
La rosa verde e’ una rosa molto rara che tutti gli amanti di rose desiderano coltivare. E’ qualcosa di cui si favoleggia ma se ne cerchi le prove trovi un vuoto sconsolante. Eppure noi sappiamo che al di la’ di tutte le precarie rose frutto di ibridi e inciuci, ce n’e’ una che e’ la madre di tutte le rose, incontaminata e pura, e la sogniamo qualche volta la sera, quando cade il vento.
…
Continuita’ politica: Veltroni con Berlusconi, l’inaudito diventa realta’- La truce storia dei rimborsi elettorali – Depressione sociale – Cose facili o difficili – Corruzione in sanita’ – Il pentagolo del cambiamento di Ilvo Diamanti – Dollaro addio –Le inutili elezioni
Mettono a dura prova la nostra speranza. Veltroni e i numero uno del Pd pensano di associarsi a Berlusconi non solo per un’indispensabile riforma elettorale ma per ogni sorta di riforma sociale e civile. Con Berlusconi?!? Siamo completamente a terra.
…
“Da un uovo zoppo qualcosa nascera’, io spero”
Mariapia
Ma molti non sperano piu’. Qui tutte le uova sono zoppe e germinano pulcini zoppi.
..
“Chi mi e’ caro non e’ qui
O forse non esiste affatto”
(Poetessa israeliana)
…
Lettera di Gramsci dal carcere al figlioletto Delio:
“Io penso che la storia ti piace, come piaceva a me quando avevo la tua eta’ perche’ riguarda gli uomini viventi e tutto cio’ che riguarda gli uomini, quanti piu’ uomini e’ possibile, tutti gli uomini del mondo in quanto si uniscono tra loro in societa’ e lavorano e lottano e migliorano se stessi, non puo’ non piacerti piu’ di ogni altra cosa. “
Mariapia
Ci sono 60 milioni di italiani che non mi piacciono.. aumento il numero di circa un milione anche perche’ tra i nascituri sicuramente me ne piaceranno pochi. Non hanno colpe, non si sono creati e sono frutto di disgraziate storie genetiche, antropologiche e sociali, ma la realta’ resta. Non mi piacciono, vigliacchi e prepotenti.
Ho molto dolore e compassione, ma non passa giorno in cui non mi trovi davanti ad un atto di in italiano o italiana demente e versato alla prepotenza.
La Santa pazienza puo’ dare qualche frutto, anzitutto a chi la usa, ma non con loro.
Mi sto riprendendo dallo shock politico e da brava romagnola voglio una guerra in-civile che faccia una bella pulizia etnica che spazzi via questo fascismo incistato negli italiani. C’e’ troppo lezzo e io sono delicata di naso.
Cristo e Gandhi li mando alle Maldive senza radio e telefono, poi quando tutto e’ finito ne riparliamo.
A parte lo scherzaccio, non posso ancora capacitarmi del come e del perche’ siamo precipitati in questa voragine di immoralita’, di lerciume dove non si salvano che pochi italiani, dall’alto al basso.
Ma la storia umana e’ solo iniziata. Lo so, ma so anche che ciascuno misura la Vita, la grande Vita sulla propria brevissima esistenza e vedere un orizzonte mutare e oscurarsi all’improvviso nel trascorrere di pochi anni, genera un senso di personale insufficienza, di colpa che diminuisce la pazienza e l’ardore del vivere. Teniamoci saldi, tirandoci su per le stringhe dei nostri stivali come dicono gl’inglesi…..by his bootstraps.
Da Cipputi: “E se stessimo facendo un gran sbaglio?”. “Ci avremo tutto il tempo di capirlo. La storia non finisce mica domani”.
..
Mandato da Luca P.
“I quattro partiti della Sinistra Arcobaleno hanno finalmente raggiunto un onorevole compromesso sul simbolo. Sara’ un segno grafico colorato ma se lo girate in modo che i raggi del sole lo colpiscano di tre quarti e poi lo fate oscillare con piccoli e lenti movimenti da destra verso sinistra, vi apparira’ in sovraimpressione la falce e martello“.
Jena
(Be’, a questo punto.. perche’ non da sinistra a destra? Apparira’ la faccia sghignazzante di Berlusconi, ma ormai che differenza fa?)
..
In continuita’
Viviana Vivarelli
Mentre i cittadini sognano una discontinuita’ che ponga fine al regno del malaffare e dell’inciucio politico, la continuita’ e’ diventata la regola, per cui diventa sempre piu’ difficile capire dove finisce la destra e dove comincia la sinistra. Oggi abbiamo una destra e una sinistra che ci credono al centro ma sono uscite entrambe dai margini di tolleranza consentiti dagli elettori democratici. Abbiamo partiti di potere extrapopolari. Non ha nemmeno senso dire extraparlamentari perche’ le varie istituzioni, Parlamento, Magistratura, stampa… si sono omologate “per ragioni di servizio”, dove “servizio” non suona come servizio al paese, ma come asservimento al potere: “Tengo famiglia”, “Faccio carriera”, “Mi adeguo”, “Cosi’ fan tutti”…
E che in questo gioco antidemocratico sia entrata a pie’ pari la Chiesa, che ormai da’ ordini direttamente senno’ squinzaglia le sue legioni, mostra come tra poteri illeciti e comportamenti illeciti ci sia un connubio completo.
Io mi sento di un tipo di sinistra che vedo sempre meno rappresentata nelle istituzioni, anche se Agnoletto o la Siniscalchi o Vendola sono formalmente in Rc.
Una sinistra che almeno da 30 anni richiama a una democrazia partecipata, come c’e’ in tante parti del mondo e in tanti Comuni italiani, contro un’oligarchia del malaffare che schiaccia la democrazia e pretende l’asservimento di tutto e tutti a una casta di partiti omologhi e distinti solo di nome e ora claramente associati. Contro questo pattume informe che inghiotte differenze ideologiche e morali non c’e’ che l’invocazione di una democrazia dal basso, partecipata, non solo nel momento elettorale ma in quello delle destinazioni finanziarie, delle scelte normative e del controllo a chi sgarra, come nei Nuovi Municipi, o come nei cantoni svizzeri dove ogni settimana i cittadini sono consultati e si segue rigorosamente quello che dicono (non fatemi pensare a cosa hanno fatto dei nostri farraginosi referendum!).
Questo tipo di democrazia, da Port Alegre in poi, ha modificato radicalmente la politica e il concetto di governo democratico rendendo la sovranita’ al suo legittimo proprietario: il popolo.
Sui problemi che mi stanno a cuore, come no global ho sempre trovato sul blog di Grillo quello che ho invano cercato nei proclami o negli articoli, o peggio ancora nelle scelte, dei vari capipartito, quelli che vedo oggi omologarsi in una pappa puzzolente sotto Berlusconi.
