
Altre intercettazioni sporcano Berlusconi – Legge canaglia – Democrazia malata – Il paese che ha ucciso il merito – Attenta Confidustria! – Simon Weil: sopprimiamo i partiti!“
Il televisore funziona meglio da spento!”
“Il Potere lo stesso”
Fabio
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E chi non puo’ essere d’accordo?
“E se Bill Clinton avesse fatto Monica Lewinsky ministro del suo governo, la vicenda sarebbe diventata di rilevanza politica oppure no? Il dirimente tra pubblico e privato nella politica nel caso di un capo di governo e’ molto labile, credo che l’informazione debba prevalere”.
“I cittadini americani hanno potuto sapere tutto e dare un giudizio sulla moralita’ del loro presidente. In questi casi non si possono mettere bavagli all’informazione“.
Massimo Donati
Capogruppo alla Camera per l’IdV
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Reati che saranno cancellati e gli autori resterebbero impuniti se passa la
LEGGE CANAGLIA di B
Viviana
-Maltrattamenti in famiglia
-Stupro e violenza sessuale
-Furto con strappo
-Omicidio colposo per norme sulla circolazione
-Omissione di soccorso
-Porto e detenzione di armi clandestine
-Usura
-Traffico di rifiuti e associazione per delinquere
-Rapina
-Furto in appartamento
-Sequestro di persona
-Immigrazione clandestina
-Sfruttamento della prostituzione
-Reati informatici
-Circonvenzione di incapace
-Detenzione di materiale pedo-pornografico
-Falsificazione di documenti pubblici
-Bancarotta fraudolenta
-Detenzione di documenti falsi per l’espatrio
-Aborto clandestino
-Incendio
-Corruzione giudiziaria
Ma vi accorgete che Pdl e Lega non fanno che premiare il crimine? E Centro e Pd danno loro una mano? Credete davvero che l’Italia debba cessare di essere uno Stato di diritto per diventare il regno dei delinquenti, capeggiato dal delinquente n° 1? Il peggiore stato europeo?
Quale ordine pensate che esca dalle leggi di Bossi e Berlusconi? Quello dove i colpevoli non sono mai puniti? Dove si da’ la caccia ai rom e ai migranti mentre i peggiori criminali se la spassano? E’ questa la sicurezza? Ma davvero siete disposti a difendere un simile paese? Uno Stato dove non si e’ puniti per reati sotto i 10 anni. Dove si viene prescritti per reati sopra i 10 anni. Dove il Parlamento nega sempre l’autorizzazione a procedere. Dove non si e’ puniti se si ha piu’ di 60 anni. Ma non si e’ puniti nemmeno se si ha piu’ di 10 miliardi. O se si e’ ricchissimi evasori totali. E nemmeno se si e’ preti. O mafiosi. Questo non e’ lo Stato dell’ordine ma del disordine totale.
Dove per un omicidio si esce dopo 3 anni e dopo 15 omicidi si esce subito. Dove l’intera cupola della mafia del Gargano viene scarcerata perche’ un Magistrato non ha trovato il tempo di far tradurre le intercettazioni, non dall’etrusco o da una lingua aliena ma “dal pugliese”!
Dove il Governo avoca le inchieste dei PM. E fa morire i processi prima che nascano! E intanto censura l’informazione. E blocca le intercettazioni. E insulta la Magistratura. Con l’aiuto di destra e sinistra e centro uniti.
Ma che schifo di paese e’ mai questo?
E che schifo di persone sono quelle che lo sostengono?
Leghisti e berlusconiani, vergognatevi! L’Italia che ci state preparando e’ peggiore di tutte le Italie che potremmo immaginare!
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Don Aldo
Ci saro’ anch’io, l’8 luglio a piazza Navona.
Ci saro’ a titolo personale e a nome di quanti, pur volendo, saranno impossibilitati a venire.
Ci saro’ anche per coloro che, essendo dall’altra parte, riterranno la manifestazione strumentale e immotivata.
La Democrazia non e’ di una parte o dell’altra, e nemmeno di piu’ parti.
La Democrazia non e’ possesso di qualcuno.
La Democrazia e’ “Per”: per noi e per loro.
Per tutti!
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Democrazia malata
Paolo De Gregorio
Mai come in questo momento si e’ compreso il peso di possedere il monopolio televisivo privato e pubblico, che riesce a far passare per vittima del “giustizialismo” dei giudici colui che con inaudita impudenza usa il potere politico (ottenuto proprio con la complicita’ del sistema televisivo), per fare leggi che lo tolgono dagli impicci,ma condannano il sistema giudiziario al non funzionamento, senza strumenti investigativi e meno soldi. Fa bene Di Pietro ad andare in piazza e spero che sia un successo e una prima pietra per un forte movimento antagonista, ma la “madre di tutte le battaglie” resta la questione televisiva, che se non si risolve, da’ ai suoi possessori un vantaggio incolmabile che ha gia’ costruito il “pensiero unico” molto simile alla dittatura. Di Pietro e’ costretto a ricorrere alla piazza perche’ il Parlamento, Veltroni compreso, e’ compatto nel minimizzare e far passare l’operazione salva premier e la piazza e’ l’unico terreno per fare un po’ di informazione. L’obiettivo principale di questo movimento, da Di Pietro a Grillo, deve essere quello di fare una “pubblic company”, con tutti coloro che verseranno l’equivalente del canone RAI, che non va piu’ pagato, coloro che non sopportano piu’ di essere presi per i fondelli e di finanziare lo strapotere dei partiti, per acquistare una rete televisiva visibile su tutto il territorio nazionale, e gestirla come vero servizio pubblico. Far fallire la RAI, togliere questo potere ai partiti e autogestire una TV di peso nazionale sono obiettivi concreti, possibili, indispensabili se si vuole superare lo stallo del monopolio mediatico e dare voce ad un modo nuovo di far politica e informazione. Questi vogliono imbavagliare i giudici, fare il nucleare, i termovalorizzatori, aumentare il peso degli interventi militari, vogliono tagliare il numero degli insegnanti, delle forze di sicurezza, meno soldi alla giustizia, piu’ soldi al Vaticano, se ne fregano dell’ambiente e della salute dei cittadini e se non ci inventiamo qualcosa ci riusciranno benissimo.
