Nuovo Masada

luglio 28, 2008

MASADA n. 755. 28-7-2008. Prima che il gallo canti

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 11:32 am

Vuoto sociale, vuoto politico – Rifondazione elegge Paolo Ferrero – Chi sono i valdesi – I partitini arcobaleno nel sogno della continuita’, la sconfitta non insegna nulla – Puo’ la rivoluzione energetica soppiantare la rivoluzione marxista? – La Costituzione Europea e’ frutto di una oligarchia neoliberista

Quante volte questo povero popolo ha sperato? Quante volte e’ stato tradito da coloro nei quali cui aveva messo la sua fiducia? La speranza e’ dura a morire. Ma dove guarderemo ora, che tanti cattivi giochi sono stati fatti senza pentimento alcuno ma anzi avanzando nel peggio fino all’autodistruzione? Dove guarderemo ora che cosi’ poche nuove persone salgono alla visibilita’ politica?
..
Prima che il gallo canti
si rischia di trovarsi ad osservare
stupefatti
l’inconsistenza propria, altrui, del mondo
.”

(nn)

“… quante volte ci tradiremo o tradiremo? L’uomo abbandona se stesso, non tanto per il male che il mondo ci fa o che gli altri ci fanno, ma per quel tradimento, insito nella natura delle anime, che noi stessi ci facciamo quando siamo incapaci di tenerci collegati alla vita, al senso, al valore, alla sopravvivenza umana, al sogno, all’amore per l’altro, alla bellezza, ai sentimenti, all’ideale, e ci fissiamo a sezionare la vita con crudele precisione, immergendo la lama del cervello nel magma fangoso delle cose politiche, nell’oceano cupo dei dolori affettivi, delle privazioni esistenziali, e restiamo li’, fissi e abbacinati, come l’uccello sotto lo sguardo vitreo della serpe, incapaci di liberazione.
Ma nessun giorno e’ uguale all’altro giorno. E quel tradimento infine dovra’ essere superato, perche’ la vita e’ infinitamente ben altro e vuole che noi viviamo, non che rivanghiamo il malfatto e moriamo nelle cose morte. La vita crea in se’ nuova vita. Il sole ogni giorno, nuovo, risorge.
E abbiamo bisogno, tutti, di un nuovo mattino
”.

Viviana
..
Habemus Ferrero
Viviana Vivarelli

Dunque ha vinto Paolo Ferrero, una brava persona, serio, posato, impegnato, 48 anni (forse se ne aveva 40 era anche meglio), mi piace, chissa’ se avra’ la grinta sufficiente per risalire le secche della desolazione e riuscira’ a farsi notare e a tenere testa a quel mollusco di Veltroni e a quella serpe di Berlusconi. Il momento non e’ dei piu’ favorevoli.

Mio nonno era schierato ferventemente a sinistra e aveva una enorme bandiera rossa, le due cose lo facevano schernire dagli abitanti del microscopico paesino dell’Appennino dove sono nata e impedivano che qualcuno gli desse un lavoro, chiamo’ il primogenito Ferrero (mio padre) in onore di Francisco Ferrer. Io, che sono nata in tempi meno amari, sono stata chiamata Viviana in onore di Vivien Romance, attrice francese. Altre frivolezze.

Francisco Ferrer era un libero pensatore catalano anarchico, voleva creare una nuova scuola sociale e insegnare i valori radicali anche ai figli dei ricchi, fu accusato di aver sobillato la rivolta contro la guardia civil che imbarcava a forza poveri cristi per mandarli a combattere nelle colonie spagnole in Africa, condannato con false prove fu fucilato. In seguito i suoi seguaci crearono realmente le scuole sociali che lui sognava negli Stati uniti e specie a New York.
Un nome, un destino.

Secondo Francisco Ferrer, il fine ultimo della civilta’ e’ la liberta’ dell’individuo in una societa’ retta da patti liberi e sempre recidibili.
Per realizzare questo fine e’ necessaria una educazione razionale e scientifica da impartire fin dall’infanzia, in quanto il bambino non ha idee preconcette e l’educatore dovrebbe rispettarne la volonta’ fisica, morale e intellettuale, anche se questo dovesse andare contro gli interessi dello stesso educatore.
Nella scuola dovevano essere applicati i principi degli ideali sociali e umani di chi disapprovava le convenzioni e i pregiudizi della societa’ contemporanea.
Il pensiero di Ferrer era caratterizzato anche da un forte anticlericalismo, dovuto anche alla situazione sociale della Spagna di quel periodo. Per Ferrer la fondazione di scuole libere avrebbe potuto combattere sia la Chiesa e i suoi privilegi che lo Stato e il suo strapotere sui cittadini-sudditi.
Gia’ dalla rivoluzione del 1868 gli strati piu’ evoluti della classe operaia avevano creato delle scuole laiche, tentando cosi’ di dare un istruzione diversa ai propri figli. La Escuela moderna si presentava diversa dalle altre scuole laiche perche’ aveva un carattere apertamente rivoluzionario, volto ad emancipare i bambini delle classi povere rifiutando qualsiasi principio di autorita’ sia da parte dello Stato che della Chiesa.
La scuola di Ferrer pubblicava anche dei bollettini ai quali collaborarono personaggi illustri del tempo: il geografo Elise’e Reclus, l’astronomo Camille Flammarion, lo scrittore e premio nobel Anatole France, il filosofo Herbert Spencer, il biologo Ernst Haeckel, l’antropologo Pëtr Kropotkin e Lev Tolstoj.
Quando gli chiesero da dove gli fosse venuta l’idea di creare la Escuela Moderna egli rispose: semplicemente dalla scuola della mia infanzia, facendo pero’ esattamente tutto il contrario.
..
Dunque ora abbiamo un Paolo Ferrero a capo dell’estrema sinistra.
Contro i rifondaroli che aborriscono ogni fede in Dio e insultano ogni suo fedele, Ferrero in Dio ci crede e molto. A loro sciogliere questo paradosso che per altri non ha senso, perche’ c’e’ da ricostruire un mondo non una teologia e lo si puo’ fare anche amando Dio, non solo l’uomo.
Ferrero parte da Val Germanasca, una contrada piemontese di 10 abitanti e a 17 anni entra in Democrazia Proletaria.
Diploma Istituto Tecnico, lavoro da operaio alla FIAT, dove distribuisce volantini e si occupa del bollettino operaio.
La sua passione per la politica si fonde con l’impegno nella Chiesa valdese: ha fatto parte della Federazione Giovanile Evangelica Italiana (FGEI), di cui e’ stato segretario nazionale dal 1985 al 1986. “Ci sono molte superfici di contatto con la politica” dice, “questi sono i due luoghi in cui mi sono formato e ho iniziato a fare attivita’ di base”.
Dopo i 27 anni entra in politica a tempo pieno dopo la Cassa integrazione alla FIAT e fa una cooperativa agro-forestale ancora attiva.
Dopo lo scioglimento di DP in PRC, ne diviene capogruppo consiliare a Torino.
E’ capo di una corrente di minoranza, con Luigi Vinci e Giovanni Russo Spena, e sosterra’ Bertinotti.
Dal 1995 al 2006 fa parte della Segreteria nazionale di Rifondazione; e’ stato responsabile del Dipartimento associazionismo e movimenti e successivamente dell’Area lavoro, economia e diritti sociali.
2006: eletto deputato del PRC
17 maggio 2006, 2° governo Prodi, diventa Ministro della Solidarieta’ Sociale, con delega in materia di politiche sociali, politiche delle migrazioni, contrasto alle tossicodipendenze e Servizio civile nazionale.
Elezioni 2008, RC perde.
27 Luglio, la sua mozione ha la meglio (mozione che tiene insieme diverse aree del partito, dall’area de L’Ernesto ai trotzkisti di FalceMartello), approvata col 53% dei consensi contro la mozione 2 di Nichi Vendola,che raccoglie il 47%.
Ferrero e’ eletto con 142 si’, 134 no e 4 schiede bianche.
Vendola, Giordano e altri dirigenti se ne sono andati prima dell’applauso.
I giornali hanno scritto che c’erano due gruppi prevalenti, uno giustizialista con Di Pietro, l’altro riformista con Veltroni. Ha vinto il primo gruppo.
Ferrero ha dichiarato di voler ricucire le fratture. Vendola lo ha negato con forza. Rifondazione rinasce ma e’ profondamente spaccata.

