Nuovo Masada

Febbraio 9, 2008

MASADA n. 629. 9-2-2008. Yes, we can.

Archiviato in: Masada — MasadaAdmin @ 12:58 pm

1500 docenti si affiancano al manifesto dei 69 – L’evasione simpatica – Via la casta, entra la casbah – Monologo sanremese – Due pezzi di Travaglio – Lettera aperta alla Madonna di Lourdes – I cannoli di Cuffaro

Voi non siete l’uno meno peggio dell’altro; siete due veri fratelli; due lupi legittimi; ne’ v’e’ divario, se non che l’uno e’ nato prima e l’altro e’ nato dopo, non v’e’ divario che nel pelame.”
Carlo Bini, Manoscritto di un prigioniero
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Si’, noi possiamo
canzone per Obama con la traduzione italiana.

it.youtube.com/watch?v=QiR1Q9Zgc3E

Bella, ma noi, in Italia, noi possiamo?

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Sono arrivati a 1500
Viviana Vivarelli

Il manifesto dei 67 professori de La Sapienza che ritenevano “incongruo” invitare il papa come unico invitato d’onore all’apertura dell’anno accademico ha avuto l’adesione di ben 1500 docenti universitari italiani.
L’esibizionismo protervo del papa che ha preteso anche un’adunata dei cattolici per ricevere sostegno alla sua imposizione e’ stato ritenuto di cattivo gusto, visto anche che “nessuno aveva mai detto di voler impedire al papa di parlare: semplicemente non si voleva concedere al papa, in quella sede, una veste mai concessa nella storia universitaria, non solo italiana”.
E di pessimo gusto e anticristiano e’ stato “il circo mediatico successivo. La verita’ e’ stata rovesciata con ogni mezzo, si e’ scomodato, citandolo, persino Voltaire”.
Se ci aggiungiamo che per compiacere la vanita’ del pontefice si e’ bloccata la nomina al CNR di chi ne aveva diritto, in quanto firmatario, lo scandalo e’ anche maggiore e mostra che ci si sta avviando a un regime di stampo reazionario-confessionale in cui l’adesione politica o bigotta surroghera’ il merito.
I 4 primari di ospedali romani che si sono affrettati a dichiararsi a favore della rianimazione del feto ne fa prova, prova di merito inutile in quanto la stessa e’ gia’ contenuta nella legge 194, ma dimostrazione lampante che per far carriera sul lavoro non contano merito o capacita’ ma asservimento politico e prova di ubbidienza religiosa.

Se altri docenti universitari vogliono firmare contro questo attentato alle istituzioni laiche dello Stato, l’indirizzo dell’appello e’ http://g.galilei2008@gmail.com, a cui e’ stato affiancato anche il sito historiamagistra.com

Il prof D’Orsi dice: “Viste le “interferenze” vaticane alle quali assistiamo ormai quasi quotidianamente… sarebbe meglio che la C.E.I. si presentasse direttamente alle elezioni, con Ratzinger candidato, cosi’ facciamo prima. Il guaio peggiore, pero’, e che si sono notevolmente affievolite le forze contrastanti questo andazzo, politiche e culturali. Dovremmo ricordarci tutti, a partire dal governo di centrosinistra uscente, che un accordo con i cattolici non equivale ad una sottomissione allo Stato Vaticano. E dovremmo essere contro tutti i fondamentalismi, affinche’ nessuna religione interferisca contro i diritti laici di uno Stato liberale. Invece grazie alle ingerenze di natura clericale siamo sempre piu’ circondati da atei devoti. Giovanni Paolo II, rispetto a questo papa si occupava molto di piu’ di “politica estera”, non solo e quotidianamente di quella italiana.”
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L’evasione simpatica
Viviana