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Tella
Sono d’accordo che Flores D’arcais solleciti Veltroni a partecipare e muoversi? cosa aspetta che la attuale morte del Pd, lo dimostra l’ultima assise di Roma, diventi l’ibernazione totale?
Purtorppo la sinistra che non puo’ sedere in Parlamento, anche per colpa sua e per le sue scelte sciagurate, si deve ricostruire. Un gruppo di partitini che debbono originare un movimento e uscire dal ripiegamento attuale, ritrovare la vera identita’, ma speriamo presto possa uscire pubblicamente con iniziative ed idee. Anche alleandosi sui temi comuni con IdV. Preferisco IdV piuttosto che il Pd. (nonostante fino a due anni fa, prima dell’unificazione ero anche iscritta ai Ds).
VAI FLORES D’ARCAIS DACCI LA SVEGLIA!!
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Questo e’ un pese dove si premia il clonismo, si premia il leccaculismo, si premia la pornografia, si premia l’indecenza, si premia il voto di scambio, si premia il nepotismo, si premia la criminalita’ e la mafia, si premia il vendersi e il tradire.
L’unica cosa che non si premia e’ il merito.
Ma un paese dove non si premia il merito ha come destino il terzo mondo.
V.
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Lotta al merito
Mariapia
…i nostri sogni…..le nostre idealita’….t’invio il sogno di un italiano.
Io ci conto, siamo l’unico mammifero che realizza i suoi sogni, anche in Italia, se pure a fatica, perche’ i meritevoli e onesti finiscono o corrotti o emarginati , ed e’ difficile resistere alla forza bruta della concorrenza sleale e bestiale che opera in Italia.
primariepd.org/primarie/blog-personali/il-merito-che-manca.html
Angelo Longoni
Il nostro e’ il paese piu’ avanzato al mondo in tema di lotta alla meritocrazia.
Lotta… Nessuno meglio di noi italiani sa cosa significhi distruggere la vita di persone meritevoli, capaci, preparate a favore di persone incapaci ma ben appoggiate.
Nessuno meglio di noi italiani sa come aprire le porte del mondo del lavoro saltando quegli inutili ostacoli che sono il merito e la preparazione.
Meta’ della nostra esistenza e’ dedicata al lavoro e alla costruzione della nostra vita sociale, meta’ della nostra esistenza puo’ dipendere dagli accordi sottobanco della politica, del malaffare e del favoritismo.
E va bene che il ruolo della famiglia in Italia e’ di primaria importanza e il “tengo famiglia” e’ la frase chiave per scardinare ogni cuore indurito, ma le famiglie in Italia sono un po’ troppo allargate.
I favori ai parenti, agli amici, ai figli degli amici, ai parenti dei famigliari…
I favori ai politici, agli amici dei politici, ai parenti degli amici dei politici…
Favori, favori… e il merito?
Tra un bravo chirurgo figlio di nessuno e un chirurgo medio figlio di un primario e’ sacrosanto privilegiare il secondo.
Senza parlare di tutti i parenti assunti nel mezzogiorno nell’amministrazione pubblica, o degli accordi tra politici per favorire chi e’ piu’ vicino al partito (che in fondo e’ un po’ come una famiglia).
E i bandi di concorso con i vincitori gia’ preventivamente decisi?
E le assunzioni ai ministeri?
E la RAI?
Poi c’e’ chi si lamenta della scarsa professionalita’ riscontrabile nel nostro paese.
Dobbiamo dircelo, la lotta alla meritocrazia e’ una caratteristica tipicamente mafiosa e chi la esercita e’ culturalmente un mafioso.
Chiunque preferisca una persona raccomandata a una persona meritevole appartiene a questa cultura e la alimenta.
Chiunque spezzi i sogni di un giovane che ha speso le sue forze migliori per essere meritevole compie un crimine culturale nei confronti di altri giovani.
Perche’ dovrei costruirmi una professionalita’ e una credibilita’ se poi passano i raccomandati?
Perche’ dovrei credere in un sistema che non e’ mai imparziale?
Perche’ dovrei entrare in un mondo del lavoro che non favorisce il merito?
Meglio cercarmi una bella raccomandazione.
Funziona cosi’ per i grandi appalti, per un provino in RAI, per un’assunzione al comune, per dirigere un ospedale.
Perche’ sprecare la mia vita in una formazione che non mi aprira’ mai le porte che mi puo’ aprire una bella raccomandazione?
Una cattiva cultura costituisce sempre un esempio. Un cattivo esempio.
Tutta l’italianita’ provinciale, burina, arrogante e familista si e’ sempre comportata in modo mafioso.
La cultura del posto sicuro, dell’arrampicata sociale e della raccomandazione si e’ sempre sposata con quella dell’appartenenza.
L’appartenenza premia, la capacita’ per niente.
Al di la’ del colore politico la prerogativa italiana della raccomandazione ha sempre stravinto.
Gli amici degli amici sono sempre i piu’ bravi.
I parenti dei miei parenti pure.
Non parliamo di quelli che vengono direttamente dalle imposizioni politiche.
Quelli sono i migliori.
Poi ci si lamenta se tutti i nostri giovani con una faccia decente e un corpo palestrato vogliono fare gli attori o le veline.
Per forza: nessuna capacita’ richiesta, nessuna professionalita’, solo una spintarella al momento giusto.
Tanto guadagno e poco sforzo.
Se applichiamo questa piccola equazione a tutto il paese ecco che il baratro ci appare in tutta la sua pericolosa assurdita’: ogni professione e’ caratterizzata dall’assenza di professionalita’.
Al contrario e’ invece fortemente caratterizzata dall’appartenenza.
Appartengo quindi esigo.
L’appartenenza, a una famiglia, ad un clan, a un partito e’ il principale indice di professionalita’.
Una sotto casta nella casta.
Una struttura verticale oligarchica fortemente anti meritocratica.
Non neghiamolo e’ cosi’.
Se il PD vuole essere veramente democratico deve smantellare questa sub cultura nazionale, deve essere in grado di estirpare in ogni ganglio la caratteristica familistica e mafiosa dell’appartenenza.
E’ un’impresa difficile visto che questo e’ un sistema secolare.
