Nuovo Masada

Giugno 15, 2008

MASADA n. 726. 14-6-2008. Oligarchie

Archiviato in: Masada — MasadaAdmin @ 10:01 am

Le oligarchie hanno il controllo del mondo, ma i popoli, dove possono, dicono loro di no – Il no irlandese al Trattato di Lisbona che ripropone il 96% della rifiutata Costituzione Europea – La fallimentare conferenza sull’Afghanistan – L’Italia e’ diventata un paese militarizzato – Bush a Roma – Di Pietro e le intercettazioni – Abusi di casta e salute dei cittadini – Eccidi operai

Da Hugo Martinez

Amici, vi mando una canzone per la festa del papa’.
Auguri ai nostri padri… il compito di papa’ e’ per loro il miglior regalo!
www.grupomaher.com.mx
Tu idea tu espacio… muebles sobre diseño a medida.

Viejo Mi Querido Viejo

Es un buen tipo mi viejo
Que anda solo y esperando
Tiene la tristeza larga
de tanto venir andando
yo lo miro desde lejos
pero somos tan distintos
es que crecio con el siglo
con tranvia y vino tinto
viejo mi querido viejo
ahora ya camina lerdo
como perdonando al viento
yo soy tu sangre mi viejo

soy tu silencio y tu tiempo
El tiene lo ojos buenos
y una figura pesada
la edad se le vino encima
sin carnaval ni comprasa
yo tengo los a~os nuevos
y el hombre los a~os viejos
el dolor lo lleva adentro

y tiene historias sin tiempo
viejo mi querido viejo
ahora ya camina lerdo
como perdonando al viento
yo soy tu sangre mi viejo

soy tu siencio y tu tiempo

yo soy tu sangre mi viejo
yo…
soy tu silencio y tu tiempo
yo soy tu sangre mi viejo
soy tu silencio y tu tiempo
yo soy tu sangre mi viejo

Raúl Lavie’


