
Pannella e l’esilio di Saddham – Basi militari e sicurezza del mondo – Il livello di sicurezza delle basi e’ pari a zero – In Italia armi nucleari Usa a rischio – La truffa dei numeri – Miniatomiche – Un emblema dell’impero – Basi e crimini – Danni ambientali – Una vergognosa succubanza – Un problema di sovranita’ – Dalle basi italiane sono partiti tutti gli attacchi – Ricordando Falluja – Okinawa – 60 anni di servitu’
Andrea Licata
“Ciascuno dei cittadini dei paesi venuti in contatto con l’esercito americano che sia sopravvissuto si trova comunque davanti una vita rovinata“
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Pannella e l’esilio di Saddham
Pannella dichiara pubblicamente che la guerra in Iraq e’ stata intenzionale, perche’ Saddham aveva offerto le proprie dimissioni disponendosi all’esilio ma Bush decise l’invasione perche’ voleva la guerra ad ogni costo per l’avidita’ delle corporazioni delle armi, e a tal fine si e’ distrutto un paese, ucciso migliaia di persone, contaminato fiumi, allargando la distruzione all’Afghanistan.
Pannella afferma che c’era tutto lo spazio diplomatico e politico per le dismissioni di Saddham e per evitare la guerra. E questo ripetono centinaia di diplomatici europei e mondiali che firmarono per quelle dismissioni.
Ma Bush accelero’ l’invasione perche’ il suo interesse era nella guerra in se’.
L’economia americana doveva sostenersi sulla guerra. E guerra fu.
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Basi militari e sicurezza del mondo
Viviana Vivarelli
Gran parte delle basi militari americane sono perfettamente inutili ai fini di un sistema di sicurezza mondiale, lo dice il Pentagono.
Molte basi sono uffici o contengono ferraglie arrugginite, buone ormai a niente, ma gli USA non ci pensano nemmeno a cederle o a dichiararle inutili, restituendo i territori occupati ai rispettivi Stati.
Sanno che il numero di queste basi e’ emblema della loro forza e cercano di aumentarle costantemente nel mondo. Esse contrassegnano il loro impero.
E’ priva di senso la tesi secondo cui ci dobbiamo tenere 90 o 113 basi militari USA “perche’ abbiamo perso la guerra”. A parte il fatto che la Germania che la seconda guerra mondiale la promosse piu’ di noi, ha chiesto e ottenuto lo smantellamento di alcune di queste basi (e a Vicenza confluiranno proprio le truppe e le armi che vengono via dalla Germania), la presenza nel mondo di 800 basi militari sconfessa proprio questa tesi.
I Paesi dell’Asse erano tre: Germania, Giappone e Italia ma anche il governo di Franco parteggio’ per i nazisti e cosi’ il governo di Petain eppure questi paesi hanno una autonomia maggiore della nostra.
Nel dopoguerra gli americani ci aiutarono col piano Marshall a ricostruire un paese distrutto (dai loro bombardamenti, ma comunque distrutto), ma abbiamo ripagato abbondantemente quel prestito aprendo il nostro mercato alle merci americane, e si sa che il 1° motivo per cui si occupa un paese e’ di avere un mercato
Dal dopoguerra siamo stati riempiti di roba americana fino alle orecchie, jeans, musica, film, benzina, armi.. Si veda ora l’Iraq che e’ costretto a mettere nella propria Costituzione l’obbligo a sostituire la propria agricoltura con gli OGM americani e non puo’ fare le ricostruzione con ditte proprie ma deve arricchire imprese americane; lo stesso obbligo di acquistare merci americane e’ stato dall’UE e da Prodi e si pensi ai nostri acquisti obbligati in armi, in petrolio, in derivati del petrolio (plastica) americani e all’obbligo di usare il dollaro come valuta per il petrolio sempre per sostenere l’economia americana.
Uno dei motivi per cui Saddham fu attaccata e’ che aveva osato vendere il petrolio in cambio di euro, e lo stesso sta facendo Ahmadinejad. Gli americani non tollerano che il petrolio possa essere comprato con una valuta diversa dal dollaro, perche’ la richiesta di questa valuta che ne tiene alto il valore, e se questo fosse correlato al deficit USA sarebbe svalutato molto piu’ di quanto non sia e cesserebbe di essere la valuta base del mondo come l’oro.
Il potere si manifesta come mercato stretto nella morsa del piu’ forte che impone la sua valuta come metro del mondo, che impone le sue merci, che impone il suo veto, per salvare il proprio potere e la propria economia (altro che mercato libero e concorrenziale!)
Prodi ha rimandato addirittura il divieto delle bottiglie o delle borsine di plastica per non infrangere gli obblighi che abbiamo coi derivati del petrolio e si vede chiaramente come da Berlusconi a Prodi non sia mai nato un piano serio di dismissione dagli idrocarburi e di energie rinnovabili.
Nel dopoguerra era evidente il bisogno di aiuti americani per la ricostruzione ma dopo? A chi e’ andato, dopo, l’aiuto? Al popolo italiano? O ha sostenuto piuttosto i capi dei vari governi che da soli non si sarebbero mantenuti al potere (si pensi solo alla destabilizzazione indotta dalla CIA in Italia negli anni di piombo come sistema per permettere l’imposizione di leggi di emergenza).
Perche’ tutti i capi di governo, appena eletti, schizzano subito a Washington a prendere ordini dal capo degli Stati uniti? Perche’ subito si affrettano a stipulare con lui patti segreti e peggiorativi dei nostri diritti?
Che interesse ha il popolo italiano a queste basi?
Perche’ vengono aumentate in Italia mentre si dismettono in Europa?
Perche’ Bush ritira gradualmente le truppe e le armi atomiche dai paesi dove non e’ ben accetto per portarle tutte in Italia? Perche’ proprio qui, e non in Germania, si e’ deciso di fare il triangolo strategico della morte, da cui deve essere sferrato il prossimo attacco all’Iran? Perche’ questo triangolo strategico inquietante non lo fanno negli Stati uniti?
E, se la distanza dovesse contare (ma l11 settembre direbbe di no), perche’ non lo mettono negli amichevoli emirati arabi?
Sotto i 4 governi di Berlusconi e’ avvenuto il peggio del peggio: concessione del sorvolo su tutto lo spazio aereo nazionale, concessione di una zona di mare comprendente la Maddalena piu’ grande di tutta la Sardegna, cessione per una nuova base a Vicenza contrabbandata come allargamento di una base precedente, e subito approvata dal successivo governo Dini, consenso allo spostamento della maggior parte delle armi atomiche europee dalla Germania che le rifiutava all’Italia, aumento dal 37 al 41% delle spese delle basi che lo stato italiano si addossa, intervento dei nostri piloti come aiuto ai piloti americani nel bombardamento del Medio Oriente…
Ma chi beneficia di questi patti? Noi no di certo. E’ dunque Berlusconi. Quale vantaggio ottiene Berlusconi dalla svendita del nostro paese?
