
UE, oligarchia di banche, assicurazioni e multinazionali – Il Governo e la sanita’ privata – Come sono ridicoli i sindaci d’Italia ! – Il Pd non c’e’ o ci fa – Veltroni l’astenuto – L’avanzata di Cina e India – Tagli alla scuola e all’editoria – Note olimpiche
U caudu ni sta rustiannu u cirviaddru
(trad. il caldo ci sta arrostendo il cervello)
Fata Nera
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L’Europa delle banche, delle assicurazioni e delle multinazionali
Sulla Costituzione europea che e’ passata attraverso il trucco del Trattato di Lisbona.
Eduardo Zarelli scrive:
“Se la partecipazione popolare e’ esclusa, se le oligarchie economiche e burocratiche la fanno da padrone, se il potere delle banche si fa sempre piu’ forte e se la globalizzazione e’ diventata ormai la linea guida, e’ ancora possibile costruire un’Europa dei popoli, fondata sul rispetto delle comunita’ e sul pluralismo culturale ed economico?..
Non una Costituzione ma un trattato semplificato, che non necessiti dunque dell’approvazione tramite referendum popolare, ma solo dell’accordo dei Ministri e dei capi di Governo di ciascuna Nazione.
I poteri e i fautori dell’Unione Europea hanno deciso di superare cosi’ gli ostacoli della bocciatura da parte dei cittadini che, negli unici casi in cui sono stati consultati, hanno detto esplicitamente no ad una Costituzione Europea che sradicasse la sovranita’ popolare…
L’obiettivo, e’ quello di instaurare comunque un sistema burocratico accentrato nelle mani di organismi ed entita’ “invisibili”, in spregio alla volonta’ e sovranita’ popolare.
La Commissione Europea e’ una entita’ formata da funzionari istituzionali che, «nell’adempimento dei loro doveri, non sollecitano ne’ accettano istruzioni da alcun governo ne’ da alcun organismo […]. Ciascuno Stato membro si impegna a rispettare tale carattere e a non cercare di influenzare i membri della Commissione nell’esecuzione dei loro compiti» (art. 157 del trattato istitutivo della Unione Europea)…
Il Parlamento Europeo che ha sede a Bruxelles ci chiama al voto, ma poi i parlamentari hanno un ruolo consultivo e non possono interferire su quello che le Commissioni decidono. Vorremmo dunque sapere di che democrazia stanno parlando: tutto si riduce ad un “governo di tecnici”, in cui chi ha orchestrato la truffa, ha gia’ studiato il suo alibi.
L’Unione Europea e’ costruita per ridurre il potere dei popoli che dovrebbero costituirla, e ottenere il controllo delle economie locali, sacrificate sull’altare dalla Banca Centrale. Emblematico a tal riguardo un recente sondaggio nei 25 paesi della Comunita’ europea che mostra – in linea con la disaffezione alla politica nelle societa’ occidentali – come il 71% dei consultati ha una “cattiva opinione” dei suoi politici, che il 76% non ha fiducia di loro, che il 49% li giudica “corrotti” e che il 70% non da’ fiducia ne’ alla sinistra ne’ alla destra per governare. Questa distanza che divide la classe politica di ogni tendenza dall’elettorato – e soprattutto dall’elettorato popolare dai redditi piu’ bassi – spiega l’aumento crescente di cio’ che il politologo Dominique Reynie’ definisce “la dissidenza elettorale”, che corrisponde alla somma di coloro che non votano, di coloro che votano scheda bianca o annullano la scheda e di coloro che votano per partiti che non hanno la benche’ minima possibilita’ di arrivare al potere. Questa “dissidenza” rappresentava mediamente circa il 20% degli elettori negli anni ’70. E’ balzata al 50% nelle tornate elettorali degli ultimi anni, configurandosi in tal modo come una sostanziale diserzione civica…Vogliono solo sostituire Bruxelles a Roma, Amsterdam o Parigi.
Noi non abbiamo nulla da guadagnare nel cambiare dei burocrati romani con altri di Bruxelles, o nel trasferirli dalle vecchie capitali a Bruxelles. Un’organizzazione politica europea alternativa parte dalla base, contro le oligarchie burocratiche, e deve essere impostata su quattro pilastri: identita’, volontarieta’, autonomia e partecipazione. L’Autorita’, infine, deve fluire dalla base verso l’alto.
Per difendersi dalla morte giuridico-economica, i popoli d’Europa devono proprio ripartire dalla base, dalla partecipazione, dalla democrazia diretta e dal contesto locale.
In fondo, anche gli Stati nazionali sono burocrazie come quella di Bruxelles: per questo nessuno Stato contrasta veramente Bruxelles. E’ quindi necessario estendere la partecipazione e interessare la gente alla vita politica, ovunque sia possibile. Soprattutto lo Stato non deve essere il monopolizzatore della vita sociale. Solo cosi’ essa potra’ essere davvero autentica, specchio fedele della vita di un popolo, ed efficace strumento di sovranita’, cioe’ una comunita’. Europa si’ quindi, ma Europa dei popoli, cioe’ Europa della sovranita’ popolare dal basso, Europa delle comunita’. Le banche devono ridursi a strumento economico, socialmente trasparente e partecipato, non arma impropria di potere. Il peggio e’ cio’ che c’e’ dietro le banche: una visione del mondo dove tutto ha un prezzo ma niente ha piu’ valore; una logica che oggi inaridisce ogni ideale e in piu’ dirige gli stili di vita verso l’insostenibilita’ dei consumi ed il contrasto tra cultura e natura.
L’Europa delle banche e delle assicurazioni e delle multinazionali: cosa significa?
Significa che l’Europa liberalizza, agevola e semplifica solo tenendo conto dei poteri forti, raramente dei diritti del consumatore e del cittadino.
Infatti non si fa scrupolo di deliberare per far scomparire dall’etichetta degli alimenti il paese di origine (a vantaggio delle multinazionali, a svantaggio del consumatore che non puo’ piu’ operare scelte consapevoli in campo alimentare, ma anche economico) o di decretare, il 12 giugno scorso, che un prodotto biologico puo’ contenere lo 0,9% di OGM (a vantaggio dei produttori di OGM, a svantaggio del consumatore che, pensando di acquistare bio, si trova a mangiare OGM!).
www.ilconsapevole.it/articolo.php?id=8529
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Sacconi vuole imporre la sanita’ privata
Gli USA sono al 37°posto per la sanita’ mondiale e l’Italia e’ fra i primi! Ma il ministro Sacconi vuole portarci al loro scadente livello e se ci riesce, torneranno gli ospedali per i poveri con cure e trattamenti di serie b.