NO al Trattato di Lisbona
Viviana Vivarelli

L’Europa non e’ mai stata un organismo democratico. La freddezze nei suoi confronti da parte dei cittadini europei nasce dal fondato sospetto che essa sia un potere contro di loro e non a loro favore. Se la democrazia fosse un valore praticato, cosi’ come e’ chiacchierato, l’Europa nascerebbe dal volere dei popoli e dal riconoscimenti dei diritti dei cittadini e dei lavoratori. Invece l’UE ha esordito come l’Europa delle banche, i peggiori istituti oggi esistenti, le chiese legalizzate del lucro, i protettori dei peggiori e piu’ sporchi traffici.
L’UE e’ nata come patto tra interessi bancari e finanziari delle grandi oligarchie economiche, alla luce del peggior liberismo (vedi rifiuto anarchico di mercato e Borsa a sottostare a regole civili, protezionismo di WTO, BM e FMI, strapotere delle corporation, escalation armate, accoglienza degli OGM o delle discutibili merci americane come i polli alla varechina).
Non era un’Europa che poteva essere apprezzata dai cittadini e tanto meno dai lavoratori perche’ costruita per calpestare i loro interessi e diritti, distruggere progressivamente le tutele della vita e del lavoro, appiattire i salari, annientare il welfare, precarizzare il lavoro e delocalizzarlo verso sistemi schiavistici, abbassare i salari, aumentare in modo spietato disoccupazione, carovita e miseria. La direttiva Bolkestein fu l’espressione piu’ bieca del neoliberismo europeo e mirava ad allargare ad ogni paese membro i salari piu’ bassi e i trattamenti meno protetti.
Nei rapporti internazionali l’Europa non tento’ nemmeno di rendersi autonoma dagli Stati uniti e di contrastare con una linea indipendente la politica aggressiva americana con valutazioni nette sul medio Oriente, anche se l’euro andava sempre piu’ rafforzandosi e il bilancio interno era nettamente migliore del deficitario bilancio USA, e anche se i paesi produttori di petrolio indicavano una crescente preferenza per l’euro rispetto al dollaro. L’UE si limitava a frenare lo scudo spaziale di Bush o il tentativo di riempire di missili la zona continua alla Russia. Molti paesi si sganciarono gradatamente dal regime coloniale USA che imponeva la sussistenza di basi militari atomiche e solo l’Italia, con Berlusconi prima e Prodi dopo, conservo’ una posizione succube, accettando di costituire il principale triangolo di morte delle basi missilistiche americane da cui spedire bombe letali nelle nuove guerre imperialiste.
Varie efferatezze marciavano spedite a favore delle oligarchie mercantili e finanziarie internazionali, in nome di un neoliberismo gia’ fallimentare su piano planetario e palesemente nemico dei diritti dei popoli, ma in Italia si taceva accuratamente sulle misure europee, istupidendo i cittadini con gossip interno e cronaca nera, evitando con cura consultazioni popolari ed informazione economica.