E perche’ giornalisti di Berlusconi come Farina, vicedirettore di Libero, e Ferrara, direttore del Foglio, sono a libro paga della CIA?
E perche’ Berlusconi contribuisce al falso dossier sulle fantomatiche armi di distruzione di massa di Saddham?
E perche’ Berlusconi costringe il suo socio fascista a ossequiare Israele e a calzare la Kippah?
E perche’ i servizi segreti al comando di Berlusconi cooperano al rapimento di un imam e coprono la CIA nello scandalo dei carceri delle torture?
E perche’ quel Berlusconi che tanto tuona contro le intercettazioni ai politici protegge Pollari che con Telecom intercettava senza mandato noi tutti?
Oggi si svende Vicenza, domani non si sa. C’e’ una zona grigia dove il capo del Governo esce da ogni trasparenza, legalita’ e democrazia e stipula patti di tradimento di questo paese, dei suoi diritti, del suo territorio, della sua autonomia, della sua sovranita’ e si comporta come un nostro nemico. Lo fa nei suoi interessi, quali non sappiamo, in cambio di cosa non sappiamo. Siamo tenuti all’oscuro e in minorita’ e siamo dirottati verso falsi pericoli, i migranti o gli zingari, mentre i veri pericoli all’incolumita’ nazionale siedono su sogli sempre piu’ incrollabili e impunibili.
Siamo il paese europeo dove ai cittadini non e’ dato nemmeno il diritto di votare per un referendum sulla Costituzione europea, dal momento che proprio la Costituzione italiana vieta referendum in materia fiscale e di patti internazionali.
In ogni patto c’e’ sempre un interesse economico o di potere e se non e’ nostro e’ facile capire di chi sia.
Non e’ solo Vicenza in gioco. E’ la nostra autonomia di paese libero ad essere ferita, un paese rinnegato, tradito e venduto dalle sue stesse istituzioni.
Di fronte a questo scenario di segreti di Stato, di poteri che oltrepassano le loro competenze, di patti infernali contro la democrazia, di abusi contro il diritto, la frase di Prodi che liquida Vicenza come “questione urbanistica” suona oltremodo oscena. Ma altrettanto oscena e’ la sua insistenza a farci accettare la Costituzione europea come ciechi bendati, senza dirci che quel guadagneremo sara’ solo una maggiore poverta’, di soldi e di diritti.
Se Berlusconi ci tratta da ripetenti della terza elementare, Prodi ci considera del tutto stupidi. Ma non e’ bene prendersi gioco troppo a lungo dell’intelligenza popolare. Tanta superbia puo’ uccidere.
Ma che dire dell’estrema sx che rinnega tutta la sua storia e i suoi valori per votare il rifinanziamento delle missioni militari e non muove parola contro la sopravvivenza della NATO che ha ormai come sua unica giustificazione l’appoggio all’avanzata dell’imperialismo USA?
E che ha fatto l’Europa nell’attacco a Saddham? La Germania licenzio’ in tronco un ministro reo di aver paragonato Bush a Hitler. La comunita’ Europea non fece nulla ne’ per fermare l’aggressione all’Iraq ne’ quella all’Afghanistan. Perche’ non si sono prese immediate sanzioni commerciali contro gli Stati uniti rei di violare il diritto internazionale e di precipitare il mondo in un gorgo di distruzione senza fine? Perche’ le sanzioni si prendono solo contro l’Iran che vuole il nucleare ma non contro Israele, la Cina, gli Stati uniti, il Pakistan, l’India, la Corea del nord?
Perche’ nessuno ha tentato di riformare un’ONU sempre piu’ obsoleta dove il diritto di veto e’ proprio in mano ai peggiori del mondo e dove il voto dei paesi membri non conta democraticamente per numero di abitanti ma e’ schiacciato dagli abusi monopolistici di pochi aggressivi feudatari?
L’ipocrisia di tutti e’ e rimane una sconcezza.
In un mondo dominato da istituti come il WTO, la BM, il FMI, dove la miseria avanza, le guerre aumentano, cresce la crisi climatica e le storture delle borse e delle banche contribuiscono alle sperequazioni economiche con manovre ciniche che bruciano miliardi e speculano su tutto, anche sul cibo, tutto quello che prospetta la banca Europa e’ un aumento del tasso di sconto, tutto quello che prospetta la Banca mondiale e’ di alzare il tasso di sconto dal 4% al 4,25, con conseguente crisi economiche, crisi dei mutui, crisi del carovita, che falcidiera’ i poveri mantenendo i ricchi sulla cresta di iniquita’ senza fine. Nessuno che proponga un cambiamento radicale dello stile di vita, una riduzione degli sprechi, una ripartizione delle ricchezze, una regolamentazione del mercato, una perequazione fiscale, un disarmo nucleare, il blocco della proliferazione atomica, e soprattutto la fine di tutto ciò che non solo non e’ sostenibile ma porta a rovina il pianeta, insieme alla fine delle guerre che costituiscono la causa prima del dolore del mondo.
Qualora l’Europa delle corporazioni e delle banche fosse pure ratificata e si facessero un Parlamento e un Governo europei con una politica interna, del lavoro e dei diritti, e con una politica estera e un esercito per darle valore sia all’interno che all’estero, chi ci garantisce che non proseguira’ la fallimentare politica neoliberista attuale che privilegia le corporation sui popoli, la guerra alla pace, il lucro ai diritti, la borsa e le banche ai diritti di sopravvivenza e tuteòa ?
Nell’economia-politica attuale le grandi corporation europee sono solidali con le grandi corporation statunitensi, nella bieca spartizione del mondo, mentre i ricchi diventano sempre piu’ ricchi e i poveri sempre piu’ poveri e il mondo regredisce in diritti e liberta’.
Bene ha fatto l’Irlanda, di fronte a un’Europa neoliberista che ha dato cosi’ scarsa prova di se’, a dire di no al Trattato di Lisbona.
L’Irlanda ha detto: noi siamo neutrali e pacifisti, aderire all’Europa ci obbligherebbe a seguire una politica estera che potrebbe essere aggressiva e militarizzata perche’ il neoliberismo fa ormai l’economia con la guerra e la ricchezza di pochi con la distruzione di molti, e dovremmo mandare i nostri figli a morire per guerre che rifiutiamo, guerre imposte dalle grandi corporazioni delle armi o del petrolio, volute da fazioni potenti e aggressive che hanno gia’ peggiorato le sorti di tutti e messo a repentaglio il futuro del pianeta. A questo l’Irlanda dice no.
