Nuovo Masada

giugno 11, 2008

MASADA n. 723. 10-6-2008. – Fame e spudoratezze

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 1:07 pm

Fame e spudoratezze – Lo storico incontro Stato-Chiesa – Intercettazioni – Rom a Roma – Pd, il partito che non c’e’ – La Russia s’e’ desta – Bifo su Bologna
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Non c’e’ una meta, la meta e’ il cammino.
No hay camino, el camino se hace al andar.
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Fame e spudoratezze
Viviana

Ci sono pseudo ignoranze che sono spudoratezze. Dire che la fame nel mondo dipende da mancanza di cibo e’ una spudoratezza, e, se a farlo e’ un Papa, diventa un peccato capitale.
Di cibo al mondo ce n’e’ in abbondanza, ma le speculazioni delle multinazionali hanno alzato il prezzo dei cereali al punto da renderli inaccessibili agli affamati del mondo. Quando vivi con due dollari al mese e ti alzano di dieci volte il prezzo del tuo cibo base, questo si chiama ECCIDIO.
Ora credere che la soluzione sia favorire i produttori di OGM o gli speculatori di biocarburanti e’ da ipocriti o da pazzi. E puo’ farlo solo chi e’ possiede gli stessi titoli azionari. Non e’ data altra possibilita’.

Com’e’ possibile pensare che quelli che sono causa dei rialzi in Borsa dei prezzi del cibo possano abbassarli? Chi e’ causa della fame non sara’ mai la soluzione della fame.
Eppure con sfacciata baldanza Berlusconi e Ratzinger hanno tentato proprio questo. Poiche’ sono gli USA i principali percettori di questa rapina, connivenze politiche e patteggiamenti ideologici ci vorrebbero far credere che Bush e’ un benefattore e che sostenere gli OGM americani o le corporation dell’energia venga a beneficio dei poveri. E cosi’ tutti e tre si mettono sulla coscienza milioni di morti senza perdere il sorriso sulla faccia e anzi promettendo un benessere che non ci sara’.
Perche’ non favorire anche gli alti prezzi delle medicine per l’AIDS? O gli alti costi di una guerra infinita? O le altre rapine degli speculatori mondiali che cercano consensi eccellenti per aumentare le morti nel mondo?
Ormai non sono piu’ i tifoni o i terremoti le grande catastrofi mondiali, il peggior flagello e’ la Borsa, mercato anti-umano fuori da ogni regola o controllo, dove si bruciano migliaia di miliardi di valuta e dove milioni di vite umane sono usate strumentalmente per i cinici giochi di potere di una cricca di magnati. Ma che la Chiesa si metta trionfalmente al loro fianco e’ iniquo!
Sentite forse qualche autorita’ religiosa lanciare strali contro le crudelta’ del mercato o le distruzioni della Borsa o il cinismo delle grandi istituzioni neoliberiste? Nessuno che sottolinei come sia la barbarie del sistema economico a mietere vittime, non la penuria di cibo, che anzi il sistema e’ tale da alimentare altra morte proprio prendendo il controllo del cibo e facendone speculazione.
Ma cio’ che e’ ovvio e’ che un sistema siffatto e’ destinato ad avvitarsi su se stesso, non solo per le autodistruzioni che dipendono proprio dalle scelte incontrollate e dalle operazioni malefiche senza regola, ma perche’ la materia prima su cui il sistema esercita la sua predazione, l’umanita’, diventa sempre piu’ debole, esce da quel mercato che la vuole solo sfruttare, cessa di dare materia al divoramento cannibalico. Alla fine non saranno colpito solo i poveri, ma anche le classi medie, con una conseguente riduzione di domanda che alla lunga paralizzera’ il mercato stesso. In un mondo dove ci sono troppi poveri sara’ sempre piu’ difficile restare ricchi e la recessione divorera’ alla fine gli stessi speculatori.
Aiuti umanitari? L’elemosina non e’ mai stata un palliativo. E chi non e’ messo in grado di sussistere da se’ non potra’ esistere domani in virtu’ di una elemosina.
Soli i freni all’avidita’ sregolata possono mettere il pianeta su un piano di sopravvivenza. Meglio farebbe il Papa a fare discorsi economici di piu’ profondo respiro che non limitarsi frettolosamente a ricorrere agli OGM per compiacere l’alleato americano. Meglio farebbe Ratzinger, se fosse un premier serio ed etico, a condannare le aberrazioni del mercato, le distruzioni del neoliberismo, gli sconquassi della Borsa, il cinismo dei governi, la menzogna delle guerre, l’avanzata del lucro e dell’avidita’ senza fine.
Ma se il Papa facesse questo, non sarebbe piu’ un Papa di destra, come e’ sempre stato e intende essere, sarebbe un socialista, ma questa cosa il Papa non vuole esserlo ne’ lo sara’ mai.
Ma allora non ci venga a dire che sta dalla parte dei poveri e sta esercitando il Vangelo, perche’ quello che invece fa e’ l’opposto di quel che deve. E allora il suo magistero e’ alla fine perche’ la parte materiale ha del tutto divorato la missione spirituale.
Ma noi dobbiamo dire che, come il neoliberismo un giorno finira’ perche’ non e’ un sistema sostenibile, cosi’ finira’ questo genere di Chiesa perche’ non e’ una Chiesa sostenibile.
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Dall’amico don Paolo Farinella, parroco a Genova, ricevo, sottoscrivo e rimetto a voi questa splendida lettera-denuncia.
Un caldo e orgoglioso abbraccio.
Aldo