Dunque, se a uno interessano solo le appartenenze e i fanatismi, e’ ora che si emancipi!
Se invece gli stanno a cuore i diritti e i doveri di tutti ed ha un concetto della democrazia un po’ diverso dal potere di una plutocrazia o di una casbah dove tutto e’ in vendita, uomini e cose ed anche la Costituzione, e’ bene che si dia una mossa per affrontare a muso duro i partiti che questa Italia la stanno tradendo e svendendo!
Non ci sara’ piatto di lenticchie che rendera’ al popolo la sua primogenitura e il cittadino non puo’ fare da bestia di macello per garantire il potere di qualche D’Alema, o Berlusconi, o Prodi, o Veltroni. Che’ gia’ sentir parlare di presidenzialismo forte e di larghe intese xon Berlusconi ci fa stridere i denti!
Lo ripeto: i LORO giochi non sono i NOSTRI bisogni!
E se qualcuno mi chiede se sono di destra o di sinistra, siccome ormai con le etichette non ci si intende piu’, posso citargli Carlo Gubitosa, che e’ un numero uno del pensiero no global:
“Quando Danilo Dolci e’ riuscito a far costruire la diga sullo Jato dopo una lotta civile durata anni, ha fatto una cosa di sinistra o di destra? Non lo so, io ho l’impressione che abbia fatto una cosa di “sopra”, spingendo verso l’alto grazie al potere maieutico della parola una comunita’ locale che qualcuno voleva schiacciare e far rimanere “sotto” perche’ il commercio dell’acqua favoriva le mafie locali. Cosi’ come mi sembra che anche la prima marcia per la pace di Capitini sia stata ugualmente osteggiata sia dal PCI che dalla DC di allora. Non dico che tutti debbano studiare la relativita’ scoprendo l’esistenza di una quarta dimensione, ne’ pretendo che ragionando di gestione del bene comune si debbano affrontare necessariamente discorsi complessi a tre dimensioni, ma forse sarebbe utile fermarsi almeno a due dimensioni, per scoprire che al di la’ della monodimensionalita’ destra/sinistra esiste anche un alto/basso che distingue tra cose nobili e cose infime indipendentemente dal fatto che queste azioni siano compiute “a sinistra” in nome della giustizia collettiva o “a destra” in nome della liberta’ individuale.”
..
Le inutili elezioni
Paolo De Gregorio
Mai come ora l’appello alle urne mi e’ sembrato privo di significato, semplicemente perche’ i due maggiori partiti PD e Forza Italia non rappresentano sinistra e destra, ma sono entrambi partiti di centro, confindustriali, che non parlano di ambiente, che hanno vedute identiche in politica estera, che intendono lasciare ampio spazio alle ingerenze del Vaticano, entrambi sono per gli inceneritori e l’aumento del PIL, chiusi e indifferenti verso il riscaldamento globale, l’inquinamento, la folle globalizzazione.
Mi dispiace per il bel Casini che voleva ritagliarsi un ruolo di arbitro di centro, ma il centro e’ saldamente in mano a Berlusconi e Veltroni che come unica novita’ si scrolleranno di dosso i fastidiosi e petulanti nanetti, per arrivare (non lo dicono ma lo pensano) ad un bipartitismo inglese, dove fai fatica ad accorgerti chi e’ piu’ di destra tra i laburisti e i conservatori, con un eterno e continuo dominio della classe capitalista e finanziaria dominante.
Veltroni, ufficiale liquidatore della sinistra italiana, ha ripescato un cavaliere ormai defunto politicamente, abbandonato dagli “ectoplasmi” Fini, Casini, Bossi, lo ha fatto resuscitare con un disegno semplice e chiaro: andiamo alle elezioni, ognuno per conto suo, senza nanetti, e una volta legittimati dal voto andiamo insieme al governo per fare una nuova legge elettorale che crei il bipartitismo, e poi la politica e’ “cosa nostra” (come in Inghilterra). Anche in America succede lo stesso. Repubblicani e democratici si sfiancano in lunghi mesi di primarie facendo apparire pregi e difetti dei candidati, dando importanza a carisma, telegenicita’, aspetto, quadretto familiare, ma chiunque vada al potere non puo’ fare altro che seguire le strategie delle multinazionali, delle lobby, del Pentagono, degli onnipotenti media privati, della Chiesa evangelica, che hanno il controllo reale della societa’. Anche negli USA la politica e’ un teatrino inutile, che convince solo il 40% della popolazione, e i giochi veri si fanno nei consigli di amministrazione delle compagnie petrolifere, nel complesso militare industriale degli armamenti, nelle banche e a Wall Street. E in questo felice e democratico paese se qualcuno, di destra o di sinistra, non avesse capito bene chi comanda e volesse cambiare politica estera o finirla con le guerre, troverebbe presto un killer sulla sua strada, come tradizione insegna. In Italia la fiammella della sinistra istituzionale man mano si e’ spenta, progressivamente annullata nelle illusioni riformiste. Ha consegnato alle forze economiche e ai capitalisti il monopolio del potere, spiegandoci che questa e’ una rivoluzione civile e democratica e non un tradimento e una capitolazione. Una fase si e’ chiusa, dal “compromesso storico” del 1977 ad oggi, la lenta agonia della sinistra e’ arrivata alla fine, ossia al centro, con un partito che esibisce fanatici integralisti come la Binetti, e Montezemolo che si complimenta. Mi perdonerete se non vado a votare.
..
Storia dei rimborsi ai partiti
Gianna Fregonara
E dunque costoro, per 20 mesi di Governo, avranno un finanziamento completo.
Dal Corriere:
“Trecento milioni di euro. E’ il costo aggiuntivo delle elezioni del 13 e 14 aprile, o meglio della fine traumatica della legislatura. Sono i soldi dei rimborsi elettorali che i partiti continueranno a riscuotere nei 3 anni che mancano alla fine naturale della XV legislatura e che si accumulano con i nuovi rimborsi elettorali a cui avranno diritto per il fatto stesso di correre ed avere eletti alle urne tra due mesi. 300 milioni, piu’ precisamente 49.964.574,57 euro all’anno per ogni Camera da dividere tra tutti i partiti: un euro all’anno per ogni voto alla Camera e un euro per il Senato. Vale a dire che ogni elettore, o meglio ogni cittadino iscritto alle liste elettorali, anche se non vota, vale 10 euro a legislatura, con le elezioni anticipate di aprile, varra’ 16 euro per la prossima. L’inghippo e’ nascosto al secondo comma lettera a) del 14° capitolo dell’articolo 39 della legge 51 del 2006, approvata poco prima delle ultime elezioni, proposta dal ministero dell’Economia di Giulio Tremonti con il patrocinio bipartisan dei partiti e dei loro tesorieri: in caso di elezioni anticipate i rimborsi, versati di anno in anno, “non si interrompono”.