Giovanni Russo Spena ha letto:
«Il congresso considera chiusa e superata la fase caratterizzata dalla collaborazione organica con il Pd nella fallimentare esperienza di governo dell’Unione, della Sinistra Arcobaleno, e della sbagliata gestione maggioritaria del partito».
Ma Vendola non ci sta e considera questa posizione come ” la fine del partito”.
Basta alleanze col Pd, dice Russo Spena «dobbiamo essere veramente alternativi al “veltronismo” e alle destre».
Basta esperienza dell’Arcobaleno e costituente della sinistra, come voleva Vendola.
Basta svolta “governista” di Bertinotti.
Ora si cambia.
Il Prc torna decisamente a sinistra e riprende con vigore «la critica alle politiche neo liberiste».
Si riparte da Genova e insieme ai movimenti sociali.
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Chiesa evangelica valdese

Chiesa protestante che nasce nel 1100 con Pietro Valdo di Lione.
Pietro Valdo fu come S. Francesco un grande riformatore evangelico.
Era un uomo molto ricco, ma colpito dalle parole di Gesu’: “Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi” , dette la sua ricchezza ai poveri, fece voto di castita’ e si fece predicatore, con seguaci detti “i poveri di Lione”. inutilmente cerco’ il riconoscimento del Papa che nego’ loro il potere di predicare e di leggere la Bibbia, che era riservato solo ai chierici e agli ecclesiastici e mai avrebbe potuto essere affidata a delle donne.
Ma Valdo continuo’ a diffondere la Parola di Dio con predicatori uomini e donne (fratres et sorores).
Walter Map scriveva: “Costoro mai hanno dimore stabili, se ne vanno due a due a piedi nudi, vestiti di lana, nulla possedendo, ma mettendo tutto in comune come gli apostoli, seguendo nudi il Cristo nudo. Iniziano ora in modo umilissimo, perché stentano a muovere il piede; ma qualora li ammettessimo, ne saremmo cacciati”.
Nel 1184 il papa li scomunico’ perche’ predicavano il Vangelo in pubblico. Ma il movimento valdese continuo’ a crescere in Francia e nel Nord Italia, diffondendosi in altri stati europei.
Le comunità valdesi si organizzavano su due livelli: i “perfetti” con i 3 voti di povertà, castità, e obbedienza, che erano predicatori itineranti, e i semplici fedeli o “amici”.
Diaconi, presbiteri e vescovi preparavano i futuri predicatori.
I valdesi osservavano la liturgia delle Ore e i digiuni, celebravano la Cena del Signore (nella Linguadoca con pane, vino e pesce) e la sera del Giovedì Santo praticavano la lavanda dei piedi. Studiavano a memoria interi Vangeli e altre parti della Bibbia che Valdo aveva fatto tradurre nelle varie lingue popolari.
Dopo la scomunica, il movimento valdese comincio’ a dividersi.
Entrando in Lombardia i predicatori e le predicatrici valdesi poveri cercavano gruppi di amici che vivessero nel mondo, lavorassero e li sostenessero con le loro elemosine.
In Lombardia molti Comuni erano in lotta perenne per emanciparsi dall’Impero e dal papato, divisi tra guelfi e ghibellini. I valdesi si inserirono bene e molti entrarono in politica. Altri restarono ai margini, in poverta’ assoluta, per sfiducia verso le autorita’ politiche.
Alcuni podesta’ ghibellini si appoggiarono a loro, altri, guelfi, li bruciarono sul rogo.
In Lombardia c’erano altri gruppi religiosi come i Patarini, gli Arnaldisti e gli Umiliati e i Valdesi ne furono influenzati al punto da produrre una scissione.
I predicatori lombardi entravano a far parte di comunita’ di lavoratori, ma Valdo voleva che non lavorassero e vivessero solo di elemosine per non essere corrotti dall’amore per le ricchezze. Cosi’ il gruppo lombardo prese un’altra strada e creo’ sacerdoti che amministravano l’eucaristia. Valdo temeva che formassero una contro-chiesa, voleva criticare la corruzione della Chiesa ma non sostituirsi ad essa. Anche se scomunicato, si sentiva parte dela chiesa romana. Ci fu uno scisma, e Valdo mori’ senza ricomporlo.
Dopo di lui molti gruppi rifiutarono la chiesa di Roma, giudicando le gerarchie ecclesiastiche peccatrici e malvagie. I tentativi successivi di riappacificarsi con Roma fallirono. Il Papato perseguito’ duramente i valdesi tentando di sterminarli, pero’, a differenza dei catari, l’Inquisizione non riusci’ a farli sparire.
Vivendo clandestini o nascondendosi in zone montane, i Valdesi riuscirono ad arrivare al 1500, quando aderirono alla Riforma protestante di Lutero.
Nel 1561 venne firmata la Pace di Cavour, primo esempio di liberta’ religiosa nell’Europa moderna. Nel 1848, con Carlo Alberto, ebbero finalmente riconosciuta la liberta’ di culto.
La chiesa valdese esiste in Italia da quasi mille anni. Ha circa 15.000 fedeli in Italia e 15.000 fuori.
Valdo riabilitava i laici a cui dava il potere di predicare il Vangelo. Il laico non e’ solo destinatario di un messaggio, ma anche messaggero. Il sacerdozio e’ ridimensionato, la predicazione non e’ più monopolio del clero (come continuano ad essere la celebrazione e l’amministrazione dei sacramenti). Anche la donna valdese predica ed insegna (questo fu uno dei motivi piu’ forti della scomunica). Rivalutando il laicato e fondando una confraternita laica, Valdo combatteva contro la gerarchia ecclesiale. La sua predicazione e’ itinerante mentre il prete cattolico e’ stabile. Grande importanza ha l’apprendimento anche a memoria dei testi sacri e Valdo ne fece tradurre molti. Si deve praticare il Discorso della Montagna. Il predicatore deve essere povero e vivere di offerte cosi’ da non corrompersi. Si devono liberare dalla miseria e dall’ignoranza i piu’ poveri (e questo era eversivo per le strutture feudali e per la Chiesa di Roma).
I Valdesi rifiutano la Donazione di Costantino, documento falso con cui la Chiesa di Roma dice di aver ricevuto un territorio su cui esercitare un potere temporale. Hanno sempre attaccato il papato come sede di corruzione, di accentramento di ricchezza e di mondanizzazione. Vogliono una chiesa che rinunci al potere e si dissoci dai sistemi politici, economici e militari (crociate comprese).
Il programma valdese piu’ che morale o dottrinale e’ pastorale, con lo scopo comune di liberare le coscienze e renderle certe mediante la fede della salvezza, dono gratuito di Dio all’uomo tramite il sacrificio di Gesu’, e non traguardo che l’uomo raggiunge in base ai suoi meriti. Per meritare la salvezza basta la fede, non occorrono i preti. E lo scopo della vita umana e’ praticare il Vangelo e aiutare gli altri.
Poiche’ basta la fede a salvarsi, diminuisce il potere dei sacerdoti, che non sono piu’ i mediatori fondamentali tra uomo e Dio. Cristo è l’unico mediatore. Ogni cristiano comuncia direttamente con Dio, e’ sacerdote e papa, La religione valdese e’ la religione della laicita’ cristiana. Non c’e’ piu’ un clero ne’ una gerarchia, ognuno e’ sacerdote. La chiesa valdese non e’ gerarchica ma assembleare e vi possono accedere sia uomini che donne. Tutta l’amministrazione e’ costruita dal basso: le varie comunita’ locali eleggono un consiglio presieduto da un pastore, che elegge a sua volta una commissione che si occupa dell’intero distretto. La fede si esprime nel culto domenicale e nella testimonianza quotidiana dei fedeli. La parola evangelica fondamentale e’:”Voglio misericordia, non sacrifici” (Matteo 9,13).
Preti cattolici e pastori valdesi si incontrano regolarmente in convegni per studiare problemi teologici e pastorali. Si ha un incontro ecumenico privilegiato tra i valdesi politicamente orientati a sinistra e i cosiddetti cattolici del dissenso.
Durante il fascismo i valdesi mantennero un atteggiamento prudentemente ostile; nel dopoguerra fondarono due importanti centri sociali per l’assistenza ai poveri e scuole a Palermo e Milano.
Sotto l’occupazione nazista, portarono in salvo molti ebrei e ne nascosero molti in Val Pellice.
Oggi sono diffusi soprattutto in Piemonte, dove hanno 41 Chiese (120 in tutta Italia, 4 solo a Torino), 18 nelle Valli valdesi con centro a Torre Pellice (Torino).
Ogni anno nell’ultima settimana di agosto, i deputati delle chiese locali ed i pastori si riuniscono a Torre Pellice, per il Sinodo Valdese.
A Guardia Piemontese in Calabria non ci sono piu’ valdesi dopo la strage del 1561 fatta dall’inquisizione romana, ma la gente parla ancora un dialetto provenzale. Sulla piazza centrale chiamata Piazza della strage, la Porta del sangue ricorda l’eccidio.

