Nuovo Masada

giugno 30, 2008

MASADA n. 736. 30-6-2008. Il crepuscolo del diritto

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 10:08 am

Lo spegnersi della coscienza civile – Appello per l’8 luglio – La devastazione finanziaria – Dollaro addio -Il Dolo Berlusconi, un’autorizzazione a delinquere, di Travaglio – Storia di una pattumiera d’oro – Mugabe si e’ autorieletto – Berlusconi e la democrazia, di Di Pietro – Non saremo piu’ sicuri dopo aver umiliato i bambini rom – Gay pride a Bologna – La mantide berluscosa, di Travaglio

Antonio di Pietro
Mi riferisco soprattutto allo spegnersi della coscienza civica, della morale, dell’etica. All’esempio devastante che Berlusconi ha offerto alla nazione e alle giovani generazioni in quasi venti anni, un esempio aggravato dalla sua impunita’. Una situazione simile a quella dei ragazzi nei paesi del Sud che ammirano il camorrista o il mafioso locale.”

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Francesco

Nell’ultimo anno della sua vita (nel 1975) Pasolini condusse, dalle colonne del “Corriere della Sera” e del “Mondo”, un’appassionata requisitoria contro l’Italia del suo tempo, “distrutta esattamente come l’Italia del 1945″, che assomiglia in modo raccapricciante all’odierna societa’ italiana.
“I politici dovrebbero essere accusati di una quantita’ sterminata di reati, che io enuncio solo moralmente; indegnita’, disprezzo per i cittadini, manipolazione del denaro pubblico, intrallazzo con i petrolieri, con i banchieri, connivenza con la mafia, alto tradimento in favore di una nazione straniera, collaborazione con la Cia, uso illecito di enti come il Sid, responsabilita’ nelle stragi di Milano, Brescia e Bologna, distruzione paesaggistica e urbanistica dell’Italia, responsabilita’ della degradazione antropologica degli italiani, responsabilita’ della condizione paurosa, delle scuole, degli ospedali e di ogni opera pubblica primaria…”
Cosa scriverebbe oggi Pasolini contro lo scandalo dell’immondizia ? E di quella ben piu’ fetida e nauseabonda della classe politica piu’ inetta e criminale d’Europa.

www.pressante.com/index.
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La cosa peggiore della vita e’ rinnegarsi
Rino
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Segnalato da Laura Giacobbe

Credo che il fenomeno Berlusconi necessariamente rimandi in primo luogo a cosa sia oggi il capitalismo italiano, il suo modello produttivo territoriale e la composizione sociale conseguente, e poi a quella comunicazione elementare che si e’ instaurata sui territori, in cui l’unica ideologia e’ quella delle piccole e fredde passioni del benessere e del successo economico.
Per opporsi a un sistema del genere bisogna nutrire e pensare altre passioni, altri modelli da proporre. Gli unici soggetti che oggi lavorano nel tentativo di sospingere passioni opposte al berlusconismo, nella citta’ infinita, sono persone semplici e non partiti politici, e neppure intellettuali che scrivono libri. Sono coloro i quali vivono nel quotidiano, e qui lavorano per tessere forme di relazione ‘altre’ rispetto alle fredde passioni del benessere economico
“.

(Aldo Bonomi – il rancore alle radici del malessere del nord)
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Appello per l’8 di luglio

Care concittadine e cari concittadini, il governo Berlusconi sta facendo approvare una raffica di leggi-canaglia con cui distruggere il giornalismo, il diritto di cronaca e l’architrave della convivenza civile, la legge uguale per tutti.
Questo attacco senza precedenti ai principi della Costituzione impone a ogni democratico il dovere di scendere in piazza subito, prima che il vulnus alle istituzioni repubblicane diventi irreversibile. Poiche’ il maggior partito di opposizione ancora non ha ottemperato al mandato degli elettori, tocca a noi cittadini auto-organizzarci.
Contro le leggi-canaglia, in difesa del libero giornalismo e della legge eguale per tutti,
ci diamo appuntamento a Roma l’8 luglio in piazza del Pantheon alle 18, per testimoniare con la nostra opposizione – morale, prima ancora che politica – la nostra fedelta’ alla Costituzione repubblicana nata dai valori della Resistenza antifascista.
Vi chiediamo l’impegno a “farvi leader”, a mobilitare fin da oggi, con mail, telefonate, blog, volantini tutti i democratici. La televisione di regime, ormai unificata e asservita, operera’ la censura del silenzio.
I mass-media di questa manifestazione siete solo voi.

On. Furio Colombo,
Sen. Francesco Pardi,
Paolo Flores D’Arcais

DOBBIAMO CONTARCI, comunicate le adesioni specificando il numero dei partecipanti a: info@liberacittadinanza.it Se saremo in tanti potremmo andare in una piazza piu’ grande.

www.liberacittadinanza.it www.micromega.net
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Annunciazio’ annunciazio’
Doriana Goracci

Fino a 24 ore fa, si diceva che il petrolio era a 140 dollari, ma ecco che tra picchiate all’ingiu’ nelle Borse nel mondo va oltre, senza limiti, e Draghi fa la sua Annunciazio’: “La situazione dei mercati e’ diventata piu’ difficile nell’ultima settimana e mezzo. La situazione continua ad essere critica ed e’ difficile dire quanto cio’ durera’ ancora”. Vicino ad Egli, c’e’ di fianco non Troisi (ahime’ il Napoletano Normale scomparso), ma il presidente della Banca centrale europea Jean-Claude Trichet e il governatore della Banca popolare della Cina Zhou Xioachuan. L’Adusbef ritiene tutti questi autorevolissimi banchieri corresponsabili della crisi dei mercati generata dai subprime, hanno prima nascosto la testa sotto la sabbia, immettendo sui mercati liquidita’ per centinaia di miliardi di euro senza scalfire la crisi che e’ destinata ad accentuarsi nei prossimi mesi, e dopo un anno cominciano ad ammetterne la gravita”.
Non avevano nel 2001, guarda caso che coincidenza di date, certi governi compresa la Cina e il Giappone, acquistato i buoni del Tesoro Usa, comprando cosi’ il 43% del debito pubblico americano? Certo bisognava evitare il crollo del dollaro per poter importare nello stesso Paese della Liberta’.
Era il 4 febbraio del 2003 quando il Wall Street Journal scriveva: “Mentre gli Stati Uniti si preparano per la guerra in Irak, la spesa militare rappresenta uno dei pochi aspetti positivi di un’economia debole”. Ed eccoci qui’, con una sorta di transumazione di torturati e torturatori, per tirare a campare con il dio Petrolio, artefice della nuova guerra mondiale ancora in corso. La cartolarizzazione della crisi, tramite la sua trasformazione da debito in titolo, fa si’ che come disse De Gasperi nel ’52 “Dobbiamo pagare il debito e noi faremo di
tutto per sdebitarci”. Erano parole “forti” quelle di allora come quelle attuali di Draghi. Il Welfare della Sicurezza che viene offerto con una Card, con l’accompagnamento di una preghiera alla Madonna, con il contenimento delle impronte ai minori, con l’alleggerimento e la flessibilita’ dei contratti…, offre poche possibilita’: il tornare a casa in sicurezza ad esempio, quella delle liberta’ di intercettare la paura, sembrano avere la meglio. Sara’ Tremonti con il suo “La paura e la speranza”, ad offrirci l’una e l’altra, senza proposizione economica alcuna, magari desistente ? E se bloccassimo noi questa invadente e invasiva devastazione dell’intercettare i nostri bisogni e la nostra coscienza individuale e collettiva? O la societa’ civile e’ cosi’ sprofondata in basso che potra’ sentirsi scossa solo con una bomba, magari dapprima monetaria?
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Dalla newsletter di Gerardo Orsi
orsig.blogspot.com/

L’EVOLUZIONE DELLA CRISI
Di Futuroieri – http://amici.futuroieri@libero.it

La fine del mese vedra’ arrivare i primi colpi duri della crisi che deflagrera’ nei mesi estivi e alla fine dell’anno. A fine agosto si prevede che il dollaro raggiungera’ quota 1.75 soprattutto se si scoprira’ che la banca Lehman Brothers e’ bollita e sono in perdita forte le agenzie governative americane che si occupano di credito industriale. Il petrolio non torna sotto i 135 dollari e le fughe di notizie sono divergenti: alcuni dicono che a fine agosto sara’ a 150 e poi iniziera’ a calare, altri dicono che continuera’ a salire fino a 200, ci arriverebbe a dicembre e poi dovrebbe diminuire!