Finestrella politico-religiosa
di Paolo Farinella, prete

L’immagine di Berlusconi che prende tra le sue la destra anulata del papa e, “inclinato capite”, compunto, ne bacia l’anello, consapevole della dissacrazione che compie, ha fatto il giro del mondo e si e’ depositata nell’immaginario collettivo dei piu’ come atto di devozione verso l’autorita’, riconosciuta, del papa.
Il contrasto con le dichiarazioni di Prodi, dopo il fattaccio della Sapienza di Roma e’ abissale. Il cattolico praticante appare il nemico e censore del papa, mentre l’inquisito per frode ed evasione, il condannato, il corruttore, il compratore di senatori a suon di attricette da strapazzo, il puttaniere, il Piduista, l’ateo divorziato difensore della famiglia, appare, di colpo, quasi per magia, l’umile figlio della Chiesa, “prostrato al bacio della sacra pantofola”.
Il gesto del bacia-anello e’ stato ripetuto ancora alla fine dell’udienza. Repetita iuvant.
Dicono i bene informati che il rito del “baciamo-le-mani, Santita’!” non e’ stato spontaneo e istintivo, suggerito dall’emotivita’ del momento che sarebbe stato comprensibile. E’ stato studiato a freddo da esperti psicologi e creatori di consenso d’immagine. Cio’ aggrava il fatto e costituisce un doppio vulnus che difficilmente sara’ riparabile. Peccato, che il papa sia stato al gioco e non abbia rotto il giocattolo fin dall’inizio. A meno che tutto non fosse concordato, come fa supporre il fatto che il Vaticano abbia preteso, fatto unico nella storia della diplomazia vaticana, la presenza del Gentiluomo di sua Santita’, Gianni Letta, come garante e testimone dell’incontro. Segno che Berlusconi e’ tenuto al guinzaglio corto dal sistema clericale imperante.
Come cittadino italiano, sono indignato che il presidente del consiglio dei ministri, che rappresenta la mia nazione, abdichi alla sovranita’ e alla dignita’ del mio paese, prostrandosi in baciamano che somiglia piu’ a rappresentazione di stampo mafioso che non a un atto di devozione sincera. Mi ripugna essere rappresentato da un uomo che pur di ingrassare il suo super-ego, dimentica ogni parvenza di dignita’ e usa e strumentalizza qualsiasi cosa gli sia utile per i suoi perversi scopi. Egli “fa finta” perche’ e’ un finto uomo che ha sempre vissuto di finzione, costruendo sull’apparenza e sull’effimero un potente potentato economico e ora anche politico, “clero iuvante”. A questo homo parvus dell’opportunismo e della strumentalizzazione si oppone la chiarezza fiera di un grande statista, integerrimo cattolico e anch’egli presidente del consiglio dei ministri, Alcide De Gasperi, che il papa Pio XII nel giugno del 1952, volle umiliare, annullando l’udienza privata con la famiglia, gia’ programmata da mesi, perche’ si oppose all’ordine del papa di fare il governo con i fascisti.
De Gasperi convoco’ ufficialmente l’ambasciatore della Santa Sede presso l’Italia, e, stando in piedi, dietro la sua scrivania di capo del governo dell’Italia, disse: Signor Ambasciatore, riferisca al papa che come cristiano accetto l’umiliazione, come presidente del consiglio dei ministri della repubblica italiana, protesto energicamente e chiedo spiegazioni.
Come cattolico praticante, sono indignato e scandalizzato che il papa si presti al gioco mediatico di accreditare come modello di figlio devoto e pio della Chiesa un individuo come Berlusconi senza chiedergli previamente un atto di conversione e/o di penitenza. Egli e’ adoratore di mammona iniquitatis perche’ ha fatto l’ingiusta ricchezza con l’inganno, il furto, la corruzione, l’evasione fiscale. Egli e’ divorziato, abortista e i suoi figli convivono more uxorio, fatti che sarebbero questioni private, se il presidente del consiglio non si dichiarasse cattolico e non andasse dal papa coram populo et mundo a parlare in difesa della famiglia secondo la visione della Chiesa: allora anche le sue scelte private diventano fatti pubblici e criteri ermeneutici.
Egli e’ implicato con la mafia (ne ha ospitato uno a casa sua ed e’ fratello germano di un altro, condanno in secondo grado per mafia).
Egli sta perseguitando gli immigrati, tra i quali vi sono migliaia e migliaia di uomini e donne di religione cattolica, di cui il papa dovrebbe essere padre, difensore e vindice, in forza della sua paternita’ universale. Ho visto latinoamericani, africani e orientali, cattolici, piangere di fronte allo scandalo del papa che accettava l’omaggio di un persecutore ateo e amorale.
Il pastore riceve il lupo travestito da agnello, e abbandona gli agnelli al loro destino: anzi a molti, a tanti, pare che il pastore cosi’ sembra autorizzare il lupo a devastare il gregge.
E’ ancora fresca nella memoria, la scelta del papa che, per opportunita’ di equilibri politici internazionali, non volle ricevere il Dalai Lama, premio Nobel per la pace, mentre a meno di tre mesi delle elezioni, riceve il predatore d’Italia, colui che con le sue tv ha degradato l’Italia in forza del principio, pubblicato sul giornale del papa, l’Osservatore Romano (6 giungo 2008), che “la televisione privata dovrebbe avere tra le sue funzioni quella di divertire, come seconda funzione quella di informare e soltanto successivamente, quella di formare”. Egli ha detto queste cose alla radio e sul giornale del Vaticano e nessuno gli ha tolto la sedia di sotto e lo ha rimandato a casa. Di fronte all’opinione pubblica, il papa approva.
Santita’, mi sento parte integrante della Chiesa-Sacramento e riconosco la sua autorita’ di papa in quanto vescovo di Roma, ma non mi sento parte di un sistema che pure lei rappresenta: un sistema di connivenza con i potenti che prosperano sui poveri, che affamano i poveri, che manipolano i poveri che nessuno difende. Nemmeno il papa.