… “Noi con le elezioni sosterremo nuove spese — non si stupisce Franco Pontone, tesoriere di An —. E’ un costo in piu’ per il Paese, certo, ma se gli elettori avranno la fortuna di farsi rappresentare da parlamentari onesti e leali, non c’e’ motivo di lamentarsi».
(Onesti e leali?! Ce ne vuole di faccia per dirlo!
Dunque nel 93, dopo lo schifo di Tangentopoli, facciamo un referendum dove diciamo no al finanziamento pubblico ai partiti, e lo diciamo col 90,3% degli elettori incazzati. Ma i partiti ladri fingono di non capire e inventano stratagemmi per sostenere le spese della politica che crescono esponenzialmente)
… si comincia col dare 800 lire a voto, 1600 a elettore. Di legislatura in legislatura, la somma si gonfia, cambia il sistema di calcolo per aggiungere qualche milione di euro. Non solo, a leggere gli ultimi dati disponibili, cioe’ quelli delle Europee del 2004 (mancano ancora quelli delle politiche del 2006 nonostante la Corte dei conti dovesse consegnarli entro 6 mesi, come denuncia il radicale Maurizio Turco) risulta che i partiti spendono molto meno di quello che ricevono.”
www.corriere.it/politica/08_febbraio_07/rimborsi_elettorali_82eb3530-d54b-11dc-aa3d-0003ba99c667.shtml
…
Dal libro ‘Mani sporche’, di Barbacetto, Gomez e Travaglio
Sbagliando s’impera
Pag 385
“La restaurazione berlusconiana e poi partitocratica trova il modo di aggirare il referendum. Con il trucco dei rimborsi elettorali. Sulle prime, le cifre sembrano quasi sopportabili: 800 lire per ogni cittadino residente e per ognuna delle due Camere. In totale ogni italiano devolve alle campagne elettorali dei partiti 1600 lire… Sembra un’inezia ma e’ gia’: la Corte dei conti segnala che i partiti, per le elezioni, ricevono molto piu’ di quel che dicono di spendere. Ma il 2 gennaio 1997 il Parlamento – a maggioranza Ulivo, ma con i voti del Polo – decide di cambiare di nuovo e approva la legge n. 2 che prevede un contributo volontario dei cittadini, i quali possono devolvere ai partiti il 4 per mille dell’lrpef (il denaro raccolto finisce in un fondo e ripartito poi in base al peso elettorale di ciascun partito). Massimo D’Alema osserva che i partiti si espongono cosi’ “a essere giudicati dai cittadini” a dispetto del “qualunquismo becero e antidemocratico contro il sistema dei partiti”. E promette che, per recuperare la fiducia dei cittadini, “i partiti debbono rinnovarsi, essere trasparenti, sottoporsi a un controllo da parte dei cittadini”. Parole imprudenti, visto che nulla verra’ fatto per sottrarre i partiti alla sfera privatistica con una codificazione della loro responsabilita’ giuridica e con la conseguente, indispensabile certificazione dei bilanci. Risultato: il 4 per mille lo versano pochissimi italiani (il numero esatto non sara’ mai comunicato).
Cosi’, per evitare la bancarotta dei partiti, il ministro Visco e’ costretto ad anticipare loro, a spese dei contribuenti, 160 miliardi di lire per il 1997 e 110 per il 1998. Per una volta, l’opposizione di centrodestra – solitamente cosi’ agguerrita – non leva nemmeno un vagito di protesta. Tutti zitti, tutti d’accordo. Si torna cosi’, alla chetichella, al finanziamento diretto dello Stato. Nel 1999 viene varata una nuova legge, che archivia l’esperimento del 4 per mille senza il minimo dibattito sulle ragioni del suo fallimento, e torna all’antico: cioe’ ai rimborsi elettorali (concessi ovviamente in anticipo) per le elezioni di rinnovo della Camera, del Senato, dei consigli regionali, del Parlamento europeo: 1 euro per ciascun cittadino iscritto alle liste elettorali. Viene pure abbassato il quorum per ottenere il rimborso: se la legge del ‘93 pretendeva almeno il 3 per cento dei voti, con la nuova legge basta l’1 per cento. Cosi’ le liste e i partiti avranno tutto l’interesse a moltiplicarsi a dismisura. Fra l’altro, i finanziamenti privati (almeno quelli dichiarati) sono bassissimi: nel 2005, Il Sole 24 Ore rileva che per Forza Italia, Ds, An e Pdci il finanziamento pubblico rappresenta l’80% delle entrate; per Margherita, Nuovo Psi e Lista Pannella il 90; per l’Italia dei valori addirittura il 99,9. E tutti i partiti, al 31 dicembre 2005, risultano nei debiti fino al collo. I piu’ indebitati sono proprio i due maggiori: i Ds con 179 milioni di euro e Forza Italia con 113.
I cosiddetti “rimborsi” vengono usati solo in minima parte per le campagne elettorali: per la gran parte servono a mantenere le strutture delle varie formazioni politiche anche negli anni in cui non si vota. Con un surplus di ipocrisia, i partiti promettono che, se gli anticipi supereranno le spese effettivamente sostenute per le elezioni, le somme “eventualmente ricevute in eccesso” verranno restituite entro 5 anni, a rate nella misura del 20% l’ anno. Ma poi l’apposito decreto di conguaglio non viene mai varato, rendendo impossibile l’eventuale restituzione dei surplus. In pochi mesi i tesorieri dei partiti, quasi tutti d’accordo, ritoccano verso l’alto l’importo del “rimborso”, che passa a 2 euro per ogni elettore e per ogni Camera, per le elezioni europee e per le regionali. Piu’ un forfait, volta per volta, per le elezioni comunali e provinciali. Cosi’, nel 2001l, le forze politiche incassano 92.814.915 euro.
Nel 2002, mentre si scontrano in Parlamento e in piazza sulle “leggi-vergogna” del governo Berlusconi, destra e sinistra presentano insieme una leggina con firme multicolori (Deodato, Ballaman, Giovanni Bianchi, Biondi, Buontempo, Colucci, Alberta De Simone, Luciano Dussin, Fiori, Manzini, Mastella, Mazzocchi, Mussi, Pistone, Rotondi, Tarditi, Trupia, Valpiana) che alza i cosiddetti “rimborsi” addirittura a 5 euro per ogni avente diritto al voto, e sempre per ciascuna delle due Camere. Non basta: i rimborsi per il Senato vengono calcolati in base agli elettori della Camera, che sono oltre 4 milioni in piu’ (e fruttano ai partiti 20.491.120 euro in piu’). Di aumento in aumento, di ritocco in ritocco, nel 2006 il totale dei rimborsi elettorali raggiunge la cifra record di 200.819.044 euro. Piu’ del doppio dei 93 milioni incamerati nel 2001. Se nel 1993 ogni italiano versava ai partiti 1,1 euro, nel 2006 ne devolve 10. Come scrivono Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo nel libro La Casta, “ogni ciclo elettorale (politiche, regionali, europee, amministrative … ) ci costa ormai un miliardo di euro a lustro”.
