
No al Trattato di Lisbona – Ducismo – L’ecomomia secondo Scalfari – Marco Travaglio e il boss non processabile – Sartori – Piani triennali e nuove miserie – Le bugie sul’Alitalia – e la Lega, la Lega..- Critiche al rialzo del tasso di di sconto europeo – Cresce la resistenza europea al Trattato di Lisbona – Un’Europa contro i diritti dei popoli -
Pareri sulle leggi canaglia e sul Trattato di Lisbona
L’Italia e’ un Sultanato, con le sue odalische, i giannizzeri, gli schiavi, gli harem, gli eunuchi, i bardi di corte, il popolo suddito, i falsi ministri, i magistrati scelti dal sultano e altre piacevolezze. Inutile dire che tra questa cosa informe e sconcia e una vera democrazia ci passa il mare. In questo casino (“bordello” lo ha chiamato Bossi) l’opposizione sta di lato coi pifferi: “Il gruppo dei dialoganti”, tra l’orchestrina di palazzo e i mangiatori di fuoco.
Viviana
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A forza di tenere la parola democrazia in bocca, se la sono masticata, inghiottita, digerita, e ora non ne resta piu’ nulla.
V.
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Ducismo
Viviana
Domani a Roma contro le leggi canaglia di Berlusconi nel suo tentativo di nuovo ducismo .
I tg tacciono. Anche aprile parla poco. Solo tg24 dice qualcosa. Veltroni si astiene. La Cgil c’e’ ancora?
Repubblica si unisce alla manifestazione che definisce “doverosa”. Ha accolto in 3 giorni nel suo sito gia’ 80.000 firme di adesione.
Mauro ribadisce la condanna a B dice che la sua politica e’ chiaramente eversiva della democrazia e della dignita’ delle istituzioni e minaccia l’equilibrio istituzionale.
Il golpe aggredisce lo Stato italiano con una nuova forma di terrorismo dall’alto.
Non e’ tollerabile che un imputato tolga con la forza alla Magistratura il diritto di celebrare il suo processo, nemmeno se si chiama B. Malgrado il suo ruolo politico, egli appare ugualmente come un barbaro violento che forza le leggi dello Stato inventando strumenti legislativi di eccezione e di urgenza dove l’unica urgenza visibile e’ quella di un reo che cerca con tutte le forze di sfuggire alla legge. Repubblica manda uno video speciale con Mauro, Alessandro Pace, pres. Associaz. costituzionalisti italiani, Beniamino Caravita, docente dirittto costituzionale, Dacia Maraini, Valerio Onida, pres. Corte Costituzionale, Moni Ovadia e Paolo Rossi .
tv.repubblica.it/copertina/in-difesa-della-costituzione/21920?video
Ezio Mauro dice che stenta a credere che, con la maggioranza parlamentare che ha, B possa fare leggi cosi’ vergognose, un enorme attentato contro la giustizia, contro la Costituzione, contro la Magistratura, contro l’Italia.
Il paese e’ bloccato. L’economia e’ bloccata. La Giustizia e’ bloccata. Mentre chi dovrebbe governare ha l’unica ossessione di rendere impunibile se stesso e manda allo sfascio tutti gli altri.
Parlare di dialogo in queste condizioni di estrema criticita’ costituzionale, lasciando libero e anzi rafforzando il potere dissennato di un folle, significa partecipare alla sua follia. Se Veltroni non lo ha capito, gli gridiamo che stiamo parlano di lui.
Difendiamo la Costituzione!
Difendiamo la democrazia!
Impediamo un nuovo fascismo!
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Adesione di Giovanni Bachelet, deputato Pd
Giovanni Bachelet e’ professore di fisica all’Universita’ La Sapienza di Roma.
Cattolico, figlio di Vittorio Bachelet (vicepresidente del CSM, assassinato dalle Brigate Rosse), fondatore di Liberta’ e Giustizia, e’ attualmente deputato del Partito democratico e membro della direzione nazionale del partito.
Caro Paolo ,
ti mando un meditato si’ alla manifestazione dell’8 luglio, nella convinzione che un’opposizione civile autonoma e intransigente sui principi costituzionali, possa, come gia’ in passato, giovare al Paese e all’opposizione parlamentare. E come nei girotondi del 2002 sogno una piazza senza bandiere, uno stile sobrio, civile e unitario, un palco senza politici professionisti. In questo spirito, essendo nel frattempo diventato deputato, accetto l’invito a partecipare, ma non a parlare.
Oltretutto non potrei garantire la presenza perche’ in quelle ore ci sono spesso discussioni e votazioni in commissione o in aula, primo dovere di un parlamentare dell’opposizione.
Un abbraccio e molti auguri per una manifestazione forte e gentile!
Giovanni Bachelet
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Secondo Scalfari
Berlusconi e’ un sultano che aggrava i problemi della giustizia col suo scendiletto Alfano.
I problemi sembravano essere la mancata crescita e l’euro troppo apprezzato. Cosi’ la crescita sara’ piu’ bassa e l’euro piu’ alto. Pazzesco!
La debolezza del dollaro e’ una delle cause dell’aumento di prezzo del petrolio e delle materie prime: i produttori, pagati in dollari, aumentano i prezzi in moneta svalutata; i risparmiatori dal canto loro fuggono dal dollaro e investono in titoli petroliferi e in “commodities”.
Forse la banca di Francoforte voleva rafforzare la sua indipendenza. Una motivazione di pura immagine.
Tremonti dice che il prezzo del petrolio dipende dalla speculazione e vuol applicare l’articolo 81 del Trattato. Balle, perche’ nessuno sa come farlo.
Tremonti ci fa perdere tempo.
B presenta una finanziaria snella, un bilancio redatto per “missioni”, il taglio delle spese correnti intermedie. Tutte cose fatte da Padoa-Schioppa nella Finanziaria 2009.
Il taglio dell’Ici lo ha fatto Prodi e Tremonti l’ha completato, ma non c’e’ copertura e si parla di 3,5 miliardi, al momento pesera’ sui comuni, bel federalismo fiscale!
B ci ha mentito come ci ha mentito Prodi. Le tasse aumenteranno. B ora ci dice che diminuiranno ma non prima del 2013. Ci prende in giro!
Redistribuzione piu’ equa? Macche’, B pesera’ di piu’ sui dipendenti che sugli autonomi
Per rilanciare la crescita bisognerebbe detassare salari e pensioni, sostenere i giovani e gli incapienti. Ma la triennale non lo fa.
In Alitalia siamo arrivati al rischio di 7000 licenziamenti. B ci ha fatto solo perdere soldi.
Costo 3 miliardi.
Con l’aumento del tasso europeo, dobbiamo trovare 5 miliardi di 5 anni. Nei primi 2 c’e’ una massa di Bot e Cct in scadenza, contrattati a tassi di poco superiori al 2 €. Solo ora l’aggravio per il Tesoro e’ di 2,5 miliardi.
Questa la situazione. Aumento di salari? Non se ne parla.
