Nuovo Masada

febbraio 24, 2008

MASADA n. 638. 24-2-2008. Piccole radio e tv muoiono

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Mondezza day – La favola delle pensioni – Cattive nuove per Ruini – Aborto: fortuna che c’e’ – Il lavoro femminile – Track di Iacopo Fo -

Non esistono giovinezza, infanzia o vecchiaia. Esistono solo gli anni in cui crediamo alle risposte finali e combattiamo per loro, e gli anni in cui proviamo a renderci conto che dovremo sempre vivere con le domande. Io ho passato da un pezzo la linea d’ombra, da un pezzo mi sono reso conto che tutto cio’ che posso fare e’ cercare di porre le stesse, poche domande senza risposta in modi sempre nuovi“.

(Peter Høeg – da “Racconti Notturni”: Esperimenti sulla durata dell’amore)

Disinformazione
Viviana

Grillo ha fatto piu’ lui di tutti i partiti. Ha fatto una cosa che in Italia e’ stata sotterrata: l’informazione! E i becchini di questo diritto sacrosanto sono stati la dx, la sx e il centro sorretto dal Vaticano, quel Vaticano che e’ sempre stato il becchino storico della verita’! Inutile farsi illusioni. Chi finge di illudersi e’ scemo, o fare il criminale in pace. Hanno ammazzato la democrazia con una bella associazione a delinquere di stampo politico. Grillo fa una cosa che alla fine sara’ messa fuori legge: fa informazione. E chiunque diffonda informazione cambia qualcosa mentre questi non vogliono che cambi niente. I governi cambiano ma non cambia niente. Sono 14 anni che non cambia niente se non in peggio. Quando parlo con persone del settore informazione resto sempre sbalordita da quello che loro sanno e io non so. Nell’informazione finta fltra solo quel che alcuni vogliono, siamo un paese sotto censura e questa non potra’ che aumentare. La deriva e’ questa, Ed e’ gravissimo. Il Vday deve prendere di petto la questione dell’informazione ma non basta attaccare i giornali, bisogna affrontare la televisione e tutto il marciume bypartisan che c’e’ dentro.
Non ci dicono nulla. Non sappiamo nulla. Basta vedere il silenzio sulla P2, su cui in 20 anni nessuno ha aperto un’inchiesta o una commissione.