Avete capito bene. Ma se vi fosse sfuggito ve lo spiego io. Tutta l’ammuina sul sistema elettorale e sulle soglie di sbarramento, i dotti articoli dei politologi su rappresentanza e governabilita’, il modello francese, tedesco, spagnolo e delle isole Tonga sono fumo negli occhi. I partitini sopravvivono per effetto del meccanismo dei rimborsi elettorali, che spettano ai partiti con l’1% dei voti; i rimborsi sono anticipi e non sono commisurati alle spese effettivamente sostenute; e la casta la manteniamo noi contribuenti.”
borislimpopo.wordpress.com/2008/01/31/mani-sporche/
..
No al finanziamento ai partiti per l’intera legislatura!
Pasquale Calce (blog di Grillo)
In presenza di risoluzione anticipata di un contratto d’appalto (esecuzione del 40% dell’opera), per volonta’ non imputabile al committente (elettore), non solo e’ assolutamente naturale che si interrompa il pagamento del corrispettivo nell’ambito del sinallagma contrattuale, ma e’ possible agire (da parte del committente) per i danni determinati dalla risoluzione anticipata. Questo principio generale di buon senso, naturalmente codificato, non e’ applicabile al mondo politico e, conseguentemente, noi siamo tenuti a corrispondere il finanziamento ai partiti nella misura prevista per l’intera legislatura. QUESTO E’ UN FURTO. Peraltro, il male maggiore non sta nel cosiddetto danno emergente (il costo del finanziamento per il disservizio interrotto), bensi’ nel lucro cessante, che puo’ essere individuato nella perdita di credibilita’ delle istituzioni che legiferano contro il buon senso comune, l’etica, la morale… Loro ci devono una risposta, anche perche’, tra l’altro, oggi le formazioni politiche sembrano qualche cosa di privato… pubblicamente finanziate… Noi ci dobbiamo organizzare, dinanzi ad un atto illegale, di straordinaria gravita’.
Credo anche che via siano profili di incostituzionalita’, ma, in ogni caso, mi sento di poter affermare, in modo tassativo, che trattasi di una norma confliggente con i principi generali del diritto civile.
..
Di male in peggio
Mauro
Tagli alle spese sociali oppure aumenti stratosferici dell’addizionale IRPEF: quella di Genova passera’ dal 4,8 al 7%.
L’ultima finanziaria di Padoa Schioppa ha tagliato altri fondi ai Comuni e le banche richiedono i loro interessi.
Ormai si sta raschiando il fondo del barile, i continui tagli alle spese sociali e gli aumenti di tassazione stanno schiacciando i cittadini, li stanno vessando oltre ogni limite sopportabile.
Io non ce la faccio piu’, francamente… Sento un odio insopprimibile che mi sta montando dentro, un senso di impotenza …
La squallida cornice della campagna elettorale montante mi sta rovinando l’esistenza…
Stasera stavo guardando le montagne di rifiuti a Napoli, incredibile, dopo mesi non e’ cambiato nulla!
Lo dico francamente: spero che in questa campagna elettorale ci scappi il morto, magari sul palco, durante un comizio qualsiasi.
Qui bisogna iniziare a sparare.
Altri morti sul lavoro, come ogni giorno.
Come sono stridenti gli spettacoli squallidi di cialtroni che blaterano di rinnovamento, alleanze, coalizioni, poltrone, futuri incarichi..
Bastardi, mille volte bastardi !!!!
..
Depressione sociale
La rosa verde
Mariapia
Cito Galimberti: “…. dagli anni ’70 in poi, la depressione ha cambiato radicalmente forma: non piu’ il conflitto nevrotico tra norma e trasgressione con conseguente senso di colpa, ma, in uno scenario sociale dove non c’e’ piu’ norma perche’ tutto e’ possibile, il nucleo depressivo origina da un senso di insufficienza per cio’ che si potrebbe fare e non si e’ in grado di fare, o non si riesce a fare secondo le attese altrui, a partire dalle quali, ciascuno misura il valore di se stesso”.
Ieri sera Mauro mi ha fatto piangere, ho provato cose del mio passato sociale per cui ho litigato a lungo con altri, ed erano la meta’della meta’ del disastro attuale.
Si’, le rose fioriscono ancora e noi, gente come te e me, retroguardie di un tempo finito, siamo chiamati a raccogliere il passato e a porgerlo ai nostri figli, noi disperati, loro piu’ disperati di noi.
Sempre le vecchie pietre servono per le nuove costruzioni, ancora non abbiamo trovato di meglio, cioe’ di lasciare in piedi le vecchie costruzioni e fare le nuove senza distruggere il passato, ma le cose stanno cosi’ ora, si deve prenderne atto, poi continuare a pensare a nuovi mezzi, che saranno creati in futuro.
Io non rinuncio … perche’ non posso, non per ragioni logiche ma per ragioni caratteriali, costitutive. …. come le margheritine, le calpesti e loro si tirano sempre su.
Non e’ un merito, ma un dato di fatto.
A proposito di tirarsi su, le margheritine servono per un ricavare un ottimo rimedio omeopatico per un genere di depressione.
Noi italiani oggi siamo un popolo preso dalla depressione e non si viene fuori da questo stato con la sola volonta’ e il lavoro, che e’ una della classiche cazzate delle classi dominanti e ce ne siamo gia’ bevute abbastanza. Sei depresso, ma tirati su!!! Cazzatissima trasmissione gia’ vista e sempre in onda in Italia.
Ma tu ed io sappiamo che puo’ arrivare, e spesso arriva alle persone depresse, uno sconosciuto aiuto, cosa che e’ dentro alla Vita, dentro al nostro DNA, dentro al nostro psichismo – o spirito, a piacere – quel qualcosa cosa che pare ci afferri per i capelli e ci tira su. Questa facolta’ e’ ancora un mistero per la nostra scienza, ma siamo solo all’inizio della scienza “che sa fare le cose”.
Accade alle persone, accade ai popoli.
1993 -2003 dieci anni di depressione e di camminare carponi: Ora io sono in piedi e tu, dopo sette anni di depressione, ti sei alzata e hai camminato.
Tutto ha termine, meglio in piedi, come diceva Licia, che rifiuto’ alla fine la chemio per morire non stroncata ma viva.
Siamo tutti molto depressi, stanchi e arrabbiati, ma abbiamo visto tutti che sparando non sempre si ottengono buoni risultati.