Credo di aver capito male.
Quando uno evade le tasse dev’essere punito.
Evadere le tasse e’ un reato. In Cina se evadi le tasse rischi la pena capitale. E’ un gravissimo reato contro lo Stato.
In Italia le pene agli avasori sono state annullate. Ma premiarli addirittura!
Come si fa a premiare un reato contro la collettivita’?
In tv hanno detto che ora Valentino Rossi e’ tornato il beniamino degli italiani perche’, avendo evaso le tasse per 112 milioni di €, ha patteggiato col fisco (bonta’ sua!) e paghera’ “solo” 20 milioni. Cioe’, siccome ha evaso le tasse alla grande, lo premiano regalandogli 92 milioni €?! Levano dalle tasche dei pensionati, dei malati, dei disoccupati, dei lavoratori, dei disgraziati.. 98 milioni di € per regalarli a Valentino Rossi? E ci deve risultare anche simpatico?
Fanno 184.000 milioni di vecchie lire! Lo premiano!? E per ricevere questo premio al furto, dovrebbe anche ricevere la nostra riconoscenza?!? Poi ci vengono a dire che salari e stipendi degli italiani sono i piu’ bassi d’Europa e che dobbiamo morire perche’ non ci sono soldi per la sanita’, l’ambulanza arriva dopo 3 ore, in chirurgia non hanno l’elettrogeno o non ti possono ricoverare perche’ non c’e’ posto? E noi dobbiamo anche essere grati? E dire grazie a questi scellerati governi sia di dx che di sx? E dovremo rivoltarli pure?
In USA e in Irlanda per evasione fiscale ci si dimette.
In Romania ti danno 8 anni per 10.000 euro di evasione, 20 se superi il milione. Cosa darebbero a Valentino Rossi o a Berlusconi? E alla moglie di Dini?
Qui si indultano, si prescrivono, si condonano, peggio ancora SI PREMIANO!
E hanno anche il coraggio di parlare di democrazia! Ma quando pensano a una pena, gli viene subito in mente di punire l’informazione. In USA nessuno ha l’impressione di essere governato dfa una casta perché ogni 2 anni si rinnova il Congresso e ogni 2 anni il Senato, e se questi decidono di opporsi a una decisione del presidente, possono bloccarlo. Inoltre, come controllori della Casa Bianca c’e’ la Magistratura e c’e’ la stampa. E in Italia? In Italia non solo chi ha il massimo potere fa quello che vuole ma lui e il suo contorno sono esenti da controlli giudiziari e intendono sottoporre a veti paralleli magistrati e giornalisti. In USA ci sono anche associazioni potenti come quella dei consumatori che hanno voce in capitolo, da noi anche su questo argomento e’ meglio desistere.
Circa il veto attuale che sorge da destra a sinistra alla pubblicazione di atti istruttori, dovremmo ricordare, perche’ i giornalisti embedded sembrano averlo dimenticato che il segreto istruttorio e’ stato abolito dal 69, e il giornalista ha il dovere di pubblicare qualsiasi verita’ di cui viene a conoscenza. Invece lo si minaccia se pubblica atti processuali su politici con multe salatissime. E considerando i tre gradi di giudizio, anomalia solo italiana, e l’esito che comunque e’ la prescrizione o l’indulto, non sapere prima della sentenza finale equivale a non sapere affatto. A questi non gli basta delinquere, vogliono farlo con con la massima discrezione degli organi di controllo o di informazione, senno’ minacciano guai! Piu’ protervi di cosi’ non si puo’!
Berlusconi chiese per i giornalisti che pubblicavano cose che riguardavano i suoi processi o le sue intercettazioni 5 anni di prigione! L’evasore Berlusconi, prescritto a tutti i processi o indultato per ogni sorta di reato finanziario, chiedeva 5 anni di prigione per chi informa!?
E’ il rovesciamento di ogni criterio di civilta’. Per questo, se un riccone evade in Italia, ha diritto alla riconoscenza collettiva come Valentino Rossi?! Diventa un eroe pubblico?! E’ simpatico !?
Ma ci hanno preso per fusi di cervello?
La prima legge di Berlusconi fu :”A chi viola il segreto e divulga le intercettazioni 5 anni di prigione” e in caso di pubblicazione 2 milioni di multa all’editore”
Il programma di Prodi buonanima diceva:
“Opereremo per il rigore fiscale e la lotta all’evasione fiscale e contributiva per garantire le risorse necessarie alla crescita e al welfare con il contributo di tutti.”
E in che modo? E se Prodi diceva cosi’ e ha fatto cosa’, figuriamoci Berlusconi che la mafia e l’evasione le acclama come cose sante!
Siamo arrivato al punto che informare e’ un delitto, evadere e’ un merito.
A quando l’omicidio simpatico?
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Ridiamaro : – (

Gregnapaola
carognix.splinder.com:80/

Prodi sepolto in una tassa da morto
Ieri, e’ gia’ il Passato.
Il Senatore Barbato ha chiamato il suo collega di Partito (UDEUR) Cusumano: pezzo di merda. Essendo il Cusumano un pezzo dell’Udeur, Barbato sapeva quel che diceva.
Al Cusumano i suoi (probabili ex) compagni di Partito hanno rimproverato di essersi venduto: a Prodi, anziche’ a Berlusconi.

Ieri Palazzo Madama, in omaggio al suo nome, pareva un’autentica “casbah”. Aspettiamocelo: sara’ il titolo del nuovo best-seller della premiata ditta Rizzo-Stella.

Da oggi, si cambia: via Prodi, via il dolore. Gia’ si respira un’aria nuova, per le strade: la gente si sorride, si da’ pacche sulle spalle, si da’ il 5, si da’ per certo il ritorno di Berlusconi. Gli uccellini, li’ li’ per migrare, hanno annullato le partenze: resteranno qui, nel paese di Bengodi. Resteranno da noi anche per rimpolpare l’UDEUR: a Roma, lo sanno tutti quello che fanno gli storni.

Andreotti si era pronunciato per il si’ alla fiducia, ma poi non e’ andato a votare. Perche’? non se lo ricorda.

Anche Pecoraro Scranno, Diliberto, Giordano sono contenti: potranno tornare in piazza a contestare il governo dall’esterno.
Bertinotti pure e’ al settimo cielo: smessi gli abiti da presidente della Camera, con gli stessi abiti potra’ tornare ad essere il subcomandante Fausto. Umilmente torna nei ranghi dei militanti: serenamente, pacatamante – ma anche con ritrovata rabbia e voglia di antagonismo. Fara’ l’anticamera. (ndr: per poco, si e’ gia’ proposto come leader della sinistra arcobaleno!)

Chi esce bene da questa vicenda sono i nuovi Partiti – che Partiti poi non sono. Escono vincenti perche’ sono il nuovo che avanza, mettono al centro l’Uomo e non piu’ gli apparati di Partito. Infatti, si parla di Mastella, di Pecoraro Scranno, di Di Pietro, di Dini – Uomini, per l’appunto, non aride sigle e grigie macchine burocratiche. E dato che il nuovo Umanesimo privilegia l’Uomo, sono questi Uomini ad essere i veri perni della politica italiana.

