Nuovo Masada

Giugno 29, 2008

MASADA n. 734, 27-6-2008. Eutanasia di una Nazione

Archiviato in: Masada — MasadaAdmin @ 10:24 am


Foto di Adn Montalvo

Quando un re e’ al potere – Il bavaglio alla giustizia, il bavaglio all’informazione – La Costituzione violentata mentre l’opposizione tace – Sopra le nostre spalle – Gli svarioni della maturita’ – Che cosa sai del Trattato di Lisbona?
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Mariapia manda:
Sta cambiando la Costituzione. E l’opposizione cosa aspetta?”
Intervista a Carlo Federico Grosso, di red leg, 26-06-2008
Da liberta’ e giustizia

“Assistiamo a un’escalation continua. E’ sotto ai nostri occhi: sono state progressivamente programmate limitazioni delle intercettazioni, meno notizie sui giornali in materia di indagini penali, sospensione dei processi, nuovo lodo Schifani a copertura delle alte cariche dello Stato, in grado di eludere, se possibile, le vecchie censure della Corte costituzionale. Chissa’ quant’altro ancora, a questo punto, verra’ progettato. E l’opposizione, mi chiedo, che fa? Cosa aspetta a dire la sua?”

Quasi perde il proverbiale aplomb Carlo Federico Grosso. Quando parla di questo governo Berlusconi e della Giustizia, l’avvocato che nel ‘94 e’ stato eletto tra i laici del Csm e poi ne ha retto la vicepresidenza fino al ‘98, non puo’ fare a meno di sottolineare l’evidenza: “qui s’e’ fatta avanti una nuova idea della legalita’, si vuole un nuovo sistema di governo sostanzialmente senza regole e controlli, si punta a introdurre una nuova Costituzione materiale”.

Fino a quando, professore, potremo continuare a essere pazientemente democratici?

“La pazienza e’ sentimento personale, c’e’ chi ne ha di piu’ e chi meno. In materia di Giustizia, la pazienza potrebbe gia’ essere colma; se si va oltre, la reazione dovrebbe essere molto forte. Abbiamo assistito a una improvvisa accelerata. Se si rispettava il programma del Pdl, era un altro conto. Fatta eccezione per alcune cose, per esempio le intercettazioni, quel programma poteva essere parzialmente condiviso. Del resto, fin dalla campagna elettorale, mi ero insospettito: in materia di giustizia i programmi tra i due principali sfidanti, Pdl e Pd erano sostanzialmente uguali. Mi ero detto: se Berlusconi vince a mani basse, finisce che fa scempio di tutto”.

Neppi Modona, in un recente articolo sul Sole 24 Ore, scrive che nemmeno il fascismo che istitui’ il Tribunale speciale sottopose l’intera magistratura “a un totalitario controllo politico e disciplinare, e venne mai emessa alcuna legge per imporre ai giudici di non procedere per determinate categorie di reati”. Condivide?

“In linea di principio condivido. Ma vorrei aggiungere che il fascismo ha risolto altrimenti i suoi problemi: non ha toccato magistratura ordinaria, o l’ha fatto solo marginalmente. Per i reati cui teneva di piu’ e cioe’ quelli politici ha istituito appunto il Tribunale speciale dello Stato, sottraendo cosi’ i temi caldi alla magistratura ordinaria. Sono ottimista, spero proprio che nell’Italia del 2008 non si possa tornare al Tribunale speciale. “

Limitare la liberta’ di stampa, sospendere i processi, accusare i magistrati di essere metastasi della democrazia: non e’ gia’ troppo?

“Lo ribadisco: Berlusconi sta modificando la Costituzione materiale, perche’ cambiando gli aspetti su cui si fonda la legalita’ conformata nel ‘47, di fatto, operativamente, si snatura la Costituzione. Si tolgono controlli e contrappesi il che rappresenta un pericolo. Al momento non direi che la democrazia e’ sovvertita, ci sono pero’ tutte le spie che ci devono fare alzare il livello di guardia. Non ci si puo’ distrarre. Se l’escalation non dovesse fermarsi, abbiamo l’obbligo di intervenire, di fare qualcosa. Ma sono preoccupato non tanto per il presidente del Consiglio, quanto perche’ altri esponenti della sua maggioranza hanno dichiarato che bisogna cambiare il Csm, che il Csm deve limitarsi ai temi strettamente relativi ai giudici. Si sa: il Csm e’ forte, se riesce a operare sul terreno della garanzia dei poteri. Perche’ e’ vero che la magistratura si conquista il terreno giorno per giorno, con le sentenze, ma ha bisogno di capisaldi di democrazia. E guai a togliere quei capisaldi”.

Quanto al Lodo Alfano, anche i costituzionalisti sono divisi: c’e’ chi sostiene che un capo di Governo abbia bisogno di immunita’, che vada solo limitata e circoscritta ma che in tutta Europa poi di fatto esisterebbe l’immunita’ per il premier.