Non e’ possibile pensare a un’informazione pluralista per tv. Non c’e’ futuro per le piccole tv via cavo, costosissime, tanto da non reggere una piccola redazione che copra le 24 ore; prima si sovvenzionavano con la pubblicita’ ma la riforma Gasparri ha monopolizzato l’enorme budget pubblicitario a favore di RAI e Mediaset riducendo le piccole emittenti locali che sopravvivono solo grazie a sponsor molto ricchi. Abbiamo emittenti sponsorizzate da venditori di persiane e persino dalla Curia!! Non gli bastava Radio Maria! E gli danno pure sovvenzioni speciali di Stato, con leggi bypartisan fatte apposta! 40 milioni di euro a radio radicale!
Sono tutti ammanicati. Si fingono nemici ma spartiscono alla stessa greppia. Non esiste piu’ la dx e la sx e il centro. Prima la Chiesa sembrava contro la P2, poi col crak dell’Ambrosiano abbiamo visto che facevano affari comuni. Lo stesso con la mafia. Se esistessero nuove liste aggiornate ci troveremmo dentro la CEI e gli uomini di Riina con i finti teodem.
Le loro battaglie sono finte. E’ tutto finto. Tirano fuori la 194 per fare del polverone contro le donne for life e poi si scopre che gli avversari della 194 sono soprattutto nella sinistra!! Polveroni!! E la Corte Costituzionale finge di non vedere che ci hanno scippato il voto e che non c’e’ nulla di piu’ incostituzionale di questo. Sono ciechi? Dopo 7 anni ci vengono a dire che forse le leggi elettorali di B erano incostituzionali! E nessuno fa una piega! Tutto continua uguale! Non hanno ancora scoperto che la Riforma Gasparri e’ incostituzionale! Tutte le leggi che B ha fatto sono incostituzionali, cominciando da quelle processuali. Ma la Corte Costituzionale non lo vede! E’ troppo intenta a chiudere indagini scomode. E intanto B si e’ fatto tutte le sue belle prescrizioncine. Delinque e prescrive. O depenalizza. Dal produttore al depenalizzatore. E’ un circolo chiuso. Non si sono nemmeno accorti che Mastella dava al guardasigilli, cioe’ a se stesso, il diritto di cacciare ogni magistrato che facesse inchieste sui politici, specie su lui stesso, e che cacciava De Magistris perche’ indagava su Mastella, Prodi e company, e la dottoressa Vacca dei Comunisti Italiani che dirigeva la corte ha dato ragione a Mastella! Altro che la balla delle toghe rosse e delle sentenze politiche!
Vogliono tutti in coro la separazione delle carriere con cui la magistratura non sara’ piu’ organo autonomo e indipendente ma ubbidira’ al potere politico, facendo sparire a comando tutti i processi scomodi. Non si accorge l’alta Corte che tutto questo e’ incostituzionale? E l’Associazione Nazionale Magistrati che dovrebbe proteggerli e addirittura favorisce la cacciata di De Magistris e il blocco di carriera di Bocassino e Forleo! E’ una incodizionata ai peggiori, senza nemmeno un minimo di rispettabilita’. Tutti proni ai proclami di una cricca ammanicata di farabutti. Abbiamo persino conservato il diritto della polizia di torturare gente senza che cio’ sia reato! Ma Rifondazione l’unica cosa che pensa e’ un convegno sulla falce e il martello! Si vede che questo e’ il suo massimo problema! Lo scudo crociato, la falce e il martello.. ma che cacchio significano se poi votano tutti assieme e tutti la fine della democrazia.
Rifondazione e’ diventata una mummia accanto a quella di Lenin. Sono morti e camminano. Non sanno nemmeno di essere morti. Ripescano Bertinotti e candidano Veronesi mentre Berlusconi comanda dall’oltre tomba. Non mette nemmeno piu’ le foto di quand’era ventenne, e’ entrato in Matrix. Non si sa se arrabbiarsi, dire una prece o fare un esorcismo. Pensioniamoli a 65 anni! Sembrano la marcia dei morti viventi. De Mita che a 80 anni scalpita per rincadidarsi! Cosa c’e’ nella politica? Il punto G?
Stiamo imitando l’Argentina e c’e’ chi applaude! Dev’essere una psicosi grave, molto peggio dell’aviaria. Applaudono come cretini! Lo so che si applaude anche ai funerali, ma il cadavere siamo noi! E l’assassinato di solito non ha proprio niente da applaudire!
Il regime si sta blindando.
Gli inviti di certi blogger a Grillo di comprare rai3 o di farsi una radio sono delle sciocchezze. Hanno fatto talmente tanto per chiudere il pluralismo che anche creare una radio e’ diventato difficilissimo. Da dx a sx l’intento univoco e’ stato bloccare l’informazione, censurare le notizie e disinformare. Persino la diffusione musicale, la cultura musicale pluralista, e’ sotto censura e la radio si uniforma a quel che vuole un certo mercato arrogante e volgare a scapito della musica di qualita’ o dell’informazione libera. Morte alla cultura! Morte al pensiero! Una banda di collusi tiene in pugno il paese, riducendolo non solo a mercato, ma a mercato di infimo livello, una casbah dove le merci sono scadenti e degradate e gli OGM non si contano.
Tabacci ripete gli slogan di Grillo gridando alla pulizia morale contro la Casta, peccato che si tenga accanto Cuffaro e Mastella, Cesa e de Mita.
E’ inutile che Veltroni dice che vuol combattere il duopolio Rai-Mediaset ma mente sapendo di mentire perche’ D’Alema a ‘Radio anch’io’ si e’ premurato di rassicurare Berlusconi che l’attuale sistema non sara’ toccato. Queste continua rassicurazioni al Cavaliere confermano che la sx e’ sotto ricatto, fa quello che B vuole (e l’assenza di leggi contro i conflitti di interesse che anche Prodi non ha fatto, o le leggi vergogna o l’intento comune di stoppare le intercettazioni e riproporre l’immunita’ parlamentare o un regime presidenziale confermano un patto comune. Esau’ non e’ Casini, sono tutti).
La sx non ha nessuna intenzione di fare una reale battaglia alla dx, e per disgrazia, salvo la Franca Rame o Ferrando, sembra ci siano pochi anche nella sx radicale che intendano realmente fare qualcosa. Stanno in un ventre di vacca e non vogliono cambiare niente. Gli inciuci bypartisan della bicamerale si ripeteranno peggio di prima, peggio che per l’indulto. Sono tutti ammanicati perche’ hanno tutti segreti da nascondere e se uno comincia a spifferare, cadono come un castello di carte. E’ una classe politica marcia che si autosostiene, dove non esiste nessuna opposizione, dove tutto e’ finto. Solo pochi fanatici credono ancora nelle ideologie contrapposte, ma nel piano dei comuni interessi privati non c’e’ nulla di contrapposto. Governo e parlamento ci presentano costanti pagliacciate ad uso dei gonzi. Ognuno ha malefatte che non vuol far sapere. Si veda il modo bypartisan con cui hanno sotterrato i 98 miliardi delle lotterie o hanno estromesso De Magistris dai 20 miliardi di euro spariti in Calabria, o come hanno sotterrato il G8 di Genova, con la conferma di uno come De Gennaro.
Preferiscono pagare 400.000 euro al giorno di multa all’UE piu’ gli enormi arretrati (tanto sono soldi nostri!) piuttosto che toccare l’impero mediatico di B e fare un sistema civile, non possono e non vogliono, o verrebbe alla luce tanto di quel pattume da sotterrarli.
Spiace per gli illusi che continuano a credere in Rc quando nemmeno Rc ha fatto mai una effettiva battaglia civile o ha dato un’informazione decente sui veri scandali del paese mentre si adeguava alle varie nefandezze.
Al momento solo il povero Beppe Grillo sta combattendo da solo contro le disgrazie italiane. Troppo facile attaccarlo come un insetto molesto. Facile e sporco, perche’ nasconde la coda di paglia di chi sa benissimo che poteva fare di piu’ e non lo ha fatto e ha preferito la tifoseria alla verita’.
Il caso Mele non e’ unico, c’e’ chi tra le braccia di una velina ci ha riportato un ictus, e ci sono anche pedofili in parlamento, ma su troppe cose la stampa tace e non si sbottona.
Sono una manica di sozzoni. E quelli che vanno ad applaudire Tizio o Caio sono talmente in malafede da far schifo piu’ di tutti.
Da 14 anni questo paese ha un’economia in costante caduta e leggi in progressivo allontanamento da ogni democrazia. Gli elettori e le famiglie lo capiscono benissimo.
Eravamo uno dei primi sette paesi industrializzati del mondo e ora siamo a rischio poverta’. Abbiamo la stessa moneta di Spagna, Francia e Germania ma siamo anni luce da loro. Mentre il debito pubblico e’ uno dei maggiori del mondo e cresce lo spreco dei pubblici poteri.
Non e’ un caso se la Casta ha venduto due milioni di copie e se Gomorra di Saviano ha superato il milione. Solo il mondo dei grillino produce un seguito stimabile tra uno o due milioni di elettori. Sara’ per quello che tutti i programmi hanno qualche riferimento all’esclusione dei pregiudicati (salvo che non si tratti di “processi politici”) e alla questione morale (ma si vede che candidare mafiosi e’ tanto morale!).
Solo Tabacci ha il coraggio di dire che: “Il nodo fiscale pesa sulle famiglie italiane in modo insopportabile con un nero che supera il 25% e un’evasione stimata in 200 miliardi, ma intanto gli evasori non ricorrono, patteggiano, perche’ comunque vada pagheranno un terzo, e cosa c’entra questo con la questione morale? Solo Tabacci dice che un cittadino che paga un servizio deve portarlo in detrazione d imposta, ma un fisco con scarichi trasparenti nelle transazioni e’ l’ultima cosa che qualsiasi governo affronterebbe. Solo Di Pietro chiede una sola tv per gestore, ma ci siamo sempre arrangiati tra 2 famiglie e sgarri non ce ne saranno. E solo Di Pietro chiede che la scelta dei candidati sia restituita al popolo sovrano. Ma su questo la sordita’ e’ veramente globale.
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Mauro
Il monnezza day da’ la misura del distacco tra un’informazione seria, ficcante, circostanziata ed il nulla che ci viene propinato senza vergogna sul duopolio rai -mediaset.
Dati, conseguenze, fatti concreti, soluzioni prospettate da esperti e addetti ai lavori, non merda propinata da tuttologi prezzolati, da portavoce di lobbies, tenutari di conflitti di interessi, politici da operetta .
Tromboni ignoranti, inutili esseri parassiti, dannosi per l’umanita’, veri e propri rifuti da sversare mille miglia lontano dall’Italia.
Il tutto con mezzi tecnici modesti, con l’audio che scompare e riappare gracchiante a volumi distorti.
L’intervento di Franca Rame assolutamente inascoltato, a causa di questi problemi.
Questa diretta di ECOTV (onore al merito a questo piccolo esempio di democrazia e di informazione non addomesticata) ha qualcosa di avventuroso.
Stasera, oscurata e snobbata da tutti, ha parlato parte dell’umanita’ nobile del nostro scassato paese.
Domani gli assassini, i terroristi dell’informazione-liquame annoteranno qualche vaffanculo e qualche inguria di Beppe.
BASTARDI!!!!!!!
Beppe Grillo ha gia’ cambiato questo paese, forse piu’ di quanto fosse effettivamente in grado di fare o di quanto volesse effettivamente..
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Video di beppe grillo per il munnezza day
www.skylife.it/html/skylife/tg24/cronaca.html?idvideo=63901

“L’unica proposta che faccio: mettete dei serial kiler nel governo!”

“NON CANDIDANO DE MITA PERCHE’ HA OTTANT’ANNI E POI CANDIDANO VERONESI CHE NE HA TRE IN PIU’ !”