«Cridu a Diu ch’e’ Signuri
di la terra criatura –
Tri pirsuni certamenti –
su nu Diu sulamenti»
… Luna santa ni vidisti
cristiani cuntra a Cristu!
Ni vidisti cca’ mpiccati
centumilia ammazzati,
centumilia crucifissi,
cristiani cuntra a Cristu
!…».

Senza il conforto dei loro pastori, i valdesi calabri caddero preda degli inquisitori domenicani Valerio Malvicino e Alfonso Urbino, che, dopo aver condotto un’inchiesta nelle colonie di Montalto, San Sisto e Guardia, vennero alla conclusione che erano tutti eretici e che quindi dovevano o abiurare o morire. Ma anche quelli che abiuravano erano costretti a sopportare un severo e umiliante regime di controllo: non potevano parlare in occitano o sposarsi tra loro, dovevano andare a messa tutti i giorni, osservare l’obbligo del digiuno settimanale e indossare l’infamante abitello degli eretici. I valdesi reagirono con la fuga nei boschi circostanti, ma questo diede il pretesto a Don Parafan de Ribera, Duca di Alcala’ e vicere’ di Napoli di organizzare, nel giugno 1561, una colossale caccia all’uomo, usando cani mastini, assoldando veri pendagli da forca come soldati e mettendo taglie sulle teste dei valdesi fuggiti. Fu la “San Bartolomeo italiana”,: 60 persone furono ucciso a San Sisto ed il paese, che contava 6000 abitanti, distrutto, mentre a Montalto, l’11 giugno 1561, fu atrocemente tagliata la gola, uno dopo l’altro, a 88 valdesi, che furono lasciati dissanguare come agnelli sgozzati: i loro cadaveri furono poi impalati, come monito, sulla strada per Cosenza. Ma la strage piu’ impressionante avvenne a Guardia Piemontese: dal 3 giugno 1561 (per circa 11 giorni) 2000 persone furono barbaramente trucidate e un altro centinaio di valdesi furono uccisi nelle campagne circostanti. Il sangue di quei poveri innocenti colo’ lungo i vicoli fino alla porta principale del paese e alla piazza antistante, denominate, in seguito, “Porta del sangue” e “Piazza della strage”. Altri 1600 coloni furono fatti prigionieri, tra cui 700 provenienti da Guardia stessa: il barba Stefano Negrin mori’ nel carcere di Cosenza, o per le torture subite o di fame. Alcuni valdesi riuscirono a fuggire in Sicilia, ma qui furono coinvolti in processi tra il 1569 ed il 1582 e giustiziati. Solo pochi riuscirono a raggiungere un rifugio sicuro a Ginevra e a rifarsi una vita.
www.eresie.it/it/id609.htm

Il Sinodo valdese ha riconosciuto la legittimita’ dell’eutanasia contro l’inutile sofferenza. Anche i valdesi aderiscono all’8 per mille di cui danno conto in modo pignolo ed esatto.
L’impegno politico dei Valdesi e’ sempre stato forte.
Hanno partecipato attivamente al Risorgimento e alla Resistenza. E moltissimi valdesi, anche pastori, sono entrati in Parlamento (Tullio Vinay, Lino De Benetti, Domenico Maselli…). Oggi sono in politica i valdesi Paolo Ferrero, Riccardo Illy, Valdo Spini, Lucio Malan, il sindaco Rosario Olivo e vari consiglieri regionali.

