Nuovo Masada

Agosto 10, 2008

MASADA n 762. 8-8-2008. Se non e’ folle e’ tutto vero

Archiviato in: Masada — MasadaAdmin @ 9:59 am

Soldati considerati stressati per non aver ucciso dei civili – Considerazioni a margine Congresso – Il basilisco e il basilico – Iacopo Fo – Con Peter Gabriel – Di Pietro si spiega sul G8 – Paranoie leghiste e non – Chi governa la paura – Il Piano casa di Tremonti fara’ sparire l’edilizia popolare?
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Quando insegnano, gli uomini imparano.
Seneca

Dio creo’ la pace, Satana la guerra. Poi venne Bush e confuse le due cose.
Sia dannato chi nel caos ha voluto crederci
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V.
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Soldato, se non massacri i nemici sei uno squilibrato
Piero Sansonetti
www.liberazione.it/

Due soldati italiani, anzi due ufficiali, si sono rifiutati di mitragliare un gruppo di talebani, in Afghanistan, per ucciderli. Forse nel gruppo di talebani c’erano anche diversi civili. I due soldati italiani erano alla guida di un elicottero corazzato Mangusta a qualche chilometro da Herat. I talebani stavano fuggendo, dopo uno scontro a fuoco con un blindato italiano, nel corso del quale erano stati feriti altri due soldati del nostro contingente. Le autorita’ italiane – che non sono piu’ le feroci autorita’ guidate dal generale Cadorna, quelle che durante la prima guerra mondiale disponevano la fucilazione dei traditori, dei disertori e dei disfattisti – hanno stabilito che i due ufficiali sono semplicemente due persone «stressate mentalmente», e dunque da curare. Hanno disposto il loro ricovero in una apposita struttura psichiatrica (una volta si sarebbe detto: in manicomio), e poi li hanno mandati a casa in licenza.

L’episodio, rivelato dal quotidiano Il Tempo, ci pone tre domande. La prima domanda (anzi, la prima serie di domande) e’ di carattere politico. Quante volte i soldati italiani, nei mesi scorsi, sono stati impegnati in vere e proprie azioni di guerra? Quante volte hanno sparato, hanno ingaggiato combattimenti? Quante volte hanno attaccato? Quante persone hanno ucciso? Hanno ucciso anche dei civili? Sono domande importanti. Visto che la Costituzione dice che l’Italia non puo’ fare guerra a nessuno, si tratta di capire se quella in Afghanistan e’ davvero una missione di pace. Sicuri che in una missione di pace gli elicotteri si alzano in volo per mitragliare il «nemico » in fuga?
La seconda domanda riguarda la dinamica dei fatti. Le autorita’ dicono che i nostri due ufficiali si sono rifiutati di sparare per via di un «blocco psicologico » a loro giudizio inspiegabile. Dovuto appunto a momentanea – diciamo cosi’ – pazzia. Secondo Il Tempo la versione dei due dell’elicottero e’ diversa. Loro dicono: non abbiamo sparato perche’ nel gruppo c’erano dei civili. Dunque per rispettare il diritto internazionale. Se fosse cosi’ sarebbe ancora piu’ grave. E sappiamo che in altri paesi l’uso della formula «sindrome da stress» e’ stata spesso usata per coprire episodi di obiezione di coscienza.
La terza domanda e’ di buon senso. Vi rendete conto che ci e’ stato comunicato che se una persona umana vede un gruppo di persone umane – assai simili a lui – e decide che non se la sente di ucciderle tutte con la mitragliatrice, le autorita’ italiane decidono che questa persona e’ mentalmente squilibrata? Cioe’ che la persona normale, equilibrata, se ha una mitragliatrice in mano la usa e uccide piu’ gente che puo’…
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Piccole considerazioni
Maria Antonietta Garofalo Delegata Sicilia

“Il dolore puo’ essere una occasione: crea un vuoto da riempire con sentimenti di varia natura, solidarieta’, comprensione, empatia oppure rancore, odio, egoismo. Credo che questi ultimi cattivi sentimenti abbiano condizionato fortemente il congresso di Rifondazione, confermando quanto afferma G. Ungaretti quando dice.”. Sei ancora quello della pietra e della fionda, uomo del mio tempo.” Neanche i canti tradizionali comunisti, ne’ gli abbracci ed i lacrimoni dei compagni piu’ anziani sono riusciti a riannodare legami, ricreare relazioni, rimarginare, seppure temporaneamente, ferite profonde. Si e’ detto di tutto su questo congresso, come e’ giusto che fosse si e’ parlato di politica, di alleanze, di correnti minoritarie e maggioritarie, ma a mio avviso, si potrebbe anche tentare di coniugare la politica con i sentimenti. Due stili diversi quello di N.Vendola e di P. Ferrero: l’uno orientato al metalinguaggio, alla codificazione colta ed appassionata della poesia entrata soavemente nel politico, anche quando questo si rivela aspro e crudo. Affascinano, penetrano, si bevono come un buon vino le sue parole, poi di colpo ti svegliano quando la fine eleganza glissa sull’accenno alle percentuali della sua mozione. A questo punto sorge e risorge il leader competitivo, disarmonico, in cerca di consensi allargati quando sostiene che all’interno di Rifondazione comunista ha prevalso il partito del nord, cerca di scompaginare l’orizzonte quando riferisce che il documento 1 decreta la fine del partito, crea un arretramento culturale. Diviene salvifico quando chiede ai compagni della mozione due di vedersi per creare un’area politico – culturale. Poi va, i mass media attendono un bravissimo comunicatore, sconfitto, che ha smarrito la via di casa e rifiuta le indicazioni per ritrovarla. L’altro: sobrio, riservato, lontano da clamori, rifiuta le ovazioni e si sente a disagio quando la platea lo applaude, preferisce utilizzare il tempo, parlando di politica. Lo intravedo e lo osservo curiosa ,siede in un angolo all’ombra, solo, scrive fogli sparsi,probabilmente e’ il discorso che da li’ a poco fara’. Il linguaggio e’ lineare,semplice ma non per questo riduttivo, diretto ma non aggressivo anche quando con pacatezza si difende dalle accuse di plebeismo. Convince la sua determinazione e non risparmia i ringraziamenti, non si attesta su dichiarazioni velleitarie, chiede piuttosto una gestione unitaria del partito. Poi va,scusandosi se ha rimandato la nostra cena.”
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Disobbedienza civile
IL BASILISCO E IL BASILICO.