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Il livello di sicurezza delle basi e’ pari a zero
Beppe Grillo
Il Dipartimento della Difesa Usa da’ ragione al blog. Nel 2005 scrissi che a Ghedi Torre e ad Aviano c’erano 90 testate nucleari americane. Potenza distruttiva pari a 900 volte Hiroshima. Dissi nel mio spettacolo Reset che il livello di sicurezza del sito di Ghedi era inesistente. La televisione svizzera mostro’ un gruppo di ragazzi entrato nella base a fare un picnic dimostrativo senza alcun problema. La sicurezza intervenne quasi mezz’ora dopo. Nel caso di un attentato le bombe contenute a Ghedi farebbero sparire l’Italia del Nord insieme a parte dell’Europa Centrale. Il federalismo della Lega sarebbe finalmente realizzato. Il rapporto riservato dell’Air Force e’ stato pubblicato dalla Federazione degli scienziati americani (FAS).
Il rapporto e’ stato ordinato da Roger Brady, comandante dell’Air Force in Europa, dopo che un B52 trasporto’ per errore 6 testate atomiche sorvolando gli Stati Uniti. Nel rapporto si legge: “problemi di edifici di supporto, alle recinzioni dei depositi, all’illuminazione e ai sistemi di sicurezza, a guardia dellle basi vi sono soldati di leva con pochi mesi di addestramento”.
Anna Maria Guarneri, sindaco di Ghedi, e’ sorpresa. “Ora (ORA?) si indica che nella base del mio centro ci sono bombe atomiche”. La bella addormentata.
In questa situazione di emergenza nazionale (che cosa e’ infatti emergenza se non la possibile scomparsa dalla cartina geografica dell’Italia?) La Russa e l’ambasciatore USA Ronald Spogli insistono perche’ sia allargata la base di Vicenza. Nonostante la sospensione dei lavori a seguito dell’ordinanza del Tar del Veneto. La Russa: “Questa decisione non ci turba. Gli impegni con gli alleati saranno mantenuti”. Spogli: “Le truppe USA di ritorno dalle missioni in Afghanistan si eserciteranno a Vicenza con i soldati italiani che si preparano a intervenire nelo stesso teatro”.
Perche’ siamo in Afghanistan? Perche’ abbiamo 90 bombe atomiche americani sotto il culo? I discendenti di Mussolini sono i primi ad aver abdicato alla sovranita’ nazionale.
I leghisti vogliono essere padroni a casa loro, ma con le bombe e le basi degli altri e l’esercito per le strade.
Fuori le bombe atomiche dall’Italia. Fuori gli italiani dalla guerra in Afghanistan.
A ottobre ci sara’ un referendum a Vicenza contro l’allargamento della base. Io ci saro’.
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Mauro Mazza
IL DAL MOLIN NON E` UN ALLARGAMENTO. E` UNA NUOVA BASE!! Non e´una differenza da poco, la base attuale (Ederle) e´gia´stata allargata, tuttora stanno lavorando per aumentare i piani delle caserme della vecchia base..
MA IL DAL MOLIN E´UN´ALTRA COSA! E´ dall´altra parte della citta´, a 1,5 Km dalla Basilica Palladiana. In territorio che non e´mai stato Americano. E´molto peggio di un allargamento!!
E`UNA NUOVA BASE!! GRILLO CORREGGITI!!!
ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/06/22/069in
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In Italia armi nucleari Usa a rischio
Repubblica
A rischio alcune basi Nato in Europa dove gli americani nascondono le testate nucleari. «Mancano le misure di sicurezza considerate come standard dal Pentagono» e non messe in atto dai paesi alleati, scrive il dipartimento della Difesa Usa. E tra queste c’ e’ anche quella di Ghedi di Torre, in Provincia di Brescia, dove ci sarebbe un arsenale segreto di una quarantina di bombe atomiche. L’allarmante rapporto riservato dell’ Air Force degli Stati Uniti e’ stato divulgato, sul proprio sito, dalla Federazione degli scienziati americani (Fas). E rivela problemi di sicurezza «molto maggiori nel Vecchio Continente di quanto si conoscesse fino ad ora». I siti militari di cui parla l’indagine, ordinata dopo che lo scorso agosto 6 ordigni atomici vennero imbarcati per errore in un B52 che sorvolo’ tutti gli Stati Uniti, sono quelli in cui sono custodite le testate nucleari. Queste, si trovano in basi europee controllate dagli Usa (come accade per Aviano, in provincia di Pordenone), ma alcune sono custodite in strutture nazionali (Ghedi Torre) dove sono pero’ materialmente controllate da unita’ specializzate Usa (Munition Support Squadron). Il rapporto dell’ Air Force americana, parzialmente declassificato, suscita apprensione. Non c’ e’ nessuna cifra ufficiale, ma in Europa ci sarebbero almeno 350 bombe atomiche americane nelle basi Nato dislocate tra Belgio, Olanda, Turchia, Italia, Gran Bretagna e Germania. «Quelle messe sotto accusa – spiega la Federazione degli Scienziati statunitensi – sarebbero la maggior parte di queste». Tra quelle segnalate c’ e’ sicuramente Ghedi di Torre e la tedesca Buechel. Ma ci sono sospetti anche sulle basi di Kleine Brogel (Belgio) e Volkel (Olanda). Il dipartimento della Difesa americano ha accertato «problemi agli edifici di supporto, alle recinzioni dei depositi, all’ illuminazione e ai sistemi di sicurezza». Inoltre, «a guardia delle basi – rivela il rapporto – vengono impiegati soldati di leva con pochi mesi di addestramento». Nel nostro Paese ci sono una novantina di testate nucleari dislocate a Ghedi di Torre e Aviano. In queste due basi ci sarebbero tre tipi di ordigni chiamati in gergo “B61-3″, “B61-4″ e “B61-10″, con una potenza complessiva pari a 900 la bomba di Hiroshima. Se esplodessero tutte insieme, sarebbero capaci di cancellare meta’ dell’ Italia. L’ ispezione condotta di recente in Italia dal comandate dell’ aeronautica Usa in Europa, il generale Roger Brady, avrebbe convinto gli americani a smobilitare proprio la base di Ghedi e a trasferire, in futuro, gli ordigni atomici ad Aviano. «Ora si indica che nella base del mio centro ci sono bombe atomiche – attacca la sindaca di Ghedi di Torre, Anna Maria Guarneri -. Con il collega di Aviano siamo stati tra i primi firmatari a favore della denuclearizzazione delle citta’ italiane». Il ministro della Difesa non commenta. Mentre interviene sulla bocciatura da parte del Tar del progetto di ampliamento della base Usa a Vicenza. «Questa decisione non ci turba – spiega Ignazio La Russa – Abbiamo dato mandato all’ Avvocatura di fare ricorso al Consiglio di Stato. Gli impegni con gli alleati saranno mantenuti».
ALBERTO MATTONE
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La truffa dei numeri
Viviana Vivarelli
Mentana ebbe la faccia tosta di dire che le bombe americane in Italia erano 5 o 6.
