Nuovo Masada

giugno 27, 2008

MASADA n. 733. 26-6-2008. La marea nera

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 4:37 pm

Valtere er debito – Maroni, vatti a far prendere l’impronta della testa! – Renatino de Pedis e la banda della Magliana – Scagionata la Forleo – L’assenso della Menapace alla guerra pur di non far cadere il Governo – Pro-memoria nucleare – Con governi corrotti il problema energetico non si risolvera’ mai – La corruzione e le anime pigre- Silvio e il vescovo

La verita’ e’ brutale, violenta, armata e arrabbiata oppure soccombe
Ammo
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Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza“.
Dante, Inferno XXVI
(Prova a dirglielo a leghisti, fascisti e massoni!)
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Magnifico Uriel!!!!

http://www.wolfstep.cc/index.php?subaction=showfull&id=1214354263&archive=&start_from=&ucat=71,85& &

Finocchiaro chiaro chiaro… OOOLE’ !

Quando io dico che la sinistra sta finendo in merda e sarebbe opportuno un processo di eutanasia, ovviamente passo per fascista, leghista e quant’altro. Il fatto che io mi incazzi per questo, ovviamente, non viene attribuito al fatto che io possa TENERCI ad avere una sinistra: no, perche’ se non sei con noi sei contro di noi. E’ il lato oscuro della porca.

In realta’ il mio metodo e’ semplice: assumo che in politica ogni cosa che viene detta dal capo verra’ applicata in maniera sempre piu’ miserabile dai vari leccaculo, producendo una successione crescente.
Quindi, se Veltroni dice che fara’ opposizione a Berlusconi senza antiberlusconismo, io SO che prima o poi arrivera’ la Finocchiaro e dira’ qualcosa come: “il problema qui e’ che lo propone il presidente del Consiglio in carica per un procedimento a proprio carico. Diciamo che c’e’ una ineleganza, una inopportunita’ che io non fatico a vedere. Mi chiedo se altri fatichino a vederla“.
Io me la vedo al posto di Matteotti, mentre gli sgherri del Battaglione Muti la portano via per violentarla e ucciderla, e lei grida “inopportuni!”, “ineleganti!
O la vedo di fronte all’eccido di Marzabotto, mentre dice:
Qualcuno facilmente scorga la scortesia estrema di questo gesto e colga l’occasione politica per una critica costruttiva e senza pregiudiziali”.
La cosa mi stupisce poco: la Sicilia e’stata il peggior merdaio politico d’Italia dagli anni ’70 a questa parte. L’unica regola era “ogni inciucio e’ permesso”, e non di rado le amministrazioni comunali proponevano giunte eptacolori, enneacolori, endecacolori, e ho il sospetto che siano arrivati alle giunte triskaidecacolori, con opposizione nulla.
Hanno giustificato per anni delle giunte alchemiche ed ossimoriche con la scusa che “la Sicilia e’ un laboratorio politico”. Ovviamente non e’ mai stato chiaro il genere di ricerche compiute in quel “laboratorio”, ne’ quale fosse il fine ultimo di tali ricerche.
Ovviamente, questo significa che il politico locale doveva essere antifascista un giorno ed entrare in giunta con l’ MSI il giorno successivo, essere antidemocristiano antimafioso un giorno ed entrare in giunta con un democristiano in odore di mafia il giorno dopo.
Questo ha creato una sequela di politici vermilingui, i quali hanno la capacita’ di usare eufemismi che normalmente avrebbero un effetto comico. Non so se avete visto il film “300″: ad un certo punto (Tran)Serse dice a Leonida che “le nostre culture hanno molto da condividere“, e Leonida risponde “beh, e’ tutta la mattina che condividiamo cultura“.
Ecco, affermazioni del genere sono un patrimonio culturale del politico siciliano, abituato a vivere in un laboratorio politico nel quale essere antifascisti e andare in giunta con l’MSI non sono atti necessariamente contraddittori: sono atti “di una convergenza disarmata che mantiene le posizioni di entrambi”.
Non c’e’ quindi problema a dire le cose piu’ disparate: se la seconda guerra mondiale e’ stata in fondo “un acceso dibattito”, se a Marzabotto si e’vista una “incomprensibile dialettica hitleriana“, non c’e’ alcun problema nel definire “inelegante” il fatto che Berlusconi si stia facendo una legge pro domo sua.
Questo spiega anche come mai non abbiano fatto alcuna legge contro il conflitto di interessi in due governi su due: non sono mica DEGLI STILISTI, loro! Saranno cavoli di Dolce & Gabbana se Berlusconi e’ inelegante, no?
Suppongo quindi che la soluzione della Finocchiaro al conflitto di interessi sia questo: Valentino senatore a vita. Cosi’ l’eleganza tornera’ in parlamento.
Ovviamente adesso arriva Veltroni e ci informa che la sua teoria della contabilita’ funziona cosi’: “il debito non e’ un buco, cioe’ non e’ un deficit. Ma uno stock che si accumula anno dopo anno in relazione ai mutui e ai titoli che l’Amministrazione pubblica contrae e che dovra’ ripagare in futuro”.
Innanzitutto, caproni analfabeti, il debito non e’ un deficit. Qualcuno di voi intendeva tradurre dal latino? No, no.
Siamo seri: “deficit” infatti deriva dall’aramaico “deficit”, che significa “sguazzo nei soldi mentre garrule odalische in topless mi fanno aria dove neanche il medico ha mai visto la luce del sole“. Gente sintetica, gli aramaici: infatti i sindaci a quei tempi avevano i conti in ordine.
Qualcuno ha mai visto dei buchi a Sodoma, per caso?
Ehm.
Ok, facciamo a Ninive.
Poi andiamo avanti, e Weltroni ci stupisce ancora con la sua teoria della contabilita’: non solo il deficit non c’entra un cazzo col debito, ma e’ uno stock. Cioe’ una riserva.
In pratica, se accumuli dei debiti hai piu’ cose di prima. Cioe’, lui fa riserva di debiti per il futuro. Un po’ come i ghiri attorno a casa mia cominciassero ad accumulare anti-nocciole dentro i propri nidi: indubbiamente passerebbero l’inverno. Inverno nucleare, intendo.
Ma non vi preoccupate: il debito non e’ costruito dalla massa di soldi che il comune deve rendere, ma e’ “in relazione” ad essi: quale sia questa relazione non ci viene detto. Facciamo una relazione di uguaglianza, Walter?
Ma il modo di misurare il debito di Roma, evitando accuratamente le cifre, e’ sbalorditivo:
In Italia – spiega – alla fine del 2007 il debito e’ pari a 1.596,7 miliardi. Il debito del Comune di Roma ne e’ una parte corrispondente allo 0,43%“.
Significa che sono circa 7 miliardi di euro di buco. Una leggera finanziaria dello stato, insomma.
Ma non dobbiamo preoccuparci: si tratta di cifre relative. “A Roma il debito e’ cresciuto dal 2001 al 2007 del 14,4%, a Milano del 18,2%.”
Benissimo. Solo che l’attuale sindaco di Roma e’ in questo momento in trattativa con lo governo perche’ non sa come pagare il debito, che non e’ un deficit, mentre Milano no. Un piccolo particolare del debito, infatti, vuole che si sia in grado di pagarlo.
E le proporzioni sono qui:
Il debito per abitante a Roma e’ di 2540 euro, a Milano 2840“.
Solo che Roma ha, stando a Wikipedia, 2.714.932 abitanti.
Milano, invece, ne ha solo 1.301.577, che moltiplicati per 2840, fa tre miliardi di euro virgola sette. Il che significa, IN SOLDONI, che il debito di MILANO e’ la META’ di quello romano. Infatti, le due cifre 2540 e 2840 differiscono di cosi’ poco, perche’ MILANO e’ ppolosa la meta’ rispetto a Roma.
Tutto bene? No. Il PIL di Milano e’ di 305.550 milioni di Euro, mentre quello di Roma e’ 160.517 milioni di euro. (dati al 2006).
Allora, la mia domanda e’: e’ piu’ facile per i milanesi pagare 3 miliardi di euri, o per i romani pagarne 7? Chi dei due e’ piu’ solido, Waltere? Hai mai sentito parlare di solvibilita’, Waltere?
Davvero vuoi fare i salti mortali paragonando il debito al numero di abitanti, non al PIL? Con che cosa lo paghi, il debito, COI NEONATI o coi soldi?
Che senso ha paragonare il debito con il numero di abitanti e non con il PIL? Perche’ non moltiplichiamo per la longitudine e per l’altezza media sul livello del mare, allora?
Dimmi, Waltere, mi sai spiegare come mai la UE calcoli il rapporto tra debito pubblico e PIL, invece di calcolare il rapporto tra debito pubblico e numero di ABITANTI?
Sono strani, ‘sti europei……
In rapporto al PIL, il debito di Roma e’ 4 volte piu’ grande di quello di Milano. E siccome dovrai, in qualche modo, restituire questi soldi come soldi e non ipotecando gli abitanti, mi spiace ma il PIL di riferimento e’ un dato molto piu’ significativo.
Oddio, lo sarebbe. Lo sarebbe SE avesse un senso il paragone.
Intendo dire, che senso ha paragonare in generale il debito di Roma con quello di Milano? Quando la banca ti chiede di rientrare, tu rispondi che il tuo vicino di casa sia ancora piu’ indebitato di te, Waltere?
A parte il fatto che una banca potrebbe benissimo dare credito a Milano, visto il rapporto col PIL, e non dare lo stesso credito a Roma, mi spieghi che senso abbia il paragone? Avra’ senso politico, suppongo. Ma il debito non e’ un concetto politico, e’ un concetto finanziario. E sul piano finanziario, Roma e’ messa come il porco a dicembre, mentre Milano e’ 4 volte piu’ solvibile.
(non che il comune di Milano spenda meglio: il rapporto piu’ alto tra entrate e costi del debito e’ dovuto al fatto che hanno investito soldi …. in titoli subprime, rimettendoci “un culo di soldi”. E’ il genio milanese per gli affari, darling.).
Ma non si capisce per quale motivo paragonarsi a Milano, per dire, e non a Torino. Oppure a Napoli. O a Palermo. Perche’ mai due aree metropolitane cosi’ diverse? Boh, lo sa solo Waltere.
E che senso ha paragonare il debito pubblico italiano con quello romano? Mah, nemmeno questo e’ molto chiaro, se non nella mente finanziaria raffinatissima di Waltere, che paga i debiti coi cittadini ed e’ meno indebitato se qualcuno ha (che poi non e’ vero) piu’ debiti di lui.
Lo ripeto: planare, sganciare e nuclearizzare. Solo quando di questa merda non sara’ rimasto nulla, avremo spazio per ricostruire una nuova sinistra. Dove i debiti siano debiti, i diritti siano diritti,, le porcate siano porcate e l’opposizione sia opposizione.
E magari, sognando, il governo sia governo……