Una delle poche cose buone della “vecchia Europa” era un’assistenza sanitaria dignitosa per tutti, ma sara’ eliminata a favore della privatizzazione, con fondi, polizze e mutue private (i soliti “amici” imprenditori) che fanno impazzire i poveri degli USA perche’ non coprono mai tutte le malattie, spesso non pagano malattie dovute a cause pregresse all’assicurazione e non passano le medicine costose o le operazioni chirurgiche.
Sacconi dice: “Dobbiamo mettere in condizione le famiglie di prevedere per provvedere, attraverso i fondi sanitari, le mutue e le assicurazioni private”.
Consigliamo agli italiani di comprarsi una copia del film “Sicko” o scaricarla gratuitamente da Internet con un programma P2P. Scopriranno che le polizze private hanno trappole e cavilli micidiali,a volte anche mortali, per la salute dei cittadini. E se succede negli USA dove il business garantisce il consumatore, figuriamoci nell’Italia irresponsabile e maneggiona del 2008, modello Clinica Santa Rita.
Difendiamoci da questi tentativi perversi per salvare la nostra vita e quella delle persone care!
Il fatto che con tanti ministri inutili (per l’attuazione del programma, per i rapporti col parlamento..) B si fosse volutamente “dimenticato” del ministero della sanita’ era inquietante.
Ma lo sapevano gli italiani che stavano votando per l’abolizione della sanita’ pubblica e per un sistema in cui la loro salute sarebbe stata delegata alle assicurazioni private?
Ecco un altro puntello del neoliberismo targa UE non certo a favore dei diritti dei popoli
Un’Europa creata per il business di pochi ricchi: banche, grandi imprenditori, assicurazioni, multinazionali. Un’Europa votata senza consenso popolare per il lucro di pochi.
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Ma quale pace sociale!
V.
Come gia’ dicemmo piu’ volte ai Verdi che, in casi di portata enorme per la salute e l’ambiente, erano sempre fiacchi e inerti, scarsamente rappresentativi e incapaci di suscitare grandi campagne nazionali (come quella di Bovet per es. contro gli OGM), lo stesso possiamo dire oggi su Veltroni e i suoi cloni, i quali, dopo tanto parlare di figure grandi e coraggiose, Gandhi, Mandela.. disertano oggi il loro compito e le loro responsabilita’ in modo vergognoso per mostrarsi gregari zelanti di Berlusconi che marcia imperterrito nel peggio o sottovocisti sussurranti in nome di un inqualificabile “dialogo” a cui non vogliamo nemmeno pensare perche’ ci fa orrore.
Poiche’ la pace sociale a cui aspirano B, Ratzinger e Napolitano, implica obbligatoriamente l’inciucio, la connivenza e la complicita’ nel peggio, mentre noi pensiamo che nulla possa essere tanto spregevole quanto la succubanza in un momento come questo e nei confronti di un duce totalitario come B, speriamo con tutta la forza del nostro cuore che gente come Veltroni, D’Alema, Violante, Curzi e compagnia brutta scompaiano al piu’ presto dalla scena italiana, perche’ dei loro intrallazzi e delle loro implicazioni in cose insostenibili e oscene ne abbiamo piene le tasche.
Non riusciamo piu’ a tollerare i loro traffici loschi, le merchant bank, le scalate illegali, le censure ai media, gli attacchi alla piazza, gli applausi alla costituzione europea, gli indulti, i condoni, le depenalizzazioni, gli intralci alla giustizia, le avocazioni di inchieste, le punizioni dei PM migliori, la protezione ai furti di stato, le connivenze sulla Rai, gli applausi al Lodo Alfano, i tentativi di imbrigliare la magistratura o di stravolgere la costituzione a colpi di legge ordinaria portando la nostra povera repubblica a un regime presidenziale forte a diretta elezione popolare.
Questa sequela ignobile di sconcezze non solo ci deprime ma ci irrita violentemente, perche’ in essa vediamo la degradazione di una classe politica prossima ormai alla morte.
Qualcuno lo capisce che grazie a questa casta bipartisan siamo il paese piu’ corrotto d’Europa e non ci sara’ speranza finche’ tutti costoro staranno al potere?
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Idiozie municipali
Viviana
Se i sindaci d’Italia rasentano il culmine dell’idiozia, i media non fanno di meglio
e si attengono al livello di oscenita’ generale. Tutti a parlare del delitto di Perugia o degli incoscienti che scalano l’Himalaya o dei grembiulini griffati, ce ne fosse uno che dicesse che hanno eliminato la scuola dell’obbligo a 16 anni o che migliaia di scuole di piccoli comuni saranno chiuse e le famiglie dovranno mandare i bambini a 30-40 km di distanza a spese loro, o che scuola, sanita’, giustizia e difesa hanno tagli tali da stroncarle e cio’ comportera’ inefficienza e costi sociali altissimi alle famiglie mentre i furti di stato dei boiardi costosissimi non sono stati toccati, e Berlusconi vuole aumentare il n° di ministri, segretari e sottosegretari (avra’ altre gole profonde da sistemare).
Vi immaginate la nostra inefficiente giustizia col 40% di tagli? E quanto ci costera’ la militarizzazione delle citta’? O l’eliminazione della sanita’ pubblica perpetrata da Sacconi per ingrassare le assicurazioni private e far godere l’UE delle multinazionali, delle banche e delle assicurazioni! Quella per cui la falsa opposizione di Veltroni si e’ sperticata in applausi bypartisan. Siano maledetti tutti quanti come lo fu Giuda Iscariota! Si appendessero tutti a un albero di quercia!
Ma per la sanita’ dei cittadini ci sono queste belle pensate, come il divieto di fumare nei giardini pubblici! E in tv c’e’ sempre l’idiota di turno che ripete come un demente coatto la frase sciagurata di Tremonti: “Non metteremo le mani nelle tasche degli italiani!!”
A forza di sentire questa frase spudorata ci sara’ qualcuno che le mani avra’ voglia di metterle in testa a Tremonti e a Berlusconi!
Non e’ l’aratro che traccia il solco ma la tv che sprofonda le teste degli italiani nel buio piu’ profondo.
Eiaia eia alalaa’!
L’Italia bifascista eccola qua!
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Il balletto
Mariapia
Il PD? Non c’e’ e non ci fa’, e’ altro. Semplicemente i potenti – classi economiche dominanti, classi dirigenti politiche, intellettuali comprati, sindacati pure comprati e ben pagati piu’ allegati cortigiani vari – fanno un balletto, una sceneggiata per i subalterni, ma le classi subalterne non se ne sono ancora accorte. Noi ci crediamo che tra quelle classi ci siano ancora persone che vogliono evolvere la Vita in senso umano e non solo accaparrarsi molte risorse in vista di tempi durissimi. Faremmo pure noi subalterni se entrassimo in quel raggruppamento; esattamente la stessa cosa, tranne alcuni grandi uomini che ogni tanto appaiono nella storia, tracciano le linee di tracciano nuovi percorsi e muoiono ammazzati. Non illudiamoci sulla natura umana, basta tenerne conto.