B va avanti col lodo Alfano. I costituzionalisti italiani lo dichiarano incostituzionale. Sta di fatto che l’immunita’ riguarda in tutta Europa soltanto la Regina di Inghilterra, il Re di Spagna e il Presidente francese. Nessun capo di governo. Dico nessuno.
L’emendamento blocca-processi e’ irragionevole. Intasera’ il sistema. Ma il servitorello ha detto che non verra’ tolto. Dunque il dialogo non riprendera’. Ma dialogo su cosa?
Nessuno parla piu’ di legge elettorale. altro non c’e’ per la semplice ragione che quel che c’era il Sultano l’ha gia’ risolto per conto proprio in privata solitudine.
Il salvacondotto se l’e’ firmato da solo. La sola persona che ancora lo impensierisce un po’ e’ Veronica ma per ora su quel fronte non ci sono novita’.
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Il boss dice: non sono processabile
Marco Travaglio
Come spiego’ nel 2003 l’ex presidente della Consulta Leopoldo Elia, “in nessun paese d’Europa esiste nulla di simile al lodo Schifani. La sospensione dei processi per fatti estranei all’esercizio della carica vale solo per tre capi di Stato: Grecia, Portogallo e Israele. Il premier non ha alcuna protezione da nessuna parte”.
Il presidente israeliano Moshe Katsav s’e’ dimesso un anno fa perche’ accusato di molestie sessuali (ovviamente slegate dalla sua carica).
E il premier Ehud Olmert, coinvolto in certi fondi illeciti, presto lo seguira’.
Bill Clinton, l’uomo piu’ potente del pianeta, subi’ tre processi senza fiatare.
In Francia una prassi costituzionale ha consentito a Jacques Chirac di rinviare a fine mandato il processo per fondi illeciti al partito: ma era capo dello Stato.
Per il resto, in tutto il mondo libero il premier e le altre cariche sono regolarmente processabili durante il mandato.
Ma non accade quasi mai, perche’ chi e’ imputato non viene candidato; e chi viene imputato una volta eletto, si dimette.
All’estero ci pensano prima, noi dopo. Prima il peccato, poi l’indulgenza plenaria.
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Intanto Berlusconi si fa trasferire il processo a Roma. Tra amici…
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Il premier e la maggioranza
Giovanni Sartori
Gli onorevoli in soggezione
Nell’ultima campagna elettorale Veltroni ha combattuto un anonimo, un avversario senza nome e cognome. Ha malamente perso (anche per questo, ritengo). E’ vero che uno dei tantissimi difetti della politica italiana e’ la eccessiva personalizzazione del potere, il potere che addirittura coincide con una persona. Ma l’occasione per dimostrare che non deve essere cosi’ non e’ una contesa elettorale. Cio’ premesso, il fatto resta che gli italiani oramai si dividono (asimmetricamente) tra berlusconiani e no. Da un lato c’e’ sempre e soltanto Berlusconi; dall’altro ci sono stati Prodi, D’Alema, Amato, Rutelli, Veltroni, tutti in transito e sempre in contesa tra loro. Dunque un polo coincide con una persona. Il che equivale a dire che non riusciamo piu’ a separare i problemi come tali da una persona che li impersona.
Questa eccessiva personalizzazione e’, a mio avviso, dannosissima; e per contrastarla inventero’ qui un nome finto: Silvio Arcore. Il premier Arcore in questo momento e’ furioso. Dopo aver vinto tre elezioni ancora non e’ riuscito a saldare i conti con la magistratura. E’ ancora imputato nel processo Mills che andra’ a sentenza prima della prescrizione; e per di piu’ teme altri scherzi che ne ostacolino, a suo tempo, il disegno di salire al Quirinale. E cosi’ vara con urgenza una legge «blocca processi» che ferma per un anno tutti i procedimenti che prevedono pene massime al di sotto dei dieci anni (nel caso Mills sarebbero sei); e per ogni evenienza interpola, nel «pacchetto sicurezza» al quale gli italiani tengono, una coda estranea (il lodo Alfano) che rende Arcore intoccabile fino all’aprile 2013, e probabilmente oltre. Ora, se davvero si trattasse del signor Arcore, quasi
tutti direbbero che le due escogitazioni sono pessime, e che servono soltanto a lui. Invece il nostro Silvio sostiene che sono necessarie e nell’interesse di tutti. Ammettiamo che siano necessarie. Anche cosi’ si potrebbe sicuramente far meglio.
Una legge che diminuisce il carico degli arretrati giudiziari ci vuole. Ma dovrebbe cancellare i processi inutili, tali perche’ destinati a finire nel macero delle prescrizioni. Ma no. No perche’, cosi’ riformulata, la legge non salverebbe il premier Arcore. Anche se una sua eventuale condanna in una sentenza di primo grado gli lascia dieci anni e passa di ricorsi e di appelli, il Nostro antepone il suo interesse e prestigio privati a quello di
far funzionare la macchina della giustizia. E considerazioni analoghe (la mia e’ sul Corriere del 21 giugno) si possono fare sull’immunita’. Eppure la maggioranza parlamentare di Arcore fa quadrato (superbulgaro, senza nemmeno un dissenso) nel sostenere che le due proposte in questione sono nell’interesse generale, nell’interesse di tutti. E’ vero: anche Arcore ne beneficia, ma soltanto perche’ lui e’ uno dei tutti. Le cose che mi spaventano
sono oramai parecchie; ma il livello di soggezione e di degrado intellettuale manifestato in questa occasione da una maggioranza dei nostri «onorevoli» (sic) mi spaventa piu’ di tutto. Altro che bipartitismo compiuto! Qui siamo al sultanato, alla peggiore delle corti. Cavour diceva: meglio una Camera che un’anticamera. Ma quando un’anticamera si sovrappone alla Camera, non so piu’ cosa sia peggio.
www.corriere.it/editoriali/08_luglio_05/sartori_onorevoli_in_soggezio
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Decadenza
Tarcisio Bonotto
Da tempo mettiamo sul piatto i problemi dell’Italia e degli italiani. Quanto a soluzioni generali un po’meno, e quando se ne parla si diventa ‘marziani’.
La questione della decadenza economica italiana sembra essere inevitabile, possiamo forse solo ridurre il periodo di sofferenza generale, se si applicheranno riforme socio-economiche adeguate, come la garanzia a tutti delle minime necessita’, un’economia socializzata (non statalizzata).
Il problema italiano sembra essere di sistema, e’ l’intero sistema socio-economico-culturale che e’ alle corde e per questo e’ necessaria un’alternativa socio-economico-culturale sistemica, le mezze misure non bastano piu’.
Il capitalismo scoppiera’ come tanti petardi, afferma Sarkar, uno dietro l’altro, quando iniziera’ il botto. Visioni alternative? Ce ne sono.
La globalizzazione delle multinazionali si e’ rivelata un bluff. L’alternativa sembra l’autosufficienza produttiva, piu’ un 10-15% di esportazioni. Essa puo’ favorire lavoro, reddito, ma a condizione che si vada verso la socializzazione della ricchezza, con l’introduzione della Democrazia Economica.