Uriel
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Schediamo la testa di Maroni tra i cercopitechi non humanoidi
Viviana Vivarelli

Maroni vuole schedare i nomadi con le impronte digitali. Coro di no. Siamo in piena discriminazione nazista. Maroni vuole un censimento per scegliere chi ha diritto a rimanere in Italia e chi no. Dice che lo fa per tutelare i minori. Prima schediamo i piccoli rom, poi le pantegane. Nelle teste leghiste forse queste godono di maggior rispetto.
Nelle nostre teste chi ha perso ogni forma di rispetto sono quelle pantegane dei leghisti. Cosa lo sventolavano a fare il crocefisso? Per darlo in testa ai piccoli rom? In quale situazione miserabile di paria sociali vorrebbero tenere i nomadi?
Prima schediamo i rom, poi gli islamici, poi gli extracomunitari. Pronti i lager sopra Ponte di Legno.
A fianco dei neonazisti in camicia verde marciano Alemanno e la schiera dei fascisti xenofobi e islamofobi che giurano, anche loro, di militare per valori cristiani. Gott mit uns!
Il Papa tace. Eppure anche gli zingari sono cristiani e devoti della Madonna. Il Papa e’ troppo occupato a scansare il Dalai Lama e a difendersi dalle insinuazioni di ritorno sul rapimento di Emanuela Orlandi, figlia di un funzionario vaticano, ricattato per turpi versamenti di soldi neri della criminalita’ organizzata sul conto IOR gestiti da certo Marcinkus reo di uno sporco affaraccio bancario che costo’, nel 1982, 8 morti, un crack di 1.193 miliardi di lire e la sottrazione dello stesso cardinale al tribunale ordinario grazie alla sfacciata impunita’ delle tonache nere. Dopo inedite deposizioni dell’amante di Renatino de Pedis, si e’ trovato un gabinetto in un cunicolo sotterraneo dove 20 anni fa, forse, e’ stata sepolta l’infelice fanciulla rapita per ricattare chissa’ chi. Il Vaticano smentisce con accanimento le accuse, ma continua a non dare spiegazioni sul perche’ un boss del feroce clan della Magliana e’ stato seppellito in segno di riconoscenza in una cripta della basilica di Sant’Apollinare a Roma. Riconoscenza di che?
Il fervoroso Alemanno dunque vuole proteggere i bambini rom dall’accattonaggio schedandoli. Vogliamo cucirgli sulle camicie anche un triangolo marrone? Capisco che i predecessori di Alemanno cominciarono schedando gli ebrei e gli omosessuali e ce l’avevano con gli zingari anche loro, tant’e’ che ne uccisero parecchi. Il 2 agosto 1944, 3.000 Rom vennero sbattuti e uccisi nelle camere a gas nella sola Auschwitz. 500.000 fu il numero totale dell’eccidio. Anche su di loro il Papa non ha mai detto una parola, troppo impegnato a curare gli interessi di chi ha troppo per ricordarsi i bisogni di chi non ha niente. Ieri come oggi, sapeva e taceva, in una complicita’ turpe col regime.
Non vorremmo rivedere queste cose. Non vorremmo nemmeno sentir ripetere alcuna delle gesta miserabili di questo eccidio.
Non so se al tempo di Hitler e Mussolini, anche Pio XII parlava cosi’: “Esprimo una particolare gioia per i segnali di un clima nuovo, piu’ fiducioso e costruttivo tra le forze politiche italiane, e le istituzioni, in virtu’ di una percezione più viva delle responsabilita’ comuni per il futuro della Nazione. Cio’ che conforta e’ che tale percezione sembra allargarsi al sentire popolare, al territorio e alle categorie sociali. E’ diffuso infatti il desiderio di riprendere il cammino, di affrontare e risolvere insieme almeno i problemi piu’ urgenti e piu’ gravi, di dare avvio a una nuova stagione di crescita economica ma anche civile e sociale.”
I problemi piu’ urgenti e piu’ gravi della Nazione sembra siano, per il Papa, “dare maggiori contributi alle scuole private”. E gia’ questo in un mondo che muore di fame dove i diritti fondamentali sono negati diventa una bestemmia, una prospettiva morale e sociale talmente minoritaria da essere offensiva. Ed essendo il discorso indirizzato a una Nazione senza alcuna discriminante esplicativa, con un Berlusconi impazzito che, tempo due giorni, prima si fa votare una legge per rimandare di un anno il suo processo bloccandone altri 100.000 e dopo si fa votare l’improcessabilita’ per tutto il mandato e anche quello successivo nel caso di “altra legislatura”, mentre l’Italia sta marciando verso una nera recessione e i diritti delle Giustizia sono fatti a pezzi… insomma, Santita’, siamo abituati alle sue clamorose gaffe, ma questa le supera tutte e fa dubitare del suo senso di responsabilita’. Non so se Pio XII, il grande mutolo, si sarebbe espresso in un elogio cosi’ sperticato ad un governo che stava uccidendo tutti i diritti democratici, ma, anche tendendo conto delle debite proporzioni e distanze, un simile discorso sarebbe stato alquanto disdicevole allora come adesso. Insomma, Santita’, c’e’ modo e luogo, e lei ha sbagliato entrambi ed anche il tempo. E la compagnia.
Una sola cosa e’ ben chiara. In un regime dove il principio fondamentale dell’eguaglianza di fronte alla legge viene calpestato in primo luogo da chi, come capo del Governo, avrebbe il dovere di tutelare la Costituzione, e si parla di schedare la gente da parte di chi ha nera l’anima come la camicia, qualunque persona oggi sia un cittadino rischia, domani, di essere trattato come uno zingaro.