BORSA ITALIANA Siamo scesi sotto 30000 dopo che aveva retto per un po’ quota 32000. Come saprete alcune crisi saranno inevitabili, praticamente certe, credo che la nuova soglia di resistenza sia tra 27000 e 28000, in caso di fatalita’ si arriverebbe anche a 25000. Tutto dipende dalla sofferenza della Fiat, Seat e Alitalia hanno gia’ smobilitato gran parte dei loro valori! La ripresa degli ultimi due giorni e’ stata minima.

MA QUALE SAREBBE LA CAUSA PRIMA DI QUESTA CRISI CHE NON HA UGUALI DAL 1929 AD OGGI?
L’imputato primo e’ la deregulation internazionale e l’irresponsabilita’ delinquente che ne e’ derivata con il passare degli anni. La mancanza di regole ha favorito le speculazioni di ogni tipo e ha fatto diventare le produzioni un fastidio da delocalizzare e globalizzare in qualche terra perduta nel terzo mondo. Insomma sono fatti che conosciamo bene!

CHI SARA IL PROSSIMO A CADERE?
Ci sono tre candidati: la banca Lehman Brother o le agenzie governative Fanny Mae e/o Freddie Mac. Non si puo’ dire a chi tocchera’ e zoppicano anche tante altre banche e tante imprese medie e grandi. Il disastro e’ certo e sempre piu’ vicino.

COME STANNO GLI ENTI PUBBLICI AMERICANI?
La polemica sul comune di Roma e’ solo la punta dell’iceberg. I titoli di debito degli enti pubblici americani continuano a scivolare veloci verso il basso, si rischiano molte insolvenze. Per molti e’ cartaccia da non comprare. Con cosa finanzieranno i servizi, le scuole gli ospedali o l’assistenza agli anziani. Lo stesso vale in qualche caso anche per l’Italia.

STANNO MALE ANCHE I FONDI PENSIONI USA, ALCUNI DOVRANNO LIQUIDARE I LORO PORTAFOGLI. I nostri vegetano.
Non mi meraviglio se si parla di quota 1.75 per il dollaro entro due mesi. Sinceramente non sono curioso di vedere questo disastro. Soprattutto temo eventuali conseguenze politiche e belliche!

E’ LA CRISI DEL LIBERALISMO?
Apparentemente si’. Ma aspettiamo che passino le olimpiadi e anche la Cina avra’ un ruolo nel disastro. Il comunismo mercantile ha fatto da alcuni anni la scelta entusiasta della globalizzazione ed e’ oggi il primo fornitore del consumismo americano. Ha riserve monetarie enormi (in dollari), ha i titoli americani. Ad oggi i dollari valgono la meta’ di quello che valevano cinque anni fa! La Cina ha un curioso destino: lo stesso dell’America. Presto avra’ una crisi di produzione eccessiva, i licenziamenti e l’inflazione … Altro che la rivolta tibetana.

http://FSF@firenzesocialforum.it
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Dollaro addio!
Paolo De Gregorio

Parecchi nodi stanno venendo al pettine di una globalizzazione che sembra creare piu’ problemi che vantaggi, di miracoli del mercato non parla piu’ nessuno, anzi gli Usa alzano un dazio del 700% contro l’importazione di acciaio cinese. Il prezzo del petrolio, a 140 dollari barile, sembra il problema piu’ grave, ma Draghi, parlando della crisi finanziaria dei “subprime” esportati in Europa dai nostri amici americani parla di SITUAZIONE CRITICA, ed e’ la prima volta.
C’e’ anche la novita’ dei prezzi dei generi alimentari che stanno costantemente aumentando, alcuni Stati sono al razionamento, e la crisi ambientale e’ sempre dietro l’angolo perche’ gli interventi strutturali necessari per invertire la rotta non sono partiti. Sono tutti segnali di una crisi del sistema finanziario, produttivo, distributivo, energetico, ambientale, che segna la fine di un modello di sviluppo e segnala l’esigenza di nuove strategie e nuove classi dirigenti a livello mondiale.
Vorrei porre l’attenzione su una questione che, secondo me, viene sottovalutata,e trae origine dalla strategia americana che gia’ da qualche anno tende a svalutare il dollaro per far pesare di meno il debito estero sulla sua economia. Tale manovra e’ in parte riuscita, ma come effetto perverso ha avuto quello di far alzare il prezzo del petrolio. Infatti, la situazione internazionale per cui vige la regola di pagare il petrolio in dollari (salvo lodevoli eccezioni, da estendere), ha trovato i paesi produttori di fronte ad una moneta svalutata, che pochi oggi vogliono, e cio’ ha sortito il naturale effetto di far lievitare i prezzi per compensare il diminuito potere di acquisto del dollaro.
L’unico modo per uscire da questo avvitamento e’ quello di abolire l’imperiale ruolo del dollaro, abolendo il pagamento del petrolio in dollari, lasciando agli Usa la possibilita’ di farlo, ma altresi’ lasciando tutti gli altri paesi liberi di pagarlo con la propria moneta, e cio’ potrebbe far somigliare il mercato petrolifero a un mercato libero, e non piu’ un gigantesco sostegno finanziario e politico ad una potenza imperiale che, con 900 basi militari sparse nel mondo, appoggia questa politica dalla fine della seconda guerra mondiale.
La spirale dei prezzi petroliferi e’ legata alla crisi del dollaro, alla fine della egemonia americana nel mondo,alla fine della credibilita’ democratica di chi spaccia aggressioni ad altri Stati per difesa della liberta’ e della democrazia, all’emergere di poli del peso della UE, della Cina, dell’India, della Russia, e spero presto degli Stati Uniti dell’America Latina e degli Stati Uniti Africani.
L’America deve risolvere le sue crisi senza piu’ esportarle subdolamente con i “mutui subprime”, ne’ con la svalutazione del dollaro, ne’ imponendo pagamenti in dollari e quindi riserve obbligatorie di valuta per denominare il petrolio il cui prezzo non deve piu’ essere fissato ne’ a New York ne’ a Londra, ma stabilito dai produttori e dal “libero mercato”.
Gli USA dovranno accettare di essere un grande polo economico, ormai raggiunto, come PIL dalla UE, insieme a tanti altri poli nel mondo, e la crisi del loro sistema imperiale e il vizio di intromettersi in tutte le situazioni di crisi deve finire, e per il mondo sara’ la fine di un incubo. Tutte le aree geopolitiche avranno modo di integrarsi e stabilizzarsi come, ad esempio, accadrebbe tra l’Europa e la Russia e i paesi del Medio Oriente, se non ci fossero piu’ gli USA a mettere zizzania, a inventarsi minacce, a occupare militarmente con la Nato, a fare guerre, a fare scudi stellari contro un nemico inventato. Il barile a 200 dollari potra’ dare una spinta decisiva in questo senso, se sara’ chiaro di chi e’ la responsabilita’.
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Liberismo terminale
Taxi libero