Io non ho piu’ parole, ma solo una muta speranza perche’ so che la Vita non si ferma mai. Ci sono uomini che non si fermano mai, anche morti, lasciandoci il loro spirito, le loro proposte, il loro coraggio restano vivi e ci danno vita.
Pensa ai dopoguerra, a tutti i dopoguerra – e noi siamo in guerra – e vedi che la Vita rinasce. Gli uomini lo hanno fatto sempre e noi siamo uomini.
Io penso che la storia ti piace, come piaceva a me quando avevo la tua eta’, perche’ riguarda gli uomini viventi e tutto cio’ che riguarda gli uomini, quanti piu’ uomini e’ possibile, tutti gli uomini del mondo in quanto si uniscono tra loro in societa’ e lavorano e lottano e migliorano se stessi, non puo’ non piacerti piu’ di ogni altra cosa.
..
Un Chiamparino che segna come tira il vento
Per la serie: il peggio non e’ mai morto, copio un blog di Pietro Ricca. Il personaggio non mi piace molto ma vorrei sapere quanto di quel che dice e’ vero. Parla di Chiamparino, il sindaco piu’ amato dai suoi amministrati. La domanda e’: quello verso cui sta andando Chiamparino e’ emblematico del nuovo corso del Pd di Veltroni?
“Bacia la mano che non puoi tagliare. Dovrebbe essere questo lo slogan del Partito Democratico. In casa Veltroni il Corruttore e’ stimato, ammirato, considerato invincibile e segretamente invidiato. Gli si danno buoni consigli, lo si aiuta nei momenti difficili, si coltiva il sogno di governare con lui. Sono mie illazioni? No, lo dicono loro.
Ieri sul Corriere della Sera (nella stessa pagina in cui veniva pubblicato il lungo elenco di parlamentari democratici che a norma di statuto non potrebbero essere ricandidati, tra i quali Fassino e consorte), il braccio destro di Walter Veltroni, Goffredo Bettini, propone al padrone d’Italia di andare ad elezioni da solo, per il bene della democrazia e per il suo stesso futuro politico. “Sarebbe una cosa meravigliosa”, sogna Bettini, “una specie di rivoluzione democratica”. Il problema non e’ lo strapotere abusivo dell’avversario, ma il fatto che “nel corso degli anni Berlusconi e’ apparso sempre piu’ un Gulliver crocifisso a terra dai vari nanetti che lo assalgono. Se si dovesse sottrarre a una lotta ad armi pari significherebbe che si e’ ormai completamente omologato alla politichetta di sempre, senza ambizioni e con la sola voglia di conservare il potere. Voglia illusoria perche’ su questa strada Berlusconi non ha futuro”.
Sergio Chiamparino si spinge oltre, la mano non solo la bacia ma la lecca pure. Espletata la pratica elettorale, si vede gia’ al governo con Cuffaro e Dell’Utri. Sentite cosa dice all’Espresso: “Dopo le elezioni Veltroni deve proporre un governo di ricostruzione con Forza Italia: non solo per fare le riforme istituzionali, ma anche per gli interventi economici e sociali”. L’idea di fondo e’ che “l’elettorato non si divide piu’ fra destra e sinistra, ma tra l’antipolitica e la politica del fare. I cittadini chiedono ai politici di mettersi insieme a fare qualcosa di buono”.
Conclusioni? L’idea che mi son fatta e’ questa. I “democratici” sanno perfettamente di perdere le prossime elezioni, del fatto che la Banda ritorni piu’ arrogante e illegale di prima non gliene importa un fico secco, in cuor loro puntano a restare dentro il mercato politico con un partito governativo di almeno il 30 per cento dei voti, sperando di evitare il cappotto al Senato. A questa condizione – se si comportano bene – potrebbero anche essere reclutati da Berlusconi in un governo di “larghe intese” e languidi baciamano, in nome – ovviamente – dell’interesse generale. Naturalmente spero di sbagliarmi. Voi che ne dite?
www.pieroricca.org/2008/02/09/chiamparino/
..
Viviana
Ho una piccola obiezione filologica:
visto che “i democratici” non sono loro ma siamo noi che vogliamo il ripristino della sovranita’ popolare, la fedelta’ alla Costituzione, la repubblica parlamentare e non presidenziale con incaprettamente del potere giudiziario, i diritti del lavoro, un fisco trasparente, la lotta alle lottizzazioni, alle spartizioni, agli abusi, agli sprechi e ai soprusi… di cosa stanno parlando? Di una cricca di “Loro” contro di “Noi”?
…
Ivo
L’analisi di Pietro Ricca e’ piu’ che probabile. L’appello di oggi del padrone d’Italia e’ eloquente, dovete votare noi o il pd, sono prove tecniche di grande centro, anzi di un centro di proporzioni oceaniche. Nei numeri i due colossi politici sarebbero i condottieri dei prossimi anni e chissa’ per quanti !!!
Ma nessuno di noi in cabina elettorale subisce forzature, almeno in buona percentuale, prendiamone atto, contestiamo, polemizziamo questa condizione, non vedo cos’altro fare.
Qui a Torino, Chiamparino ha un’ottima reputazione, da sondaggi e’ amatissimo, ha sfruttato alla grande l’effetto olimpiadi e la rivoluzione culturale della citta’, per cui diamone atto ha contribuito anch’egli, dal grigiore industriale di Torino che, unica economia fino agli anni 70, s’e’ trasformata nello splendore d’ex capitale subalpina e italiana, negli aspetti culturali e di recupero del centro storico; se il primo cittadino di questa metropoli rilascia queste dichiarazioni, evidentemente ha fiutato l’aria che tira. Spacciano l’unita’ politica e nazionale per gli evidenti problemi del paese, che sempre loro hanno contribuito a determinarsi, per buona pace dei vari poteri economici e finanziari fino ad arrivare alle sedi clericali.
Tutto sotto controllo, l’allarme e’ stato lanciato e il popolo sovrano rispondera’ alla grande, ahime’ e ahinoi.
..
Mariapia
Riusciremo a venir fuori dal dramma: “Guelfi e Ghibellini” che ripetiamo in eterno in famiglia, in autobus, in auto, in politica, ovunque due italiani si trovino di fronte.
E’ una cosa che ci ammazza; almeno si facesse tutto alla svelta, non se ne puo’ piu’!
Forse siamo figli di un Dio incazzato, che si trova una figliolanza geneticamente inferiore e non sa cosa fare.
..
Come saranno le cose? Facili o difficili?
Viviana
C’e’ chi le fa facili, chi le fa difficili.
Anche in politica sara’ cosi’ ?
Mai dare le cose in mano a chi le fa difficili.
Qualche volta le complicazioni che non comprendiamo sono solo i medi traversi e obliqui per nascondere qualcosa che non dobbiamo sapere.
..
