
Il piccolo dittatore – Lo sfregio delle guerra in Iraq – Alex Zanotelli, frate comboniano – Bolzaneto e il processo iniquo – Gli uomini deviati – Perche’ si chiama Lodo Alfano – Torema assolutoria sulla Certosa
Ma come potete essere cosi’ ciechi da non vedere il fascismo che avanza?
Come potete dormire tranquilli nelle vostre case?
Come fate a non tremare per i vostri figli?
Non le vedete le ombre cupe che si addensano sul futuro di tutti?
Vi siete dimenticato cos’e’ stato il fascismo per questo paese?
Ogni diritto che oggi e’ negato per un altro, domani sara’ negato a voi! Non lo dimenticate! La caduta di una nazione travolge tutti e non lascia indenne nessuno.
Ogni violazione della Costituzione, ogni atto di forza e brutalita’ della polizia, ogni lesione di principi, ogni legge monocratica e iniqua, che oggi ci sembra colpire qualcun altro la’ fuori, domani colpirà tutti! Nessuno sara’ salvo.
Non avete paura di quello che ci aspetta?
Come potete pensare che il pericolo alla sicurezza venga dai vucumpra’, dai lavavetri, ai nomadi, dai migranti, dai piu’ poveri dei poveri, quando siamo in mezzo ad una spaventosa presa di potere che procede indisturbata contro la vita di noi tutti? Quando sono andate al governo forze di distruzione totale alleate ai gruppi piu’ criminali di questo paese?
Quando siamo in un tale stato di calamita’ politica e in un tale rischio di democrazia violata che ogni partito e partitino di minima civilta’ e dignita’ dovrebbe allearsi all’altro per combattere il comune pericolo che sta devastando questo povero paese!
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“Mentre in quel luogo sordo e cieco che si chiama Parlamento si progettano leggi di stupida violenza in nome di una divinita’ falsa che chiamano Sicurezza….”
Un bloggher
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Franco di Cento:
“Quello che accade, accade non tanto perche’ una minoranza di persone lo vuole ma perche’ la gran parte dei cittadini ha rinunciato alle sue responsabilita’ e ha lasciato che le cose accadessero. (Gramsci).”
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“…Si tratta di impedire a una maggioranza che non ha ricevuto alcun mandato al riguardo, di mutare la nostra Costituzione. Si arrogherebbe un compito che solo una nuova Assemblea Costituente potrebbe assolvere. Altrimenti sarebbe un autentico colpo di stato.” (G.Dossetti, 15.04.1994)
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Il piccolo dittatore
Paolo De Gregorio
Sempre piu’ tronfio per aver ottenuto la incredibile impunita’ di non essere processato, in pieno delirio di onnipotenza, il dittatore italiano sentenzia: bisogna fermare gli arabi! Il petrolio costa troppo.
Qualcuno dovrebbe spiegare all’anziano dittatore che il prezzo del petrolio lo decide il mercato e lui, in quanto liberista, e’ obbligato a rispettare le regole ella domanda e della offerta.
Per “fermare gli arabi” bisognerebbe fare come Bush in Iraq, che pero’ ha ottenuto, in 5 anni di guerra, il triplicarsi del prezzo al barile, e se si vuole “fermare” anche l’Iran, e’ facile che il prezzo del petrolio arrivi a 250 dollari-barile.
Berlusconi parla perche’ suocera intenda, e per suocera intendiamo il suo sodale Bush, perche’ se parlasse a nome della potenza italiana, gli sghignazzi degli arabi arriverebbero fino a Roma.
Corre l’obbligo di ricordare agli italiani che il tentativo di “fermare gli arabi”, e’ costato all’Italia 40 morti e 4.000 miliardi di vecchie lire per l’intervento in Iraq deciso dal governo Berlusconi, intervento inutile poi chiuso dal governo Prodi, e di cui nessuno chiama il dittatore a rispondere, anche perche’ la nostra Costituzione e’ stata violata in quanto essa non prevede interventi armati fuori dalla nostra nazione.
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La polizzia
Sembra una barzelletta ma e’ una storia di liberismo e globalizzazione …
Polizia arrivano le divise nuove
Ma la scritta ha una ’z’ di troppo…
Le ultime vittime della delocalizzazione sono i poliziotti italiani. Nel 2007 si sono visti recapitare le nuove divise con la scritta “polizzia”. Proprio polizia con due “z”. Risultato: inutilizzabile tutto l’immenso stock, prodotto in Polonia. Tutta colpa della stretta sulle spese. La pubblica amministrazione aveva stabilito che per le forniture gli apparati dello Stato dovevano scegliere i contratti al massimo del ribasso. Il che aveva costretto chi si occupa della fornitura del vestiario per i poliziotti ad abbandonare la ditta italiana fornitrice e a firmare il contratto con una societa’ polacca.
www.repubblica.it
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Paolo manda
Gli ultimi saranno gli ultimi se i primi sono irraggiungibili
Da sentire
it.youtube.com/watch?v=01Q946mohG4
CANZONE
Quelli Che Benpensano – FrankieHiNRG (La Morte Dei Miracoli)
Sono intorno a noi, in mezzo a noi, in molti casi siamo noi
a far promesse senza mantenerle mai se non per calcolo,
il fine e’ solo l’utile, il mezzo ogni possibile,
la posta in gioco e’ massima, l’imperativo e’ vincere
e non far partecipare nessun altro,
nella logica del gioco la sola regola e’ esser scaltro:
niente scrupoli o rispetto verso i propri simili
perche’ gli ultimi saranno gli ultimi se i primi sono irraggiungibili.
Sono tanti arroganti coi piu’ deboli, zerbini coi potenti,
sono replicanti, sono tutti identici
Guardali, stanno dietro a maschere e non li puoi distinguere.
Come lucertole si arrampicano, e se poi perdon la coda la ricomprano.
Fanno quel che vogliono si sappia in giro
fanno, spendono, spandono e sono quel che hanno.
Sono intorno a me ma non parlano con me…
Sono come me ma si sentono meglio…
…e come le supposte abitano in blisters full-optiona,
con cani oltre i 120 decibels e nani manco fosse Disneyland,
vivon col timore di poter sembrare poveri,
quel che hanno ostentano e tutto il resto invidiano,
poi lo comprano, in costante escalation col vicino
costruiscono: parton dal pratino e vanno fino in cielo,
han piu’ parabole sul tetto che S.Marco nel Vangelo
e sono quelli che di sabato lavano automobili
che alla sera sfrecciano tra l’asfalto e i pargoli,
medi come i ceti cui appartengono,
terra-terra come i missili cui assomigliano.
Tiratissimi, s’infarinano, s’alcolizzano e poi s’impastano
su un albero, boom!
Nasi bianchi come Fruit of the Loom
che diventano piu’ rossi d’un livello di Doom…
Sono intorno a me ma non parlano con me…
Sono come me ma si sentono meglio…
Ognun per se‘, Dio per se‘, mani che si stringono
tra i banchi delle chiese alla domenica, mani ipocrite,
mani che fan cose che non si raccontano
altrimenti le altre mani chissa’ cosa pensano, si scandalizzano.
Mani che poi firman petizioni per lo sgombero,
mani lisce come olio di ricino,
mani che brandiscon manganelli, che farciscono gioielli,
che si alzano alle spalle dei fratelli.
Quelli che la notte non si puo’ girare piu’,
quelli che vanno a mignotte mentre i figli guardan la tv,
che fanno i boss, che compran Class,
che son sofisticati da chiamare i NAS,
incubi di plastica che vorrebbero dar fuoco ad ogni zingara
ma l’unica che accendono e’ quella che da’ loro l’elemosina ogni sera,
quando mi nascondo sulla faccia oscura della loro luna nera…
Sono intorno a me ma non parlano con me…
Sono come me ma si sentono meglio…
Sono intorno a me ma non parlano con me…
Sono come me ma si sentono meglio…
Testo di Frankie Hi-NRG MC
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Due pesi, due misure
Paolo De Gregorio
Guerra in Iraq:
-mille miliardi di dollari spesi (60 miliardi previsti dallo stratega Rumsfeld)
-4.300 caduti
-40.000 mutilati.
Come per il nucleare, mi piacerebbe sapere quale e’ il prezzo finale dell’operazione.
Per calcolare quanto costa il nucleare bisogna conteggiare lo smantellamento e la custodia delle scorie per 300.000 anni.
Chissa’ se quei luridi bugiardi professionali degli americani conteggiano il costo sociale dei mutilati e delle uccisioni di mogli e figli da parte dei reduci, impazziti e disadattati dagli orrori che hanno visto.
E come e’ che l’intransigente America, cosi’ inflessibile e rapida nel togliere la casa a chi non paga il mutuo, e’ cosi’ tollerante verso i governanti che la portano alla bancarotta con cosi’ enormi errori di previsione di spese, e non pretende di essere risarcita sequestrando fino all’ultimo dollaro dei responsabili?
Non ci sarebbero piu’ guerre, perche’ negli USA la prospettiva di rimanere “homeless” e’ piu’ spaventevole di una condanna a morte, ma guarda caso e’ la prospettiva reale di migliaia di “reduci”, mutilati e impazziti, e mai la fine che meriterebbero quelli che le guerre le decidono (in genere finiscono piu’ ricchi di prima).