Il Domani – il nostro Domani – si tinge nuovamente di azzurro. Il nostro Domani e’ l’Uomo-Partito/Non-Partito per eccellenza: Silvio Berlusconi. Il Nuovo che avanza di nuovo.
Avremo nuovamente Tremonti e la Finanza creativa.
Nuovamente meno tasse, piu’ salari, piu’ pensione.
Nuovamente la Lega antiromana seduta nella cabina di regia romana.
Nuovamente ‘chi non salta italiano e’!”.
Nuovamente i malmaritati, separati, rimaritati, ciulatori liberi a difendere la Sacra Famiglia. (Ndr: e’ gia’ in arrivo un secondo Family day, questa volta Mastella porta anche suoceri e cognati)
Un’altra volta sara’ nuovamente il di-nuovo che avanza.
Solo il conflitto di interessi restera’ uguale a se stesso.
Non saremo piu’ governati da un’armata brancaleone composta da PD+Verdi+Comunisti italiani+Rifondazione+Di Pietro+Dini+Udeur, ma da un disciplinato esercito composto da Partito della Liberta’ (=Forza Italia con la divisa nuova)+AN+Lega Nord + UDC + Udeur + Storace + Dini + Rotondi+chi piu’ ne ha piu’ ne metta.
Gli italiani e i Popoli Sovrani Padani non vedono l’ora di essere governati dal Partito della Liberta’. Berlusconi e’ l’Uomo della Provvidenza per tutto il Popolo della Liberta’ – senza che cio’ implichi – qui sta la svolta rivoluzionaria – la Liberta’ del Popolo.
Finalmente avremo per – almeno – 5 anni il piu’ vecchio presidente del consiglio d’Europa, forse del mondo. Con la garanzia che per tutti i 5 anni non invecchiera’ di un solo capello grigio, di una ruga. Perche’ il miracolo italiano e’ il futuro e il futuro e’ dei gggiovani.
All’estero, capi di Stato e di Governo gia’ pregustano e sorridono: avevano finito la scorta di barzellette.
Solo i governanti cinesi sono in all’erta, con il ritorno al governo della Lega e di Tremonti: hanno gia’ provveduto a schierare nuove divisioni armate ai confini tibetani e tutti i ristoranti cinesi in Italia si stanno dotando di trincee e mine antiuomo per resistere ai probabili attacchi delle teste di cuoio padane.

Per evitare sgradevoli conflitti di interesse e dare una pessima immagine all’estero, Mastella diventera’ governatore della Sicilia e Cuffaro ministro di Grazia e Giustizia.

Ma quel che piu’ conta e’ che ci siamo liberati della piu’ gran palla al piede che l’Italia abbia mai avuto: Romano Prodi. L’incarnazione del Male, come per altri lo fu Berlusconi – ma senza averne i capitali per comperare parlamentari e Tv e giornali. Un vero Maligno fatto in casa.
Via lui, risorgeremo: we shall over come!
Game over!
Prodi: responsabile unico del disastro dell’Italia tutta e della Sinistra in particolare.
Fosse vero.

Monologo sanremese
Skeight
nessunascusa.splinder.com/post/15828791#comment

Pippo Baudo mi ha invitato al Festival di Sanremo come ospite comico della terza serata. Gli ho fatto notare che non sono un comico, ma lui ha risposto che nemmeno gli altri che vanno di solito lo sono, e cosi’ mi ha convinto. Tuttavia non basta non essere comici per andare a fare il comico al Festival di Sanremo: occorre anche prepararsi qualcosa da dire, altrimenti si rischia di lasciare tutto all’improvvisazione e magari si fa pure ridere. Per questo io ho preparato il monologo che snoccioleru’ una volta sul palco dell’Ariston, e voi lettori del blog lo potrete gustare – si fa per dire – in anteprima. Enjoy!