“Questo problema e’ viziato politicamente. Il presidente del Consiglio ha bisogno di copertura? Beh, ecco i costituzionalisti dicono: vediamo se possiamo trovare il terreno giuridico e tecnico per trovare la quadra. Da un lato c’e’ pero’ la sentenza della Corte costituzionale, quella del 2004, che ha gia’ bocciato il lodo Schiafani; dall’altro la tesi dei sostenitori del premier che vorrebbero tutelare la figura del capo del Governo dall’attacco di un qualsiasi magistrato pazzo. Esiste un diritto di difesa che viene leso dal fatto che automaticita’ e indeterminatezza della copertura immunitaria violano il giusto processo previsto dalla Costituzione e che, s’intende, deve essere giusto nel senso di ragionevole e rigoroso, non giusto per una sola persona; poi si viola il principio dell’uguaglianza. In ogni caso, quando ci sara’ una proposta, una nuova legge per i processi alle alte cariche, valutera’ la Corte. Immagino che verra’ sollevato il dubbio, comunque: pensano di circoscrivere l’immunita’ al periodo dell’incarico istituzionale, ma che succede se poi uno diventa da capo del Governo, capo della Repubblica? E’ un problema giuridico non marginale. Ma il confronto con l’Europa e’ impossibile, la Francia e’ una repubblica presidenziale, a Londra c’e’ una monarchia parlamentare, sono istituzioni completamente diverse dalle nostre. A ben vedere, anche il nostro Presidente della Repubblica e’ coperto, nei limiti del suo mandato.”

libertaegiustizia.it/primopiano/pp_leggi_articolo.php?id=2110&id_titoli_primo_piano=2

Mariapia manda:
Primo, non pubblicare
Da la Stampa
CARLO FEDERICO GROSSO

Almeno sui tempi Berlusconi e’ stato anche questa volta di parola. Aveva promesso che il primo Consiglio dei ministri avrebbe approvato il disegno di legge sulle intercettazioni ed e’ riuscito a realizzare questo suo proposito. Non e’ invece riuscito a fare approvare lo specifico testo che aveva in un primo tempo prospettato.
Quantomeno alcuni reati gravi di criminalita’ comune e la corruzione sono stati, infatti, specificamente esclusi dal divieto di intercettare. Lo hanno imposto la Lega e, forse, un po’ di sopravvenuto buon senso.

Nonostante tali modifiche, il testo che e’ stato proposto al Parlamento e’ inaccettabile sotto diversi profili. Non e’ accettabile che dall’ambito delle intercettazioni risultino esclusi numerosi reati gravi di criminalita’ comune per i quali e’ prevista una pena massima inferiore a dieci anni di reclusione: fra gli altri, l’associazione a delinquere, lo scippo, l’incendio, la ricettazione, la calunnia, i reati ambientali, quasi tutti i reati economici. Non e’ accettabile che si preveda che, salvo casi eccezionali, le intercettazioni debbano di regola cessare dopo tre mesi pure se stanno dando risultati positivi. Non ha senso minacciare indiscriminatamente fulmini e galera (tre anni di arresto) ai giornalisti che pubblicano atti processuali non segreti dei quali sia vietata la pubblicazione. Sembrerebbe ampiamente sufficiente la reclusione, gia’ prevista dalla legislazione vigente, ed ulteriormente incrementata dal disegno di legge, per i pubblici ufficiali che violano il segreto investigativo e per i privati (compresi i giornalisti) che concorrono con loro alla realizzazione del reato di violazione del segreto d’ufficio.

E’ per altro verso illuminante che sia stato previsto che le conversazioni non possano piu’ essere trascritte nelle ordinanze di custodia cautelare ma debbano essere inserite in un fascicolo autonomo rigorosamente secretato fino all’apertura del dibattimento. Cio’ significa che tali atti processuali per tutto il corso delle indagini preliminari, ed ancora oltre, rischiano di diventare totalmente segreti: atti, cioe’, che non possono essere pubblicati per esteso, ma dei quali, neppure, si potra’ dare notizia per riassunto o sommi capi. Tale nuovo principio, che era gia’ presente nel disegno di legge Mastella, costituisce ferita grave inferta al diritto-dovere di informare la gente sulle indagini penali in corso ed al controllo pubblico sulle stesse che la gente, in democrazia, ha diritto di poter esercitare. Anche in questo caso, pertanto, si tratta di un principio inaccettabile.

Questo principio, si badi, non ha d’altronde nulla a che vedere con l’esigenza di assicurare la privacy delle notizie private emerse dalle intercettazioni, riguardino esse gli stessi indagati o soggetti terzi. Vietare che le notizie che non interessano le indagini siano pubblicate e’ infatti sacrosanto; significa rimediare ad un abuso ripetuto, per anni, dalla stampa e che giustamente si deve far cessare ed adeguatamente reprimere. Pertanto si disponga che le intercettazioni che le contengono siano custodite in appositi fascicoli riservati, rigorosamente secretati e destinati alla distruzione. Cosa ben diversa e’ pretendere invece il silenzio sull’oggetto dell’inchiesta. Poiche’ l’indagine penale ha di per se’ un interesse pubblico, una volta caduta la specifica esigenza investigativa alla segretezza, la pubblicazione delle notizie che riguardano l’inchiesta stessa non dovrebbe infatti, ragionevolmente, essere impedita.

Non tutto, nel disegno di legge presentato, e’ ovviamente censurabile. E’ giusto, ad esempio, che le notizie raccolte non possano essere indiscriminatamente utilizzate in ogni indagine penale ed in ogni processo. E’ giusto, l’ho appena rilevato, che si vieti la pubblicazione sui giornali di notizie private che non concernono le indagini penali con riferimento alle quali l’intercettazione e’ stata disposta. Non c’e’ problema sulla circostanza che a decidere sulla richiesta di intercettazione intervenga un collegio giudicante piuttosto che un singolo giudice; anzi, forse e’ un bene. Opportunamente e’ stato previsto che le nuove norme non si applichino ai procedimenti penali aperti al momento della loro entrata in vigore, evitando in questo modo odiosi, eventuali, sospetti di oscuramento mirato di taluni di essi.