Invece, altrove, la sostanza di un’Europa neoliberista e oligarchica, nemica dei popoli e dei cittadini, veniva discussa e rifiutata.
Nel 2005 la Costituzione europea fu bocciato dai cittadini francesi e olandesi, con grande scalpore delle oligarchie imperanti che non avevano messo in conto la coscienza dei popoli, ma i nostri servili media evitarono con cura di spiegarci cosa veniva bocciato e perche’, e nessuno dei viziati e corrotti partiti italiani si degno’ di dirci come mai gli italiani erano tenuti in stato di minorita’ informativa e mentale e in cosa consistesse la sostanza europea.
A noi italiani, deboli cittadini nominali, non fu data la possibilita’ non dico di approvare ma nemmeno di conoscere cosa favoriva o ostacolava la Costituzione UE. Prodi l’approvo’ a nome nostro, e fu tutto. A nome nostro?! Con quale pretesa autarchica?
Ma lo scacco del rifiuto olandese e francese fu grande e allora si tento’ di sostituire la Costituzione col Trattato di Lisbona. Dopo 2 anni di riflessione, nel 2007, per i 50 anni dell’organismo europeo, la Merkel e Prodi decisero di ripresentare il nuovo trattato, in occasione della nomina del Parlamento europeo. I politici europei del cosiddetto Gruppo Amato riscrissero il testo e il 4 giugno dell’anno scorso presentarono 70 articoli al posto dei 448 precedenti: il cosiddettoTrattato di Riforma, che ripropone al 96% la Costituzione respinta con poche deroghe.

E‘ sparita la parola Costituzione, si modificano Trattati precedenti (TUE, TCE, TFUE), piu’ la Carta dei diritti fondamentali e il Trattato Euratom. Sono spariti i simboli europei. Non si parla piu’ di leggi ma di direttive. Si precisano meglio i diritti degli Stati membri. Aumentano i poteri dei Parlamenti nazionali e si da’ loro piu’ tempo per esaminare le direttive e confutarle. Non si parla piu’ di concorrenza tra Stati. Si cita la solidarieta’ energetica e di lotta comune al disastro climatico. Si da’ agli Stati la possibilita’ di uscire dall’UE. Ma nella sostanza un remaque a titolo cambiato.
I dissensi rimangono. Vari paesi vogliono restare liberi in politica estera. L’Inghilterra non riconosce il diritto Eu come superiore e mantiene l’autonomia della sua valuta, che ora, tuttavia, e’ molti ridimensionata rispetto all’euro. Non tutti riconoscono le sentenze della Corte. La Polonia si e’ opposta ad una maggioranza qualificata finche’ non e’ stata minacciata di espulsione.
Alla fine il Trattato di Lisbona e’ stato firmato dai capi di Stato e di Governo il 13 dicembre 2007.
Ci sono paesi in cui ci pensa il Parlamento a ratificarlo come fece subito l’Ungheria. Altri lo sottopongono al referendum dei cittadini, come ha fatto in questi giorni l’Irlanda. Ma gli irlandesi per il 53,4% lo hanno rifiutato e siamo da capo.
….
L’Irlanda dice no al Trattato di Lisbona
Nicolai Caiazza