Walt Whitman

Straniero, se tu passando mi incontri e desideri parlare con me,
perche’ non dovresti parlarmi?
E perche’ io non dovrei parlare con te?

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Renatino de Pedis e la banda della Magliana
Da Wikipedia

Enrico de Pedis detto Renatino, morto a 36 anni fu uno dei peggiori criminali italiani, boss dell’organizzazione criminale romana Banda della Magliana. Fu ucciso a colpi di arma da fuoco a Roma nei pressi di Campo de’ Fiori in un regolamento di conti. Aveva uno spirito imprenditoriale fuori dal comune. Mentre gli altri sperperavano i propri bottini nei loro vizi, Renatino investiva in attivita’ legali i suoi proventi: imprese edili, ristoranti, boutique. A un certo punto non volle piu’ dividere i ricavi con gli altri e venne ammazzato.
La banda della Magliana non era una qualsiasi banda criminale, ma la piu’ potente organizzazione criminale che abbia mai operato a Roma. Le vennero attribuiti legami con Cosa Nostra, Camorra e ‘Ndrangheta, ma anche con esponenti del mondo della politica come Licio Gelli e la Loggia P2, nonche’ di estrema destra eversiva, servizi segreti e settori deviati della finanza vaticana (IOR, Monsignor Marcinkus). Questi legami, sotterranei rispetto alle normali attività criminose della banda (traffico di droga, sequestri e scommesse ippiche) e spesso non chiariti, hanno fatto balzare il gruppo alle cronache storiche degli anni di piombo, legandone le sorti a questi casi della cronaca nera italiana:
-Omicidio di Carmine Pecorelli
-Omicidio di Aldo Moro
-Attentato a Roberto Rosone
-Caso Roberto Calvi
-Ritrovamento dell’arsenale custodito nei sotterranei del Ministero della Sanita’
-Depistaggi nell’inchiesta sulla strage alla stazione di Bologna.

La banda della Magliana mirava al completo controllo criminale di Roma. Traffico di droga, eversione nera, rapine, bische e scommesse clandestine, assassini anche su commissione. Fino agli anni 70 le organizzazioni del crimine che volevano taglieggiare i quartieri romani evitavano l’uso della armi. Con la banda della Magliana l’escalation della violenza fu immediata. La Banda aveva molti capi, ma i proventi erano sempre divisi in parti uguali, de Pedis sgarro’ a questa legge e lo pago’ con la vita.
Alcuni dei capi erano simpatizzanti di destra. I primi legami con i gruppi neofascisti furono attraverso il professor Aldo Semerari, celebre criminologo leader del gruppo ‘Costruiamo l’azione’, che durante l’estate del 1978 organizzo’ diversi incontri politici nella sua villa di Rieti. Semerari intendeva sfruttare la banda come braccio armato del gruppo politico che andava formando, era anche un esponente della loggia massonica P2 ed aveva forti legami con il SISMI, legami e conoscenze che trasferi’ velocemente a quelli della Magliana. Il sodalizio duro’ poco perche’ Semerari aveva preso accordi simili anche con la Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo. Fece l’errore di accordarsi anche con l’organizzazione rivale di Cutolo, la famiglia di Roberto Ammaturo, e alla Nuova Camorra Organizzata. Rimase implicato nelle indagini della procura di Bologna relative alla strage del 2 agosto. Incarcerato, si offri’ di collaborare in cambio della liberta’, ma poi prese a temere per la propria vita, parlandone con la propria segretaria (che fu uccisa), egli stesso scomparve e fu trovato decapitato.
Ma il primo vero sodalizio tra la Banda e i gruppi di estrema destra si ebbe coi giovani dei Nuclei Armati Rivoluzionari (NAR), attraverso Carminati, giovane neofascista, arrivarono poi Valerio Fioravanti e Francesca Mambro.
La banda riciclava il denaro sporco delle rapine con cui i NAR si finanziavano ed in cambio i ragazzi neofascisti effettuavano lavori di manovalanza come riscuotere i crediti dell’usura o trasportare droga. C’era poi la gestione comune delle armi: mitra, bombe, fucili ritrovati sorprendentemente nei sotterranei del Ministero della Sanita’.
Qua furono ritrovate anche cartucce di una marca particolare – Gevelot – difficilmente trovabili sul mercato e 4 proiettili dello stesso tipo erano stati utilizzati per l’omicidio del giornalista Pecorelli che aveva annunciato clamorose rivelazioni su Andreotti.
Al processo emerse un chiaro coinvolgimento della banda nel delitto, anche se Carminati, imputato di aver commesso materialmente l’omicidio venne poi assolto. Dal processo emerse anche la prova di rapporti tra Vitalone e de Pedis.
Dopo la morte del de Pedis si scoprirono 80 miliardi di beni mobili e immobili, un fiume di denaro sporco, frutto di riciclaggio del traffico di armi e droga, poi reinvestito in affari e appalti resi possibili dagli appoggi politici, di alto livello.
Il de Pedis fu legato a molti delitti e a molti casi rimasti irrisolti come il rapimento di Emanuela Orlandi, la giovane figlia di un funzionario vaticano, scomparsa nel 1983, il cui caso e’ stato spesso messo in relazione con l’attentato a Giovanni Paolo II, col caso Calvi e i rapporti tra Vaticano e Banco Ambrosiano. Le accuse erano che De Pedis si faceva riciclare il denaro sporco dal cardinale Marcinkus che lo investiva nello IOR, la banca del Vaticano. De Pedis ringraziava poi il Vaticano stesso con ingenti donazioni per cui agli occhi di Voitila non compariva piu’ come un efferato delinquente ma come un benefattore. Tant’e’ che la vedova chiese e ottenne che il marito fosse tolto dalla precedente sepoltura e seppellito in una importante basilica di Roma.
Il 6 marzo 1990, a soli 32 giorni dalla morte, il rettore della basilica, monsignor Piero Vergari, attesto’ con una lettera lo status di grande benefattore di de Pedis: “Si attesta che il signor Enrico de Pedis nato in Roma – Trastevere il 15/05/1954 e deceduto in Roma il 2/2/1990, e’ stato un grande benefattore dei poveri che frequentano la basilica ed ha aiutato concretamente a tante iniziative di bene che sono state patrocinate in questi ultimi tempi, sia di carattere religioso che sociale. Ha dato particolari contributi per aiutare i giovani, interessandosi in particolare per la loro formazione cristiana e umana”.
Dopo 4 giorni l’allora Vicario della diocesi di Roma, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il cardinale Ugo Poletti, rilasciava il nulla osta alla sepoltura di de Pedis all’interno della basilica di Sant’Apollinare. Il 24 aprile la salma venne tumulata e le chiavi del cancello consegnate alla vedova.
La cripta e’ inaccessibile ad altri. Ci sono state nel tempo molte proteste dei cristiani contro questo trattamento privilegiato quale non e’ dato nemmeno a principi e presidenti ma il Vicario non ha mai desistito da questa concessione. Eppure, secondo il diritto canonico, nessuno puo’ essere seppellito in chiesa, a meno che non sia il Papa, un cardinale o un vescovo. Cosa aveva spinto Voitila a fare questa incredibile concessione?
De Pedis e’ l’uomo che attraverso’, ai comandi, le due fasi della banda della Magliana, quella dei sequestri, delle scommesse, della droga e poi quella degli affari con Cosa Nostra, con la camorra, con i neofascisti e con Flavio Carboni, Francesco Pazienza, forse la P2 di Gelli, il Banco Ambrosiano di Calvi, lo Ior di Marcinkus..
In quella tomba Renatino si porto’ dietro scottanti segreti, ma anche senza conoscerli, la sua sola sepoltura riversa sulla Chiesa pesanti sospetti.
Fu la giornalista Antonella Stocco nel 97 a rivelare sul Messaggero la sepoltura.
Il palazzo della basilica e’ di proprieta’ dell’Opus Dei.
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Citazione: “Ecco, magari de Pedis non era proprio un benefattore per tutti. Ma per Sant’Apollinare si’“.
Giulio Andreotti