Senti ieri che soddisfazione. Alla signora accanto gli si blocca il pc e lei, dottore, e il figlio universitario vanno nel pallone perche’ il padre e’ pignolissimo e rompicoglioni e se torna a casa e trova il pc che non funziona gli fa una testa cosi’, da buon padre padrone.
Chiamano l’esperto che ci sta due ore e finalmente dopo molto sforzo riesce a trovare la funzione che ha bloccato tutto.
“Ah, si’ – faccio io che sono l’incolta informatica – ma lo potevi risolvere in 2 minuti, basta fare la sequenza con cui ripristinavi tutto a ieri” .
Lui non ne sa nulla e mi guarda come fossi un disco volante. Io oggi vado dalla signora accanto con la mia bella sequenza: Start – Tutti i programmi – Accessori – Utilita’ di sistema- Ripristina- Avanti (qui scelgo la data di ieri) e il programma fa tutto lui e mi rimette nelle condizioni in cui tutto mi funzionava.
Molto felici! Io di piu’
..
Mariapia (sullo stesso tema)
Storie amene che nel tempo, negli anni, mi hanno aperto gli occhi.
1972 – Vado a trovare una collega amica perche’ ci dobbiamo accordare su alcune cose.
Io andro’ al mare con la sua bambina di sette anni nella villetta che ha al Lido di Spina.
Mi dice che la bambina mangia poco ed e’ difficile. Primo problema.
Soluzione del problema. Miracolo scontato. Io mi dedico a lei come faccio con tutti i bambini, cioe’ tanto tanto e con piacere. Cucino bene e la bambina mangia come un bufalo, poi cantiamo tanto e le insegno tutti i canti di lotta che conosco, niente Gianni Morandi.
Se la ricorda ancora quella settimana e me lo dice, o meglio, me lo diceva, ora vive a Trieste .
Secondo problema.
Il marito della mia amica e’ un grande ingegnere nel campo della sinterizzazione dei metalli, grande specialista sempre in giro per il mondo. La porta di casa non si chiude e il grande ingegnere ha sentenziato che occorre distruggere il pavimento perche’ si e’ mosso e questa e’ la migliore soluzione…..Intanto fuma un grosso sigaro puzzolente.
Arriva l’artigiano convocato per la soluzione. Muove la porta, la smonta dai cardini, mette tre guarnizioni di ottone sul cardine maschio – in Emilia si chiamano “arparelle”- e tutto si risolve in dieci minuti.
L’ingegnere si chiude nello studio a fumare il sigaro puzzolente.
Benedetto ripristino, all’inizio del mio uso del PC e’ stata una salvezza. Quello non l’ho imparato a scuola, me lo insegno’ mio nipote quando mi regalo e monto’ il PC.
Non so cosa facevo, ma perdevo sempre la connessione Internet sulla linea telefonica lenta a 56 KB.
Ora non piu’.
Silvia Veggetti Finzi : “Ogni donna, ad ogni nascita, reinventa la Vita nel colloquio con un neonato”.
Ricordiamecelo, inventrici fantastiche per diritto di nascita, pari ai maschi ma in campi diversi.
Non lo devono ricordare o sapere i maschi, siamo noi che ce lo dobbiamo stampare nel cervello. Usare il tasto STAMP!!!!
Ciao, disco volante.
…
Come sara’ controllare i servizi, la sanita’ ad es. e impedire truffe e disfunzioni?
Facile o difficile?
Primo piano
C’e’ troppa corruzione in sanita’
Mariapia
Lo denuncia la Corte dei conti, piaga ampiamente diffusa.
Nel settore della sanita’, ma anche in quello dei lavori pubblici e delle pubbliche amministrazioni, emergono patologie che forniscono “un quadro di corruzione ampiamente diffuso”. E’ quanto sottolinea il Procuratore generale della Corte dei conti, Furio Pasqualucci, nel corso della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario. In particolare, afferma il Procuratore, “l’accertamento del pagamento di tangenti e’ correlato ad artifici di irregolarita’ connesse a fattispecie della piu’ diversa natura, quali la dolosa alterazione di procedure contrattuali, i trattamenti preferenziali, la illecita aggiudicazione, la irregolare esecuzione o l’intenzionale alterazione della regolare esecuzione di appalti di opere, forniture e servizi”.
Sempretonta, mi chiamo Sempretonta, non avevo capito che esiste in Italia un tasso fisiologico di corruzione e solo quando viene superato lo si rileva.
Vorrei sapere quale ‘e la percentuale ammessa.
..
Il pentalogo del cambiamento
di Ilvo Diamanti
Questa legislatura e’ finita malissimo. Ma la marcia che conduce al voto poteva cominciare peggio. Promette, almeno, una competizione elettorale e un sistema partitico diversi dal passato. Per la prima volta dal 1994, infatti, si assiste a un’inversione di tendenza: il passaggio dalla coalizione al partito; o, perlomeno, alla lista comune.
Una novita’ introdotta dal Partito democratico. Segno di ricomposizione, dopo anni di frantumazione. Certo, questo Pd non riflette il disegno originario, delineato da Prodi e Parisi. I quali immaginavano un partito americano, presidenzialista e, tendenzialmente, largo quanto l’Unione. Che non si e’ realizzato, per diversi motivi. Non ultimo, il vincolo istituzionale e costituzionale. La legge elettorale che esalta le differenze e i particolarismi. La forma di governo che imita, goffamente, il presidenzialismo o il cancellierato. Ma resta, sostanzialmente, parlamentare.
Tuttavia, la spinta impressa dal Pd ha prodotto effetti piu’ rapidi e profondi del previsto.
Dentro la coalizione. Ha emarginato i frammenti opportunisti. Ha indotto i partiti di sinistra ad aggregarsi, per “legittima difesa”. Ha, inoltre, contagiato il centrodestra. Spingendo Berlusconi a promuovere, senza indugi, il PdL, il suo partito personale, allargato ad An e alle schegge politiche localiste e individuali, diffuse nel Paese. Mentre Casini, per ora, tituba. Teme che il suo partito si perda. E di perdere il partito. Ma alla fine, pensiamo, aderira’ anche lui. Come sempre.
Al centro, Tabacci e Pezzotta cercano di ritagliare uno spazio, piccolo ma influente, a una formazione ispirata alla tradizione cattolico-democratica. Sfidando l’insuccesso dei tentativi precedenti e le ironie del Cavaliere. Complice la stanchezza suscitata dal mediocre bipolarismo italiano. E’, d’altronde, significativo che Berlusconi abbia scelto, a sua volta, di cambiare. Di seguire l’esempio del Pd, a centrosinistra. Segno che anch’egli considera definitivamente conclusa la transizione. Oppure – se si preferisce – la seconda Repubblica. Quella sorta di “bipersonalismo di coalizione”, che ha opposto, per oltre dieci anni, il Cavaliere a Prodi. In base a un’alternativa ideologica in larga parte artificiale: antiberlusconismo vs anticomunismo. Oggi quello schema non funziona. Anzi, per Berlusconi – che ne e’ l’inventore – rischia di trasformarsi in una trappola. Prodi, infatti, considera finita la sua missione.