IL BASILISCO, TUTTI SAPPIAMO COS’E': IL BISCIONE CHE DIVORA L’UOMO, SIMBOLO DELLA FININVEST, DI MEDIASET, DELL’INTER; ESOTERICAMENTE HA MOLTI SIGNIFICATI, BASTA CERCARE SU GOOGLE….

IL BASILICO INVECE, NON TUTTI SANNO CHE HA UNA CARATTERISTICA INTERESSANTE:
BASTA PRENDERE UN RAMETTO, METTERLO CON IL GAMBO IN ACQUA E DOPO UNA VENTINA DI GIORNI AVRA’ FATTO LE RADICI E SARA’ PRONTO PER ESSERE MESSO NELLA TERRA.
E QUANDO CRESCE, BASTA SPUNTARE LE CIME E LASCIARLO SVILUPPARE DAI LATI PER AVERE SEMPRE BASILICO FRESCO.
E’ UNA PIANTA ETERNA.
LA STRATEGIA DEL BASILICO SCONFIGGERA’ LA VORACITA’ DEL BASILISCO PER INDIGESTIONE.
BASTA NUTRIRE OGNI RAMO INDIPENDENTE PER OTTENERE NUOVE RADICI.
BASTA FERMARE, PRIMA DELLA MATURAZIONE COMPLETA LO SVILUPPO DEI VERTICI, PER OTTENERE LO SVILUPPO DEI LATI.

bloggher
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Peter Gabriel

Oscurita’ (Darkness)- canzone

Ho paura di nuotare nel mare
Forme scure si muovono sotto di me
Ogni paura che reprimo mi fa piccolo
Accadono cose illogiche
Vengono innescati allarmi
I ricordi si agitano
Non dovrebbe andare cosi’
Ho paura di quello che non so
Odio essere scalzato
Ho paura di poter essere l’uomo demonio
Ed ho paura di essere divino
Non fare il furbo con me, la mia miccia e’ corta
Sotto questa pelle le schegge sono partite
Quando gli permetto di esistere
Non c’e’ controllo su di me
Ho le mie paure
Ma loro non mi hanno
Camminando nel sottobosco, verso la casa di legno
Piu’ in fondo vado, piu’ buio diventa
Sbircio dalla finestra
Busso alla porta
Ed il mostro di cui avevo tanta paura
E’ steso raggomitolato sul pavimento
E’ raggomitolato sul pavimento proprio come un bambino
Piango fino a ridere
Ho paura di essere viziato
Con le mie palle chiuse nel recinto
Ho timore ad amare le donne
Ed ho paura di amare gli uomini
Ogni notte ho dei flashbacks
Non dirmi che va tutto bene
Quando gli permetto di esistere
Non ha controllo su di me
Ho la mia paura
Cosi’ lei non mi ha
Camminando nel sottobosco, verso la casa di legno
Piu’ in fondo vado, piu’ buio diventa
Sbircio dalla finestra
Busso alla porta
Ed il mostro di cui avevo molta paura
E’ steso raggomitolato sul pavimento
E’ raggomitolato sul pavimento proprio come un bambino
Piango fino a ridere
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Piu’ Di Questo (More Than This) – canzone

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Segnale Contro Rumore (Signal To Noise)- canzone

Mi sono alzato ed il mondo fuori era scuro
Tutto molto tranquillo prima dell’alba
Ho aperto la porta e sono uscito fuori
Il terreno era freddo
Ho camminato finche’ non ne ho potuto piu’
Verso un posto dove non ero mai stato
C’era qualcosa di eccitante nell’aria
Di fronte a me, riuscivo a vedere
Piu’ di questo
Piu’ di questo
Molto piu’ di questo
C’e’ dell’altro li’
Quando tutto quello che avevi e’ andato perso
E piu’ di questo
Mi sento molto collegato
E sto proprio li’
Proprio accanto a te
E’ iniziato tutto quando ho visto la nave affondare
Li ho visti dimenarsi nel mare
E all’improvviso l’immagine scompare
Davanti a me
Ora siamo occupati a fare tutti i nostri progetti impegnati
Basati su fondamenta costruite per durare
Ma nulla svanisce cosi’ in fretta come il futuro
E nulla resta addosso come il passato, finche’ riusciamo a vedere
Piu’ di questo
Piu’ di questo
Molto piu’ di questo
C’e’ dell’altro li’ fuori
Piu’ di questo
Sta trapelando
E piu’ di questo
Me ne sto da solo e molto collegato
E sto li’
Proprio accanto a te
Oh poi va tutto bene
Quando assieme ad ogni giorno che passa un altro pezzo si stacca
Oh la rete di collegamento va ancora bene
E come le parole messe insieme riusciamo ad avere un significato
Molto piu’ di questo
Un sentiero oltre l’immaginazione
Molto piu’ di questo
Oltre le stelle
Con la mia testa cosi’ piena
Cosi’ piena di immagini frantumate
E sto li’
Proprio accanto a te
Molto piu’ di questo
C’e’ dell’altro li’
Quando tutto quello che avevi e’ andato perso
E piu’ di questo
Mi sento molto collegato
E sto proprio li’
Proprio accanto a te
Piu’ di questo
Piu’ di questo
Piu’ di questo
Piu’ di questo