Ma che Italia nuova si puo’ consegnare ai nostri figli se non siamo in grado di garantire loro una valutazione giusta sul loro merito?
Io come padre come posso dire studia, preparati, sii capace se ci sara’ sempre qualcuno che, senza studio, preparazione e capacita’ occupera’ un posto che non merita?
Il PD deve essere il primo a dare il buon esempio.
Deve abbandonare ogni cattiva abitudine, deve allontanarsi da tutto cio’ che ha alimentato un’oligarchia priva di meriti.
Il segretario del PD, chiunque sia, deve dare vita a questa battaglia per estirpare, a cominciare dal proprio partito, questa vecchia cultura che, per altro, ci svilisce anche agli occhi della comunita’ internazionale.
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La resistenza scomparsa
Lettera a bellaciao
Sto facendo come docente gli esami di stato in Emilia in un istituto professionale e nelle due classi che sto esaminando (un trentina di alunni in totale) meta’ non e’ in grado di aprire bocca sulla seconda guerra mondiale ed un terzo ignora TOTALMENTE la resistenza. La ignora a tal punto che se uno chiede “e con resistenza cosa intendiamo?”… “hai mai sentito parlare della resistenza?”… il risultato e’ il SILENZIO. Non sono mie classi ma mi e’ stato riferito che per il 90% hanno votato a destra ed in alcuni casi usano simbologia fascista (pur non sapendo nulla di nulla sull’argomento). Dimenticavo, un ragazzo di origini magrebina e’ simpatizzante Lega. Questo e’ lo stato delle cose.
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Le sbruffonate di Confindustria
Signora Marcegaglia
Viviana
Basta con le sbruffonate! Basta col voler maggiorare i profitti tenendo salari e stipendi ai piu’ bassi livelli dell’unione Europa! Basta col risparmiare sulla prevenzione degli infortuni del lavoro con uno stillicidio di due morti al giorno! Basta coi patteggiamenti ignobili fatte sui morti!
E basta anche col dire che la produttivita’ delle imprese italiane va fatta facendo lavorare di piu’ di dipendenti! Basta con tutte le favole e le truffe che lei come Montezemolo vi pregiate di diffondere!
L’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, dei Paesi piu’ industrializzati del mondo) ci dice seccamente che in Italia si sono lavorate 30 ore in piu’ rispetto alla media dei paesi OCSE e il vantaggio e’ stato quello di avere stipendi piu’ bassi del 20% della media OCSE!!
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Perche’ non guardiamo i dati, signora Marcegaglia?
Il 40% della ricchezza nazionale e’ illegale.
Il lavoro nero e sommerso e’ al 27% del Pil.
L’evasione fiscale supera i 250 miliardi di euro.
Le aziende con un fatturato superiore a 50 milioni di euro che evadono il fisco sono il 98,40%.
L’esportazione illecita di capitali ammonta a 85-90 miliardi di euro.
I beni delle mafie: 1.000 miliardi di euro.
L’affiliazioni alle mafie comprende 1.800.000 persone.
Le percentuali delle estorsioni sono del 14,9%, Sicilia 12,9% e Lombardia 10,4%.
Siamo peggio che in Tangentopoli, la corruzione piega ogni settore e la sanita’ e’ terra di conquista.
In questo quadro sconsolante, ho la ragionevole certezza che nessuno potra’ fare realmente qualcosa per risollevare il nostro paese ed il benessere per la maggioranza della popolazione normale di questo paese.
Ci consoli comunque sapere che i furbi, i politici, i potenti, le corporazioni, gli imprenditori, i mafiosi, ecc se la caveranno egregiamente sottraendo risorse alla popolazione inerme e tenendole per se’ e per la propria “bella” vita fatta di agi e benessere.
Il sistema Italia, non vuole, non puo’, non riesce, non arriva a comprendere che un cambiamento forte ed immediato e’ necessario per ridare benessere e dignita’ d’esistenza alla maggioranza dei cittadini, oppure il paese collassera’ su se stesso, e la popolazione potrebbe anche risvegliarsi dal torpore in cui si trova e richiedere con tutta la forza di cui milioni di individui sono capaci, il rispetto delle proprie esistenze e del proprio diritto ad esistere in prosperita’ e decoro.
O si redistribuisce il reddito alzando sensibilmente i salari, si adeguano annualmente gli stipendi all’inflazione reale, si pone un limite ai prezzi dei beni fondamentali a determinare una esistenza dignitosa, oppure per la maggioranza degli italiani e dei loro figli in questo paese non ci sara’ futuro!
www.ariannaeditrice.it/vetrina.php?id=8075
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Rododendro
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La penuria di uranio condanna il nucleare
Internazionale
Dal 1991 le 450 centrali nucleari sparse nel mondo consumano piu’ combustibile (uranio 235) di quanto ne venga estratto. Nel 2003 solo il 50% del fabbisogno di uranio e’ stato soddisfatto con le risorse minerarie, il resto e’ arrivato dalle scorte militari. Gli ultimi giacimenti scoperti non ne contengono abbastanza da rendere economicamente conveniente l’estrazione. Come se non bastasse, l’uranio naturale contiene solo una piccola parte di uranio 235, lo 0,7% e per estrarlo, in Francia usano l’energia delle stesse centrali nucleari, negli Stati Uniti ci affiancano addirittura una centrale a carbone.
Impensabile estrarre uranio dal mare, che ne contiene 3 milligrammi per metro cubo: la centrale di Leibstadt, in Svizzera, ad esempio, dovrebbe filtrare qualcosa come 53 miliardi di metri cubi di acqua all’anno. E la Svizzera non da’ neanche sul mare!!!
Infine il prezzo dell’uranio non e’ mai stato cosi’ alto: e’ passato da 7 dollari alla libbra (453 grammi) a 75 nel 2007. Il prezzo piu’ alto mai registrato in passato era di 43 dollari.
“In un contesto in cui l’approvvigionamento di combustibile crea tensioni e’ assurdo voler costruire nuove centrali. Investiamo sulle rinnovabili. Oggi solo i politici non hanno ancora capito che il nucleare non ha futuro”.
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RIDIAMARO : -)
Il sondaggio di un quotidiano chiedeva: “Quale musica vorresti al tuo funerale?”
Hedo hard
Quale musica vorresti per il SUO funerale?