Buonasera, buonasera a tutti.
Sono molto contento di essere qui a Sanremo, anche se probabilmente moltissimi di voi non mi conoscono. In effetti sono cosi’ sconosciuto che quando giu’ all’ingresso mi hanno chiesto chi ero ho dovuto prendere la carta di identita’ perche’ non mi ricordavo. Comunque, visto che ormai sono qui, mi presento: mi chiamo Angelo, sono nato e cresciuto a Foggia, una citta’ cosi’ povera che il sindaco dovrebbe fare gli straordinari per migliorarla, e li fa, nel senso che se un giorno fa qualcosa tutti dicono “Straordinario!”. Adesso vivo a Bologna, una citta’ cosi’ bella che il sindaco Cofferati deve fare gli straordinari per rovinarla. Il guaio e’ che lui li fa sul serio.
Vi starete chiedendo che ci fa uno sconosciuto in prima serata al festival di Sanremo. Beh, ma l’avete vista la lista dei cantanti? Ma questo discorso tagliamolo qua, non voglio parlare di cantanti, parlare di musica al festival e’ come parlare di buona cucina a casa di Vissani, sono cose che non c’entrano niente. Che c’entra Vissani? “Io c’entro!” grida Casini, ma di casini ne abbiamo gia’ sin troppi, quindi andiamo avanti. Insomma, se sono qui un motivo c’e’, ed e’ la campagna elettorale: sono cosi’ sconosciuto che il Partito democratico mi ha dato un seggio sicuro alla Camera, vista la sua parola d’ordine. No, non “perdere”. Le parole d’ordine del Partito democratico sono novita’, innovazione, rompere con la tradizione. Cofferati a Bologna l’ha capito subito, infatti qua la sinistra ha fatto il buon governo per cinquant’anni e lui ha detto “Basta! Rompiamo con la tradizione!”
Non vorrei essere troppo cattivo con il Partito democratico, visto che mi ha candidato, pero’ mi viene spontaneo dopo che leggo L’Unita’, che prima d’accordo, sempre giornale di partito era, pero’ appoggiava i movimenti, i girotondi, era autonomo, insomma una bella lettura, ora la parola d’ordine e’ uniformarsi alle posizioni del Pd e gia’ un effetto si vede: fa cagare. L’altro giorno ad esempio lo compro e leggo il titolo “Battere Berlusconi: missione possibile”, al che ho protestato con l’edicolante “Ehi, mi ha dato solo l’inserto satirico!”. Poi ho letto nelle pagine interne l’avviso “Se volete le notizie serie, andate su Repubblica”. Nell’occhiello c’era un’altra notizia: “Destra in affanno”. Su questo hanno ragione, la destra e’ lacerata: una parte di loro vuole vincere, l’altra vuole stravincere. Nel centrosinistra e’ l’opposto, c’e’ chi vuole solo perdere, ma Veltroni ha detto “Visto che perdiamo in tutti i casi corriamo da soli, almeno perdiamo alla grande”. Oddio, non voglio dare le cose per scontate, magari alla fine Veltroni riuscira’ a fare il miracolo, ma ne dubito: Padre Pio sta con Mastella. La signora Lonardo Mastella – inizialmente credevo fosse Lonardo Da Vinci, ma non c’entra, anche se pure lei vince abbastanza – dicevo, la signora Mastella e’ andata a Pietrelcina ed e’ stata ampiamente festeggiata, io credevo che “tenere santi in paradiso” fosse un modo di dire per indicare suo marito, e invece no, proprio in senso letterale. Tra l’altro la signora nei giorni scorsi aveva detto di sentirsi in esilio, e l’esilio e’ essere costretti a lasciare il proprio paese, lo spiego per quelli che hanno studiato in una scuola italiana. Invece lei era stata condannata a non abbandonare il proprio paese: i Mastella riescono a corrompere persino la grammatica. Per la povera signora comunque gli arresti domiciliari sono stati un trauma: essendo una donna emancipata non era abituata alle mura domestiche, cosi’ per tenere in ordine la casa ha fatto domanda per un maggiordomo con esperienza decennale, ma non ha avuto successo: si e’ presentato solo Fini.
Molti seguono con distacco e indifferenza queste elezioni, o non le seguono proprio. Sono persone deluse che credono che i politici siano tutti uguali, ma e’ chiaro che non e’ cosi’, ad esempio non si puo’ dire che Partito democratico e Lega siano la stessa cosa, la differenza salta all’occhio: Calderoli dice di voler cacciare tutti i rom e i romeni, Veltroni a Roma invece lo fa.
E’ buffo che sto parlando un po’ di tutti ma non di Berlusconi. E’ vero che al momento non e’ presidente del consiglio, quindi non e’ un personaggio importante di cui parlare, ma e’ anche vero che quando tornera’ presidente del consiglio in tv non se ne potra’ piu’ parlare, quindi forse e’ meglio che lo faccia ora finche’ sono in tempo. Il ricordo del diktat bulgaro e’ ancora vivo, cosa che non si puo’ dire della totalita’ delle sue vittime. Le ricordate? Biagi, Santoro, Luttazzi. Enzo Biagi purtroppo da alcuni mesi non e’ piu’, e’ stato un grande giornalista e una persona squisita, e anche nel momento della morte ha dato una lezione di stile: morendo ha evitato a Forza Italia il disturbo di doverlo cacciare di nuovo. Nei giorni del funerale moltissimi esponenti della destra hanno pianto e hanno rievocato commossi la figura di Biagi. Poi gli hanno spiegato che non era l’anniversario di Marco ma la morte di Enzo, e allora e’ partito il trenino.
Piu’ complessa la situazione di Michele Santoro, che gia’ sta facendo le valige. Bisogna dire che se lo aspettavano un po’ tutti, quando e’ tornato in Rai ha affittato una casa vicino gli studi e i padroni gli hanno fatto un contratto da rinnovare ogni sette giorni.
Daniele Luttazzi e’ quello con meno problemi: la destra non lo caccera’ dalla Rai, visto che la sinistra non lo ha fatto tornare. In compenso peru’ e’ stato cacciato da La7. Il motivo ufficiale e’ che ha parlato male di Giuliano Ferrara. Ora, se La7 dovesse cacciare tutti quelli che parlano male di Ferrara, il primo a dover andare via sarebbe Giuliano Ferrara: ogni volta che parla, si insulta da se’. Ciononostante moltissimi dicono di Ferrara che e’ una persona di grande intelligenza; sono gli stessi che se vedono una macchia sull’obbiettivo della telecamera gridano “UN UFO!”
Mi rendo conto che questo monologo sta andando un po’ troppo per le lunghe, e sono quasi piu’ stanco io di parlare che voi di ascoltarmi, ma prima di chiudere voglio parlare di un’ultima persona, anche se non sono sicuro che sia possibile parlarne. Vabbe’, io ci provo: il buon vecchio ———, che e’ il nome vero di ———- ———-, insomma il —-. Quello che assomiglia all’imperatore di Guerre stellari, per intenderci (nonche’ il vero motivo della cacciata di Luttazzi da La7). A gennaio il —- doveva andare alla Sap… in un bel posto, e c’erano migliaia di persone felici di poterlo vedere ed ascoltare. Solo che oltre a queste migliaia c’era una piccola minoranza che non era contenta, e diceva “Noi il —- non lo vogliamo!”, al che il —-, memore dell’insegnamento del Vang… di un bel libro secondo il quale il pastore ignora le novantanove pecore al sicuro per cercare l’unica smarrita, ha deciso di ascoltare non le migliaia che lo volevano ma i pochi che lo rifiutavano, e non e’ andato alla Sa… in quel posto, ma e’ rimasto a casa. Ufficialmente per non creare divisioni, in realta’ per vedersi tranquillamente la puntata di Amici di Maria De Filippi. Insomma, proprio un furbone il papa
(!) Cazzo, ho detto “papa”. Mi e’ scappato… basta distrarsi un attimo, eh!
Vabbe’, in tal caso vi saluto. Vado a farmi crocifiggere dal TG1. Ciao!
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Un pezzo della Cortellesi

it.youtube.com/watch?v=3O5Dp87LnAU&eurl=http://www.sinistracritica.org/node/441

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Parlamenti puliti/1

“Non cerchero’ scappatoie facendomi eleggere all’Europarlamento o alla Camera per ottenere il privilegio dell’immunita’” (Salvatore Cuffaro, “Libero”, 20 gennaio 2008).

“E chi l’ha detto che candideremo Cuffaro al Senato?” (Michele Vietti, vicesegretario nazionale dell’Udc, “Annozero”, 31 gennaio 2008).

“Il presidente della Regione Sicilia Salvatore Cuffaro, dopo le dimissioni irrevocabili annunciate ieri, e’ stato ‘ufficialmente’ invitato da Pier Ferdinando Casini e da tutta l’Udc a presentarsi in Senato’. A darne notizia e’ il segretario regionale dell’Udc in Sicilia, Saverio Romano, che ha sentito poco fa al telefono Casini. ‘Il giudizio degli elettori – ha detto Romano – sara’ l’occasione per avere la fiducia che Cuffaro merita e che non e’ mai venuta meno” (Adnkronos, 27 gennaio 2008).