Scagionata la Forleo
Sara Paglini riporta:

Ansa ora ora…:
Il gip di Milano Clementina Forleo e’ stata assolta dalla sezione disciplinare del Csm dall’accusa di aver violato i suoi doveri per i contenuti dell’ordinanza con la quale, nel luglio del 2007, chiese alle Camere l’autorizzazione all’uso di intercettazioni che riguardavano alcuni parlamentari nell’ambito della vicenda Unipol.
La decisione e’ stata presa dopo due ore di camera di consiglio. Il rappresentante della Procura generale della Cassazione, Federico Sorrentino, aveva invece chiesto la condanna di Forleo alla censura e al trasferimento d’ufficio.
La richiesta si riferiva all’ordinanza con la quale nel luglio 2007 chiese alle Camere l’autorizzazione all’uso di intercettazioni che riguardavano alcuni parlamentari, tra cui Piero Fassino e Massimo D’Alema.
La ragione per la quale Forleo andava condannata, ha spiegato il rappresentante dell’accusa, il sostituto pg della Cassazione Federico Sorrentino, e’ che ha espresso “un abnorme e non richiesto giudizio anticipato” su alcuni di questi parlamentari che pure non erano indagati, ledendo i loro diritti ed esorbitando dalle sue competenze. E cosi’ non solo ha commesso una “grave violazione di legge”, ma anche dimostrato scarso equilibrio. In quell’ordinanza, Forleo aveva definito “consapevoli complici di un disegno criminoso” D’Alema e il senatore Nicola La Torre, ipotizzando per loro il possibile concorso nel reato di aggiotaggio. E li aveva descritti come “pronti e disponibili a fornire i loro apporti istituzionali in totale spregio dello stato di diritto. Il difensore di Forleo, il procuratore di Asti Maurizio Laudi, ha invece chiesto l’assoluzione, ritenendo del tutto infondate le accuse nei confronti della sua assistita. La sezione disciplinare si è riunita in camera di consiglio per decidere.
SPERO CHE ANCHE DE MAGISTRIS ABBIA GIUSTIZIA
Il gip di Milano, Clementina Forleo, ha rivolto un pensiero al collega Luigi De Magistris
..
Okei, la Forleo e’ stata scagionata, ma le accuse a d’Alema riprendono?
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Da Franco di Cento
Visti dagli altri – Internazionale
L’immigrazione necessaria

L’Europa, nonostante la sua diversita’, puo’ essere molto provinciale. In tutto il continente l’atteggiamento verso l’immigrazione si fa di giorno in giorno piu’ duro, in particolare in Italia. La scorsa settimana il parlamento europeo ha approvato nuove regole per l’espulsione degli immigrati irregolari, e il governo di Silvio Berlusconi ha messo a punto una delle leggi piu’ severe del continente, sollevando l’opposizione di associazioni umanitarie, dell’Onu e del Vaticano. Tuttavia, con la natalita’ in forte calo e una popolazione sempre piu’ anziana, l’Italia non potrebbe sopravvivere senza i lavoratori stranieri.

Inutile aggiungere altre parole a questo commento di The New York Times.
Ormai parlare di civilta’ e’ fuori luogo ! Specie quando esempi di incivilta’ ci vengono dall’alto.
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L’equo compenso
Carlo de Lucia

“I guadagni e le ricompense professionali dovrebbero oscillare in una “forchetta reddituale” di qualche migliaia di euro mensile, in piu’ o in meno, fra il reddito piu’ basso e quello piu’ alto di tutti i “lavoratori/produttori”. In un Paese davvero “vero” e “nobile”, e non come il nostro, sfigurato, monco e disabilitato politicamente, socialmente, culturalmente ed economicamente, la troppa ricchezza e la troppa poverta’ dovrebbe essere abolita, eliminata, condannata, sparita. Questo dovrebbe essere il primo sacro obiettivo dei politici davvero illuminati”
..
Gandhi
L’uomo rimane al di sotto delle bestie finche’ e’ egoista e indifferente alla felicita’ del prossimo
Supera il livello delle bestie quando incomincia a lavorare per il benessere della sua famiglia
La legge morale richiede anche che gli uomini fortini una comunita’ e o di una nazione considerino come loro primo dovere proteggere i deboli e gli oppressi
Se tutti gli uomini capissero cosa significa servire gli altri, considererebbero un peccato arricchirsi
Non ci sarebbero, allora, sperequazioni nella distribuzione della ricchezza e di conseguenza sparirebbero le carestie e la fame
.”
..
Qui non ci occorrono energie alternative
ci occorrono politici alternativi
perche’ con questi siamo arrivati alla fine della corsa

Viviana
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L’assenso della Menapace alla guerra pur di non far cadere il Governo
Carlo Gubitosa

Cara Lidia
Io non sono un prete, e quindi non chiedo pentimenti a chi non la pensa come me. L’unica cosa che mi aspetto da chi mi sta davanti e’ l’onesta’ intellettuale necessaria a qualunque ragionamento politico che sia leggermente piu’ articolato del “si puo’ fare solo come dico
io e non cambio idea”.”
A Lidia Menapace che ha difeso le scelte di Rc di sostenere ad ogni costo il governo Prodi anche rifinanziando la missione afgana dico: di fronte all’estinzione di un partito nei banchi del parlamento, perche’ nessuno si e’ chiesto se fosse piu’ efficace l’integrita’ del 98 o la fedelta’ del 2008?… Oggi sappiamo che anche dopo aver superato lo scoglio delle missioni militari, il governo prodi era condannato a morte oltre ogni possibile lealta’ di Rifondazione. Con questo senno di poi, non credi che per affermare con forza i valori della pace, della nonviolenza e della cooperazione non armata sarebbe stato piu’ efficace far cadere il governo prodi sui temi della nostra presenza militare all’estero anziche’ farlo sprofondare nelle sabbie mobili delle rogne giudiziarie della famiglia Mastella? Non sarebbe stato meglio affermare in Parlamento che il potere degli uomini di Pace puo’ far cadere i governi anziche’ perseguire a tutti i costi la pace degli uomini di potere?.. Mastella ha considerato i suoi interessi privati piu’ importanti della lealta’ al governo, mentre
invece Rifondazione ha messo questa lealta’ perfino al di sopra della Costituzione, che ci impedisce di risolvere problemi conflitti e controversie facendo cio’ per cui sono addestrati i militari, comunque lo si voglia chiamare… Oggi mi sento orfano di riferimenti ideali e politici, non so piu’ in chi e cosa credere perche’ ormai so che chi mi parla di nonviolenza
nei dibattiti pubblici di oggi domani potra’ votare in parlamento cio’ che ripudio, e mentre prego che non tocchi mai a me un simile percorso di evoluzione al contrario, in questo deserto dell’anima e della politica continuo a pensare ostinatamente che scrivere e ragionare possa servire ancora a qualcosa.”