“Hanno scippato il voto di preferenza con una legge che e’ anticostituzionale”
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Mauro
Lo slogan del PD:
“Si puo’ fare!!”
…Ma non lo faremo

Lo slogan del PDL:
“Italia rialzati!!”
…Per il colpo di grazia…

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Cara Sarah
tu scrivi: “Berlusconi ha alzato le pensioni minime a 500 € al mese, cosa che nessuno della sx ha mai fatto. Se adesso promette di alzarle a 800 perche’ non credergli?”
Ora io pensavo che alle promesse dei politici non ci credesse piu’ nessuno ma si vede che mi sbagliavo. I gonzi abboccano. E fa bene Berlusconi a spararle grosse, tanto piu’ che quello che lo Stato leva, gli enti locali o le tasse indirette o le bollette aumentano, e il risultato e’ che gli italiani si ritrovano sempre piu’ miseri di prima.
Nessuno ti ha detto che dopo le promesse del tuo caro 4 milioni e mezzo di pensionati sono rimasti con una pensione inferiore a 500 € al mese? Intanto ha escluso chi aveva meno di 70 anni, i pensionati coniugi e anche quelli in famiglia.
In tutto, i potenziali beneficiari sono stati solo un milione e 700.000, ma non hanno goduto molto, visto che molti hanno avuto un aumento di soli 20-30 € al mese, importo non indicizzato che e’ stato assorbito dall’inflazione, e, se ci mettiamo anche l’aumento delle tasse locali, stavano peggio di prima. Sono rimasti fuori 4,5 milioni di potenziali beneficiari che non hanno ricevuto nulla, e oggi vediamo invalidi civili, pensionati sociali, pensionati con integrazione al minimo hanno tutti prestazioni a livelli piu’ bassi dell’importo promesso da Berlusconi.
Il tuo Berlusconi e’ un millantatore.
Dal mio punto di vista lo e’ stato anche Prodi. E lo e’ anche Veltroni. Ma la differenza tra me e te e’ che io attacco tutti quelli che vedo che mentono, tu dai a Berlusconi un credito che proprio non si merita.
Ma ognuno si attacca alle illusioni che vuole, solo che, a forza di inseguire illusioni siamo arrivati a 7 milioni di poveri e una famiglia su tre non arriva alla fine del mese.
Come la mettiamo con tutte queste promesse? L’unica cosa chiara e’ che quelli come Berlusconi diventano sempre piu’ ricchi con metodi leciti e illeciti e facendola sempre franca e moltissimi altri diventano sempre piu’ poveri. Il resto e’ propaganda.
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Paolo de Gregorio
Cattive nuove per Ruini

Sono 10 milioni gli italiani che hanno tra i 35 e 44 anni. L’Istat dice che il 91,5% degli italiani compresi nella fascia di eta’ tra i 35 e 44 anni si informa di politica solo alla TV
i maschi tra i 35 e 44 anni in fuga dal matrimonio (che vogliono vivere come eterni ragazzini) sono il doppio delle donne …iscoteca, sport, pochi legami stabili. Si propongono nelle”chat” uno su due.
Mi immagino le orecchie a sventola del Cardinale Ruini roteare come girandole al nunzio di queste statistiche, incredulo del fatto che tutto il suo impegno di anni e anni a favore della famiglia sia stato cosi’ sterile, e crudelmente vogliamo aggiungere le coppie di fatto, le coppie omosessuali, i divorziati, i separati, le puttane e i puttanieri. Voglio fare qualche deduzione semplice semplice: forse che il 91% di questa fascia sociale non si occupi di “questa politica” di Casta e di Palazzo e’ un evento positivo, ma che le uniche disinformazioni ce l’abbiano dalle TV fa capire quale enorme potere possiede chi ha il controllo dei “media”.
Contrariamente a cio’ che affermano le femministe, i maschi che rifiutano il matrimonio sono il doppio delle donne, e questo e’ un fatto di grande evoluzione visto che non sanno che farsene di una seconda mamma, che ti incastra a far figli, che devi mantenere a vita in caso di divorzio, e in tal caso ti caccia pure da casa. Io vedo in questi FATTI una sana evoluzione edonistica, basata sulla laicita’, sul desiderio di vivere il meglio possibile, secondo le inclinazioni personali, senza tabu’ e senza i condizionamenti malefici dell’oscurantismo religioso. Credo proprio che nessuno potra’ fermare questa autentica rivoluzione culturale, perche’ essa parte da esigenze vere, diversita’ reali, voglia di autenticita’ e di dimenticare quei matrimoni fatti di interessi economici, obblighi, inganni, tradimenti, rancori. So di dare un ulteriore dolore a Sa Einenza, ma credo che una nuova forma di convivenza fra persone sia quella fra amici, persone con cui si hanno affinita’ profonde, con cui si potrebbe convivere e su cui fare conto, probabilmente con piu’ fortuna di un legame matrimoniale.
Anche quelli che il ministro Padoa Schioppa ha definito offensivamente “bamboccioni”, perche’ restano a lungo in famiglia, sono invece persone avvedute, che si guardano intorno, vedono come vive una coppia con figli e mutuo immobiliare, e cercano di sottrarsi finche’ possono ad un meccanismo che ti isola e ti stritola.
La Chiesa e la destra sono alleati nel negare i diritti civili alle coppie di fatto (di qualunque genere), e presto si troveranno contro la maggior parte degli italiani che vogliono scegliere LIBERAMENTE e individualmente in materia di sentimenti, orientamenti sessuali, senza farsi incasellare nella gabbia familiare tradizionale, tanto comoda per chi vuole programmare sia l’economia sia la tua VITA. Comunque cio’ che farebbe schiattare di rabbia preti e destra e’ una diminuzione delle nascite, legata al fatto che molte donne, decidendo di sottrarsi al ruolo di fattrici e di sacrificio, decideranno di godersi la vita senza rispondere al determinismo riproduttivo che e’ una caratteristica prevalentemente animale. Senza esercito di lavoratori di riserva, con meno consumatori, senza infelici, con spazio per tutti, capitalisti e preti sarebbero in via di estinzione, da affidare alla protezione del WWF.
Certo fa un po’ ridere che la destra si chiami “popolo delle liberta’” visto che in questa materia e’ alleata al Vaticano nel negare le tutele sociali che faciliterebbero la libera scelta delle persone. Invece cercano sadicamente di render difficili queste scelte, senza rendersi conto che le difficolta’ spesso fortificano le persone e presto si troveranno a fare i conti con la cabina elettorale.