Vuoto sociale
Mariapia

Sono dentro ad un vuoto sociale che mi da’ la nausea.
Non mi e’ mai piaciuta finora l’estrema sinistra, in quanto ha sempre dimostrato, dal 1917 – rivoluzione russa – una violenza che pareggia con la violenza di destra e con la violenza non si fa oggi nessuna buona politica.
L’URSS e altri paesi insegnano.
In un recente passato certa violenza rivoluzionaria era efficace, ma ora io ritengo che sia una modalita’ di lotta superata.
Poi ciascuno ha un proprio pensiero che io rispetto, sempre che non sia indirizzato alla violenza sprezzante e supponente, alla presunzione, all’integralismo, tutte cose gia’ sperimentate e che mi dicono che quegli indirizzi portano e fanno il male.
L’ultima buona violenza rivoluzionaria e’ stata quella messa in atto dai vietnamiti, poi finiti in mano ai vietcong e te li raccomando.
Queste sinistre violente non producono liberta’ e progresso, i paesi del comunismo reale sono implosi lasciando un disastro economico e morale che nulla ha da invidiare alle peggiori destre.
Le destre sono biologicamente, antropologicamente, vocate alla dominanza dettata dalla selezione darwiniana e non mi aspetto sviluppi verso ‘l’incremento delle facolta’ umane che sono, tra l’altro, biologicamente molto recenti. Siamo l’ultima specie di grosse dimensioni nata sul pianeta.
Non posso essere di destra per classe sociale; il mio stato economico e l’educazione che da esso discende, mi fa piu’ naturalmente di sinistra.
Certo che se fossi nata in casa Agnelli non sarei stata di sinistra, quelli che parteggiano per la sinistra pur nati abbienti o ricchi sono delle mosche bianche, e io sono una mosca comune, quindi di sinistra per condizione sociale e non per grandezza di spirito. Antropologicamente normale. Non come Don Milani o Gramsci, che gia’ portavano il “Genio dell’Umano”, come in altro campo Mozart portava il “Genio della Musica”.
Davvero ho sperato che si potessero unire parti socialiste e parti sociali moderate in questo nuovo Partito Democratico, cosa gia’ accaduta in Inghilterra, in Francia e altrove in Europa, e veder nascere un centro sinistra capace di goverare o di fare opposizione in modo efficace, ma vedo che al momento c’e’ un trasformismo e un accaparramento di risorse di ogni genere da parte dei partiti, ormai societa’ finanziarie parassitarie, che fa scolorire altri momenti politici dolorosi gia’ trascorsi.
Prima che il gallo canti…… siamo gia’ stati traditi 300 volte, non solo 3 volte, e non c’e’ sinistra, ne’ radicale ne’ moderata che si possa indicare attualmente con tale sostantivo.
Gente che trama e gozzoviglia, questi cosiddetti politici italiani.
Si’, veramente sognavo ne’ destra ne’ sinistra, ma “sopra” come gia’ molti pensano si debba sviluppare la politica, ma non siamo ancora maturi per quel salto.
Io sono paziente e la storia non finisce con me, ma al momento sono con il cuore sociale svuotato e mi viene voglia di non lottare piu’. Non ne ho voglia, sono stanca, cedere la stecca mi pare quasi un bene per me.
….
Illusioni
Peter Kapitza – fisico sovietico – Nobel per la fisica 1978

Con l’aumento dell’utilizzo dell’energia elettrica, con l’introduzione della meccanizzazione e dell’automazione, la produzione prendera’ all’uomo solo una piccola parte delle sue forze: il lavoro sara’ compiuto dalle macchine cibernetiche, a spese dell’energia delle centrali elettriche e le forze creative liberate e l’energia spirituale degli uomini verranno indirizzate principalmente verso la scienza e l’arte“.

Buca con acqua!
Pure io e tanti come me pensavano come Kapitza, ma ora vedo tutto il contrario: un arretramento delle facolta’ umane tanto duramente conquistate – ragione e sentimento – in favore dell’esaltazione delle facolta’ animali comuni a tutti i viventi animati – emozione e sensazione.
…sapeva forse che sarebbe nato Veltroni in Italia e con lui la teoria “che anche anche anche…”. Del resto il trasformismo e’ un retaggio della politica italiana

Robert Frost

La famiglia della rosa
La rosa e’ una rosa,
Ed e’ sempre stata una rosa.
Pero’ la teoria adesso e’ un’altra
Una mela puo’ essere una rosa,
Anche una pera, e cosi’
Una prugna suppongo.
Non si sa
Cosa sara’ la prossima rosa;
Tu, sicuramente, sei una rosa-
Ma lo sei sempre stata
.
…..
Trasformismo
Mp

Il trasformismo e’ una pratica politica, che consiste nell’abbandono e nell’annullamento della tradizionale dialettica e differenza ideologica fra parti politiche differenti all’interno del Parlamento. Indica anche la capacita’ di repentini cambiamenti di linea.
Il termine si diffonde a partire dal 1882, durante il governo, in Italia di Agostino Depretis, premier della Sinistra liberale, che auspico’ che gli esponenti piu’ progressisti della Destra entrassero nell’orbita della Sinistra. Venne cosi’ a crearsi un nuovo schieramento centrista moderatamente riformatore, che bloccava l’azione delle ali progressiste piu’ radicali nel Parlamento. Di fatto il trasformismo immobilizzo’ la politica italiana, e lo scambio dialettico divenne sempre piu’ una sorta di scambio di favori e clientele fra le diverse parti del Grande Centro. Al centro di questi scambi vi era sempre il capo del governo, che provvedeva a mediare e armonizzare le parti, a scapito di una piu’ chiara e trasparente vita politica.
Il trasformismo continuo’ con i governi di Francesco Crispi e Giovanni Giolitti, assumendo sempre piu’ una connotazione negativa, in quanto strettamente legato a fenomeni di corruzione, degrado morale e scarso coinvolgimento dell’opinione pubblica nella vita politica del Paese. Alla fine e’ diventato una costante della storia della democrazia italiana. Negli anni 89 si chiamo’ consociativismo. Oggi sta eliminando anche il bipartitismo.
…….
Ah, che dolore, questo dovere apparire invece che essere. Ci fa dimenticare l’uomo dentro di noi e ci trasforma in marionette “
Mp

Wislawa Szymborska

Curriculum Vitae
CHE COS’E’ NECESSARIO?