Il semestre da luglio a dicembre 2008 sara’, per il pianeta, il tuffo nella fase d’impatto della crisi sistemica globale. E’ «l’alerte» lanciata dal Gruppo francese di analisi Europe.
Apparentemente, la previsione si sta gia’ avverando in USA – dove manca ogni genere di ammortizzatore sociale o economico – con il crollo del Dow Jones di oltre 30 punti, il petrolio a 140, Lehman Brothers vicina al tracollo; Goldman Sachs che da’ valutazioni in discesa di Merrill Lynch e Citigroup (e Merrill Lynch che svaluta Goldman Sachs); American Express che denuncia l’accumulo di arretrati dei loro clienti nel pagare i debiti, mentre Federal Express segnala un netto rallentamento di ogni tipo di trasporto; United Airlines che licenzia 950 piloti (il 15% del totale), General Motors che ha visto un calo delle vendite del 28%, e non puo’ piu’ fare offerte speciali per attrarre compratori a rate, perche’ la sua finanziaria, la GMAC, e’ schiacciata da insolvenze dei clienti che l’auto l’hanno gia’ comprata, e non riescono a pagarla.

Applaudiamo Il Liberismo terminale angloamericano… Grazie..
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Il premier britannico Gordon Brown ha annunciato investimenti per 125 miliardi di euro (!) nelle energie rinnovabili, in particolare l’eolico.
L’obiettivo e’ arrivare a soddisfare il 15% del fabbisogno energetico con energia verde entro il 2020.
“Sara’ il piu’ grande cambiamento nelle nostre politiche energetiche mai avvenuto dopo l’introduzione dell’energia nucleare” ha dichiarato Brown.
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Il Dolo Berlusconi
Un’autorizzazione a delinquere

Marco Travaglio

Quando il Lodo Schifani-bis, anzi il Lodo Alfano, anzi il Dolo Berlusconi sara’ sulla Gazzetta Ufficiale, l’Italia sara’ l’unica democrazia al mondo in cui quattro cittadini sono “piu’ uguali degli altri” di fronte alla legge.
Un privilegio che George Orwell, nella “Fattoria degli animali”, riservava non a caso ai maiali.
E che, nell’Italia del 2008, diventa appannaggio dei presidenti della Repubblica, del Senato (lo stesso Schifani), della Camera e soprattutto del Consiglio.
I massimi rappresentanti delle istituzioni, che nelle altre democrazie devono dare il buon esempio e dunque mostrarsi piu’ trasparenti degli altri, in Italia diventano immuni da qualunque processo penale durante tutto il mandato, qualunque reato commettano dopo averlo assunto o abbiano commesso prima di assumerlo.
Compresi i reati comuni, “extrafunzionali”, cioe’ svincolati dalla carica e persino dall’attivita’ politica.
Anche strangolare la moglie, anche arrotare con l’auto un pedone sulle strisce, anche stuprare la colf o molestare una segretaria.
O magari corrompere un testimone perche’ menta sotto giuramento in tribunale facendo assolvere un colpevole.
Che poi e’ proprio il caso nostro, anzi Suo.
Come scrisse il grande Claudio Rinaldi sull’Espresso a proposito del primo Lodo, “un’autorizzazione a delinquere”.
La suprema porcata cancella, con legge ordinaria – votata in un paio di minuti dal collegio difensivo allargato del premier imputato, che ha nome “Consiglio dei ministri” – l’articolo 3 della Costituzione repubblicana. Che recita: “Tutti i cittadini hanno pari dignita’ sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali…”. La questione e’ tutta qui. Le chiacchiere, come si dice a Roma, stanno a zero. Se tutti i cittadini sono eguali davanti alla legge, non ne possono esistere quattro che non rispondono in nessun caso alla legge per un certo numero di anni in base alle loro “condizioni personali e sociali”, cioe’ alle cariche che occupano. Se la Costituzione dice una cosa e una legge ordinaria dice il contrario, la legge ordinaria e’ incostituzionale. A meno, si capisce, di sostenere che e’ incostituzionale la Costituzione (magari prima o poi si arrivera’ anche a questo).

Ora, quando in una democrazia governo e parlamento varano una legge incostituzionale, a parte farsi un’idea della qualita’ del governo e del parlamento che hanno eletto, i cittadini non si preoccupano. Sanno, infatti, che le leggi incostituzionali sono come le bugie: hanno le gambe corte. Il capo dello Stato non le firma, il governo e il parlamento le ritirano oppure, se non accade nessuna delle due cose, la Corte costituzionale le spazza via. Ma purtroppo siamo in Italia, dove le leggi incostituzionali, come le bugie, hanno gambe lunghissime. Non e’ affatto scontato che il presidente della Repubblica o la Consulta se la sentano di bocciare la suprema porcata. A furia di strappi, minacce, ricatti, vere e proprie estorsioni politiche, il terrore serpeggia nelle alte sfere (che preferiscono chiamarlo “dialogo”). E anche la Costituzione e’ divenuta flessibile, anzi trattabile.

Un mese fa e’ passata con tutte le firme e le controfirme una legge razziale (per solennizzare il 70° anniversario di quelle mussoliniane) denominata “decreto sicurezza”: quella che istituisce un’aggravante speciale per gli immigrati irregolari. Se fai una rapina e sei di razza ariana e di cittadinanza italiana, ti becchi X anni; se fai una rapina e sei extracomunitario, ti becchi X+Y anni. Vuoi mettere, infatti, la soddisfazione di essere rapinato da un italiano anziche’ da uno straniero. E il principio di uguaglianza? Caduto in prescrizione. Stavolta e’ ancora peggio, perche’ non e’ in ballo il destino di qualche vuccumpra’, ma l’incolumita’ giudiziaria del noto tangentaro (vedi ultima sentenza della Cassazione sul caso Sme-Ariosto) che siede a Palazzo Chigi. Infatti e’ gia’ tutto un distinguo, a destra come nella cosiddetta opposizione, sulle differenze che farebbero del Lodo-bis una versione “migliore” del Lodo primigenio. Il ministro ad personam Angelino Jolie assicura che, bonta’ sua, “la sospensione dei processi non impedisce al giudice l’assunzione delle prove non rinviabili, la prescrizione e’ sospesa, l’imputato vi puo’ rinunciare. La sospensione non e’ reiterabile e la parte civile puo’ trasferire in sede civile la propria pretesa”. Il che, ad avviso suo e di tutti i turiferari arcoriani sparsi nei palazzi, nelle tv e nei giornali, basterebbe a rendere costituzionale la porcata.