La Democrazia era quello: mediare tra gli egoismi umani na-tu-ra-li.
Deve nascere qualcosa sopra le vecchie categorie. Come nascera’ non lo so ma so che accade sempre l’andare oltre nel corso dell’Evoluzione.
Oltre le antiche credenze, oltre le diverse religioni, oltre le varie filosofie, oltre le tante ideologie. Cose oramai superate, pero’ da non buttare e buone per costruirci il sopra in nuovo, costruirci l’oltre.
Il mio esempio di oltre e’ sempre un esempio…. sempliciotto ma buono.
Si’ al grano pestato, si’ alla pappa di farina, si’ al maiale allo spiedo, ma quand’e’ che arriviamo ai tortellini, alla loro bonta’ e alla loro bellezza, mangiati con giudizio, in silenzio e stupore. Pensate, dal grano pestato ai tortellini… dodicimila anni.
…si’ certo, la Cappella Sistina, Michelangelo, ma oggi mi va cosi’….sempre morta di fame!
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IN COMMISSIONE PD SILENTE SU PRECARI
Massimo Enrico Corsaro (Pdl) attacca il Pd in aula sull’emendamento dei precari. “Tabacci – dice Corsaro – sostiene proditoriamente che questo e’ stato un emendamento buttato nella discussione nel corso di una notte. Non e’ vero e per fortuna la cronologia e le date di deposito degli atti alla Camera certificano la verita’ dei fatti. Questo e’ stato uno dei primi emendamenti presentati all’inizio della discussione, appena ci venne sottoposto il testo del decreto legge, ai lavori delle Commissioni riunite Bilancio e Finanze. Mi viene allora da chiedere: dove era il Pd? Dove era Veltroni che, nelle successive settimane, si e’ lanciato, molto tempo dopo l’approvazione in prima lettura da parte della Camera, ad affermare che questo provvedimento non sarebbe mai passato e che il Pd avrebbe alzato i cavalli di Frisia? L’approvazione era gia’ avvenuta nel totale silenzio, non so se assenso, ma silenzio senz’altro si’, dei rappresentanti del Pd nelle commissioni Bilancio e Finanze”.
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Veltroni l’astenuto
V.
Sulla piazza contro la corruzi
Sui precari si astiene.
Sulle critiche al Trattato di Lisbona si astiene.
Chissa’ se tutti quei grandi, Gandhi, Mandela, Kennedy, sono diventati tali per essersi astenuti?
Il Pd e’ morto?
No, astenuto.
Sara’ una malattia, un virus, una epidemia?
Un partito finito non per ESTINZIONE, ma per ASTENSIONE.
Ma si fosse astenuto “prima” di entrare in politica!
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Cesare Beccaria, bloggher
La prossima battaglia di Veltroni sara’ contro il referendum promosso da Di Pietro, Berlusconi puo’ essere assicurato.
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Concerti e migranti
Doriana Goracci
Benedetto XVI pronuncio’ il 30 luglio il suo appello prima della recita dell’Angelus dalla residenza estiva di Castel Gandolfo: Agli uomini di buona volonta’ chiedo di continuare ed intensificare l’invio degli aiuti umanitari a quelle popolazioni tanto provate e bisognose. La residenza, eccezionalmente descritta con uno stralcio nel Forum Cattolici Romani da Maria Antonietta De Angelis per Pitture e arredi, volume d’Arte per la collezione Monumenta Sanctae Sedis dei Musei Vaticani e sull’Osservatore Romano il 9 luglio 2008, vede la sua completa autonomia nel 1929, con la nascita dello Stato della Citta’ del Vaticano, in quell’anno infatti le ville papali di Castel Gandolfo furono dichiarate dominio extraterrioriale pontificio e proprio con Papa Pio XI il palazzo apostolico di Castel Gandolfo ritorno’ ad essere la residenza estiva dei papi. Attualmente insieme ai giardini della Villa Cybo e della Villa Barberini forma il complesso delle ville pontificie, che si estende per circa 55 ettari.
Inoltre Castelgandolfo e la comunita’ relativa (una comunita’ agricola che, pagando un canone al Monastero, ebbe la sua liberta’ fin dall’anno 1000 e che in seguito, anche sotto la protezione dei Baroni dei vari Castelli, conservo’ un’autonomia nel governo della cosa pubblica, attraverso la concessione di Statuti piu’ volte rinnovati e modificati), a meno di brevi periodi nei quali subisce saccheggio o passa sotto il controllo di altre famiglie, rimane feudo dei Savelli fino al 1597, quando viene ceduto con vendita forzata alla Camera Apostolica.
Piu’ tardi, nel 1608, viene dichiarato proprieta’ inalienabile della Santa Sede. Il 4 agosto, si legge che l’Orchestra Sinfonica dell’Europa Unita presenta, in Piazza della Liberta’ a Castel Gandolfo, la seconda edizione del Concerto Evento Pontefice. L’appuntamento, previsto per il 6 agosto, oltre a salutare il Santo Padre presente a Castel Gandolfo per le vacanze estive, celebrera’, secondo l’intendimento del Vescovo Sua Eminenza Marcello Semeraro, il trentesimo anniversario dalla morte di Papa Paolo Sesto, avvenuta a Castel Gandolfo nel 1978. Presenzieranno il concerto il Segretario di Stato Vaticano, Cardinale Tarcisio Bertone, il Vescovo della Diocesi di Albano Sua Eccellenza Marcello Semeraro e numerose altre autorita’ ecclesiastiche e civili.
Andando avanti nella notizia di rilievo culturale, si apprende anche che il Concerto Evento Pontefice gode della partecipazione diretta della presidenza della Regione, del patrocinio e del supporto economico della provincia e del patrocinio del comune di Roma, della partecipazione dei comuni dei Castelli Romani, che a diverso titolo supporteranno la stagione sinfonica stabile che risiedera’ nel territorio dei Castelli Romani ove, per la prima volta, la tradizione musicale assurgera’ ai fastigi di straordinari appuntamenti musicali a cura di grandi interpreti.
Spostiamoci: solo il 31 luglio 2008, Bernardino De Rubeis, sindaco di Lampedusa del Mpa, lancia un’altro accorato appello, dalla sua isola, meta ormai di altro turismo permanente e in incremento: Siamo stanchi di questo smercio di carne umana, l’isola e’ in ginocchio. Che la Chiesa di Roma non resti impassibile alla sofferenza di questa gente e la ospiti nelle proprie strutture.