Sai il modo in cui vanno le cose
Quando quello per cui combatti inizia a cadere
Ed in quella immagine sfocata
Lui che scrive resistendo sul muro
Cosi’ chiaramente sul muro
Manda i segnali forte e lontano
Ed in questo posto riesci a rassicurarmi
Con un contatto, un sorriso – mentre la culla sta bruciando
Per tutto il tempo il mondo si sta volgendo al rumore
Piu’ ci avvolge
Piu’ ci distrugge
Aumenta il segnale
Elimina il rumore
Manda il segnale forte e lontano
Uomo sto perdendo udito e vista
Di tutte quelle cose che possono farmi distinguere cio’ che e’ giusto da cio’ che e’ sbagliato
Quando tutte le cose belle e luminose
Sprofondano nella notte
C’e’ ancora qualcosa nel mio cuore
Che puo’ trovare un modo
Di far partire
Di aumentare il segnale
Di eliminare il rumore
Elimina il rumore
Elimina il rumore
Sai che e’ lui
Sai che e’ lui
Sai che e’ lui
Ricevi e trasmetti
Ricevi e trasmetti
Ricevi e trasmetti
Sai che e’ lui
Sai che e’ lui
Ricevi e trasmetti
Sai che e’ lui
Sai che e’ lui
Ricevi e trasmetti

Ovviamente Peter Gabriel e’ un grande cantante
E la sua bellissima ‘Signal to noise’ e’ questa

it.search.yahoo.com/search;_ylt=A1f4cfpI25VIbskA.EkbDQx.?p=youtube+peter+gabriel+Signal+To+Noise&y=Cerca&fr=slv8-logi&ei=UTF-8&rd=r1
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Di Pietro e il G8

Diversi nostri lettori ci hanno chiesto le ragioni per cui l’Italia dei valori ha votato contro la costituzione di una Commissione di inchiesta sulle violenze del G8 di Genova.
Assicuro che noi dell’Italia dei Valori abbiamo sempre sostenuto la necessita’ di fare piena luce sui fatti verificatisi in occasione del G8 di Genova e soprattutto di ben individuare le responsabilita’ a tutti i livelli di quanto e’ accaduto. Noi pretendiamo e continueremo a pretendere la verita’ sulle responsabilita’ politiche. Lo pretendiamo per le vittime di un vero e proprio massacro, ma lo pretendiamo anche per restituire dignita’ ad uno Stato uscito umiliato a livello internazionale dalle violenze di Genova.
Cio’ che ci ha lasciato a suo tempo perplessi e’ che ad accertare fatti penalmente rilevanti potesse essere un organo parlamentare quale la “Commissione di inchiesta”, che per definizione e’ di parte e dipende dalla maggioranza numerica del momento, e non invece la Magistratura, che essendo terza garantisce migliore obiettivita’ circa il risultato, a cui poi poteva e ben puo’ affiancarsi una “Commissione di indagine”.
A questo punto, pero’, e’ bene fare chiarezza sulla distinzione concettuale che noi abbiamo posto tra una “Commissione parlamentare di inchiesta”, su cui all’epoca abbiamo espresso riserve, e una “Commissione parlamentare di indagine”, verso cui noi invece propendevamo e che ancora oggi siamo disposti a sostenere. La Commissione parlamentare di inchiesta e’ titolare di poteri analoghi a quelli della Magistratura, compresi gli interrogatori, le perquisizioni e quant’altro di investigativamente rilevante, e sull’attivita’ della Magistratura puo’ interferire, pur essendo, spesso, del tutto priva della necessaria autonomia ed indipendenza, in quanto espressione dei partiti e di maggioranze politiche, variabili per definizione.
Oggi, a distanza di solo pochi mesi, possiamo dire che i fatti hanno dimostrato che le nostre preoccupazioni erano fondate. La magistratura ha processato e sta processando i responsabili mentre la Commissione di inchiesta sul G8 di Genova, se costituita, sarebbe oggi nelle mani blindate di chi nel 2001 aveva la responsabilita’ dell’ordine pubblico, di chi avrebbe interesse personale a fare emergere verita’ diverse da quelle che comunque cominciano ad emergere dai processi, di chi avrebbe addirittura la possibilita’ di interferire con la stessa attivita’ dei Giudici.
La Commissione parlamentare di indagine che noi auspichiamo, invece, avrebbe compiti di sola valutazione politica sulla base dei risultati di indagini acquisite dalla magistratura senza interferenze e nel rispetto della diversita’ dei ruoli. A nostro avviso questa soluzione sarebbe lo strumento piu’ efficace per accertare responsabilita’ politiche ormai quasi inequivocabili, anche grazie a quanto continua ad emergere dai processi. La verita’ non e’ certo emersa dall’indagine conoscitiva “farsa” messa in campo dal precedente governo Berlusconi. Ma la verita’ non sarebbe emersa neppure da una attivita’ di inchiesta contrapposta a quella dei Giudici e pilotata di volta in volta dai Partiti al potere.
Forse abbiamo fatto bene, forse abbiamo sbagliato. Ma l’abbiamo fatto con totale buona fede e concreto spirito costruttivo.
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Paranoie

Il sonno della ragione genera mostri
Ma i leghisti sono da rinchiudere? E chi li imita pure.