Dopo il no del referendum in Irlanda al Trattato costituzionale dell’Unione Europea i media portavoce delle banche e del capitalismo europeo fanno finta di non capire le ragioni del No. Molti si sono addirittura anticipatamente indignati come Daniel Cohn-Bendit (leMonde) per il fatto che gli Irlandesi dopo aver profittato, dice, dei sussidi europei per uscire dall’arretratezza ora rifiutano di avallare il Trattato. Anche Lucio Caracciolo con Limes (Repubblica) sostiene che tra l’altro la Commissione Europea non e’ un organismo democratico e che ció non e’ colpa di qualcuno ma e’ conseguenza del fatto che l’Europa non e’ uno Stato e non ci puó essere democrazia senza Stato.
A questo proposito e’ importante notare che l’intenzione del capitalismo europeo di procedere a una dittatura del capitale fu giá prevista da Mendes-France (premier e ministro nella Francia degli Anni Quaranta-Cinquanta)il quale il 18 gennaio 1957 durante una riunione della Assemblea Nazionale francese per discutere il Trattato di Roma dichiaró: “Il progetto del Mercato comune cosí come ci e’ stato presentato e’ basato sul liberalismo classico del XX secolo, secondo il quale la concorrenza pura e semplice regola tutti i problemi. L’abdicazione di una democrazia puó prendere due forme, essa puó sia ricorrere a una dittatura interna attraverso la consegna di tutti i poteri a un uomo provvidenziale, sia a delegare tutti i suoi poteri a un’autoritá esterna, la quale in nome della tecnica eserciterá in realtá il potere politico, perche’ nel nome di una sana economia potrá agevolmente dettare una politica monetaria, budgetaria, sociale, quindi una politica nel senso piú ampio del termine, nazionale e internazionale”. (citato da leMondeDiplomatique, luglio 2005).
L’Unione europea durante gli ultimi venti anni, ha portato avanti una politica di privatizzazioni, di aumento dello sfruttamento della classe lavoratrice, sia per i salari che per le condizioni di lavoro, un pezzo alla volta ha proceduto allo smantellamento delle assicurazioni sociali, ha messo su un politica nazionalista e razzista per consentire losfruttamento piú feroce degli immigrati (la nuova unterklass). La Commissione europea ha dato direttive per privatizzare i servizi pubblici (sanitá, trasporti, acqua, energia). Anche gli stessi servizi di polizia vanno verso la privatizzazione. In questi giorni stanno programmando la settimana lavorativa minima che sarebbe tra le 48 e le 60 ore.
Limes dice che Commissione ha tolto il nome Costituzione”perche’ indigeribile nelle opinioni pubbliche piú nazionaliste”, cercando cosí di dare all’opposizione al Trattato un senso nazionalista, di difesa del campicello. Del resto tutti i media come pappagalli citano la gioia della Lega cercando cosí di far credere che quelli che si oppongono sono come la plebe della Lega.
Quando ci fu il referendum in Olanda e Francia, anche allora il complotto disinformativo in questi Paesi fu totale. Perció la gente si informó per sapere cosa gli stavano propinando e si rese conto tra l’altro dei contenuti schiavizzanti della direttiva Bolkestein e votarono contro.
Purtroppo il provincialismo della politica italiana non ha mai permesso che le conoscenze sulla Unione Europea si diffondessero. L’espressione “entrare in Europa”e’ stata usata impunemente come se fosse un dato. L’Italia e’ uno dei 6 Paesi fondatori della UE, dunque non c’e’ da “entrare”. Dopo di che la popolazione e’ stata dissanguata per far parte dell’Euro,
Ed e’ stata ancora dissanguata dopo che vi ha preso parte. L’Euro e’ stata la maledizione per TUTTI i popoli europei che via hanno preso parte. Tutti hanno perduto in partenza il 20%circa del potere d’acquisto, piú gli aumenti che hanno seguito. Non c’e’ nulla da “spiegare”meglio il Trattato. E’ che la gente ha capito che stanno cercando mettergli il cappio al collo. Dove ha potuto ha votato contro il tentativo di ratificare con un documento la dittatura del capitale .
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Paolo Ferrero
’’Esprimo tutta la mia gioia e la mia soddisfazione per il secco e rotondo ’No’ che i cittadini irlandesi hanno espresso al referendum sul Trattato costituzionale europeo. Mi congratulo in particolare con i compagni del Sin Fein irlandese e con tutti gli esponenti della Sinistra Europea e del raggruppamento. L’Europa dei banchieri e degli euroburocrati, dei potentati economici e industriali come delle grandi e soffocanti coalizioni Ppe-Pse e’ stata, ancora una volta, sonoramente sconfitta, come gia’ era accaduto in Francia e in Olanda. Spero che questa sia la volta buona perche’ la parola torni, finalmente, ai cittadini dell’Europa e ai suoi tanti e colorati popoli, trappandola a burocrati grigi e politici ottusi’’.
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Conferenza sull’Afghanistan
Viviana Vivarelli

