che il sistema democratico italiano sta crollando ostaggio di caste anacronistiche e autoreferenziali che si ostinano a rimanere in sella. La societa’ civile e i partiti anomali cercano di reagire per scalzarli ma le caste resistono ferocemente terrorizzate dal dover ammettere il proprio fallimento. Giorno dopo giorno e’ sempre piu’ evidente come la priorita’ italiana sia ricostruire il sistema democratico. La lotta politica e’ gia’ cominciata e crescera’ nei prossimi anni. Da una parte il nuovo che mira ad una democrazia moderna rifiutando compromessi col passato, dall’altra il vecchio chiuso nella patetica difesa del proprio fortino.
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Lega e case popolari
A Treviso l’ATER (che gestisce le case popolari) fa un bando-graduatoria per case a edilizia convenzionata e chi si classifico’ in graduatoria per l’assegnazione degli alloggi? Primo; Giobatta Zampese, padre del presidente della commissione Urbanistica Sandro Zampese (in quota Lega Nord), Secondo; Pierantonio Fanton, Lega Nord, presidente di Progetto Casa addirittura firmatario del bando stesso!! Pietosi. Poi alla Lega hanno il coraggio di ironizzare su Napoli e sul Sud; se fosse successo al Sud la stampa italiana si sarebbe scatenata contro,anche questo dovrebbe far pensare che razza di paese stiamo diventando. Cosi’ gli elettori della Lega, oltre che cornuti saranno anche mazziati; ma in nome della sacra Padania! Dopo il figlio e il fratello di Bossi assunti all’europarlamento a 12.000 al mese, gli amministratori leghisti di Verona che si moltiplicano i soldi dei gettoni di presenza, chissa’ andare a sfrucugliare la “casta” padana quante cose vengono fuori dal cilindro…ma certo -per loro -ladrona resta solo Roma e quelli dei ministeri.
soslombardoveneto.blogspot.com/
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Come parlavano
Da “La Padania” del 19 agosto 1998
Berlusconi sei un mafioso ?
Il 26 settembre 1968, la sua Edilnord Sas acquisto’ dal conte Bonzi l’intera area dove lei, signor Berlusconi, edifichera’ Milano2. Lei pago’ il terreno 4.250 lire al metro, per un totale di oltre 3 miliardi di lire. Questa somma dal ‘68, quando lei aveva 32 anni e nessun patrimonio familiare a disposizione, era di enorme portata. Oggi, tabelle Istat alla mano, equivarrebbe a oltre 38.739.000.000 di lire. Dopo l’acquisto, lei apri’ un gigantesco cantiere edile, il cui costo arrivera’ a sfiorare i 500 milioni al giorno, che in 4-5 anni edifichera’ l’area abitativa di Milano2. Tutto questo denaro chi gliel’ha dato, signor Berlusconi? Chi si nascondeva dietro le finanziarie di Lugano?
E’ universalmente noto che lei, signor Berlusconi, come imprenditore e’ nato col “mattone” per poi approdare alla tivu’. Ebbene, sul finire del 1979, lei diede incarico ad Adriano Galliani di girare l’Italia ad acquistare frequenze televisive, ed infatti Galliani si diede molto da fare. Inizio’ dalla Sicilia, dove entro’ in societa’ con i fratelli Inzaranto di Misilmeri, frazione di Palermo, nella loro rete Sicilia Srl. Soltanto che Giuseppe Inzaranto , neo socio di Galliani, era anche marito della nipote prediletta di Tommaso Buscetta che nel 1979 non e’ un “pentito”, e’ un boss di prima grandezza. Questo lei lo sapeva, signor Berlusconi? Sapeva di aver sfiorato i vertici della mafia?
Signor Berlusconi, lei almeno una volta sostenne che le 22 holding alla testa del suo impero societario vennero costituite da Umberto Previti per pagare meno tasse allo Stato. Nessuno dubitera’ mai piu’ di queste sue affermazioni quando lei spieghera’ per quale ragione affido’ consistenti quote delle suddette 22 holding alla societa’ Par.Ma.Fid. di Milano, la medesima societa’ fiduciaria che nel medesimo periodo gesti’ il patrimonio di Antonio Virgilio, finanziere di Cosa Nostra e grande riciclatore di soldi sporchi per conto di Alfredo Giuseppe Bono.
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Senza manette, sotto le stelle
Doriana Goracci
Guerre violenze e ronde… ogni tanto leggere cose leggere, tanto piu’ ad agosto, non fa male. Se poi si segue un po’, anche solo leggendo i giornali, la vita della Tuscia, a parte un po’ di scaramucce politiche tra maggioranza e opposizione e fatti di cronaca nera, di questi tempi e’ tutta una festa, come quella del 12 agosto a Orbetello, i giornali la decrivono cosi’: “E’ nato un nuovo festival, Orbetello sotto le stelle Britti, Elio, Califano, Ron… Prima edizione all’insegna della musica italiana, del teatro e della comicita’ “. Emerge lui, il Califfo: Franco Califano il 12 agosto ha ricevuto il premio alla carriera che gli e’ stato consegnato nelle mani dal sindaco di Orbetello nonche’ ministro Altero Matteoli, madrina della serata Enrica Bonaccorti.