Da Ecoradio chiede un intervento immediato del Vaticano e del governo: Che il Vaticano la smetta di bacchettare il governo centrale e apra le porte dei conventi, dei seminari ormai deserti, delle abbazie affinche’ donne e bambini immigrati vengano ospitati dalla Chiesa. Che la Chiesa di Roma non resti impassibile alla sofferenza di questa gente e non commetta altri errori, come quelli commessi in passato, restando silenziosa a fenomeni epocali dove c’e’ morte. Il centro di permanenza temporaneo di Lampedusa e’ al collasso. E’ diventato un centro permanente. Mancano le norme igieniche, l’acqua potabile e una rete fognaria. Senza dimenticare lo smaltimento dell’immondizia che aggrava le spese della comunita’ dell’isola. Chiedo l’intervento immediato del ministro Maroni: si rechi a Lampedusa. Vogliamo da lui fatti, non parole. Siamo stanchi di questo smercio di carne umana. La politica del governo di centro destra prima, di centro sinistra dopo e ancora oggi di centro destra e’ fallimentare, mancano interventi risolutivi.
Il sindaco non si ferma, va avanti e dice ancora: In questo momento il Centro di accoglienza ospita oltre mille persone, per una struttura che puo’ accoglierne al massimo 600. Se si ha l’intenzione di trasformare Lampedusa in una sorta di Asinara di una volta, quella che stanno percorrendo e’ la strada giusta, inutile la spesa di 300 milioni di euro per costruire nuovi centri capaci di contenere complessivamente lo stesso numero di immigrati che in questo momento si trovano solo a Lampedusa.
Oltre al turismo in calo, denuncia anche che a causa dei tagli alle tratte sociali che la Regione ci vuole togliere, lasciando un solo collegamento aereo al giorno per Palermo. Quando il centro e’ a pieno regime come adesso, a Lampedusa salta tutto, ci sono problemi di fogne, di spazzatura, l’acqua non basta mai. Tutte queste cose, ovviamente, le pagano i residenti dell’isola che versano regolarmente le tasse. Per concludere ricorda infine che i lavori di ristrutturazione dell’unica scuola dell’isola sono fermi per mancanza di finanziamenti: Il rischio e’ che anche il prossimo anno scolastico i nostri ragazzi facciano lezione nei locali della chiesa.
Il Papa sembra essere sereno e accontentato, il sindaco di Lampedusa pure, anche se in minima parte con i soldati ma spera nella Lega e il federalismo, insomma aspettando e sperando, c’e’ anche chi, a quanto pare, si accontenta di poco e ieri 4 agosto, forse a causa del nome della Congregazione si apprende che una suora delle Piccole Sorelle di santa Teresa, rapita dieci giorni fa ad Haiti su un autobus, e’ stata liberata dopo il pagamento di un riscatto: lo ha riferito da Essen, in Germania, un portavoce dell’organizzazione cattolica umanitaria Adveniat, precisando che la somma pagata ai rapitori e’ inferiore ai 5mila dollari, malgrado per la 35enne religiosa i suoi rapitori in un primo momento avevano chiesto un riscatto di 100mila dollari.
Certo non sono piu’ i tempi che vengono raccontati dalla De Angelis, in cui la computisteria dei palazzi apostolici conserva una fattura del 20 aprile 1757 di Lucia Corsini Barbarossa, per lavori a una sedia per poter trasportare il Pontefice da una stanza all’altra quando stava ammalato e per una croce d’altare per quando celebrava Messa stando seduto e che il conto fu pagato da Clemente XIII nel dicembre del 1758 ma c’e’ da temere che certe vacanze a tempo determinato o permanente, le paghino i soliti anonimi e non noti italiani, migranti compresi, e non solo in termini di Ici e tasse regionali e voli gratis di rimpatrio con caccia compresa. Il contributo alla Delega delle proprie Radici e della paura che le stesse non abbiano piu’ fronde e chiome e siano tagliate le poche risorse, deve riposare in sicurezza all’Ombra, almeno in estate…
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La categoria della non verita’
Mimmo Candito
Se puo’ consolarci che questo giornalismo non e’ soltanto miserevole deriva italiana ma viene definito dai piu’ autorevoli media americani come «giornalismo europeo», resta che serve ben piu’ che una lamentazione per la crisi che ci travolge. Antonio Scurati suggerisce che dobbiamo intanto abituarci a convivere con una terza categoria della conoscenza, accanto a quelle finora usuali della «verita’» e della «menzogna»; e’ la categoria della «non-verita’», una struttura cognitiva che non e’ la menzogna ma, piuttosto, una dimensione nella quale i confini della certezza si fanno labili, approssimativi, accettati nella loro ambiguita’. Piu’ che un teorema per il futuro, questa appare gia’ un’evidenza del nostro tempo; e si capisce bene, allora, quanto oggi l’uso e il maluso dei mass media possano decidere del nostro pensiero, e della nostra stessa (presunta) volonta’.
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Scrive Scarpinato: “Chi perde sempre e comunque e’ il cittadino senza potere e senza diritti, che non puo’ scegliere per una vera politica alternativa, ma solo per una alternanza di oligarchie al potere”.
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Stiamo vincendo
anche se non sembra (sara’ un’illusione ottica)
Iacopo Fo
Ma questa volta facciamo un Vaffanculo Day da ridere?
Stiamo vincendo
Non fatevi travolgere dalle immagini del telegiornale!
Stiamo scardinando la melma immobile delle anime congelate.
Stiamo facendo piu’ l’amore.
Stiamo suonando di piu’ i tamburi dell’alba.
Stiamo pensando a scherzi colossali.
Le nuove leggi di Berlusconi, la tristezza di Veltroni
Non cascare nella trappola.
Stanno per cadere nella bocca spalancata del passato
Come gocce di pioggia
Durera’ ancora un po’ ma poi diremo: ti ricordi che paura?
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Cina e India gli ex nemici all´attacco dell´Occidente
Pechino gioca il ruolo di leader il patto asiatico spiazza i Grandi. Ma gli “emergenti” hanno bisogno della globalizzazione
E’ finito il petrolio, si deve cambiare.
E’ finito il monopolio delle informazioni
Sul Web non mi puoi vietare di raccontare
E’ come quando inventarono i telefoni
Dopo un po’ i piccioni viaggiatori non si usavano piu’.
Il mondo cambia.
Pensa che una volta non esisteva il sesso: solo organismi asessuati unicellulari
Si moltiplicavano per partenogenesi, cioe’ si spaccavano a meta’.
E non era un’esperienza piacevole.
Noi adesso siamo organismi pluricellulari estremamente sessuati, possiamo far l’amore e cantare.
Ma deve essere chiaro che c’e’ bisogno anche di un po’ di spinta per far girare la ruota inesorabile della Storia.