Rossella Tempesta
In vita (ai clandestini)

Arrivati. La spiaggia compare di colpo,
mozza il residuo di fiato in cima alla duna;
il blu marino e’ piu’ intenso tra i rami ad ombrello dei pini
Nessuno, non c’e’ quasi nessuno.
La luce orizzontale di quasi settembre
azzurra l’aria e le dune e i pini,
fa piu’ bianca del sale la sabbia.
Noi si resta silenziosi, metamorfosi di bianchi e celesti
dinanzi alla rivelazione. Si attende.
Tramontana ci soffia sul viso i capelli,
a noi superstiti, che fissiamo lontano e non siamo in partenza
ma qui per restare aggrappati al vento, qui vivere
come ombre eterne di pochissima stoffa vestite
Vivere per bere un poco d’acqua, mangiare per fame semplice
ringraziare dell’ombra il pino, di rinfrescarci il mare trasparente di fronte all’Albania.
Noi vogliamo stare qui per sempre,
pochi, e uniti in moltitudine.
Essere morti vogliamo, e qui vagare
con gli altri morti che spesso riporta il mare.
Restiamo, clandestini noi pure, che ci trovino ad attenderli
col silenzio sul viso e un orma scura sul petto che ha compreso
la vastita’ dell’universo e la vasta ferocia degli uomini.
Che noi sconfiggeremo, noi ci stringeremo
.
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Aborto: fortuna che c’e’
Paolo De Gregorio

La maggior parte dei cattolici che conosco non crede in Dio, ne’ nei miracoli, ne’ nella Provvidenza, ne’ nei meriti delle preghiere. Quando stanno male e in pericolo di vita si affidano alla scienza, ai medici, e la loro vita sanno bene che non dipende da Dio, ma dalle qualita’ delle medicine e delle cure.
Malgrado la mobilitazione straordinaria di San Gennaro da parte del Cardinale di Napoli, il miracolo, facile, facile per uno del calibro di San Gennaro, non si e’ visto, e l’emergenza rifiuti continua per la gioia di camorristi che ci lucrano sopra.
La questione dell’aborto, soprattutto quello terapeutico o eugenetico (come lo definisce Ferrara), non va giu’ alla destra e ai preti, perche’ consente di mettere al mondo persone sane, che non renderanno infelici le loro madri, che faranno chiudere i lager gestiti dalle suore tipo Cottolengo, che abbasseranno le spese sanitarie e il consumo di medicine, e dimostrano che la scienza risolve i problemi e non la superstizione religiosa.
Quelli che sostengono di difendere la vita sono dei truffatori. Difendono solo il ruolo e l’influenza vaticana e delle religioni, perche’ sono terrorizzati dai giganteschi passi in avanti della scienza che, se non fosse ostacolata e poco finanziata, avrebbe gia’ risolto la questione energetica, la sovrappopolazione, debellato tutte le malattie.
Industriali e preti non li senti mai difendere la vita di quelli che crepano sul lavoro, di coloro che muoiono di cancro vicino alle discariche e agli inceneritori, delle vittime (milioni) delle guerre occidentali mosse da buoni cristiani, tipo Bush, di tumori provocati dal traffico cittadino e da una agricoltura avvelenata. Sono in crisi perche’ aumentano le coppie di fatto, diminuiscono quelli che si sposano in chiesa, diminuiscono le vocazioni sacerdotali; gli omosessuali non si nascondono piu’ e vivono allegramente senza sensi di colpa la loro “diversita’”; i divorzi e le separazioni aumentano dimostrando l’inconsistenza e l’inadeguatezza del matrimonio, i capi politici di destra, che si presentano compunti al “family day” in Vaticano per ottenere voti, sono divorziati, puttanieri e hanno 2 o 3 famiglie.
Invece, il problema politico che abbiamo davanti, e che fa sembrare ridicoli tutti i partiti e’ quello di passare da una economia distruttiva e da una cultura irrazionale e bigotta, ad una nuova fase, in cui le decisioni vengano prese tenendo conto per prima cosa che viviamo in un ecosistema fragile e in crisi, e che i programmi vanno fatti seguendo le compatibilita’ dettate dagli scienziati per creare uno sviluppo sostenibile.
Il liberismo, la crescita economica ad ogni costo, hanno fallito e ci hanno consegnato una terra inquinata, supersfruttatata, sovrappopolata, dove le risorse primarie di acqua dolce e cibo sono gia’ in calo e il riscaldamento globale (da fermare immediatamente) gia’ fa sciogliere i ghiacci e cambia il clima.
Preti e politicanti che parlano contro l’aborto e si disperano perche’ abbiamo un miliardo di persone in meno per gli aborti fatti negli ultimi 30 anni, sono dei pazzoidi che sembrano vivere in un altro pianeta.
Il “realismo” appartiene solo a quelli che vogliono cambiare in profondita’, i veri illusi sono quelli che pensano che si puo’ continuare con vecchie logiche e superate culture.

Ivo

Cavalcare la restaurazione clericale e’ un progetto a tavolino studiato dalla destra. Contribuire ad irrigidire la sensibilita’ cattolica e spostarla piu’ a destra fa parte degli studi di settore del re del marketing, ha sguinzagliato il fedele soldatino ciccione e lui strano a dirsi, correre a recuperare l’osso, non lasciano nulla al caso, sono una armata potentissima, blindata per il consenso.
Basterebbe martellare come fabbri con delle campagne sui metodi anticoncezionali, sul 60% di interruzioni di gravidanza in meno rispetto agli anni 80, una percentuale che aumenterebbe ancoar di piu’ se non seguissimo quell’inutile fardello di grasso, prezzolato con tanto di listino prezzo.
Se tra qualche tempo si vorra’ tornare alla condizione della donna di alcuni decenni fa, rammentiamo che tra le prime cause di morte delle stesse, c’erano i tavolacci clandestini di mammane e di medici criminali.
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Da Luca
Libro consigliato
Donne, Innovazione, Crescita: iniziative per l’occupazione e la qualita’ del lavoro femminile
nel quadro degli obiettivi europei di Lisbona

S’impone un cambio di passo nelle politiche a favore delle donne. E’ necessario aumentare l’occupazione femminile, equiparare le condizioni di partenza nella societa’ tra uomini e donne, includere la dimensione femminile in un nuovo patto intergenerazionale. E’ questo il messaggio della Nota Aggiuntiva al Rapporto annuale sullo stato di attuazione della Strategia di Lisbona che il Ministro per le Politiche Europee, Emma Bonino ha promosso e redatto di concerto con il Ministro per le Pari opportunita’ Barbara Pollastrini, in collaborazione con altri ministri interessati, in particolare il Ministro per la Famiglia, Rosy Bindi e del Lavoro e della Previdenza Sociale, Cesare Damiano.
Uno degli obiettivi piu’ qualificanti della Strategia di Lisbona e’ certamente quello relativo all’occupazione femminile, che dovrebbe raggiungere il 60 per cento entro il 2010.
L’Italia, il cui tasso nel 2006 si attesta al 46,3%, rispetto alla media dell’Unione del 57,4, si trova largamente al di sotto dell’obiettivo finale ed anche dell’obiettivo intermedio fissato al 57% per il 2005. La scarsa occupazione femminile ha riflessi sul tasso d’occupazione dell’intera popolazione, che nel 2006 e’ stato del 58,4%, rispetto alla media dell’Unione a 27 del 64,4%.
Sulla base di questi dati l’Italia si trova nelle ultime posizioni in Europa.
Il Mezzogiorno, nella fascia di eta’ tra i 25 e i 34 anni, presenta valori del tasso d’occupazione femminile 2006 del 34,7% contro il 74,3% del Nord. Dal 1993 al 2006 le occupate sono cresciute di 1.469mila unita’ nel Centro Nord e solo di 215mila nel Sud.
Le donne del Sud, anche le giovani, in molti casi hanno smesso di cercare lavoro.
L’innalzamento del tasso di occupazione femminile e’ dunque una priorita’ su cui impegnarsi per elevare il potenziale di crescita e per garantire una piu’ equa ripartizi
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Mariapia manda
Elena Polidori
Il lavoro femminile
www.dirittiglobali.it/articolo.php?id_news=4349