E’ necessario scrivere una domanda,
e alla domanda allegare il curriculum.
A prescindere da quanto si e’ vissuto
e’ bene che il curriculum sia breve.
E’ d’obbligo concisione e selezione dei fatti.
Cambiare paesaggi in indirizzi
e malcerti ricordi in date fisse.
Di tutti gli amori basta quello coniugale,
e dei bambini solo quelli nati.
Conta di piu’ chi ti conosce di chi conosci tu.
I viaggi solo se all’estero.
L’appartenenza a un che, ma senza perche’.
Onorificenze senza motivazione.
Scrivi come se non parlassi mai con te stesso
e ti evitassi.
Sorvola su cani, gatti e uccelli,
cianfrusaglie del passato, amici e sogni.
Meglio il prezzo che il valore
e il titolo che il contenuto.
Meglio il numero di scarpa, che non dove va
colui per cui ti scambiano.
Aggiungi una foto con l’orecchio in vista.
E’ la sua forma che conta, non cio’ che sente.
Cosa si sente?
Il fragore delle macchine che tritano la carta.


I partitini arcobaleno: nel segno della continuita’
Paolo De Gregorio

Malgrado ci fossero tutte le condizioni per cambiare decisamente strada, dirigenti, strategia, metodi, i partitini trombati alle elezioni politiche, nei loro congressi, hanno scelto niente di meno che la “continuita’”, rieleggendo Diliberto nel PDCI, la Francescato nei Verdi (che e’ della corrente di Pecoraro Scanio), con la parziale eccezione di Rifondazione che boccia il candidato bertinottiano Vendola.
La cosa che piu’ mi ha colpito nel congresso di Rifondazione e’ che e’ stata fatta una feroce autocritica che nella sostanza diceva che tutto il gruppo dirigente non aveva capito nulla e che il rapporto con l’elettorato non c’era piu’, ma il rimedio e’ quello di riproporre gli stessi dirigenti responsabili della disfatta.
La cosa piu’ urgente che viene da osservare e’ che non c’e’ limite all’attaccamento alla poltrona e al ruolo dirigente. Cio’ riguarda tutti i partiti e tutte le istituzioni. Cio’ concorre a creare una CASTA inamovibile che si crea le sue complicita’ e visibilita’ con Tv e giornali, diventa autoreferenziale, crea distanze abissali con l’elettorato chiusa nei comodi PALAZZI.
L’UNICA norma di salute pubblica e di salvaguardia della democrazia, valida per poter impedire questo processo di strutturazione della CASTA, deve essere quella inflessibile e rigida di non consentire a nessuno di avere cariche politiche o sindacali, o anche ai vertici dei partiti, per piu’ di due mandati, oltre i quali si e’ ineleggibili per LEGGE, non per graziose rinunce.
Se pensate agli effetti che questa norma civile avrebbe sulla politica e sul sindacato in Italia e il costante rinnovamento che consentirebbe, sarebbe veramente nell’interesse di tutti, ma se vai a chiedere, magari a quelli di Rifondazione, di adottare nel proprio partito questa regola ti inventano mille scuse, come minimo ti rifilano la frase classica che “le cose sono piu’ complesse e che una regoletta non basta”.
Personalmente io non votero’ mai piu’ un partito se questo non adotta al suo interno e per le cariche parlamentari, rigidamente, la norma dei due mandati e poi a casa, di nuovo soldato semplice.
Vorrei ricordare a coloro, ridicolmente minoritari, che sventolano ancora la bandiera comunista, che ingannano i loro seguaci, in quanto il passaggio dalle condizioni del capitalismo a quello del comunismo, e’ possibile solo con la lotta armata, storicamente e’ stato solo cosi’. Anche cio’ non ha portato a nulla, visto che gli operai non hanno cambiato la loro condizione, prima prendevano gli ordini dal padrone, poi dal partito, e basta vedere la Cina di oggi e la cinica disinvoltura con cui si e’ passati al capitalismo, per non aspettarsi nulla dalle rivoluzioni.
Anche i “riformisti”, Togliatti per primo, promettevano sostanziali miglioramenti nelle condizioni della democrazia, ma anche questa era una illusione e la storia parla chiaro. Dopo 50 anni di democrazia abbiamo la classe operaia marginalizzata, precariezzata, con piu’ incidenti e morti sul lavoro, senza altra prospettiva se non quella di ingrassare il padrone, senza ideali, e al potere politico il piu’ grande capitalista italiano che si fa le leggi per non essere processato. E la sinistra ininfluente, balbettante, divisa, ridicola.
Le classi subalterne non hanno avuto ne’ rivoluzione, ne’ riforme, le rivoluzioni passate sono fallite, e parlare di “rifondare il comunismo” mi sembra solo autolesionista e sciocco.
Oggi nel mondo vi e’ una crisi che avra’ degli effetti catastrofici se non la si fronteggia con una svolta,
Quasi tutti i paesi del mondo ormai sono inseriti nella “globalizzazione” capitalista in cui si produce per il mercato globale e non per i bisogni interni, e questo meccanismo si sta per inceppare per i costi del petrolio e della energia in genere, che renderanno antieconomica la globalizzazione. E’ questione solo di tempo, ma la diminuzione delle risorse petrolifere e’ vicina, i paesi che possiedono petrolio lo faranno pagare sempre piu’ caro, e se non si esce da questa gabbia ristrutturando economia ed energia (rinnovabili) per i consumi interni di ogni nazione, il crollo del sistema globale fara’ disastri.
Prepararsi a questa svolta, indicare le priorita’, fare di ogni tetto una centrale fotovoltaica, diminuire drasticamente i consumi e gli sprechi, fermare l’immigrazione, ristrutturare l’agricoltura per l’autosufficienza alimentare, sono compiti giganteschi che non sara’ il capitalismo a guidare, e per cui bisogna creare una classe dirigente.
Anche perche’ se alla crisi energetica si sommera’ il problema del riscaldamento globale, l’effetto serra, lo scioglimento dei ghiacci polari, la siccita’, la desertificazione, l’aumento di metri del livello dei mari, i capitalisti che continuano a parlare di rilancio di economia e consumi, diventeranno ridicoli e inadeguati come la “sinistra” di oggi.
Passare dalla globalizzazione all’autosufficienza nazionale, agricola ed energetica, e’ un passaggio epocale che necessita di altra mentalita’ e altra cultura, la fine del liberismo responsabile del disastro ambientale, e la mano pubblica piu’ presente in tutte le decisioni.
..
La Costituzione europea e’ contro ogni democrazia
Viviana Vivarelli