Dobbiamo lanciare un’offensiva totale, e’ il nostro compito storico, in quanto progressisti.
Noi non si fa altro: lanciamo mobilitazioni generali una dopo l’altra, ogni volta che abbiamo il fiato per farlo. Ci piace cosi’. Si conosce un sacco di gente interessante e a volte hai anche delle soddisfazioni.
E oggi l’offensiva totale all’ordine del giorno e’ fare piu’ l’amore. Un piccolo sforzo, possiamo ancora migliorare.
Scrivi una poesia per la persona che ami.
Di’ a un amico che gli vuoi bene.
Disegna un fiore sul muro di fronte alla sua casa cosi’ ogni volta che esce si ricordera’ che la ami.
Fai qualche cosa di straordinario, di temerario.
Baciala sulla bocca come se fosse la prima volta.
E’ sufficiente mettere indietro la linea del passato.
E trovarsi a un attimo prima della prima volta che ci siamo baciati. E ricordarsi che per un istante, mentre le bocche si avvicinavano hai annusato il profumo che saliva dal collo.
Dischiudi le labbra, la tua lingua e’ in attesa di un sapore che non hai sentito mai.
Un sapore che contiene il suono delle foglie del riso che sbocciano nell’umido dell’acqua.
Senti quella sensazione di onnipotenza che hai nelle spalle per via che tu ora desideri una sola cosa al mondo. Una sola cosa esiste e ha qualche valore, una sola cosa in tutto l’universo riesce ad essere piu’ grande di tutto quello che esiste. E quella cosa tu la stai vivendo tutta, non c’e’ niente altro che ti rubi l’attenzione. Vivi interamente il sublime.
E vivere, con tutti i suoi costi, ti appare il piu’ immenso affare che potevi fare.
E benedici la fortuna di essere nato.
Ecco cosa ci serve ora.
E qualcuno, che c’e’ sempre, dira’: ma checcazzo c’entra questo con Berlusconi.
E questo e’ il disastro che il Movimento ribelle non ha capito.
Quando tu sei li’, che vi baciate come fosse la prima volta, Berlusconi non esiste piu’.
E’ gia’ sparito.
Tu pensi che io stia dicendo esagerazioni travolto dal gusto per l’iperbole?
No. Moretti diceva: con questa sinistra non vinceremo mai. Aveva ragione.
Ma altrettanto giusto sarebbe dire:con questa idea retorica, altisonante, seriosa, noiosa del far politica siamo destinati allo sgampazzo perdente.
Il prodotto del sistema, la linfa del male e’ la paura e l’ignoranza nutrite dalla noia e dal conformismo, dall’incapacita’ di mettere in discussione, manca la vivacita’ della mente.
Non e’ il solito brodetto della contestazione che ci cambia la vita.
Ovunque questa politica sta scivolando nel riflusso.
La novita’ viene fuori altrove. Nella voglia di prendere per il culo.
La Sinistra Arcobaleno e’ vaporizzata. Ma i maestri del pensiero non l’hanno ancora capito.
Il Manifesto non ha mai ancora spiegato ai suoi lettori l’esistenza del piacere anale maschile eterosessuale.
Liberazione ha sempre taciuto sull’orgasmo maschile multiplo e sul punto G. Bertinotti non ha detto una parola sull’eiaculazione femminile e il fatto che il 20% delle donne non ha l’imene o ha un imene inconsistente.
E Pecoraro Scanio non ha mai parlato dell’amore, dei sobbalzi cardiaci legati alla cotta amorosa, dello straripante esplodere delle emozioni durante un amplesso sentimentalmente coinvolgente.
E’ ora di cambiare. Sono favorevole al V/Day 3. Tutti in piazza a protestare e a firmare contro le leggi della vergogna. Pero’ propongo che si protesti producendoci in un lunghissimo bacio, collettivo.Un milione di persone che si baciano contemporaneamente in 100 piazze d’Italia.
E sono ammessi anche un po’ di toccamenti per quelli che sono piu’ incazzati.
E poi vorrei che si distribuissero dei volantini che dicono: “Migliora il mondo adesso! Abbraccia una persona che ti vuole bene.”Berlusconi e’ come l’eroina, e’ un segnale indicatore del livello di tristezza della gente.
Piu’ tristezza, piu’ paura, piu’ psicofarmaci, piu’ Berlusconi, piu’ suicidi, piu’ crimini.
Scendiamo in piazza per far divertire la gente!
Facciamo gli stupidi contro le leggi vergogna.
Stupiamo questa Italia narcotizzata, facciamo qualcosa di imprevedibile.Incendiamo le nostre scoregge per protestare contro la non diffusione della produzione di gas combustibile dai liquami e le immondizie organiche.
Serve far correre la fantasia. Attaccarli dove si sentono sicuri. Cambiare gli stili di vita, i pensieri.
Inventarci nuovi consumi.
Perche’ nel giorno del Vaffanculo Day 3 non firmiamo anche, tutti insieme, una convenzione per creare una compagnia cellulare autogestita che telefoni solo via internet, risparmi il 95% e hai un cellulare modello Tupamaros che ha la pila, le pinzette, il cacciavite, il cannocchiale, la lente di ingrandimento, il coltellino, le forbicine e una dose di marijuana se ti senti triste?
Cambiare il mondo e’ possibile.
Ma solo se hai voglia di giocare.
Il mondo migliora cosi’ lentamente perche’ i progressisti hanno arie cosi’ tristi che la gente inizia a pensare che sia meglio restare nel passato.
Vinceremo soltanto se sara’ gradevole!”
FEDERICO RAMPINI
E´ durante le crisi economiche che ci sarebbe piu’ bisogno di accelerare gli scambi mondiali: il commercio internazionale e’ notoriamente un motore della crescita. Ma e’ proprio nelle crisi economiche che si riduce il consenso politico verso il libero scambio, si restringono i margini di manovra dei governi, e rialza la testa l´ideologia del protezionismo. Accadde dopo il crac di Wall Street del 1929 a cui seguirono, soprattutto a partire dal 1933, le guerre protezionistiche che contribuirono alla Grande Depressione (e infine alla guerra tout court). Oggi non siamo in una situazione cosi’ drammatica. Il rallentamento dell´economia mondiale non si e’ trasformato in una recessione globale, almeno finora. Gli scambi fra le nazioni restano elevati, sia pure con delle zone d´ombra tra cui figura proprio l´agricoltura: il casus belli su cui e’ naufragato il negoziato in seno al Wto sulle liberalizzazioni.