Vado avanti e scopro, si sa che succede, che un po’ tutti hanno presentato la loro ultima fatica editoriale.
Enrica Bonaccorti, conosciuta come conduttrice di svariati programmi televisivi e radiofonici, ma in effetti anche attrice teatrale e cinematografica, dal 1998 torno’ alle reti del network Mediaset per condurre il programma “Strada Facendo”, per poi dal 24 settembre 2007 condurre su RaiUno il programma “Tornando a Casa”, da Mamma Rai certo e cammina cammina ha potuto presentare anche lei “La Pecora rossa” , il suo “primo, crudele romanzo, edito da Marsilio, 224 pagine”.
Franco Califano invece ha avuto modo nella fantastica serata di presentare il libro biografico “Senza Manette”, curato da Pierluigi Diaco che lo racconta cosi’: “il volume presenta uno dei protagonisti piu’ celebri e discussi della musica italiana, quello che e’ stato definito – a ragione – l’ultimo maudit dello spettacolo nostrano…Schietto e amante delle donne, ”Il Califfo” e’ riuscito a conquistare un ruolo mitico non solo per il pubblico che lo ha seguito negli anni del suo boom, ma anche per le giovani generazioni, che lo hanno eletto a loro maestro di pensiero, trovandolo molto piu’ spiazzante e originale di tanti loro coetanei”.
Altro che “l’eterna macchietta dell’ex galeotto”dal titolo del tour e del libro: giova ricordare che “per i suoi costumi, la societa’ di allora non tollerava” il Califfo e divento’ un vizioso, quasi un mostro e nel 1970 viene arrestato per possesso di stupefacenti. Purtroppo nel 1983 finisce ancora una volta in carcere con una nuova accusa di detenzione di stupefacenti e di porto d’armi abusivo. Ma lui e’ forte: il 15 dicembre del 2006 tenne un concerto a favore dei detenuti della Casa Circondariale di Roma Rebibbia in collaborazione con l’associazione ‘La Mia Liberta’’, nata per promuovere azioni a favore delle persone recluse, per la quale il cantautore riveste la carica di Presidente Onorario. Nel 2005 riceve una laurea honoris causa in Filosofia della New York University e, nel frattempo, partecipa alla terza edizione del reality show “Music Farm” condotto da Simona Ventura. Il 27 novembre 2007 incontra a Bari, Facolta’ di Giurisprudenza, gli studenti universitari di Azione Giovani con tanto di locandina che lo definisce “Magnifico Rettore Dell’Universita’ della Vita”.
Califano e’ quello del Blog Berlusconi che, se il 30 luglio 2008 titola Napoli e’ finalmente pulita!- il 10 luglio 2007 annuncia:”Il Califfo”: una delle prime vittime delle espropriazioni dei comunisti …Io e il Califfo siamo amici da anni, lo stimo come cantante e come autore di belle canzoni d’amore, oltre che come uomo. Infatti dal momento che “A Roma, nella zona san Paolo i comunisti di Diliberto hanno organizzato l’ennesima festa della cultura (nun se ne po piu’ de questa cultura dei comunisti..) ma hanno avuto l’infelice idea di chiamarla col titolo di una famosa canzone del “Califfo”: Tutto il resto e’ noia”.
Si arrivo’ alle elezioni e Berlusconi blog poteva dire con tutta serenita’:”volevo analizzare il comportamento ormai tracotante dei comunisti: se vanno al potere inizieranno ad espropriarci di tutto io posso sopportarlo ma cosa fara’ la povera gente che ha lavorato una vit per costruirsi una casa o non ha ancora finito di pagare le rate della macchina? Prima si prenderanno le case, poi le macchine per distribuirle ai marocchini e agli extracomunitari (quelli beninteso che non lavorano)” e Califano rispose”"Aoh! Con tutti i comunisti che c’hanno a disposizione, da Marx a Fidel Castro e tutta quell’accozzaglia, dovevano prende er titolo della mia canzone per la loro festa della cultura? Proprio a me che sono completamente er contrario dei comunisti? E me devo senti’ chiedere da quelli che me conoscono se sono passato dall’artra parte? Io?” Ma che se n’annassero aff……, sti zozzi…”
Califano nel suo libro Senza Manette non ha reticenze a parlare di un altro amore: ”Si’, e’ lui che mi ha fatto scattare dentro qualcosa, e allora mi sono riavvicinato a Dio. A me (Ratzinger) ha dato emozione, ed e’ la cosa piu’ importante per credere in Dio, almeno per me. Io ho sempre cercato di credere in Dio e di essere piu’ cattolico di quanto non sia, ma siccome non mi piace il mistero, ho avuto difficolta’ ad abbandonarmi alla fede, soprattutto senza ricevere nemmeno un segno. Mi sa che adesso il segno e’ arrivato, con questo Papa… che mi fa innamorare…”
Ma veniamo a chi ha premiato il Califfo: e’ il nuovo ministro dei Trasporti Altero Matteoli, nuovo si fa per dire, a parte l’eta’ che e’ del ‘40. Altero Matteoli dice Wikipedia “e’ un politico italiano. Ragioniere, dirigente di azienda, aderisce ad Alleanza Nazionale. Esponente del Movimento Sociale Italiano, ne e’ stato segretario regionale per la Toscana. E’ deputato dal 1983 (IX Legislatura) al 2006 (anno in cui e’ eletto in Senato). Fra le attivita’ parlamentari, e’ stato membro della Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle associazioni criminali e similari, redigendo una relazione sulla collusione tra mafia e politica. Alle ultime elezioni politiche del 2001 e’ stato eletto alla Camera dei Deputati nel collegio uninominale di Lucca per la coalizione della Casa delle Liberta’. Dall’11 giugno 2001 ricopre la carica di Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio (Governi Berlusconi II e III). Al termine delle elezioni politiche del 2006 conquista un seggio al Senato e viene nominato capogruppo a Palazzo Madama di AN. E’ stato eletto sindaco di Orbetello il 29 maggio 2006″.