E’ necessaria una grossa rivoluzione industriale e agricola, ma prima ancora culturale. Gli italiani dovrebbero sapere che non devono piu’ credere ad occhi chiusi ai loro leader. I dogmi di ogni tipo dovrebbero essere abbandonati.
I soldi ci sono ma sono mal distribuiti e utilizzati, basta con l’economia finanziaria, investiamo in economia reale… Ma forse bisognera’ aspettare il botto per ricominciare.
Il Prout (Teoria della Utilizzazione PROgressiva) fornisce un’alternativa socio economica al capitalismo e al Comunismo, per il benessere di tutti non di una ristretta minoranza.
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Piani triennali e nuove miserie
Viviana
Il piano triennale di Tremonti apre a nuove forme di miseria.
Intanto nulla della riduzione di tasse promessa in campagna elettorale e il problema e’ rimandato al 2013.
Mentre si eliminano gli studi di settore e probabilmente Tremonti prepara qualche nuovo sconto o condono fiscale, Berlusconi, dopo aver depenalizzato il falso in bilancio, stara’ pensando a depenalizzare la bancarotta fraudolenta (tanto i reati finanziari ce li ha tutti), mentre elimina il 41 bis per fare un favore della mafia.
Nel piano triennale non si dice nulla sulla riduzione degli sprechi pubblici, sulla lottizzazione forzata dei posti di lavoro, la sparizione dei 98 miliardi delle lotterie, il furto di decine di miliardi in Calabria di fondi europei, la abnorme classe politica parassitaria..
Non c’e’ nulla sulle tasse piu’ alte d’Europa.
Sul carovita piu’ alto d’Europa.
Sugli iter burocratici piu’ lenti e pesanti.
Sulla sulla precarizzazione del lavoro, gli ammortizzatori sociali assenti, i salari e stipendi piu’ bassi d’Europa, i valori di inflazione assolutamente falsificati rispetto all’inflazione reale, il carovita, il processo di immiserimento del paese.
Si parla invece di tagli sostanziosi alle forze armate, alla scuola, alla sanita’.
Sulla sanita’ non e’ stato previsto nemmeno un ministero, chiaro segno di una privatizzazione imminente degli ospedali con conseguente aumento enorme dei costi per i malati. Si spingono alla privatizzazione anche le universita’. Si farà come in USA dove per mandare un figlio a scuola, cominciano a risparmiare dalla gravidanza.
Si prevedono almeno 300.00 disoccupati in piu’.
E, mentre nulla e’ predisposto per l’aumento delle energie alternative o per una economia del risparmio, aumentano i piani per opere pubbliche totalmente inutili, si pensi alle centrali nucleari e al ponte di Messina.
I contribuenti si arrogano il deficit Alitalia e le regalie che il presidente fa alla sua voragine di altri 300.000 milioni, le spese che Berlusconi decide per un maggiore intervento bellico italiano in Medio Oriente, o per l’aumento della percentuale delle spese che lo stato italiano si offre (siamo al 41%) per le basi militari USA…
Intanto 100.000 processi vengono bloccati.
Andiamo proprio bene!
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E la Lega, la Lega..
Viviana
E cosi’ non passa giorno che la Lega non faccia obiezioni a B e non tenti di frenare la furia devastatrice che il reo mette in atto per fermare i suoi processi in corso, vincolando tutto questo disgraziato paese alla sua impunita’ perenne e aggredendo come giustizialismo politico quei PM che altro non fanno che applicare la legge.
Anche la Lega si rende conto che ha messo in campo un giocattolo di morte impazzito senza piu’ pudore ne’ vergogna e senza limiti al suo operato. I danni che costui ha fatto al sistema Giustizia italiano sono immensi. Per liberare se stesso e rendersi impunibile e improcessabile ha talmente storpiato e violentato il sistema processuale e penale che alla fine non sara’ possibile punire piu’ nessuno e criminali di ogni specie guadagneranno la liberta’ seguendo le orme di Berlusconi.
La Lega comincia a svegliarsi dal suo utilitaristico sonno di bronzo e a capire che non solo il federalismo fiscale non lo avra’ mai ma quello che ha destato per averlo e’ un tornado di inaudita violenza che distruggera’ l’Italia. Come l’apprendista stregone, hanno liberato forze di distruzione che ora cominciano a far paura pure a loro.
Oggi Berlusconi, non sapendo piu’ come aggredire chi lo vuole ossequiente alle leggi, ha detto che l’opposizione e’ “fascista”!!
Ora siamo abituati ai suoi processi di rimozione e di proiezione per cui a ogni attentato che egli ha fatto all’ordine e alla civilta’ ha accusato i suoi avversari proprio dei reati che stava commettendo, ma dare di fascista al bolso e inetto Veltroni e’ talmente incongruo che fa solo ridere.
Se c’e’ uno che del processo in corso non ha mai capito nulla e semmai inconsciamente lo ha aiutato, quello e’ Veltroni, l’ultimo da mettere a capo di una opposizione nella tragedia attuale, uno cosi’ idiota che non solo non sa contrastare B in nessun modo ma che addirittura riesce ad andare contro il suo stesso elettorato, staccandosene con alterigia e supponenza, L’alterigia del coglione!
Dove pensera’ di andare tutto solo, io vorrei sapere.
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Le bugie hanno sempre le gambe corte
Lina Carli
La calma prima della tempesta in Alitalia.
Ma anche un po’ di paura per il ritardo nel pagamento degli stipendi di giugno anche se l’azienda ha comunicato ai dipendenti, il «disagio» non e’ dovuto a carenza di liquidita’, ma a «problemi ai sistemi informatici di Intesa Sanpaolo».
Triste presagio.
E cosi’, mentre il paese e’ tutto preso da leggi ad personam, decreto (in)sicurezza e gnocca-gate, muore nel quasi silenzio del governo una importante azienda italiana. Nel mese di Maggio sono stati bruciati altri 86 milioni di euro, 3 milioni al giorno. Ancora 4-5 mesi e sara’ finita.
Nel frattempo l’advisor di Banca Intesa nominato del governo presenta il conto: ridimensionamento radicale dell’azienda (ora focalizzata sui voli nazionali, i principali collegamenti europei e qualche volo intercontinentale) con esuberi al di sopra delle 6 mila unita’. Anche il Ministro dello Sviluppo economico (???) Claudio Scajola non riesce a trattenersi dal dire: “Non stiamo parlando di un’azienda che va bene, parliamo di una azienda che e’ sull’orlo del fallimento”.
Lo sapra’ bene lui, visto che ce l’hanno portata loro l’azienda al fallimento.
Prima usando l’azienda di stato per quasi 10 anni come lido ultimo di trombati e riciclati politici, poi portando al ritiro dell’offerta Air France, che prevedeva solo circa 2 mila esuberi e una buona offerta finanziaria. Beh, almeno era un’offerta seria e basata su un piano industriale concreto. Una visione nata sul mercato e non nel salotto di Arcore tra gli amici del baro.
Che ne sara’ ora della fanta-promessa berlusconiana della cordata italiana? Del ruolo forte della nostra compagnia di bandiera?