Oltre ad essere dei criminali assassini sono anche idioti perche’ non riescono nemmeno a far due conti. Se gli USA avessero speso in energie rinnovabili la intera cifra della loro aggressione all’Iraq, probabilmente avrebbero prodotto tanta energia da far crollare il prezzo del petrolio.
Con la loro politica di pugili suonati, hanno fatto triplicare il prezzo del barile.
Quanto a Karadzic, accusato di genocidio per pulizia etnica di 9.000 musulmani, perche’ non si parla di pulizia etnica per quegli europei che fecero fuori 10 milioni di indiani per mettersi al loro posto? E perche’ Bush padre e figlio non sono considerati criminali di guerra visto che le loro guerre inventate, o meglio le loro aggressioni, hanno fatto un milione di morti musulmani?
Io so il perche’. I giornalisti invece di fare il loro mestiere attaccano il carro dove vuole il padrone.
Karadzic per i giornalisti e’ un macellaio: vero. Ma perche’ il candidato USA McCain e’ definito dai giornali un “eroe di guerra” mentre e’ un criminale che buttava bombe al napalm sui contadini vietnamiti?
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Da Wikipedia
Alex Zanotelli, padre comboniano
Dal 1965 per 13 anni ha lavorato come missionario nel Sudan martoriato dalla guerra civile.
Le autorita’ civili gli furono ostili a causa delle sue forti prese di posizione a difesa dei piu’ poveri. Le sue prediche erano spesso veementi denuncie di ingiustizie, della corruzione nel governo e dell’amministrazione che intascavano i fondi, sia locali sia internazionali, destinati allo sviluppo. Egli proponeva modelli economici basati su principi evangelici. E la sua solidarieta’ col popolo Nuba, emarginato dalla societa’ sudanese, era mal vista dal governo sudanese. Alla fine a causa della sua forte denuncia sociale, il governo gli nego’ il visto per rientrare nel paese.
Ma contro di lui era anche la curia romana che non accettava il Concilio Vaticano II. Nel decreto Ad Gentes, i missionari venivano invitati ad un ulteriore sforzo di inculturazione, del Vangelo nelle culture autoctone. Ma le celebrazioni di padre Alex che attingevano da usi e i costumi africani furono accusate di sincretismo.
I comboniani hanno a Verona una casa editrice che pubblica due giornali: Il Piccolo Missionario e Nigrizia. Nel 1978 Padre Zanotelli assunse la direzione di Nigrizia e lo trasforma da mensile di pura informazione religiosa a mensile di informazione socio-politico sulla situazione africana., per un rinnovamento della mentalita’ per risolvere alla radice i problemi del sud del mondo.
Nigrizia diventa un punto di riferimento importante per la diffusione di una cultura della mondialita’ e per i diritti dei popoli. La rivista critica in modo sistematico e documentato
-il commercio delle armi, denunciando gli interessi dell’Italia e dei paesi occidentali nelle guerre africane,
-i modelli di collaborazione allo sviluppo, spesso gestite in modo affaristico e lottizzato,
-l’apartheid in Sud Africa.
Zanotelli attacca i politici di allora, da Andreotti a Spadolini, da Craxi a Piccoli e viene a sua volta attaccato
Fu per lui un periodo di grande sofferenza umana
Insieme ai Beati i Costruttori di Pace cerca di costruire la pace basandosi sulla giustizia.
Alla fine i suoi superiori lo allontanano dalla direzione di Nigrizia.
Diventa poi direttore della rivista Mosaico di pace per scelta di don Tonino Bello, presidente di Pax Christi e vescovo di Molfetta.
Nel 1989 torna in missione in Kenya, a Korogocho, una delle baraccopoli che attorniano Nairobi. In una difficile situazione di degrado umano (AIDS, fame, prostituzione, droga, alcolismo, violenza) da’ vita a piccole comunita’ cristiane, ma anche ad una cooperativa che si occupa del recupero di rifiuti e da’ lavoro a molte persone. Crea poi Udada, una comunita’ di ex prostitute che aiutano le donne come loro, e si batte per le riforme sulla distribuzione della terra.
La sofferenza dei poveri lo porta alla frase: “Forse Dio e’ malato” che diventa il titolo del libro sull’Africa di Veltroni dopo la sua visita a Korogocho.
Zanotelli resta a Nairobi fino al 2001 quando viene mandato a Napoli.
Ora vive nel rione Sanita’, uno dei simboli del degrado sociale del nostro Paese. Vive nella comunita’ Crescere Insieme, dove trovano rifugio i tossici del rione. Il suo obiettivo e’ sempre lo stesso: “Aiutare la gente a rialzarsi, a riacquistare fiducia“. In Italia continua ad attaccare le autorita’, l’abbandono della popolazione povera, la spesa nelle armi.
Nel 96 lancia l’idea di una rete di volontari italiani: la rete Lilliputh, che conta 900 associazioni e si e’ battuta per la pace.
Col gruppo Abele e la comunita’ romana di Capodarco fa sue le riflessioni di Jeremy Brecher e Tim Costello contenute nel libro “Contro il capitale globale”.
E’ oggi il punto di riferimento del movimento new global e della Rete Lilliput.
Partecipa all’organizzazione del Social Forum europeo di Firenze del 2002 per un movimento di cambiamento non violento, in linea coi manifestanti del G8 di Genova. Delinea il concetto della civilta’ della tenerezza:
« La non violenza attiva non e’ pacifismo, e’ ben altra cosa. Ho cominciato leggendo Gandhi, Martin Luther King, Milani, Mazzolari e questi mi hanno aiutato a capire che era stato Gesu’ di Nazaret a praticare per primo la nonviolenza in quella Galilea schiacciata dall’imperialismo romano. Vi vorrei pregare, con tutto il cuore, di avere il coraggio di una scelta radicale di nonviolenza. Questo sistema e’ violento per natura. Noi dobbiamo costruire un sistema non violento, una civilta’ della tenerezza. »
Il volto italiano della fame africana parte una pesante denuncia del sistema di aiuti ai paesi del Terzo Mondo. Scoppio’ un finimondo. Tangentopoli poteva scoppiare allora, c’erano gia’ tutti gli elementi. Dalla fame passammo poi alle armi, ai problemi legati all’ambiente, insomma mettemmo a nudo il sistema. Spadolini su L’espresso attacco’ pesantemente i cosiddetti preti rossi. Giunse persino ad accusarmi di incitamento alla delinquenza terroristica internazionale».
Gli chiesero se avesse mai dubitato della sua esistenza, Padre Zanotelli rispose:
“Non una ma molte volte. Quando uno si trova in situazioni cosi’ assurde, davanti ad una sofferenza innocente, come e’ capitato a me a Korogocho, il primo dubbio che viene e’ proprio su Dio. Perche’ uno si chiede: ma se tu, Dio, ci sei, e’ impossibile che non intervenga di fronte ad una sofferenza cosi’ atroce. Ma oggi Dio e’ impotente, e’ malato. Potra’ guarire solo quando guariremo noi. Solo noi oggi possiamo far qualcosa. Dio non puo’ piu’. Ognuno di noi e’ importante perche’ vinca la vita…”. Dio non e’ onnipotente? “Piu’ ci rifletto e piu’ mi convinco che forse Dio non e’ l’onnipotente che pensiamo noi. e’ il Dio della croce. Perche’ non ha ascoltato la preghiera di Gesu’ morente? e’ un mistero. Forse e’ un Dio debole, che si e’ autolimitato, che puo’ salvarci solo attraverso di noi”.
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MAI DIMENTICHEREMO GENOVA
Viviana Vivarelli
Genova e’ una pagina nera nella storia del nostro paese e rappresenta il peggior delitto di Stato dal 2° dopoguerra a oggi.
E’ la prova lampante che la democrazia e’ finita, la liberta’ e’ finita, la giustizia e’ morta, la repubblica e’ distrutta.
Un manipolo di criminali tiene in pugno il paese, calpesta la Costituzione, nega i diritti dei cittadini, usa le forze che dovrebbero difenderli dal male come strumenti di aggressione e tortura e vieta che la tortura sia considerata reato.
Genova e’ la prova lampante che siamo caduti nelle mani di un feroce regime fascista.
Questa carneficina di massa ha calpestato il piu’ elementare dei diritti umani: il diritto dell’habeas corpus, per cui un cittadino non puo’ essere torturato, insultato, picchiato, malmenato dalle forze di polizia e non puo’ nemmeno essere trattenuto quando non ha commesso alcun reato mentre si impedisce ai suoi legali di contattarlo
Quello che e’ accaduto a Genova accade nei peggiori regimi dittatoriali, dove il cittadino inerme non ha alcuna difesa contro la ferocia della polizia, a Guantanamo, ad Abu Graib, nel Cile di Pinochet, nell’Argentina di Peron, nei peggiori regimi sudafricani…
L’enorme delitto e’ stato ordinato dagli assassini che governano l’Italia, per dare una lezione agli oppositori ed e’ un terribile indizio di cio’ che seguira’. Cio’ che e’ stato fatto sara’ ripetuto, perche’ questo vogliono quelli che ci comandano.
Tutte le atrocita’ che i poliziotti fascisti hanno commesso a Genova sono state espressamente comandate e protette da Fini, Berlusconi e Scajola e sono state confermate e difese da Castelli
L’unico verdetto che un popolo civile puo’ pronunciare dinanzi a costoro e’ che si tratta di una banda di feroci criminali che ha preso in ostaggio il paese.
La recriminazione di tutti i paesi europei dinanzi alla carneficina e’ stata unanime.