Col Trattato di Lisbona, come per altri trattati internazionali, i nostri ‘horridi guberantores’ tirano dritti per i loro interessi, ignorando sistematicamente la volonta’ popolare e i loro doveri verso di essa. Questo e’ esattamente il contrario della democrazia e si chiama totalitarismo.
Che lo faccia Berlusconi sta nel suo DNA fascista: stringere alleanze che gli garantiscano protezione per un progetto di monocrazia, strisciare sotto i potenti e per il resto portare avanti un disegno monocratico assoluto a cui nessuno sembra sbarrare la strada.
Che lo abbia fatto anche Prodi o gente che ha radici di sx e’ stato semplicemente immondo.
Addirittura alcune Costituzioni, come la nostra, ‘vietano’ che il popolo sia consultato quando il suo governo sottoscrive un trattato internazionale, come se non ci andasse proprio di mezzo lui popolo, come se cio’ riguardasse solo le vite personali di chi lo sottoscrive o ratifica.
Addirittura non e’ nemmeno previsto che detto trattato sia votato dal Parlamento e spesso puo’ essere firmato in modo segreto dal leader di turno secondo il suo totale e completo arbitrio.
Nessun voto parlamentare e’ stato dato per es. su Vicenza. Nessuno sul cambiamento della guerra in Iraq o Afghanistan da missione di pace in guerra aggressiva.
E tutto questo di fronte allo scempio della Costituzione europea imposta con la forza a 500 milioni di persone assume una nuova valenza.
Fatti gravissimi come paci o guerre, svendita di pezzi di territorio, leggi su esportazioni o importazioni o sulle quote di produzione di beni, lesioni sui diritti dei lavoratori, distruzioni del welfare, OGM, liberalizzazioni di servizi pubblici e privatizzazione di beni comuni passano “senza” alcuna consultazione popolare, di piu’: senza che il popolo sia nemmeno “informato” da una casta di pennivendoli ormai scesi al rango di cortigiani di bassa lega.
E che quelli che compiono impunemente tali nefandezze ciancino poi di liberalismo e di democrazia e attacchino le ideologie stataliste come attuazioni perverse di mali poteri che rendono schiavi i popoli e’ semplicemente grottesco, visto che loro fanno lo stesso o peggio.
E quel che esaspera e’ che questa tendenza all’assolutismo dei governi contro gli interessi dei cittadini non solo cresce, ma compie la sua avanzata letale quando ormai tutti gli indicatori danno il neoliberismo come disastrosamente fallito.
Il Trattato di Lisbona e’ stata una furba scappatoia legale per consacrare una Costituzione europea che quei popoli che sono stati consultati hanno rifiutata in blocco
La Costituzione europea prevedeva dove possibile un referendum, questo e’ fallito e il corso della Costituzione doveva bloccarsi e prendere in considerazione i motivi di quel fallimento, che poi risiedono in un chiara minaccia alle condizioni dei cittadini europei di fronte all’arroccamento di potere di banche, grandi imprese e multinazionali, sul filone proprio di quel neoliberismo che è fallito ovunque e minaccia di morte il pianeta.
Non sapendo come uscire dall’empasse, si sono inventati un Trattato di revisione che la ripropone al 99%, per il quale pero’ non viene previsto alcun consulto popolare! Una furbata!
E cosi’ anche quei governi di Francia e Olanda, che se l’erano vista bocciare dai cittadini, si sono legalmente permessi di farla passare sottobanco, ribaltando il risultato negativo del responso popolare. Un atto di antidemocrazia assoluto!
E non e’ che i popoli abbiano cambiato idea, semplicemente sono stati fregati!
Cosi’ Sarcozy si permette di ratificare quel che i francesi hanno respinto con durezza 3 anni prima. E noi andiamo anche peggio perche’ nessuno degli ultimi governi si e’ minimamente degnato di informarci di cosa fosse questa Costituzione europea, non sappiamo nemmeno cosa fanno a Bruxelles, anche se poi ne paghiamo le conseguenze. Siamo costretti alla riproposizione infinita di fatti di cronaca o dei guai giudiziari di Berlusconi o dei gestacci di Bossi, e alla visione stucchevole di quelle veline e di quei gossip che ormai dovrebbero lardellare di scemenze le teste degli italiani fino al limite dell’idiozia.
E i media hanno fatto anche peggio, limitandosi a strillare come oche del Campidoglio quando qualche paese votava contro, con la solita strategia per cui si demonizza chi e’ contrario senza degnarsi di spiegare dove sta la sostanza e la verita’.
Poi ci sono anche i decentratori di professione, quelli che creano complotti inesistenti che sparlano degli Irlandesi dicendo che vanno a braccetto coi Leghisti (?) o che sono imboccati da Bush!? Insomma polverone tanto, informazione zero. Che siano tutti maledetti tutti questi propagatori di malafede!
E noi dovremmo applaudire a una costruzione artificiosa fatta a tavolino da burocrati, che privilegia magnati, banche e multinazionali e ha come primo scopo quello ridurre salari e stipendi al minimo di sopravvivenza, distruggendo diritti e valori e degradando il welfare? Ma cos’e’ questa Europa che ci propinano? Una ristretta societa’ per affari che ha come scopo quello di portarci ai livelli dei lavoratori cinesi? E dovremo applaudirla solo perche’ lo ha detto qualche testa di capra come Frattini o Prodi?!?
Mai nessuno che abbia detto quale fosse il fine della direttiva Bolkestein per es, che mira a portare tutti i lavoratori europei al livello di bassi salari e di mancanza di tutele degli ultimi e peggiori paesi, come la Polonia. Mai nessuno che abbia spiegato quali sono i rapporti delle nomenclature che ci comandano con la politica estera e in particolare con gli Stati uniti di cui l’Europa continua a essere il cavalier servente (si veda la tepidezza di critiche su quello sfacelo che e’ il Medio Oriente o l’ingresso aperto ai polli alla varechina o agli OGM). Mai abbiamo visto una posizione netta nei confronti dei teatri di guerra (dove anzi i mercanti di armi europee hanno pieno agio di esportare morte per arricchire i loro patrimoni e tenere sempre accese guerre fratricide). Mai abbiamo sentito alzate di scudi contro gente come i gemelli polacchi o il nostro caro importatore di totalitarismo.
L’Europa delle banche l’hanno chiamata, l’Europa delle grosse multinazionali, quella che trama col WTO o con la banca Mondiale e che pensa in primo luogo agli avidi aumenti di capitali di chi ha grossi capitali e mai al futuro di chi non vede futuro.