Il 12 giugno si e’ aperta a Parigi la conferenza sull’Afghanistan per fare il punto sulla situazione.
L’invasione USA comincio’ nell’ottobre 2001. Sono passati quasi 7 anni, un tempo insostenibile, con una montagna di soldi spesi perversamente in operazioni di morte, migliaia di morti innocenti e distruzioni senza fine che hanno straziato un popolo infelice e miserrimo e hanno contaminato uno dei paesi piu’ poveri del mondo che ha la disgrazia di essere sulla rotta degli oleodotti per l’Europa.
Il solo Prodi e’ arrivato a spendere in armi 29,9 miliardi di euro, quanto 3 finanziarie, e per fortuna che doveva essere un politico tanto cattolico e moderato!
Nessuno ha mai capito in cosa sia consistita la famosa ricostruzione americana o cosa abbia fatto di utile la decantata missione italiana e quanta democrazia e civilta’ abbia portata questa occupazione tanto lunga quanto fallimentare oltre ogni ragionevole dubbio.
Prodi rifiuto’ di ritirare da questo disgraziato paese le truppe italiane, malgrado le richieste della sinistra italiana che fini’ per votare tutti i piu’ sciagurati finanziamenti perdendo il consenso dei pacifisti, e ora Berlusconi, per compiacere il peggiore presidente USA, spregevole e a termine, ha rapidamente trasformato la nostra missione in una dichiarata operazione bellica senza nemmeno consultare il Parlamento, violando il divieto costituzionale alla guerra aggressiva e, si immagina, col consenso del Vaticano anche su questa efferatezza.
Il paese piu’ ricco del mondo ha aggredito, invaso e depredato uno dei paesi piu’ poveri del mondo portandovi l’urto tremendo di armi micidiali e modernissime e senza avere la meglio. Lo scacco e’ simile a quello iracheno, un fallimento che non riesce a giustificare in alcun modo l’enorme spreco di risorse, armi, distruzione del territorio e di vite umane.
Possiamo anche fingere di ignorare il costo immenso, inutile e perverso di questa guerra, ma, anche restando alle sole spese militari desta stupore il dato comunicato ai media dalla Caritas: le spese militari in Afghanistan sono state 14 volte piu’ alte dell’intero aiuto occidentale concesso per lo sviluppo del Paese. Se davvero si volesse aiutare questi poveretti, diminuendo al contempo la carica eversiva del terrorismo afgano, basterebbe ritirare i militari.
Gli studi della Caritas international indicano che solo l’intervento militare USA qui costa ogni giorno 100 milioni di dollari mentre alla ricostruzione civile arrivano solo 7 milioni di dollari. Dice il presidente della Caritas, Peter Neher: «La lotta al terrorismo ha evidentemente reso cieca la comunita’ internazionale alle esigenze sociali dell’Afghanistan». ”Il 56% dei fondi investiti nella ricostruzione civile attraverso la distribuzione degli appalti tornano ai Paesi donatori.”
L’unico sistema che ha ampiamente goduto in questo fiume di denaro e’ stato quello dei produttori e venditori di armi, non certo l’Afghanistan o la democrazia o la ricostruzione.
I dati di un anno fa di Terzomondo dicevano:
“L’Afghanistan e’ fermo al 173° posto (su 178) nella classifica dello Sviluppo umano, l’aspettativa di vita e’ di 44,5 anni, la mortalita’ infantile tra le piu’ alte al mondo, il 60% dei bambini e’ malnutrito. Meno di un terzo della popolazione ha l’acqua potabile e gli analfabeti sono il 70%. Il reddito pro-capite e’ di 232 dollari l’anno, meno di mezzo euro al giorno. Si muore di violenza, quotidiana, costante, infinita.
L’enormita’ delle spese militari non lascia risorse per la ricostruzione e l’assistenza. Se il livello di spesa pro-capite e’ uno degli indicatori piu’ significativi dell’aiuto internazionale, negli ultimi anni l’Afghanistan ha ricevuto molto meno aiuto per abitante degli altri paesi in dopoguerra: Timor Est (US$ 256), Bosnia (249), West Bank e Gaza (219). Nel 2003 l’Afghanistan ha ricevuto soltanto 67 dollari a persona. Mancano tutti gli indici di una vera ricostruzione: sicurezza, benessere, miglioramento dei servizi, abitazioni, cibo, scuole, vita normale.
Il Fondo di ricostruzione ha ricevuto in totale solo 1,4 miliardi di dollari, nonostante impegni 8 volte maggiori. Si pensi solo che in 4 anni la Bosnia con un decimo di popolazione ebbe 4 miliardi.
La massiccia occupazione militare non garantisce nemmeno l’ordine. Il livello di violenza, insicurezza e abuso dei diritti umani e’ insostenibile. Gli occupanti sono mal sopportati e visti solo come invasori. I Talebani restano indisturbati e controllano gran parte del paese, l’oppio sotto gli americani ha raggiunto i suoi massimi storici, e’ una vera e propria valuta e permette un sistema di potere esteso e forte ai signori della guerra, per cui ne risulta un paese controllato dal crimine organizzato. I rapporti dei militari con gli operatori umanitari civili e’ confuso e spesso sono solo di ostacolo. Associazioni, sindacati, imprese e ONG hanno contro tanto il potere tradizionale, con i signori della guerra che mantengono un dominio feudale, quanto le politiche dei donatori che privilegiano i grandi appaltatori internazionali. In soli 2 anni gli operatori umanitari uccisi sono stati 80.
Gli occupanti non accettano che la ricostruzione sia fatta dagli stessi afgani anche se questo sarebbe l’unico modo per far riprendere la distrutta economia del paese.