Nota a latere:
Berlusconi ha regalato al papa una croce tempestata di pietre preziose fatta fare apposta: un pezzo unico e solitario. Nello stesso momento a due passi di distanza, la Fao ammetteva il suo fallimento sul dramma della fame del mondo: la croce tempestata di diamanti e il Crocifisso affamato. Mai stridio di simboli fu piu’ drastico. Il 6 giugno 2008 «fu vera gloria? Ai posteri l’ardua sentenza». Per me, resta un giorno di lutto per la Chiesa cattolica, un fallimento del papato, una vergogna per l’Italia ferita nella sua dignita’ di Nazione laica.
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Intercettazioni
Viviana

E’ scattata l’operazione intercettazioni con numeri gonfiati e menzogne lampanti, quando la normativa italiana era gia’ la piu’ garantista d’Europa, garantista ovviamente per il crimine, non per lo svelamento del reato.
Intanto non e’ vero, come strilla Libero, che tutto il paese sia intercettato.
Nel 2007 le intercettazioni richieste dalla Magistratura sono state 124.000 e hanno riguardato lo 0,2% della popolazione, un numero molto basso di soggetti che e’ addirittura minore degli indagati ed erano gia’ mirati, senza la svolta strombazzata da B, ai reati della criminalita’ organizzata.
E non e’ vero, come dice Alfano, che nelle intercettazioni si spende un terzo del budget della Giustizia, visto che si sono spesi 224 milioni di euro contro 7 miliardi, e addirittura 84 milioni in meno del 2005.
Oltre a cio’ l’indagato ritenuto colpevole deve per legge rendere allo Stato il costo anche delle intercettazioni e se non lo fa la colpa e’ solo del ministro della Giustizia che non fa valere la legge.
Come se non bastasse, basterebbe ammodernare le tariffe per ridurre di molto la spesa o fare come in Germania dove lo Stato al momento di concedere le licenze telefoniche esige tariffe ridotte per i servizi giudiziari.
Se in Italia le spese lievitano, qui come ovunque, e’ perche’ in ogni cosa tutti pascolano con larghezza e a Telecom come agli altri gestori si sono concesse munificenze mai viste e in modo bypartisan. Se fosse in vigore una politica contro gli sprechi, non si taglierebbero le intercettazioni indispensabili alla giustizia per scoprire i lestofanti ma i costi esagerati che ogni operazione pubblica comporta.
Anche qui, come in tutti i comparti, il capitolo intercettazioni e’ privo di trasparenza economica e normativa, per la gloria dei ladri di Stato, con numeri inventati e conti taroccati.
Ma il polverone e’ partito. E lo scopo lampante e’ evitare che si connetta la politica a mafia e a malaffare, a corruzione, a connivenza, a furto consentito, a depredazione. Lo scopo e’ offuscare la verita’ e nascondere le prove.
Per questo le intercettazioni si faranno ma esulando da quello che alla casta importa: il reato finanziario, su cui la casta prospera.
Potremmo assicurare ai lestofanti che il piano riuscira’.
E cio’ facendo, Berlusconi, acquista anche il 6% in piu’ di consenso, quando Prodi, in 20 giorni crollo’ rovinosamente. Cosi’ va il mondo, dove chi fa le soperchierie piu’ grosse vince di piu’ di chi le fa piu’ piccole.
E la deriva dell’Italia fuori dai paesi civili prosegue rovinosamente.
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Rom a Roma
Doriana Goracci