Ma che ci siano 90 bombe atomiche sul territorio italiano lo dice un rapporto militare americano, il rapporto “Us nuclear weapons in Europe” dell’analista militare statunitense Hans Kristensen del Natural Resources Defence Council di Washington, l’Italia ospita 90 bombe nucleari americane, 50 sono ad Aviano, 40 a Ghedi, nel bresciano
Tra Italia e USA c’e’ un accordo segreto per la difesa nucleare, rinnovato dopo il 2001 (da Berlusconi), William Arkin, un esperto dell’associazione degli scienziati nucleari, ne ha rivelato il nome in codice: “Stone Ax” (Ascia di Pietra).
Le bombe atomiche in Italia sono di 3 modelli: B 61-3, B 61-4 e B61-10. Il 1° ha una potenza massima di 107 kiloton, 10 volte superiore all’atomica di Hiroshima; il 2° ha una potenza massima di 45 kiloton e il 3° di 80 kiloton
Bush ha ribadito molte volte di non escludere l’opzione nucleare per rispondere ad attacchi con armi biologiche o chimiche ed ha avviato la produzione di bombe atomiche tattiche di potenza limitata, pensando di servirsene contro i Paesi considerati terroristi. Almeno due di questi, Siria e Iran, si trovano nel raggio dei bombardieri di stanza in Italia”
William Arkin dice che “esiste un piano strategico della NATO che destina le armi atomiche in Italia all’eventuale uso contro paesi che si trovano nel raggio dei cacciabombardieri”, la presenza degli ordigni nucleari sul territorio italiano sarebbe pero’ legata all’interesse della NATO, la burocrazia civile e militare di paesi membri che vede nella condivisione negli arsenali un modo per contare di piu’ nell’Alleanza occupando un posto accanto agli USA nel consiglio di pianificazione nucleare della NATO”.
Ma la Grecia nel 2001 ha chiesto il ritiro delle armi nucleari ed e’ sempre membro NATO, dunque la cosa si puo’ fare.
William Arkin afferma che dal punto di vista tecnico non sarebbe difficile ritirare le bombe se il governo italiano lo volesse.
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Miniatomiche
William Arkin e’ un ex analista del Pentagono, ora consulente militare della rete tv ABC e del Washington Post. Nel 1992 fu uno dei primi a denunciare le armi di nuova generazione sul Bollettino degli Scienziati Atomici. “Armi minuscole per mini cervelli”, armi nucleari di 10 o 20 tonnellate capaci di grande precisione.
Subito dopo la Tempesta del deserto del 91 il Ministro della difesa Dick Cheney scrisse un documento top-secret che dettava le linee guida per l’utilizzo di armi nucleari.
Bush incarico’ formalmente i militari di pianificare il loro impiego contro le nazioni del Terzo Mondo considerate capaci di sviluppare armi di distruzione di massa.
Dalla 1° Guerra del Golfo, 1991 fino alle guerre nei Balcani e in Iraq, molti referti clinici evidenziano lesioni e patologie anomale in concomitanza con i bombardamenti degli USA e della NATO.
Le foto mostrano corpi anneriti senza tracce di bruciature come fossero irradiati con raggi gamma, eppure nessuna esplosione atomica era stata dichiarata.
Gia’ nella guerra del Golfo i carri armati di 40-50 tonnellate apparivano fusi come fossero stati colpiti da armi nucleari.
Bush parlo’ di piccole bombe atomiche da sperimentare sull’Iraq. E la distruzione di Falluja mostra una citta’ totalmente distrutta da armi atomiche.
Clinton aveva vietato l’uso di piccole bombe atomiche, piu’ piccole di quelle usate a Hiroshima e a Nagasaki ma piu’ potenti di ogni arma mai utilizzata su un campo di battaglia ma Bush supero’ il divieto e abrogo’ la legge che le vietava nel 2004 .
Non c’e’ nessuna atrocita’ davanti a cui Bush si sia fermato e l’occidente non ha trovato meglio da fare che avvallare il comportamento di un pazzo privo di scrupoli, cercando giustificativi a una guerra infinita totalmente folle. Berlusconi oggi trasforma la missione italiana in guerra aggressiva per farsi bello davanti agli occhi di un alleato che lo esclude dal consiglio delle 5 potenze sull’Iran. Piu’ Berlusconi striscia, meno conta tra le grandi potenze.
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I temi di questo articolo sono ripresi da Antonella Randazza dal bellissimo sito di Disinformazione
www.disinformazione.it/basi_militari_americane.htm
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Un emblema dell’impero
Viviana Vivarelli
Gli USA hanno imposto al mondo ben 800 basi militari, con la scusa della propria sicurezza, sicurezza evidentemente mal protetta come qualcuno ha dimostrato l’11 settembre. Ne’ le 800 basi ne’ la CIA sono state in grado di prevenire l’attentato.
La cosa e’ risultata anche piu’ grottesca quando la CIA ha rivelato che sapeva dell’attentato ben prima e quando e’ stato provato senz’ombra di dubbio che le forze aeree di difesa statunitensi si sono guardate bene dall’intervenire, pur avendo intercettato i due aerei missili, come se ci fosse stato un piano concertato e qualcuno avesse permesso che l’attentato alle torri avvenisse, e ancor grottesco e’ stato scoprire dalle carte del Pentagono che lo spostamento di truppe verso l’Iraq era cominciato sei mesi prima, spostamento preventivo? E’ facile dedurne che l’attentato fu pretestuale se non addirittura concordato da chi voleva quella guerra e non esitava di fronte a niente pur di ricavarne gli enormi utili che di fatto comporto’. Del resto Bin Laden non ha mai rivendicato l’attentato, mentre compare tra i percettori dei maggiori beneficiari dei successivi rincari del petrolio.
L’attacco all’Iraq, quello all’Afghanistan e tra poco quello all’Iran si configurano come un’enorme cinica truffa economico-finanzaria cui il mondo fa finta di credere, che camuffa da guerre di difesa operazioni di totale attacco e sterminio al mondo per l’interesse economico di pochi miliardari. Del resto bisogna essere del tutto pazzi o criminali per accettare la tesi delle guerre preventive. Nulla di quel che ha mai detto l’amministrazione Bush ha trovato mai conferma e il governo di Bush si e’ rivelato come il piu’ bugiardo di tutti i governi americani e uno dei piu’ aggressivi.
Il fatto e’ che le basi americane sparse nel mondo non servono alla difesa degli USA ma alle manovre di aggressione degli Stati uniti verso gli altri paesi del mondo, aggressione e occupazione.
La base di Vicenza come le altre basi italiane rientrano in questa strategia imperialista.
Verso queste manovre i vari governi italiani si sono mostrati del tutto succubi, ma non, come dice qualcuno, perche’ abbiamo perso la guerra 60 anni fa, ma per vilta’ interna. Questo ha fatto D’Alema, questo ha rifatto Prodi, e ancor peggio si appresta a fare Berlusconi, che non solo conferma il suo appoggio alla politica di sterminio USA ma addirittura trasforma, senza mandato del Parlamento, una presunta missione di pace afgana in una dichiarata azione di guerra.