E’, per altro verso, assolutamente peculiare che il governo nella nuova normativa sulle intercettazioni, pensando forse ai reati di pedofilia ed alle relative, frequenti, indagini penali, si sia specificamente preoccupato di dettagliare che, quando emerge un reato nei confronti di un sacerdote, dev’essere immediatamente avvertito il vescovo, e quando emerge un reato a carico di un vescovo dev’essere avvertito il Vaticano.

Al di la’ di queste e altre peculiarita’, rimangono, pesanti, i rischi menzionati di duplice danno alle indagini penali che concernono reati di criminalita’ comune ed alla liberta’ di stampa in tema di cronaca giudiziaria. A questo punto la palla passa al Parlamento. Chissa’ se, finalmente, tutta l’opposizione, abbandonati i tatticismi o le voglie di accordi trasversali, si schierera’ contro con la dovuta compattezza. Sarebbe, soprattutto, un segnale indispensabile a fronte del rincorrersi delle voci secondo cui la maggioranza di governo si appresterebbe, odiosamente, ad iniziative legislative prossime venture di ampia copertura in materia di giustizia penale nei confronti dei potenti.

www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=52904
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Sopra le nostre spalle
Mariapia

Pensiero finale di un lungo ragionamento fatto dopo una dolorosa telefonata di una cara amica: allora, noi pochi lavoratrici e lavoratori (mi metto tra questi per testimonianze esterne, non per mia invenzione), abbiamo sopra le spalle la classe economica egemone, e questo e’ antropologicamente, darwinianamente naturale; poi la classe politica che invece di temperare la gerarchia mammifera del “mors tua vita mea”, impazza tra affari, banche, barche, cachemire e droghe; a seguire abbiamo gli alleati della classe politica (i bravi di manzoniana memoria) che sono i dipendenti dei servizi e dell’economia (economia?!) dello stato; sempre ancora sulle spalle abbiamo i sindacati, i preti e infine tutti i cattivi lavoratori dentro le varie classi e categorie.
Poi, se non bastasse, in famiglia abbiamo da sopportare la terribile potenza degli impotenti, quei parenti che fanno della loro vita il proprio martirio aureolandosi (ma che bravi!) e mettendo in prigione i parenti. D’accordo, vite diminuite, ma senza colpa di nessuno e soltanto dipendenti da cause esistenziali, cose che capitano o possono capitare a tutti.
In particolare la vecchiaia produce una quantita’ di martiri e attori tragici che fa paura. Chiedo scusa, ma al momento, seppure lontane da me, vedo queste creature sotto un aspetto disumano.
Spero che noi, gia’ alla soglia della vecchiaia, si possa diventare dei vecchi dignitosi.
Vedo in giro certi parenti delle mie amiche che m’ispirano sentimenti omicidi. Si’, si’, lo so che va tutto bene, che non hanno colpe, ma io devo sentire quello che sento, non quello che mi raccontano che dovrei sentire. (Oggi il caldo mi da’ alla testa).
Questi creano lacci e catene veramente terribili, perche’ ce li troviamo in casa e finche’ morte non ci separi, guastano la loro vita e la guastano a quanti li avvicinano.
Una vita dignitosa, una fine dignitosa sara’ mai possibile? Qualcosa si muove per chi si “muove”.

Sono iscritta a Exit dal 2000, associazione per una morte dignitosa, Fu un notaio a cui mi rivolsi per affidargli il mio testamento biologico che mi diede quell’indirizzo, dicendo che lui non teneva volentieri testamenti biologici poiche’ non c’era poi mezzo per farli valere.
Qualcosa si sta muovendo e una sentenza del giudice Guido Stanzani del tribunale di Modena e’ di aiuto per chi si muove.
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VINCENZA SANTORO GALANO E’ MORTA SENZA ACCANIMENTO TERAPEUTICO-
30/05/2008,ORE 10,30 – La donna e’ morta a 70 anni nell’ospedale di Baggiovara di Modena, vinta da un infarto nel letto cui la costringeva da tre mesi la sclerosi laterale amiotrofica- Dichiarazione di Silvio Viale, medico dirigente di EXIT-Italia: “Ancora una volta, in tema di diritti civili, la via giudiziaria deve sopperire all’assenza di coraggio politico, mentre l’opinione pubblica e’ sempre piu’ favorevole a riconoscere la piena autonomia nelle decisioni di fine vita”.
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LASCIATELA MORIRE COME WOJTYLA: MODENA-IL FIGLIO, QUESTA SCELTA POTRA’ SERVIRE AD AIUTARE ALTRE PERSONE-
-Informazione di Modena: giudice Guido Stanzani dopo colloquio autorizza marito amministratore di sostegno della moglie di NON essere sottoposta a pratiche mediche invasive.
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Brunetta licenziane uno
Massimo Gramellini

www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=4664&ID_sezione=&sezione=