C’ero. Buttava male, il tempo intendo, tant’e’ che il concerto alle 20 non s’e’ fatto piu’. Stamattina rientrando al paesello viterbese, ho raccattato tutto quello che potevo, giornaletti gratis e quotidiani, ora anche una navigatina in rete, a vedere cosa e’ stato ‘pescato’.
‘Sogni azzurri e notti azzurre’ ci aspettano,’Il bullismo figlio dei troppi divorzi’ a buon intenditor cristiano-poche parole…’Famiglia romana distrutta’…tranquilli un’incidente, ‘Giustizia, torna lo sconto’…’Intercettazioni, indagini a rischio’…’Intercettazioni, un’altra legge vergogna’ e come combattere altrimenti la Mafia?, ‘Alfano: privacy inviolabile’…’Berlusconi: siamo dalla parte della Chiesa’…’Arrestati 14 medici della clinica S. Rita a Milano: omicidio, lesioni e truffa’…incidenti di percorso.
Ma campeggia, con foto, denunce, commenti, una notizia in assoluto, ‘Due monache di clausura incatenate’, con cartelli che dicono: ‘Santita’, non siamo ne’ prostitute, ne’ violente, ne’ ladre, ne’ malate di mente’, ‘Fateci rientrare nel nostro convento’…
Eh gia’…il convento di guai ne ha passati tanti e di ‘disordine’ finanziario, alcuni giornali sostengono che mancavano da due mesi e altri da anni… ma loro le due ex suore di clausura sanno come si pregano i Media, quasi fossero due veline con 40 anni per gamba, e si mettono anche in Piazza San Pietro ben sapendo che il Papa la messa solenne la faceva in latino, nella chiesa di SS. Trinita’ dei Pellegrini…
Ora potrei raccontarvi com’e’ andata la Manifestazione Nazionale: la stampa per una volta e’ concorde-Senza tensioni ne’ incidenti- la prima storica dei Rom senza biglietto d’ingresso, quei pellegrini per vocazione, quei buttati fuori compresi donne e bambini, quei deportati nei campi di sterminio, quei cittadini italiani da decenni, che chiedono lavoro e casa, diritti umani in esodo: ma davvero importa, ha un senso?
Domani ci sara’ chi leggera’ Liberazione e il Manifesto, avrete modo di sapere…Ho incontrato per caso, dopo anni, una coppia di amici, Gloria e Beppino, ci sono venuti da Firenze, uno snobismo da intellettuali…ho conosciuto il bar biologico nel luogo finale che era il Foro Boario, alla Citta’ dell’Altra Economia, largo Dino Frisullo ex ‘Er Mattatoio’, dove chiedendo dell’acqua, ti dicono che non la vendono ma puoi berla da una brocca… chissa’ se ‘almeno’ li’ piazzeranno una strada al grande Giorgio Almirante…
Mi spiace non essere rimasta per i funerali di Dino Risi, quel signore cinematografaro che alla domanda: Tu sei religioso? rispose “Laico dalla nascita” e a proposito di targhe e lapidi aggiunse: “Una volta Nanni Loj mi disse: ‘Puoi definirti in tre parole?’ Io ho detto: “Sono un fallito riuscito”. Questa e’ la lapide per me”.