Le basi militari rappresentano l’ideologia neoliberista americana piu’ di ogni altra cosa: una ideologia rapinosa e spietata, dove l’economia si fa con le armi e la predazione delle risorse, dove le amministrazioni pubbliche sono mantenute e comandate dalle corporazioni potenti delle armi e del petrolio, dove i diritti civili piu’ elementari sono calpestati, l’emergenza e’ usata strategicamente per far regredire diritti e valori, le Costituzioni si devono piegare ai diritti dei vincitori, e i popoli sono sterminati senza pieta’, dove gli OGM sono imposti sulle agricolture native e addirittura entrano di forza nella Costituzione, le acque dei fiumi sono contaminate, intere citta’ sono distrutte da bombardamenti atomici… un mondo nero dove le elezioni sono parodie che qualsiasi osservatore internazionale si rifiuta di controllare, le organizzazioni criminali sono lasciate libere di spadroneggiare e anzi costituiscono un valido aiuto alla negazione di ogni democrazia e alla legittimazione di ogni atrocita’, dalle cluster bomb che fanno a pezzi i bambini, agli stupri usati come arma di terrorismo, ai delitti sui civili, alla negazione di ogni diritto processuale, alle famigerate carceri delle torture, al rifiuto del diritto internazionale, alla censura sull’informazione dai luoghi di guerra.
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Basi e crimini
Le basi militari USA sono il simbolo della violenza americana, simbolo di una cultura di guerra, di dominio e di violenza che in un mondo civile dovrebbe essere superata e abbandonata alla storia passata dei popoli piu’ barbari. Ovunque ci siano truppe americane di occupazione troviamo crimini contro la salute, l’ambiente, stupri e torture, che provano il grado di ferocia disumana e bestiale a cui e’ stata portata la migliore gioventu’ di una nazione, nulla che abbia da invidiare alla spietatezza nazista.
Non esistono dati sugli stupri fatti sulle donne e i bambini dei paesi occupati dalle truppe americane, ma le bestie, eccitate e drogate, non si frenano nemmeno in caserma, visto che nell’esercito americano vengono denunciati 14.000 casi di stupri interni ogni anno sulle donne soldato commessi da commilitoni.
Il peggio e’ che palesemente chiunque commetta atrocita’ dentro o fuori non subisce alcun processo.
Il governo americano ha creato reati inesistenti per gli stati-canaglia ma ha protetto i delitti dei propri soldati come fa un governo di ladroni, calpestando ogni principio di giustizia.
Nel caso piu’ banale di basi militari, come le 90 esistenti in Italia, se i militari della base commettono reati, pur essendo essi su territorio italiano, non sono soggetti alle nostre leggi ne’ subiscono processi interni, questo perche’ l’America vuole cosi’. Lo si e’ visto a Verona in caso di stupro, incidente d’auto ed altro, lo si e’ visto per la strage del Cermis, dove i colpevoli furono addirittura promossi, e quanto valgano i rapporti di reciproco rispetto tra forze alleate lo si e’ visto nel caso dell’assassinio di Calipari.
Gli americani impongono la piena sovranita’ sui territori espropriati per le basi, dove le forze di polizia italiane non possono entrare e dove non puo’ arrivare la magistratura italiana, ma allargano questa sovranita’ su ogni soldato anche fuori dalla base, che dunque si trova in un regime di extraterritorialita’ e impunita’ permanente e puo’ teoricamente fare quello che vuole con la garanzia che non paghera’ per nessun reato o danno.
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Danni ambientali
Ai danni per la giustizia, aggiungiamo quelli ambientali.
Nella base della Maddalena, risulto’ che i sottomarini avevano gettato acqua radioattiva dai reattori, inquinando il Parco marino internazionale delle Bocche di Bonifacio. Fu presentata un’interpellanza parlamentare per sapere cosa l’esercito USa intendesse fare per ridurre la contaminazione dei residui radioattivi, ma la risposta fu di totale arroganza.
Quando ci fu, nel 2003, l’incidente a un sottomarino nucleare, non e’ stato dato di sapere le conseguenze. Un altro ci fu nel 2000 a Camp Darby, in seguito furono evacuate diverse armi, forse nucleari. Ma la popolazione e’ tenuta all’oscuro di cio’, non esiste protezione alla salute dei cittadini.
Non solo se ci sono esplosioni, contaminazioni, fughe radioattive ecc, gli americani non pagano i danni, ma non ammettono nemmeno i fatti. Le popolazioni vicine sono in uno stato di rischio permanente, come se fossero in guerra. La base della Maddalena comprendeva una zona di terra e di mare per una superficie di 2.800.000 ettari, piu’ di tutta la superficie della Sardegna. In questo zona le ditte produttrici di armi contaminanti erano libere di testare i loro prodotti micidiali, nel completo disinteresse della contaminazione di mare e terra.
Si tace anche sul picco di tumori emolinfatici e leucemie presso ogni base, si tace sulle nascite di bambini deformi. Nelle esercitazioni vengono usati proiettili all’uranio impoverito e si propaga un inquinamento radioattivo che produce nascita di bambini senza cervello o col cranio malformato. Ma le autoria’ fingono di non sapere.
Dagli anni 70 ci sono denunce di medici su malformazioni genetiche che sono apparse presso le basi USA, a causa della radioattivita’, ma mai le autorita’ italiane hanno autorizzato indagini o controlli sanitari o ambientali. Il governo italiano e’ arrivato a negare la presenza di armi atomiche alla Maddalena, quando queste erano state confermate dal Congresso americano e dall’Assemblea Atlantica.
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Una vergognosa succubanza
Non si riesce a capire perche’ i governi italiani siano sempre stati cosi’ succubi degli USA. La ragione della guerra persa, dopo 60 anni, non ha piu’ significato, visto che perfino Germania e Giappone si sono comportati diversamente. Attualmente quasi tutti i paesi europei hanno rifiutato le basi militari USA che sono state smantellate. Solo i governi italiani hanno continuato a offrirsi di buon grado per questa vergognosa sudditanza, al punto che, dopo lo smantellamento delle basi europee, truppe e armi sono confluite in Italia per formare un micidiale triangolo di forza missilistica nucleare da cui dovrebbero partire i futuri attacchi al mondo.
Il potere del governo americano su queste basi e’ incredibile. Non e’ tenuto a precisare dove le basi siano ne’ cosa vi si faccia, in piena violazione della sovranita’ nazionale garantita dalla Costituzione.
Mentana disse che le basi americane erano 5 o 6, Grillo dice che sono 90, c’e’ chi afferma che arrivino a 113. C’e’ anche chi gioca sull’equivoco affermando che non tutte sono basi vere e proprie con armi atomiche ma solo insediamenti di truppe con pochi soldati. Resta il fatto che ovunque e comunque esse siano, costituiscono una vera occupazione militare del territorio nazionale, che non ha precedenti in nessun altro paese. E non solo il governo italiano non puo’ interloquire con cio’ che vi viene fatto, nemmeno sui rischi della popolazione vicina, ma addirittura deve pagare spese e bollette e rifornire le basi di piloti italiani che quindi guidano assieme ai piloti americani missili di morte.