Il lavoro di casa, dentro le mura domestiche e’ un «tesoretto» che vale, sia pure sul piano virtuale, qualcosa come il 32,9% del Pil, cioe’ circa 433 mila milioni di euro. Cioe’ come le entrate tributarie di tutto il 2006. Sono le donne, ovviamente, a sobbarcarsene il peso maggiore perche’ di questo 32,9%, il 23,4% grava sulle loro spalle contro il 9,5% degli uomini.
Il lavoro di casa, dentro le mura domestiche. In pratica, tutte quelle ore passate a rammendare, pulire, stirare, accompagnare i bambini, accudire gli anziani, fare la spesa. Ecco, se fosse calcolato nella contabilita’ nazionale, si scoprirebbe che e’ il vero motore dell’economia italiana, la produzione-ombra che nessuno paga o vuole pagare e di fatto non considera. Comunque un «tesoretto», questo si’, che vale, sia pure sul piano virtuale, qualcosa come il 32,9% del Pil, cioe’ circa 433 mila milioni di euro, come una valanga di pluri-stangate, come migliaia di lotterie di Capodanno, come milioni di sms di solidarieta’. Oppure, per avere un’idea ancora piu’ concreta, come le entrate tributarie di tutto il 2006.
E sono le donne, neanche a dirlo, a sobbarcarsene il peso maggiore perche’ di questo 32,9%, il 23,4% grava sulle loro spalle contro il 9,5% degli uomini. Volendo convertire le percentuali in miliardi di euro «prodotti», sono rispettivamente 308 e 125. In piu’, l’ora-lavorata delle donne «vale» assai meno.
Sono calcoli che fanno una certa impressione, nel loro insieme. Ma soprattutto sono il risultato di un lavoro mai tentato prima su base scientifica, elaborato ora dagli economisti de Lavoce.info. Una bell’impegno perche’ bisognava anzitutto cercare di dare un «valore-orario» e dunque un «prezzo» a questo universo lavorativo cosi’ particolare, che e’ reale e virtuale insieme; che si sa quando comincia e mai quando finisce; che si sviluppa quotidianamente nelle case di ciascuno, senza pause ne’ festivita’, volenti o nolenti.

Paola Monti, 28 anni, laurea alla Bocconi, un Master a Londra, economista della Fondazione Rodolfo Debenedetti, prova cosi’ ad inquadrarlo, a dargli un peso, una quantificazione e persino a confrontarlo con quel che avviene nel resto del mondo. Il metodo che sceglie e’ doppio. Anzitutto rielabora i dati Eurostat sulla cosiddetta «occupazione elementare». Quindi utilizza un’indagine sull’uso del tempo fatta dall’Istat nel biennio 2002-2003 che permette di stabilire quanti minuti una persona dedica a diverse attivita’ di tipo domestico nell’arco di una giornata, in Italia e nel resto del mondo. Il tutto rielaborato con coefficienti e medie ponderate sulla base di un volume a cura di Tito Boeri, Michael C. Burda e Francis Kramarz (Working hours and job sharing in Eu and Usa, Oxford University Press-Fondazione Rodolfo Debenedetti) di prossima pubblicazione.
Ed ecco che i numeri fotografano una realta’ complessa, raccolta in una «voce» tutta tecnica che si chiama household production, ovvero il tempo che si spende per produrre beni e servizi all’interno della casa e della famiglia, gli stessi che si potrebbero comprare sul mercato. Le pulizie, per esempio, sono parte di queste production perche’ chi non vuole farsele da solo, puo’ sempre cercare aiuto all’esterno e dunque pagare il servizio. Ma anche la cucina o il baby-sitting, cosi’ come la spesa al supermarket o l’assistenza agli anziani. Ebbene, secondo una media ponderata, a questo tipo di occupazioni vengono dedicate 3,89 ore al giorno. Nella scomposizione per genere pero’ viene fuori che 1,92 ore le svolgono gli uomini, 5,78 le donne. Ogni ora «costerebbe» 7,83 euro, che al maschile diventano 8,76 e al femminile solo 6,94.
Il confronto internazionale riserva subito delle novita’. Questo salario medio orario di 7,83 euro, in Olanda diventa 9,86, in Francia 9,94, in Inghilterra 10,93, in Germania 11,12. Soltanto in Spagna, tra i pochissimi paesi che finora ha cercato di calcolare il valore intrinseco dell’economia cosiddetta domestica, pure asse portante del Pil nazionale, il lavoro di casa e’ piu’ a buon mercato: appena 5,34 euro di media. Ovunque le donne «guadagnano» meno.
Se questi sono i dati di partenza, viene fuori che ogni anno il lavoro casalingo, assorbe qualcosa come 1.419 ore (si tratta sempre di una media ponderata). Ma nella suddivisione tra maschi e femmine, circa 700 sono svolte dagli uomini contro 2.110 dalle donne. Se questa occupazione fosse retribuita, come di tanto in tanto viene reclamato, avrebbe un valore medio ponderato di circa 10.473 euro per ciascuno dei 41 milioni di italiani in eta’ tra i 20 e i 74 anni presi in considerazione nel biennio 2002-2003, cioe’ appunto 433 mila milioni di euro l’anno, pari al 32,9% del Pil. Sul totale della cifra annuale, la quota media maschile «varrebbe» circa 6 milioni di euro e quella femminile, meno «retribuita» ma superiore per numero di ore, avrebbe un valore medio di circa 14 milioni.
Adesso, pur con tutti i loro limiti, questi conteggi sono sufficienti per dare una idea della fatica che ogni giorno ciascuno compie dentro il perimetro di casa sua. Ma l’indagine cerca anche di dare un valore al cosiddetto iso-work, cioe’ alla somma del lavoro pagato sul mercato piu’ la produzione domestica. Ebbene, dalla ricerca viene fuori che uomini e donne di mezzo mondo – dagli Usa alla Germania all’Olanda – dedicano lo stesso ammontare di minuti al lavoro remunerato e a quello domestico insieme, tranne in Italia. La differenza tra i due generi – ben 74,7 minuti in piu’ a sfavore del femminile – costituisce la riprova, in chiave economica, che le donne spesso sommano il lavoro interno e quello esterno, diventando di fatto doppiolavoriste croniche. Ovviamente i numeri non sono in grado di spiegare se, dietro il fenomeno, c’e’ anche la voglia tipicamente femminile di tenere ogni cosa sotto controllo o se si tratta di una prevalenza per cosi’ dire subi’ta, o involontaria o semplicemente inevitabile.
Ma in casa, per fortuna, non c’e’ soltanto il lavoro cosiddetto «elementare» che tutti fanno, con piu’ o meno allegria e rassegnazione. Gli esperti cercano anche di catalogare le attivita’ piu’ tipiche all’interno del «focolare». Per esempio, il family-care, cioe’ la cura che si richiede per mandare avanti la famiglia e la casa in generale, che e’ parte dell’household production: in Italia, assorbe 29,6 minuti al giorno, grosso modo come la Germania ma assai meno dei 34 dell’Olanda e dei 44,5 degli Usa. Poi c’e’ la voce shopping, che non significa andare per negozi a comprare vestiti o gioielli, ma e’ piuttosto la tipica spesa quotidiana di cibo e generi di prima necessita’: ebbene, gli italiani sono assorbiti da questa attivita’ per 43,3 minuti al giorno, gli americani per 51,4, i tedeschi per poco meno di un’ora, (57,4). Le donne «vincono» ovunque, dedicando in ciascun paese considerato il maggior numero di minuti per fare compere. Anche qui: e’ smania consumistica o lavoro aggiuntivo sulle spalle? I numeri non lo spiegano, ma il sospetto resta.
Casa dolce casa, allora? Di sicuro consola vedere che nella graduatoria delle diverse attivita’ quotidiane incorniciate nel perimetro domestico ci sono anche l’ozio e il relax. Ecco allora spuntare la categoria del tempo libero – leisure, in gergo – che in Italia supera le 6 ore e mezzo, cioe’ esattamente 401.3 minuti al giorno, contro i 334,6 della Germania, i 337,5 degli Usa e i 397,7 dell’Olanda. Ma di nuovo gli uomini, in ciascuno dei paesi esaminati, sono quelli che si trastullano di piu’: 439,6 minuti contro 367, nel caso dell’Italia. In compenso, dormono di meno: su una media italiana giornaliera di circa 8,2 ore (497.9 minuti, per l’esattezza) il sonno maschile e’ pari a 496.7 minuti, quello femminile a 499. Dalla graduatoria globale si scopre anche che i piu’ dormiglioni in assoluto sono gli olandesi, seguiti da tedeschi e americani con oltre 500 minuti al giorno.
Quando non si schiaccia un pisolino, c’e’ la tv. Ecco allora che davanti allo schermo (ma anche ascoltando la radio perche’ il capitolo e’ unico), gli italiani passano 101,1 minuti al giorno di media e per questo sono ultimi nella graduatoria. Ma – sorpresa? – 114.5 minuti sono appannaggio degli uomini, 89,1 delle donne.
La vita in casa, valutata in chiave economica. Un lavoro duro che, al dunque, se si volesse fare un paragone internazionale, potrebbe valere piu’ del Pil del Belgio, il doppio di quello della Danimarca, quasi il triplo di quello dell’Irlanda. Ma non c’e’ ricerca scientifica che calcoli anche quanto vale la «regia» del lavoro domestico, il tempo che si spende per organizzare l’agenda del giorno, per economizzare le energie e i quattrini, per incastrare una cosa con l’altra, quando non sono dieci insieme, per «pensare». Un lavoro nel lavoro, insomma, di cui non c’e’ ancora – e chissa’ se mai ci sara’ – traccia numerica.