NOVARA, cittadina tranquilla e con pochi immigrati, niente scippi e pochi furti, ma il sindaco ha avuto la bella pensata di vietare le relazioni sociali nei parchi! (come il divieto di adunate sediziose di fascista memoria).
Vietato riunirsi in giro nei parchi della citta’ in piu’ di 2 persone (!!). Questa la geniale trovata del sindaco leghista Massimo Giordano.
Niente passeggiate notturne per 3 amiche che si debbano raccontare i guai del cuore; una dovra’ ascoltare da lontano le altre due, quindi dovranno urlarsi. Si’, perche’ se no il vigile (poveri vigili, al Nord gli stanno facendo fare delle cose vergognose..) dovrebbe multarle fino a 500 euro! E a chi non riuscisse a dormire nel calore agostano e volesse farsi un tranquillo giro al parco, basta che sia da solo o al massimo con un amico, senno’ scatta la “disciplina” di Comune. Che bella pace a Novara,adesso si’ che si dormiranno sonni tranquilli..
A Verona i vigili multano chi telefona in bicicletta.
A Padova si multa chi getta mozziconi sui prati
A Napoli addirittura chi “fuma” nei parchi.
A Villa Chigi si multa chi mangia fichi o anche chi ne tiene in mano.
A Roma battono tutti i record e multano anche chi non c’e’.
A Treviso e Trieste i sindaci tolsero le panchine della stazione cu cui stazionavano barboni o migranti, subito imitati dal sindaco di sx (gulp) Cofferati. Il male non cammina mai solo, la stupidita’ neppure.

A Romentino, comune vicino a Novara azzardano di piu’: il sindaco e il comandante della polizia, in borghese, faranno delle ronde notturne gratuitamente, a titolo volontaristico. Chissa’ come sono contenti i novaresi di tanto zelo!
Ora si’ che possiamo stare tranquilli!

Non c’e’ nulla come un sindaco paranoico per rendere accogliente le citta’!
Se voglio andare al parco con mia figlia e la mia nipotina che ha 8 mesi, siamo considerate in due e mezzo o in tre? La mia nipotina sara’ considerata una sovversiva?
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Chi governa la paura?
Mariapia

Ciao a tutti. Il caldo impazza ma io sono “resistente”. Ne’ meriti ne’ colpe, ma io non patisco piu’ il caldo da non resistere. Non mi sento soffocare come i piu’ che accusano la mancanza di ossigeno quando la temperatura si alza sopra i 30 C.
Le persone anziane assumono meno ossigeno e pare che con il calore elevato anche per questa ragione soffrano.
“La ridotta funzionalita’ ventilatoria con l’eta’ e’ conseguente sia ad una perdita dell’efficienza meccanica ventilatoria sia ad un ridotto scambio gassoso a livello alveolo-capillare”. Giusto, se non cambia nulla nei corpi viventi non si muore e se non si muore non c’e’ evoluzione. Non dirlo a nessuno, la morte offende noi esseri umani, non ci prendiamo l’abitudine.

Oggi le categoria e le classi del passato, anche recente, non esistono piu’ o sono molto modificate, e bisogna provvedere a nuove classificazioni ed aggregazioni, mentre la PAURA ci riguarda tutti.
Resisti per me se non per te!!!
Chi governa la paura?
Su Liberazione oggi viene anticipato un saggio di Alessandro Dal Lago dal volume dedicato alla situazione italiana, allegato al numero di Micromega sulle olimpiadi in uscita oggi. Ecco il testo riportato.