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Un problema di sovranita’
Viviana Vivarelli
Queste basi non sono solo una minaccia al mondo, sono anche uno sfregio alla sovranita’ del nostro paese, ai diritti sul suo territorio, al suo governo, alle sue leggi, alla magistratura e alla popolazione vicina, alla nostra dignita’ di paese libero.
Che quasi tutti i paesi europei le stiano rifiutando cosi’ come l’UE ha rifiutato lo scudo antimissile che Bush voleva imporre all’Europa, e’ un fatto. Che i pavidi governi italiani, a partire da D’Alema, non facciano che scodinzolare davanti al padrone Usa e’ un’onta nella storia dell’Italia. Difendere le atroci guerre aggressive dell’imperialismo americano, a costo di infangare la verita’ con una sequela orribile di menzogne che i media hanno baldamente supportato, facendo a gara a chi sparava menzogne piu’ grosse, e accettando anche infiltrazioni nei media di agenti pagati dalla CIA o dal Sismi, prova il degrado politico e istituzionale di questo paese. Ma che persino le sinistre estreme abbiano finito per votare 29,9 miliardi di euro che Prodi ha voluto spendere in armi, e abbiano riconfermato tutte le “missioni” italiane e’ qualcosa che lascia allibiti. E se la perdita di voti della sinistra e’ stata cosi’ cocente e’ proprio perche’ gran parte dei loro elettori abituali si sono schifati di questi comportamenti sciagurati.
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Dalle basi italiane sono partiti tutti gli attacchi
Scrive Antonella Randazza
“Nel 2003 sono partiti i missili contro la popolazione irachena in spregio all’articolo 11 della nostra Costituzione che “ripudia la guerra come strumento di offesa alla liberta’ degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” Nel luglio del 2006 il governo israeliano chiese agli americani armi “speciali”, che sarebbero partite dalla base italiana di Camp Darby (vicino a Livorno).
Da Camp Darby sono partiti i missili contro l’Iraq e contro la Jugoslavia. Gli Stati Uniti hanno regalato ad Israele numerose armi di vario genere, come le bombe a guida laser (Gbu-28 ) che sono state sganciate nei raid notturni a Beirut durante l’aggressione al Libano del periodo luglio-agosto 2006. Le bombe partivano da Camp Darby, senza che gli italiani ne avessero notizia. L’organizzazione statunitense Global Security ha dichiarato che “il 31° squadrone munizioni che opera a Camp Darby e’ responsabile del maggiore e piu’ disseminato arsenale di munizioni convenzionali delle Forze aeree Usa in Europa, consistente in 21.000 tonnellate collocate in Italia, e di due depositi classificati situati in Israele.
La base militare di Camp Darby ha assunto un ruolo importante nelle guerre del Mediterraneo, e rappresenta uno dei piu’ grandi arsenali che gli Usa hanno all’estero. Nel 1991 quasi tutte le munizioni utilizzate durante la “Tempesta del deserto” provenivano da Camp Darby, come anche gran parte di bombe e granate utilizzate per la guerra in Kosovo e in Iraq. Dal 1990 al 1998 a Camp Darby sarebbero transitate almeno 22 mila tonnellate di munizioni e 3278 cluster bomb. L’uso bellico delle basi sul territorio italiano, di cui gran parte della popolazione e’ all’oscuro, e’ una delle tante prove che l’Italia e’ un “paese a sovranita’ limitata”, le cui autorita’ sono corresponsabili dei crimini che gli Usa stanno commettendo in molti paesi del mondo.
Ovunque nel mondo, in Iraq come in Afghanistan, in Romania, Bulgaria, Polonia, Italia, Pakistan, Singapore, Malesia, Filippine, India, Australia e persino in Vietnam, gli Stati Uniti stanno progettando nuove basi militari per accrescere il loro potere strategico e il dominio nel mondo. A Vicenza la popolazione e’ costretta a subire la creazione di un’altra base americana. Il nostro governo si e’ sentito obbligato a rispettare un trattato stipulato 60 anni fa e che oggi non ha piu’ ragione d’essere. Il presidente del consiglio Romano Prodi ha sostenuto che l’Italia “deve rispettare gli accordi presi”, ma non ha precisato che si tratta di accordi stipulati nel dopoguerra, e che appaiono oggi semplicemente assurdi.
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Ricordando Falluja
Viviana Vivarelli
La battaglia di Falluja nel novembre del 2004, fu la battaglia piu’ imponente, sanguinosa e misteriosa della guerra iraqena: 10 giorni di assedio e distruzione di una citta’ di 350.000 abitanti. Su di essa gli USA imposero il piu’ assoluto silenzio e ancor oggi il Pentagono nega questo crimine enorme. L’operazione rase al suolo 36.000 case e uccise con armi al fosforo 5000 persone. Dopo la strage, una squadra di medici volontari entro’ per ripulire la citta’ delle migliaia di vittime civili che nessuno ha mai contato. Si aspettavano di trovare una carneficina, visto che i bombardamenti erano stati fittissimi col divieto di acqua, cibo e soccorsi, ma quello che i medici trovarono supero’ ogni orrore: di cos’era morta tutta quella gente? I ripulitori fecero dei filmati che girarono il mondo, rompendo la pesante censura americana. Il filmato fu visto dai nostri parlamentari che tacquero, come tacquero di fronte alle foto del cadavere di un imam perforato orrendamente dai buchi del trapano, strumento molto usato degli americani.
Il filmato passo’ su Rainews24 di Sky (non c’era l’indegno Mineo) e su Al Jazeera che le mostro’ al mondo intero. E’ di una ferocia senza limite. La menzogna piu’ cinica ha coperto tutto. Hanno tentato in ogni modo di secretare la verita’: il falso dossier SISMI sull’uranio nigeriano con un B complice, la battaglia dei ponti dove i nostri soldati massacrarono civili e uccisero anche una partoriente in un’ambulanza, il vero carattere di una missione umanitaria, in cui abbiamo aiutato stragi feroci, con i nostri elicotteri che indicavano alle truppe Usa dove colpire, facilitando l’avanzata delle truppe distruttive, la consegna di civili inermi, donne e ragazzi ai torturatori di Abu Graib, la complicita’ e il silenzio.
Bush passera’ alla storia come uno dei piu’ feroci criminali di tutti i tempi, ma governi italiani e opposizione figureranno come i suoi complici.