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Cameriere di bella presenza offresi
Marco Travaglio

Chi provasse a immaginare la collocazione che qualunque paese normale riserverebbe a uno come Giuliano Ferrara… non troverebbe altro che il circo equestre, fra la donna cannone e la donna barbuta. In Italia invece questo caso umano e’ stato nel Pci, poi nel Psi (anche al Parlamento europeo) e contemporaneamente nella Cia, poi in FI (persino al governo) e contemporaneamente sotto la scrivania di Bush, sotto la tonaca del cardinal Ruini e sotto la fulva chioma di Michela Vittoria Brambilla, che e’ una sua scoperta. Intanto, spacciandosi per “giornalista”, ha lavorato per Rai e Mediaset, mentre ora infesta La7 con un programma quotidiano che non vede nessuno. Dopo aver diretto Panorama portandolo ai minimi storici, dirige da 10 anni Il Foglio, che non e’ riuscito a portare ai minimi storici perche’ lo e’ sempre stato fin dalla fondazione. Quando sposa una causa, la condanna immancabilmente alla catastrofe: da Craxi al decreto Biondi, dalla Bicamerale alla guerra in Iraq, dalla grazia a Sofri alla grazia a Contrada, dall’innocenza di Dell’Utri alla dieta-punti contro l’aborto, dalla candidatura di D’Alema al Quirinale all’accordo Berlusconi-Veltroni, ha collezionato piu’ fiaschi di una cantina sociale. Da quando s’e’ innamorato di Sarkozy, il popolare Nicolas vive perennemente aggrappato a un gigantesco ferro di cavallo. Eppure Ferrara passa per «molto intelligente», tanto che una delle menti piu’ fertili del Pd, Roberto Giachetti, l’ha invitato il 26 gennaio nella sede del partito per una lectio magistralis al corso di formazione per under 40 «Carpe Dem». Li’ il Platinette Barbuto si e’ spiritosamente definito «un indipendente», poi ha spiegato agli incolpevoli alunni che Prodi e’ un pirla, Berlusconi e’ il vero “homo novus”, Mastella quasi, Veltroni puo’ diventarlo ma a patto che faccia come lui. Cioe’ si sbarazzi al piu’ presto della magistratura e della stampa libera. A questo proposito, ha detto fra l’altro (come da trascrizione pubblicata sabato sul Foglio) che “Marco Travaglio, questo bifolco, questo cafone, questo delinquente, scrive tutti i giorni sull’Unita’, il giornale pagato dai gruppi parlamentari del Pd”. Alla fine, cosi’ almeno verbalizza Il Foglio, “molti applausi”. Non risulta che ne’ il Giachetti ne’ i suoi discepoli abbiano domandato in che senso Travaglio sarebbe un delinquente e quali delitti avrebbe commesso. Vorra’ dire che presto glielo domandera’ un tribunale.
Ferrara e’ un cultore del contraddittorio e del sacro diritto di replica, quindi avra’ senz’altro pregato il Giachetti di invitare il sottoscritto a dire la sua, ricevendone evidentemente un diniego. A tal proposito, ieri Pierluigi Battista s’e’ lanciato sul Corriere in un’aspra reprimenda, senza far nomi, contro chi “fa processi in tv senza un’adeguata tutela del diritto di difesa e di replica”. Chi la leggesse distrattamente potrebbe pensare che si riferisca ad AnnoZero, recentemente colpito da un inedito “preavviso di richiamo” dell’Agcom proprio con quell’accusa. Ma, a una lettura piu’ attenta, si comprende che Battista ce l’ha con l’amico Ferrara, di cui fu vicedirettore a Panorama. Ferrara infatti e’ colui che, a Porta a Porta, defini’ l’Unita’ “giornale omicida” e Furio Colombo e Antonio Tabucchi “mandanti linguistici del mio prossimo assassinio”, il tutto in assenza dell’Unita’, di Colombo e di Tabucchi. Ferrara e’ colui che ospito’ a Otto e mezzo Francesco Cossiga, il quale disse che “Travaglio e’ un falsario e un fascista di destra” in assenza di Travaglio, al quale Ferrara promise in diretta il diritto di replica, ma poi se ne dimentico’. Ferrara e’ colui che sette giorni fa, in un monologo al Tg1, sostenne che il governo Prodi era caduto per una congiura delle Procure e di Travaglio, sempre in assenza delle Procure e di Travaglio. Questi e altri incresciosi episodi non potevano lasciare insensibile un animo delicato come quello di Battista, che ha rotto la lunga amicizia dipingendo Ferrara, senza mai nominarlo, come “conduttore di forte carisma adibito alla raffigurazione mostruosa dell’imputato prescelto” a base di “linciaggi” e “gogne”. Ben detto, Pigi. Quando ci vuole, ci vuole.

Uliwood Party

UNITA’ 5 FEBBRAIO 2008
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Notizie del giorno
Paolo De Gregorio

Il test missilistico iraniano (riuscito) di un vettore capace di trasportare satelliti, o altro, e’ stato definito dagli USA, che non si fanno mai gli affari loro, un “atto deplorevole”. Sembra di capire che in quell’area soltanto Israele abbia diritto ad una schiacciante superiorita’ militare, che e’ stata realizzata dagli USA e dalla lobby ebraica americana, fattore che determina guerre infinite e frustrazione, perche’ Israele minaccia e attacca chiunque, ricorrendo alla guerra con facilita’ proprio perche’ enormemente superiore negli armamenti.
Chi ama la PACE sa benissimo che solo l’equilibrio fra gli armamenti di Unione Sovietica e USA impedi’ la terza guerra mondiale, e la pace in Medio Oriente non fa eccezione. Il mondo arabo dovrebbe arrivare allo stesso potenziale militare di Israele. Questo obiettivo e’ realistico perche’ Russia e Cina li stanno aiutando, entrambe interessate a far sparire l’egemonia occidentale ai loro confini.