Pd, il partito che non c’e’
Paolo Di Gregorio

Come e’ accaduto per la “sinistra arcobaleno”, la furbata di mettere insieme culture politiche e personali diverse, spacciandole per un incontro storico tra cattolici e socialisti (tra falsi cattolici e falsi socialisti), non poteva che finire nel nulla, come dimostra la sortita di Rutelli, che gia’ decide che la ex-margherita confluita nel PD alle prossime elezioni europee correra’ nelle liste dei popolari e non nelle liste “socialiste” dove andranno gli ex ds.
E’ il primo atto della dissoluzione del PD, un partito senza identita’, senza anima, senza radici sociali, inventato a tavolino da politicanti di lungo corso che hanno spacciato per “novita’” una corsa al centro, e che oggi, a sconfitta avvenuta, mostra tutta la sua fragilita’ e fa emergere le frustrazioni e le diverse strategie dei vari capi-corrente.
Naturalmente, come storicamente avviene in Italia, l’agonia sara’ lunghissima (il PCI che nel 68 gia’ non era piu’ comunista ci ha messo 40 anni), ci sara’ “accanimento terapeutico” per tenere in vita l’ectoplasma PD, e forse D’Alema se ne uscira’ con una proposta di ricompattare la sinistra.
Dichiara Rosy Bindi: “il PD dovra’ essere in qualche modo speculare alla Democrazia Cristiana”.
Non comprendo da decenni il linguaggio democristiano, ne’ voglio impegnarmi a farlo, quando penso a come parlava Prodi mi viene l’orticaria. Credo comunque che la sola idea di un centro politico che si allea oggi con la destra, domani con la sinistra, e’ una porcheria che e’ gia’ durata 50 anni.
Il problema oggi e’ uno solo, costruire una sinistra vera, senza un solo personaggio di quelli in circolazione, ne’ Veltroni, ne’ Bertinotti, ne’ D’Alema, ne’ Diliberto, che rinasca dalle lotte e dai bisogni delle classi subalterne e dalla consapevolezza che l’emergenza energetica e quella ambientale devono trovare una soluzione strategica fuori dal liberismo, dal consumismo e dalla globalizzazione, per l’autosufficienza alimentare ed energetica (con il solare in prima fila).

La Russia s’e’ desta
Paolo Di Gregorio

Finalmente ascoltiamo qualche parola di verita’ sulla situazione internazionale per bocca di Medvedev, presidente della Russia, “la crisi finanziaria in corso e’ stata causata dall’America, dalla sua politica aggressiva, dal suo egoismo, i problemi alimentari sono attribuibili a coloro che stanno tentando di trarre benefici dalle difficolta’ attuali”.
E’ cio’ che pensano tutti gli europei dotati di apparato cerebrale, basta pensare ai titoli “subprime” spacciati all’Europa, di provenienza USA, e basta pensare alle scelte speculative sui prezzi mondiali dei cereali per il semplice fatto che gli Usa sono il piu’ grande esportatore di cereali e ne determinano il prezzo, e la scelta scellerata di usarne una parte per il biofnel, invece che per uso alimentare, ne ha fatto lievitare ulteriormente il prezzo.
I nostri cari amici ed alleati ci fanno pagare la loro crisi finanziaria, riempiono di basi militari Polonia, Repubblica Ceca, Georgia, Bielorussia, Ucraina al solo scopo di separare la Russia dall’Europa i cui interessi economici e strategici sono simili, di buoni vicini, che, liberati dalla presenza e dalla ingerenza Usa, si integrerebbero in pace e nel reciproco interesse.
E’ in questo processo che si gioca la Nato, le basi Usa in Europa, che sarebbero ferri vecchi inutili e tutto il Medio Oriente e i paesi arabi non ci vedrebbero piu’ come complici delle guerre e delle aggressioni Usa, liberandoci da ogni pericolo terrorista.
Le economie dell’Europa e della Russia sommate ed integrate, sono gia’ oggi superiori a quella Usa, e non vi e’ nulla di indispensabile che l’America ci possa dare, ne’ investimenti, ne’ tecnologia, di cui gli europei non possano fare a meno o possano produrre in proprio, mentre non possiamo fare a meno del gas e del petrolio che ci fornisce la Russia e per questo ci preoccupano le basi militari Usa, ai confini della Russia, il cui unico scopo, ribadisco, e’ quello di impedire la collaborazione e l’integrazione con l’Europa.
E’ evidente che una tale svolta strategica creerebbe un polo di peso mondiale pari a quello di Cina e India, in grado di difendersi da solo, per un mondo finalmente multipolare, liberato dalla tutela indesiderata degli Usa.
Quanto al dollaro, essendo l’America il paese piu’ indebitato del mondo, la sua diminuzione di valore e’ pilotata per diminuire il debito, ma e’ anche diventato una moneta che non vuole piu’ nessuno, mentre l’EURO e’ sempre piu’ richiesto nei mercati internazionali e viene considerato il killer del dollaro, quindi l’Europa non e’ un alleato, ma l’origine del declino dell’egemonismo e dell’unilateralismo e un temibile competitore da fermare ad ogni costo.
Anche il ceto industriale e capitalista italiano sa bene di rimetterci con un “alleato” cosi’ ingombrante, tanto e’ vero che l’Italia e’ il primo partner commerciale dell’Iran, fregandosene degli anatemi e dell’embargo proposti da Bush.
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Bifo su Bologna
da RK