Noi, che non siamo costituzionalisti, preferiamo affidarci a chi lo e’ davvero (con tutto il rispetto per Angelino e il suo gemellino Ostellino), e cioe’ all’ex presidente della Corte costituzionale Valerio Onida. Il quale, interpellato il 18 giugno da Liana Milella su la Repubblica, ha spiegato come e qualmente chi cita la sentenza della Consulta che nel 2004 boccio’ il primo Lodo e sostiene che questo secondo la recepisce, non ha capito nulla: “La prerogativa di rendere temporaneamente improcedibili i giudizi per i reati commessi al di fuori dalle funzioni istituzionali dai titolari delle piu’ alte cariche potrebbe eventualmente essere introdotta solo con una legge costituzionale, proprio come quelle che riguardano parlamentari e ministri… La bocciatura del vecchio lodo nel 2004 da parte della Consulta e’ motivata dalla violazione del principio di uguaglianza dei cittadini quanto alla sottoposizione alla giurisdizione penale”. L’unica soluzione per derogare all’articolo 3 e’ modificare eventualmente la Costituzione (con doppia lettura alla Camera e doppia lettura al Senato, e referendum confermativo in mancanza di una maggioranza dei due terzi). E non con una legge che sospenda automaticamente i processi alle alte cariche: sarebbe troppo. Ma, al massimo, con una norma che – spiega Onida – “introduca una forma di autorizzazione a procedere che consentirebbe di valutare la concretezza dei singoli casi. Ragiono su ipotesi, perche’ gli ‘scudi’ sono da guardare sempre con molta prudenza… La sospensione non dovrebbe essere automatica, ma conseguire al diniego di una autorizzazione a procedere. E comunque la legge costituzionale resta imprescindibile”.

Insomma, quando Angelino Jolie sbandiera la “piena coincidenza del Lodo con le indicazioni della Consulta”, non sa quel che dice. La rinunciabilita’ del Lodo non significa nulla (comunque Berlusconi, l’unico ad averne bisogno, non vi rinuncera’ mai: altrimenti non l’avrebbe fatto). E la possibilita’ della vittima di ricorrere subito in sede civile contro l’alta carica che le ha causato il danno, se non fosse tragica, sarebbe ridicola: uno dei quattro presidenti si mette a violentare ragazze o a sparare all’impazzata, ma i giudici non lo possono arrestare (nemmeno in flagranza di reato), ne’ destituire dall’incarico fino al termine della legislatura; in compenso le vittime, se sopravvivono, possono andare dal giudice civile a chiedere qualche euro di risarcimento… Che cos’e’: uno scherzo? L’unica differenza sostanziale tra il vecchio e il nuovo Lodo e’ che stavolta vale per una sola legislatura: non per un premier che viene rieletto, ne’ per un premier (uno a caso) che passa da Palazzo Chigi al Quirinale. Ma cio’ vale fino al termine di questa legislatura. Dopodiche’ Berlusconi, una volta rieletto o asceso al Colle, potra’ agevolmente far emendare il Lodo, sempre per legge ordinaria, e concedersi un’altra proroga di 5 o di 7 anni.

A questo punto si spera che il capo dello Stato non voglia cacciarsi nell’imbarazzante situazione in cui si trovo’ nel 2004 Carlo Azeglio Ciampi: il quale firmo’ (e secondo alcuni addirittura ispiro’ tramite l’amico Antonio Maccanico) il Lodo, e sei mesi dopo fu platealmente smentito dalla Corte costituzionale. Uno smacco che, se si dovesse ripetere, danneggerebbe la credibilita’ di una delle pochissime istituzioni ancora riconosciute dai cittadini: quella del Garante della Costituzione. Quando una legge e’ manifestamente, ictu oculi, illegittima, il capo dello Stato ha non solo la possibilita’, ma il dovere di rinviarla al mittente prima che lo faccia la Consulta.

In ogni caso, oltre al doppio filtro del Quirinale e della Consulta, c’e’ anche quello dei cittadini. Che, tanto per cominciare, scenderanno in piazza a Roma l’8 luglio contro questa e le altre leggi-canaglia. Dopodiche’ potranno raderle al suolo con un referendum, gia’ preannunciato da Grillo e Di Pietro. Si spera che anche il Pd – se non gli eletti, almeno gli elettori – vi aderira’. Si attendono smentite al commento piu’ scombiccherato della drammatica giornata di ieri: quello della signora Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd al Senato, secondo la quale “il Lodo deve valere dalla prossima legislatura”. Cosi’ il Caimano si porta dietro lo scudo spaziale anche al Quirinale. Non sarebbe meraviglioso?

voglioscendere.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1955130
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Dovrebbero essere i governanti a dover temere i giudici, non i giudici a dover temere i governanti
Mauro Medeot
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Berlusconi e la democrazia
Antonio Di Pietro:

“Caro Beppe,
ci sono momenti nella vita delle nazioni in cui i cittadini devono fare delle scelte. Momenti in cui non si puo’ piu’ fare finta di niente e continuare a credere che, in fondo, nulla veramente cambiera’. Le leggi che continuamente vengono proposte dal nuovo Governo sono un attentato alla democrazia. Se passano, vincera’ il regime e perdera’, per un tempo indefinito, la democrazia.
Non c’e’ bisogno dell’esercito per togliere la liberta’ ai cittadini. E’ sufficiente manipolare l’informazione e, grazie a questa, farsi eleggere in Parlamento. Quindi legiferare contro la Costituzione, contro l’indipendenza della magistratura, contro la sicurezza dei cittadini, contro la libera informazione. Una legge dopo l’altra.
Cosa distingue un primo ministro di una democrazia da un dittatore? Il vero tratto distintivo e’ l’impunita’ assoluta del dittatore. Quando Silvio Berlusconi l’avra’ ottenuta l’Italia sara’, a tutti gli effetti, una dittatura. Sorprende come opinionisti autorevoli abbiano potuto accreditare Silvio Berlusconi di qualita’ di statista e come una parte della stessa opposizione abbia creduto di poter avviare con lui le riforme istituzionali. La storia di Berlusconi parla per lui. I suoi innumerevoli processi, la condanna per corruzione giudiziaria del suo avvocato Cesare Previti per la Mondadori, la sua appartenenza alla P2, l’occupazione abusiva delle frequenze di Rete4. L’elenco e’ interminabile come i danni subiti a causa sua dal nostro Paese. Mi riferisco soprattutto allo spegnersi della coscienza civica, della morale, dell’etica. All’esempio devastante che Berlusconi ha offerto alla nazione e alle giovani generazioni in quasi venti anni, un esempio aggravato dalla sua impunita’. Una situazione simile a quella dei ragazzi nei paesi del Sud che ammirano il camorrista o il mafioso locale.
Il Consiglio dei ministri di oggi, 27 giugno 2008, ha approvato il DDL per garantire l’impunita’ alle prime cariche dello Stato durante l’esercizio del loro mandato, che diventano quindi piu’ uguali degli altri cittadini di fronte alla legge. Nelle scorse settimane sono state presentate dal Governo leggi che definire vergogna e’ insufficiente. E’ piu’ corretto chiamarle eversive e criminali in quanto minano le basi dello Stato e favoriscono i delinquenti.
La sospensione dei processi per un anno serve a evitare la possibile condanna di Berlusconi al processo Mills di Milano. Altri centomila processi saranno bloccati per reati che vanno dallo stupro, alla truffa, al rapimento di minore. La sicurezza dei cittadini, tanto sbandierata in campagna elettorale da Berlusconi e dalla Lega, e’ sacrificata all’interesse del presidente del Consiglio. Il divieto di pubblicare le intercettazioni una volta depositate in tribunale a disposizione delle parti, e quindi di fatto gia’ pubbliche, impedirebbe di venire a sapere di Parmalat o dei furbetti del quartierino. Il giornalista che pubblicasse le intercettazioni finirebbe in carcere, il suo editore chiuderebbe e chi ha compiuto il crimine non dovrebbe rispondere all’opinione pubblica. Con questa legge, negli Stati Uniti non ci sarebbe stato il Watergate e Nixon non avrebbe rassegnato le dimissioni.
L’Italia dei Valori proporra’ un grappolo di referendum per l’abrogazione di queste leggi contro la democrazia, se necessario promuovera’ azioni di disobbedienza civile come la pubblicazione degli atti giudiziari. Nessuno puo’ piu’ rimanere a guardare.