Come finira’ questa nuova commedia all’italiana? Per ora possiamo stare certi che le preoccupazioni del Messia di Arcore non vanno tanto ne’ verso Alitalia, ne’ verso le disastrate finanze italiane, per ora ci sono delle braghe da ritirare su e la coinquilina di Arcore da placare.
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Un’Europa contro la democrazia dei popoli
Dal blog
cittadiariano.it/blog/huey/2008/04/la-truffa-del-trattato-di-lisbona/
I nostri governanti tirano dritti per la loro strada, ignorando sistematicamente la volonta’ popolare, quelle poche volte che viene espressa pubblicamente ed ufficialmente.
E’ il caso della Costituzione Europea, bocciata da referendum in Francia ed Olanda due anni fa, e riproposta sotto altra forma a Lisbona, ma uguale nella sostanza: secondo Valery Giscard-D’Estaing, il Presidente della Convenzione che scrisse il progetto di Costituzione, e’ uguale per il 96%, ma siccome e’ un Trattato, e non una Costituzione, non dovra’ essere sottoposta a referendum, ma bastera’ la ratifica del Parlamento.
Ed infatti, ecco che magicamente il parlamento francese ribalta il risultato del referendum:
Il parlamento francese ha ratificato il trattato di riforma dell’Unione Europea per revisionare le istituzioni del blocco, circa tre anni dopo la bocciatura della Costituzione Europea in un referendum. L’Assemblea Nazionale francese ha votato 336 a 52 in favore del trattato e al Senato la Carta ha ottenuto 265 voti a favore e 42 contrari. (fonte Reuters).
In barba alla volonta’ popolare, i nostri “rappresentanti” rispondono in blocco ai comandi provenienti da chissa’ dove. Con buona pace di chi accusa gli anti-europeisti di vedere “complotti ovunque” (come se la nascita della UE e l’Euro non fossero stati decisi a tavolino in una delle prime riunioni del Bilderberg).
Quindi, chi rappresentano davvero questi signori? E perche’ hanno cosi’ paura della reazione popolare, da premunirsi introducendo in quel trattato la previsione della PENA DI MORTE?
Riporto l’intervento di
Helga Zepp-LaRouche, presidente del Movimento Solidarieta’ tedesco
(Buergerrechtsbewegung-Solidaritaet) alla conferenza di Roma (28.2.2008):
Col Trattato di Lisbona l’Europa si trova ad affrontare un pericolo piu’ grave di quello che la persona media immagina. Nel novembre 2007 il presidente francese Sarkozy ha presieduto una riunione segreta con alcuni parlamentari francesi e, stando alla stampa inglese, ha dichiarato che se ci fosse stato un referendum sul trattato di Lisbona nei Paesi europei, sarebbe stato sconfitto.
Quindi il 13 dicembre, i capi di stato europei a riuniti a Lisbona hanno firmato il Trattato di Riforma Europea, che ha preso il nome di Trattato di Lisbona. Non c’e’ dubbio che l’intenzione era quella di dire “procediamo a ratificare questo trattato il prima possibile, senza un dibattito pubblico, senza un dibattito parlamentare, altrimenti saremo sconfitti”.
Ad esempio, in Germania il testo del nuovo trattato non e’ stato pubblicato, quello che e’ stato pubblicato e’ il testo della Costituzione bocciata dal referendum in Francia e in Olanda nel 2005. A questo e’ stato aggiunto un testo che dice “al trattato vecchio si applicano le seguenti modifiche… articolo 1, comma b… la frase tot sostituisce la frase tot…”
State sicuri che due parlamentari in tutto, forse un giornalista, hanno letto tutte queste modiche; ma nessun altro. Perche’ il testo originario, quello del trattato originale, e’ gia’ cosi’ impenetrabile che non si capisce, a meno che il lettore non sia un esperto giurista.
Solo perche’ un bravo studente di legge di Lipsia s’e’ preso la briga di leggere tutta questa roba, e poi a pubblicarlo sul sito di un parlamentare tedesco (l’on. Gauweiler), il Governo e’ stato costretto a far circolare la versione provvisoria del Trattato.
Nel frattempo, alcuni giuristi di fama internazionale hanno scritto delle perizie sul nuovo trattato, che io raccomando veramente a tutti di voi. Una e’ quella prof. Schachtschneider, che e’ uno dei giuristi tedeschi che ricorse in appello, alcuni anni fa, contro il Trattato di Maastricht, e contro l’euro. Un altro e’ il prof. Klecatzky, ex ministro della Giustizia, che e’ uno dei padri della Costituzione austriaca.
Io ho studiato il nuovo testo, sulla base delle perizie di questi professori, e ho scoperto delle cose che adesso vi spieghero’.
La cosa piu’ importante e’ che questo Trattato trasformerebbe quella che e’ un’alleanza di nazioni europee in uno Stato federale, che sarebbe governato per mezzo di un’oligarchia. Ad esempio, la cosiddetta “clausola generale” prevede che il Consiglio d’Europa e la Commissione Europea legiferino su tutto quel che vogliono, tranne che sulla politica estera e sulla politica di difesa.
Il Parlamento Europeo verrebbe ascoltato, ma solo come opinione, non avendo alcun potere legislativo, decisionale, ecc. Lo stesso dicasi per i parlamenti nazionali. A quel punto le direttive che vengono da Bruxelles, che oggi costituiscono il 70-80% della legislazione europea (il resto spetta ai governi e ai parlamenti nazionali), diventerebbero il 100%.
Poi c’e’ la cosiddetta “clausola di solidarieta’”: essa chiama in causa non meglio precisate “minacce terroristiche”, tutte da definire, in base alle quali si definisce un’azione militare, che puo’ essere un’azione di “peace-keeping”, puo’ essere un’azione militare difensiva, puo’ essere un’azione militare offensiva. E nessun Paese ha la possibilita’ di veto, perche’ si decide a maggioranza, e se un Paese e’ contrario, e’ comunque tenuto a partecipare.
Quindi senza dibattito, senza dibattiti parlamentari o pubblici, l’Unione Europea verrebbe trasformata in un’alleanza militare, in cui si e’ obbligati a mantenere degli obblighi di riarmo, ad esempio.
Se, poi, teniamo in considerazione che dei 27 Paesi dell’Unione Europea, 22 fanno anche parte della NATO, si viene a creare un intreccio di quasi corrispondenza, di identificazione della nuova alleanza militare con la NATO: allora si capisce perche’ da questo punto di vista, da un po’ di tempo, la Russia e la Cina abbiano, nei loro attacchi alla NATO, parlato di una politica di accerchiamento della NATO con l’espansione ad oriente dell’Unione Europea.
I Russi, compresi alcuni leader con cui ho parlato, considerano la politica di accerchiamento della Russia da parte della NATO, come una potenziale causa di una guerra mondiale.
Il modo in cui questa nuova Europa viene venduta all’opinione pubblica e’, ad esempio, con l’argomentazione che l’Europa deve diventare forte, deve assumere un ruolo forte, da protagonista nel mondo, per controbilanciare, magari contenere, la politica aggressiva americana.