L’unione non c’e’ piu’. Al suo posto: la Sinistra Arcobaleno. E, anzitutto, il Pd. Partito nuovo, con un leader (relativamente) nuovo, rispetto alla nomenclatura della Seconda Repubblica. Insomma: il paesaggio e gli attori della scena politica nazionale stanno cambiando. Per questo il Cavaliere ha svoltato, avviando, in fretta, il PdL. Il “partito personale” di centrodestra. Di fatto, esisteva gia’ prima. Ora, pero’, la “novita’” viene istituzionalizzata. Enfatizzata: per assecondare il segno di tempi. Come ha segnalato Ezio Mauro, all’indomani dello scioglimento delle Camere.
“Il cambiamento sara’ la leva del voto, l’innovazione la sua misura”. Berlusconi non ha voluto lasciare al Pd e a Veltroni questo vantaggio competitivo. Temendo di apparire “vecchio”. A capo di un’armata Brancaleone, affollata di sigle medie, piccole e minuscole.
Tuttavia, il vento del “nuovo” si respira dovunque. Fra i cittadini prima ancora che nei palazzi. Non bastera’ a sopirlo un semplice cambio di sigle o, magari, di maggioranza. Ogni opera di mimetismo potrebbe, al contrario, sollevarlo di nuovo, in modo piu’ violento di prima.
Il cambiamento si misurera’, semmai, nella capacita’ dei partiti di tradurre l’antipolitica in politica. Di rispondere alle domande espresse, ad alta voce, dalle proteste degli ultimi mesi; ma implicite anche nel diffuso clima di sfiducia sociale, rilevato dai sondaggi. Riguardo al rinnovamento, la moralizzazione, la trasparenza: nella definizione dei candidati e dei programmi, nella stessa costruzione dei partiti “nuovi” – o sedicenti tali. Nei mesi che separano dal voto, cinque aspetti, a nostro avviso, risultano importanti, piu’ degli altri, per valutare quanto il cambiamento annunciato rifletta una volonta’ reale oppure un’operazione cosmetica.
1)L’affermazione di soggetti politici “personalizzati”, ma non “personali”. Partiti capaci di selezionare e legittimare la classe politica; in particolare il candidato alla guida del governo; non semplici “protesi” al servizio – oppure proprieta’ – di un leader. Oppure mobilitati, in modo rituale, a confermare leader predestinati. Partiti di elettori, aperti alla societa’; che consultino i loro elettori. Prima, non dopo il voto: sulle candidature e sul programma.
2)La definizione di programmi “veri” e alternativi. Non un decalogo scritto in base alle indicazioni ricavate da sondaggi e da esperti di marketing. Da presentare al salotto di Vespa. Ne’ ponderosi volumi di proposte; centinaia di pagine, cresciute per “accumulazione”, non per “selezione”. Per “non” scegliere. Ma poche priorita’. Chiare. Condivise. Su questioni caratterizzanti, distintive. Non solo “cose”, ma “valori”. Perche’ le cose, senza valori, non hanno valore. Sul lavoro, la scuola, i temi etici, i partiti dicano, chiaramente, cosa pensano. Ieri Berlusconi ha tracciato un profilo molto chiaro e netto. Tradizionalista, piu’ che conservatore. E’ un bene: gli altri avranno dei punti di riferimento con cui misurarsi. A partire da Veltroni, nel “discorso per l’Italia”, che terra’ oggi a Spello.
3)La formulazione di liste veramente “nuove”. Caratterizzate dalla presenza di alcune figure autorevoli, per quanto possibile esterne alle oligarchie di partito della seconda Repubblica. Al tempo stesso, occorre candidare figure “nuove” e rappresentative anche a livello periferico. Evitando i “soliti noti”, scelti dalle segreterie nazionali. Anche se i tempi sono stretti, sarebbe colpevole non coinvolgere gli elettori nella scelta dei candidati, visto che al momento del voto non avranno margini di liberta’. Pretendere di presentare l’esercito dei professionisti della “politica come routine” senza qualita’, predicando il nuovo: si rischia il ridicolo.
4)Il grado di trasparenza nella scelta dei candidati. In base a criteri di competenza e moralita’. I corrotti e i fiancheggiatori della mafia; i puttanieri, i riciclati e i triciclati; i parenti e gli amici in lista perche’ parenti e amici; quelli che si fanno candidare come polizza contro le condanne e quelli che trasformano il Parlamento in avanspettacolo: si eviti di proporli, riproporli o, meglio, di “imporli” agli elettori, visto che la legge elettorale attualmente in vigore non lascia loro scampo.
5) Infine, lo stile della campagna elettorale. Che sia civile, a differenza del passato. E tratti gli elettori da cittadini, non da consumatori a cui vendere un prodotto scadente, con tecniche di marketing raffinate. Ne’ come spettatori: pubblico diseducato e mal-educato da anni e anni di pessimo spettacolo politico offerto da questa mediocre politica-spettacolo. Si discuta di programmi, valori. Veri, non finti. E se proprio vogliono ricorrere al marketing, i leader ci spieghino: perche’ dovremmo fidarci ad acquistare una macchina da loro; e dai loro candidati.
Tratteggiare queste regole di buona educazione politica – lo confessiamo – ci crea un po’ di imbarazzo, dopo aver coltivato lo sguardo scettico come metodo (e come vizio). Dopo essere divenuti anche noi, come gran parte degli italiani, “diffidenti per default”. Tuttavia, sperare non costa nulla.
Il Pd, che ha cominciato l’opera, continui a dare il buon esempio. Dopo tanti anni passati a “marcare” Berlusconi, si faccia inseguire. Dovrebbe essere un’esperienza eccitante.
http://www.repubblica.it/2008/02/sezioni/politica/verso-elezioni/diamanti-pentalogo/diamanti-pentalogo.htmll
..
Pensa che bello invece: il nuovo che avanzera’ nel nuovo parlamento di Berlusconi saranno Rotondi, il generale Speciale, Cuffaro, la Brambilla e Dell’Utri! Uno spettacolo! Ed e’ a queste persone che Veltroni vuole accompagnarsi? Ma fosse meno lirico e piu’ realista! Ma lasciarlo sindaco di Roma e dargli anche la carica di presidente del festival di Venezia, no?
..