L’otto luglio a Roma dalle ore 18:00 in Piazza Navona, in contemporanea con l’iter di approvazione della legge sulle intercettazioni, l’Italia dei Valori insieme a esponenti della societa’ civile ha indetto una manifestazione per la liberta’ di espressione e per la giustizia.”
Antonio Di Pietro
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Se fossimo francesi bruceremmo questo Parlamento
Se fossimo inglesi spaccheremmo la testa a questi ventennali fannulloni
Se fossimo indiani entreremmo in Parlamento e calceremmo fuori a calci in culo i Pregiudicati
Se fossimo olandesi Berlusconi non esisterebbe
Se fossimo americani meta’ classe dirigente sarebbe al Fresco
Se fossimo danesi Tremonti sarebbe un innocuo filosofo, mediocre tralaltro
Se fossimo tedeschi emargineremmo gente come Calderoli o Gasparri

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Siamo Italiani, e ci piace lasciar correre. In questi giorni ho momenti di rabbia mixati ad attimi di vergogna.

nonleggerlo.blogspot.com/
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Annunziato

Da quando ero ragazzo mi batto per un mondo migliore, piu’ giusto, senza poverta’ ed ingiustizie. Oggi ho 65 anni e lascero’ ai giovani questo mondo peggiore di come l’ho avuto io. Dove cavolo abbiamo sbagliato? Quello che piu’ mi fa rabbia e’ l’indifferenza dei governanti di fronte alla massa di giovani senza prospettive di un futuro. Se loro non avranno un futuro e’ il paese intero che non avra’ un futuro. Le soluzioni alla crisi di questo momento ci sarebbero, ma nessuno ha il coraggio di dirle.
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Anna Maria Mandriani

da “SCUSATE SIGNORI DEL PALAZZO” di Alberto BERTUZZI
UN MESSAGGIO SOGNATO PER CHI STA NEL PALAZZO

Secondo voi, che state nel Palazzo,
sono grafomane, esibizionista, litigioso, velleitario;
sono arrogante, rompiscatole, intransigente e punitivo;
sono mordace, implacabile e aggressivo.
Sono quello che volete.
Tanto il vostro giudizio non mi riguarda.
Riguarda soltanto chi di voi da boiardo fellone sta nel Palazzo
e dalle munite torri con mano sempre piu’ malsicura
lancia di nascosto le frecce con il suo veleno.
Io ascolto la voce profonda della mia coscienza
che mi conduce a fare quello che faccio
per servire la cosa pubblica,
per tenere sotto controllo chi di voi ritiene di avere potere
mentre deve soltanto adempiere a funzioni
per servire il popolo che lo ha delegato.
Io ascolto il consenso di chi voi trattate da suddito
senza curarmi del dissenso di chi avendo deleghe
disonestamente le esercita.
Le vostre minacce ricattatorie mi stimolano a proseguire
con intransigenza, velleita’ ed arroganza civica,
accentuando intransigenza, velleita’ ed arroganza,
tanto piu’ quanto con piu’ protervia
rivolgete minacce o insinuate querele.
L’umilta’, la generosita’, l’altruismo, il servire,
io li rivolgo ai piu’ deboli.
E voi che delle vostre funzioni abusate,
voi pero’ gia’ sapete
che il mio controllo ne stimola altri a valanga
in un continuo crescendo
che coinvolge la partecipazione della magistratura
e la consapevolezza di chi non si sente piu’ suddito
ma cittadino.

..
Si chiama amore ogni superiorita’, ogni capacita’ di comprensione, ogni capacita’ di sorridere nel dolore.
Amore per noi stessi e per il nostro destino, affettuosa adesione a cio’ che l’Imperscrutabile vuole fare di noi anche quando non siamo ancora in grado di vederlo e di comprenderlo – questo e’ cio’ a cui tendiamo
.”

Herman Hesse
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Maria
Storia di una pattumiera d’oro

Tangentopoli – Paolo Berlusconi, fratello del presidente del Consiglio, patteggia per chiudere il processo per l’ex discarica di Milano.
52 milioni di euro per evitare il carcere.
Fondi neri, corruzione e politici compiacenti.
Grazie all’immondizia la Simec, gia’ di proprieta’ del fratello del premier, ha guadagnato 243 miliardi di lire. Pagati dalla Regione, con i soldi dei contribuenti.
Nel ’96 Formigoni ordina il recupero ambientale della discarica. Le spese, a carico di Berlusconi e soci, sono invece scaricate sul gruppo Auchan, in cambio di un centro commerciale.
La storia e’ quella solita di tutte le Tangentopoli. Fondi neri, corruzione, fiumi di denaro pubblico che svaniscono nel nulla, politici compiacenti.
Questa volta pero’ la vicenda potrebbe chiudersi ancor prima dell’inizio del processo, grazie a un maxirisarcimento: 52 milioni di euro, pari a quasi 101 miliardi delle vecchie lire.
Una somma – la piu’ grossa mai recuperata da un’inchiesta penale su reati di pubblica amministrazione – che sono pronti a sborsare Paolo Berlusconi e un’altra trentina di imputati pur di chiudere definitivamente la faccenda della discarica di Cerro Maggiore, la piu’ grande pattumiera d’Europa a due passi da Legnano, tra Milano e Varese.
Un intrigo da 150 miliardi di lire di fondi neri, al centro del quale c’e’ una societa’, la Simec spa, all’epoca dei fatti di proprieta’ del fratello del presidente del Consiglio e di Giovanni Butti, commercialista a Como.
Una societa’ privata autorizzata dalla Regione Lombardia a costruire e a gestire, in quello che gli economisti definiscono regime di monopolio, “l’impianto di emergenza” ricavato da una ex cava.
Dove, tra il 1990 e il 1996, sono stati accumulati piu’ di un milione di tonnellate di sacchi neri che in soli cinque anni e mezzo hanno fruttato alla Simec 243 miliardi di ricavi lordi. A pagare i quali e’ stata la Regione Lombardia. Ma con i soldi dei contribuenti.
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Mugabe si e’ autorieletto
Giacomo R

HARARE (Reuters) – Il presidente dello Zimbabwe Robert Mugabe oggi ha giurato per un nuovo mandato di 5 anni, dopo essere stato dichiarato vincitore di un’elezione ampiamente contestata e caratterizzata, secondo gli osservatori africani, da violenze e intimidazioni.
“Io, Robert Gabriel Mugabe, giuro che serviro’ lealmente come presidente, che Dio mi aiuti”, ha detto Mugabe in una cerimonia nella sua residenza ufficiale ad Harare.
(ricordo di un nostro politico che ha da poco giurato la sua innocenza).
La Commissione elettorale dello Zimbabwe ha proclamato Mugabe vincitore delle elezioni di venerdi’, in cui era il solo candidato, con l’85,51% dei voti.
Mugabe e’ ininterrottamente al potere dal 1980, anno dell’indipendenza dalla Gran Bretagna.
Il leader dell’opposizione Morgan Tsvangirai, che si e’ ritirato dalla campagna elettorale sostenendo che 90 suoi sostenitori sono stati uccisi, ha respinto l’invito a partecipare alla cerimonia di giuramento.
Il portavoce del presidente Mugabe, George Charamba, ha detto a Reuters che l’invito e’ “un passo importante verso un accordo politico”.
Nello Zimbabwe ora e’ “tutto a posto”.
Tra quanto credete che sara’ “tutto a posto” anche da noi?
….. ..
I salari italiani in fondo alla classifica