Ma questa e’ un’altra delle menzogne che vengono raccontate, perche’ se ci sara’ una coincidenza tra la possibile affermazione di Bloomberg negli Stati Uniti e una dittatura di Lisbona in Europa, io penso che ci avvicineremo a questa Terza Guerra Mondiale.
Si capisce da come l’Europa si e’ comportata di fronte alle pressioni americane, in special modo del ministro della Difesa americano Gates per un maggior coinvolgimento in Afghanistan. Oppure si pensi al modo precipitoso con l’Europa si e’ mossa nei confronti del Kossovo, quando ancora c’era un disaccordo tra i Paesi membri dell’Europa, eppure la burocrazia europea aveva gia’ deciso, inviato 1800 persone, come personale di amministrazione, polizia, ecc. Tuttora c’e’ il disaccordo tra i Paesi dell’Unione Europea.
Il riconoscimento dell’indipendenza del Kossovo ha aperto un vaso di Pandora, perche’ adesso tutti vogliono la loro indipendenza, a cominciare dai Baschi, dai Curdi, passando per l’Ossezia, per l’Abkazia, fino a Taiwan, e alla Lega Nord. E’ giusto quel che hanno detto alcuni leader russi, e cioe’ che con un colpo solo si e’ buttata a mare un’intera tradizione secolare giuridica, internazionale, che veniva dal Trattato di Westfalia.
Un altro punto indicato dal prof. Schachtshneider e’ che il Trattato di Lisbona reintroduce furtivamente la pena di morte, quella pena di morte che soprattutto l’Italia ha fatto di tutto per abolire, guidando un movimento mondiale che si e’ affermato col voto alle Nazioni Unite lo scorso dicembre.
Naturalmente la pena di morte non viene reintrodotta ufficialmente, ma furtivamente, con una nota a pie’ pagina della Carta Europea, poiche’ il Trattato di Lisbona integra la Carta Europea. Sulla Carta Europea c’e’ scritto che la pena di morte e’ abolita. Questo lo riportano nel testo del trattato; pero’ c’e’ una nota a pie’ pagina che dice “eccetto che in casi di guerra, di disordini, di insurrezioni, ecc.”
Ritengo che sia urgente un dibattito pubblico, su questo.
Ritengo che questo sia un cambiamento cosi’ grave delle costituzioni europee, che ci debbano essere un dibattito e un referendum.
Per cui chiedo a tutti voi di aiutarmi a mobilitare la popolazione europea per
questo dibattito e per questo voto. Grazie”.
Ovviamente questo atteggiamento viene criticato aspramente dagli europeisti e da vari sedicenti “esperti di politica europea”, facendo leva su alcune oggettive ma non sostanziali imprecisioni presenti nella dichiarazione di cui sopra.
Il fatto sul quale non ci piove e’ che questi signori assumono decisioni sulla nostra testa, senza interpellarci. Ah, gia’, ci sono i parlamenti nazionali che ci rappresentano…
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Cresce la resistenza europea contro il trattato di Lisbona
(si era poco prima del voto irlandese)
Se gli irlandesi bocceranno il Trattato di Lisbona, coleranno a picco il progetto di imporre un governo europeo sovrannazionale con poteri semidittatoriali.
Mentre Dublino e’ nell’occhio del ciclone, altrove in Europa prende forza l’opposizione al trattato, anche laddove i governi sono riusciti ad aggirare gli elettori negando loro il diritto al referendum.
Irlanda. La potente organizzazione dei coltivatori diretti ha emesso il 27 maggio una dichiarazione che elenca i “10 motivi” per cui gli agricoltori voteranno “No”. Viene particolarmente criticata la politica della Commissione dell’UE, che comporta tra l’altro “l’abolizione della Politica Agricola Comunitaria” e “conduce alla distruzione del modello dell’agricoltura europea che si fonda sulla azienda a conduzione familiare”.
Il 31 maggio si e’ schierato per il No anche il piu’ grande sindacato industriale, il SIFTU. Formalmente il sindacato non e’ contrario al trattato ma si schiera contro l’intenzione del governo di impedire una legge che consenta la contrattazione collettiva.
Sostegni per il “No” sono giunti anche dall’estero. L’Examiner del 22 maggio ha pubblicato una lettera sottoscritta da cinque parlamentari di Olanda, Francia, Germania, Svezia e Inghilterra. I cinque sostengono che il trattato di Lisbona e’ la riedizione del Trattato Costituzionale che e’ stato bocciato da Francia e Olanda nei rispettivi referendum del 2005, e fanno appello alla popolazione irlandese affinche’ voti per liberare tutti i popoli dell’Europa.
L’organizzazione anti-globalista ATTAC ha pubblicato un documento economico in cui oltre a proporre una Nuova Bretton Woods, chiede anche l’abrogazione dell’Articolo 63 del Trattato di Lisbona perche’ “proibisce ogni restrizione ai flussi di capitale e crea in tal modo le condizioni ideali perche’ la finanza prenda il controllo della societa’”. Attac chiede inoltre una riforma dello statuto della Banca Centrale Europea, un atto per il quale occorre un cambiamento del Trattato di Lisbona.
Intanto e’ sempre piu’ evidente che la politica dell’UE di consegnare l’economia europea alla grande finanza sta provocando ondate di protesta sempre piu’ accese, a cominciare dalla rivolta per il prezzo del latte in Germania, la protesta dei pescatori in Francia, e le proteste dei camionisti in Austria e Inghilterra.
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Il Trattato di Lisbona deve essere respinto
Liliana Gorini
presidente del Movimento internazionale Diritti Civili Solidarieta’
Il Parlamento italiano e’ chiamato a ratificare il Trattato di Lisbona, che conferira’ poteri straordinari alla Commissione dell’UE in quasi tutti gli aspetti della vita dei cittadini, e soprattutto su questioni di politica economica e di difesa, privando il nostro Paese della propria sovranita’ e vanificando in questo senso la Costituzione italiana, a partire dall’Articolo 1 che recita “la sovranita’ appartiene al popolo”. In altri paesi, tra cui Francia e Germania, esso e’ stato ratificato benche’ il testo non fosse ancora stato reso noto, e risultasse del tutto incomprensibile, inducendo molti parlamentari ad approvarlo senza neanche averlo letto. Il Pres. della Repubblica tedesco non ha firmato la ratifica perche’ sono immediatamente scattati 3 ricorsi alla Corte Costituzionale. In Irlanda e’ stato bocciato come fecero i referendum contro la Costituzione europea in Francia e Olanda nel 2005. Lo stesso testo, con alcune modifiche, e’ stato riproposto col nome di Trattato, benche’ si tratti di un progetto costituzionale, con l’intento di vanificare alcuna iniziativa referendaria in paesi come l’Italia che non prevedono referendum sui trattati. Negli ultimi mesi si sono tenute numerose manifestazioni contro la ratifica del Trattato a Vienna, Berlino, e in tutta la Francia, manifestazioni in cui eminenti costituzionalisti hanno sottolineato la violazione di numerose norme costituzionali, tra cui quella della neutralita’ prevista dalla Costituzione austriaca.