L’idea di biopolitica, coniata da Michel Foucault in alcuni corsi al College de France della fine degli anni Settanta, designa oggi, nel dibattito filosofico-politico, i diversi campi in cui si esercita il governo della vita, ovvero la definizione incessante e pratica del vivente come oggetto di controversia pubblica: dal conflitto sulla personalita’ dell’embrione all’etica sessuale e al controllo demografico delle migrazioni.
Infatti, l’attore piu’ potente in campo biopolitico e’ oggi la Chiesa cattolica, che esercita, legittimamente o no, la pretesa di governare in ogni campo le espressioni della vita. Ma, in generale, «come vivere» (e ovviamente come morire) e’ la posta in gioco nel conflitto tra destra e sinistra, laici e cattolici eccetera. Dai valori da trasmettere ai nostri figli alle campagne contro l’alcolismo giovanile, il bullismo, le droghe leggere eccetera, fino alla «buona morte», la condotta di vita e’ terreno di scontro politico e quindi di «governamentalita’». Questo non significa che stia rinascendo qualcosa come lo Stato etico (benche’ Chiesa e la destra fondamentalista, in ogni parte del mondo, abbiano sicuramente in testa qualcosa del genere), ma che l’«etica» (e quindi la condotta individuale) tende a sostituire i grandi temi del Novecento: il benessere collettivo, la giustizia sociale, la liberta’ politica e cosi’ via.
Un aspetto della biopolitica, in senso molto lato, che mi sembra oggi rilevante e’ cio’ che definirei come Daseinpolitik, ovvero «politica dell’esistenza» o dell’esserci. Innumerevoli segnali fanno ritenere che aspetti della condizione umana che, nella filosofia del Novecento, erano di stretta competenza del soggetto individuale (stando al classico in materia, Essere e tempo di Martin Heidegger) siano oggetto di investimento politico. Al solito, non stiamo parlando di un complotto o di grandi fratelli ma di una tendenza, al tempo stesso culturale e politica, pervasiva e articolata.
Consideriamo, per esempio, l’onnipresente questione dell’ «insicurezza». Oggi questa non ha nulla a che fare con «l’insicurezza ontologica» di cui parlava quarant’anni fa l’antipsichiatra Ronald Laing nell’Io diviso, e cioe’ il senso di inconsistenza o di incertezza esistenziale che prima o poi prende chiunque, in forme piu’ o meno sopportabili. Invece, l’insicurezza e’ una questione in senso stretto sociale e concreta. «Quando esco per strada non mi senso sicuro», «I reati sono piu’ o meno stabili ma cresce l’insicurezza della gente», «L’immigrazione clandestina produce insicurezza»: ecco espressioni tipiche che ogni giorno leggiamo sui quotidiani e su cui il ceto politico si esprime instancabilmente. E che quindi sono divenute sotto ogni punto di vista politiche.
Che la sicurezza – e quindi la riduzione dell’insicurezza – sia uno degli obiettivi primari di ogni buon governo e’ noto fin dai tempi del cameralismo. Anzi, della fondazione dello Stato moderno, quello che si chiama westphaliano e corrisponde piu’ o meno alla definizione weberiana dello Stato come «monopolio della violenza legittima». Come si sa, la sicurezza in gioco nelle teorie politiche classiche riguardava la vita in senso stretto: nella famosa allegoria hobbesiana del Leviatano, i cittadini delegano al principe ogni uso delle armi per essere protetti, nell’incolumita’ e nei beni, da assassini, fazioni religiose avverse e nemici. Hobbes era particolarmente sensibile a questo tema. All’inizio della sua autobiografia in versi, Vita carmine expressa , egli ricorda che la sua nascita prematura fu causata dal panico che si diffuse in Inghilterra, all’arrivo dell’Invencible Armada: «And hereupon it was my mother dear/Did bring forth twins at once, both me and fear» («E fu cosi’ che la mia cara madre partori’ a un tempo due gemelli, me e la paura»).
Negli ultimi versi, Hobbes dichiara che solo ora, alla fine della sua vita, quando ha fatto tutto quello che riteneva giusto e attende solo la morte, «non ha piu’ paura».
La protezione della vita e dei beni e’ dunque il minimo che uno Stato deve assicurare ai cittadini. Naturalmente questa ragion d’essere primaria delle strutture pubbliche e’ declinata in modo molto diverso a seconda delle culture politiche.
Negli Stati Uniti, in cui sostanzialmente i cittadini hanno diritto di usare le armi per difendere la propria casa dagli intrusi, la mancanza di un sistema sanitario nazionale fa si’ che una quota non trascurabile della popolazione non goda di una vera e propria protezione della salute. Ma in ogni caso e’ evidente che uno Stato strutturalmente incapace di operare in questo senso vede erodere le basi stesse della sua legittimita’.
Apparentemente, quanto precede va esattamente nel senso della retorica pubblica della sicurezza che ho evocato sopra come un aspetto della «politica dell’esistenza».
Qualcuno che magari conosce le mie precedenti opinioni in materia pensera’ che mi sono convertito, che so, alla filosofia politica – se vogliamo chiamarla cosi’ – di Maroni o Veltroni (le cui idee in tema di sicurezza sono molto simili). Ma e’ esattamente il contrario: io ritengo che proprio l’incessante retorica pubblica dell’insicurezza dilagante non abbia a che fare con la sicurezza dei cittadini, ma con il loro governo, e cioe’ con la loro subordinazione. Che apparentemente i cittadini approvino tale retorica, stando ai sondaggi, non mi sorprende piu’ di tanto. E non solo per quel fenomeno che l’amico di Montaigne, Etiene de La Boetie, cinque secoli fa, chiamava suggestivamente «servitu’ volontaria». Quanto e soprattutto perche’ e’ molto difficile che una retorica prodotta oggi dalla totalita’ del ceto politico (con lievissime differenze d’accento tra governo e opposizione) non goda di favore per un certo tempo, anche perche’ alimentata quotidianamente.
Naturalmente, nessun ciclo storico e’ eterno: nulla esclude che prima o poi l’opinione pubblica non si decida a chiedere conto ai suoi governanti di quello che dicono, con una semplice domanda degna del racconto di Andersen, I vestiti dell’imperatore : «Ma se ci parlate da quindici anni di insicurezza, non e’ che per caso non siete mai stati capaci di far qualcosa in proposito?». Dio abbia pieta’ di quei governanti, quando gli elettori scopriranno di essere stati raggirati per tanto tempo.
La verita’ e’ che mai i governanti potranno far qualcosa, date le premesse fantastiche dell’incessante retorica. Per dirla in poche parole, nessuno ci potra’ mai curare dal mal di insicurezza: che nel 1992 in Italia si uccidessero ogni anno 1.200 persone, e oggi poco piu’ della meta’, non ci dice nulla della probabilita’ reale di essere uccisi in questi 16 anni. E lo stesso vale per quella di essere scippati, derubati e cosi’ via. Le statistiche sono una sintesi puramente numerica dell’esito di processi aleatori e largamente imprevedibili: non significano letteralmente nulla per le nostre esistenze.