La grossa novita’ politica dietro quel fallimento del Doha Round e’ la saldatura di un forte asse tra la Cina e l´India, che hanno respinto le ultime offerte degli Stati Uniti e dell´Unione europea. E´ una novita’ perche’ negli ultimi anni Pechino e New Dehli avevano seguito strategie distinte, dettate dai rispettivi interessi nazionali e da vocazioni economiche diverse. L´India, a dispetto del suo recente decollo come superpotenza dell´economia globale, rimane un paese piu’ protezionista. Se si eccettuano i settori di punta (informatica e software, biofarmaceutico, servizi avanzati), il suo sviluppo non e’ prevalentemente trainato dalle esportazioni bensi’ dal mercato interno. La Cina, la “fabbrica del pianeta” nel XXI secolo, dal suo ingresso nel Wto (2001) ha tenuto con una certa coerenza una linea liberoscambista.
Proprio Pechino in passato ha contestato piu’ volte il principio delle “clausole di salvaguardia”, invocate da Europa e America per ripristinare alti dazi doganali o contingenti all´import quando l´invasione di prodotti made in China ha provocato sconquassi nel tessile-abbigliamento dei paesi a vecchia industrializzazione. L´altroieri invece proprio il governo cinese ha dato l´appoggio decisivo a quello indiano, nel chiedere un diritto di salvaguardia per i contadini dei paesi emergenti qualora siano messi in difficolta’ da un boom di importazioni dai paesi ricchi. Mentre per l´India questa non e’ una novita’, la Repubblica Popolare si e’ riscoperta di colpo una vocazione da leader del Terzo mondo, che aveva trascurato negli ultimi anni. Dietro questo colpo di scena c´e’ naturalmente l´iperinflazione delle derrate agricole, le tensioni sui mercati del riso, della soya e dei cereali, la crisi alimentare che ha colpito l´Asia con caratteristiche nuove (perche’ e’ una crisi determinata dal boom dei consumi e quindi paradossalmente dal benessere, piu’ che da flagelli tradizionali come le guerre o le calamita’ naturali).
La saldatura dell´asse Cina-India, che ha coalizzato un vasto schieramento di paesi emergenti, conferma che le nuove potenze economiche si sono liberate da qualunque sentimento di soggezione nei confronti dell´Occidente. Sono piu’ consapevoli del proprio peso e del proprio potere negoziale. Hanno anche sempre meno da chiederci, quindi sempre meno da guadagnare facendoci delle concessioni. Il fiasco del negoziato Wto consacra l´avvento di una nuova e’ra. I vecchi padroni del gioco, americani ed europei, hanno perso il ruolo propulsore che ebbero per mezzo secolo di liberalizzazioni. Il rallentamento della crescita in Occidente comporta un graduale ridimensionamento dell´importanza dei nostri mercati. Molto di quel che potevamo concedere lo abbiamo gia’ concesso, e i cinesi se lo sono preso. D´altra parte ne’ la Cina ne’ l´India hanno cominciato a disegnare una nuova architettura della governance globale, alternativa rispetto ai club in declino come il G-8. Siamo in una transizione incerta. Le vecchie potenze sono in declino ma quelle nuove esitano ad assumersi tutte le loro responsabilita’. L´interregno e’ pericoloso perche’ la cabina di regi’a dell´economia globale e’ sostanzialmente vuota.
Nel momento del suo funerale e’ utile ricordare come nacque il Doha Round. Fu l´ultimo progetto globale lanciato dall´Occidente, con un ruolo decisivo degli Stati Uniti. Subito dopo l´11 settembre 2001 si affermo’ l´idea di usare lo sviluppo economico come antidoto al terrorismo e al fondamentalismo. Nella sua formulazione piu’ nobile, anche se un po´ astratta ed economicista, il Doha Round puntava a diffondere benessere nei paesi piu’ poveri attraverso la liberalizzazione degli scambi agricoli. Bisognava cosi’ fare terra bruciata sotto i piedi della Jihad, sradicare la miseria che creava terreni di coltura per le ideologie anti-occidentali. Quella proclamazione ideale fu ben presto vanificata nei fatti. La determinazione e la compattezza dell´Occidente si sgretolarono presto, anche per il prolungato sabotaggio del multilateralismo da parte dell´Amministrazione Bush. Gli egoismi delle lobby agricole nei paesi ricchi – appena il 2% della forza lavoro attiva negli Usa, il 4% in Europa, ma con una capacita’ di ricatto politico sproporzionata – ha mantenuto i negoziati nello stallo per anni. E´ svanita cosi’ quella finestra di opportunita’ durante la quale i paesi emergenti erano ancora interessati a quel patto di scambio. Poi lo scenario si e’ rovesciato. Oggi per molti paesi emergenti l´urgenza non e’ piu’ conquistare il diritto di esportare le loro derrate agricole, bensi’ destinarle in precedenza all´approvvigionamento dei loro mercati interni, in una situazione di iperinflazione e rischi di penurie. Cina e India stanno a loro volta commettendo degli errori seri. L´agricoltura cinese non potra’ mai bastare a sfamare 1,3 miliardi di persone la cui dieta diventa piu’ ricca di anno in anno. E´ sui mercati esteri che Pechino dovra’ trovare accesso alle risorse naturali necessarie. Ma nel breve termine il governo cinese preferisce fare un gesto demagogico verso i suoi contadini, a lungo penalizzati da un modello di sviluppo che ha privilegiato l´industrializzazione pesante.
La sconfitta del Wto non e’ irrimediabile ma e’ un segnale inquietante. Il riflusso neo-protezionista e’ cominciato in casa nostra: e’ stata la vecchia Europa la prima a contestare i vantaggi della globalizzazione. Ora il germe e’ attecchito altrove, e i contraccolpi rischiano di sorprenderci. Alla paralisi del Wto ciascuno reagira’ come puo’. Di fronte alla crisi del multilateralismo, la Cina e’ maestra nell´arte di aggirare il problema. Sta firmando raffiche di accordi bilaterali di libero scambio: scegliendosi i partner uno alla volta, Pechino esalta il proprio potere contrattuale e strappa le condizioni piu’ favorevoli. Se l´Europa credeva di proteggere meglio i propri interessi mettendosi “in vacanza dalla globalizzazione”, il risveglio sara’ brutale: in un mondo di regole decise da altri.
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Bologna 2 agosto. L’armadio della vergogna
Viviana
Chi l’ha detto che alle alte cariche corrispondono onori e oneri? Rifiutandosi si presenziare alla commemorazione di Bologna, il Ministro Alfano si e’ dichiarato da se stesso “impresentabile”.
Cosa che ne facciamo di un Ministro che oltre a irmare ogni porcheria che il suo padrone gli comanda, rinnega anche per vilta’ i suoi obblighi pubblici?
Prima lo chiamavamo scendiletto.
Ora lo chiameremo piscialletto.
A momenti a Bologna non c’era neanche un esponente dello Stato.