La politica di difesa del Trattato prevede infatti, oltre alle missioni di pace, anche missioni offensive, che violano l’Art. 11 della nostra Costituzione. Attraverso il potenziamento delle forze militari messe a disposizione dell’UE, e’ in atto un tentativo di fare dell’Europa un braccio della NATO. Con la creazione di un gruppo ristretto di paesi a cui verrebbero demandate le iniziative militari, sarebbe piu’ facile aggirare l’opposizione di chi vorrebbe evitare lo scontro strategico portato avanti da Londra e Washington nei confronti di Russia e Cina.
Ma e’ in politica economica che si sentiranno di piu’ gli effetti nefasti di quella che molti definiscono una vera e propria “dittatura dell’Unione e della BCE”. Grazie al Trattato, i burocrati dell’UE avranno pieno titolo a bocciare qualunque misura decisa dal nostro governo, e dagli altri governi europei, per difendere la propria economia, l’occupazione, i redditi, l’industria e l’agricoltura, ed intervenire sui prezzi.
La crisi alimentare e’ un esempio del problema, che verra’ aggravato dal Trattato. Mentre in tutto il mondo si moltiplicano gli appelli a intervenire per frenare la corsa al rialzo dei prezzi delle derrate alimentari, e mettere fine alla folle politica di sussidi ai “biofuels” che ne e’ tra le cause, l’UE continua ad insistere nell’abolire la PAC (Politica Agricola Comune) che difende gli agricoltori, e nel mantenere l’obiettivo del 10% di consumi energetici coperti dai biocarburanti, il che significa che riceveranno sussidi solo gli agricoltori che producono per i biofuels, e non per nutrire il mondo, benche’ da piu’ parti (anche Tremonti e Bonino) questa sia stata definita una politica “criminale” che aumentera’ le carestie in tutto il mondo e provochera’ rivolte non solo nei paesi poveri ma anche in quelli “intermedi”, quali Egitto, Indonesia e Pakistan. Nel nome del “mercatismo” e del “libero commercio”, UE e WTO impediscono ai governi di intervenire contro la speculazione finanziaria sui prezzi, non solo delle derrate alimentari, ma anche del petrolio, su cui si arricchiscono i grandi speculatori, mentre la gente comune non arriva a fine mese. Interventi come quello del ministro dell’Agricoltura francese Barnier in difesa dei pescatori, o del governo italiano in difesa dell’Alitalia, potranno essere vietati dalla burocrazia di Bruxelles nel nome del Trattato di Lisbona, che da’ la precedenza a delibere europee.
Anche da noi si levano autorevoli voci di critica. L’ex ministro e insigne giurista Giuseppe Guarino, ordinario di diritto amministrativo all’Universita’ di Roma, ha diffidato dal ratificare il trattato cosi’ com’e’, perche’ esso codificherebbe un sistema di “governo di un organo” o “organocrazia. Il trattato viola almeno due articoli della Costituzione italiana, l’Art. 1 e 1. Non ci sono condizioni di parita’, in quanto paesi come UK e Danimarca, non hanno l’euro. Cosi’ essi possono, ad esempio, fissare il tasso d’interesse in modo vantaggioso per loro ma svantaggioso per gli altri.
Inoltre il Trattato di Lisbona aumenta sensibilmente i poteri della Commissione Europea.
Un altro eminente costituzionalista tedesco, il prof. Schachtschneider sostiene che il Trattato legittima la pena di morte e l’omicidio “per reprimere, in modo conforme alla legge, una sommossa o un’insurrezione” e “per atti commessi in tempo di guerra o in caso di pericolo imminente di guerra” (ben 14 Stati dell’Unione europea sono impegnati nella guerra in Iraq).
Ci appelliamo dunque al Parlamento italiano affinche’ eviti approcci settoriali, e veda il contesto generale in cui si inserisce il Trattato di Lisbona: una crisi sistemica in cui si e’ pronti a scelte anti-democratiche pur di tenere in piedi una bolla speculativa destinata comunque ad esplodere. Se il dato giuridico e’ importante, esso deve essere contestualizzato al particolare momento storico. La considerazione del momento storico non puo’ prescindere dalla lettura economica intesa come capacita’ relazionale dell’umanita’ con la biosfera.
Se gia’ dalla semplice lettura e contestualizzazione storica del Trattato di Maastricht, era comprensibile che il processo avviatosi nel ’92 non era altro che una tappa di un sovraprocesso oligarchico-imperiale, oggi, a distanza di 16 anni, abbiamo l’evidenza della tardiva percezione dei sensi a dimostrarcelo. E pensare che avremmo evitato alla popolazione europea 16 anni di progressive difficolta’, rimettendoci alla lungimirante luce della ragione piuttosto che attendere il tardivo verdetto della percezione sensoria!
Occorre, dice Guarino, distinguere tra euromercato ed eurosistema, Il 1° esisteva prima e non aveva bisogno dell’ altro. L?eurosistema e’ una costruzione oligarchica. Il cuore dello stesso non e’ la Corte di Giustizia europea, tanto meno il Parlamento europeo o il Consiglio d’Europa, ma la Banca Centrale Europea. Questa non e’ un ente democratico, e’ formalmente un ente di diritto pubblico, ma nella sostanza e’ un ente dominato dalle banche private. La Bce decide la politica monetaria e finanziaria, e conseguentemente decide la politica economica dell’Europa.
Si e’ guardato soprattutto al rapporto defitic/pil ma non a quello debito pubblico/pil, che ha continuato a peggiorare per es per Italia, Germania e Francia senza che ci siano state sanzioni perche’ anch’esse erano a discrezione della Bce.
Ratificare il Trattato di Lisbona rappresenterebbe un’ulteriore legittimazione di questo sistema oligarchico che gia’ troppo a lungo e’ durato ed i cui disastrosi risultati, in termini di tenore di vita reale della popolazione europea, sono sotto gli occhi di tutti. Ratificare il Trattato di Lisbona vorrebbe dire rafforzare ancor piu’ un eurosistema oligarchico.
Il disegno dei padri fondatori dell’Europa, De Gasperi, De Gaulle e Adenauer, era quello di un’Europa dei Popoli non di un’Europa delle banche.
Facciamo dunque appello al Parlamento italiano ed al Presidente Napolitano affinche’ non ratifichino il Trattato di Lisbona, e promuovano piuttosto presso le sedi internazionali un nuovo sistema monetario e creditizio, una Nuova Bretton Woods, che metta fine alla speculazione e rilanci l’economia reale, come viene ormai chiesto a viva voce da piu’ parti.
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Critiche al rialzo del tasso di sconto europeo
Viviana
Qualcuno obietta che il No all’Europa e’ stato pronunciato anche dalla Lega.
Circa la Lega, sappiamo tutti che i motivi per cui posizioni politiche opposte possono coincidere su uno stesso oggetto possono essere opposti. Lo si e’ visto per es. in Valsusa con la TAV dove accanto ai manifestanti c’era anche Calderoli, che e’ poi quello che ha votato a favore della stessa TAV in Parlamento.