Dappertutto aggressione e tortura sono state condannate. Solo in Italia tv e giornali al soldo dei distruttori si sono comportati in modo vergognoso e infame demonizzando le vittime.
Come se una carneficina ordinata da un Governo contro i suoi stessi cittadini non fosse un’infamia abbastanza grave, quelli stessi che si sono permessi di trattare cosi’ delle persone indifese calpestando i loro minimali diritti di cittadino hanno goduto di tutte le sinecure possibili:
-il processo e’ durato 26 mesi e ha costituito una nuova violenta offesa alla giustizia
-i media hanno confortato i mandanti di tutto il loro appoggio falsando i fatti e aggiungendo all’abominio di uno Stato fascista l’abominio di un giornalismo ormai indecente e embedded
-i cittadini sono cresciuti nell’ignoranza o nel travisamento dei fatti
-il governo successivo si e’ guardato bene dall’invocare una commissione parlamentare che svelasse le responsabilita’ politiche della macelleria
-l’opposizione si e’ mossa lentamente e quasi contro le vittime stesse e in ultima analisi le ha protette con un vergognoso indulto votato quasi all‘unanimita’
-persino Di Pietro ha rifiutato la commissione parlamentare che poteva svelare i mandanti politici, preferendo da ex poliziotti la difesa di una polizia torturatrice alla difesa dei torturati
-i mandanti della carneficina e gli esecutori si sono auto-coperti con un provvidenziale indulto che non ha affatto svuotato le carceri ma ha opportunamente impedito che i torturatori ci finissero insieme ai ladri di Stato e ai corrotti
-i giudici con la scusa che non esiste in Italia il reato di tortura hanno emesse sentenze tanto miti da essere inique cosi’ che anche la cosiddetta giustizia ha portato una lesione in piu’ alle vittime
-e’ stato anche loro negato un giusto risarcimento
-infine i maggiori responsabili dei misfatti sono stati tutti premiati con promozioni da Berlusconi e soci, segno che stare dalla parte dei malvagi paga
-e i mandanti stessi sono di nuovo al governo piu’ forti di prima grazie al voti di elettori che definire ignari sarebbe compassionevole.
Nessuno dei giornalisti che in Rai o in Mediaset (Vespa in testa) avevano propagato menzogne che poi sono risultate tali agli atti del processo e’ stato condannato a ristabilire la verita’ cosi’ che per la maggior parte degli italiani restano loro bugie infami e prezzolate mai smentite come l’unica versione attendibile della storia.
Come sia stato possibile che un governo di assassini sia stato votato di nuovo dagli italiani e con tali numeri, e come sia possibile che questa spregevole opposizione tenti con questi assassini dialoghi, inciuci, bicamerali, revisioni della Costituzione o addirittura regimi presidenziali… resta per noi molto peggio che un mistero. Diventa un grave atto di accusa all’opposizione stessa, accusa di non essere affatto diversa da quelli che ora comandano, accusa di colludere con uno stesso disegno totalitario in cui alcuni hanno ogni potere e diritto e tutti gli altri possono essere trattati peggio delle bestie, accusa di partecipare agli stessi intrighi, agli stessi orrori, alla stessa corruttela, di non essere diversi e dunque di dover incorrere alla stessa totale esecrazione.
Noi non possiamo piu’ tollerare la regola del meno peggio e non possiamo, nemmeno per idea, accettare la regola del cui prodest. Noi li bolliamo tutti nella stessa ignominia.
Ci viene alla mente l’assassinio del deputato Matteotti fatto da Mussolini, lo stesso modo di trattare l’opposizione, la stessa ferocia. Ricordiamo l’Aventino con cui un’opposizione imbelle e inutile smise persino di lottare contro la presa di potere fascista lasciandole campo aperto. Ricordiamo il governo collaborazionista di Vichy in Francia al tempo dell’occupazione nazista. Vediamo oggi in questi deboli e inetti rappresentanti dell’opposizione la stessa tempra flaccida, la stessa inerte collusione, lo stesso desiderio di coprire interessi sordidi, segreti non rivelabili, bisogni materiali di basso livello o, al minimo, un desiderio di partecipare al potere, se pure questa partecipazione significhi la distruzione dei principi fondamentali di questo paese, desiderio che da D’Alema a Prodi a Veltroni si e’ ripetuto invariato contro questo popolo, contro questa Costituzione, contro questa democrazia, contro noi tutti.
Noi malediciamo coloro che aprirono le porte al fascismo e condannarono alla miseria e alla perdita di diritti questo paese!
Malediciamo chi non fermo’ per tempo l’avanzata nel potere di gente che per legge ne doveva stare fuori!
Malediciamo chi si rifiuto’ di applicare le leggi e di regolare il conflitto di interessi!
E chi ritenne che la Costituzione fosse un pezzo di carta straccia che si puo’ cambiare a colpi di legge ordinaria!
Chi volle riconfermare le canaglie! Chi insulto’ le vittime! Chi scese a patti iniqui corrompendosi l’anima! Chi si copri’ la carriera con sentenze inaccettabili in qualunque paese civile!
Noi malediciamo chi nego’ le autorizzazioni a procedere contro i colpevoli in Parlamento!
Siano maledetti tutti coloro che votarono l’indulto!
E quelli che non corressero l’iter della giustizia affinche’ si equiparasse all’Europa e accettarono invece di buon grado che essa diventasse uno zimbello in mano al potere che negava la verita’ e la difesa ai poveri per rendere impunibili i ricchi e i potenti!
Malediciamo chi era all’opposizione ma si lascio’ comprare o corrompere o ricattare, per le sue ruberie nascoste, le sue scalate bancarie illegali, le sue trame antidemocratiche, i suoi intrighi di potere, i suoi capitali nascosti all’estero, il nepotismo, il clientelismo, i candidati imposti dall’alto, la debolezza etica pubblica e privata!
Malediciamo chi ancor oggi e’ senza palle e con gli assassini contratta e patteggia!
Malediciamo le autorita’ religiose che questa collusione tra indegni plaudono e santificano, mentre per l’Italia significa solo la caduta nel peggio!
Noi vediamo tutti costoro caduti in una eguale Gomorra e li malediciamo tutti, loro, e quelli che da loro sperano in altre elargizioni inique che offendono il senso civile di un popolo che non ci sta a farsi schiacciare in un secondo orribile fascismo per compiacere la sregolatezza di uomini viscidi e privi di fede.
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BOLZANETO
Amnesty la chiamo’una “breve ma dura sospensione della democrazia, la piu’ vasta e cruenta repressione di massa, una violazione dei diritti umani di proporzioni mai viste in Europa nella storia piu’ recente“.
A Genova furono calpestati i diritti di centinaia di persone e fu umiliata la democrazia. Lo stato di diritto fu sospeso.
Malgrado le atrocita’ commesse e dimostrate, la sentenza e’ stata grottesca.15 condanne e 30 assoluzioni.
Il processo e’ stato lento, lentissimo, tanto lento da finire con una prescrizione, si esce dai tempi processuali e dunque non si potra’ ricorrere in appello. Le sporche leggi di B colpiscono anche cosi’, rendendo impunibili gli aggressori. Se cio’ non bastasse ci pensa un indulto infame votato quasi da tutte le forze politiche che continua e continua e continua a impedire che i rei finiscano in carcere.
Dopo 26 mesi di trascinamento inglorioso, finisce un processo per aggressioni, violenze e torture immonde operate da spezzoni dello Stato pazzoidi e fascisti su cittadini indifesi che dormivano o stavano in pace, per soddisfare la vendetta di un boss della mala che non tollera opposizioni.
La corte chiamata a giudicare i 45 imputati, poliziotti, guardie penitenziarie e carabinieri, ha emesso una sentenza talmente ipocrita e malvagia che si dovrebbe ricorrere alla corte penale internazionale per chiedere che i cittadini italiani siano difesi dalle loro stesse istituzioni, dalla ferocia del loro premier, della loro polizia e dalla loro magistratura!
La Corte ha stabilito che non ci furono torture! Solo abuso d’autorita’!
Io maledico anche loro con tutta la loro generazione, perche’ questa sentenza e’ una grave indegnità istituzionale
Un totale di 23 anni di carcere contro i 76 richiesti, ma i giudici non hanno voluto riconoscere le aggravanti della crudelta’ e dei motivi abbietti. La sentenza non avra’ conseguenza nemmeno nella carriera degli assassini che potranno continuare peggio di prima
Nessuno sara’ punito in nessun modo. Nessuno andra’ in carcere e tutto andra’ in prescrizione
Possa il Cielo punire questi assassini e, quando sono in auto a forte velocita’ i loro freni si spezzino di colpo e nell’attimo finale prima della morte possano pentirsi di quello che hanno fatto!
Vedete come le belve, i disumani, i pazzi, i pervertiti insistono nella loro ferocia, ne sono fieri!
Il massacro di Genova non basta loro. Ne vogliono di piu’ di piu’! Alla belva il sangue non basta mai!
E nei blog ci sono belve, gente che non puo’ dirsi umana, gente che ama la ferocia e l’orrore, sicuramente gli stessi secondini e poliziotti degli orrori di Genova, ma poi altri che sono malvagi come loro.
Queste sono persone da rinchiudere, come minimo, in un manicomio criminale.
Le belve sono tra noi e sopra di noi, sono tra i cittadini comuni, nei corpi dell’esercito, nella polizia, sono nelle istituzioni piu’ alte.