Non valeva nemmeno la pena di fischiare Rotondi, il riempitivo, mandato di corsa da un Governo vile, ma qui si fischia da 28 anni chiunque venga da parte del Governo, sia esso di centro, dx o sx: Cossiga, Tremonti, Scajola, perfino Damiano. E sarebbe stato fischiato anche Alfano, portatore per di piu’ di una iniqua impunita’ ai potenti.
Bologna fa parte della lunga serie di stragi di dx che hanno devastato il paese, stragi contro i cittadini. Nessuna di queste stragi orrende ha mai avuto la sua conclusione giudiziale. In nessuno dei lunghissimi processi sono mai emersi i mandanti politici. Ora quei mandanti sono al potere e termineranno la loro devastazione sciagurata con la collusione della sx.
E’ indicativo che Alfano non abbia partecipato a questa comparsata in cui lo Stato e’ la parte che armo’, uccise, depisto’, truffo’, imbroglio’, intorbido’ le acque e in ultima analisi prese la parte dei carnefici.
Il volantino dice: “Se la strage e’ di Stato, i rappresentanti dello Stato non hanno diritto di parlare. Tanto meno i rappresentanti del Governo odierno in cui siedono gli eredi della strategia fascista, piduista e stragista.”
Il csx e’ stato al potere per 5 anni piu’ i 2 di Prodi, ma non ha mai aperto, come aveva promesso, l’armadio delle vergogne e giustizia non e’ stata fatta.
Le vipere non capiscono che questo non e’ un attacco della sx, ma una protesta leggitima contro centro, dx e sx di chi e’ stato vittima invendicata dell’attacco di Stato, uno Stato che nella sua spocchiosa omerta’ non ha colore e si protegge in tutte le sue parti come fanno i traditori e i vigliacchi.
28 anni hanno aspettato le 285 famiglie delle vittime con un nulla di fatto.
Un rappresentante di “qualsiasi” Governo che si affacciasse ancora una volta a questo orrendo e indecoroso palco, una sola cosa potrebbe dire: “Giustizia e’ morta. Io mi vergogno”
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Cesare Beccaria bloggher
Fini dalla sua alta carica istituzionale si permette di dire che la strage di Bologna, falsamente attribuita alla destra fascista, deve cercare un’altra verita’, cioe’ la sinistra? Sono stati i comunisti ? Le banche? Il Vaticano? I grandi capitalisti? La TV? Dacci un’idea Fini altrimenti restiamo con il dubbio.
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Un bloggher
Chiedete a qualunque straniero quale sia secondo lui il problema dell’Italia e rispondera’ la corruzione, la mafia ecc…e noi stiamo qua a parlare di fare leggi per bloccare processi, immunita’, indulti, no intercettazioni….i magistrati tra un po’ per parlarsi a distanza dovranno usare 2 bicchieri collegati con 1 cordino.
E i media e le pseudo trasmissioni di approfondimento delirano su rom, sbarchi e stronzate senza senso, col tesserato p2 – mafia a capo di tutto…
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Tagli alla scuola e all’editoria
Pancho Pardi
“E’ in discussione una legge che presenta larghi profili d’incostituzionalita’ nel metodo e nel merito. E’ antifederalista, perche’ storpia la potesta’ delle autonomie locali, produce ingiustizia e avvia un generale processo di degradazione delle strutture pubbliche.
Io mi soffermero’ qui solo sulle questioni di scuola, universita’ e ricerca. La riduzione di spesa, che si annuncia impressionante, diminuira’ in modo pesantissimo le risorse e peggiorera’ lo stato complessivo della scuola. Hanno parlato prima di me tre componenti del Partito Democratico, i senatori Mercatali, Bastico e Rusconi, che hanno svolto degli interventi analitici e mi sollevano quindi dal peso di fornire delle cifre. Il confronto europeo, pero’, da’ un ritratto impietoso. Appare chiara, per esempio, la carenza di conoscenze in matematica negli studenti delle scuole medie superiori e si manifestano diffuse difficolta’ espressive e una certa difficolta’ a ragionare sulla base dell’italiano.
La carenza in matematica prepara ad un futuro scoraggiante, perche’ c’e’ chi ha fatto la previsione che in futuro dovremo ricorrere agli indiani, che sono bravissimi in matematica, per avere dei professori di matematica. Il problema dell’italiano, invece, e’ cosa che si commenta da se’. Di fronte a queste carenze, non vi e’ stata nessuna iniziativa riformistica, ma si sono ridotti il personale e la dotazione finanziaria. Chi mi ha preceduto ha parlato di 200.000 addetti in meno nel futuro.
La condizione dell’universita’ attuale e’ molto critica, non vale nascondercelo, ed e’ appesantita in modo idropico dalla proliferazione di sedi e corsi di laurea, prodotti forse in modo insensato. L’universita’ e’ anche in difficolta’ nell’interpretare, sia con efficacia che con efficienza, la riforma del cosiddetto “3 piu’ 2″. L’universita’ non sta bene, ma proprio per questo necessitava di un’iniziativa riformistica, che invece non c’e’. L’unica riforma e’ che a cinque professori che andranno in pensione se ne sostituira’ uno solo e ci saranno, percio’, conseguenze gravissime sia sulla didattica che sulla ricerca.
Sulla didattica, e’ ovvio, si aggrava all’istante il gia’ difficilissimo rapporto tra docenti e studenti che, dal punto di vista statistico, e’ tra i peggiori in Europa. Dal punto di vista della ricerca e’ ancora peggio, perche’ questo restringimento dell’imbuto determina una sorta di stroncatura delle prospettive di migliaia di ricercatori, ricerche interrotte ed abbandonate. Si apre, percio’, un vuoto di proporzioni incalcolabili. Vorrei che si riflettesse su questo fatto: cosa vuol dire abbandonare a meta’ strada una ricerca iniziata e non avere la possibilita’ di continuarla? Professori che fanno i senatori avranno il loro problema a garantire un perseguimento di carriera ai loro allievi, e qui non vi e’ un richiamo alla solidarieta’ corporativa ma, soprattutto, una valutazione delle speranze frustrate e l’osservazione della dissipazione di un largo patrimonio culturale, in quanto i nostri ricercatori giovani sono generalmente bravi e apprezzati. E’ la dissipazione di un patrimonio culturale, di un vero patrimonio comune che noi rischiamo di dilapidare.