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Lele71
Le 11 domande che vorrei fare a B
1) Presidente B, la sicurezza dei cittadini e’ importante..Perche’ i soldati si’ e i processi no?
2) Presidente, perche’ lei si definisce innocente di fronte a reati caduti in prescrizione?
3) Cavaliere, e’ giusto definire la giustizia italiana,”una metastasi della societa’”..26 magistrati uccisi non le bastano?
4) B, e’ vero che Lei ha definito il giro delle vallette e attrici da “sistemare”, come facenti parte dell’operazione liberta’?
5) Presidente B, e’ vero che ha promesso a Veltroni,la prossima presidenza del consiglio a patto che il Pd si liberasse della sinistra e che a Lei fosse garantita la presidenza della repubblica?
6) Presidente B, Renatino De Pedis (capo della banda della Magliana) e’ sepolto in una Basilica di Roma. Lei fra il Duomo di Milano e P.zza San Pietro, dove preferira’ riposare in eterno?
7) Presidente B, e’ vero che il caso Mastella e’ stato organizzato ad hoc dai suoi “seguaci” per far cadere il governo, promettendo pero’ all’ ex ministro la garanzia di non esser in alcun modo indagato?
Presidente B, in Italia l’evasione fiscale ammonta a 250 miliardi di euro…ha consigliato Mills ai suoi amici?
9) Presidente B, perche’ ai suoi pari eta’ i malori sono causa di ritiro dalle loro attivita’, mentre lei nonostante tutto continua. Esiste il doping nella politica?
10) Presidente B, secondo lei, le intercettazioni non devono esser fatte.. perche’ violano la privacy (ihhii scusi se rido..). Questo vale anche per le talpe presenti nelle istituzioni (vedi ad esempio il caso Falcone e Borsellino, Chinnici..ecc ecc)?
11) infine, e’ vero che per lei, la realizzazione del ponte sullo stretto e’ l’unificare in un’unica casa o per meglio dire cosa, la mafia,la n’drangheta e la camorra?
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Mark Kaps
Certo… e’ colpa dei giudici che sono ladri e vogliono incastrare le vergini politiche.L ‘Italia non riesce ad alzarsi per colpa dei giudici, questi bricconi!
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Gero Nimo
«I problemi dell’ Italia non sono colpa del governo Berlusconi, ma dei governi precedenti e di quelli successivi!»
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Ricordando Simone Weil
Viviana Vivarelli
www.hawiyya.org/wordpress/2007/10/31/simone-weil-appunti-sulla-soppressione-dei-partiti-politici
I partiti politici: sopprimiamoli!
“I partiti sono organismi costituiti pubblicamente, ufficialmente in modo da uccidere nelle anime il senso della verita’ e della giustizia”.
Il termine partito si usa nel senso europeo di gioco sportivo, il che dice la sua origine aristocratica, ma possiamo dire che oggi questo senso non e’ cambiato di molto.
La Francia del 1789 lo considerava era un male da evitare. Non c’erano partiti, ma ci fu il club dei Giacobini, luogo di libere discussioni che sotto la pressione della guerra e della ghigliottina divenne un partito totalitario.
Come disse Tomski: “Un partito al potere e tutti gli altri in prigione” (in fondo e’ il concetto di Mugabe, e sarebbe quello di B se si sentisse abbastanza forte per portare a termine cio’ che la sua immaginazione gli comanda e se la sua piccola corte non lo frenasse).
“In Europa il totalitarismo e’ il peccato originale di tutti i partiti”. (O e’ il peccato originale del Potere ipso facto?).
(I partiti sopravvivono, svuotati, delegittimati, insultati, tenuti come una necessita’ inderogabile da un Potere che tutto ha fuorche’ connotazioni demcoratiche. Si dice che non si puo’ fare politica che non attraverso i partiti. Molti pensano che si farebbe finalmente democrazia senza di loro. Il fatto che esistano non e’ assolutamente un buon motivo per conservarli. Si puo’ conservare una cosa solamente se e’ buona. Ma i partiti hanno cessato da tempo di essere buoni, o forse non lo sono stati mai. Il loro carattere e’ un misto di arroganza, totalitarismo e vendita di illusioni. Che siano un male salta agli occhi. E’ un’evidenza che non puo’ essere negata. La parola “casta” li definisce. Ma dire casta significa dire sopruso, antidemocrazia e vergogna! Soprattutto in Italia dove il Parlamento non delega ormai piu’ nulla, i Governi tradiscono i loro programmi, i delegati svendono i loro elettori e le elezioni sono ormai una farsa dove un cittadino finge di scegliere cio’ che una dozzina di capipartito ha scelto prima di lui e dove, soprattutto, l’opposizione ha rinnegato la propria funzione di opposizione.
“Il bene soltanto e’ un motivo legittimo di conservazione di qualcosa. Il male dei partiti politici e’ innegabile”.
Si chiede la Weil se nei partiti esista ancora una frazione infinitesima di bene.
O se siano ormai male allo Stato puro.
“Un albero marcio non puo’ portare buoni frutti”.
“Se il criterio su cui giudicarli e’ il Bene, questo non puo’ essere, in primo luogo, che la verita’ e la giustizia, e, in secondo luogo, l’utilita’ pubblica”.
(B appoggia la sua arroganza sulla maggioranza dei voti ricevuti. Ma la maggioranza non e’ diritto. Puo’ essere un potere, un alibi, ma non qualifica di per se’ il diritto. Era diritto la folla oceanica che plaudiva le follie di Hitler?)
Che il totalitarismo poggi su uno o molti, non fa la differenza, dice la Weil “Se, invece di Hitler, la Repubblica di Weimar avesse deciso attraverso le vie piu’ rigorosamente legali e parlamentari di mettere gli Ebrei in campi di concentramento e di torturarli con raffinatezza fino alla morte, non avrebbe avuto un atomo di legittimita’ piu’ di Hitler.”
“Solo cio’ che e’ giusto e’ legittimo. Il delitto e la menzogna non lo sono mai”.