In Spagna la Chiesa, che come e’ noto si occupa solo di spiritualita’, per le prossime elezioni politiche ha invitato i cattolici a votare la destra perche’ i partiti di sinistra trattano come interlocutori i baschi dell’Eta e non difendono i valori della famiglia.
In una chiesa di Barcellona un fedele ha strappato al prete, durante l’omelia, il microfono e ha invitato la Curia a non occuparsi di politica.
Finalmente in Spagna qualcuno comincia a parlare fuori dai denti,nella persona di Jose’ Blanco,segretario del partito socialista,che dichiara: “nulla potra’ tornare come prima nei rapporti con le gerarchie ecclesiastiche” e propone di tagliare i finanziamenti statali alla Chiesa.
Questi pretacci falsi, molestatori sessuali, pedofili, affaristi, approfittatori della credulita’ popolare, continuano ad allearsi con la destra per fermare l’evoluzione dei costumi e della scienza, sostenendo di non far politica e di parlare solo ai cattolici.
Se volessero veramente parlare solo ai cattolici gli strumenti non gli mancano, oltre le chiese hanno radio, Tv privata e nessuno contesterebbe nulla. Invece fanno politica perche’ intervengono dappertutto, nelle universita’, nelle scuole con l’abusiva ora di religione, negli ospedali, fanno rubriche nelle Tv di stato e vengono intervistati da tutti i mezzi di informazione e soprattutto non intervengono su temi religiosi, ma su leggi, indicazione di voto, sempre a favore della destra.
In Italia ci vorrebbe qualche partito politico che cominciasse a parlare di abolizione del Concordato e delle agevolazioni dell’8 per mille, perche’ tutte le religioni, con tutti i disastri che hanno provocato e provocano, e’ meglio che si autofinanzino e contino sulla “Provvidenza” e non sui soldi dei contribuenti.

I 67 professori antipapa della Sapienza di Roma hanno ricevuto solidale appoggio di 1479 docenti di tutte le universita’ italiane, che si sono definiti anche loro “cattivi maestri”, etichetta di fiancheggiatori delle brigate rosse che fu subito affibbiata ai professori contrari alla visita di Ratzinger all’inaugurazione dell’anno accademico.
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Lettera aperta alla Madonna di Lourdes
Ritornano Berlusconi, Casini, Fini, Mastella e Storace!
Paolo Farinella (prete)

Non ci resta che la Madonna di Lourdes, nella speranza che almeno lei possa fare qualcosa per l’Italia dove Padre Pio protegge il clan Mastella, Santa Rosalia piange il cattolicissimo Cuffaro condannato a cinque anni per complicita’ in “mafia personalizzata” e Santa Agata di Catania si affida alla mafia per la sua onorata processione.
Madonna di Lourdes, confidiamo in te!
In queste ore si sta consumando l’assassinio della democrazia, ma piu’ ancora della decenza e della dignita’ di una Nazione. Si va a votare, dopo appena due anni dalle elezioni perche’ deputati e senatori pagati 15 mila euro al mese (oltre al resto) per governare, non hanno saputo trovare il tempo per guadagnarsi lo stipendio. Pagati per governare, hanno spolpato la stessa parvenza della democrazia.
Andremo a votare, infatti, con la legge-porcata che ha espropriato il popolo dell’unica ragione che lo rende democratico: il voto. Ancora una volta saranno le mafie dei partiti a redigere le liste dei candidati che il popolo schiavo dovra’ votare a pie’ di lista senza fiatare.
Il dramma e il ridicolo si fondano insieme: Berlusconi che ha voluto la legge-porcata per rendere coscientemente ingovernabile il parlamento e il Paese, ci e’ riuscito con la complicita’ dei partiti di ispirazione cristiana che preventivamente hanno fatto i gargarismi con l’acqua benedetta. Ora con la stessa legge-porcata si avranno pseudo-elezioni, che costeranno un patrimonio ai cittadini, che premieranno chi ha reso ingovernabile l’Italia, dopo avere frodato il popolo con l’esportazione di capitali all’estero, con la frode del fisco, con l’occupazione delle tv private e di Stato, assolvendosi dalla corruzione con le leggi su misura fatte dai suoi avvocati, fatti eleggere al parlamento e quindi stipendiati dallo stesso popolo che dovrebbe essere parte lesa e parte civile. Il popolo masochista invece applaude e gioisce.
Il governo Prodi era stato votato per abolire le leggi vergogna, ma la maggioranza era troppo impegnata a litigare per un tozzo di visibilita’ finendo per lasciare le leggi ad personam insieme alla vergogna.

Tutti sono convinti che l’Unto Cerone tornera’ al governo insieme ai suoi famigli, accompagnato da Previti e dagli alleluia della gerarchia ecclesiastica italo-vaticana. Precedono la processione inquisiti, mafiosi e condannati in primo, secondo e terzo grado. Per gli interdetti dai pubblici uffici Previti, Cuffaro, ecc.), si fara’ una leggina apposita per interdire i giudici dalla loro giurisdizione e cedere la giustizia ai familiari degli inquisiti fino al terzo grado di parentela. Si manda a casa Prodi per fare posto al senatore (prossimo) Cuffaro, uomo integerrimo e di specchiata virtu’, certificata dall’autorita’ infallibile del vice papa, al secolo Casini Pierferdinando in Caltagirone, cristiano spocchioso di chiara moralita’ coniugale insieme al suo compagnuccio di merende, tal Gianfranco Fini: costoro, insieme al loro padrone e capo, cattolici dichiarati, urbi et orbi, amano tanto la famiglia da averne anche due sul modello poligamico arabo. Il parroco di Montecitorio, Mons. Fisichella, annuisce grato e congratulato. Costoro che hanno votato cristianamente in silenzio tutte le leggi immorali del governo Berlusconi, di cui, fino a ieri, dicevano peste e corna, oggi strisciano ai suoi piedi proni al bacio della sacra pantofola con la benedizione del santo padre e figli devoti, sotto la direzione del cerimoniere devoto Giuliano Ferrara