Che mi importa sapere che questi criminali potenziali o effettivi esistono ovunque ma ci sono anche i buoni poliziotti, i buoni amministratori, i buoni governanti se poi i delinquenti invece di essere isolati, estromessi e puniti, vengono “promossi”?
Perche’ l’ulteriore abominio e’ stato questo: promuovere le belve, e dunque “apprezzarle il loro operato”, incoraggiare operati simili.
E chi e’ piu’ malvagio? Chi compie il male o chi lo premia?
Questi i carnefici. Segnatevi i loro nomi! Che restino indelebili nella memoria dei giusti! Che scontino una pena divina per il male che hanno fatto! Che i loro nomi siano ripudiati dai veri cittadini che riconoscono in loro i nemici di questo paese.
Alessandro Perugini, pestaggio, lesioni aggravate, falso ideologico, calunnia, abuso d’ufficio, minacce e danneggiamenti, imputato anche per il lager di Bolzaneto, quello che prende anche la rincorsa per colpire a calci un sedicenne a terra. Promosso vice questore
Fabio Ciccimarra (sequestro di persona, lesioni e violenze) promosso a capo della squadra mobile di Cosenza
Gianni de Gennaro, capo della polizia e massimo responsabile assoluto del disastro della civilta’, in palmo di mano di dx come di sx; e’ diventato prima Capo di Gabinetto del ministro Amato all’Interno e poi supercommissario per le immondizie a Napoli. Potra’ aspirare a diventare il capo del servizio segreto civile. Sempre peggio, sempre piu’ in alto!
Doppio salto di carriera per Gilberto Caldarozzi, un altro dei 29 imputati per la Diaz, che da numero 2 dello Sco, il servizio centrale operativo, prima ne ha assunto la direzione e poi e’ diventato dirigente superiore
Doppia carriera anche per Francesco Gratteri, autore dei pestaggi alla Diaz: era direttore dello Sco, e’ diventato prima questore di Bari ed ora e’ responsabile della Direzione anticrimine centrale
Giovanni Luperini, grazie al massacro, passa da vice direttore dell’Ucigos ad un prestigioso incarico europeo fino al delicatissimo Dipartimento analisi del nuovo servizio segreto civile.
Spartaco Mortola era il capo della Digos genovese, diventa vice questore vicario a Torino:
Filippo Ferri, passa dalla guida della squadra mobile di La Spezia a quella piu’ importante di Firenze.
Vincenzo Canterini, accusato di concorso in lesioni, falso e calunnia per la Diaz, comandante del VII Nucleo sperimentale antisommossa del primo Reparto Mobile di Roma. A Genova e’ imputato anche in un altro processo con le accuse di lesioni personali aggravate e violenza privata per aver lanciato una bomboletta spray di gas urticante (assolutamente illegale) contro 3 dimostranti. Per le sue gesta, Canterini e’ stato ampiamente ricompensato. Addirittura 2 volte: prima e’ diventato questore e ora presta servizio a Bucarest, in Romania, in un organismo internazionale: il SECI (South East Cooperation and Investigation).
Ma, ovviamente, non hanno fatto carriera solo i poliziotti. Anche per gli agenti della polizia penitenziaria (ex agenti di custodia, secondini insomma) i premi per il lavoro svolto a Bolzaneto non sono mancati. Figurano tra i gratificati il colonnello Oronzo Doria, diventato generale, ed i capitani Ernesto Cimino e Bruno Pelliccia, entrambi promossi di grado a maggiori.
Ora si attendono le promozioni degli altri imputati delle forze dell’ordine nei processi di Genova.
Ecco, io posso anche capire che in un settore dello Stato ci siano delle mele marce, ma quando queste mele marce per aver pestato dei cittadini vengono promossi da gente come Fini, Berlusconi, Scaiola e Castelli, sono portata a pensare che il marcio, e parecchio, sia piuttosto in alto
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Maria
La polizia e’ “polizia di stato”, cosi’ come di stato e’ l’esercito e tutte le altre forze piu’ o meno armate che devono garantire la sicurezza.
E la garantiscono la sicurezza: quella del nuovo stato post democratico e dei suoi degni rappresentanti clericomafiofascisti.
Cio’ che e’ successo a Bolzaneto e’ gravissimo, ma e’ stato solo l’inizio.
Il manovratore non vuole essere disturbato.
Tutto quanto si sta attuando in questo paese mira solo a togliere qualsiasi velleita’ di contestazione.
Mi piacerebbe proprio conoscere i criteri usati nella selezione degli elementi arruolati, e l’addestramento a cui vengono sottoposti.
Durante il nazismo le SS accoglievano solo psicopatici e sadici deliranti. In molti paesi e’ ancora cosi’. Li chiamano “corpi speciali”, ma sono solo assassini per vocazione con la licenza d’uccidere.
Scordatevi il poliziotto di quartiere.
Uno che conosce tutti e che magari fa anche amicizia con la gente, ma chi lo vuole?
Finalmente, con la scusa dei clandestini e dei rom, ci stanno ancora di piu’ ingabbiando, con buona pace dei politici rossi e neri che hanno un’unica vocazione: renderci sempre piu’ miseri, paurosi e innocui per continuare a rubare e spadroneggiare in santa pace.
Ma prima o poi, verra’ il giorno del giudizio; alla fine arriva sempre.
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I deviati dei blog
Viviana
Vedete come gli sporchi fascisti si affannano a bannare i post che raccontano il massacro, i pazzoidi, i pervertiti, i sadici, i secondini… quelli che odiano la verita’, quelli che odiano l’Italia, quelli che vogliono difendere Berlusconi e Fini e Castelli ad ogni costo contro ogni evidenza mentre ci portano con se’ in un baratro, quelli che vogliono dialogarci, quelli che intendono riprendere il massacro delle istituzioni dopo aver permesso quello dei cittadini, quelli che hanno deriso e insultato e negato le vittime e gli abomini che hanno subito.
Ma i loro sforzi non prevarranno!
Vediamo la nostra povera patria in mano a gente che odia il genere umano, che ama e desidera solo il proprio potere, che trama e complotta con la peggiore delinquenza e ricatta o seduce coloro che dovrebbero opporsi, gente preda di un’avidita’ senza limite e di una disumanita’ senza freno, sadici, perversi, ladri, corrotti e corruttori, E dietro di loro vediamo la turpe umanita’ dei giornalisti venduti, degli speaker pagati, dei preti ammanicati. Vediamo la catena di menzogne che stritola questo povero paese, gli intrighi di potere che corrodono i suoi diritti, la negazione della sua dignita’, del suo futuro. Vediamo la nostra patria, con un governo di gente malvagia che odia l’Italia, che odia i suoi stessi elettori e li tradisce, tradisce tutte le promesse che ha loro fatto, perche’ stare nella Roma ladrona e’ una bella conquista che vale qualunque tradimento e qualunque menzogna, e vediamo questi sciagurati che giurano falsamente fedelta’ al suolo italiano, alla Costituzione italiana, ai principi e valori della democrazia, ma pensano vilmente solo ai propri interessi, alle proprie impunita’, alla bella vita da nababbi impuniti che stanno conducendo e che per nessuna ragione al mondo ora intendono lasciare a costo di qualsiasi tradimento, di qualsiasi bugia di qualsiasi morte dell‘anima.
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PIAZZA ALIMONDA
Guccini
Uscir di casa a vent’anni e’ quasi un obbligo, quasi un dovere,
piacere d’incontri a grappoli, ideali identici, essere e avere,
la grande folla chiama, canti e colori, grida ed avanza,
sfida il sole implacabile, quasi incredibile passo di danza.
Genova chiusa da sbarre, Genova soffre come in prigione,
Genova marcata a vista attende un soffio di liberazione.
Dentro gli uffici uomini freddi discutono la strategia
e uomini caldi esplodono un colpo secco, morte e follia.
Si rompe il tempo e l’attimo, per un istante, resta sospeso,
appeso al buio e al niente, poi l’assurdo video ritorna acceso;
marionette si muovono, cercando alibi per quelle vite
dissipate e disperse nell’aspro odore della cordite.
Genova non sa ancora niente, lenta agonizza, fuoco e rumore,
ma come quella vita giovane spenta, Genova muore.
Per quanti giorni l’odio colpira’ ancora a mani piene.
Genova risponde al porto con l’urlo alto delle sirene.
Poi tutto ricomincia come ogni giorno e chi ha la ragione,
dico nobili uomini, danno implacabile giustificazione,
come ci fosse un modo, uno soltanto, per riportare
una vita troncata, tutta una vita da immaginare.
Genova non ha scordato perche’ e’ difficile dimenticare,
c’e’ traffico, mare e accento danzante e vicoli da camminare.
La Lanterna impassibile guarda da secoli gli scogli e l’onda.
Ritorna come sempre, quasi normale, piazza Alimonda
Mandato da Rosa blu
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Manuela manda
Il pentimento di Di Pietro
www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=75359
Antonio Di Pietro ammette di avere sbagliato nella vicenda della Commissione d’inchiesta sul G8 di Genova. In una lettera inviata a Marco Travaglio, Di Pietro ringrazia il giornalista di avergli “aperto gli occhi: io e il mio partito ci siamo di fatto allineati sulle stesse posizioni del partito di Berlusconi e di quello di Mastella”.