Nel confronto internazionale, i livelli retributivi sono in Italia piu’ bassi che negli altri principali paesi dell’Ue, dice la Banca d’Italia. Secondo l’istituto di statistica europeo (Eurostat), le retribuzioni mensili nette italiane (dati al 2001-2002) risultano inferiori:
di circa il 10% a quelle tedesche
del 20% a quelle britanniche
del 25% a quelle francesi.
Secondo i dati riportati dal Rapporto sui diritti globali 2008 (edito da Ediesse) le retribuzioni nette si sono attestate, nel 2005, a 30.774 nel Regno unito, 23.942 euro in Germania, 21.470 in Francia, 16.538 euro in Italia e 16.493 euro in Spagna.
E il sorpasso spagnolo e’ nel frattempo accaduto: nel primo trimestre di quest’anno i salari sono cresciuti del 5,3%, con un’inflazione media nel periodo al 4,4% (da noi e’ al 3,6% a maggio).
(Il Manifesto del 24/06/2008)
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Mariapia manda

La proposta Maroni e’ aberrante e ingiusta. Non saremo piu’ sicuri dopo che avremo umiliato i bambini Rom
Sandra Zampa

L’attuale stato di crisi istituzionale e il senso di insicurezza che sembrano pervadere i nostro Paese chiamano sempre piu’ spesso in causa la ricerca della legalita’.
Ma quando in nome di un distorto principio di legalita’ si agisce ai danni dei piu’ deboli fino alla mancata tutela dei diritti della persona umana, allora e’ il senso piu’ alto della giustizia ad essere offeso.
La proposta del ministro Maroni di schedare i bambini di etnia rom attraverso le impronte digitali e’ aberrante e ingiusta perche’ viola i diritti della persona umana, perche’ discrimina e si accanisce su una etnia in particolare, perche’ riguarda i bambini. Bambini nella grande maggioranza dei casi nati in Italia e spesso vittime di violenza, mai carnefici.
Nasce il sospetto che nel nostro Paese anziche’ dotarsi di strumenti efficaci per la lotta contro la criminalita’ ci si concentri in demagogiche e pericolose uscite ad effetto. Da mesi non si fa altro che parlare di rom facendo leva sul senso di paura e di fastidio che molti cittadini avvertono nelle nostre citta’, ma non e’ cosi’ che saremo in grado di risolvere il
problema.
La Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e’ stata ratificata dall’Italia con la legge n° 176 del 27 maggio 1991 e fa bene l’Unicef a ricordare al ministro Maroni che non si difendono i bambini violandone i diritti sanciti dalla Convenzione. Il monito di Monsignor Nozza, direttore della Caritas, e’ un richiamo al senso di civilta’: “i bambini vanno difesi e accuditi e non trattati da criminali” come intende fare il ministro Maroni con l’umiliante trattamento delle impronte digitali. Anche la Commissione Europea ha espresso il suo dissenso e invita l’Italia a non procedere in questa direzione che viola le norme comunitarie in materia.
Ma prima ancora dei moniti delle istituzioni europee e delle organizzazioni credo che ognuno di noi possa, in coscienza, comprendere come non sia ammissibile che un bambino, di qualsiasi razza, provenienza, colore e religione sia trattato come un possibile criminale. La ferita che gli sarebbe provocata e’ di quelle che nessuna legge al mondo potra’ piu’
cancellare perche’ fara’ di lui un diverso e un isolato, una persona indesiderata, un nemico prima che un simile.
La destra ci accusa di buonismo, di negare le assonanze tra presenza di campi rom e aumento della criminalita’, ma sono accuse che tendono a mettere a tacere il buonsenso e la coscienza civile dei cittadini, anche di quelli di destra, davanti a scelte e proposte che gettano una luce sinistra su tutti gli italiani. La sicurezza nelle nostre citta’ non sara’ migliore dopo che avremo umiliato i bambini rom, dopo che la nostra coscienza di nazione civile e democratica avra’ subito un cosi’ duro colpo. Sono certa che gli italiani non intendano rivivere le pagine piu’ inquietanti della storia, purtroppo anche della storia del nostro Paese.
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Sandra Zampa
E’ nata nel maggio 1956 a Mercato Saraceno, in Romagna. Diplomata al Liceo Classico V.Monti di Cesena, vive a Bologna dal 1976, dove si e’ laureata nel 1980 alla Facolta’ di Scienze Politiche con il prof. G.Alberigo.
Ha proseguito gli studi post-laurea all’Istituto per le Scienze Religiose dedicandosi alle prime esperienze del femminismo cristiano legato alle tendenze democratico-cristiane di inizio Novecento. Ha pubblicato diversi saggi e articoli.
Dopo l’iscrizione all’Ordine dei Giornalisti, nel 1990, ha lavorato come giornalista, partecipando tra l’altro alla nascita dell’Agenzia DIRE in Emilia Romagna.
Ha seguito la vita politica e le attivita’ delle Istituzioni in Regione, la nascita dei Comitati per la Costituzione di Don Dossetti, il “Viaggio nelle Cento Citta’” di Romano Prodi.
Nel 2001 e’ stata eletta nel Direttivo dell’Associazione della Stampa dell’Emilia Romagna e fa parte della Commissione Pari Opportunita’ della FNSI.
Sandra Zampa e’ una cattolica cristiana laica. E’ entrata nel PD quando, come indipendente, il PD le ha chiesto se accettava la candidatura. La metterei tra i bindiani. .

Mariapia
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Mariapia manda:
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Gay pride a Bologna, meno piume e piu’ politica