(Berardi vuol fare una lista a Bologna, esperimenti futile perche’ quando una citta’ e’ morta non vi si puo’ piantare nulla di vivo. Bifo e’ Berardi, Valerio e’ Monteventi, il tipo piu’ pittoresco di Rc)

“La citta’ e’ interessante. La governa una elite cadaverica di stanziali: ex stalinisti pentiti, tormentati dal cinismo e dall’autodisprezzo, convertiti all’affarismo pseudo-cooperativo, alleati con un ceto di padroni di casa che sembrano usciti da un romanzo di Gogol, gente che affitta in nero topaie a prezzi astronomici a pakistani e studenti fuori sede, poi vota per la lega, e si lamenta per il degrado.
E’ una citta’ schifosa, direte voi. Effettivamente il cardinale Caffarra, che di estreme unzioni se ne intende, ha detto recentemente (e come non capirlo) che Bologna e’ una citta’ moribonda, che non sa piu’ sottrarsi al suo tramonto. (Nda: Biffi diceva che Bologna era una citta’ sazia e disperata. Dopo l’autoritarismo di Cofferati, Dafarra dice ora che Bologna e’ disperata, e basta).
Bologna non e’ una citta’ schifosa, nonostante gli zombie che la rappresentano nel mondo della politica, dell’universita’ e dell’industria.
Bologna e’ una citta’ interessante perche’ l’abita e la attraversa una nebulosa precaria di nomadi: ricercatori e innovatori tecnologici, di freak e di ciber-nerd, di neurobiologi e di poeti, di artisti e di girovaghi.
Gente che potrebbe mettere in moto un processo straordinario di autorganizzazione.
Sperimentare su scala cittadina nuovi sistemi tecnici di riscaldamento e di trasporto.
Abolire completamente le strutture e i simboli della passata epoca automobilistica.
Lanciare un processo di studio collettivo aperto a tutta la cittadinanza sulle patologie psichiche e fisiche che l’iper-sviluppo ha prodotto sull’umanita’ cittadina.
Istituire una struttura cerimonale laica per l’accompagnamento dei morenti e per sottrarre le esequie all’ipocrita monopolio confessionale.
Bologna e’ una citta’ reazionaria e depressa che alberga al suo interno un’anima nomade, creativa, vitale.
Purtroppo i primi votano come un’unico gregge, gli altri, che pure sono di piu’, non votano perche’ non hanno mai preso la cittadinanza bolognese, oppure perche’ comprensibilmente se ne fregano, e non considerano le elezioni un momento significativo”.

“Valerio ha introdotto spiegando in 5 punti le ragioni per cui l’amministrazione della citta’ e’ stata disastrosa e va urgentemente cambiata, ed ha chiarito che nessuna mediazione e’ possibile con le forze politiche che hanno condiviso la gestione Cofferati.
Ha affrontato i problemi dei migranti, ha notato che solo gli industriali si sono lamentati per l’idea di cacciare tutti i clandestini perche’ sembra che l’industria bolognese non potrebbe reggersi senza di loro. Ha sottolineato che l’amministrazione Cofferati ha anticipato le politiche che
hanno permesso alla dx di travolgere ogni difesa parlamentare della democrazia.
Noi vogliamo partecipare alla battaglia elettorale per due ragioni: perche’ vogliamo sconfiggere il conformismo reazionario ed amorale del partito democratico, e perche’ vogliamo iniziare un esperimento, un progetto di governo utopico che possa disegnare un nuovo orizzonte per tutti i nostri fratelli, quelli che stanno nelle altre citta’ italiane e per quelli che stanno nelle citta’ di tutto il mondo. Quelli che dovunque preferiscono la tolleranza all’ignoranza, e la vita buona all’inquinamento fisico e mentale. Insomma, vogliamo creare un’antenna per attirare tutte le intelligenze non inquinate. E le antenne si metteranno a proliferare, nei locali cittadini, nelle scuole e nelle facolta’, nei luoghi di lavoro, durante i mesi del prossimo autunno e inverno, per preparare la sollevazione dell’intelligenza autonoma, che si organizza in citta’”.