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Okinawa
Antonella Randazza
In molti altri paesi del mondo le popolazioni sono costrette a subire l’occupazione militare americana. L’isola di Okinawa, nell’arcipelago giapponese, e’ di fatto una colonia militare americana da oltre 58 anni, occupata da ben 38 basi militari americane. Le basi americane assolvono a diversi scopi: sono basi strategiche da cui far partire le operazioni belliche, ma sono anche punti militarizzati per controllare la popolazione. Per assolvere quest’ultima funzione sono maggiormente militarizzati i paesi sconfitti durante l’ultima guerra mondiale (Germania, Italia, Giappone), e quelli in cui attualmente gli Usa stanno cercando di sottomettere la popolazione (Afghanistan, Iraq, alcuni paesi dell’Africa e dell’Asia). Dal dopoguerra, l’Italia (come la Germania e il Giappone) e’ considerato un paese da “proteggere”, che nel linguaggio delle autorita’ americane significa da tenere sotto stretto controllo.
Nella base di Okinawa dal 1945 si sono avuti ogni sorta di violenze e crimini. Per giustificare la massiccia militarizzazione del Giappone, le autorita’ americane parlavano di “garanzia di sicurezza e pace”, ma le popolazioni vivevano il fenomeno come un’occupazione militare, che perdura ancora oggi. L’art. 5 del trattato di sicurezza nippo-americano sosteneva che lo scopo delle basi militari era di difendere il Giappone, ma non si specificava ne’ da chi ne’ come, ed era implicito che dovessero farlo necessariamente gli americani
Negli anni 60 solo a Okinawa c’erano 117 basi militari, diventate 42 negli anni 90. Fra il 1972 e il 1995 i soldati americani commisero 4716 crimini, in parte violenze sessuali. I casi furono molto maggiori di quelli denunciati, in quanto molte donne si vergognavano a sporgere denuncia. Il Pentagono permetteva che i soldati colpevoli di violenze sessuali non subissero alcuna condanna. La rivista Nation denuncio’ che “coprire crimini sessuali e’ una precisa linea politica del Pentagono”
Nel 95 suscito’ rabbia e indignazione lo stupro di una bambina di 12 anni da parte di 3 soldati americani. La polizia di Okinawa identifico’ i colpevoli, ma non pote’ arrestarli perche’ doveva rispettare il principio di extraterritorialita’, secondo cui i soldati americani possono essere processati solo da tribunali americani. Cio’ permette alle autorita’ americane di rendere impunibili i loro soldati. Nonostante le proteste della popolazione, i soldati non pagarono per lo stupro della bambina e dopo il 95 i casi di violenza sessuale aumentarono
A Okinawa avvengono esercitazioni con granate d’obice, che provocano gravi danni ambientali e incendi nelle foreste
Ogni base americana rappresenta un pericolo per la vita e il benessere delle popolazioni, con militari impunibili e sopra la legge
disinformazione.it
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60 anni di servitu’
Viviana Vivarelli
Non e’ accettabile che dopo 60 anni valga ancora una servitu’ militare dell’Italia fascista ai “liberatori”! 60 anni dovrebbero liberare qualunque paese da qualunque aguzzino.
Non solo gli USA non pagano alcun affitto per l’occupazione delle basi, ma addirittura e’ lo Stato italiano a pagare per il piacere di perdere parte del territorio che diventa extraterritoriale ed esce da ogni giurisdizione nazionale.
Il “2004 Statistical Compendium on Allied Contributions to the Common Defense”, ultimo rapporto ufficiale reso noto dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, alla pag. “B-10″ impone all’Italia un contributo annuale alla “difesa comune”, per le “spese di stazionamento” delle forze armate americane, di 366 milioni di dollari. Tre milioni di dollari sono stati versati cash, mentre gli altri 363 milioni di dollari arrivano da una serie di facilitazioni che l’Italia concede all’ “alleato” (?), affitti gratuiti, riduzioni fiscali e costi dei servizi ridotti. Ma che alleato e’ mai questo?
L’Italia era obbligata a versare il 37% delle spese totale degli occupanti, ma Berlusconi ha pensato bene di aumentare il regalino al caro amico Gorge e ha aumentato la taglia al 41% delle spese totali sostenute dalle basi. Sara’ che costui non mette le mani nelle nostre tasche pero’ coi nostro soldi si spancia a destra e a manca, mentre non esita a mettere bombe atomiche accanto ai nostri figli e ad impegnare in attacchi armati le nostre truppe in Medio Oriente.
Intanto il caro amico Romano non aveva di meglio da dire su Vicenza che la base era solo “una questione urbanistica”, e le care amiche Coop (la Coop siete voi) hanno preso parte cospicua alla costruzione della base vicentina (pecunia non olet).
Insomma tutti questi cari amici ci stanno incastrando in un futuro terribile.
Viva le Neo Zelanda che ha dichiarato la propria neutralita’.
E viva anche l’Irlanda che rifiuta di dare i suoi figli a un futuro esercito europeo che non si sa chi appoggera’ e perche’.
Ma non basta. In base agli accordi bilaterali firmati da Italia e Usa il 2 febbraio 1995 (governo Dini), se una base americana chiude, il nostro governo deve indennizzare gli alleati per le «migliorie» apportate al territorio. Gli Usa, per esempio, hanno deciso di lasciare la base per sommergibili nucleari di La Maddalena, in Sardegna: una commissione mista dovra’ stabilire quanto valgono le «migliorie» e Roma provvedera’ a pagare. Con un ulteriore vincolo: se l’Italia intende usare in qualche modo il sito entro i primi 3 anni dalla partenza degli americani, Washington ricevera’ un ulteriore rimborso.
E il bello e’ questo. Questi liberatori che liberatori non sono mai ma padroni sempre ridefiniscono ad ogni governo le condizioni della nostra servitu’ in un controllo che non ha mai fine, come si fa con un servo.
Questi accordi vengono stipulati in segreto dal leader di turno senza che i cittadini ne sappiano niente, senza che il parlamento sia consultato, a suo arbitrio.
E noi crediamo di essere un paese libero ed una democrazia!! Illusi!
I trattati sulle basi NATO in Italia sono altresi’ semplificati e segreti.
Alcuni accordi segreti sulle basi furono
1954: Scelba con l’ambasciatrice Luce
1956 e 1993 memorandum su Aviano
Rinegoziazione del 1995
2003 concessione di Martino di sorvolo.
Mi dite se a voi sembra giusto che un paese che ha perso una guerra 60 anni fa debba ancora dipendere dai decantati “liberatori”! E allora tutti i popoli che hanno avuto la sventura di governanti idioti come Mussolini e hanno perso una guerra devono essere condannati “all’infinito” a dipendere dagli abusi di chi quella guerra la vinse al tempo dei loro padri o nonni o bisnonni? In eterno? Ma persino uno schiavo a un certo punto si affranca!
Il popolo iracheno, per es., o quello afgano, che nemmeno ora sono colpevoli di nulla, dovranno dipendere dai “liberatori” americani fino ai figli, ai nipoti, ai nipoti dei nipoti? Per sempre?!