Io posso per es, volere una democrazia partecipativa e di territorio con alcune considerazioni che possono casualmente coincidere con quelle leghiste, come posso volere un decentramento dei poteri da Roma ai municipi, ma per scopi assolutamente diversi da quelli della Lega.
Circa il No alla Costituzione Europea, ricordo che in tutta Europa nacquero da subito obiezioni di tipo giuridico conformi ad esigenze di garanzia, democrazia, legalita’ e opportunita’.
www.europaallalavagna.it/11/Documenti/Costituzione%20Europea.pdf
Sul fatto che questa Europa sia un’Europa delle banche dove pochi funzionari bancari e principalmente Trichet detti legge in modo autocratico sulle economie dei vari paesi credo siano d’accordo tutti. E il fatto che le imposizioni di Trichet stiano portando l’Europa alla recessione immiserendo i piu’ poveri, appiattendo i salari e lasciando indisturbati i magnati, con una degradazione del welfare, anche questo lo sanno tutti. Che questo modo di fare economia stia portano l’Europa a una recessione e’ un timore fondato.
Tuttavia alcuni insistono nel vezzo corrente di non chiamare ‘recessione’ quello che sta accadendo, e di chiamarla ‘stagflazione’ (misto di inflazione e stagnazione). Fiorse e’ un modo per descrivere il diavolo meno nero, un trucco terminologico. I keynesiani non sarebbero d’accordo. A noi sembra solo un meschino espediente USA per non chiamare la recessione col suo nome vero e non sputtanarsi di fronte a tutto il mondo.
Al momento non si vedono operazioni economiche in Europa che non siano le decisioni autonome del presidente della Bce Jean-Claude Trichet , prese “contro” il volere degli stati europei e in totale autarchia. Se non e’ governo delle banche questo…non so cos’altro.
Keynes diceva che l’inflazione era giustificata solo quando il mercato raggiunge la piena occupazione, cioe’ si aumentano i prezzi a disoccupazione zero per la troppa domanda. Cosi’ oggi non e’.
Abbiamo una inflazione da speculazione, in assenza di aumento di domanda e anzi con una domanda sempre piu’ contratta che investe ormai anche i generi di prima necessita’.
Non siamo d’accordo con Scalfari che ritiene che l’inflazione si debba solo a cause esterne al sistema Europa) basterebbe vedere i rincari delle zucchine o del pane o del latte) e non capisco nemmeno Tremonti che accusa di speculazione solo le compagnie petrolifere e pensa di ricorrere alle penalizzazioni dell’art 81 (che serebbero inapplicabili alle multinazionali del petrolio e gas). Ci pare che faccia solo chiacchiere di facciata. E che il suo libro ricopi tante tesi no global ce lo rende ancora piu’ infido.
Ma rifiutiamo, come fanno tanti, e anche Scalfari, che basti il rialzo autoindotto di Trichet a migliorare la situazione.
In USA abbiamo visto che il rialzo dei tassi (e il tasso americano e’ al 2%, dunque bassissimo) ha aumentato la miseria producendo la crisi dei mutui a tasso variabile.
In Italia avremmo anche il rialzo degli interessi sul debito pubblico che e’ gia’ il piu’ alto d’Europa e un freno ulteriore agli investimenti con penalizzazione delle aziende grandi e piccole che sono gia’ taglieggiate dalle tasse piu’ alte d’Europa, dalle tangenti ai politici, dal pizzo alla mafia, dalla mancanza di infrastrutture e da una burocrazia cavillosa e lentissima, ci aggiungiamo anche la paralisi del sistema giustizia e siamo a posto.
Punire i mutui, le imprese e una domanda debole con un rialzo del costo del denaro e’ una pazzia.
Giustamente Scalfari dice che l’Europa delle banche e’ la nave dei folli.
Dice Scalfari: “La BE aumenta il tasso d’interesse di 0,25, e nessuno ha capito perche’
Ora siamo al 4,25, in USA e’ del 2% e la Federal Reserve lo vuol diminuire ancora. Prima lo ha aumentato, producendo la crisi dei mutui, poi, a danno fatto, lo diminuisce. Siamo in piena follia.
La Bce non ha dato uno straccio di spiegazione per il nuovo rialzo. I commissari europei, Barroso, e i governatori come Draghi hanno detto: “Ben fatto, cosi’ si riduce l’inflazione”. Come non si sa, visto che dicono che essa viene da fuori Europa e dunque e’ fuori controllo.”
I dubbi sul rialzo messo in atto dalla Bce (ma in pratica la Banca di Francoforte) sono ormai troppi, cio’ non riuscira’ a frenare l’inflazione, ma abbattera’ ancor piu’ la scarsa economia italiana.
In USA lo hanno fatto con esiti disastrosi.
La giusta azione, secondo noi, sarebbe agire sulla corruzione del sistema, e frenare con lo strumento fiscale e di controllo di legalita’ tutte le speculazioni in atto non solo nelle banche e nella Borsa ma anche nella filiera dei prezzi, e con un fisco all’americana di totale trasparenza che becchi qualunque evasione o eccesso di rincaro. Ma ovviamente questo non e’ neoliberista. Dunque non si fa. Noi diciamo che non farlo e’ iniquo.
Il neoliberalismo vuole agire solo sui tassi per non danneggiare i grandi ladri del sistema? Andremo tutti in una voragine.
Finche’ la politica economica europea sara’ quella delle grandi banche, ogni sorta di sopruso finanziario delle stesse banche e della Borsa aprira’ solo la strada alle speculazioni. Finche’ solo il lucro dominera’ le istituzioni nazionali o sovranazionali avremo aperta solo la strada verso l’inferno.
Lo ripeto: no a questo tipo di Europa.
Fisco diverso non vuol dire appesantimento delle tasse a scapito dei soliti lavoratori dipendenti, come ha fatto anche Berlusconi, ma trasparenza, obbligo penale di una denuncia fiscale corretta, possibilita’ di scarico fiscale di tutte le transazioni, perequazione in relazione ai tipi di lavoro. Ma vediamo che Berlusconi ha gia’ eliminato gli studi di settore e con lui l’evasione non fara’ che crescere e godere di gradevoli condoni.
L’uomo che ha pagato milioni a corrotti e bugiardi per evadere in pace miliardi e derubare le tasche degli italiani, l’evasore primo d’Italia, non cerchera’ certo di portarci a un fisco giusto e di pianare le disuguaglianze sociali.
Prodi ha ridotto il debito del 2,9 miliardi, tra Berlusconi e Trichet lo aumenteranno, precipitando il paese in una crisi anche maggiore.
Quel poco che Bersani e Padoa Schioppa hanno fatto (anche se a scapito dei piu’ deboli) sara’ rapidamente perduto.