Pro-memoria nucleare
Paolo De Gregorio

-439 sono i reattori nucleari funzionanti nel mondo (104 USA, 59 Francia, 55 Giappone, 31 Russia)
-questa produzione copre il 6,4% di tutta la energia prodotta nel mondo, e il 15% dell’energia elettrica mondiale
-il fotovoltaico copre il 6,4 della produzione globale di elettricita’ (fonte European Photovoltaic Industry Association), cresce del 40% annuo
-nel 2006 l’eolico copriva l’1% della produzione globale, cresce del 25% annuo
-dal 1978 negli Usa e dal 1991 in Francia non sono state piu’ costruite nuove centrali nucleari
-secondo AIEA (agenzia internazionale energia atomica) le riserve di uranio sono di 4,7 milioni di tonnellate e si trovano in Australia (28%), Kazakistan (18%) e Canada (12%)
-l’uranio andra’ in esaurimento a consumo attuale, nel 2055, con nuove centrali molto prima. Il costo dal 2005 al 2008 si e’ quadruplicato (da 20 a 85 dollari)
-problema irrisolto: lo stoccaggio delle scorie. Solo gli USA hanno realizzato una soluzione, ma soltanto per lo stoccaggio delle scorie di 2° grado, mentre resta incerto il destino delle scorie di 3° grado (ad alta radioattivita’), che restano accantonate all’interno delle centrali
-nessuna persona onesta e’ in grado di definire il costo del kilowattora nucleare, perche’ al prezzo di costruzione della centrale, quelle di ultima generazione costano 4/5miliardi di dollari (fonte Rubbia), si deve aggiungere, dopo circa 40 anni di esercizio, il costo dello smantellamento e lo stoccaggio delle scorie, processo che costa piu’ della costruzione della centrale nuova, a cui si deve aggiungere il costo della sorveglianza dei siti di stoccaggio per centinaia di anni
-per costruire la centrale Usa di Maine Yankee negli anni 60 sono stati spesi 231 milioni di dollari, recentemente ha finito il suo ciclo produttivo e per smantellarla sono stati stanziati 635milioni di dollari (Ecoage.com)
-in Italia la cosa si complica. Nel 2006 (19 anni dopo la chiusura di tutte le centrali nucleari per il referendum) l’effettivo smantellamento aveva interessato solo il 6% delle strutture, mentre la maggior parte delle spese (che paghiamo noi in bolletta elettrica) e’ stata dedicata a mantenere in sicurezza l’esistente. La stima piu’ recente, contenuta nel piano industriale della Sogin (la societa’ costituita per risolvere il problema nucleare) e’ di circa 4,3 miliardi di Euro, la data di fine bonifica sarebbe il 2024, se nel frattempo fosse operativo il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi (che si tento’ di fare a Scanzano, in Basilicata, ma fu bocciato dalla insurrezione popolare). Per fermare per sempre il nucleare, basterebbe chiedere che i lavori iniziassero appena demolite le vecchie centrali e messe in sicurezza le scorie radioattive, anche perche’, senza terminare questa operazione non si puo’ stabilire con esattezza quanto ci costa un kilowatt creato col nucleare
-gli impegni internazionali presi dall’Italia di ridurre le emissioni dei gas-serra prevedono pesanti sanzioni se questi impegni non verranno onorati. Il fotovoltaico e il solare termodinamico hanno brevi tempi di realizzazione, mentre il lungo ciclo di costruzione del nucleare (15 anni) farebbe aumentare le spese per le multe che andrebbero conteggiate nel costo della scelta nucleare.
Qualche riflessione etica. E’ immorale fare la scelta nucleare considerando che si lascia alla TERRA un’eredita’ di inquinamento molto pericoloso per decine di migliaia di anni e che il ciclo del nucleare civile serve anche a quello militare e quindi questa tecnologia, se adottata massicciamente, aumenta i pericoli di proliferazione di armi atomiche. E’ stupido fare centrali costosissime che dipendono dall’uranio, che e’ in esaurimento, controllato da pochi, e significa passare dalla dipendenza dal petrolio a quella dall’uranio, mentre il sole e’ democratico e gratis e brilla su tutti gli uomini. Nel deserto del Nevada e’ stato realizzato un impianto solare termodinamico del costo di 200 milioni di dollari, 64 megawatt di potenza, realizzato in 18 mesi. Questo tipo di centrali e’ realizzabile in quasi ogni parte del mondo, decentra la produzione di energia, porta lavoro e l’energia diffusamente sul territorio, non produce scorie e non ci sono pericoli per incidenti. E’ in grado di produrre tutta l’energia di cui un paese ha bisogno, basta scegliere di finanziarle e costruirle. Ma la caratteristica piu’ importante della scelta solare e’ quella della microgenerazione diffusa sul territorio, dai tetti dei capannoni industriali a quelli delle case, alla costruzione di centrali termodinamiche non gigantesche legate e utili al territorio cittadino, senza monopoli ne’ multinazionali a dettare legge sui prezzi, come accadrebbe sicuramente con il nucleare. Molto positiva e’ la scelta dell’ATM di Milano di alimentare la linea 1 della metropolitana con pannelli fotovoltaici installati sui tetti del deposito di Precotto. La lobby del nucleare e’ legata agli Usa, che probabilmente ci venderebbero i reattori Westinghuose chiavi in mano, e ai paesi produttori di uranio. Sono tali e tanti i pericoli e le assurdita’ del nucleare che i suoi sostenitori hanno senza altro un profilo cinico e criminale, ben sapendo che la tecnologia solare puo’ produrre la stessa quantita’ di energia a parita’ di denaro investito (smantellamento compreso) e non lascia eredita’ radioattive alla nostra terra
Mentre tutto il mondo guarda alle energie dal rinnovabile, questo governo punta al nucleare, ma la verita’ e’ che non vogliono un cittadino autosufficente, ma dipendente! Solo cosi’ lo potranno manovrare e loro piacere!

Con governi corrotti il problema energetico non si risolvera’ mai
Viviana Vivarelli