Il leader dell’Idv riconosce di aver “sbagliato nel comunicare male e tardi” quelle che ritiene essere, “forse sbagliando ma certamente in buona fede”, “buone ragioni di merito”. “Ho sbagliato – prosegue Di Pietro soprattutto nel non essere riuscito a trovare una soluzione politica nell’ambito della coalizione su materie che – con il dialogo e la reciproca comprensione – potevano trovare una giusta soluzione”.
Ieri lo stesso Di Pietro aveva annunciato che a breve il provvedimento sull’ istituzione della comissione d’inchiesta sara’ ripresentato alla Camera e in quella sede sara’ votato anche dall’Idv, se verra’ accolto un suo emendamento che vincoli la commissione ad indagare a 360 gradi sulla vicenda.
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Usi e abusi romani
Doriana Goracci
C’e’ pure la televisione, per raccontare come la gioventu’ romana si diverte a Trastevere il venerdi’ sera. L´ora dell´aperitivo. Le vie attorno a piazza Trilussa gremite di persone. Cinque o sei bancarelle di venditori ambulanti. Un ragazzo ha appena regalato un paio di orecchini alla sua fidanzata. Le sirene della polizia colgono tutti di sorpresa.
Non e’ un semplice controllo: tre macchine e una camionetta vuota che ha tutta l´impressione di dover essere riempita. e’ la prima operazione contro i venditori ambulanti dopo l´entrata in vigore del decreto sicurezza, che amplia i poteri per i sindaci in materia di ordine pubblico. Mi fermo ad osservare, come molti altri. Non e’ curiosita’, la mia. e’ un istinto di controllo.
I poliziotti iniziano a sbaraccare i banchetti. Via la merce, raccolta sommariamente nei lenzuoli su cui era disposta. Un agente tiene un indiano stretto per il braccio, mentre dal suo viso trapela tutto, la paura, la rassegnazione, fuorche’ l´istinto di scappare. e’ ammutolito.
Un donnone africano, del Togo, e’ invece molto piu’ loquace. Se la prende quando l´agente raccoglie violentemente i lembi del telo a cui erano appoggiati gli orecchini e le collane che vendeva. «fammi mettere nella borsa, almeno!» dice all´agente. «Non scappo, non ti preoccupare, ecco il mio permesso di soggiorno». «Ma perche’ tutto questo? – dice –non stavo facendo nulla di male». All´agente scappa un sorriso, forse un po´ amaro: «e’ il mio lavoro». Poi la donna incalza: «conosco la nuova legge.
Ora mi fate 5.000 euro di multa. Ma perche’ non ci date un modo di fare questo lavoro regolarmente?» Nessuna risposta dall´agente, che se ne va e lascia il posto ad un collega, molto meno accomodante. «E muoviti, su!», dice senza accennare ad aiutarla a trasportare le sue cose. Lei, con lo stesso sorriso sul volto, chiude la valigia arancione e con le mani occupate dice «dove andiamo, di qua?», mascherando con l´orgoglio la paura che in fondo in fondo le sta crescendo. Mantiene l´ironia pero’, quando mi avvicino e le chiedo da dove viene. «Da Napoli, bella Napoli, vero?», e intanto, mentre mi svela le sue vere origini africane, si toglie gli orecchini: «questa bigiotteria non mi serve piu’, stasera».
Due metri piu’ distante due ragazzini italiani, con il loro banchetto in tutto e per tutto uguale agli altri. Devono sbaraccare anche loro, ma gli agenti usano maniere molto piu’ educate. Non li tengono per le braccia, non gli ammassano la merce. La ragazza raduna le poche cose che avevano in vendita. Lui e’ allibito, terrorizzato, e inizia a parlare nervosamente: «ve lo giuro, e’ la prima volta che vengo, lasciatemi andare». «Se prendiamo loro dobbiamo prendere anche voi», risponde un agente. Ma alla fine non sara’ cosi’. Il ragazzo si dispera, «sono di Roma, non posso credere che mi trattiate allo stesso modo che a quelli li’». Evidentemente e’ un discorso convincente. Si avvicina un signore in borghese che e’ li’ a dirigere l´intera operazione. «Dotto’, Capitano, Maresciallo, giuro che non lo faro’ mai piu’…». Si sbraccia, sembra un bambino appena messo in punizione dalla mamma. L´uomo in borghese si mostra irremovibile, ma si capisce subito che vuole solo dargli una lezione, e appena gli altri fermati – 7 persone, tutte straniere – non sono piu’ a vista, lo lascia andare.
A operazione conclusa vado dal signore in borghese, mi presento, «sono un giornalista e ho assistito alla scena. Perche’ avete fermato solo gli stranieri?», chiedo. La risposta e’ eloquente. «Portatelo via,identificatelo, e controllate – aggiunge guardandomi negli occhi – perche’ ha l´alito che puzza di birra». Gia’, la birra che stavo bevendo prima, e che mi
e’ andata di traverso con tutto quello che succedeva. Per fortuna non e’ ancora reato, comunque.
Mi portano in due verso il ducato dove sono radunati gli stranieri, tenendomi strette le mani sulle braccia. Non mi era mai successo, prima, ed e’ una sensazione davvero sgradevole. «Questo per adesso e’ nell´elenco dei fermati» dice l´uomo alla mia destra, anche lui in borghese, ad un collega.
Spalle alla camionetta, mani fuori dalle tasche, cellulare sequestrato. «Perche’ avete fermato solo gli stranieri?». L´uomo con la polo rosa, quello che mi stringeva da destra, mi risponde, anche se – dice – non sarebbe tenuto: «perche’ questi sono tutti irregolari».
Balle, ho visto con i miei occhi la donna togolese dare il proprio permesso di soggiorno al poliziotto, prima. Ma non mi aspettavo certo una risposta veritiera. «Certo che non avevi proprio nient´altro di meglio da fare», dice con sprezzo uno degli agenti. «Ho fatto una domanda, voglio una risposta».
L´uomo in rosa, che ha la mia carta d´identita’ e sta scandendo il mio nome per radio si gira verso di me, «hai finito di parlare?» grida. A quanto pare anche rispondere alle domande costituisce un grave errore, e infatti un terzo poliziotto, defilato fino a poco prima si indirizza a me dicendo «guarda che a fare cosi’ peggiori solo la tua situazione».
Chiedo di sapere i loro nomi e gradi, come avevo fatto gia’ con l´uomo in borghese al principio, convinto che per legge sia un loro dovere identificarsi. Un altro poliziotto – ma quanti ne ho attorno, quattro, cinque? – mi da la sua versione della legge. «Vedi qual e’ la differenza, e’ che io posso chiederti come ti chiami e tu non puoi chiedermi niente, chi comanda sono io». Un suo collega aggiunge: «certo, se lo vuoi mettere per iscritto e’ diverso, ma non te lo consiglio, la cosa si farebbe piuttosto scomoda». La minaccia mancava, in effetti. Interrompe la discussione l´uomo in rosa. «Luca!», e con la mano mi fa cenno di andare da lui. «Vuoi andare?» «Voglio una risposta alla mia domanda», insisto. «Non hai capito – si spiega – hai voglia di chiuderla qui questa storia o no?». «Non sono stupido, so quello che mi sta dicendo, ma io voglio la mia risposta». Mi accompagna lontano dal furgone, in piazza Trilussa. Davanti a me l´uomo che comanda l´operazione, quello dell´alito puzzolente. Mi chiedo se tornare da lui, ma mi rendo conto che nel gioco del muro contro muro il suo e’ molto piu’ duro.
Aspetto ancora in piazza, osservo l´operazione concludersi, fino all´istante i cui gli immigrati vengono caricati sul furgone che si mischia al traffico del lungotevere. Non c´e’ altro da fare, questa sera, se non raccontare in giro quello che ho visto. Questa triste deriva, quest´inverno italiano che avanza. Oggi inizia l´estate.
Evviva.
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Continua la Lunga Marcia della Memoria nei territori calabresi, e il viaggio di Rivist@ che ne sta seguendo le tappe attraverso i racconti di Luigi Politano, Valerio Di Paola, Vito Fodera’. Sul nostro portale la cronaca tappa per tappa, oltre a contributi video e fotografici, che accompagneranno la marcia fino alla data del 27 Luglio, quando
verra’ inaugurato il restauro del murales dedicato a Rocco Gatto, simbolo dell’anti-’ndrangheta calabrese.
Rocco Gatto era un mugnaio, amava gli orologi, non pagava il pizzo e denunciava i mafiosi. E’ stato ammazzato il 12 marzo 1977. A lui e’ dedicato il Quarto Stato dell’anti-’ndrangheta, il murales di Gioiosa realizzato nel 1978, il simbolo della meglio gioventu’ della Calabria. Il Quarto Stato dell’anti-’ndrangheta sara’ restaurato dopo trent’anni,
dagli stessi artisti che lo dipinsero nel ’78, Giovanni Rubino e Corrado Armocida. Un simbolo della rinascita: con il murales rivivranno Rocco Gatto e tutte le vittime degli ‘ndranghetisti.
Il programma e la partenza:
www.rivistaonline.com/Rivista/ArticoliPrimoPiano.aspx?id=5110
www.rivistaonline.com/Rivista/ArticoliPrimoPiano.aspx?id=5119
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Perche’ l’immunita’ alle 4 piu’ alte cariche dello Stato si chiama Lodo?
Viviana Vivarelli
La risposta viene da un accademico della Crusca.