Io, per esempio, ho vissuto per alcuni mesi in una citta’, Los Angeles, la cui contea e’ abitata da 14 milioni di abitanti ed e’ funestata da 1.000 omicidi all’anno – fatte le debite proporzioni, e’ come se in Italia si contassero 5 mila omicidi, e cioe’ 9 volte il numero reale, una cifra che farebbe invocare da qualcuno il coprifuoco. Ebbene, stando a Los Angeles, non ho percepito nessun rischio, nessuno ha attentato alla mia vita e mi sono persino dimenticato un paio di volte di chiudere la porta di casa. E’ vero che abitavo in un quartiere considerato sicuro (ma diversi miei conoscenti hanno dichiarato di essere normalmente impauriti…). Insomma, come la diminuzione dei reati di strada non ci protegge dalla possibilita’ di uno scippo, cosi’ la percentuale degli omicidi su un certo numero di abitanti non ci permette di essere sicuri che domani qualcuno non ci aggredira’ con un coltello. In questi campi, l’insicurezza e’ questione di punti di vista, carattere, suggestionabilita’ e ovviamente caso.
E quindi corrisponde in tutto e per tutto al carattere enigmatico dell’esistenza. Ecco perche’ ho definito Daseinpolitik, «politica dell’esistenza», quel tipo di retorica pubblica che fa leva sull’umanissima paura o incertezza esistenziale per legittimare se stessa, e quindi il governo.
Per dare un’idea di cio’ che intendo offro solo un esempio, che non ha ovviamente alcun valore, se non metaforico. Mi chiedono di firmare una petizione contro i proprietari di un bar sottocasa che tiene aperto fino a notte fonda ed e’ percio’ causa di un frastuono intollerabile. Non amo il genere «cittadini che non ne possono piu’,» ma sono disposto a considerare la cosa, finche’ non leggo che la petizione e’ diretta all’assessore comunale alla sicurezza. Ma che c’entra la sicurezza? Qui e’ questione di regolamenti comunali in tema di pubblici esercizi, e quindi la petizione o protesta dovrebbe essere indirizzata ai carabinieri o alla polizia municipale. Ma non capisce che qui e’ in gioco il degrado della citta’? Mi si risponde. No, non capisco. La verita’ pura e semplice e’ che dopo l’incessante campagna sulla sicurezza, risolvere il problema del frastuono e’ possibile solo con l’equazione: «Frastuono uguale degrado uguale insicurezza uguale (implicitamente) immigrazione». Il risultato e’ che responsabili ultimi del frastuono non saranno considerati i gestori del bar (e al limite le autorita’ comunali che non fanno nulla), ma i ragazzini marocchini che ciondolano di notte con la birra in mano.
L’insicurezza ha contorni cosi’ ampi che puo’ riguardare tutto e non corrispondere a nulla di particolare. O meglio corrisponde a qualcosa che si da’ per scontato come una necessita’ e non ci si sogna nemmeno di interpretare. E’ vero, l’andamento dei reati, per lo piu’ in diminuzione, non spiega il senso di insicurezza, ma se i cittadini hanno questa percezione, dobbiamo fare qualcosa… ecco che cosa dice un giorno si’ e uno no qualsiasi editoriale dei quotidiani nazionali, grandi e piccoli. Io trovo tale retorica intellettualmente ripugnante. In primo luogo perche’ questo tipo di messaggio, martellante com’e’, finisce per alimentare e accrescere proprio un senso di insicurezza dai contorni incerti e inconoscibili (ma i giornalisti non pensano mai che televisione e giornali sono agli occhi del pubblico, la realta’?) E poi perche’ finisce per giustificare ogni obbrobrio, che farebbe rivoltare nella tomba non dico Aldo Capitini, ma persino il vecchio Beccaria. Ed ecco alcuni esempi e un caso empirico.
Da un mese circa i rom vengono cacciati da tutti gli insediamenti non si sa dove. Da qualche tempo i prefetti delle grandi citta’ fanno schedare anche i sinti, per lo piu’ di cittadinanza italiana, inviando la polizia all’alba nei loro insediamenti, come se si trattasse di criminali. In qualsiasi posto civile, questa sarebbe considerata discriminazione su base etnica (i cittadini sono schedati a seconda della loro supposta origine) e quindi inammissibile. Alle proteste giustificatissime di un sinti molto noto, sopravvissuto di una famiglia sterminata dai nazisti, il giornalista di un quotidiano diffusissimo (che non cito solo per un barlume di carita’) obietta piu’ o meno: «Ma lo fanno per voi, per stabilire chi si comporta bene e chi no…». Insomma, se ti svegliano alle cinque del mattino per schedarti e terrorizzano i tuoi bambini, lo fanno per il tuo bene. Si noti non solo l’ipocrisia dell’argomento, ma l’implicito schierarsi del giornalista con le autorita’. Che ci sta a fare l’Ordine dei giornalisti se non insegna ai suoi iscritti che compito di un vero giornalista e’ descrivere e al limite spiegare cio’ che succede, e non fare la morale (e che morale!) alle vittime di un sopruso?
Caso empirico: l’ondata di piccoli pogrom contro i rom a Napoli sarebbe stata causata dal supposto tentativo di ratto di un bambino da parte di una nomade. Immediatamente l’Opera nomadi e altre associazioni hanno fatto notare che non esiste un solo caso accertato o giudicato nel dopoguerra di bambini rapiti dai rom (in cambio conosco almeno 3 bufale analoghe, negli ultimi anni, che si sono sgonfiate in pochi giorni). L’inchiesta e’ in corso e scommetto la mia reputazione che si e’ trattato, nel caso peggiore, di un equivoco. Ma tutta la stampa nazionale ha riportato l’episodio prendendolo per buono: «Nomade rapisce un bambino a Napoli, eccetera» Mi sarebbe piaciuta una controinchiesta, tenuto anche conto che da quelle parti opera la camorra, che non va tanto per il sottile quando si tratta di deviare l’attenzione pubblica dai propri misfatti. Ma credo che l’aspettero’ per molto tempo.
Ed ecco che cos’e’ l’insicurezza, almeno nell’Italia d’oggi: un misto di balle mediali, cinismo politico e anche, perche’ no, panico generalizzato. Pensare che in queste condizioni i sondaggi sulla percezione dell’insicurezza o dell’immigrazione – propinati instancabilmente dai media – siano veraci significa avere un’idea curiosa della verita’: e’ vero quello che i media propongono come tale. Walter Lippman, che non era proprio un anarchico, ironizzava su questa pretesa almeno sessant’anni fa.
Con politica dell’esistenza intendo non un complotto o un piano per assoggettarci, ma un comodo metodo per distrarci dalla realta’ di un paese incattivito, privo di senso del futuro, in cui i salari sono piu’ bassi che altrove, le universita’ agonizzanti, i giovani senza speranza d’impiego stabile e la spazzatura trabocca dai cassonetti. Creando un nemico ubiquo, indefinibile e fungibile (marocchini, rom, albanesi, stupratori all’angolo delle strade, pedofili nei giardinetti) le vere magagne in cui affondiamo sono minimizzate e il ceto politico puo’ continuare a fare la bella vita. E i giornali a vendere il loro allarmismo.
Povero Hobbes. Almeno la sua mamma aveva paura della formidabile armata spagnola.
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Il capitalismo e’ in pericolo, ma ha trovato sia il suo Marx sia il suo Engels in edizione porno in Bush e Berlusconi. Al pianeta mancava solo questo e non c’e’ nessuno che abbia voglia di sparare.
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L’Italia entra nel Duemila ancora in attesa del suo Settecento.
Michele Serra