Il ministero della Pubblica Distruzione ha sostenuto l’esame di immaturita’ ed e’ stato promosso a pieni voti in entrambe le materie: superficialita’ e ignoranza. Davvero originale l’idea di scegliere per il tema di letteratura una poesia di Eugenio Montale dedicata a un maschio, chiedendo agli studenti di commentare «il ruolo salvifico e consolatorio svolto dalla figura femminile». Eppure, prima di assegnarla a centinaia di migliaia di maturandi, sarebbe bastato compiere un piccolo sforzo: leggerla. «O vero tu sei dei raminghi che il male del mondo estenua».
Raminghi. Non raminghe. E’ cosi’ che la scuola italiana va a ramengo. Raminghi: plurale maschile. Una nozione da terza elementare, quindi alla portata persino di un funzionario della commissione ministeriale. Ma anche un ripetente cronico avrebbe potuto scansare la figuraccia, se solo avesse avuto l’audacia di leggere la nota che accompagna la dedica della poesia («a K.») in tutte, dicesi tutte, le raccolte antologiche: «K. e’ il danzatore russo Boris Kniaseff, che Montale conobbe a Genova, dopo averlo ammirato al Teatro Verdi». (I Meridiani, pagina 1070).
Qualcuno ha avvertito il tipico olezzo della censura: un funzionario con le lancette ferme al 1950 che modifica la poesia di un maschio (etero) sul fascino di un altro maschio, trasformando il ballerino in ballerina. Invece l’unico odore che trapela e’ quello della sciatteria. Dietro la topica dell’anno non affiora un Catone, ma un Pigrone. Una persona ignorante, superficiale e frettolosa, che ha svolto il suo compito senza cura ne’ rispetto. Ed e’ proprio questo il punto. Da tempo abbiamo rinunciato alla speranza che la scuola trasmetta ai ragazzi la cultura. Pero’ continuiamo a pretendere che insegni loro, con l’esempio, un po’ di umanita’. E un uomo che vive e lavora nella trascuratezza non e’ un uomo. E’ un parassita o un frustrato: in entrambi i casi un morto dentro.
Certe derive vanno fermate prima dell’irreparabile. Prima cioe’ che ci tocchi rileggere un comunicato come quello diffuso martedi’ sera dal Quirinale, dove qualche funzionario ha messo in bocca all’ignaro Napolitano una frase di condoglianze per la morte dello scrittore Mario Rigoni Stern che faceva riferimento alle «montagne trentine dell’altopiano di Asiago». Ora, ai tempi di Internet, non e’ piu’ cosi’ difficile imparare la geografia. Basta andare su un qualsiasi motore di ricerca, battere «Asiago» e la prima cosa che comparira’ sullo schermo sara’ la Provincia di appartenenza: VI. Che non sta per Vero Ignorante, ma per Vicenza: splendida citta’ del Veneto, mica del Trentino. La fretta e la superficialita’, anche li’. E anche qui: ogni giorno sui quotidiani escono errori e inesattezze per le quali incolpiamo i ritmi di lavoro troppo concitati.
Pero’ alcuni errori rimangono piu’ gravi di altri, per via del loro valore emblematico. Quello del commissario ministeriale che ha cambiato sesso al ballerino di Montale appartiene alla categoria. Percio’ invitiamo l’implacabile Brunetta a telefonare alla sua collega dell’Istruzione, affinche’ si proceda all’identificazione del colpevole. Uomo o donna, ballerino o ballerina che sia. Risparmiateci il solito balletto di accuse e scuse generiche. Vogliamo un nome, un cognome e una lettera di dimissioni. Poi stara’ al buon cuore del ministro accettarle o rispedire il reprobo dietro il banco delle elementari.

(Mittente: Gerardo Orsi – “Ne’ servo ne’ padrone”, http://orsig40@gmail.com; http://http://orsig.blogspot.com/ )
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(In realta’ cio’ e’ stato fatto. La trentacinquenne Ministro Mariastella Gelmini, entro 24 ore, ha licenziato l’ispettrice Caterina Petruzzi, dopo averla elogiata «per aver svolto per tanti anni con grande passione, dedizione e professionalita’» la sua funzione, compito che per il corrente anno le era stato assegnato in regime di prorogatio. Al suo posto tre funzionari. Speriamo che di tre almeno uno sia in grado di non fare figuracce.)

COSA SAI DEL “TRATTATO DI LISBONA” ?

1) Sai che e’ un trattato di riforma europea che sostituisce i precedenti trattati e con il quale si afferma definitivamente la prevalenza del diritto comunitario su quello nazionale?

2) Sai che tutto il potere decisionale in Europa sara’ gestito da 27 Commissari (uno per ogni nazione, non necessariamente eletti dal popolo, che dal novembre 2014 diventerebbero meno di 27, in rappresentanza di solo i 2/3 degli stati), dal Consiglio (anche qui, membri non necessariamente eletti dal popolo), e dalla BCE (banca centrale europea… e figuriamoci se gli “eletti dal popolo” li troviamo proprio qui!), e che il Parlamento Europeo continuerebbe ad avere un ruolo puramente consultivo?
-Ti senti rassicurato dal fatto che cosi’ poche persone decidano del destino di 500 milioni di abitanti?
-Ritieni che esistano organizzazioni che possano agire per condizionare le decisioni di organismi gestiti da cosi’ poche persone, non elette dal popolo, che hanno un potere assoluto sul popolo stesso ma che non rispondono a nessuno che li abbia eletti?
-Hai mai sentito parlare di “BILDERBERG” e “COMMISSIONE TRILATERALE” ?

3) Sai che il trattato di Lisbona reintroduce la pena di morte?
-Con ambiguita’ il trattato non cita direttamente la pena di morte ma rimanda alla “carta dei diritti fondamentali” che nel suo articolo 2, prevede la pena di morte per reprimere “UNA SOMMOSSA O UN’INSURREZIONE”. Nessun esempio e’ citato per definire il concetto di “sommossa o insurrezione”. Ma se il popolo insorge… qualche buon motivo deve pur averlo… e per questo chi si ribella puo’ essere (legalmente), assassinato!

4) Sai che la politica di difesa del trattato di Lisbona, prevede oltre alle “missioni di pace” anche missioni “offensive”?

5) Sai che in caso di arresto potrai essere spostato in qualunque regione europea, proprio come avviene ora all’interno di qualunque nazione tra un carcere e l’altro?

6) Sai che il trattato garantisce l’uguaglianza (reciprocita’), tra i membri ma contemporaneamente garantisce l’ineguaglianza tra essi, consentendo alla Danimarca ed all’Inghilterra di continuare a stampare le loro monete nazionali?