(Possono essere legittimi il razzismo, la xenofobia, lo sfruttamento del lavoro, la guerra aggressiva, le eccessive sperequazioni sociali, la difesa dell’evasione fiscale, le violenze sulla Costituzione? Possono essere legittime solo se sono avanzate d auna maggioranza di Governo? Puo’ essere legittima una legge che mette in salvo 4 cariche dello Stato per difenderne una, calpestando l’uguaglianza di tutti davanti alla legge? O il blocco per un anno di 100.000 processi per crimini gravi per salvarne uno?
Queste cose possono essere legali, cioe’ comandate dalla legge, ma non per questo possono essere legittime. E’ invece legittimo opporsi a un tiranno, respingere leggi inique e non applicare comandi disumani.
I pescatori siciliani che raccolsero i migranti in procinto di affogare rifiutandosi di applicare l’ordine di un pazzo che comandava loro di lasciarli affogare, hanno seguito la voce delle proprie coscienze che era infinitamente piu’ alta del comando di un legislatore scellerato.
I tedeschi che consegnarono ai lager gli ebrei, loro vicini di casa, denunciandoli, obbedirono alla legge ma si condannarono all’ignominia eterna.
E’ per questa legge morale interna che i prefetti si rifiutano oggi di applicare il comando di Maroni e di prendere le impronte dei piccoli nomadi tra i 6 e i 18 anni quando non ci sono prove di reato. Perche’ si dovrebbe agire “sulla presunzione” di un reato possibile? Perche’ non prendere le impronte, allora, a tutti i bambini di Scansia, di Secondigliano, di Pozzuoli, “nella presunzione” che in futuro potrebbero essere portati a commettere un reato? Perche’ non prendere le impronte a tutti i figli di leghisti “nella presunzione” che in futuro la disumanita’ dei loro padri li potrebbe spingere ad aggredire un migrante, uno zingaro, un nero, un islamico?).
Rousseau era un romantico e non condivideva tutti gli assiomi illuministi. Non credeva, ad es., che se una nazione intera avesse portato avanti un’idea ingiusta, questa sarebbe stata piu’ vera dell’ingiustizia pensata da un solo tiranno. Gli illuministi ponevano la ragione su un altare e la divinizzavano, ma nella societa’ reale la ragione e’ spesso l’ultima cosa ben distribuita. “Di fronte ai crimini portati avanti storicamente dalle masse oggi non e’ piu’ consentito credere che il consenso generale si identifichi con cio’ che e’ giusto.”
Rousseau pensava che in un popolo piu’ valutazioni si sarebbero contemperate con un risultato che si sarebbe avvicinato di piu’ alla giustizia.
“Il vero spirito del 1789 consiste nel pensare che una cosa e’ giusta perche’ il popolo la vuole e che la volonta’ di un popolo ha maggiori probabilita’ di essere conforme alla giustizia della volonta’ di un tiranno.
Ma si richiedono certe condizioni.
Intanto che il popolo non sia eccitato nelle sue passioni.”
La passione collettiva fa cadere ogni razionalita’, e’ un impulso al delitto e alla menzogna infinitamente piu’ potente di qualsiasi passione individuale. Nella massa gli impulsi cattivi si potenziano. Se una sola passione collettiva afferra tutto un paese (come oggi la xenofobia e il razzismo), il paese intero e’ unanime nel delitto. Le passioni divergenti non si neutralizzano. La lotta le esaspera.
“Occorre poi che il popolo possa esprimere il suo volere rispetto ai problemi della vita pubblica e non fare soltanto una scelta di persone. Ancora meno una scelta da irresponsabili”. (Dunque occorre la conoscenza, la corretta informazione, la possibilita’ di pubblici dibattiti, il confronto di idee. Non certo la censura o l’informazione omologata).
Si capisce bene che a questo punto non c’e’ mai stato nulla che sia stata una democrazia.
Come si fa a dare ai cittadini di un paese il modo per esprimersi sui grandi problemi della vita pubblica? Come si fa a farli ragionare con informazioni corrette e a freddo, senza che qualche retore interessato li scateni o li disinformi?
Queste due condizioni non si danno, dunque la democrazia non esiste.
Come definiamo un partito?
-una macchina per fabbricare passioni collettive?
-un’organizzazione che influenza pesantemente le menti dei cittadini?
-un’associazione che tende a dare piu’ potere a un gruppo o a un indìviduo?
Queste tre caratteristiche basterebbe a definire male ogni partito.
Il partito e’ un mezzo per conseguire un qualche utile o scopo?
Solo il Bene e’ un fine. (Ma la maggior parte della gente individua il Bene in un interesse. E lo stesso fanno i partiti. Dovrebbero perseguire il Bene Pubblico, perseguono interessi privati. Sono macchine con cui gruppi di persone cercano di ottenere qualcosa a cui tengono per motivi molto poco universali. B arriva a dire che le leggi canaglia che fa per se’ servono “alla collettivita’”. Questa e’ una bestemmia ed e’ anche una cosa ridicola a cui nemmeno i suoi cloni riescono a credere. E’ negata in modo lapalissiano dall’evidenza. B rifiuta con sdegno che le sue leggi fatte per salvare se stesso non siano personali quando non c’e’ la piu’ piccola motivazione contraria. Ma poiche’ lui lo dice, gli altri dovrebbero credergli. Il fatto gravissimo e’ che i suoi cloni si compiacciono di dire che ci credono. Oppure svelano la truffa ma considerano la cosa furbissima e ammirevole).
“I partiti dicono di essere diversi tra loro perche’ hanno ideologie diverse, ma ‘nei fatti’ nessun osservatore riesce a capire in cosa queste ideologie siano diverse o in cosa consistano”. Meno che mai sanno individuarle i seguaci che si attaccano spesso su prove pretestuali, anche quando le reali operazioni di governo mostrano comportamenti e spartizioni analoghi agli schieramenti opposti.
“Un uomo non ha che molto raramente una dottrina. Una collettivita’ non ne ha mai. “
(La dottrina di un partito politico e’ una cosa vaga e irreale. I seguaci negheranno questo con sdegno, anche se conoscono meglio l’ideologia presunta avversa da attaccare che la loro. Eppure quella loro dottrina, se mai ci fosse, sarebbe immediatamente messa da parte qualora gli interessi del momento lo richiedano. E i seguaci troverebbe ancora dei buoni motivi per essere fedeli e ripeterebbero che la dottrina e’ la cosa piu’ importante, anche se i fatti provano esattamente il contrario.)