Korsaro manda:
Alex Britti- canzone
www.youtube.com/watch?v=07iygn2lqx0
In un giorno come tanti
con il traffico nel centro
con 2 suore che camminano vicine in una piazza
con un grande monumento
con l’america nei bar
con la moda sempre in festa
con la gente che lavora sempre troppo
e una strana atmosfera di conquista
con i taxi sempre un po’ incazzati
e i turisti anche loro un po’ di fretta
con sempre quella strana voglia di andar via
xche’ altrove, forse, c’e’ qualcuno che ci aspetta
e’ milano, con i suoi 1.000 dialetti,
con le settimane lunghe e con gli uffici,
con le abbronzature a 100.000 watt
e con la vita appesa a 1.000 sacrifici
in un albergo verso il centro ci sto io e una finestra
che s’affaccia sul cemento
mentre festeggio un anno di malinconia
con la chitarra x dividere il momento
……anche qui puo’ arrivare l’odore del mare a prendermi
…e se domenica non ho niente da fare
faro’ i miei soliti due passi tra i palazzi
e faccio finta di star bene almeno un po’
anche se dentro invece cado a pezzi
e se avro’ bisogno di dimenticare
prendero’ x mano l’ansia e anche la rabbia
le accompagnero’ x un aperitivo al bar
e al punto giusto le abbandono tra la nebbia
in un albergo verso il centro c’e’ una donna,
vive nel lusso ma con gli occhi tristi
anche stasera togliera’ la gonna
x regalarla ai soliti professionisti
……anche qui puo’ arrivare l’odore del mare a prendermi
..
Dollaro addio
Paolo De Gregorio
I produttori di petrolio dell’OPEC (40% della produzione mondiale) sono pronti a lasciare il dollaro nelle transazioni internazionali, annuncio dato da Abdullah-al-Badri, segretario generale dell’Opec, in una intervista al settimanale Middle East Economic Digest. Alla notizia della probabile decisione dell’Opec l’euro e’ salito contro dollaro oltre 1,45. La “top model” Gisele, la piu’ pagata al mondo, rifiuta di ricevere compensi in dollari, che considera “deboli e inaffidabili”. Il “rapper” americano JayZ ha realizzao un videoclip che lo mostra in giro per le strade di Manhattan mentre esibisce mazzette da 500 euro. Per le strade di New York negozianti e persino tassisti accettano gli euro piu’ volentieri dei dollari. Anche in India, Peru’, Vietnam i dollari sono accettati con difficolta’ e resistono solo a Panama ed Ecuador. Sono segnali espliciti di un evento storico epocale, che vede finire l’egemonia USA nel mondo, quella economica, industriale e monetaria, e speriamo presto anche quella militare. Gli ex-padroni del mondo, che fino a pochi anni fa producevano il 45% della ricchezza mondiale, oggi sono sotto il 20% e questo spazio e’ stato occupato da altre economie, quella cinese in testa, e quindi la crisi non e’ ciclica ma strutturale. Gli Usa sono il paese piu’ indebitato del mondo e se la Cina o i paesi arabi, che hanno enormi capitali, azioni, titoli di stato e investimenti in quel paese, desiderassero liberarsi di questi beni e convertirli in denaro sonante, l’America chiuderebbe per bancarotta. Ultimamente gli Usa si sono macchiati di una gigantesca truffa, quella dei titoli “subprime” con cui hanno inondato l’Europa, causando perdite di centinaia di miliardi di euro. Una massa di denaro che e’ responsabile di una brusca frenata dell’economia europea nel suo insieme. Questi falsi amici ci hanno buttato addosso la loro irresponsabilita’ legata al fatto che oggi i cittadini americani vivono al di sopra delle loro possibilita’ e non accettano di ridimensionarsi a cominciare dalle enormi spese militari. L’ingresso dell’Euro nella scena mondiale, la sua costante rivalutazione contro dollaro, il peso della economia europea che nel suo insieme e’ ormai pari a quella Usa, sono i fattori che, assieme alla crescita cinese, dell’India, del Brasile, hanno incrinato una egemonia che durava dalla fine della seconda guerra mondiale. Ormai per gli Usa siamo dei concorrenti e degli antagonisti, basta saper valutare come ostili gli ostacoli che ci mettono, tramite la complice Inghilterra, per una Europa anche politica che parli con una sola voce. Basta capire la volonta’ di creare frizioni tra Europa e Russia con lo scudo spaziale, che significa il cinico tentativo di non far integrare economie tra confinanti, che sono gia’ integrati dal fatto che senza il gas russo l’Europa sarebbe spenta e al freddo. La stessa posizione americana a favore della indipendenza del Kosovo dalla Serbia (ma non si capisce perche’ interferiscono in una faccenda che non li riguarda), osteggiata da Mosca, significa soffiare sul fuoco per impedire all’economia europea di svilupparsi verso la Russia e il Medio Oriente. L’Europa, se sa guardare avanti, si deve liberare di questo alleato che ormai si comporta da padrone a casa nostra, continua a occuparci militarmente con la Nato e continua a coinvolgerci nelle sue sporche guerre che ci danneggiano politicamente ed economicamente. L’impero americano e il dollaro non hanno futuro. E’ meglio puntare all’interscambio con altri paesi e sganciarci da questi soggetti, che, come pugili suonati, continuano a picchiare anche a match concluso.
..
Rudyard Kipling al figlio
If
Se riesci a conservare il controllo quando tutti
Intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa;
Se riesci ad aver fiducia in te quando tutti
Ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio;
Se riesci ad aspettare e non stancarti di aspettare,
O se mentono a tuo riguardo, a non ricambiare in menzogne,
O se ti odiano, a non lasciarti prendere dall’odio,
E tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare troppo saggio;
Se riesci a sognare e a non fare del sogno il tuo padrone;
Se riesci a pensare e a non fare del pensiero il tuo scopo;
Se riesci a far fronte al Trionfo e alla Rovina
E trattare allo stesso modo quei due impostori;
Se riesci a sopportare di udire la verita’ che hai detto
Distorta da furfanti per ingannare gli sciocchi
O a contemplare le cose cui hai dedicato la vita, infrante,
E piegarti a ricostruirle con strumenti logori;
Se riesci a fare un mucchio di tutte le tue vincite
E rischiarle in un colpo solo a testa e croce,
E perdere e ricominciare di nuovo dal principio
E non dire una parola sulla perdita;
Se riesci a costringere cuore, tendini e nervi
A servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E a tener duro quando in te non resta altro
Tranne la Volonta’ che dice loro: “Tieni duro!”.
Se riesci a parlare con la folla e a conservare la tua virtu’,
E a camminare con i Re senza perdere il contatto con la gente,
Se non riesce a ferirti il nemico ne’ l’amico piu’ caro,
Se tutti contano per te, ma nessuno troppo;
Se riesci a occupare il minuto inesorabile
Dando valore a ogni minuto che passa,
Tua e’ la Terra e tutto cio’ che e’ in essa,
E – quel che e’ di piu’ – sei un Uomo, figlio mio!
..
http://www.masadaweb.org