Uno dei nostri vanti e’ quello di non avere mai creduto che la societa’ civile fosse meglio del Palazzo. A tal proposito, abbiamo fatto anche un titolo non eufemistico: l’uomo della strada e’ una merda.

Michele Serra
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Il denaro somiglia alla carta igienica: quando serve, serve con una certa urgenza!
Upton Sinclair
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RIDIAMARO : – (
www.jacopofo.com/node/4130

Chi ci puo’ salvare da Berlusconi Tris? Fantomas!
La situazione e’ veramente buia. Non si vede da dove possa venire una salvezza. Ma sono convinto che la Dea e il destino non possano tollerare una terza vittoria dell’animaletto mediatico. Quindi qualche cosa di pazzesco deve succedere e salvare gli italiani da un destino insoportabile. Dobbiamo sperare nei poteri del caso perche’ partiti e movimenti progressisti sembrano in questo momento totalmente groggi. Ma cosa ci puo’ salvare dal ritorno della belva liftata?
Scartate le possibilita’ possibili restano solo quelle impossibili. Quindi facciamo lavorare la fantasia.
-1: Veronica Lario entra in politica, lascia Silvio e si mette con Cacciari che diventa leader del PD. Veronica fa tutta la campagna elettorale sui tradimenti del’ex marito. Le donne italiane si incazzano e lei diventa primo ministro e salva il paese (chi non voterebbe Veronica Lario? Io la voterei subito!). Il che dimostrerebbe che chi sta con Veronica vince. E io credo sia cosi’. Veronica e’ l’ago della bilancia astrale del sistema Italia. Se Veronica molla Silvio lui e’ finito.

-2: Berlusconi muore di infarto mentre sta copulando con una minorenne. Il tutto viene ripreso dalle telecamere di scherzi a parte (qualcuno commentera’: “E’ stato tutto a causa di una serie incredibile di coincidenze assurde”). Casini viene beccato con 3 trans e la cocaina, Fini abbandona la politica in preda a una crisi mistica dopo essersi convertito al buddismo.

-3: Mastella confessa, Cuffaro confessa, Bassolino confessa. 1000 arresti. D’Alema ha una crisi mistica, diventa scintoista e abbandona la politica. Colpo d scena: Platinette viene nominata segretaria dei PD. Veltroni si da’ al cinema.

-4: Maroni si fa un acido, Giuseppe Garibaldi gli appare e gli dice: REDIMITI!, e lui convince meta’ della Lega a passare con il centro sinistra e a fare sesso con i Rumeni. Bossi cambia sesso e diventa una suora Indu’.

-5: Maurizio Costanzo e sua moglie fondano il Partito degli Amici. Aderiscono Simona Ventura, Marcuzzi, del Piero, Ezio Greggio e Jacchetti. Jerry Scotti viene eletto premier con il 52% dei voti. Trasformano il parlamento in un reality. Si votano le leggi con gli sms, l’esercito italiano parte a salvare bambini africani insieme a telecamere e ballerine. Bin Laden si arrende alle nostre Letterine aereotrasportate, grande rilancio del Made in Italy.
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Il “piano casa” Tremonti fara’ sparire l’edilizia popolare?

Notizie importanti da diffondere,spedire,volantinare,attacchinare
A detta di molti osservatori del settore,il “piano casa” inserito nella finanziaria di Tremonti fara’ quasi scomparire del tutto le case di edilizia popolare in affitto per far posto a un non chiaro piano di “social housing” (che in realta’ in Europa si applica in larga parte a case in affitto) ancora da definire e concentrato sull’acquisto degli immobili piu’ che sugli affitti. Il SUNIA(sindacato inquilini)sostiene che in realta’ il piano casa del governo sia un aiuto non agli inquilini ma ai costruttori in difficolta’, in questo momento di scarse vendite. Intanto,Tremonti annuncia 20.000 case ma ne fa scomparire almeno 12.000 che erano previste dal governo precedente.Lo fa togliendo 550 milioni di euro stanziati nel 2007 da Prodi per coprire l’emergenza abitativa,compresa quella degli sfratti imminenti dati a persone e nuclei familiari che non sono in grado di acquistarsi una casa ma possono pagare un affitto. Altri 280 milioni di euri sono stati sottratti agli alloggi in locazione a canoni sostenibili,usati da categorie di persone particolarmente bisognose. Il governo sembra dire:”Morte ai poveri e largo ai proprietari!” e chi non lo e’ deve diventarlo per forza o…morire sotto un ponte??
http://altromedia.blogspot.com/
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Messaggio del sindaco di Hiroshima
www.semisottolaneve.org/