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RIDIAMARO : – )
Beppino Garibaldi
LA LOGICA LEGHISTA
Un amico spiega ad un leghista cos’e’ la logica: “Ora ti spiego, io ho un acquario, cosa ti fa pensare?” “All’acqua!” “E l’acqua?” “Al mare!” “E il mare?” “Alle donne in spiaggia!” “Vedi, a te l’acquario secondo la logica ti ricorda le belle donne”. Il leghista tornando a casa in ascensore dice ad un vicino: “Stasera ho imparato la logica!” E l’altro: “Cos’e'?”. “Ora ti spiego: hai un acquario in casa?”. “Io no…”. “Allora sei un… ricchione !
..Riccardo
BERLUSCONI E’ UN OGM!
O ssessionato dalla
G iustizia dei
M agistrati
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Da Mariapia
Ma insomma, questo uomo che si chiama Uolter, e’ un uomo poltico o uno che non puo’ parlare perche’ colluso o ricattato?
Questo fa le “bella Cecilia” o ha paura o non capisce niente?
A pensar male si fa peccato, ma…..
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…SA DI “TAPPO” disse la Carfagna dopo essere stata a colloquio privato col presidente..
Jena Freedens
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Mauro Maggiora
DOTTRINA BORGHEZIO:IL NUOVO RINASCIMENTO DELLE NOSTRE CITTA’
(a cura dell’Istituto Luce)
Incredibile quello che impegno sociale, lungimiranza politica, integrita’, decisionismo applicato alle urgenze quotidiane abbiano potuto produrre nelle nostre citta’ che furono sotto assedio di marocchini spacciatori, negre prostitute,rumene ombrellatrici, terroristi pakistani e rom ubriachi alla guida di trattori e caterpillar…
Tutto in soli tre mesi di “dottrina Broghezio”..
Facciamo un giretto in quella che fu un’orrida casbah, fino all’aprile scorso:il centro storico di Genova..
Sparito finalmente il fetore insopportabile di cous cous, kebab e poulet yassa, i nostri meravigliosi ristoratori italici si sono riappropriati del territorio gastronomico ed e’ tutto un profumo soave di cassoele, bagnacaude, frixioe, farinate di ceci e buridda..
Spariti tutti i centri telefonici in cui si addensavano negri giganteschi, puzzolenti di sudore e latinoamericani urlanti , dall’inconfodibile fetore di birra .
Il popolo italiano si e’ riappropriato di questi spazi ,creando centri di sostegno a tutti gli ex tossicomani ,salvati dal progetto “Ampolla per una vita”.
Sradicata dai carruggi l’eroina, spacciata dai marocchini, e’ iniziato una disintossicazione su larga scala ,patrocinata dal semplificatore Dott.Calderoli, grazie ai poteri incredibili dell’acqua del PO, somministrata in ampolle padane.
Il metadone, retaggio della filosofia lassista ,tipica dei comunisti , e’ un pallido ricordo..
Spariti ,vivaddio ,tutti quei negozietti etnici, che vendevano narghile’ e elefantini africani:sostituita da altri negozi ,etnici, ma piu’ federalmente sostenibili, con trulli di alberobello e maschiangioini sotto la neve.
Le centinaia di donne arabe infibulate ,con l’appoggio del ministro jihadista Ferrero sono state convertite al cattolicesimo e vivono felici in CCT, centri di clausura temporanea..
Persino i topi di fogna sono spariti dai caruggi, che fossero comunisti anche loro?
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Exidor X
Decine di boss tolti dal regime di carcere duro e messi in normali condizioni di detenzione.
Motivazione UGUALE in ogni sentenza di ogni tribunale di sorveglianza:
“non e’ dinostrata la persistente capacita’ del detenuto di mantenere tuttora contatti con l’associazione criminale di appartenenza”.
Anni di lavoro sommerso in Corte Costituzionale, ma alla fine gli sforzi della mafia cominciano a vedersi.
“Il bidello Angelino Alfano e’ desiderato nell’ufficio del Preside”.
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Il molesto Capezzone
Maria Novella Oppo
Da giorni, anzi ormai da mesi, tutte le voci ragionevoli sostengono che e’ ora di pensare a salari e pensioni, anziche’ agli affari personali (e scandalosamente intimi) del premier. Ma si continua a parlare quasi soltanto dei fatti suoi. I bisogni del Paese non passano, perche’ in tutti i dibattiti tv un esercito di portavoce del premier ripete ogni giorno le tesi d’ordinanza, tacitando gli altri e costringendoli a precisare, negare, ricominciare da capo, senza poter imporre diverse priorita’. Perche’ e’ chiaro che il gioco lo dirigono loro. Soprattutto i piu’ molesti e striduli, che Berlusconi riconosce alla prima prova di prepotenza televisiva e non se li lascia piu’ sfuggire, neppure quando vengono dal campo avverso (come l’insopportabile Capezzone). Anzi, li manda in prima linea e li premia con le massime cariche (vedi Schifani). E questo e’ perfino piu’ di quanto faccia per le sue «bambine», come chiama in pubblico le veline dal fisico ministeriale. Come invece le chiami in privato giace nel segreto delle intercettazioni, ma e’ facile immaginarlo
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Mariapia
…era meglio morire da piccoli, con la faccia coperta di brufoli……
Non lo so. La piazza del dissenso di Micromega on-line sta lavorando parecchio e invita tutti, senza chiusure di apparati.
Sta forse per nascere qui come in Francia 50 anni fa, un movimento di intellettuali seri, economicamente indipendenti, anche in Italia? Mitterrand insegna?
E’ probabile? E’ sempre pero’ questione di liberta’ economiche. Se una parte di intellettuali non dipende esclusivamente dalle risorse del potentato economico e politico, qualcosa si muove, ma la stretta economica e la stretta dei partiti sono lacci che gli italiani subiscono da molto tempo.
A proposito di strette economiche ricordo tutte le storie del dopoguerra riguardanti “la casa”.
Nel borgo poverissimo del Pratello la tragedia dello sfratto era quotidiana e la sartoria era un eco di tutto il borgo.
Era il confessionale laico e pietoso dove i maschi avevano il coraggio di esporre il loro dolore che poi aveva un’eco politica per via del sarto politico e fornitore d’abiti di molti funzionari e politici della Federazione del PC bolognese. Ma finalmente l’economia e’ cambiata e per gli emiliani bolognesi, quelli ex poverissim, la casa non e’ piu’ un problema. 80% proprietari “della propria casa”. Potremo diventare proprietari della nostra liberta’ di cittadini?
Potremo salire il gradino che porta al coraggio civile anziche’ stare in questa vergognosa imbellicosita’?
Come diceva Pascal, la speranza e’ una forza di luce, e dio sa quanta ne serve oggi qui Italia.
Non e’ la miseria bruta che ci opprime – sarebbe vergognoso parlare di miseria per il settimo paese industriale del pianeta – ma per la condizione insensata e incivile in cui viviamo attualmente.
Abbiamo dissipato il piccolo tesoro proletario della dignita’ civile nato dalla Resistenza in poco tempo. Tesoro accumulato in sole poche regioni italiane, si e’ fermato in Toscana, e non e’ stato lievito di civilta’ per tanta parte d’Italia.
… era meglio morire da piccoli…..?
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