Berlusconi ha voluto rimettere in auge un termine antico, derivante dal medievale ‘laudum’
che aveva significato di ‘approvazione data dall’alto dal signore feudale’ in base a un diritto supremo che egli attribuisce a se stesso di cambiare le leggi a suo piacere.
Il verbo verrebbe da ‘lodare‘, e’ attestato giuridicamente nell’italiano antico col significato di ‘arbitrare, decidere‘. Insomma ‘Lodo’ vuol dire ‘decisione superiore presa dall’alto senza alcun crisma di democrazia da chi concepisce se stesso come signore e padrone della legge‘.
Normalmente il termine Lodo viene usato come compromesso arbitrale tra parti contrastanti.
Ma oggi Berlusconi lo riprende come ‘comando che viene da chi intende il potere come propria signoria assoluta, super leges e contra leges‘. Chi vuole intendere, intenda.
Come si vede, l’uso tradisce l’intenzione e ci dice quanto Berlusconi sia del tutto fuori da un contesto democratico. Tant’e’ che, per quanto il Lodo costituisca una gravissima lesione ai fondamentali principi della Costituzione e della democrazia, il “signore assoluto” non si prende nemmeno la briga di fare una variazione al testo costituzionale secondo i principi che la Costituzione stessa impone tassativamente e che richiederebbero il consenso dei due terzi del Parlamento.
Il Lodo Alfano e’ passato al Senato con 171 voti a favore, 128 contrari e 6 astenuti, il Senato e’ formato da 322 Senatori, i due terzi sarebbero stati 214. Ed e’ passato alla Camera con 309 voti a favore, 236 contrari e 30 astenuti. La Camera e’ formata da 630 Deputati. I due terzi sarebbero stat 420i . I due terzi non ci sono affatto, si e’ seguito l’iter della legge ordinaria, ma qui non siamo affatto nel caso di una legge ordinaria e Napolitano aveva l’obbligo istituzionale di denunciare l’anomalia e la violazione della Costituzione e di chiedere che la legge passasse con le regole e i numeri che la Costituzione richiede; ma non lo ha fatto, questo e’ gravissimo.
La Costituzione infine pone un veto assoluto a qualsiasi variazione che colpisca i principi fondamentali della Repubblica e in Italia questi comprendono il dettame di ogni democrazia che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge e che in caso di violazione devono essere sottoposti al loro giudice naturale.
Il Lodo Alfano stravolge questo principio di uguaglianza creando un gruppo di potenti che stanno sopra alla legge, al processo e alla pena e diventano impunibili, come divinita’ assolute e anzi si pone in fieri un iter per cui Berlusconi, domani, puo’ fingere dimissioni e essere rieletto prolungando la sua impunita’ sine limite.
Napolitano doveva sottolineare tutto questo e rifiutarsi di firmare il Lodo Alfano, invece e’ venuto meno al suo dovere istituzionale di difendere la Costituzione e bene hanno fatto coloro che lo hanno accusato e condannato come traditore della sua funzione primaria.
Che il coro in sua difesa sia stato vergognosamente unanime da destra a sinistra dice molto chiaramente e che si sia voluto demonizzare la manifestazione di Roma per esaltare la sua vigliaccheria, dice chiaramente che la Costituzione e’ calpestata in modo bypartisan, che none esiste alcuna opposizione attendibile e dignitosa e che siamo in presenza di una consorteria di sodali intenzionati solo a marciare contro la legge e contro il paese per interessi privati che nulla hanno a che fare con quelli dei cittadini italiani.
L’art 138 della Costituzione contempla il procedimento di revisione costituzionale e di formazione di leggi costituzionali, differenziandolo nettamente dal procedimento di formazione della legge ordinaria previsto dagli artt. 70 ss. Cost..
Purtroppo nel silenzio subalterno del capo dello Stato e della Corte costituzionale, Berlusconi ha calpestato il dettame costituzionale cambiando piu’ volte la Costituzione a colpi di legge ordinaria, cioe’ con una maggioranza semplice e la cosa gravissima e’ che, malgrado le critiche di tanti costituzionalisti, l’opposizione e le istituzioni di difesa della Costituzione glielo hanno lasciato fare. Questo non avra’ storicamente nessuna giustificazione possibile e condanna l‘opposizione come antidemocratica.
Se l’Italia diventera’ per la seconda volta uno Stato fascista, con la caduta di ogni diritto e difesa dei cittadini, dovremo ringraziare tutti coloro che non si sono opposti come era loro dovere fare e hanno facilitato come complici il progetto di dittatura di Berlusconi.
Non sappiamo cosa sia piu’ grave, se un tiranno che violenta leggi fondamentali della democrazia o coloro che tacciono in modo vile e vergognoso e glielo permettono.
La nostra e’ una Costituzione rigida, non flessibile, che puo’ essere modificata solo in casi rarissimi ed eccezionali e secondo regole molto precise e chiare.
Ma che su queste regole ci sia stato dal dominio di D’Alema in poi il menefreghismo piu’ assoluto lo ha dimostrato per primo lo stesso D’Alema col suo tentativo di smantellare la Costituzione attraverso i turpi maneggi della bicamerale e lo stanno provando nuovamente Veltroni e Francescani, che hanno la colpevole intenzione di smantellare la nostra attuale forma di repubblica parlamentare, in cui cioe’ il potere di fare le leggi e’ di un Parlamento eletto dai cittadini (cioe’ scelto, ripeto ‘scelto‘, dai cittadini e non imposto dalle segreterie dei partiti) in una repubblica presidenziale forte, dove il massimo organo non e’ piu’ il Parlamento (che ora puo’ sfiduciare il premier) ma e’ il premier (che puo’ sfiduciare il Parlamento) e che secondo Berlusconi dovrebbe essere eletto direttamente dal popolo, secondo modalita’ di assolutismo monocratico che non esistono in nessun paese occidentale.
Mancando in Italia qualunque contrappeso al potere (stampa, Magistratura, sindacati, organizzazioni dei cittadini ecc.) in grado di controllare il premier, questo ulteriore passo mortale segnerebbe la fine definitiva della democrazia italiana e sancirebbe il carattere di un governo pienamente fascista.
Che tanto D’Alema quanto Prodi, Veltroni o Franceschini si ostinino a volere questa degradazione e’ cosa che ci riempie di sofferenza infinita, e che la sx estrema non si sia mai curata di denunciare e attaccare l’ultimo e fatale passo verso la fine della repubblica (persa com’e’ nei meandri dei propri bisticci interni) e’ per noi inspiegabile e inquietante.
Attualmente l’articolo 138 prevede che il Parlamento si esprima su una legge costituzionale con 2 votazioni (2 per il Senato e 2 per la Camera in maniera incrociata). Per la 1° votazione non e’ richiesta alcuna maggioranza qualificata e, percio’, la legge costituzionale o di revisione costituzionale puo’ essere approvata anche a maggioranza semplice. Nella 2° votazione e’ richiesta la maggioranza assoluta o la maggioranza dei 2/3 dei componenti. Nel secondo caso – a differenza che nel 1° – non e’ possibile dar corso al procedimento referendario di tipo confermativo.
Nell’inerzia di un Napolitano, tanto passivo quanto inutile a difendere le istituzioni e i suoi PM migliori, praticamente immobilizzato nella succubanza dello strapotere berlusconiano cosi’ fa favorire la sua marcia inarrestabile verso il potere assoluto (cioe’ sciolto da legge) nell’infermita’ di una opposizione scialba o peggio collusa, resta l’ultima speranza della Corte Costituzionale che gia’ si espresse contro il Lodo Maccanico di cui questo di Alfano e’ la fotocopia.
Resta anche il referendum che Di Pietro vuole indire, ma l’inerzia progressiva del popolo italiano e la richiesta del 51% dei votanti rendono questa ipotesi molto pallida e lontana.
L’unica amara riflessione che possiamo fare e’ che chi non pone argine al Male, sara’ dal Male travolto e distrutto. E questa e’ la fine che faranno in Italia sinistra e centro. Segnando anche la fine della democrazia italiana. Amen.
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Vittime, siamo con voi!
Viviana
Oggi commemoriamo le vittime non vendicate delle torture di Bolzaneto che Berlusconi, Fini, Scajola e Castelli hanno fermamente voluto come chiaro indizio di cosa sara’ domani un governo assoluto di una Destra feroce e antidemocratica senza limite alcuno. Domani le vittime potremo essere noi.
E davanti ai nostri occhi passano con estrema amarezza gli imbelli e complici parlamentari dell’opposizione che non si sono opposti al massacro, che non hanno preteso la denuncia dei mandanti, che hanno negato qualsiasi commissione parlamentare, che con quei macellai hanno complottato e spartito, in virtu’ di malvagi interessi che non sono mai stati i nostri interessi, e che assieme a loro hanno votato per una polizia malpagata ma impunita, un mercatismo perverso che chiude ogni futuro, una precarizzazione del lavoro indegna di un paese civile, un incaprettamento dell’informazione e un attacco inaudito ai poteri e ai diritti della magistratura che rivela il chiaro intento di delinquere indisturbati, e infine un riarmo e una partecipazione bellica vietati dalla nostra Costituzione, per concludere con la malnata intenzione di smantellare la Costituzione stessa
Come possiamo sperare ancora in costoro?
Hanno tradito ogni giustizia, ogni democrazia, ogni senso di libertà, Ci hanno tradito e si sono dimostrati ii nostri nemici. E non c’e’ nemico peggiore di quello che sta nella tua stessa casa.