Il 19 giugno 2007, quindi in epoca non sospetta, in una mia precedente lettera al Governo e alla maggioranza, ora decapitati in Senato per mano del Bruto-Mastella, cattolico inossidabile armato dalla furia vendicativa del ruinismo ecclesiastico, avevo scritto, facile profeta:
“Noi popolo delle primarie e del referendum sulla Costituzione abbiamo contribuito… ad impedire la deriva dell’Italia verso il qualunquismo populista del berlusconismo che ha fatto scempio della legalita’ e della dignita’ delle Istituzioni repubblicane… siamo esterrefatti ed increduli perche’ la maggioranza e’ immobilizzata dagli interessi contrastanti incrociati, senza capacita’ di sintesi e di prospettiva. Pensavamo che il governo risolvesse le leggi vergogna e il conflitto d’interessi della precedente legislatura. Vediamo invece che il conflitto e la vergogna aumentano perche’ ogni singola scheggia di partito cura i propri interessi senza una visione globale dei bisogni della Nazione e dei piu’ poveri. Assistiamo impotenti giorno dopo giorno al suicidio lento del governo che galleggia vittima del veto incrociato di ogni segmento di partito, affondando nel buio della indegnita’ anche il Paese…La maggioranza di centro-sinistra gestisce il potere in modo arrogante: si parla dei privilegi dei deputati e si girano dall’altra parte; si parla di costo della politica e ci accusano di qualunquismo; decidono la Tav di Val di Susa o la base di Vicenza non solo contro i cittadini locali, ma anche contro loro stessi perche’ i singoli ministri votano “si’” e subito corrono in piazza a gridare “no”… ridicoli e non credibili. Noi siamo allibiti per l’incapacita’ di questa maggioranza di trovare una convergenza su alcuni punti essenziali del programma elettorale senza doversi smentire l’uno contro l’altro un giorno si’ e l’altro ancora. Guardiamo impotenti allo spettacolo inverecondo: stanno facendo l’impossibile e anche miracoli per riconsegnare l’Italia di nuovo a Berlusconi, dalle cui grinfie (e a che prezzo!) siamo riusciti a sfuggire. Berlusconi dopo le politiche era finito, ma la maggioranza e la goffaggine del governo lo hanno risuscitato e rinvigorito, cedendogli gia’ senza colpo ferire la piazza e l’iniziativa. Alle prossime elezioni, egli vincera’ a furore di popolo perche’ il clima che si respira in Italia oggi e’ lo stesso del 1922 che vide Mussolini impadronirsi dell’Italia. Un errore e una tragedia durate 20 anni di dittatura, una guerra mondiale e un’emigrazione spaventosa.
Governo e maggioranza sono colpevoli perche’ stanno disprezzando il nostro voto e la delega che gli abbiamo dato, creando le condizioni per uno Stato dinastico che e’ gia’ dietro l’angolo.
Noi disprezziamo e abbandoniamo al loro destino questi politicanti ottusi e senza dignita’. Li diserediamo dalla nostra coscienza di popolo e gli chiediamo conto del loro sperpero ideale, istituzionale ed economico. Non vi votiamo per amore, vi tolleriamo per necessita’ .

Era il mese di giugno del 2007! Il mattino, come sempre, si vede dal buon giorno! Magra consolazione potere dire oggi: “avevo ragione”! Tristezza e desolazione pervadono l’anima e la volonta’ di non andare a votare perche’ sarebbe una finta e un insulto all’intelligenza e alla dignita’ di me persona che non posso decidere nulla se non firmare cio’ che inquisiti, condannati e delinquenti decideranno nel segreto (ma non tanto) dei loro luridi interessi.
Mi addolora che in questo attentato alla democrazia si possa scorgere la longa manus della gerarchia ecclesiastica cattolica perche’ il colpo di grazia al governo Prodi, da sempre inviso oltre Tevere, forse perche’ da quelle parti non si tollerano i “cristiani adulti”, e’ avvenuta in una sincronia di fatti e interventi che dirli casuali significa bestemmiare il Nome santo di Dio. Sull’autobus a Genova ho ascoltato questa affermazione: “Quando mamma-Cei chiama, picciotto-Mastella risponde”. L’interlocutore prosegui’: “Con l’indulgenza plenaria all’uomo dell’indulto”. Non a caso, la credibilita’ della struttura ecclesiastica e’ crollata di 10 punti percentuali.
Ora le destre e le armate di Ruini, il grande regista dell’asse “atei-devoti e devoti-atei” possono avanzare a tenaglia e, travolta la suicida maggioranza del governo Prodi, installarsi nelle casseforti del potere e spartirsi con immorale cupidigia le spoglie di cio’ resta del malaffare, del conflitto d’interessi, dell’economia, della cassa e della dignita’ di un popolo dissanguato.
Onore a Veltroni, che con la proposta di dialogare a tutti i costi con Berlusconi gli ha gettato in soccorso il suo salvagente, risuscitandolo dalle secche in cui moriva. Ora che lo statista senza statura ritorna alla mangiatoia, puo’ allegramente sperperare i risparmi e il risanamento economico che l’incauto Prodi ha operato.
Onore a Diliberto, a Giordano, a Pecoraro, a Di Pietro e compagnucci tisicucci che con maestria hanno saputo segare il ramo su cui erano seduti, regalando il Paese per la seconda volta a Berlusconi e intanto continuano a sorridere e a giocare a scarica barile. Avevano una missione storica: impedire per sempre la deriva del berlusconismo, hanno invece lavorato gratis per il suo ritorno. Viene il dubbio che li abbia comprati al mercato dietro casa. Noi chiediamo che non siano ripresentati tutti i capi, vice capi e portaborse della defunta maggioranza. Lo esige la Decenza. Lo pretende l’Etica.
Onore alla Cei, a Ruini, a Bertone, a Betori e a Bagnasco che ora benedicono, senza dirlo espressamente, le falangi fasciste, casiniane, finiane, storaciniane, mastelliane e berlusconiane, dimenticandosi – ahime’! – che tutti questi lanzichenecchi hanno fatto scempio della morale cattolica e della dottrina sociale alla quale pure dicono di doversi ispirare, avendo fatto solo i loro interessi e quelli del padrone, infischiandosene di quelli del Paese, delle famiglie, dei poveri, degli immigrati e di quanti non hanno nemmeno lacrime per piangere come Rachele i propri figli che muoiono di fame e di abbandono.
Onore a tutti i cristiani, figli devoti del papa che in nome dei sacri valori della famiglia e del “sano laicismo” voteranno per cattolici divorziati, concubini, conviventi, mafiosi, condannati, ladri, atei e devoti capaci di vendere Cristo, l’etica e l’onore per meno di trenta denari. Quando si tratta di battere e riscuotere cassa, cio’ che conta e la forza del potere, mai la coerenza del cuore e la dignita’ della coscienza che sono appannaggio degli spiriti deboli.
Non ci resta che sperare in un miracolo! Madonna di Lourdes, pensaci tu, per piacere! Anche in articulo mortis!