Quell’Europa che fa vergogna anche quando dice di voler aiutare il terzo mondo.180.000 bambini sottopeso in Somalia. 10.000.000 di bambini, ogni anno muoiono per mancanza di cibo. Ma l’Europa si accoda a quel Bush che e’ pronto a lottare fino alla morte “per difendere il proprio stile di vita”, e nessuno sa che la miseria dell’Africa e’ dovuta in grandissima parte alle scelte europee. Nessuno dice che nei grandi conclavi mondiali le multinazionali la fanno da padrone, e non solo sui prezzi esosi dei farmaci, degli idrocarburi, del grano o del riso, della farina lattea, dell’acqua o del gas… Nessuno sa che per accontentare sporchi interessi, i burocrati dell’UE hanno “concesso” un infinitesimo aumento all’esportazione delle merci all’Africa, ma in cambio hanno “preteso” che i loro servizi pubblici (acqua, trasporti, scuole…) fossero privatizzati cadendo nelle mani delle multinazionali per soddisfare la loro spaventosa avidita’.
Dove sta la buona Europa di cui si favoleggia quando si riuniscono i soliti esosi G8?
Solo pochi sanno che il Parlamento europeo ha chiesto “sanzioni” a quei comuni italiani che difendono l’acqua pubblica e gli altri beni collettivi, perche’ l’Europa vuole imporre quelle privatizzazioni che andranno solo ad aumentare il lucro delle grandi multinazionali, facendo levitare alle stelle il costo delle bollette, dei biglietti di viaggio, delle iscrizioni scolastiche, dei mezzi pubblici, delle medicine…mentre la qualita’ degenera sempre piu’, perche’ le multinazionali non sono soggette alle leggi ne’ ai controlli dei paesi dove operano.
E’ questa Europa delle multinazionali che io dovrei abbracciare?
Non si puo’ fare del lirismo a vuoto su un’Europa dei sogni che non esiste in realta’ o considerare solo i controlli (peraltro scarsi e senza penalita’) sugli sforamenti dei deficit di bilancio dei vari stati, o i limiti (peraltro evanescenti) ai livelli di inflazione, o limitarsi a dire che e’ stata l’Europa a garantirci 60 anni di pace.
Qualcosa di buono c’e’ sempre in ogni cosa, persino Mussolini ha fatto treni in orario e paludi pontine, ma forse noi vorremmo qualcosa di piu’.
Buoni sono gli aiuti UE alle zone piu’ povere (vedi Calabria), peccato che nessuno controlli chi se li ruba (vd De Magistris). Il fatto e’ che l’impalcatura neoliberista del mercato europeo e della Banca Europea assicurano solo un progressivo peggioramenti a cittadini e lavoratori. Questo noi vediamo.
Un conto e’ sognare un’Europa che garantisca e protegga i lavoratori, i cittadini, le famiglie, i diritti, la democrazia, la giustizia, l’informazione e che crei una potenza in grado di contrastare il micidiale imperialismo americano magari pagando il petrolio in euro.
Un conto completamente diverso e’ verificare cio’ che si e’ cominciato a fare: appiattimento dei salari, degrado dei diritti, precarizzazione coatta, imposizione degli OGM che uccideranno la nostra agricoltura, quote di produzioni imposte del tutto irreali che prima distruggono il nostro latte o i nostri pomodori e dopo piangono sulla mancanza di latte e di pomodori e li importano dalla Cina, brusche variazioni di tassi di interessi che arricchiscono solo le banche mentre atterrano le piccole e medie imprese e affamano chi ha fatto un mutuo, mantenimento di una Borsa in piena deregulation che amplifica a dismisura le speculazioni e aumenti di prezzi distruttivi…
In quanto a dire che l’Europa ci ha dato 60 anni di pace, ricordiamo che la nuova Costituzione ci impone di alimentare un esercito europeo e di partecipare a guerre che non si sa bene chi potra’ decidere, e, ci potremo giurare, saranno sempre guerre per favorire gli squali del mercato o della Borsa.
E per finire: la perla finale, la reintroduzione della pena di morte, udite, udite, e nemmeno contro i trafficanti di droga o di armi o contro gli autori di genocidi o chi affama il proprio popolo mentre lo spoglia dei suoi beni, ma contro coloro che si ribellano al loro governo (comunque esso sia).
E i media che vergogna! Tutti a parlare male dell’Irlanda e a inventare finti complotti! Tutti a disinformare!
L’Irlanda e’ pacifista e neutrale, realmente, e non falsamente come hanno pensato bene di essere i governi D’Alema, Prodi e Berlusconi, e ha detto: “Io alle guerre preventive che l’Europa potrebbe comandarmi in futuro contro non si sa chi e non si sa perche’, non ci sto”. Le madri e le mogli irlandesi hanno dichiarato: “Noi difendiamo la nostra neutralita’. Perche’ dovremmo sostenere guerre volute dagli Stati uniti o dalle multinazionali europee per i loro avidi interessi? Noi, a morire, i nostri figli o mariti non ce li mandiamo!”
E’ forse uscito qualcosa di questo sulla degenerata e servile stampa italiana?
Allo stesso modo chiunque e’ cattolico ed e’ rispettoso della vita e contrario alla pena di morte, dovrebbe dire: “Io difendo la Vita e alla pena di morte reintrodotta furtivamente dal Trattato di Lisbona nella Costituzione europea non ci sto”.
Hanno forse parlato di questo i nostro squallidi media?
Non dovrebbero essere queste le tanto decantate radici cristiane? O la famosa reintroduzione delle stesse nella Costituzione era solo una esibizione di casta, parola contro sostanza?
Con la nuova Costituzione noi eleggeremo i rappresentanti del parlamento europeo ma questo non potrebbe decidere su politica estera e difesa! Sarebbe ascoltato solo come una “opinione”, senza potere legislativo. Le decisioni supreme sarebbero prese altrove! Ma da chi saremmo comandati? Dal WTO? Dalle anime nere del neoliberismo mondiale?Sarebbe la morte dei parlamenti nazionali. La fine di ogni democrazia.
Un piccolo gruppo di persone a Bruxelles, per di piu’ ignote e non elette da nessuno. sarebbe padrona di tutta la legislazione europea e del nostro futuro!
Si pensi solo a quanto e’ inquietante la famosa clausola di solidarieta’ che obbliga i paesi alla guerra in virtu’ di non ben precisate “minacce terroristiche”, tutte da definire (una clausola che sembra scritta da Bush), in base a cui l’Europa puo’ dichiarare una guerra preventiva o una guerra offensiva, sempre per scelta di una cricca limitatissima di persone e calpestando non solo la sovranita’ dei popoli ma anche i loro governi legittimi.
E nessun Paese ha la possibilita’ di veto, e se un Paese e’ contrario, e’ comunque tenuto a partecipare, mandare armi, soldati ecc. Senza dibattito parlamentare o pubblico, a discrezione non si sa di chi, l’UE sarebbe trasformata in un’alleanza militare, in cui si e’ obbligati a mantenere degli obblighi, di riarmo, di attacco, di guerra. E questo in un momento in cui lo stesso Obama parla di denuclearizzazione delle armi, di uscita dall’Iraq e dal Medio Oriente e di allentamento delle tensioni belliche.