Ma e’ anche stato imputato a Livorno per favoreggiamento verso l’ex prefetto di Livorno, che avrebbe avvertito di indagini e intercettazioni in corso su uno scandalo di abusi edilizi all’isola d’Elba, consentendo a lui e ad altri indagati di inquinare le prove e di distruggere carte e addirittura computer, con gravi danni per le indagini. Il processo e’ iniziato il 20 ottobre 2006. Ma il 17 maggio 2007 la Camera l’ha bloccato (394 voti favorevoli, 2 contrari e 32 astenuti), sollevando un conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato alla Corte Costituzionale contro il Tribunale dei ministri che, spogliandosi del caso in quanto Matteoli e’ accusato come comune cittadino e non come ex ministro, non ha ritenuto di chiedere alla Camera l’autorizzazione a procedere prevista per i ministri accusati di reati commessi nell’esercizio delle proprie funzioni. Cosi’ il processo, in attesa della Consulta, si ferma.
Impossibile dimenticare che e’ anche il ministro che il 30 giugno 2008, nell’accordo raggiunto per la Torino-Lione meglio nota come Tav, con intesa ottenuta dopo un anno e mezzo di confronto, ha dichiarato: “L’opera si fa e questo e’ un successo della filosofia del dialogo”. Che per l’Emergenza Rifiuti, firmata la tregua tra Bertolaso e sindaci e dopo le manifestazioni a Chiaiano in cui Bertolaso chiese e ottenne 24 ore di calma per far lavorare i tecnici, annuncio’: “sciogliere i comuni anti-discarica”. Che l’11 agosto 2008, riguardo ai morti e al sangue sulle strade, ha chiesto: “Scatole nere in tutte le auto. Dopo che la patente a punti ha affievolito la sua funzione deterrente, penso che perdere l’auto, specie per chi ci lavora, dovrebbe incutere abbastanza paura. E anche se continuo a pensare che la confisca sia una misura incostituzionale, e’ necessaria”.
L’Altero Matteoli, instancabile, presenzia al discorso a Viterbo di Mazzoli e Marini: “Incontro positivo, l’aeroporto si avvicina”, dicono i due e cosi’ e’ buon gioco per il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, affermare: ” il governo passa dalle parole ai fatti”. Arriva la Cabina di Regia!
Come giustamente ricorda il Gens Festival:” Se vi trovate qui, vuol dire che avete molto da dare per la nostra Patria. Qui non abbiate paura di essere politicamente scorretti; l’obiettivita’ non conosce regole: o si e’ sinceri o non lo si e’”. Proponevano, per un bel concertone, tutta una rosa di Destra: er mejo Fiore era non solo quello che porta il cognome cosi’, ma Il Califfo, premiato per la sua carriera, ad Orbetello. Come dice Vito Schepisi, sull’Occidentale:”Dalla politica e dalla giustizia gli italiani chiedono soluzioni, interventi e certezze, chiedono la prevenzione e la repressione del malaffare e la ripresa di un dialogo democratico in cui siano messi al bando gli eccessi, nella convinzione che in caso contrario debba prevalere la politica che ha il consenso del popolo e non il giustizialismo ed il suo tintinnio di manette. C’e’ bisogno di giustizia, non di giustizialismo e tintinnio di manette. Lo ha stabilito il popolo! “.
Sara’ Enrico Montesano a chiudere, la sera di Ferragosto, la prima edizione di “Orbetello sotto le stelle”, con il patrocinio del comune di Orbetello, nel Parco dell’Idroscalo e la notte brillera’ di piu’, Senza Manette, in un sempre piu’ rapido futurismo creativo, Sotto le Stelle e gli occhi di Tutti.
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