”L’Universita’ di Bologna, che fu nel tardo medioevo il punto di connessione dei saperi innovativi, e’ morta dopo il soprassalto del ’68 e del ’77. Il suo becchino ufficiale fu il Rettore del centenario, che celebro’ la mummificazione e la commercializazione del marchio Alma mater. Al soffocamento dell’universita’ hanno contribuito i nuovi baroni, la cui carriera post ’68 avvenne all’ombra di una qualche tessera del fascio (quella del PCI o dei DS o di altre lobby affaristiche cittadine). Ma ha contribuito alla distruzione del sistema universitario anche il generale processo di privatizzazione dei saperi, la riduzione dei fondi pubblici, la precarizzazione efferata della funzione docente, che ha portato ad una frammentazione e ad uno spossessamento.
L’universita’ e’ in putrefazione, produce miseria intellettuale e materiale.
Nella citta’ in cui essa nacque intendiamo rifondarne il concetto partendo dal punto di connessione tra saperi e societa’.
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SVAGO
Sui piccini

1) Un po’ di love

Mariapia
Stare con un piccino e’ uno dei piu’ grandi piaceri della vita, ma i piaceri non sono svago, i Piaceri sono Impegno. Ecco, c’e’ da accettare che qualcuno a volte ci vuole dare troppo piacere e possiamo sempre dire: troppa grazia, Sant’Antonio. Una bella laurea, oppure una scalata difficile, anche un lungo allenamento per vincere, allevare la Vita…..quelli sono piaceri.
I figli, oggi…..Pare che oggi la dismisura sia la misura normale, ma per noi, che abbiamo un’eta’ importante, e’ difficile da comprendere, pero’ possiamo provarci.
Il Dott. Bernardi sottolineava che dove c’e’ un bambino di pochi mesi e un adulto che lo custodisce, l’adulto sperimenta una stanchezza infinita, ma che ha un premio infinito.
Mille premi a tutti i nonni amorosi!
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2) Un po’ di smail

Mario da Napoli manda un testo piuttosto vecchio ma che ancora ci fa ridere per la sua profonda veridicita’:

Lo yogurt

Di Leopoldo Capriglione

Ecco cosa accade con un neonato in casa:Ogni mamma dice: “La cacca del mio piccolino non puzza”.
Avete mai provato a cambiare il pannolino ad un bambino?

Cose che accadono quando si cambia un pannolino:
Il pannolino puo’ essere cambiato per tre ragioni:
a) perche’ lo dice la mamma;
b) perche’ lo dice la suocera;
c) perche’ il bimbo ha cagato.
Naturalmente il gesto perde, nei primi due casi, gran parte della sua drammaticita’. Il vero, autentico, cambio di pannolino prevede la presenza della merda.
Di solito accade cosi’:
La mamma prende in braccio il bambino, lo annusa un po’ e dice, con voce gaia e piuttosto cretina: ‘E qui cosa abbiamo fatto, eh? Sento un certo odorino: cosa ha fatto l’angioletto?’.
Poi la mamma va di la’ e vomita.
A questo punto si riconosce il padre di destra e il padre di sinistra.
Il padre di destra dice: ‘Che schifo!’ e chiama la tata.
Il padre di sinistra prende il bambino e lo va a cambiare.