Con meno piume, parrucche e nudita’ in vista, piu’ politico ma con la politica piu’ lontana. Cosi’ nel pomeriggio il Gay pride nazionale ha invaso il centro di Bologna. Un serpentone di circa 50 mila persone (250 mila secondo gli organizzatori, 40 per la questura) animato da bandiere arcobaleno, cartelli pro laicita’, carri musicali.
In prima fila uno striscione con le parole d’ordine della manifestazione: «Dignita’ parita e laicita». Davanti Vladimir Luxuria, acclamata reginetta del Pride in corpetto nero, gonnellino bianco e una tiara in testa. Accanto Marcella Di Folco, leader del movimento transessuali italiani che invece si e’ vestita di nero in segno di lutto. «E’ in lutto la democrazia, con l’avvento del partito delle liberta’ e’ morta». Anche per questo, forse, quello visto a Bologna e’ stato un Pride piu’ sobrio e meno eccentrico dei precedenti.
Nel momento in cui il movimento gay chiede di diventare un soggetto politico autonomo, a mancare sono proprio i politici. Pochi i nomi famosi, oltre a Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia, Vittoria Franco, ministro ombra’ del Pd, Paola Concia dello stesso partito e Alfonso Pecoraro Scanio dei Verdi. E in attesa dei Pacs due omosessuali, Alessandro Grisolini di Firenze e Bernard Vandal del Quebec ne hanno approfittato per sposarsi. Nozze simboliche celebrate in mezzo al Pride dal consigliere comunale di Padova Alessandro Zan con Pecoraro come padrino.
Intanto nella mattina a Bologna, mentre il poeta Davide Rondoni leggeva il canto di Dante dedicato all’amore omosessuale, per ribadire che e’ contronatura, il sindaco Sergio Cofferati ha incontrato gli organizzatori del Pride. Annunciando che a giorni aprira’ un ufficio dedicato a gay, lesbiche e trans, all’interno dello sportello comunale per le politiche delle differenze e che la citta’ intitolera’ una strada a Stefano Casagrande storico leader del movimento omosessuale.
Parigi. «Per una scuola senza discriminazioni»: questo lo striscione che ha aperto il corteo di 400.000 persone che ha sfilato oggi a Parigi per la settima edizione del Gay Pride. Hanno portato lo striscione il sindaco della capitale e candidato alla guida del Partito socialista, Bertrand Delanoe, la sua vice Anne Hidalgo, il presidente della Regione, Jean-Paul Huchon, l’immancabile ex ministro della Cultura Jack Lang. Fra i carri, spiccava quello del Paris Foot Gay – associazione calcio gay – patrocinata da Vikash Dhorasoo, ex calciatore di Milan e Paris Saint-Germain, e dalla stilista Agnes B.
Berlino. Mascherati da angelo o da diavolo, agitando i fianchi al ritmo di samba e con vestito in tema, oppure abbigliati piu’ semplicemente in jeans e maglietta, decine di migliaia di gay e lesbiche hanno celebrato oggi a Berlino la giornata dell’orgoglio omosessuale, con la 30ma sfilata in memoria del Christopher Street Day, per la prima volta partita dalla parte orientale di Berlino. In 500 mila avrebbero partecipato a manifestazione. La discrepanza che molti gay dicono di provare a Berlino tra la vita quotidiana continuamente a rischio di violenza e l’obiettivo della parita’ di trattamento. Davanti al monumento vicino sia alla Porta di Brandeburgo sia al memoriale all’ Olocausto ebreo, si sono raccolti quest’anno per la prima volta i rappresentanti delle associazioni di lesbiche e gay. Alla testa del corteo principale partito dalla storica Unter den Linden c’era Rudolf Brazda, 95 anni, forse l’ultimo sopravvissuto degli omosessuali perseguitati e rinchiusi dal nazismo in campi di concentramento.
Disordini in Bulgaria e Repubblica Ceca. La polizia bulgara ha arrestato una sessantina di estremisti di destra che oggi hanno lanciato una bomba molotov, sassi e uova contro la prima sfilata del Gay Pride mai organizzata in Bulgaria. Un centinaio di attivisti gay hanno marciato attraverso le vie centrali di Sofia per protestare contro la discriminazione degli omosessuali, che spesso in Bulgaria si trasforma in atteggiamenti ostili e violenti. Gruppi religiosi e di estrema destra avevano chiesto alle autorita’ di vietare il Gay Pride. Il leader della Chiesa ortodossa bulgara ha definito «immorale e peccaminosa» la marcia e il Gran Mufti musulmano ha definto l’omosessualita’ «una malattia». Il premier bulgaro Serghei Stanichev aveva detto ieri di «accettare le persone di diverso orientamento sessuale» ma «di non approvare la rivendicazione di tale orientamento».
Militanti dell’estrema destra hanno cercato oggi di disturbare la sfilata del Gay Pride nella seconda citta’ della Repubblica Ceca, Brno, costringendo ad intervenire le forze dell’ordine che hanno arrestato tre persone. Brandendo cartelli con la scritta «Nessun avvenire per gli omosessuali’», alcune decine di estremisti di destra completamente vestiti di nero hanno gettato uova e fumogeni sui partecipanti alla sfilata riuniti in un parco nel centro di Brno.

www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/altrenotizie/visualizza_new.html_103994894.html
..
Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento perche’ rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto perche’ mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali
e fui sollevato perche’ mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti
ed io non dissi niente perche’ non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me
e non c’era rimasto nessuno a protestare.

Martin Niemoeller, internato in un lager
..
Il crepuscolo del diritto

Marco Travaglio

Don Aldo manda
Un paese senz’anima in uno stato senza diritto, con un popolo senza idee ne’ ideali che si esaurisce nella figura del “consumatore”. Consumiamo beni e bellezze, religione e diritti a tal punto da restarne senza. E senza la possibilita’ di riprodurli e rigenerarli. Massimo Giannini, in un articolo in prima pagina di Repubblica di oggi, dal titolo “Il Crepuscolo del diritto” inizia con la citazione del giurista Salvatore Satta: “Esiste una vera e propria vocazione del nostro tempo a vivere senza diritto”…! Solo che eravamo nel 1954! Chissa’ che cosa scriverebbe oggi, se fosse ancora vivo.

Ricevo un interessante e puntiglioso riassunto della vicenda del Cavaliere in questi ultimi sedici anni, di Marco Travaglio. Ve la allego, mentre vi incollo qui di seguito la parte finale che riguarda le vicenda Mills.
Domani e’ domenica. Nutriamo la speranza, nonostante tutto.
Aldo