Dati presi da:
www.terzomondo.org/writings/writings/Gianni_Rufini_2007_La_pace_possibile.pdf

www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=90&ID_articolo=273&ID_sezione=163&sezione=
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Uno Stato militarizzato
Viviana Vivarelli

Improvvisamente, senza giustificazioni serie, siamo diventati uno Stato militarizzato. Qualcosa che non si era mai verificato prima, nemmeno negli anni di piombo, e che prelude a una minaccia oscura e inquietante da dittatura da terzo mondo. Una campagna martellante, pressante, istigata dalla Lega ha amplificato pericoli inesistenti, demonizzando innocui migranti, infierendo su zingari e clandestini, innalzando nel paese un polverone razzista di stampo nazista, che trasformava una statistica diminuzione della criminalita’ in una situazione mostruosa, ansiogena, gonfiata oltre ogni ragionevolezza da un codazzo di giornali perfidi e servili, quelli stessi che titolavano “tutti gli italiani sotto intercettazione” quando le intercettazioni coinvolgono forse 20.000 indagati gravi.
Ricordo in Turchia l’impressione gelida e sgradevole dei militari vestiti di nero, che impugnavano mitra, o quei soldati truci che in Egitto fermavano il pulman ogni 10 metri per perlustrazioni e interrogatori disumani. Diventeremo anche noi un paese cosi’? Presidiato dai militari? E’ davvero di sicurezza che stiamo parlando o di un golpe gravissimo che sta prendendo in pugno il paese?
Questo video e’ stato mandato dagli USA in americano stretto per dimostrare in modo sarcastico e amaro quanto valgano ormai le tutele del cittadino americano davanti agli interrogatori della polizia. E’ questo che noi vogliamo?

video.google.com/videoplay?docid=-4097602514885833865&hl=en
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Eliot
Mercoledí delle ceneri

Poi
che non spero piu’ di conoscere
La gloria incerta dell’ora positiva
Poi che non penso piu’
Poi che ormai so di non poter conoscere
L’unica vera potenza transitoria
Poi che non posso bere
La’ dove gli alberi fioriscono e le sorgenti sgorgano, perche’ non c’e’ piu’ nulla

..
Il Cespuglio .. e i germogli
Dal blog di Paola di Roma

Poi che ora so che il tempo e’ sempre il tempo
E che lo spazio e’ sempre ed e’ soltanto spazio
E che cio’ che e’ reale lo e’ solo per un tempo
E per un solo spazio
Godo che quelle cose siano come sono
E rinuncio a quel viso benedetto
E rinuncio alla voce
Poi che non posso sperare di tornare ancora
Di conseguenza godo, dovendo, costruire qualche cosa
Di cui allietarmi

E prego Dio che abbia pieta’ di noi
E prego di poter dimenticare
Queste cose che troppo
Discuto con me stesso e troppo spiego
Poi che non spero piu’ di ritornare
Queste parole possano rispondere
Di cio’ che e’ fatto e non si fara’ piu’
Verso di noi il giudizio non sia troppo severo

E poi che queste ali piu’ non sono ali
Atte a volare ma soltanto piume
Che battono nell’aria
L’aria che ora e’ limitata e secca
Piu’ limitata e secca della volonta’
Insegnaci a aver cura e a non curare
Insegnaci a starcene quieti.

Prega per noi peccatori ora e nell’ora della nostra morte
Prega per noi ora e nell’ora della nostra morte.