Aggiungiamoci anche che su 27 Paesi dell’Unione Europea, 22 fanno anche parte della NATO, e chi decide lo fara’ in accordo con la NATO che ormai altro non e’ che il braccio militare degli Stati uniti Altro che creare una potenza che agli USA si contrapponga per nuove politiche di pace!
Vi ha forse parlato di questi pericoli l’ingannevole Prodi? Lo ha forse fatto il piu’ a sinistra dei nostri sindacati italiani, quella CGIL, che in Europa ha pure attaccato la Bolkestein e la morte dei diritti del lavoro, ma in Italia si e’ guardata bene dal dirne parola? Abbiamo forse avuto una campagna allarmistica, non dico dal Pd, ex Ds, non dico dalla stampa venduta, ma almeno da parte della sinistra estrema?
Sarkozy, in una riunione con alcuni parlamentari francesi, dichiaro’ che se ci fosse stato un referendum sul trattato di Lisbona nei Paesi europei, sarebbe stato solennemente sconfitto.
Di cosa si gloriano i nostri incompetenti e somari ministri? Cosa ratificheranno?
Malgrado la quasi certezza di una bocciatura dei popoli, i capi di stato europei si sono riuniti a lo stesso a Lisbona e hanno firmato il Trattato di Riforma, che non riforma proprio nulla, semmai peggiora quel che gia’ era stato respinto. L’idea comune era: “Svelti, Svelti! Corriamo a ratificare questo trattato prima possibile, senza un dibattito pubblico, senza un dibattito parlamentare, senza una informazione chiara, altrimenti saremo sconfitti”.
In Germania il testo del nuovo trattato non e’ stato pubblicato. Del resto esso e’ un incomprensibile elenco di modifiche, comma e numeretti, arduo da decifrare anche per gli esperti. Quanti cittadini, giornalisti o parlamentari hanno letto e capito queste modifiche?
E perche’ anche il testo base della Costituzione Europea e’ stato scritto in un linguaggio giuridico ostico e oscuro, completamente incomprensibile?
Si ammiri la bellezza, chiarezza e linearita’ della Costituzione italiana o di quella francese, coi suoi valori e diritti, in confronto di questo guazzabuglio fraudolento dove l’unico intento chiaro e’ quello di non far capire niente a nessuno per ingannarlo meglio!
Quelli che parlano bene dell’UE vendono balle. Dicono che, se l’UE diventa una grande potenza, contrastera’ la politica imperialista USA di attacco infinito e predatorio alle nazioni deboli per di impadronirsi delle loro risorse distruggendone il territorio.
Se l’UE volesse contrastare la politica aggressiva USA, si opporrebbe alle sue guerre infinite e non le finanzierebbe con le sue banche armate, non riciclerebbe denaro sporco, non lascerebbe in vita i paradisi fiscali, non permetterebbe le esportazioni di armi anche in paesi senza un minimo di diritti umani, non aprirebbe i suoi mercati a merci USA ignobili come gli OGM, non cederebbe alle multinazionali, si batterebbe per la giustizia degli uomini e dei popoli, contrasterebbe la grande criminalita’ internazionale con un fisco trasparente e inflessibile intraeuropeo, vigilerebbe sul sistema bancario e sulle storture incontrollate della Borsa, esigerebbe il pagamento del petrolio in euro. Questo farebbe.
E vieterebbe ai suoi Stati membri di ospitare basi americane come avviene in Italia.
Come possiamo sperare in un futuro europeo di giustizia e pace quando i paesi europei hanno permesso addirittura il passaggio degli aerei della tortura che prelevano persone dai loro territori per portarle in quei paesi dove la tortura non e’ reato (e ricordiamo che noi siamo tra quelli!).
Si demonizza l’Irlanda. Perche’ non si dice che la potente organizzazione dei coltivatori diretti europei ha detto 10 volte NO? E che sara’ abolita quella Politica Agricola Comunitaria che finora ha protetto le aziende a conduzione familiare per favorire le grosse multinazionali dei biocarburanti o degli OGM?
E che ne sara’ dei sindacati quando ogni patto di lavoro piovera’ come un comando divino dall’alto e non ci sara’ piu’ posto per la contrattazione collettiva?
E che ne sara’ dei cittadini quando l’UE sara’ riuscita a distruggere completamente il welfare e avra’ privatizzato tutti i servizi che ora sono pubblici?
Al contrario (lo denuncia Attac) l’art. Articolo 63 del Trattato di Lisbona “proibisce ogni restrizione ai flussi di capitale e crea le condizioni ideali perche’ la finanza prenda il controllo della societa’”. E ci si meraviglia se questa Europa e’ chiamata “l’Europa delle banche”!
E cosa pensare della reintroduzione furtiva di quella pena di morte che dicevano di avere eliminato con tanto di fanfara? E naturalmente la pena di morte non e’ reintrodotta ufficialmente, ma furtivamente, con una nota a pie’ pagina del Trattato, tanto per sottolineare il grado di menzogna e inaffidabilita’ della nomenclatura UE.
Prima scrivono sulla Costituzione Europea che la pena di morte e’ abolita. Poi nel Trattato mettono una nota a pie’ pagina che dice “eccetto che in casi di guerra, di disordini, di insurrezioni, ecc.”
Il popolo e’ servito.
Anche su questo Prodi e’ d’accordo?
Il Papa e’ d’accordo?
Veltroni e’ d’accordo?
Di Pietro e’ d’accordo?
Sono tutti d’accordo?
Noi no. Noi non siamo d’accordo affatto!
..
RIDIAMARO : – (Mauro Medeot

ASSIOMA DI AMENRINGER:
La politica e’ la sottile arte di prendere voti dai poveri e finanziamenti dai ricchi “promettendo” di proteggere gli uni dagli altri.
Arthur Bloch

PRATICAMENTE IL TRATTATO DI LISBONA IN POCHE RIGHE
..
Brian

Un branco di senatori-larve, senza un briciolo di dignita’ o vergogna, un manipolo di venduti, di transessuali della politica che ha votato ALL’UNANIMITA’ il trattato di Lisbona, sottobanco, senza dire nulla ai cittadini che dovrebbe rappresentare anzi in spregio totale agli interessi della nazioni, unicamente motivato dai sporchi interessi personali garantitigli dai padroni globalisti che vogliono il NWO.
Ecco chi sono i politici in Italia, dei venduti, dei traditori, dei manipolatori, degli spacciatori di menzogne.
Ormai non hanno alcun senso sigle o partiti politici, l’unica differenza puo’ darsi unicamente tra chi HA CAPITO che costoro sono solo dei SERVI di BANCHE e POTERI FORTI e che non crede in loro e chi ancora e’ disposto a votarli.

http://www.masadaweb.org

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