Sul solare, l’eolico e il fotovoltaico, con 3 governi Berlusconi, 1 Prodi, 1 D’Alema e 1 Dini, non si e’ arrivati a capo di niente. Che tra tutti facessero piu’ schifo di cosi’ e’ impossibile. C’e’ stato qualche piccolo esperimento di immagine da parte di Pecoraro Scanio, ma proprio un’inezia, e nella finanziaria triennale appena votata le energie rinnovabili nemmeno ci sono. Pecoraro Scanio e’ stato per 2 anni Ministro dell’Ambiente ma se ci sono stati incentivi a chi si metteva pannelli o pale lo avra’ saputo qualche suo intimo. Al momento non c’e’ nemmeno una legge sui microgeneratori, mentre in UK li vendono nei supermarket da almeno 4 anni. E non parliamo di quello che e’ stato fatto o non fatto con termovalorizzatori, discariche e rigassificatori per non ammazzarli tutti subito. Non esiste nemmeno un piano geologico del territorio. E, se altrove coi rifiuti ci vanno in Borsa e ci traggono materie utili e energia, ai nostri politici gli fa schifo anche occuparsene, o forse un giorno ci diranno che hanno scoperto il solare facendo un giro fra le bancarelle, come disse il pietoso Fassino sul carovita o guardando le auto passare in autostrada, come disse Berlusconi. Questa gente sta fuori del mondo e non e’ nemmeno intelligente. Pensare a come hanno sabotato l’Italia e hanno fatto di tutto per buttarla in una dittatura, retta dai piu’ criminali e incapaci, e’ semplicemente orribile. Sono stupidi e cattivi. Tutti.
Per le pale eoliche il nostro paese e’ rimasto alla querelle di quanto sono brutti questi frullapasseri, come se i tralicci elettrici fossero meglio, che intanto producono inquinamento elettromagnetico e frullano le cellule delle persone in forme tumorali e ancor peggio fanno le antenne per le telecomunicazioni (pensiamo solo a quelle cancerogene di Radio Maria ancora attive e mortifere) senza parlare della minaccia alla salute delle microantenne per i cellulari che sono piazzate dappertutto senza permesso alcuno, veri killer sulla salute della gente, o pensiamo agli eccessi nell’uso dei cellulari in cui battiamo il record mondiale e a momenti le amorose mamme italiane li attaccano anche al collo dei neonati per folgorargli meglio occhi e testicoli, ma si sa che il bisogno impellente di questa era storica di mentecatti e’ vedere la partita sui 2 pollici e mezzo. Persino l’OMS ci ha messi in guardia per gli eccessi di tralicci e antenne, ma tant’e’, siamo i campioni del superfluo.
Rubbia costruisce enormi centrali solari in Spagna e in Cina. Se Berlusconi lo caccio’ per sostituirlo con un elettricista della Lega, tanto valeva metterci Sgarbi che teme che l’eolico deturpi il paesaggio (e le autostrade allora sono belle? e i tralicci dell’Enel? e i termovalorizzatori? o le discariche? sulle discariche Sgarbi sembra non abbia nulla da ridire, e’ troppo occupato dall’Ara Pacis o a sputare in faccia a qualcuno), ma Prodi non ha certo richiamato Rubbia ne’ lo ha fatto Pecoraro Scanio. E del suo progetto in Calabria che cosa ne e’ stato?
Prodi riparlo’ persino della riapertura delle miniere di carbone in Sardegna che avrebbero funzionato in perdita quanto l’Alitalia, a spese nostre ma con guadagno di un privato. I Ds parlavano di carbone pulito. Ora Scajola parla di nucleare pulito. Qui di pulito non c’e’ nulla, tanto meno loro.
Se Prodi avesse speso in energie rinnovabili i 29,9 miliardi di euro che ha voluto buttare in guerra arricchendo Finmeccanica e le corporation americane, il problema dell’energia oggi nemmeno lo avremmo, ma si vede che i progetti molto cattolici erano investire in morte non in vita Ma l’estrema sx era troppo intenta a votare il rifinanziamento della guerra afgana per pensare a queste bazzeccole. Speriamo che qualcuno di loro si sia accorto almeno che a forza di fare cazzate sono usciti dal Parlamento (e questo vale anche per la Menapace che col suo voto alla guerra mi ha proprio accoltellato).
Al momento e’ verosimile che l’unica cosa a cui i capetti del Pdl tengono e’ la spartizione dei miliardi che verrebbero esposti per finanziare, non si sa quando ne’ si sa dove, le nuove centrali. Per le rivolte delle popolazioni alle centrali che per di piu’ ammazzerebbero i fiumi si puo’ sempre pensare ad altri 3000 militari. Un’enorme sottrazione di denaro pubblico nella solita voragine oscura. (Per il ponte di Messina- 5 miliardi- credo siano spariti gia’ piu’ di 300 milioni di euro e non c’e’ nemmeno un progetto). Come per le Grandi Opere, bastera’ aprire il 1° cantiere con grande battage mediatico e poi si vedra’. E, come per le Grandi Opere, i grandi spartitori sono gia’ sul campo, criminalita’ organizzata compresa, quella che oggi si chiama Nuova Impresa o Impresa Nostra che e’ la Cosa Nostra imprenditorialmente riciclata e da 14 anni Berlusconi non fa altro che darle una manina. La ‘ndrangheta calabrese e la mafia siciliana si sono gia’ spartiti gli appalti del futuro ponte di Messina e per le centrali nucleari bastera’ riprendere i famigerati Piani Obiettivo (tanto lodati anche da Prodi) e sostenere la necessita’ ed urgenza (il settimanale rialzo delle bollette convincera’ subito gli italiani) per affidare ai soliti noti i lavori per le centrali, ripetendo la strage dei trafori che vedemmo favorire l’azienda di scavi di Lunardi, niente gare, niente controlli, tutto ad personam, i peggiori avanzino!
Gli egizi fecero le piramidi, gli antichi cinesi dirottarono fiumi immensi, nell’America dei pionieri si fece una ferrovia che attraverso’ l’America, i nonni dei contadini attuali piantavano querce e Ford aumentava i compensi agli operai perche’ acquistassero una macchina, oggi un governo c’e’, domani chissa’, chi sale al potere deve razzolare in fretta, del futur non v’e’ certezza, del guadagno immediato invece si’, oggi non pianifica a tempi lunghi piu’ nessuno, si vive alla giornata e in una politica ormai solo mediatica che si regge su annunci roboanti e ignora il futuro. Ai tempi dei nostri nonni il futuro comprendeva una speranza per i nipoti, oggi non si arriva al mese prossimo. Tutto e’ superficiale, frettoloso, alla giornata, povero di concretezza, rozzo e stupido e a un leader basta annunciare qualcosa coram popolo e rapinare piu’ in fretta che puo’. Alla peggio ci sara’ qualche paradiso fiscale pronti ad accoglierlo, se non si fa in tempo ad imbavagliare in fretta la Magistratura e a blindare il potere, Finocchiaro aiutando.
In Italia nessuno sembra in grado di fare piu’ pianificazioni a lungo termine: le imprese fanno progetti calibrati sull’anno perche’ i manager sono pagati su ricavi annuali, i governi si sono specializzati in politiche gridate per convincere un elettorato ignorante e sensazionalista. Prodi ha fatto poco, Berlusconi meno, ma poiche’ grida molto e mente molto, sembra che faccia di piu’. Peggio ancora, molti credono che cio’ che e’ annunciato sia anche realizzato e lo danno per certo anche se 4 governi berlusconiani di sicuro hanno dimostrato, per certa, solo l’impunibilita’ e la dittatorialita’ del soggetto. Ma siamo fatti anche di sogni, anzi a questo punto solo di sogni, cioe’ siamo mentalmente drogati. Solo che coi sogni si compra sempre meno e anche le imprese alla fine se ne accorgeranno che qualcosa non va e che tenere libero un delinquente non riempie i loro fatturati. Ma il Vaticano ha detto che va bene cosi’, e se lo dice uno che vive ai tempi di Pio IX e che sotterra in una basilica un boss della mala di cui ricicla i soldi neri, gli possiamo anche credere.
Rubbia dice: usiamo il solare termodinamico perche’ e’ quello che costa meno, inquina meno, e’ alla portata di tutti, e’ pulito, non e’ esauribile, non ci mette alle dipendenze di nessuno, non rimanda il problema, si puo’ fare subito. Un metro quadro di specchi costa molto di meno di qualsiasi altra cosa, si concentra la radiazione, che scalda un fluido, fa ruotare una turbina e produce energia elettrica. Nel 2004 Rubbia diceva: “il costo complessivo dell’impianto oscilla tra i 100 e i 150 euro a metro quadrato. E da un metro quadrato si ricava ogni anno un’energia equivalente a quella di un barile di petrolio. Il che vuol dire che utilizzando un’area desertica o semidesertica di dieci chilometri quadrati si ottengono mille megawatt: la stessa energia che si ricava da un impianto nucleare o a combustibili fossili, ma con costi inferiori e con una lunga serie di problemi in meno”. Lo diceva nel 2004. Oggi e’ anche meglio.
I microgeneratori li puo’ fare la FIAT che li saprebbe fare benissimo cosi’ fa affari, salva manodopera e tutela meglio i suoi investimenti, visto che le auto continua a farla a benzina.
L’industria energetica tedesca occupa nell’eolico gia’ 250.000 persone.
Potremmo usare anche l’acqua, ma il mare per noi e’ una cosa ignota che serve solo alla balneazione. Le fonti le regaliamo, l’acqua da bere la svendiamo, per i fiumi basti pensare che solo per il Po ci sono 22 enti diversi, e’ il delirio, nei laghi non riusciamo nemmeno a trattenere l’acqua, le correnti marine ci accorgeremo cosa sono quando il ponte di Messina se lo porteranno via.
Il problema gravissimo qui non e’ la mancanza di petrolio, e’ la mancanza di menti pensanti, ma finche’ avremo culi pesanti e mani rubanti qualunque sia il problema c’e’ la certezza di non risolverlo mai.
..
La posta e’ alta
Jhonny