7) Sai che l’Inghilterra rimane comunque proprietaria del 15,98% e la Danimarca del 1,72% della BCE per la produzione di banconote in “euro”?

8) Sai che il contenuto del trattato di Lisbona e’ sostanzialmente quello della “costituzione europea” che e’ stata bocciata da un referendum popolare in Olanda e Francia, il “trattato di Lisbona” e’ stato bocciato dal referendum popolare in Irlanda. Perche’ queste bocciature? Magari perche’ questi popoli sono “antieuropeisti” o piuttosto perche’ sono piu’ informati di noi? (i governi di Francia e Olanda hanno poi ratificato la “costituzione europea” quando questa ha cambiato nome in “trattato di Lisbona” in totale spregio al risultato referendario.

9) Sai che gli appartenenti alle polizia ed esercito nazionali dovranno prestare giuramento di fedelta’ alla unione europea e chi si rifiutera’ potra’ essere licenziato?

10) Sai che con l’approvazione del trattato di Lisbona sara’ illegale manifestare contro “l’unione europea”? Questo significa la fine della liberta’ di esistere per i partiti ed i movimenti ad ispirazione localistica che professino ideali indipendentistici.

11) Sai cosa affermo’ Jean Monnet, uno dei fondatori dell’attuale idea di Europa? : “le nazioni dell’Europa dovrebbero essere guidate verso il superstato senza che i loro popoli sappiano cosa sta’ accadendo”.

Sei consapevole che questo sta’ accadendo OGGI?
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ECCO IL TRATTATO DI LISBONA INTEGRALE.
tinyurl.com/5qqlwe

Mattia F
Il nano passa i suoi sabati con gli avvocati non da quando e’ sceso in politica.
E’ sceso in politica da quando e’ costretto a passare i suoi sabati con gli avvocati.
Differenza sostanziale.
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Lina Carli segnala

RIDIAMARO : – )
I DOLORI DEL GIOVANE WATER
http://http://oknotizie.alice.it/go.php?us=295102e1cbbc4ef8

Giusto. Diglielo, Varte: la nostra pazienza democratica ha un limite. Persino noi, dopo qualche mese, accusiamo un certo fastidio quando qualcuno ce lo schiaffa in quel posto. Soprattutto se questo qualcuno, dopo che per un anno intero non abbiamo fatto altro che tirarlo fuori dalle sabbie mobili e fargli pubblicita’ aggratis, ce lo ritroviamo fresco fresco al governo con le mani gia’ sporche di legge ad personam.
Ma non importa. Veltroni ha solennemente annunciato che da oggi in poi il nemico del Pd e’ la destra di Berlusconi. Per uno che sta all’opposizione da tre mesi non e’ male.
Certo, mi verrebbe quasi da chiedermi se per arrivare ad una cosi’ brillante illuminazione politica ci fosse davvero bisogno di perdere prima le elezioni; ma ovviamente potrei impiegare quei preziosi secondi in attivita’ ben piu’ proficue (chesso’, mettermi le dita nel naso).

Caro Tripla “V”, so che non ci crederai, ma persino io ho avuto un’educazione cattolica: dunque, ti perdono.
Ti perdono se hai risollevato dal fango l’uomo piu’ pericoloso del Novecento italiano dopo Benito Mussolini; ti perdono se hai scommesso sul suo senso dello Stato (invece che su quelli dei tuoi elettori), e sei hai riposto in lui le tue speranze per un Italia moderna ed europea.
Ti perdono se hai impostato la tua campagna elettorale sull’emulazione casereccia del tuo avversario, con l’unica preoccupazione di affrancarti dall’immagine di ex direttore dell’Unita’ e di prostituire il tuo partito all’elettorato di centrodestra.
Ti perdono se hai detto agli italiani “votate me, o al massimo Berlusconi, ma non disperdete i voti”. Sento un certo dolore allo sterno, ma giuro che ti perdono.
Ti perdono se, di fronte al solito Berlusconi eversivo – che afferma che chi indaga su di lui ha evidentemente intenzione di “sovvertire il voto democratico” – la tua massima arma politica e’ la “manifestazione anti-governo” (ci andari tu con la tua claque) e la minaccia di interrompere “il dialogo”. Ti perdono se per un anno e piu’ te ne sei fottuto del fatto che potesse risuccedere quello che sta succedendo. Ti perdono se te ne sei fottuto di me, e degli italiani che respirano la mia stessa aria. Ti perdono perche’ so che non l’hai fatto apposta, perdono te e la tua ingenuita’. E perdono anche quelle ombre nere che, da dietro alla tua ingenuita’, fanno ciao con la manina.
Ti perdono davvero, ti perdono tutto. Ma ad una condizione: che al prossimo congresso del Pd, la tua testa rotoli su un vassoio d’argento.
……
Minieolico, rendere operative le tariffe incentivanti
Marco Nucci