 La mantide berluscosa, di Marco Travaglio

Un processo che sta arrivando a sentenza entro l’estate: il processo Mills. Guardate, non e’ un processo che nasce dalla perfidia delle toghe rosse. Quello e’ un processo che nasce dal fatto che un giorno l’avvocato Mills, gia’ consulente della Fininvest per la finanza estera, inglese, scrive una lettera al suo commercialista, Bob Drennan. Gli dice: “guarda che mister B. – che sarebbe il nostro presidente del Consiglio – mi ha fatto avere in Svizzera, tramite un suo dirigente, Bernasconi che poi e’ morto – seicentomila dollari. Me li ha fatti avere in nero, perche’ quelli sono un regalo in cambio delle mie testimonianze reticenti davanti al tribunale di Milano. Quando sono stato chiamato a testimoniare contro di lui, su di lui, nel processo delle mazzette alla GdF e nel processo dei fondi neri di All Iberian, io non e’ che proprio ho mentito. Ho fatto lo slalom, ho fatto lo zig zag. Non ho detto tutto quello che sapevo, e l’ho tenuto fuori – dice testualmente Milss al suo commercialista – da un mare di guai”. Questo, in Italia, ma anche in Italia e anche in Inghilterra, si chiama falsa testimonianza perche’ ha giurato di dire tutta la verita’. E se uno in cambio di una falsa testimonianza poi prende dei soldi questa si chiama corruzione giudiziaria del testimone. Perche’ se corrompi un testimone che deve parlare di te, o lo ricompensi dopo che non ha parlato di te, vuol dire che tu ti sei comprato il processo. Cioe’ hai fatto in modo che un colpevole venisse assolto mentre era colpevole e meritava un condanna. Quindi, perche’ noi sappiamo di questa lettera? In fondo e’ una lettera privata di un cliente a un suo commercialista, direbbe un italiano nella sua mentalita’ italiana. Attenzione. Qui siamo a Londra. A Londra, il commercialista Drennan, tenuto a regole di comportamento etico strettissime, con un codice deontologico severissimo, letta quella lettera dice: “qui c’e’ puzza di mazzette. Qui c’e’ puzza di evasione fiscale”. Che cosa fa? Copre il suo cliente? Ma manco per sogno. Lo denuncia al fisco inglese. Pensate, il commercialista di Mills, pagato da Mills, denuncia Mills al fisco inglese. Parte l’indagine e le carte vengono trasmesse al tribunale di Milano per i reati commessi da quello che gli ha dato i soldi. Secondo Mills, e cioe’ mister B. Abbiamo quindi la confessione di un ex-consulente della Fininvest. E’ questo che innesca il processo. Non le toghe rosse… Naturalmente poi Mills, quando scopre che gli hanno trovato la lettera si precipita a Milano, prima dice che e’ vera, poi smentisce, poi ritratta, poi ritratta la ritrattazione. Ma insomma, fa fede quello che hai scritto quando pensavi che nessuno ti leggesse. A parte il tuo commercialista. Su questo si basa il processo Mills. E alla vigilia della sentenza, Berlusconi teme, sapendo ovviamente di avere fatto quello che ha fatto, una condanna non perche’ il giudice e’ rosso, ma perche’ c’e’ la lettera di Mills che lo incastra. Oltre al versamento. E quindi cosa fa? Ancora una volta e’ costretto a difendersi per legge. Anziche’ nel processo, cioe’ in aula, lui si difende dal processo stando in un’altra aula, quella del Parlamento, dove ha scritto una lettera al suo riportino Schifani, per farsi benedire e soprattutto per ottenere corsie di emergenza per una legge che e’ spettacolare. E’ una legge blocca-processi. Pensate che cosa si sono inventati. Dice: “noi blocchiamo tutti quei processi per fatti commessi fino a giugno del 2002 che si trovino nella fase o dell’udienza preliminare o del dibattimento di primo grado. Naturalmente il processo Mills riguarda fatti commessi entro e non oltre giugno 2002 e nella fase del dibattimento di primo grado. E li blocchiamo per un anno. Pensate che generosita’. Ellekappa ha fatto vignetta bellissima, dice: “Berlusconi e’ altruista. Rinuncia volentieri ai suoi processi, a vantaggio di quelli altrui”. E’ un samaritano, praticamente. Quelli altrui andranno avanti, i suoi resteranno bloccati. Ma assieme ai suoi, resteranno bloccati tutti quelli come i suoi. E adesso qualcuno dira’: “va beh, saranno le solite quattro o cinque questioni finanziarie di cui siete fissati voi giustizialisti”. No. Vengono sospesi obbligatoriamente i processi per: sequestro di persona, estorsione, rapina, furto in appartamento, furto con strappo, associazione per delinquere, stupro e violenza sessuale, aborto clandestino, bancarotta fraudolenta, sfruttamento della prostituzione, frodi fiscali, usura, violenza privata, falsificazione di documenti pubblici, detenzione di documenti falsi per l’espatrio, corruzione, corruzione giudiziaria – e’ quella di Mills – abuso d’ufficio, peculato, rivelazioni di segreti d’ufficio, intercettazioni illecite, reati informatici, ricettazione, vendita di prodotti con marchi contraffatti, detenzione di materiale pedo-pornografico, porto e detenzione di armi anche clandestine, immigrazione clandestina – pensate, dopo tutte le menate che fanno con la storia dell’immigrazione clandestina, adesso sospendono i processi – calunnia, omicidio colposo per colpa medica – tutti gli errori dei medici – omicidio colposo per norme sulla circolazione stradale vietata – tutti quelli che stendono la gente per la strada ubriachi, bene quelli non li si processa – truffa alla Comunita’ Europea, maltrattamenti in famiglia, incendio e incendio boschivo, molestie, traffico di rifiuti, adulterazione di sostanze alimentari, somministrazione di reati pericolosi, circonvenzione di incapace. Tutti questi, essendo puniti con pene inferiori ai dieci anni, vengono sospesi. Per sospenderne uno, l’Associazione Magistrati ha calcolato che ne sospende circa centomila.
Esempio, perche’ poi c’e’ anche un aspetto psichiatrico in questa legge. Uno straniero violenta una studentessa alla fermata del tram. Secondo esempio, uno studente cede una canna di hashish a un coetaneo. Quale processo viene sospeso e quale invece si fa subito? Si fa subito quello allo studente che ha ceduto la canna. Mentre quello dello straniero irregolare che ha violentato la studentessa viene rinviato a data da destinarsi.
Due zingarelle rapiscono un bambino. Oppure, due zingarelle rubano un pezzo di formaggio in un supermercato e uscendo la guardia giurata. Quale processo si fa per primo? Naturalmente quello alle due zingarelle che rubano il formaggio. Non a quelle che rapiscono il bambino.
Risposta numero tre. Un chirurgo in un intervento fa un grave errore e provoca la morte di un bimbo. Un giovane ruba il telefono cellulare a un coetaneo e lo minaccia con un coltellino. Quale processo si fa prima? Si fa prima quello del furto del cellulare, non quello dell’errore medico.
Esempio numero quattro. Un assessore becca una tangente per truccare appalti. Suo figlio compra un motorino rubato e poi ci cambia la targa. Indovinate quale processo viene sospeso? Naturalmente quello per la tangente. Invece quello per il motorino si fa subito.
Infine, uno straniero ubriaco a bordo di un’auto rubata investe tre pedoni sulle strisce. Oppure due parcheggiatori abusivi chiedono un euro a un automobilista e minacciano di rigargli la macchina se non glielo da. Quale processo si fa per prima? Quello al posteggiatore abusivo. Quello allo straniero ubriaco che ha steso le tre persone sulle strisce, no.
Questi sono tutti esempi che ha fatto l’Associazione Magistrati in uno studio sugli effetti di questa legge. Una legge che oltretutto non sospende i processi solo per un anno. Dice di sospenderli per un anno, poi in realta’ bisognera’ rimetterli a ruolo. La prescrizione si blocca per un anno. Dopodiche’ tutti i tempi morti, anni e anni, che richiederanno ai tribunali per rimetterli nel ruolo, fara’ si’ che tutti quei processi sospesi per un anno riposeranno in pace e finiranno tutti in prescrizione. Compreso quello a Berlusconi.
E’ quello che vi dicevo prima. E’ facilissimo con questi esempi far vedere come, per bloccare il processo Mills, si bloccano un terzo dei processi che poi realmente si fanno – un quarto, un quinto, stiamo parlando comunque di una quota enorme – che tutte le vittime che aspettavano di avere giustizia da quei processi si dira’ loro: “chi si e’ visto, si e’ visto. Perche’ Berlusconi esce, e quindi escono anche tutti quelli come lui”. Il conflitto di interessi e’ immediatamente chiaro. Lo si capisce benissimo. Il nostro interesse e’ che quei processi si facciano. Il suo e’, ovviamente, che quei processi non si facciano perche’ cosi’ non si fa nemmeno il suo, che non arriva a sentenza. E lui lo sa, come sara’ la sentenza. Prossima settimana vedremo, tanto la stanno scrivendo, quali conseguenze comportera’ e quali balle ci stanno raccontando a proposito del Lodo Schifani Bis. Il Lodo Schifani bis stanno preparandolo, stanno decidendo quali alte cariche inserire. Perche’ cinque sembravano poche, quindi pare che adesso ne vogliano mettere diciannove, forse anche il presidente dell’ArciCaccia, chi lo sa, l’Esercito della Salvezza… ci sono varie istituzioni da immunizzare. E probabilmente, da quando si e’ messo il panama in testa, come Al Capone, e ha chiesto a un vescovo di fargli fare la comunione anche se e’ divorziato, e’ molto probabile che nel Lodo Schifani bis ci sia anche il diritto di fare la comunione almeno per i divorziati che hanno il nome che comincia per “S”, il cognome che inizia per “B” e la testa bitumata.
Grazie e passate parola.”
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