Ormai la posta in gioco e’ alta, molto alta.
Mai lo fu cosi’ tanto.
Qui’ si tratta della “vita” cosi’ come la conosciamo e del “futuro”, nostro e dei nostri figli. Stiamo sacrificando tutto al tornaconto personale di combriccole, compari ed amici degli amici?!
Da 20 anni, si parla ma non si fa’ nulla che non riguardi direttamente o indirettamente. questioni “private” di questo o quel soggetto; in particolar modo di uno.
Le Istituzioni di stampo ottocentesco sono ormai putrefatte; sono vuoti involucri che ogni politico riempie a piacere.
C’e’ la soluzione, c’e’. Ma ci vuole coraggio e integrita’ morale; ci vuole l’amore per l’uomo e la sua casa – la terra; ci vuole il rispetto per tutte le creature del pianeta. E, cosa molto piu’ importante, dobbiamo curare il male che affligge i parlamenti. Ma ci vuole una cura da cavallo e quindi forza d’animo e volonta’. Cose queste che nella societa’ di oggi, non ci sono. Ci vuole il coraggio e la forza per riuscire a strappare l’osso dalle zanne di chi non vuole mollarlo.
La forza ed il potere di voler ristrutturare e bio-convertire tutto il sistema industriale, dell’energia, dei trasporti, della organizzazione sociale. Ma per fare cio’ chi e’ disposto a rinunciare a tutto o quasi? E chi vuole accollarsi i “costi” necessari? Bhe’, fino ad oggi nessuno!! Ma, ed insisto su questo punto, ricordo che oggi i costi – cosiddetti, a cui andremo incontro se non “cambiamo subito modo di produzione”, non e’ possibile neanche piu’ quantificarli.
Si parla infatti dell’aria che respiriamo, dell’acqua che beviamo e di cio’ che mangiamo. Ci stiamo giocando tutto cio’; il futuro, la vita! i posteri ci malediranno se mai ve ne sara’ uno di futuro. Sara’ brutto ed i vivi invidieranno i morti. Abbiamo il potere, le risorse ed ancora per poco, tempo per cambiare tutto cio’. Abbiamo la volonta’ della gente, di tutta la cittadinanza che e’ pronta al salto epocale. Solo politici ed affaristi ignominiosi sono contro! E’ lecito essere contro cio’? E’ lecito?

..
Una serata particolare
Exidor

L’incontro tra personalita’ eccellenti della lotta al malaffare e gruppi di cittadini per niente rassegnati ad allinearsi ai conniventi o, nel migliore dei casi, alle “anime pigre” che si disinteressano dello sfacelo dello Stato, puo’ portare a esser sopraffatti da sensazioni ed emozioni difficilmente descrivibili.
Ero a Matera alla presentazione del libro “Roba nostra”, del giornalista del Corsera Carlo Vulpio, prefazione di Marco Travaglio, un prezioso volumetto che mi permetto di consigliarvi e che vi raccomando di assumere a stomaco vuoto. Roba da far vomitare anche il cenone di capodanno.
Ho avuto l’onore e il piacere di ascoltare come giudici del calibro di Clementina Forleo e Antonio Ingroia descrivono lo stato attuale della magistratura e delle recenti evoluzioni delle sue funzioni.
Ho potuto ascoltare dalla viva voce di Salvatore Borsellino il suo tormento nel preferire che Paolo sia morto, in modo da non vedere lo scempio che si e’ fatto della Giustizia e dei suoi principi fondanti.
Ho ascoltato la commovente testimonianza di Benny Calasanzio, giornalista e familiare di vittime di mafia, e la sua dignitosa rabbia.
E ho potuto ancora una volta constatare quanto le mafie siano solo la manovalanza della massoneria, quanto queste sarebbero state, pur nella loro ottusa ferocia, assolutamente incapaci di pianificare, organizzare e sincronizzare gli intrecci tra politica, magistratura, corporazioni, sentenze addomesticate, stragismo e braccia armate della stessa piovra.
Ho preso coscienza del fatto che nulla e’ come sembra da tanti anni, e cioe’ che sostanzialmente oggi e’ la politica ad inquinare la mafia.
La platea non aveva piu’ colore. La piu’ geniale organizzazione sovversiva presente al mondo ha il solo pregio di aver azzerato, nelle menti sveglie, qualunque divisione destra/sinistra.
Noi e loro. Questi sono gli unici due partiti che possono esistere.
Ci sara’ molto da lavorare.
Per il momento, mi rimetto alla clemenza della corte.
..
Silvio e il vescovo
Al Tappone
Marco Travaglio

Si era pure messo un Panama bianco, modello Al Capone, sul capino bitumato, per impressionare il vescovo e farsi dare la comunione anche se e’ un massone divorziato. «Fate in fretta a cambiare queste regola», gli ha intimato, non bastandogli quelle che cambia ogni giorno lui per salvarsi dai processi.
Ma il vescovo di Tempio-Ampurias, Sebastiano Sanguinetti, che in confessionale ne ha visti sfilare di peggiori, non s’e’ lasciato intimidire: «Per queste deroghe, lei che puo’, si rivolga a chi e’ piu’ in alto di me». Non si sa se alludesse solo al Papa, che Al Tappone considera un suo pari grado, o direttamente al Padreterno, col quale potrebbero sorgere alcune incomprensioni. Soprattutto a proposito di certe usanze dell’illustre Padre della Chiesa di scuola arcoriana: tipo allungare mazzette per comprare politici (Craxi) o giudici (Mondadori), accumulare fondi neri in paradisi fiscali, magnificare l’evasione fiscale alle feste della Finanza, frequentare mafiosi travestiti da stallieri. Usanze non compatibili col VII comandamento, «Non rubare», che pare non sia ancora depenalizzato. Ieri, su Repubblica, Berselli suggeriva all’aspirante comunicando di chiedere, «prima della comunione, la confessione». Ma non vorremmo essere nei panni del confessore (a parte il superlavoro che gli capiterebbe tra capo e collo, nel giro di due minuti diventerebbe una «tonaca rossa», sarebbe accusato di fare un «uso politico della confessione» e poi ricusato a vantaggio di qualche collega di Brescia).
……
NESSUNO SA DIRE SE DELL’ITALIA C’E’ ANCORA DA VEDERE O SE ABBIAMO GIA’ VISTO TUTTO
John Keating
..
Exidor x

IL PROBLEMA DELL’ITALIANO MEDIO
NON E’ CERCARE LA PRESA DI COSCIENZA.
E’ CHE GLI MANCA PROPRIO LA SPINA
.
..
Una vecchia poesia girava su internet

Non ti dono un augurio qualsiasi,
ti auguro soltanto quello che i piu’ non hanno.
Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere: se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo per il tuo fare e il tuo pensare
non solo per te stesso ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo non per affrettarti e correre,
ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo: ti auguro tempo perche’ te ne resti.
Tempo per stupirti e tempo per fidarti e non soltanto per guardarlo sull’orologio.
Ti auguro tempo per toccare le stelle e tempo per continuare a crescere e maturare.
Ti auguro tempo per sperare nuovamente e per amare.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo, tempo per la vita
.
..

http://www.masadaweb.org

7 commenti »

  1. ed il problema maggiore è che queste cose non passano solo per la testa di qualche ministro o sindaco… ma sono CONDIVISE da tanti “cari e normali” vicini di casa o colleghi sul lavoro! è innegabile che la popolazione si è decisamente spostata a destra indipendenetemente dal simbolo che crocetta o meno… e nei quartieri popolari le cose si fanno sempre più evidenti… ed a sinistra non si sa bene COSA fare… a parte quanti si prensetano con la loro bella bandierina quando si tiene un corteo d’importazione nel quartiere in cui è avvenuta quelche porcheria!