Mancano ancora i decreti attuativi dei Ministeri competenti per rendere operative le nuove tariffe incentivanti previste dalla Finanziaria 2008. Tra queste c’e’ anche la tariffa per l’eolico di piccola taglia fino a 200 kW che potrebbe dare una decisiva spinta al settore. Con la Legge Finanziaria 2008 il precedente Governo ha introdotto un innovativo sistema incentivante che riconosce tariffe omnicomprensive per impianti a fonti rinnovabili sotto il megawatt di potenza. Tra queste tariffe c’e’ quella pari a 0,30 €/kWh, della durata di 15 anni, per la produzione di elettricita’ da impianti eolici con potenze fino a 200 kW (art. 2 comma 145).
Tuttavia per rendere operative le tariffe, il comma 150 della stessa Legge Finanziaria stabilisce che il Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, debba emanare dei decreti ad hoc, in cui siano anche previste le modalita’ per l’estensione dello “scambio sul posto” a tutti gli impianti alimentati con fonti rinnovabili di potenza nominale non superiore a 200 kW di potenza.
La perdurante assenza di tali decreti sta penalizzando tutti gli impianti ad energia rinnovabile di piccola taglia e, in particolare, il minieolico. In questo settore, ad esempio, gli investimenti sono fermi e le aziende non sono in grado di avviare nuovi programmi che sviluppino il potenziale tecnologico e di mercato di questa tecnologia, con conseguenze in termini industriali e occupazionali.
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L’acqua che esce dal rubinetto e’ certamente ottima. La rete idrica italiana ha delle falle qua e la’ che implicano delle perdite pari a 6 miliardi di litri al giorno: un litro d’acqua pulita per ogni abitante del pianeta, al giorno: l’acqua che non arriva nelle case italiane per problemi di rete idrica, basterebbe per dissetare l’intera l’Umanita’.
Acqua Azzurra
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Da decrescitafelice.it
Un sogno realizzabile
Andrea Bertaglio

I had a dream.
Anche io, nel mio piccolo, ho fatto un sogno.
Ho sognato di vivere in un mondo in cui cio’ che mangiavo aveva ancora sapore, perche’ proveniva dall’orto e dal giardino di fronte a casa mia. Un mondo in cui l’odore del cibo casereccio, lentamente e pazientemente preparato nelle cucine delle case, si impossessava delle strade sostituendo il tanfo omologato dei fast food. Strade senza traffico, ma piene di persone aperte, positive, soddisfatte. Strade popolate di gente di ogni tipo, che si salutava, che si fermava a parlare, spesso addirittura nel proprio dialetto. Gente genuina, socievole, senza abiti firmati ne’ telefoni cellulari.
Ho sognato un mondo in cui le notizie che leggevo sui pochi giornali rimasti erano vere, o per lo meno attendibili. In prima pagina si parlava degli ulteriori progressi fatti nell’autoproduzione di beni e di energia. Non c’erano notizie su ecomafia, su guerre preventive per l’accaparramento di risorse, sui punti percentuali del PIL, e nemmeno sulla campagna acquisti delle squadre di calcio.
Un mondo decisamente strano. Era come se l’apertura mentale e l’accresciuto livello culturale raggiunti nel ventunesimo secolo (o presunti tali) si fossero combinati con la semplicita’ di quelli precedenti.
I contratti di lavoro stabilivano nella maggior parte dei casi che la settimana lavorativa fosse di venti ore. -Venti ore?! Spesso se ne facevano trenta in due giorni! E come potranno adesso le persone comprare tutte le cose di cui non hanno bisogno?-, pensavo.
Era davvero una situazione surreale!
Le tasse, non essendoci un esercito ne’ compagnie aeree da mantenere, erano per lo piu’ devolute all’assistenza sanitaria (che era vietato per legge privatizzare) e ad una specie di gendarmeria, di cui per altro non capivo bene la funzione, vista la sicurezza della cittadina in cui mi trovavo. Forse, anche con livelli di criminalita’ incredibilmente bassi -non c’era praticamente disoccupazione, con quel tipo di contratti di lavoro e con una tale diffusione dell’autoproduzione, ne’ tanto meno il disagio sociale provocato dall’era industriale e dai suoi falsi modelli- e di terrorismo praticamente nulli -non andando noi ad occupare le terre altrui, nessuno si sentiva piu’ legittimato a “terrorizzarci”-, era sempre meglio avere qualcuno che mantenesse l’ordine.
La televisione era considerata una moda obsoleta. La maggior parte delle persone la riteneva una perdita di tempo e i pochi che si ostinavano a guardarla qualche ora al giorno, piuttosto che leggere o stare fra parenti e amici, lo facevano piu’ per uno strano attaccamento alle proprie abitudini che non per motivi di informazione o intrattenimento.
C’era ovviamente qualche attivita’ commerciale e un mercatino dell’usato con bancarelle, ma vendevano soprattutto cose utili, ed era come se il denaro non avesse poi troppa importanza.
Non ci potevo credere! Era decisamente troppo!
Era talmente assurdo che mi sono svegliato.
Anche da sveglio, pero’, non riuscivo a smettere di sognare quello strano mondo, e ho continuato a farlo anche ad occhi aperti.
E continuo ancora adesso!
Chissa’, forse e’ stato un sogno premonitore. Forse, dopo alcuni anni consecutivi di “crescita negativa” dell’economia, di risorse sperperate e di speculazioni finanziarie contro ogni logica ed ogni morale, questa potrebbe essere la realta’.
E di notte sognero’, non rimpiangendolo, il mondo quando non era cosi’.
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Povero Silvio
Giovanni Fiorini

Come al solito si guarda il dito ma non la luna. Domandati PERCHE’ c’e’ tanto malessere prima di giocare infantilmente al “ce l’hanno tutti con Silvio”, non e’ forse vero che sta mettendo il paese in un emergenza democratica dove la legge non e’ uguale per tutti ma viene ritagliata a proprio comodo? 100.000 processi sarebbero sospesi per 100.000 probabili delinquenti (non crea allarme sociale lo stupro?) e ipocritamente si fanno i giochini delle tre carte sui romeni. Non e’ forse vero che finanche i rapinatori potranno tranquillamente stendere i loro piani col telefonino, e anzi, magari avere i propri “pali” con cellulare che li avverte se arriva la madama? Guardiamo le cose come stanno senza cercare di difendere l’indifendibile, se la maggioranza degli italiani havotato berlusconi non significa che questi puo’ fare quel cavolo che gli pare!! Se uno viene votato a capo di una banca, anche all’unanimita’, non e’ che puo’ prendersi tutti i soldi che vuole e restituirli quando gli pare usandoli come piu’ gli aggrada!! Berlusconi sta minando la giustizia per interessi personali (ed e’ abbondantemente recidivo) e questo non glielo si puo’ permettere.