Un altro 6 Agosto, e gli orrori di sessantatre’ anni fa si ripresentano intatti nella mente dei nostri hibakusha, la cui eta’ media ora supera i settantacinque anni. “Acqua, per carita’!” “Aiutatemi!” “Mamma!”- In questo giorno, anche noi, rinnovando la nostra ferma risoluzione che “Nessun altro mai dovra’ soffrire come noi soffrimmo”, incidiamo nel nostro cuore le voci, le facce e le forme che si dissolsero nell’inferno che nessun hibakusha dimentichera’ mai.
Poiche’ si sono sottovalutati per decenni gli effetti di quella bomba atomica che oggi ancora continua a distruggere le menti e i corpi degli hibakusha , un quadro completo del danno deve ancora emergere. Quelle piu’ completamente ignorate sono state le ferite emotive. Percio’ la citta’ di Hiroshima da’ ora inizio a un’esplorazione scientifica dell’impatto psicologico dell’esperienza della bomba atomica, esplorazione che si estendera’ per due anni.
Questo studio dovrebbe farci capire l’enorme peso della verita’ che “per le armi nucleari la sola funzione e di essere abolite” – una verita’ nata da tragedia e sofferenza.
Questa verita’ ha ricevuto un forte supporto da un resoconto compilato nello scorso Novembre dalla citta’ di Hiroshima. Scienziati e altri esperti nel campo nucleare, indagando i danni che verrebbero causati da un postulato attacco nucleare, hanno constatato ancora una volta che l’unico modo di proteggere i cittadini da un simile attacco e’ la totale abolizione degli armamenti nucleari. E’ precisamente per questo che il Trattato di Non Proliferazione Nucleare (TNP) e l’opinione consultiva della Corte Internazionale di Giustizia affermano chiaramente che tutte le nazioni sono obbligate ad impegnarsi in negoziati in buonafede che conducano ad un completo disarmo nucleare. Di piu’: anche leader che in precedenza erano non marginalmente coinvolti nella creazione e l’incremento del sistema nucleare USA stanno ora esprimendo insistentemente l’esigenza di un mondo senza armamenti nucleari.
Noi che richiediamo l’abolizione delle armi nucleari siamo la maggioranza. Citta’ e Enti Locali Uniti, che rappresenta la maggioranza della popolazione della terra, ha sottoscritto la campagna dei Sindaci per la Pace. Centonovanta stati hanno ratificato il Trattato di Non Proliferazione Nucleare. Centotredici paesi e regioni hanno firmato trattati sulla zona denuclearizzata. L’anno scorso, centosettanta paesi hanno votato in favore della risoluzione ONU del Giappone, che reclama l’abolizione degli armamenti nucleari. Solo tre paesi, e tra essi gli Stati Uniti, si sono opposti a questa risoluzione. Possiamo soltanto sperare che il presidente degli Stati Uniti che verra’ eletto in Novembre presti attento ascolto alla voce della maggioranza, per la quale la precedenza assoluta e’ la sopravvivenza dell’uomo.
Perche’ il volere della maggioranza si adempia entro il 2020, Sindaci per la Pace, che ora conta duemilatrecentosessantotto citta’ del mondo, ha proposto nell’Aprile di quest’anno un Protocollo di Hiroshima-Nagasaki che integri il Trattato di Non Proliferazione Nucleare. Questo Protocollo esige un arresto immediato di tutti gli sforzi – compresi quelli di paesi che hanno gia’ armi nucleari – intesi a ottenere o sviluppare armamenti nucleari; a questo seguira’, entro il 2015, un bando legale dell’acquisto o uso. In tal modo si traccia una mappa concreta della via che portera’ a un mondo libero di armi nucleari. Ora che abbiamo chiare la destinazione e la mappa della via che porta a quella destinazione, tutto quello di cui abbiamo bisogno e’ la ferma volonta’ e la capacita’ di agire per salvaguardare il futuro dei nostri figli.
Cittadini del mondo e nazioni orientate nello stesso senso sono riusciti a concludere trattati che mettono al bando mine antiuomo e bombe a grappolo. Intanto, le misure piu’ efficaci contro il riscaldamento globale vengono proprio dalle citta’. Cittadini che cooperino a livello di citta’ possono risolvere i problemi della famiglia umana perche’ e’ nelle citta’ che vive la maggioranza della popolazione del mondo, le citta’ non hanno militari, e le citta’ hanno costruito ovunque nel mondo genuine associazioni fondate su reciproca comprensione e fiducia.
La Costituzione Giapponese e’ un punto di partenza appropriato per un “mutamento paradigmatico” che miri a plasmare il mondo sul modello delle relazioni fra citta’. Percio’ io faccio appello al governo Giapponese perche’ difenda con la massima energia la nostra Costituzione, faccia pressione sugli altri governi perche’ adottino il Protocollo di Hiroshima-Nagasaki, e mantenga un ruolo di guida nello sforzo di abolire gli armamenti nucleari. Richiedo inoltre una piu’ grande generosita’ nell’indicare malattie derivate dalla bomba atomica e nelle misure di soccorso adeguate alle situazioni correnti dei nostri hibakusha che stanno invecchiando, compresi quelli che furono esposti alla “pioggia nera” e quelli che vivono all’estero.
Il mese prossimo il Raduno dei Presidenti della Camera del G8 si terra’, per la prima volta, in Giappone. Spero fervidamente che il fatto che sia Hiroshima a ospitare questo raduno aiuti la nostra “filosofia degli hibakusha ” a diffondersi ovunque nel mondo.
Ora, in occasione del sessantatreesimo anniversario della Cerimonia Memoriale della Pace, offriamo il nostro accorato compianto per le anime delle vittime della bomba atomica, e, in accordo con la citta’ di Nagasaki e coi cittadini ovunque nel mondo, ci impegniamo a fare tutto quello che e’ in nostro potere per realizzare lo sradicamento totale degli armamenti nucleari.

Tadatoshi Akiba
Sindaco dell a Citta’ di Hiroshima
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http://www.masadaweb.org

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