Postilla
Vautare il costo monetario virtuale del lavoro casalingo delle donne non e’ solo un esercizio di economia applicata: e’ la testimonianza “scientifica” di una gigantesca ingiustizia sociale. La nostra evoluta civilta’ tollera e incoraggia l’asservimento di un intero genere a un ruolo che non puo’ essere definito che subalterno, poiche’ e’ escluso dall’unica valutazione che – nella societa’ di oggi – conta davvero: la valutazione economica. Un ruolo che, per di piu’, non e’ scelto, ma e’ assegnato per default .
Si discusse a lungo di questo negli anni (soprattutto i Sessanta) in cui le riforme non si riducevano ai paradigmi dell’attuale” riformismo”. In quegli anni si iniziava a “riformare” la struttura della societa’, cioe’ a cambiarne le regole di fondo. In quegli anni si comprese che, per “liberare” le donne dal lavoro casalingo, bisognava cambiare qualcosa nell’organizzazione della citta’. Questa doveva essere completata e arricchita da “servizi sociali” che si facessero carico di molte delle mansioni fino ad allora “casalinghe”.
Cosi’ nacque la richiesta di asili nido e di servizi sanitari distribuiti sul territorio, di spazi pubblici in misura e localizzazione adeguate: insomma, degli “standard urbanistici”. Cosi’ si tento’ di sperimentare forme di organizzazione dell’abitare in cui altri servizi collettivi riducessero il peso della gestione domestica e integrassero l’alloggio con i servizi collettivi in una piu’ evoluta concezione della “residenza”.
Queste posizioni raggiunsero alcuni primi obiettivi con la “legge ponte” del 1967 e il decreto sugli standard del 1968, e con le leggi per la casa del periodo immediatamente successivo.
Non mancano, sebbene siano pochi, i libri che raccontano quegli eventi e le ragioni delle sconfitte che seguirono. Queste intervennero quando la “controriforma” nel campo dell’organizzazione della citta’ ebbe il sopravvento, e quando la politica si appiatti’ sull’economia data, rinunciando al suo ruolo di indicare un diverso progetto di societa’.

..

Rossella Tempesta

Il Marzotto dice ch’e’ un moribondo
e lascia “unmilione” ad un partito e “unmilione” ad un altro.
Riscuotera’ il Signor Bonaventura,
Peccato solo gli operai cassintegrati,
quei poveri mediocri che se scansano un giorno la morte,
al massimo accendono un cero a qualche santo, certo non hanno
il gusto ed il talento che ha padron Marzotto
Egli si’, artista contemporaneo e d’avanguardia, ha creato
qualcosa di nuovo nel giardino
“ un monumento al culo e alla speranza!”
E ci ha attaccato pure una poesia vicino.

E’ un’auto, storta e arrugginita,
trofeo di un incidente, ex voto di una morte che ha fregato.

Peccato! Per gli operai cassintegrati.
..

Graziano manda:

RIALZATI I TACCHI
Marco Travaglio

Sull’improvvisa svolta buonista che ha trasformato Berlusconi in un incrocio tra Depretis, Rumor e un termosifone spento, circolano almeno due interpretazioni.
1) Il Cainano, a 71 anni suonati, ha realizzato che i comunisti non sono poi male, visto che per la seconda volta gli riconsegnano l’Italia intatta, come l’aveva lasciata, almeno nei settori che gl’interessano (giustizia e tv).
2) Si fida a tal punto di Uolter che, piuttosto che ritrovarsi in quel covo di vipere chiamato Cdl, e’ pronto al governissimo un minuto dopo il voto. Noi pero’, dopo averlo visto l’altra sera a Porta a Porta con l’occhio bovino, lo sguardo fisso, il lifting in caduta libera e il riporto d’asfalto a mascherare il cedimento strutturale dei bulbi trapiantati, ne azzardiamo una terza: che sia un tantino bollito. Per tutta la sera abbiamo scacciato con orrore il sospetto, non volendo arrenderci all’idea che il nostro eroe perda colpi. Ma poi ha detto: «Nel ’94 dovetti scendere in campo dopo aver tentato di mettere insieme Zaccagnini e Bossi». Una scena patetica, come il vecchio nonno che confonde la battaglia del Piave della I guerra mondiale con la campagna di Russia della II. I quattro direttori di giornale che decoravano lo studio (con l’eccezione di De Bortoli, che al confronto del compagno Sansonetti pareva Che Guevara) non hanno avuto il coraggio di alzare il ditino e domandare: «Zaccagnini? E’ sicuro, presidente, di aver parlato con Zaccagnini nel ’94? O era una seduta spiritica? A noi Zaccagnini risulterebbe morto dal 1989». Insomma, l’hanno risparmiato. Anche l’insetto, che per ragioni affettive conosce vita, morte e miracoli di tutti i democristi su piazza, ha sorvolato; almeno fino ai titoli di coda, quando ha estratto un’agenzia che aveva scoperto lo svarione di nonno Silvio e ne ha dato lettura: non era Zaccagnini, era Martinazzoli, ma ¬ sia chiaro ¬ lo dice l’agenzia, mica lui. Non sia mai che contraddica un ospite quando spara una stronzata. Sarebbe un pericoloso precedente e chissa’ dove andremmo a finire: potrebbe financo intervenire l’Authority. Vuoti di memoria a parte, preoccupa il look ancora incerto (una volta t-shirt nera, una volta camicia blu scura, l’altra sera di nuovo cravatta fantasia, ma con tracce di rosso) e soprattutto i tacchi col rialzo, che parrebbero eccessivi anche sulla Santanche’ e che nessuno capisce a cosa gli servano quando sta seduto in poltrona. Tantopiu’ se lo slogan elettorale e’ «Rialzati Italia», peraltro tipico di uno spot del Viagra. A peggiorare le cose, c’e’ il copione: tutto repertorio, anzi modernariato. Come il vecchio guitto che cerca l’applauso con la gag degli anni 30, nonno Cainano tenta il colpo col numero dei nipotini che lo credono Superman: aveva sempre funzionato, ma lo fa da 10 anni e lo sanno tutti. Vespa riesuma la scrivania di ciliegio, che fa sempre la sua porca figura, ma quando lui ci si siede non ha niente da promettere: il nuovo Contratto con gl’italiani non e’ pronto per mancanza di balle fresche, Tremonti e Brunetta ci stanno ancora lavorando. Allora riprova con l’abolizione dell’Ici e le 106 Grandi Opere: altro deja’ vu. Manca solo il milione di nuovi posti di lavoro. Di nuovo dice solo che «chiudero’ le frontiere» (quali? come? a chi?), «la lotta all’evasione spaventa gl’italiani» (specie gli evasori), «va recuperata l’immagine internazionale dell’Italia» (a base di corna a kapo’), «faremo il Traforo del Frejus» (peraltro gia’ fatto da 130 anni), «i comunisti vogliono abolire la moneta» e «sto lavorando con don Verze’ per portare l’eta’ media degli italiani a 120 anni». Ma nessuno ha nulla da obiettare, anche perche’ i direttori si fanno ciascuno i fatti propri. Pigi Battista e’ affranto per le sorti dell’amico Ferrara travestito da guardia svizzera: non si trova un posto per lui nel Pdl? No, a tutto c’e’ un limite persino per il Cainano. Orfeo, direttore del Mattino, ha un altro problema: non si potrebbe sistemare almeno Piercasinando, che e’ il genero del suo editore? Niente da fare. Sansonetti, geloso per le lodi a Uo’lter, ne vorrebbe anche per Fausto. E il nonnetto, magnanimo: «Ma si’, Bertinotti e’ un’ottima persona». E poi saran pure comunisti, Samsonite e Tweed Berty, ma sono pure milanisti. Tutto e’ bene quel che finisce bene. Ci sarebbero anche i processi, le intercettazioni, la Rai, Mediaset, la sentenza europea che stermina la Gasparri, ma non c’e’ tempo. Meglio non fare domande, se no l’Authority si offende.