RIDIAMARO : -)

ANCHE GLI ATEI
TALVOLTA
DOVREBBERO OSSERVARE
UN RELIGIOSO SILENZIO

Exidor X
..
Cara Madre Natura

Ti riposto un mio commento di tempo fa.
La penso COSI’ da quando avevo 16 anni… 30 anni fa’. Allora mi dicevano che ero matto.
Anche oggi, ma…
-allora me lo dicevano RIDENDO,
-ora TERRORIZZATI!!
che vorra’ dire…??

SEMPLICITA’
-consumare meno
-sprecare meno
-recuperare TUTTO
-volere di meno
-gridare di meno
-tassare pesantemente ogni comportamento che devi
-premiare in modo NETTO ogni comportamento che faciliti
-comprare MENO
-mangiare MENO (chiaro a chi parlo?)
-considerarsi MENO
-parlare MENO
-correre MENO
-giudicare MENO
-accumulare MENO
Soprattutto:
-considerare Suolo, Aria ed ACQUA come DEI! Se li insulti vai messo a morte! QUESTO E’ UN PUNTO CRITICO. Sapete in molti come io la pensi verso TUTTE le religioni. In realta’ io SONO un fanatico religioso di MADRE TERRA. Chi la offende va eliminato. Punto. Piu’ fanatico di cosi’!
Idealista?
Vedrete quanti anni restano a voi REALISTI…

Fabio Castellucci
..
Vergini agli stupratori
Marcello Marani

Credo che il nostro errore sia quello di delegare l’unita’ a coloro che hanno dimostrato di essere i primatisti del frazionismo. Lo stesso che affidare le vergini agli stupratori, che sventolandoci sempre sotto il naso una falsa bandiera unitaria, invece che unirci ci hanno sparpagliati degradandoci da cittadini elettori a tifosi di questo o quello. Per questo non me ne frega niente di accordi tra i vertici se poi la base, sulle cui gambe gli accordi dovrebbero camminare non li condivide. Ed a leggere i commenti agli articoli di Aprile non e’ che la base sia poi tanto unitaria in quanto tutti diciamo che dobbiamo unirci poi in tre proponiamo almeno quattro o piu’ soluzioni diverse. Ed ecco che torno al mio antico amore che e’ la Costituzione e la cui salvezza divulgazione ed attuazione dovrebbe unire tutti i sinceri democratici e chissenefrega se di sinistra o no, in una nuova svolta di Salerno, che sia di fondamento per battere le derive antidemocratiche razziste e fasciste che si stanno sempre piu’ concretizzando e che ci hanno ridotto ormai alla piena emergenza democratica. Invece, come i croceristi del Titanic ed anche peggio, mentre la nave affonda continuiamo a litigare sulla musica da suonare per poter affondare in allegria. Ma diamoci una svegliata altrimenti parafrasando quel saggio capo villaggio Africano che diceva: “Quando arrivarono i bianchi, noi avevamo la terra e loro la Bibbia, poi ci siamo addormentati e quando ci siamo svgliati loro avevano la terra e noi la Bibbia”, potremmo dire che quando scese in campo il Kainano, lui aveva i debiti e sarebbe finito in galera e noi la Costituzione, mentre adesso appena e se ci sveglieremo, noi avremmo i debiti e rischiamo la galera e lui sara’ padrone del Paese e della Costituzione, della quale potra’ fare cio’ che vuole. E noi affogheremo al suono degli inciuci delegando a sprovveduti sinistri ed ai fascisti e leghisti spergiuri la difesa e la salvezza della Costituzione.
E’ pur vero che di fronte alla mancanza di prospettive e di possibili soluzioni e grazie alla dabbenaggine insipienza e stoltezza di avere lasciato alla destra tutti i canali mediatici, ci troviamo adesso di fronte ad un qualunquismo montante che fa veramente paura, perche’ ormai le plebi sono per il Barabba piuttosto che col Cristo. E tra parentesi non e’ che tra noi ci sia un Gesu’ Cristo che si farebbe crocifiggere per le macroscopiche kazzate fatte!!! Ma il rinvio di una manifestazione ad Ottobre, dopo le ferie per chi potra’ ancora farle, come gli esami di riparazione, mi ricorda che prima della “Breccia di Porta Pia”, per collaborare all’assalto dei bersaglieri, era prevista una insurrezione cittadina ma il diario di Gregorovius ci informa che: “Causa pioggia l’insurrezione e’ stata rinviata a nuova data”. O come nei versi del Re Bomba di Trilussa che avrebbe voluto dichiarare la guerra alle api, “se non pioveva e non tirava vento”.
Se continua cosi’ andra’ a finire, detto in romagnolo, come “mastro Indusz, che d’in t’un orora u j ni cavett un fus!” (mastro Indugio, che da una quercia non tiro’ fuori un fuso!)

maranimarcel@tiscali.it

Acqua persa

L’acqua che esce dal rubinetto e’ certamente ottima. La rete idrica italiana ha delle falle qua e la’ che implicano delle perdite pari a 6 miliardi di litri al giorno: un litro d’acqua pulita per ogni abitante del pianeta, al giorno: l’acqua che non arriva nelle case italiane per problemi di rete idrica, basterebbe per dissetare l’intera l’Umanita’.
Acqua Azzurra
……
LE MORTI BIANCHE 2
michael-santhers