Sebbene debba sloggiare tra qualche mese dalla Casa Bianca, (Bush) il Cespuglio e’ voluto venire per le ultime disposizioni, prima all’Europa riunita in Slovenia, e poi naturalmente in Italia, 3 giorni a Roma su 7, wow!.. per genuflettersi al benedicente Ratzi venerdi’, dopo essersi incontrato con lo Psiconano oggi.
Dunque ieri alle 17 la manifestazione organizzata dal Comitato permanente contro la guerra non era enorme, in una giornata lavorativa, a livello cittadino e non nazionale (altre 8 si tenevano in altre citta’ italiane, Milano, Bologna, Napoli, Vicenza ecc.), ha visto la presenza di numerosi sigle di sinistra, oltre che quella abbastanza numerosa di cittadini americani contestatori (US citizens for Peace and Justice) con le maschere di Bush, Condoleeza e Cheney..
Vedo le bandiere rosse del PdCI, poi quelle del PCdL e Marco Ferrando, Francesco Caruso, l’ex sen. di Rifondazione Giovanni Russo Spena e l’ex sen. PdCI Manuela Palermi (che subisce la contestazione di una compagna molto critica). Ci sono i Cobas, il Movimento 25 Aprile (sinistra della CGIL) e Giorgio Cremaschi, le Donne in nero, la Sinistra Critica, gli Umanisti, varie bandiere arcobaleno e persino due No dal Molin.
La scena la rubano subito le immagini dei 5 prigionieri cubani, di cui varie associazioni di sx chiedono la liberazione, le bandiere di Cuba e poi alcune bandiere palestinesi, dietro vengono i ragazzi e le ragazze dei centri sociali.
Ma non si balla molto questa volta.. a parte il gruppo di tamburi coi danzatori azzurro-arancio sempre presente, c’e’ poco da ballare: su Via Barberini i poliziotti che bloccano tutte le strade d’accesso a Via Veneto (sede dell’Ambasciata Usa) sono tantissimi, un elicottero sorvola minaccioso.. mi sale la rabbia, ma non bisogna assolutamente cadere in tentazione..
Gli impiegati si affacciano alle finestre degli uffici, le commesse escono dai negozi.
Arriviamo a piazza Barberini, che sta a meta’ strada tra l’Ambasciata Usa, Palazzo Chigi e il Quirinale: oltre a Bush, al governo Berlusconi e a Prodi, c’e’ n’e’ anche per Napolitano…
E qui i corteo e’ costretto a fermarsi, verso le 8 di sera la manifestazione lentamente si scioglie. Qualche ragazzo va a comprarsi una birra, qualcuno si arrotola uno spinello… altri come me si avviano a casa, tutto sommato contenti di aver visto di nuovo insieme bandiere fino a poco tempo fa divise.
Germogli di sinistra. :-)
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Di Pietro e le intercettazioni

Il Governo vuol limitare l’intercettazione ai reati da 10 anni in su. Cosi’ resterebbero fuori reati come il falso in bilancio, l’evasione fiscale, i reati societari e la truffa aggravata ai danni dello Stato. Proprio i reati della casta! Si toglie ai magistrati la possibilita’ di intercettare proprio per quei 5 o 6 reati limitati ai soliti molto vicini agli interessi del Cavaliere.

B vuole che l’ intercettazione sia autorizzata da ben 3 giudici, collegialmente. Il che e’ assurdo, dal momento che nel nostro ordinamento occorre un solo giudice per la sentenza. E ce ne vorrebbero 3 per attivare le indagini preliminari? Tutto questo fara’ solo rallentare i processi quando non li brlocchera’ del tutto.

B vuole che i risultati delle intercettazioni per un processo penale non siano utilizzati in altri processi. Se si intercetta per un reato e saltano fuori prove di un altro, non si possano utilizzare. Se il giudice indaga per una rapina ed esce un omicidio deve far finta di niente.

B non vuole che i cittadini sappiano di prove gravi di reati emerse dalle intercettazioni prima dell’inizio del dibattimento e possono passare anni.
E’ invece piu’ logico che appena gli indizi di reato scoperti sono conosciuti dall’indagato possano essere conosciuti anche dall’opinione pubblica, per un criterio di giustizia e trasparenza.
Seguendo B, casi come la clinica Santa Rita non sarebbero andati sui giornali.
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Ma chi se ne frega della salute dei cittadini?
Viviana