Del resto formulare una concezione del bene pubblico non e’ affatto facile.
“Piu’ facile e’ che il partito diventi fine a se stesso. Che lo diventi cioe’ il suo potere. E questa e’ idolatria. Non e’ democrazia.”
Il partito esiste se ha una fetta consistente di potere. Questo lo qualifica. Quando non ha questo potere, scompare. Non c’e’ alcuna dottrina che lo faccia restare in vita. Dunque “la sua sostanza e’ il suo potere”. Nient’altro. A maggior ragione esso sara’ antidemocratico. Anzi per difendere il suo potere aggredira’ in ogni modo la democrazia, pur vantandone gli apparati formali.
Se un partito ottiene in qualunque modo un sostanziale potere, cio’ gli basta ed avanza. Ai suoi adepti non interessa molto che ci sia o no una ideologia. Si identificano col potere del capo come se fosse il loro. Vivono per sostituzione di persona. Integrano le deficienze di tutta una vita col miraggio di cio’ che il capo e’ o fa o puo’. Lo mitizzano. Il suo potere li fa sentire pieni di potenza nei confronti dei loro avversari. E questo loro basta. Anche quando le condizioni tolgono loro la soddisfazione dei loro bisogni o la realizzazione dei loro interessi, il loro senso di appartenenza e la proiezione della loro identita’ li riempie di soddisfazione e non permette loro di vedere quanto i loro diritti siano negati. Il partito permette loro di vivere per immaginazione e per mistificazione).
“La tendenza essenziale dei partiti e’ totalitaria non soltanto rispetto a una nazione, ma rispetto al mondo. Proprio perche’ la concezione del bene pubblico, caratteristica dei vari partiti, e’ una finzione, una cosa vuota e senza realta’, mentre la vera realta’ e’ la loro ricerca della potenza totale. Ogni realta’ implica di per se’ un limite. Ma il potere di per se’ aspira ad essere senza limite. C’e’ dunque alla base di ogni partito una menzogna, su cio’ che e’ e su cio’ che vuole. Il totalitarismo si collega sempre alla menzogna”.
Il partito e’ per essenza una associazione di potere basata sulla menzogna.
Il desiderio dell’adepto non e’ che il suo partito diventi piu’ giusto a costo di perdere potere, ma che diventi piu’ numeroso, piu’ ricco e piu’ forte a costo di perdere ideologia. In fondo, nel suo piccolo, anche ogni adepto non desidera che il potere e la fedelta’ al partitio e’ un atto di automistificazione. Unico impulso e’ la tendenza al potere, direttamente o per interposta persona.
“Lo sviluppo materiale del partito e’ l’unico criterio rispetto a cui si definiscono in tutte le cose il bene e il male. Come il partito fosse un animale da ingrassare, e l’universo fosse stato creato per ingrassarlo. L’ingrassamento del partito e’ il suo bene. Ma non si puo’ servire Dio e Mammona. Qualora si abbia un criterio del bene diverso dal bene, si perde la nozione del bene”.
“Dal fatto che lo sviluppo del partito costituisce l’unico fine, deriva inevitabilmente una pressione collettiva del partito sul pensiero degli uomini. Questa pressione si esercita di fatto. Si rivela pubblicamente. E’ confessata, proclamata. Tutto questo ci farebbe orrore se l’abitudine non ci avesse straordinariamente accecati.
I partiti sono organismi costituiti pubblicamente, ufficialmente in modo da uccidere nelle anime il senso della verita’ e della giustizia.
La pressione collettiva viene esercitata sul grande pubblico attraverso la propaganda”.
Lo scopo confessato dalla propaganda e’ di persuadere, non di comunicare maggior luce. Hitler aveva compreso benissimo che “la propaganda e’ sempre un tentativo di asservire gli spiriti”. Tutti i partiti fanno propaganda. Quello che non ne facesse sparirebbe per il fatto che gli altri ne fanno. Nessuno ha tanto coraggio nella menzogna al punto da affermare che si interessa dell’educazione del pubblico, che lavora per formare il giudizio del popolo.
“I partiti parlano, e’ vero, di educazione rispetto a coloro che sono venuti ad essi, simpatizzanti, giovani, nuovi iscritti. Questa parola e’ una menzogna. Si tratta di una preparazione per portare a compimento il dominio ben piu’ rigoroso esercitato dal partito sul pensiero dei suoi membri”.
Appena si entra in un partito, si rinuncia a cercare unicamente il bene comune e la giustizia. Se qualcuno dicesse che vuol perseguire il bene in astratto e non quello del suo partito, sarebbe da espellere. Ma se una verita’ e’ relativa, se una verita’ e’ di partito, cessa di essere la verita’. E un uomo di partito non puo’ nemmeno elaborare una sua verita’ o non sarebbe degno di stare in quel partito.
(Ma, se non si entra in un partito come si puo’ fare qualcosa per la vita pubblica?
Dobbiamo arrivare a una forma di partecipazione pubblica che sopprima i partiti o si svolga malgrado questi. Non c’e’ altro modo per un uomo di essere fedele a se stesso. Una liberta’ interiore e una evoluzione possono svilupparsi solo al di fuori di cio’ che ogni partito impone. Solo cosi’ si puo’ garantire a se stessi che non ci sara’ discrasia tra le idee che si predicano e il proprio comportamento. Questa e’ la stigmate dell’uomo vero che non puo’ essere il servo di un partito o dell’uomo in cui esso si incarna).
Un uomo ha 3 modi di mentire: verso il partito, verso il pubblico e verso se stesso. La prima e’ di gran lunga la meno cattiva. Se pero’ l’appartenenza a un partito costringe sempre alla menzogna, siamo nel male supremo. Nel caso in cui uno si limita a ripetere le tesi del suo superiore politico, o in cui uno contrabbanda il proprio pensiero come fosse del tal partito in quanto si conforma a quello che crede che esso sia.
“Qual’e’ la verita? Non vi e’ che una risposta. La verita’ sono i pensieri che sorgono nello spirito di una creatura pensante desiderosa totalmente, esclusivamente della verita’.”
Se dici di volere la verita’ ma ti interessa soprattutto l’appartenenza o il conformismo non sei nella ricerca giusta e non puoi trovare nulla di giusto.