http://itaca.netfirms.com/article_3679.shtml

Track
Iacopo Fo – Da cacao

Va beh… ecche’ sara’ mai un altro governo Berlusconi?!?
Va bene, e’ stata una batosta questo crollo di Prodi, prima ancora che riuscisse a compiere qualche piccolo o grande passo verso il rinnovamento dell’Italia.
Devo dire che anch’io sono crollato psicologicamente, telefono ai miei amici e piangiamo insieme singhiozzando.
Ma ci meritiamo veramente questa situazione di merda? Dopo tutti gli sforzi di questi anni, finalmente si intravedeva un filo di luce… E adesso che succede?
Comunque, a questo punto, tocca farsene una ragione, elaborare il lutto e cercare di capire quale lezione positiva possiamo ricavare.
Ovviamente, prima, hai l’autorizzazione a urlare per quindici minuti che i leader del centro sinistra sono persone con le quali non vorresti mai, in nessun caso, fare sesso. E puoi anche scendere in dettagli vigorosi esprimendo i tuoi giudizi sul loro buon senso, coerenza, fantasia e dedizione alla causa del progresso.
Ma poi ti tocca anche cercare i lati positivi della questione! Se no cadi in depressione e Silvio ci gode. Vuoi dargliela vinta?
Non ci credo!
Quindi tiriamo su i pezzi della nostra anima e cerchiamo di cambiare prospettiva.
Innanzitutto possiamo dire che la nostra delusione nasce dal fatto che siamo persone ottimiste, desiderose del bene comune, amanti della vita e del piacere.
In ogni caso viviamo molto meglio di quel branco di dannati senza Dio che grufolano nei tunnel del potere assetati di presenze a Porta a Porta.
Hai mai seriamente pensato come vive un D’Alema, un Casini, un Fini?
Un incubo senza tregua di telefonate, complotti da scoprire e da ordire, voci sussurrate, sospetti, con tutti sempre pronti a tagliarti una mano per fregarti l’orologio.
Certo, questo non ci consola del fatto che speravamo fosse giunto l’inizio del cambiamento e invece ci tocca di aspettare ancora.
Ma pensa se nascevi nel 1700 ed eri un progressista che sentiva il cambiamento arrivare. Pensa che tristezza: tutti i progressisti del 1700 sono morti senza vedere un grande cambiamento.
E anche quelli del 1800 hanno sofferto. Hanno visto le macchine arrivare, certo, ma hanno visto anche il mondo incrudelirsi e avanzare i germi folli del militarismo e del fascismo.
Cavolo, a noi e’ andata decisamente meglio. Innanzitutto abbiamo scopato in modo tale che non succedeva da millenni in Europa.
Bisogna risalire al matriarcato, 15000 anni fa, per ritrovare una simile celebrazione felice del piacere, condiviso da maschi e femmine, alla pari.
Ed e’ ovvio che far l’amore alla pari e’ impareggiabile: c’e’ il piacere della complicita’, del gioco, della tenerezza.
Quindi dobbiamo dire che c’e’ andata di culo gia’ solo per la fortuna sessuale che abbiamo goduto.
Sesso sfrenato in un’epoca in cui ci si lava e si fanno i gargarismi!
Il meglio!
E poi c’e’ stato il rock & roll, i festival pop, la marijuana! Cazzo se ci siamo divertiti: tutti nudi al parco Lambro!
L’altra sera hanno mandato un documentario in tv e mi sono rivisto nudo che ballavo insieme a mille persone sotto il palco del Festival di Re Nudo. Sono apparso per un attimo. Ho gridato a mia figlia:”Guarda il tuo papa’ in televisione!” E lei ha detto: “Ma papa’, fai schifo!”
Va beh, non si puo’ avere tutto dalla vita…
E ti ricordi la rivoluzione studentesca? Le scuole occupate dentro cui facevamo sesso in modo esagerato?
(Anzi perche’ non torniamo a occupare le nostre vecchie scuole? Magari anche solo il sabato e la domenica. Non sarebbe divertente? Tirerebbe su il morale!)
Cavolo! E abbiamo anche visto la rivoluzione dei computer. Ma vi ricordate che casino erano gli appuntamenti prima dei cellulari?
Ho perso decine di occasioni di fare sesso perche’ non ci si ritrovava agli appuntamenti! Adesso con il cellulare basta telefonarsi: “Dove sei?”
“Sono qui?”
“Ma qui dove?”
“Nella stazione.”
“Va bene, allora tu stai ferma li che io faccio tutto il giro della stazione fino a che ti trovo che se ci cerchiamo in due non ci troviamo mai!”
Abbiamo vissuto grandi svolte della storia: la fine della segregazione razziale negli Usa e in Sud Africa ad esempio. Vi ricordate Martin Luther King? “Io ho un sogno”. Beh, quel sogno si e’ realizzato e addirittura un nero e’ in corsa per la carica di Presidente degli Stati Uniti.
Stiamo guardando un mondo incredibile!
Un mondo pieno di ecologisti, gente che fa volontariato, gente che lavora al di fuori del sistema. E ognuno di noi possiede mezzi di comunicazione straordinari. Vi ricordate quando stampavamo quei volantini schifosi col ciclostile?
Cazzo, mia figlia non sa neanche cos’e’ un ciclostile!
E vogliamo parlare delle dittature in Sud America che non ci sono piu’?
Della caduta del muro di Berlino?
Nella nostra vita abbiamo visto un mutamento globale incredibile.
E ci siamo illusi che la storia corresse con la velocita’ dei nostri sogni.
Invece adesso e’ un momento di merda.
Ma in fondo abbiamo visto di peggio.
Chi ha la mia eta’ si ricorda quando il pericolo era il colpo di stato e si doveva dormire fuori la notte.
Veramente l’Italia rischio’ la guerra civile. E la storia che i democristiani di allora fossero meglio di Berlusconi e’ una favola!
C’erano meno scandali ma solo perche’ i giornali avevano un bavaglio totale. Anche oggi ce l’hanno ma esistono Report e Santoro. I giovani forse non sanno neppure che negli anni sessanta c’era anche la censura. Mio padre e mia madre si beccavano decine di denunce perche’ non recitavano esattamente il testo che era stato approvato dalla commissione censura.
C’erano proprio funzionari che giravano per i teatri con il testo omologato e una pila e controllavano che gli attori durante la rappresentazione non aggiungessero una sola parola!
E vogliamo parlare della mafia?
Scusate se ricorro a un altro piccolo esempio personale ma credo che sia estremamente illuminante.
Nel 1962 i miei genitori furono costretti dal livello insopportabile di censura ad abbandonare Canzonissima, trasmessa su Rai 2, alla settima puntata. Fu uno scandalo enorme. I motivi scatenanti dello scontro furono due scenette: una riguardava gli incidenti su lavoro. Argomento del quale non si era mai parlato in tv.
L’altro pezzo parlava di mafia. Una madre piangeva il figlio ucciso. Non si accusava nessun pezzo grosso della politica di essere colluso con la mafia. Si osava solo dire che in Sicilia la mafia uccideva contadini, sindacalisti, giornalisti.
Malagodi, allora segretario del partito liberale, fece un’interpellanza alla commissione parlamentare di controllo dicendo: ”due guitti insultano l’onore del popolo siciliano sostenendo l’esistenza di un’organizzazione criminale chiamata MAFIA.”
E i giornali di destra in coro lanciavano insulti ai miei…
Oggi neanche Cuffaro ha il coraggio di dire che la mafia non esiste.
Ne abbiamo fatta di strada da allora. Chilometri.
Cinquant’anni fa nessun boss mafioso veniva mai arrestato e interi reparti dello stato a partire dal governo erano direttamente alleati dei mafiosi.
Gli affari sporchi, le raccomandazioni e le tangenti erano la legge e MAI che la magistratura indagasse.
Abbiamo resistito a 50 anni democristiani, potremo sopravvivere ad altri 5 di Berlusconi.
E, comunque, secondo me anche se vince non e’ detto che duri cosi’ tanto.
L’Italia sta cambiando. Pare che ormai il 50% dei nostri connazionali sia collegato a Internet.
Spero che tutti questi scandali, che nessuno puo’ piu’ coprire, stiano creando un effetto valanga nelle coscienze.
L’altro giorno Beppe Grillo passava di fronte al Senato con alcuni amici. Un soldato di guardia, di quelli sull’attenti che non possono muoversi pena la fucilazione ha abbandonato la garitta e gli e’ corso dietro. Lo ha raggiunto e gli ha detto: “Grillo faccia qualche cosa lei! Non se ne puo’ piu’!”
Sono solo piccoli segnali e ancora all’orizzonte non si vede come tutta questa voglia di cambiare possa trovare uno sbocco costruttivo.
Ma vuoi che alla fine non ci riusciamo?
Sono decenni che rompiamo i coglioni. E’ divertente, si conosce gente fantastica e si fa molto sesso.
Non smetteremo certo di farlo solo perche’ un signore fanatico del lifting puo’ dettare leggi che lo assolvono da tutte le sue colpe.

www.jacopofo.com:80/node/4222
..
Speranze

Anche io spero. Mariapia e’ una che ha fatto la guerra. Dice che quando arrivavano i caccia, due ore prima avvertiva i suoi. Quando rasero al suolo la sua casa e la sua scuola, si mise in allarme due giorni prima e lei e famiglia si salvarono. Sono fatti. Ora dice che sente un pizzicorino, come di cambiamento, sente che sta per nascere qualcosa, non sa dire cosa, ma qualcosa. Io le credo. Non mi resta che credere ai segni. Se credo ai telegiornali mi deprimo. Alle manifestazioni per la 194 c’erano tante ragazzine che saltavano e gridavano come ossesse contro i maschi fascisti ed i preti. Un ottimo segno. Ogni tanto la speranza salta una generazione. Poi riprende. Questa cosa del cambiamento comincia a dirla improvvisamente anche mio marito che fino a qualche giorno fa diceva che il giorno delle votazioni sarebbe andato a fare l’uomo sandwich in Piazza Maggiore per dire abbasso tutti, ora dice che sente un pizzicorino. Ho sentito anche altri fare discorsi simili. Non si sa cos’e’, ma un vento di novita’ comincia a serpeggiare.

La speranza e’ un essere piumato
che si posa sull’anima,
canta melodie senza parole e non finisce mai.
La brezza ne diffonde l’armonia,
e solo una tempesta violentissima
potrebbe sconcertare l’uccellino
che ha consolato tanti.
L’ho ascoltato nella terra piu’ fredda
e sui piu’ strani mari.
Eppure neanche nella necessita’
ha chiesto mai una briciola – a me
.

Emily Dickinson
..
Gli organi di informazione non hanno nelle loro mani un mestiere ma un dovere. La loro funzione sta tra la scuola e la magistratura. Essi hanno la missione etica di far conoscere al popolo la verita’, di ricercare i fatti, di ricostruire gl insiemi dolosi, di far rinascere la lotta e la speranza. Gli organi di informazione, i giornali ma principalmente la tv, hanno nelle loro mani un potere immenso per cui e’ indispensabile una deontologia profondamente etica.
Ma se prostituiscono questo potere, se lo piegano per denaro o per fazione, se lo vendono per carriera ed egoismo, essi commettono un danno che si riverbera su un intero popolo, che diventa macchia nella storia.

Viviana
..

http://www.masadaweb.org

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