Il pannolino si cambia, rigorosamente, sul fasciatoio.
Il fasciatoio e’ un mobile che quando lo vedi a casa tua, capisci che un sacco di cose sono finite per sempre, tra le quali la giovinezza.
Comunque e’ studiato bene: ha dei cassettini vari e un piano su cui appoggiare il bambino.
Far star fermo il bambino su quel piano e’ come far stare una trota in bilico sul bordo del lavandino. E’ fondamentale non distrarsi mai.
Il neonato medio non e’ in grado quasi di girarsi sul fianco, ma e’ perfettamente in grado, appena ti volti, di buttarsi giu’ dal fasciatoio facendoti il gesto dell’ombrello: pare che si allenino nella placenta, in quei nove mesi che passano sott’acqua.
Dunque: tenere ben ferma la trota e sperare in bene.
Una volta spogliato il bambino, appare il pannolino contenente quello che Gadda chiamava “l’estruso”. E’ il momento della verita’. Si staccano due pezzi di scotch ai lati e il pannolino si apre. La zaffata e’ impressionante.
E’ singolare cosa riesca a produrre un intestino tutto sommato vergine: cose del genere te le aspetteresti dall’intestino di Bukowski, non di tuo figlio.
Ma tant’e’: non c’e’ niente da fare.
O meglio: si inventano tecniche di sopravvivenza.
Io, ad esempio, mi son convinto che tutto sommato la merda dei bambini profuma di yogurt.
Fateci caso: se non guardate potrebbe anche sembrare che vostro figlio si sia seduto su una confezione famiglia di Yomo doppia panna. Se guardate e’ piu’ difficile. Ma senza guardare? Io con questo sistema sono riuscito ad ottenere ottimi risultati: adesso quando apro uno yogurt sento odor di merda.
Impugnare con la mano sinistra le caviglie del bambino e tirarlo su come una gallina.
Con la destra aprire la confezione di salviettine profumate e prenderne una.
Neanche il mago Silvan ci riuscirebbe: le salviettine vengono via solo a gruppi di ottanta. Scuotete allora il blocchetto fino a rimanere con tra le dita un numero inferiore a cinque salviette. A quel punto, di solito, la gallina-trota, stufa di stare appesa come un idiota, da’ uno strattone: se non vi cade, riuscira’ comunque a spargere un po’ di cacca in giro.
Tamponate ovunque con le salviettine profumate. Ritirate su il pollo e con gesto rapinoso pulite il sedere del bambino. Posate le salviettine usate nel pannolino e richiudetelo.
A quel punto la vostra situazione e’: nella mano sinistra un pollo-trota coi lineamenti di vostro figlio. Nella mano destra, una bomba chimica.
NON andate a buttare la bomba chimica: la trota scivolerebbe per terra.
Quindi, posatela nei paraggi (la bomba, non la trota) registrando il curioso profumo di yogurt che si spande per l’aria. Senza mollare la presa con la mano sinistra, usate la destra per detergere a fondo e poi passate all’olio.
Ve ne versate alcune gocce sulla mano.
Esse scivoleranno immediatamente giu’ verso il polso, valicheranno il confine dei polsini, e da li’ spariranno nell’underground dei vostri vestiti. La sera ne troverete traccia nei calzini. Completamente lubrificati, passate alla Pasta di Fissan, un singolare prodotto nato da un amplesso tra la maionese Calve’ e del gesso liquido. Ne riempite il sedere del pollo e naturalmente ve ne distribuite variamente in giro per giacche, pantaloni, ecc. A quel punto
avete praticamente finito. A quel punto il bambino fa pipi’.
Il bambino non fa pipi’ a caso. La fa sul vostro maglione. Voi fate un istintivo salto indietro. Errore.
La trota, finalmente libera, si butta giu’ dal fasciatoio.
Ritirate su la trota e non raccontate mai alla mamma l’accaduto.
Prendere il pannolino nuovo.
Capire qual e’ il lato davanti (di solito c’e’ una greca colorata che aiuta, facendovi sentire imbecilli). Inserire il pannolino tra le gambe del bambino e chiudere. Il sistema e’ stato studiato bene: due specie di pezzi di scotch e il pannolino si chiude. Si, ma quanto si chiude? Cosi’ e’ troppo stretto, cosi’ e’ troppo largo, cosi’ e’ troppo stretto, cosi’ e’ troppo largo. Si puo’ arrivare anche ad una ventina di tentativi. E’ in quel momento che il bambino comincia ad intuire di avere un padre scemo: giustamente manifesta una certa delusione, cioe’ inizia a gridare
come un martire. Da qui in poi si fa tutto in apnea e in un bagno di sudore.
Nonostante i decibel espressi dal bambino, mantenere la calma e provare a rivestire il bambino. E’ questo il momento dei poussoir.
Quando Dio caccio’ gli uomini dal paradiso terrestre disse: partorirete con dolore e dovrete chiudere le tutine dei vostri figli con i poussoir.
Per chiudere un poussoir bisogna avere: grandissimo sangue freddo, mira eccezionale, culo della madonna.
Il numero di poussoir presente in una tutina e’ sorprendente e, perfidamente, dispari.
Se nonostante tutto riuscite a rivestire il bambino, avete praticamente finito.
Vi ricordate che avete dimenticato il borotalco: il culetto si arrossira’.
Pensate ai bambini in Africa e concludete: si arrossira’, e che sara’ mai?
Quindi prendete il bambino e lo riconsegnate alla mamma.
Lei chiedera’: ‘L’hai messo il borotalco?’. Voi direte: ‘Si’’. Con convinzione.

Ripercussioni fisiche e psichiche. Fisicamente, cambiare un pannolino, brucia le stesse calorie di una partita di tennis.
Psichicamente il padre post-pannolino tende a sentirsi spaventosamente buono e in pace con se stesso.
Per almeno tre ore e’ convinto di avere la nobilta’ d’animo di Madre Teresa di Calcutta.
Quando l’effetto svanisce, subentra un irresistibile desiderio di essere single, giovane, cretino e un po’ di destra. Alcuni si spingono fino a consultare il settore ‘Decappottabili’ su Gente & Motori. Altri telefonano ad una ex-fidanzata e quando lei risponde mettono giu’. Pochi dicono che devono andare a comprare le sigarette, escono e poi, tragicamente, ritornano.
In casa li avvolge la sicurezza del focolare, il tepore dei sentimenti sicuri, e un singolare, acutissimo profumo di yogurt.

(Nella foto:opera di Mario Schifano)
..

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