Si sono alleati a chi dovevano bloccare e fermare e da loro discende la stampa peggiore che mai abbia avuto questo paese, una stampa diversa per titolo di testata ma identica nell’asservimento a un potere tirannico che non ha piu’ nulla di democratico e civile, una stampa che sa solo incensare chi ci uccide e sa solo aggredire la piazza che protesta. Siano maledetti anche loro e paghino il fio del reato che compiono contro la verita’ e la liberta’!
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RIDIAMARO : – (
Bucchi
La costituzione e’ in pericolo
Facciamo qualcosa o ci riserviamo la soddisfazione di dire che l’avevamo detto?
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Fausta
BERLUSCONI HA DETTO CHE IL LODO ALFANO SERVE IN UNA DEMOCRAZIA, SOPRATTUTTO SE LA MAGISTRATURA VUOLE SOVVERTIRE LE ISTITUZIONI DEMOCRATICHE
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Anche se avete chiuso
le vostre porte sul nostro muso
la notte che le “pantere”
ci mordevano il sedere
lasciandoci in buonafede
massacrare sui marciapiede
anche se ora ve ne fregate,
voi quella notte voi c’eravate.
E se nei vostri quartieri
tutto e’ rimasto come ieri,
senza le barricate
senza feriti, senza granate,
se avete preso per buone
le “verita’” della televisione
anche se allora vi siete assolti
siete lo stesso coinvolti.
E se credete ora
che tutto sia come prima
perche’ avete votato ancora
la sicurezza, la disciplina,
convinti di allontanare
la paura di cambiare
verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora piu’ forte
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti,
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.
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Umberto m
Ma si’, e’ giusto cosi’.
Vai a manifestare? e’ giusto che ti manganellino anche se non fai niente … giu’ mazzate e quando sei a terra coperto di sangue… ancora mazzate e calci possibilmente non da uno ma da tre o quattro poliziotti per volta.
Poi un bel giro in caserma due torture due sevizie .. mi sembrano il minimo indispensabile.
E mi raccomando se devi fare irruzione in una scuola non scordare un paio di bottiglie molotov e di tagliarti da solo il giubbotto cosi’ potrai picchiare di piu’ e con una buoma scusa.
Dopotutto avete vinto democraticamente le elezioni e questa democrazia dovete pur farla rispettare.
Il modello manganello e’ gia’ stato esportato per chi manifesta contro le discariche.
Si attende l’autunno per rispolverarlo nelle manifestazioni degli operai dei precari degli insegnanti.
W LA DEMOCRAZIA (vostra)
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Stefano Ceresa
Non ci sono giustificazioni alla violenza.
E non ci sono speranze, se la violenza e’ di Stato
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Pietro Barbera
Razzismo
Avevano la mia stessa pelle,
parlavo loro
nella stessa lingua.
Mi dicevano:
“tu non sembri come gli altri
della tua terra”.
e’ vero.
Rispondevo:
“anche tu non somigli
ai tuoi conterranei”.
Eravamo simili
ma diversi
da tutti gli altri.
Una specie particolare
si riconosce
solo incontrandola.
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Da aprileonline
Teorema assolutorio
Raffaele Deridda
Per il tribunale di Olbia l’abuso edilizio nella villa sarda del premier e’ un fatto che non sussiste. Gia’, ma come poteva essere diversamente visto che c’e’ stato un condono, approvato nel 2003 dallo stesso Cavaliere anche allora presidente del Consiglio, che sana gli abusi commessi dal 1994 al 2003?
Lo scorso 14 luglio la casa delle liberta’ di Berlusconi e’ andata in tribunale e sapete cosa e’ successo? Ne e’ uscita assolta, con grande soddisfazione del Cavaliere e dei suoi vassalli, fra i quali si sono distinti per entusiasmo l’ex democristiano Rotondi e il post-fascista Gasparri. Non si tratta pero’ del partito che per il tramite di un galeotto predellino di automobile e’ diventato poi il Popolo delle Liberta’, ma di una vera casa, e che casa! Si tratta di Villa La Certosa, nota anche come “La Certosa di Berlusconia” o come “Berlusconlandia” e chiamata da alcuni anche “Abusilandia”, sede del buen retiro in Sardegna del Cavaliere, che vanta costruzioni per ben 2 mila e 500 metri quadrati, 50 ettari di parco, 2 mila varieta’ di cactus provenienti da tutto il mondo, 6 piscine, un finto anfiteatro greco-romano, il campo di calcio, l’area dolmen, finti nuraghi, laghetti artificiali corredati di isolette altrettanto artificiali, colline e torrette. Il tribunale di Olbia ha assolto dall’accusa di abusi edilizi presso la tenuta in localita’ Punta Volpe (Costa Smeralda) Giuseppe Spinelli, amministratore delegato della Idra Spa, societa’ proprietaria di Villa La Certosa. Spinelli era difeso da Niccolo’ Ghedini, l’avvocato di Berlusconi rieletto alla Camera nella Circoscrizione Veneto 1.
Berlusconi ha gioito alla notizia dicendo ai giornalisti: “Vi ricordate i miei presunti reati ambientali in Sardegna? Mi e’ appena arrivata una telefonata dell’avvocato (l’onorevole Ghedini) che mi ha detto che sono stato assolto perche’ il fatto non sussiste». La gioia e’ stata cosi’ grande da fargli dimenticare che, almeno per una volta, non era lui l’imputato ma bensi’ l’amministratore delegato della societa’ Idra Spa, che mette generosamente a disposizione del premier la fiabesca residenza sarda in virtu’ di un contratto di comodato d’uso a titolo gratuito. Chissa’ se si sarebbe verificata la stessa dimenticanza in caso di condanna di Spinelli.
Per il tribunale di Olbia, comunque, il fatto non sussiste. Gia’, puo’ mai sussistere un fatto preceduto da un condono approvato nel 2003 dallo stesso Cavaliere anche allora presidente del Consiglio, che sana gli abusi commessi dal 1994 al 2003? D’altronde l’onorevole avvocato Ghedini aveva prodotto nel mese di maggio una copiosa documentazione in merito alle sanatorie, ai condoni e alle concessioni ottenute. Con la sentenza dello scorso 14 luglio il giudice ha stabilito la non sussistenza di violazioni in materia ambientale, in quanto i presunti abusi erano coperti dai nullaosta paesaggistici, e il non abusivismo dei lavori realizzati, per i quali erano stati pagati i condoni edilizi. La realizzazione di una collina, dell’anfiteatro, delle torrette di controllo dei locali utilizzati come foresteria per il personale di scorta, del laghetto, delle piscine e dei campi da tennis, delle vasche per la talassoterapia e della serra e’ avvenuta quindi a norma di legge.
La “casa delle liberta’” sarda, prima di diventare Villa La Certosa, era una casa colonica di proprieta’ di Flavio Carboni, il faccendiere coinvolto nell’omicidio del presidente del Banco Ambrosiano Roberto Calvi nonche’ socio in affari di Romano Comincioli, il prestanome di Silvio Berlusconi in Costa Smeralda e coordinatore regionale di Forza Italia in Sardegna, eletto senatore il 14 aprile scorso in Lombardia. Gia’ nell’anno 2004 la Procura della Repubblica di Tempio Pausania, sulla base delle segnalazione e degli esposti presentati dagli ambientalisti, allora definiti dal portavoce del premier Paolo Bonaiuti “professionisti dell’invidia”, e a seguito delle numerose denunce ricevute, aveva aperto un’inchiesta finalizzata a verificare la legittimita’ delle opere realizzate a Villa La Certosa. Era stata pero’ impattata una situazione molto particolare e complessa: il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, su delega del Presidente del Consiglio dei Ministri, aveva reso nota l’esistenza del segreto di stato, in quanto Villa La Certosa era stata individuata “quale sede alternativa di massima sicurezza per l’incolumita’ del Presidente del Consiglio, dei suoi familiari e dei suoi collaboratori e per la continuita’ dell’azione di Governo, nell’ambito di una pianificazione nazionale che prevede particolari modalita’ di tutela per le alte cariche dello stato”.
Cosi’ erano stati spiegati i lavori nella tenuta, la loro urgenza e la loro secretazione: con l’eventualita’ che Villa La Certosa, a fronte di una improvvisa inagibilita’ di palazzo Chigi, potesse diventare la sede vicaria della presidenza del Consiglio. Con Berlusconi nuovamente presidente del Consiglio e’ difficile pensare che non siano tornati di attualita’ i motivi della ragion di stato per giustificare la legittimita’ e la secretazione dei lavori che, come riferiva Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera Magazine, erano stati eseguiti: “In una reggia vacanziera come, satrapi arabi a parte, non se ne vedeva da un po’. Una reggia che aspira a seguire il solco di villa Pisani a Stra, del castello di Chenonceau sulla Loira o della Villa d’Este di Tivoli voluta da Ippolito II.”.