Arrivano poi le fondazioni private, cioe’ le universita’ sono invitate o portate a diventare fondazioni private. Qui si possono immaginare con facilita’ due conseguenze: e’ facile prevedere un restringimento selettivo del finanziamento agli studi e alla ricerca. Infatti, cosa pensate che finanzieranno i soggetti privati? L’economia, l’ingegneria, la chimica e la giurisprudenza, con agganci limitati al campo del falso in bilancio e dei reati corruttivi commessi dai potenti. Perfino la fisica potrebbe essere disertata, a causa dell’incertezza dell’efficacia applicativa e del ritorno di risultati in tempi utili. E le discipline cosiddette disinteressate? Ricordiamo, tra parentesi, che spesso sono state le discipline cosiddette disinteressate ad aver fatto scoperte fondamentali applicate in seguito. Che fine fara’ la letteratura greca, la storia medievale, la geomorfologia e perfino il diritto costituzionale, dato l’uso che se ne fa in questo Parlamento? La geomorfologia, per esempio, e’ gia’ ignorata con crassa ignoranza dal progetto di trivellare il Nord dell’Adriatico, dove e’ facilissimo prevedere processi di subsidenza, dato che quella pianura e’ gia’ subsidente di suo. Ma che ce ne importa? Che ce ne importa di leggere il greco? Il greco a cosa serve? Il greco serve a leggere Antigone e a scoprire dentro Antigone la differenza che c’e’ tra la volonta’ del monarca e il diritto del singolo o, se preferite, la differenza tra la ragion di Stato e il diritto consuetudinario.
C’e’ una seconda conseguenza delle fondazioni. Ereditano un colossale patrimonio con esborsi, probabilmente, irrisori e forse addirittura finanziati da banche che saranno orientate politicamente. Una volta insediati, questi operatori privati chissa’, potranno avere forse mano libera nell’adottare la prassi di natura putiniana di alienazione in mani amiche di beni assai preziosi. Si assistera’ – temo – alla formazione di una nuova schiera di roditori privati avidi, capaci di aggredire, divorare, metabolizzare vasti beni pubblici. Fra parentesi (e’ solo una piccola notazione), si assiste al conferimento di vari lacerti della struttura pubblica all’Istituto italiano di tecnologia, piccolo mostro voluto a suo tempo dal ministro Tremonti e posto sotto il controllo, guarda caso, non del Ministero della ricerca e dell’universita’, ma del Tesoro: l’universita’ privata di Tremonti.
Alla fine ci sono anche i tagli all’editoria, ma sulla questione ha gia’ parlato benissimo il senatore Vita e non ripetero’ le argomentazioni esposte. Sottolineo soltanto che la legge sull’editoria costituisce pressoche’ la fine del finanziamento e della vita per i piccoli giornali indipendenti. Ma chi se ne importa del finanziamento dei piccoli giornali indipendenti, quando si ha il monopolio dell’informazione e ce se ne puo’ fregare anche e perfino della questione della Vigilanza RAI?
Finisco colloquiando con il collega Zanda, il quale ha stigmatizzato, secondo me giustamente, l’assenza del Ministro dell’economia a questo dibattito. Ma anche in questa assenza bisogna trovare una ratio. E’ un fattore che determina l’evanescenza della statura dei Ministri ed e’ esattamente la sopravvalutazione smisurata e insensata della figura dell’attuale Presidente del Consiglio, la riduzione della collegialita’ del Governo, che e’ una cosa nobile, al primato di un uomo solo, che e’ una cosa assai meno nobile: primato di un uomo solo rafforzato, per di piu’, da un potere extra istituzionale senza precedenti. Ma anche qui ci soccorre la letteratura greca: anche la rana di Fedro, a forza di gonfiarsi, alla fine scoppio’”
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Note olimpiche
V.
A lungo e senza risultati incoraggianti si e’ consumato il dibattito da Cio e Cina circa le censure sull’informazione durante le settimane olimpiche.
L’unica cosa che si sa e’ che, malgrado le sue rassicurazioni su presunti rispetti di diritti civili, la Cina si oppone a mollare la sua censura sul web. Meglio sarebbe stato non darle mai questo incarico.
Alla fine queste Olimpiadi che dovevano servire alla Cina come grande trampolino di lancio nell’opinione pubblica mondiale sono diventate l’occasione che ha fatto affiorare accese critiche da parte di tutto il mondo.
Amnesty International ha stilato un documento di condanna che la Cina ha prontamente oscurato. La scusa addotta e’ anche ababstanza ipocrita e inverosimile: “problemi tecnici”.
La liste dei siti censurati si allunga ogni giorno e le autorita’ si scusano dicendo che contengono “informazioni illegali e dannose”. Illegale e’ l’informazione? E dannosi a chi?
Oscurati i siti del Falun Gong, movimento spirituale condannato dal Governo cinese, come quelli di Amnesty International, della Bbc, di Deutsche Welle, di Apple Daily, del Liberty Times (giornali di Taiwan e Hong Kong), censurati siti del Vaticano…
Eppure per avere la concessione del CIO, le promesse erano state ben diverse.
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Nell’antica Grecia era fatto esclusivo divieto alle donne di partecipare ai giochi e anche di assistervi, una madre si travesti’ da uomo per vedere il figlio correre e fu condannata a morte. Ma la Grecia, si sa, era ferocemente maschilista e concepiva perfino l’amore sessuale esclusivamente tra uomini.
Per quanto le donne non fossero ammesse ad Olimpia, l’elenco dei vincitori porta nomi di donna: Kyniska di Sparta vinse due volte la gara delle quadrighe, e pote’ partecipare perche’ nelle gare i’ppiche veniva proclamato vincitore il proprietario dei cavalli.
Ci fu poi una macedone che vinse in due Olimpiadi successive prima la quadriga e poi la biga tirata da puledri. Un’altra vittoria della quadriga dei puledri fu appannaggio di una donna.
E a una donna maritata, infine, fu concesso di assistere alle gare. Si era travestita da maestro di ginnastica, ma fu scoperta. Siccome pero’ era figlia e sorella di olimpionici che avevano conquistato numerose vittorie, allora — in via eccezionale — pote’ rimanere nello stadio.
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Oggi ci sono ancora 9 paesi che mandano squadre di soli uomini (Brunei, Oman, Qatar, Arabia saudita, Emirati Arabi, Yemen, ma anche Lichtenstein, Isole vergini e Antille)
Nel 92 erano 35. Nel 96 erano 26.
Ora restano gli irriducibili 9.
Del resto Pierre de Coubertin diceva”Il ruolo delle donne e’ solo quello di incoronare i vincitori”. Siamo ancora al riposo del guerriero.
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Nuovo articolo sportivo: gli “shock absorber”, reggipetti che assorbono il 75% del dondolamento del seno.
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Missili con granate di ioduro d’argento per bombardare le nuvole e far piovere a tempo.
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Fiori selezionati perche’ fioriscano in agosto.
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Giubbetti refrigeranti per i canoisti da conservare in freezer.
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Body similscheletrici per i velocisti che in punti chiave aumentano la risposta msucolare.
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Ambulanza per cavalli con defibrillatore equino.
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mah
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