Oppure le cose non stanno cosi’ affatto e quello che ci propinano non e’ una sudditanza costante dei nostri governanti di dx o di sx i quali, per faccende assolutamente loro, appena eletti, schizzano a Washington per avere dal grande amico americano aiuti finanziari e guida politica? Ma per faccende loro!! Che con i nostri interessi e diritti non hanno niente a che fare. E che per ricevere, loro, il giusto appoggio che li terra’ in sella, svendono proditoriamente il territorio italiano, i nostri diritti, la nostra sovranita’, la nostra liberta’!
Ahi come soffriva Prodi che Bush non gli dava l’imprimatur! Altro che questione urbanistica! Soffriva come fosse sui carboni ardenti. Perche’ non gli bastava il voto degli elettori, no, doveva avere l’assenso benevolo di Sua Maesta’. E come soffriva D’Alema quando i suoi gli sconsigliavano di correre incontro a Bush a Roma e di onorarlo ardentemente!
E questa sarebbe la democrazia di un paese libero?
E allora si capiscono perfettamente i Farina e i Ferrara e l’altra compagnia bella di spie e spioni.
E i La Russa e i Fini e tutta l’altra manica di venduti (guarda caso anche fascisti di ritorno) che incensano Israele e si mettono la kippah e giurano il falso, da quei servi che sono.
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Anonima dal sito internet “Baghdad Burning”
“Mi chiedono di proporre soluzioni o dare suggerimenti. Bene. Ecco la lezione di oggi: non violentare, non torturare, non uccidere, e andatevene finche’ potete – finche’ sembra ancora che abbiate una scelta… Caos? Guerra civile? Noi ci proveremo, purche’ voi vi prendiate i vostri fantocci, i vostri carri armati, le vostre armi intelligenti, i vostri stupidi politici, le vostre menzogne, le vostre vuote promesse, i vostri stupratori, i vostri sadici torturatori e ve ne andiate”
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Un mondo costellato di basi americane
Gli USA hanno costruito almeno 14 basi permanenti in Iraq, anche se non e’ chiaro se le sapranno tenere, visto il fallimento totale della loro aggressione. La ribellione antiamericana potrebbe costringere gli USA a ritirare del tutto il proprio esercito. Ciononostante, il Pentagono sta facendo tutto cio’ che e’ in suo potere per portare avanti le sue nuove basi in Iraq.
Gli USA hanno costellato il mondo di basi americane e non ha senso dire che lo hanno fatto coi paesi che hanno perso la seconda guerra mondiale perche’ lo hanno fatto dappertutto.
Non ci e’ dato nemmeno sapere quanti sono i soldati americani armati di armi atomiche che tengono in pugno il nostro territorio, forse 20.000, forse di piu’.
Qualcuno si chiede quale sia il pericolo di 90 testate atomiche.
Nessuno si chiede quale sia la liberta’ di un paese che di fatto e’ occupato dalle basi militari di un paese aggressivo come gli Stati uniti e dove comincia la sua possibilita’ anche teorica di dirgli di no su qualcosa.
Praticamente noi non potremmo neanche volendo opporci agli americani perche’ ci hanno completamente occupato.
Che si faccia anche le parate in onore di Bush o che il papa lo riceva amabilmente e i nostri leader di dx e sx si spancino negli inchini e’ disgustoso.
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Copio:
Tutte queste strutture sono state in mani americane sin dalla fine della seconda guerra mondiale. Non hanno alcuna funzione strategica importante. Sono una manifestazione dell’imperialismo e del militarismo americano. Le forze USA apprezzano il fatto di vivere in Italia e di avere accesso a tante splendide strutture ricreative quali la spiaggia riservata accanto a Camp Darby sulla Riviera italiana.
Fintanto che il governo e il popolo italiano rimarranno docili seguaci della politica estera americana gli Stati Uniti vi manterranno le loro basi. Ma se l’Italia decidesse di perseguire una politica estera piu’ indipendente, come e’ stato il caso della Germania e della Corea del sud nel 2002 e 2003, gli Stati Uniti ricambierebbero il favore spostando le proprie basi in un sito dove avrebbero un miglior controllo.
Come e’ noto, le basi americane portano sovente disgrazie alle comunita’ che le ospitano. Nel febbraio 1998 un aereo militare USA di Aviano, che per sua stessa ammissione stava volando troppo veloce e a quota troppo bassa, trancio’ il cavo di una funivia nei pressi della localita’ turistica di Cavalese facendola precipitare e provocando la morte di 20 persone. I piloti responsabili di questa tragedia sono stati processati non in Italia, bensi’ in una base militare americana della Nord Carolina, che li ha prosciolti dichiarando che le morti erano state provocate da un “incidente in fase di addestramento”.
Chalmers Johnson, presidente del Japan Policy Research Institute, esperto di basi militari
www.nonluoghi.info/nonluoghi-new/modules/news/article.php?storyid=139
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Parla sempre Chalmers Johnson:
“L’estensione dell’impero di basi militari americane all’estero e’ ben poco conosciuta fra gli americani, perche’ il Pentagono fa tutto il possibile per tenerle segrete. Ne risulta che la questione delle basi militari raramente viene discussa in seno alle universita’ americane. Gli Stati Uniti hanno abolito il servizio militare di leva nel 1973. Non essendo piu’ minacciati dalla possibilita’ di un servizio militare contro la propria volonta’, gli studenti universitari non prestano molta attenzione all’imperialismo americano. Molte universita’ americane dipendono dalla ricerca militare finanziata dal Pentagono, e gli stati (province) in cui sono situate dipendono dalle basi militari e dalle fabbriche di munizioni come posti di lavoro per i propri abitanti. Gli Stati Uniti sono di gran lunga i maggiori esportatori di armi e munizioni fra tutti i paesi del mondo e la loro economia e’ fortemente influenzata dal complesso militar-industriale. Per questo motivo il popolo americano sta prendendo coscienza solo lentamente delle dimensioni dell’impero USA e delle contraddizioni insite in esso.
In base allo slogan “Nessuna base = Nessun impero = Nessuna guerra” le basi militari americane andrebbero chiuse e le loro strutture convertite per uso civile. Per le comunita’ locali che dipendono economicamente dalle basi militari e’ dunque importante cercare di ridurre tale dipendenza e cercare di prepararsi al giorno in cui quelle inutili e pericolose strutture verranno chiuse. I progetti per la conversione delle strutture militari sono indispensabili.”
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http://www.masadaweb.org
Sono un lettore affezzionato di Masada che leggendo l’articolo è rimasco colpito nel leggere lo schifo dell’imperialismo russo, della politica italiana della sinistra e destra, e del vaticano. Spero che l’opignone pubblica incominci a capire e a sensibilizzarsi di cosa è capace l’imperialismo americano e ringrazio il sito Masada per la professionalità e per il coraggio che ha sempre avuto.
Commento di Nando — giugno 26, 2008 @ 11:07 pm |