“E’ impossibile esaminare i problemi spaventosamente complessi della vita pubblica badando contemporaneamente da una parte a discernere la verita’, la giustizia, il bene pubblico, dall’altra a conservare l’atteggiamento che conviene al membro di un raggruppamento. La facolta’ umana dell’attenzione non e’ capace di due prestazioni simultanee. Di fatto, chiunque sceglie all’una, abbandona l’altra”.
Se un uomo dovesse fare dei calcoli numerici e venisse frustato ogni volta che esce un numero pari, farebbe di tutto per non farlo uscire. Un partito e’ come questa frusta, puo’ farti sbagliare ogni calcolo, anche contro la tua intenzione.
I partiti sono un formidabile meccanismo, in virtu’ del quale, in un’intera nazione, non vi e’ un solo spirito che presti tutta la sua attenzione a discernere il bene, la giustizia, la verita’.
Se si affidasse al diavolo l’organizzazione della vita pubblica, non si potrebbe immaginare nulla di piu’ ingegnoso.
Se la realta’ e’ un po’ meno oscura, e’ perche’ i partiti non hanno ancora divorato tutto.
Analogo meccanismo di oppressione spirituale e mentale nella Chiesa.
Essa presenta ai suoi fedeli dogmi che devono essere obbediti e non possono essere discussi. Se il fedele li rifiuta cade nell’ostracismo. Spesso il fedele non li conosce o non li capisce. Cio’ nonostante gli si richiede una adesione totale, che limita la sua volonta’ e abbrutisce la sua intelligenza. La Chiesa non vuole che egli sia un uomo, ma che si sottometta. E’ una struttura di potere. Devi credere questo perche’ devi credere nell’autorita’ della Chiesa. Basterebbe cio’ a negare la liberta’ spirituale dell’uomo.
Non ti si chiede di cercare la verita’, come sarebbe compito della luce della ragione, ma di adeguarti a un insegnamento prestabilito, dunque si soffoca ogni spirito di verita’ prima che nasca. Il misticismo e’ l’unica via di fuga possibile. (Per questo la Chiesa odia tanto i mistici e li disconosce. Nulla la Chiesa puo’ odiare di piu’ di colui che ha un contatto diretto con lo Spirito, perche’ nega la sua mediazione. Dalla Chiesa una democrazia non avrebbe mai potuto nascere e di fatto non e’ mai nata).
La storia ci ha portato a una democrazia formale fondata sul gioco dei partiti, di cui ciascuno e’ una piccola chiesa armata di scomunica.
L’influenza dei partiti ha contaminato tutta la vita mentale della nostra epoca. Ha costretto la mente umana alla sottomissione acritica, dunque alla morte dell’evoluzione e della ragione.
Di fatto, chi entra in un partito assume un atteggiamento docile e suddito: “Come monarchico, come socialista, penso che …”. E’ cosi’ comodo! Significa non pensare e non vi e’ nulla di piu’ comodo che non pensare.
La soppressione dei partiti sarebbe un bene quasi assoluto.
I candidati non direbbero agli elettori: “Il partito pensa che…”, ma: “Io penso questo o quello”. Sarebbe un’assunzione di responsabilita’. La caduta delle menzogne.
C’e’ un solo modo per sfuggire alla trappola dei partiti: la democrazia partecipata piu’ diretta possibile dove ognuno abbia il coraggio di un’assunzione personale e diretta di responsabilita’ come nei frequenti sondaggi svizzeri. Io cosa farei qui. Non io come membro di un partito, o di una Chiesa o di una setta o corporazione, ma io come testa pensante, come persona. Solo quando le menti singole avranno preso il posto dei raggruppamenti omologati potremo avere qualche speranza di progresso politico.
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Simone Weil, filosofa ebrea poi convertita al cristianesimo, morta in sanatorio a soli 34 anni
Molti nazisti del suo tempo l’avrebbero considerata, in quanto ebrea, uno scarto umano, cosi’ come oggi alcuni dementi disgustosi intendono considerare rom o sinti o extracomunitari o neri o islamici
La follia umana e la perversione non hanno mai fine. Ma ci sono tempi dove i governi sostengono i peggiori e diffondo le loro idee nere come la gramigna che uccide le erbe del campo
Questa giovanissima filosofa scriveva:
“Mai come in questo momento l’individuo e’ stato così completamente abbandonato ad una collettivita’ cieca, mai gli uomini sono stati piu’ incapaci non solo di sottomettere le loro azioni ai propri pensieri, ma persino di pensare.
L’uomo ha perso la sua umanita’. E’ in uno stato doloroso di caduta perche’ viviamo in mondo dove nulla e’ a misura dell’uomo, dove vi e’ una sproporzione mostruosa tra il corpo dell’uomo, il suo spirito e le cose che costituiscono attualmente gli elementi della vita umanitaria, dove, in una parola, tutto e’ squilibrio.
All’interno di una simile societa’, l’uomo sperimenta l’impotenza e l’angoscia.
La storia cade quando diventa asservimento degli uomini.
Oggi la societa’ e’ diventata una macchina per comprimere il cuore e per fabbricare l’incoscienza, la stupidita’, la corruzione, la disonesta’ e soprattutto la vertigine del caos. Nella storia umana due sono state e sono le principali forme di oppressione:
-la schiavitu’ esercitata in nome della forza
-e l’asservimento in nome della ricchezza“
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Crisi finanziaria
Umberto X
La crisi finanziaria e’ cosi grave a livello planetario che le banche non solo non erogano piu’ facilmente crediti ma non si imprestano neanche piu’ soldi tra di loro…non si fidano neanche dei loro simili…forse perche’ si conoscono molto bene e sanno con chi hanno a che fare…ma a noi ci chiedono di fidarci e di continuare a depositare i nostri risparmi e ancora di piu’ a non prelevarli…senno sarebbe la catastrofe per loro.