Peraltro il Cavaliere aveva avuto modo gia’ in campagna elettorale di manifestare il suo pensiero da “statista” in materia di abusivismo. Lo scorso 7 aprile ad Alghero, c’era stata una manifestazione elettorale alla presenza dei candidati del Pdl, fra cui l’architetto siciliano Paolo Vella poi eletto deputato, gia’ direttore del Servizio Tutela del Paesaggio di Sassari che aveva approvato i progetti di ampliamento di Villa Certosa, poi completati molto tempo prima che venisse firmata la licenza edilizia del comune di Olbia. In quella occasione Berlusconi aveva dichiarato, secondo quanto riportato da un’agenzia dell’AGI: “E’ antropologicamente diverso da me chi blocca i lavori abusivi”, aggiungendo anche che “la cultura degli uomini di sinistra rende invincibile l’ostilita’ per gli imprenditori” e che “a quelli della sinistra l’edilizia privata sembra un atto di ruberia”. Si da pero’ il caso che i lavori a cui Berlusconi si riferiva riguardassero la soprelevazione dell’hotel algherese Carlos V, bloccati per ordine della Procura della Repubblica di Sassari in quanto lavori illegittimi, con la conseguente messa sotto sequestro della parte realizzata abusivamente e il rinvio a giudizio dell’imprenditore.
E’ comunque noto il Berlusconi-pensiero che include fra “quelli della sinistra” anche e soprattutto i magistrati, per lo meno quelli che lo accusano e che vorrebbero motivatamente condannarlo. Fra i lavori che la Idra Spa intende ancora realizzare a Villa La Certosa, essendo gia’ stata presentata la domanda per ottenere le necessarie autorizzazioni, ci sono anche quelli relativi alla realizzazione di un dissalatore, da interrare a bordo mare, per ricavare acqua potabile. Chi meglio di una societa’ che si chiama Idra potrebbe provvedere al soddisfacimento del fabbisogno idrico, superiore ai 200 mila metri cubi l’anno, dell’enorme tenuta che circonda la residenza sarda del neo premier?
E dire che lo scorso anno un allevatore sardo aveva rischiato una multa “salata” perche’ sorpreso dai marinai della Capitaneria di porto di Bosa Marina mentre riempiva di acqua di mare una tanica da 10 litri destinata, aveva dichiarato, a curare gli zoccoli delle sue capre. L’allevatore ignorava che esiste una legge del 1942, la numero 907, che punisce “chiunque asporta acqua dal mare o sabbie marine o terre salifere…”. L’incauto allevatore avrebbe dovuto soprattutto sapere che, mentre e’ reato prelevare 10 litri di acqua di mare per curare le capre, puo’ essere invece consentito prelevarne 200 mila metri cubi attraverso un dissalatore interrato a bordo mare per irrigare i campi, innaffiare le piante e consentire agli illustri ospiti di Villa La Certosa di poter alternare la talassoterapia nelle piscine di acqua di mare con le rigeneranti nuotate nelle piscine di acqua dolce.
Il senatore del Pd Roberto Della Seta, gia’ presidente di Legambiente, ha presentato un’interrogazione al ministro Prestigiacomo, per sapere se risponde al vero che nella villa del premier sarebbero stati commessi circa 15 abusi edilizi successivamente azzerati grazie al condono edilizio concesso dal governo Berlusconi nella legislatura 2001-2006 e se il costo dell’utilizzo del condono ammonta a diverse decine di migliaia di euro, segno che non si e’ trattato di operazioni edilizie di poco conto. Roberto Della Seta ha rimarcato come i cittadini abbiano il diritto di sapere se il presidente del Consiglio ha deturpato l’ambiente di una delle zone piu’ belle d’Italia, salvo poi evitare qualsiasi sanzione grazie al condono da lui stesso stabilito.
In attesa della risposta del ministro Prestigiacomo Villa La Certosa restera’ nell’immaginario collettivo del popolo berlusconiano come la principesca “scuola quadri” per veline che si esercitano a giocare a cavallino sulle ginocchia del Cavaliere onde maturare le necessarie competenze che le proiettino verso folgoranti carriere artistiche e politiche, oltre che dependance del Bagaglino dove il mimo Silvio puo’ simulare le raffiche di mitra contro i giornalisti indiscreti nei confronti dell’amico Putin.
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.. E cosi’ ora Berlusconi di sente in diritto di fare qualche “allargamento” anche alla sua villa di Arcore, 3000 mq, in cambio aveva promesso al comune di Arcore varie regalie, ma se le e’ rimangiate. In fondo il despota puo’ fare e disfare a suo piacimento. E chi lo fermera’?
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http://www.masadaweb.org
fino a poco tempo fa dicevo: scrivi scrivi….tu continua a scrivere, ma nessuno ce la fa’ a tenerti dietro.
La tua e’ una vocazione gigantesca, da cento, che e’ il massimo delle mie misure; per altri e’ una vocazione da du, tre, quattro, poi fine.
Tu scrivi, e’ parte del tuo respiro, non abbatterti.
mp
Commento di MasadaAdmin — luglio 25, 2008 @ 1:24 pm |
che cosa legittima l’ ordinamento ?
la maggior parte della popolazione vive in una bolla di sapone,
è convinta che la legge sia veramente uguale per tutti, come è convinta che questa sia una democrazia
tutto perchè la popolazione è stata addestrata così, ecco come fanno dormire tranquilli, ecco come fanno a non temere per i figli
può sorgere una domanda… quando il progetto di ri-fascizzazione dell’ Italia sarà terminato, la massa muoverà un dito di fronte all’ evidenza ? o i passaggi da stato di diritto a dittatura saranno stati così lenti e zuccherati che nessuno si sarà accorto di quello che sarà successo ?
Commento di giancarlo — luglio 25, 2008 @ 4:20 pm |
Buongiorno Viviana
è da parecchio tempo che leggo con molta attenzione e interesse “MASADA” in generale e le tue riflessioni e articoli in particolare; non è per compiacerti ma credimi quello che scrivi assume per me, e non solo, un grandissimo valore sia per i contenuti, ma anche perchè si “sente” che lo comunichi con il “cuore” e lo “spirito” oltre ovviamente che con la “mente”; ricordiamoci sempre che l’ essere umano è “trino” composto cioè da 3 entità: corpo, mente, spirito.
Fatta questa premessa, sappi nei momenti difficili e di sconforto che TU non sei stata, sei e sarai mai sola; interpretala questa mia affermazione con l’ “istinto” non con la “ragione”, sappi anche che l’ ERA del “risveglio delle coscienze” è già iniziata (dopo 26.000 anni !) e niente e nessuno potrà fermarla, il “potere” potrà solo rallentarla !!!
Ovviamente la “STORIA” delle Civiltà insegna che questo passaggio non sarà indolore, NOI questo lo sappiamo e ne prendiamo atto, NON diventeremo però mai complici del “potere” con il ns. silenzio e con comportamenti “inumani”; l’ “ETICA”, la “POLIS”, la “SOLIDARIETA”, e la “COM-PASSIONE” saranno sempre i ns. 4 punti cardinali fissi: il NORD, l’ OVEST, il SUD, l’ EST della ns. attuale esistenza !!!
Voglio terminare questa mia profonda comunicazione con TE, con una riflessione del grande premio nobel per la letteratura (1950) l’ inglese Bertrand Russell:
“Il problema dell’ Umanità è che gli stupidi sono strasicuri, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi !”
Con riconoscenza, TI invio con forza tanta LUCE e PACE e mi firmo con il mio soprannome politico di battaglia ( SDEI = Verità in movimento )
sdei
Commento di MasadaAdmin — luglio 25, 2008 @ 6:00 pm |
SALVE COMPATRIOTI
VI RINGRAZIAMO PER LA VERA AUTENTICITA’.
E’ GRAVEMENTE DESOLANTE IL DEGRADO AMMAZZA-POLITICA DEL DIKTAKTORE-CLONE-DUCE!!!
ABBIAMO FATTO SENTIRE LA NOSTRA VOCE E SOLUZIONI ALLA CORTECOSTITUZIONALE.IT
NON CI ARRENDIAMO MAI…
GRAZIE CHE CI FATE PARTECIPE BELLAITALIA.IT
SAMANTHA
Commento di MasadaAdmin — luglio 27, 2008 @ 5:26 am |
Nch’io reputo che la sinistra ci impieghi troppo tempo a ricostruirsi rispetto alla velocità con cui l’esecutivo approva misure che smantellano il sistema delle regole. e se non le approva pratica la via dell’insulto alla regole.
che anche Napolitano si sia conformato al pragmatismo ( di cui non nego l’utilità in alcunre fasi) in nome di un “progressismo” volto alla “modernità” veltroniana, mi lascia attonita e incredula. Allo stesso livello di Ciampi che è arrivato alla politica da tecnico e non da Politico come Napolitano.
vedo in questa mancata presa di posizione per il rispetto dello Stato (regole democrazia etc) un asse con un partito, in questo caso il Pd,che dopo Pertini e Scalfari pensavo avessimo superato. COme solito dipende dalle persone di turno e la Storia, con quello che ha seminato di buono o come esempi da non ripetere, non sempre entra nel nostro DNA.
Concepisco il sacrificio se dopo ho un ritorno, ma qui dov’è? Mi sento su un ghiaione di montagna. Avevamo fatto dei passi in avanti, eravamo più mitteleuropei, stiamo ritornando paese del Sud europa. arretriamo in tutti i sensi, nell’etica civica,nel lavoro, nell’economia, nella democrazia.
trovo il sito Masada di grande senso politico, nonostante il senso di abbattimento che a volte si può percepire e che coglie tutti noi, ritrovo lo spirito combattivo e le giuste critiche e dubbi senza cadere nel qualunquismo. ricco di spunti come una rassegna stampa ci aiuta nella comprensione quotidiana.
Commento di donatella — luglio 27, 2008 @ 9:14 am |