Come rondine
spaventata
agli spari di mezzanotte
va a flagellarsi
contro un filo
per gli addobbi
di festa patronale
cosi’
impaurito dallo sprono
schioccato
da un aguzzino caporale
di tanto in tanto
cade dal tetto un operaio
-le chiamano morti bianche
forse perche’ lasciano
senza inchiostro
con nessuna firma
il foglio della storia
-sono solo fantasmi
coperti da un lenzuolo
a spaventare il progresso
-sono un uovo nel paniere
che si sognava gallo
e si rompe
a meta’ strada
tra il culo della gallina
e una frittata

….
LE MORTI BIANCHE 3
michael-santhers

Muoiono in disturbo
della quiete pubblica
ma non possono essere multati
-Sono l’addio senza saluto
di un’ombra sgorbio
su un muro abbattuto
in rimozione
-Sono una spiga di grano ancora verde
mozzata per gioco dalla verga
di un villano e non mutera’
il gonfio del sacco al padrone
-Sono un capello strappato
da un ombrello nella sala
d’attesa di un barbiere
-Sono consonanti e vocali
mai sposate a una voce di potere
e finite sotto a un binario
d’inchiostro …all’anagrafe
-Sono un’omelia che guarda
l’orologio
-Sono morti bianche
giunte al podio del silenzio
tra sguardi stracolmi di vuoto

..
THYSSENKRUPP
michael-santhers

D’acciaio le carogne
squagliano vite a cottimo,
fabbricano morti punzonati
col nome profitto


LE MORTI BIANCHE 4
michael-santhers

In concorrenza di mercato
sono leghe speciali
di ossa e sangue
arricchite d’indifferenza
e temprate nell’urla d’agonia

Sono cavie sorteggiate
aspiranti prototipi
pregano l’esperimento per durare,
l’ambizione e’ metamorfosi
da una lamiera a pane

Thyssenkrupp
e’ un regno di zombie
governato da sciagure
ha nella lava il sole
e olio bollente a refrigerio,
esche sono le stelle dipinte
su funereo mantello

Stampa e Tv
falchi a un clamore di
atomi ribelli alla chimica
e sfociati in pianto,
domani scriveranno di umani archiviati
e nei dettagli, di pacchi in legno
dal laboratorio a scaffali di cemento

Un’omelia sara’ corda di sipario
sollievo all’indifferenza di iene
e occultera’ il pane secco, alle lacrime

Per terra
transennato
monumento monco
di stracci e ossa
ne’ di ieri ne’ di domani

…..
Disturbi,sfociano in implori
a una nuvola
a cancellare una storia
mai scritta e firmata in rosso
inchiostro per gli errori

..
A coprirti
un lenzuolo dal colore
come le piume degli angeli
oh! Icaro clandestino
nel viaggio inverso
dal suolo al cielo
mai decollerai
anche se il padrone
sa che la burocrazia
di un autopsia,se unta
sdoganera’ per sempre
il volo dall’imbarazzo

Sono morti bianche
proprio come la neve
che allo sciogliersi
cancellera’ l’arabesco incanto
dei rami zuccherati ai bimbi
e dara’ sollievo
a un passo facile sveltito
agli adulti in affari
che hanno ucciso
con bugie e ingordigie
i sogni d’un numero
che pretendeva un’anima

..
Piazza Navona
Doriana Goracci

Gironzolando in rete, mentre altri ci stanno appesi davvero alle gabbie delle tonnare, ci si puo’ imbattere in due foto: una riporta una bimba con in mano un cartello, dove e’ scritto: ‘Basta Preti’, scritto dalla mamma dietro a lei con minigonna e borsetta, tutta in bianco, stanno a Piazza Navona, fine anni ‘60.

Ed eccone un’altra, donne in zoccoli e gonnellone e pantaloni, un’andatura gioiosa e spavalda, tengono uno striscione con su scritto ‘8 marzo Tra il rito, la festa e il silenzio-scegliamo la lotta’: la scenografia e’ una strada nei pressi della stessa piazza di cui sopra, quella in cui a decine di migliaia il 24 novembre, sono uscite dal silenzio le donne, finendo la loro protesta a Piazza Navona, quella che il Belli nel 1833 raccontava come:
‘Se po’ ffrega’ Piazza Navona mia E dde San Pietro e dde Piazza-de-Spaggna. Cuesta nun è una piazza, e’ una campaggna, Un treato, una fiera, un’allegria…’

La stessa piazza che ha visto noi bambine e piccolini dalla citta’ e dalla periferia, chiedere alla Befana un dono, quella vecchia quasi strega con la scopa e che vola, vola alto assai. In quella piazza finimmo noi, classe ‘50 o giu’ di li’ per il divorzio, l’aborto, l’antinucleare, il disarmo.
Cosa e’ rimasto intorno a queste fontane, all’acqua fresca che zampilla dalle fontanelle di Roma?Cupole e cupoloni.
Cupole azzerate, cupole ricomposte, cupoloni eterni e cantati con irriverenza amorosa, cupole all’ombra dove ritemprarsi da tutto questo svelare cio’ che è sotto la cupola, emerso come non mai, da decenni, da denunce e informazione.
Ed escono dalle cupole, liberi e omicidi, recidivi e patteggianti, minacciosi e garantisti del malaffare, e mi perdo: quant’e’ amaro naufragare in questo mare di memoria, pensavo di essermi liberata e mai come oggi, la resistenza e’ trovare forza in una foto.
..
http://www.masadaweb.org

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