    (commento non firmato)

    Commento di MasadaAdmin — giugno 28, 2008 @ 5:54 am | Replica

  2. Di che ti stupisci?Le guardie a Dachau o negli altri campi di sterminio non erano tranquilli e ” normali”bottegai? Magari un ebreo un giorno comprava due etti di prosciutto nel negozio sottocasa e qualche giorno dopo essere accompagnato al forno da quello stesso salumiere. Basta ripetere migliaia di volte di volte che una certa comunità o etnia è un “pericolo” perchè in tanti si presentino come carnefici!

    (Commento non firmato)

    Commento di MasadaAdmin — giugno 28, 2008 @ 5:54 am | Replica

  3. infatti NON ho detto che “mi stupisco” ma che “il peggio è”… (PS. e quel che ancora ancora ancora peggio… è che a volte non è nemmeno necessari ripetere le cose… ma è sufficiente “dar voce” alla gente…)

    (Commento non firmato)

    Commento di MasadaAdmin — giugno 28, 2008 @ 5:55 am | Replica

  4. Cara Viviana, hai ragione !! Ma con i governi corrotti non solo non si risolve il problema energetico, ma neppure tutti gli altri!!

    Il problema del problemi (metaproblema) è che quelli che per noi comuni cittadini sono problemi, cioè situazioni che ci provocano disagio ed anche sofferenza, per l’elite al potere sono viceversa irrinunciabili occasioni di businness : figurati quindi se si sognano di risolverli !!

    Per loro risolverli significa trasformare problemi in altri problemi, continuando a lucrare ed a rapinare i soldi pubblici !!

    MaxVinella

    Commento di MasadaAdmin — giugno 28, 2008 @ 6:12 am | Replica

  5. Caro Max ti sento sempre volentieri. Ci sono persone per cui quello che ci turba non costituisce nemmeno un problema, guarda Alfano! Un servilismo assoluto, senza ombra di giudizio critico, di coscienza, di legalità. Ma ci sono altri per cui il bisogno di verità e di giustizia e di correttezza e di valori è insopprimibile. e lo stato di cose in Italia, oggi come ieri, viziato da una stessa corruzione, è causa di dolore cocente, non so da cosa dipenda, sarà qualcosa di genetico? Certo tra la prima categoria di persone e la seconda non è possibile nessuna comunanza e nemmeno nessuna comunicazione. Sono alieni gli uni agli altri. Non so cosa fare per essere in pace con me stessa, senza questo rodio continuo. Vedo che la situazione non dà luogo alla speranza, anche Veltroni.., anche la Finocchiaro.. Violante, è una continua disperazione, una disperazione che non dà mai tregua. Sarebbe così facile fregarsene, ma come si fa a fregarsene del paese in cui si è nati e che si sente come proprio? Come si fa a far finta che non succeda nulla? Che le cose non vadano sempre peggio? che non esista più alcuna opposizione? Che “i nostri” si sono rivelati deboli e impacciati e probabilmente corrotti come quelli che dovevano contrastare? Per me è un dolore continuo. Eppure se pensassi solo alle cose mie, ne avrei molte di cui rallegrarmi. Ma vedere il mio paese trattato così da questa banda a delinquere.. mi risulta così insostenibile Ormai non so più cosa sperare. E’ da tanto che ho perso ogni fiducia nel Ds o Pd o come si vogliano chiamare, ma nella sinistra radicale continuavo a credere. Credevo che non si sarebbero inciuciato votando qualsiasi peggio. Non la guerra almeno, non 29,9 miliardi di euro in armi. Ora mi sento come non avessi più alcun partito di riferimento, una cosa che può anche essere indice di maturità ma in cui ci si sente terribilmente soli e impotenti

    saluti affettuosi

    speriamo in una mateora che li fulmini tutti, e speriamo che al funerale una seconda meteora brucia anche gli amici e i parenti. Sento che milla giovani del Pd si stanno dissociando. ne sai qualcosa di più?

    viviana

    Commento di MasadaAdmin — giugno 28, 2008 @ 6:13 am | Replica

  6. Cara Viviana, nella mia regione, in Toscana, son purtroppo proprio i giovani i più ferventi sostenitori del PD ed è più facile riscontrare prese di distanza da vecchi militanti del PCI, che, politicamente più smaliziati ed avveduti, non ci hanno messo molto a capire dove stava andando il PD !!

    Molti giovani invece, per ingenuità ed anche opportunismo, abbagliati da prospettive di carriera nel nuovo partito o nell’indotto economico più o meno direttamente gestito dai politici, hanno aderito al PD in maniera fortemente acritica, senza capire o sforzarsi di capire che entravano a far parte di un puro dispositivo di potere molto simile se non analogo a quello della CDL !!

    Con le ripetute sconfitte elettorali, i personalismi, gli egoismi ed i tatticismi delle vecchie volpi della politica ( ex PCI e ex DC) stanno gradualmente riemergendo , confinando i giovani in ruoli marginali o di pura rappresentanza senza alcun potere reale !!

    Io credo che il PD sia al capolinea e ciò , sa da una parte mi rallegra, dall’altra mi suscita qualche preoccupazione perchè una crescente debolezza politica ( anche se di taglio centrista) a sinistra del Berluska porterà inevitabilmente al formarsi di un regime autoritario con forti caratteristiche di irreversibilità e con tentazioni financo totalitarie !!

    MaxVinella

    Commento di MasadaAdmin — giugno 28, 2008 @ 6:13 am | Replica

  7. anch’io sono abbattuta per gli errori della sinistra,
    partendo dalle scelte di Veltroni che ha scazzato a voler correre da solo pensando ed accreditando l’ipotesi che la litigiosità del governo prodi era insostenibile e sfiaccante.
    secondo me anche la Cgil ha fatto male a non manifestare mai durante quel governo. Per tenere unitarietà sindacale e pensando che ci sarebbe stato il tempo non ha dato i giusti segnali di una politica redistributiva immediatametne necessaria. ha seguito l’impronta Padoa schioppa come quella di un buon padre: prima risanamento e qualche piccola misura per la redistribuzione, per invertire poi le priorità. MA DEGLI INFILTRATI DI DESTRA
    HANNO FATTO CADERE IL GOVERNO, DEI VENDUTI che ora sono dall’altra parte. UN GIOCO PER FAR FUORI LA SINISTRA VERA. CHE ha sbagliato a candidare Bertinotti, che si è trovata gioco forza a percorrere un’aggregazione aRCOBALENO che non è possibile neppure tutt’ora. SI DOVRA’ PROSEGUIRE PERO’. I PARTITI SONO L’UNICA POSSIBILITA’ DI GESTIONE DI UN SISTEMA DEMOCRATICO. ALTRIMENTI è ANARCHIA, MAFIA, TRIBALITA’.
    HO SEGUITO IL DIBATTITO DELLA CONFENRENZA DI SINISTRA DEMOCRATICA E CLAUDIO FAVA, di indubbia pulizia politica, come Giovanni Berlinguer, mi hanno trasmesso positività e speranza.
    IO SONO UNA INCAZZOSA, MA FARE POLITICA è DIFFICILE E farla pulita ancora di più, specialemnte se gli italiani vivono in assenza totale di cultura rispetto etc etc.
    La nostra rabbia è importante che entri nei blog ma anche nel partito che ci è vicino, per costruire una idea di futuro, un progetto di società, di città, di territorio, di aria etcc.

    perchè il popolo dei grillini che si incazza, dibatte, legge, ragiona, non costruisce un partito? e’ più facile incazzarsi, pretendere che gli altri dicano e facciano quello che pensiamo noi e se non lo fanno nonvanno più benen neppure loro. Bisogna metterci la faccia. tutti!

    Commento di tella — giugno 30, 2008 @ 4:37 pm | Replica


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