Hanno definito dei cattivi attori le banche perche’ hanno fatto ricorso ai subprime per arricchirsi con tassi di interesse altissimi e hanno girato poi i rischi legati al capitale prestato a nuovi sottoscrittori di titoli emessi e coperti in gran parte dal debito contratto da chi era i beneficiario del prestito a rischio. Certo non e’ etico. Ma che dire con quegli Stati (tutti) che emettono dei buoni del tesoro e pagano i titoli in scadenza con nuove sottoscrizioni…Il meccanismo non e’ molto etico neanche qui
E’ di ieri la frase di Draghi “la crisi mette a rischio la tranquillita’ dei risparmi”.
Le banche non prestano piu’ facilmente il denaro necessario alle aziende…le aziende entrano in crisi, si licenzia, i cittadini sono spaventati per il loro futuro e vedono ridimensionarsi giorno dopo giorno il loro tenore di vita e non spendono piu’ di conseguenza, le aziende vedono i loro fatturati diminuire e licenziano ancora di piu’ e il mercato si avvita su se stesso senza fine
Non gira piu’ il collante sociale rappresentato dai soldi e la societa’ intera rischia di sfaldarsi e di implodere su se stessa.
Sono finite le ideologie e quasi tutti i regimi, sta per crollare l’ultimo modello vincente, il liberismo.
Cosa nascera’ da tutto questo crollo imminente e ben piu’ grave del 29 aggravato dall’esaurirsi del petrolio a basso costo.
Una economia di guerra? Dove l’unico modo per vedere il mondo consistera’ nell’arruolarsi negli eserciti che avranno il compito di predare le risorse naturali ovunque nel mondo e nel reperire il cibo necessario a sfamarli?
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La via del divenire umani
Mariapia
In questo disgraziato paese si puo’ parlare all’interno dei partiti, si puo’ invece dire di essere inascoltati da questi che sono sordi ai profondi desideri dei (pochi) esseri umani viventi in questo paese.
Caro Sciascia, caro Pasolini, caro Berlinguer, ringrazio il cielo per la vostra morte che vi risparmia un dolore piu’ grande di quello che gia’ portavate.
I partiti sono sordi poiche’ sono piu’ delle aziende parassitarie che dei luoghi di evoluzione umana e civile. Dal momento che l’idealita’ umana attraversa un abbassamento in tutti gli strati della piramide umana – e non nascondiamocelo facendo i buonisti – i partiti hanno pensato di “evolversi “in azienda “insieme di persone e di beni organizzato per raggiungere un fine economico attraverso lo svolgimento di attivita’ di vario genere, agricola, commerciale, industriale, statale” (e finanziaria, perche’ no?).
Qualche onorevole differenza si nota, ma poche.
Eppure noi cittadini italiani scriviamo parecchio, ci troviamo anche in tanti a manifestare al di fuori delle organizzazioni di partito, e questo ci dice che qualcosa si puo’ fare, poi questo fare, a seconda dell’adultita’ dei cittadini italiani, puo’ maturare in quelle cose che si chiamano civilta’, quella caratteristica in parte gia’ scritta nel cervello umano. Ma quelli che si oppongono, che parlano, che operano sono pochi, ancora pochi.
Ci sono cose scritte nel cervello della maggioranza degli uomini uomini che invitano ad andare con lo spirito, con la ragione, con il sentimento, con le mille passioni umane, con il corpo, con la voglia fare la’ dove l’uomo non e’ mai stato, dove alcuni si sono incammminati per tracciare una via.
La via del divenire umani.
Penso da tempo che noi italiani siamo un gruppo di esseri geneticamente modificati in senso negativo e stiamo uscendo dalla specie umana per dare inizio alla specie dei sub-umani. Noi italiani siamo su di una strada sbagliata? No, per dare inizio ad una nuova specie ci siamo presi il capo della compagnia della “notte di Valpurga”, la notte in cui tutte le leggi dell’universo sono sospese, e pronti ad azzannarci l’un l’altro. La foresta primitiva e’ la nostra legge.
Siamo tutti colpevoli, qualcuno naturalmente e’ piu’ colpevole per il livello in cui si trova nella piramide sociale.
Molti sono colpevoli ma con molte attenuanti, in quanto ci troviamo davanti ad un fenomeno nuovo, mai vissuto da una popolazione “civile”.
Non e’ mai accaduto che un paese in tempi di pace, con delle problematiche normali e risolvibili, si trovasse a svoltare verso un nuovo genere di fascismo tramite libere elezioni. Siamo geneticamente modificati, certamente.
I piu’colpevoli sono quegli “eletti?” dai cittadini e chiamati a fare opposizione, che rimandano ogni giorno l’impegno preso con gli elettori. Quanti morti, quanti misfatti, quante ruberie devono nascondere questi esseri che poco somigliano a uomini?
Prima delle ultime elezioni pensavo che comunque fossero andate le cose, si sarebbe fatta chiarezza su questo vomitevole modo di governare, e invece ho dovuto constatare che, pur quei pochi che gia’ vedevano il troppo,che vedevano l’impensabile, loro che gia’ vedevano, vedevano ancora poco e non potevano immaginare l’incredibile, che e’ il fatto che questo paese sia entrato in un fascismo di nuova specie condiviso dalla maggioranza dei suoi cittadini.
Resto sempre fedele alla conoscenza che la storia su questo pianeta ha una unica via di sviluppo: convivenza ed equilibrio
Senza quei presupposti non c’e’ vita per nessuno e alla lunga o si riporta l’equilibrio o il sistema implode per ripartire da zero.
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http://www.masadaweb.org
saltando sulla sedia nel leggere le cose riportate da Viviana..
, nella
mia abissale ignoranza sono andata a cercare qualcosa su Simone Weil..
ma ora mi domando come si fa ad attualizzare all’anno 2008 la riflessione di
una filosofa tedesca di origine ebrea morta a 34 anni nel pieno della
seconda guerra mondiale?..
Non perché le cose scritte in preciso momento storico non abbiano valore nel
presente, ci mancherebbe, ma mi pare che riportare solo le considerazioni
pessimistiche della Weil sui partiti sia non fare onore alla verità
complessiva della sua vita molto intensa in difesa dei più deboli e delle
sue riflessioni complessive, che sono poi terminate con la sua conversione -
condivisibile da chi sente di poterla condividere – al cristianesimo
http://www.filosofico.net/weil.htm
Vi ringrazio, ho imparato una cosa in più
Un saluto
Paola
Commento di MasadaAdmin — Luglio 5, 2008 @ 4:51 pm |