Il modello di Formigoni e’ questo qua.
E il modello di Veronesi non sarebbe stato molto diverso. Il regno delle cliniche private. A modello americano. Dove se non sei ricco crepi. Tendiamo anche noi al fulgido progresso di 40 milioni di poveri esclusi d aogni tipo di cure come in USA? Buttati fuori anche dai pronto soccorso? Dove se sei ricco ti fanno operazioni inutili per prendere il premio delle assicurazioni e se sei povero ti buttano via come la trippa per gatti?
Il modello di Berlusconi lo abbiamo subito capito appena nel nuovo Governo e’ apparso il buco della sanita’ pubblica. Abbiamo i ministeri piu’ inutili del mondo: il Ministro della semplificazione, quello dell’attuazione del programma, un Ministro dell’economia affiancato a quello dello Sviluppo economico, il Ministro delle riforme e quello dei rapporti col Parlamento, persino un Ministro per le politiche giovanili, cariche che nessun governo europeo ha mai avuto ma manca quello della Sanita’. Vogliono smantellare la sanita’ pubblica? Ci dovremmo tutti curare in costose quanto inutili cliniche private? Ma i pensionati a 500 euro al mese che hanno votato Berlusconi lo sanno questo? E’ questo che desiderano? E’ questo che vogliono gli Italiani?
Un neoliberismo spinto teso solo al lucro piu’ avido che divora il welfare e uccide anche i diritti piu’ elementari come quello alla salute? Che stritola il cittadino in una giungla spietata dove l’uomo e’ distrutto dal profitto e dove la magistratura e’ incaprettata perche’ lasci impuniti i mostri e i controlli sono cosi’ esili da risultare ridicoli?
Anche questo ci voleva: un ministro della Giustizia che tutela il crimine! Visto questo abbiamo visto l’inizio del peggio e in un mese tutto il peggio che e’ gia’ avanzato ci mette nel terzo mondo dritti come frecce.
E che questo paese si pregi di dirsi ancora cattolico dopo quanto accade e che abbia anche il beneplacito di Madre Chiesa.. no… queste cose non sono tollerabili.
..
Ridiamaro : -)
Ma i leghisti tifano per l’Italia o per la Romania?
Oppure sperano che cada un meteorite sul campo, che annulli tutte e due?
Danilo
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Michael Santhers

L’operaio capi’ che l’inferno
e’ sulla terra
e il paradiso sono quelle ali
che ti fanno volare
sopra le miserie

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Franco di Cento manda:

Dall’ultimo piano
il decimo piano
fece per toccare una nuvola
con un dito
e precipito’ nel vuoto

Le chiamano morti bianche
come avvenissero senza sangue

Sono morti inopportune
che spesso avvengono
quando l’informazione
e’ gia’ impegnata in altri eventi

Sono cadaveri con vite banali
sono numeri decimali
che non incidono sul bilancio

Sono cani che hanno abbaiato
nel qualunquismo per mestiere
sono un nome nell’anagrafe
che si scrive e si cancella
come un’impronta nel deserto
in pieno vento

Sono i ricordi sbiaditi
del giorno dopo

Il brano di Martin Luther King, qui sotto riportato, e’ ancora di drammatica attualita’ non solo in USA, ma in tutti i Paesi cosiddetti “civili” e non solo per i negri, ma per tutti i “diversi” da noi cittadini “civili”. Anche qui da noi, tra l’ indifferenza dei piu’. Basta sostituire alla parola negro la parola “immigrato” (musulmano, marocchino, albanese, rumeno, ecc. ecc).
Buona lettura e buona riflessione.

Essere un negro in America significa non avere una vita facile. Significa far parte della schiera degli umiliati, degli oppressi, degli oltraggiati e degli sconfitti. Essere un negro in America significa cercare di sorridere quando si ha voglia di piangere. Significa cercare di sopravvivere fisicamente quando si e’ psicologicamente morti. Significa il dolore di vedere il cielo mentale dei propri figli offuscato dalle nubi dell’inferiorita’. Significa vedersi tagliare le gambe e sentirsi accusato di essere uno storpio. Significa assistere alla morte spirituale della propria madre e del proprio padre per mano dei colpi dello sfruttamento quotidiano, e poi essere odiato in quanto orfano. Essere un negro in America significa ascoltare gretti politici argomentare in modo eloquente contro la parita’ della condizione abitativa, sostenendo al contempo di non essere razzisti. Significa essere tormentati di giorno e ossessionati la notte dall’intollerabile sensazione di non valere e combattere costantemente per contrastare il veleno dell’amarezza. Significa il dolore e l’angoscia di vivere tali e tante situazioni in cui la speranza per il futuro e’ morta.”

(Martin Luther King, Il sogno della nonviolenza, Feltrinelli).
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http://www.masadaweb.org

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