Pantomime
Mauro

In questi giorni sto maturando una convinzione atroce: Veltroni andava abbattuto un minuto dopo la nascita.
E’ talmente stupido, inetto, vuoto che sembra quasi che stia recitando.
La pantomima delle consultazioni “multiple” e’ spettacolare.
Analizziamo gli eventi:
Il governo e’ caduto.
Soluzione:
Elezioni
Intorno a questa fredda e logica consequenzialita’ si sviluppa invece tutto il genio e la fantasia italica.
Consultazioni multiple: partiti, sindacati, confindustira, confesercenti, confcommercio, ecc
Come giustamente dicevano alla radio l’altro giorno, manca la federcaccia , la federeamministratori condominiali, poi Marini ha consultato tutti.
Imperativo del momento e’:
Riforma elettorale prima , lo vuole la societa’ civile
Che cosa si voglia intendere con “societa’ civile” non ci e’ dato sapere.
Il massimo della comicita’ lo si raggiunge quando alcuni esponenti del PD (che Dio, se esiste, fulmini quest’accozzaglia di mentecatti!!) dicono che anche la CEI vuole la riforma elettorale. Pazzesco!!
Poi un sano voltagabbanismo ripetuto.
Cioe’ molti della sinistra che si incazzavano quando parlavi di referendum elettorale e cioe’ fino a due settimane fa, adesso lo richiedono a gran voce.
Chi, invece, lo aveva appoggiato, ora lo rinnega, come AN, ad esempio.
Ma, come dicevo, ancora una volta e’ quell’idiota di Veltroni che fornisce la migliore interpretazione. Dice “riforma elettorale, legge sul lavoro, prima di ogni altra cosa”.
Avete governato due anni, avevate considerato prioritario il problema del lavoro e la riforma elettorale e non avete neppure iniziato a discutere.
Lo ha fatto, Veltroni, senza averne titolo con il suo compare di Arcore, per togliere la sedia dal culo di Prodi .
La sinistra ha come primo interesse il bene dell’Italia.
La sinistra ha a cuorela questione morale.
Decodificando, la sinistra ha paura di prendere una mazzuolata memorabile nelle prossime elezioni, non c’e’ nulla di deciso, neppure l’alleanza, il programma non c’e’ ma fa niente, tanto , se ci fosse, sarebbe “carta da culo”.
Dall’altra parte il compare di Arcore e’ tranquillo perche’ essendo in campagna elettorale perenne, che sia al governo o all’opposizione poco cambia, non ha che da dare il via , “musica maestro!!”
Che spettacolo indecoroso!!!
Noi siamo in una democrazia rappresentativa, quello che posso fare e’ dare delega..
Prendiamo due casi eclatanti:
Finanziarie Padoa Schioppa: la sinistra radicale sapeva che avallando la politica “lacrime e sangue” di Schioppa avrebbe congelato una situazione retributiva media, in Italia, che rasenta l’elemosina.
Lo hanno fatto.
Hanno avallato spese militari superiori a quelle del governo Berlusconi.
Ebbene si’, hanno fatto anche questo.
Ora, secondo te, io elettore di rifondazione con chi me la dovrei prendere?
Con Padoa Schioppa o con Rifondazione che non ha fatto pressione politica?
Io posso vantare rimostranze su chi ha avuto una mia delega, non su altri..
Mi sembra chiaro, come passaggio…
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Unione Brancaleone
Marco Travaglio

Berlusconi viaggia come un treno verso le urne. Correra’ con tutti gli alleati, inclusi Mastella e Dini, poi abolira’ le intercettazioni e la liberta’ di stampa

Silvio Berlusconi
L’eterno ritorno di Silvio Berlusconi, candidato per la quinta volta a Palazzo Chigi a 71 anni suonati, ricorda i film horror sui morti viventi. Ma prendersela col destino cinico e baro, o col solo Mastella, o con gli eterni secondi Fini e Casini che tre mesi fa annunciavano sfracelli e ora son gia’ rientrati all’ovile, sarebbe comico.
A novembre il Cavaliere era un uomo politicamente defunto. Bossi flirtava con la sinistra in cambio di uno straccio di ‘federalismo’, An e Udc picconavano la Cdl e parlavano financo di conflitto d’interessi, i Fini Boys schifavano “gli amici del mafioso Vittorio Mangano” e riscoprivano antiche affinita’ con Paolo Borsellino. Lo statista di Milanello, detronizzato dai partner, in picchiata nei sondaggi, fallite una dozzina di ’spallate’ al governo, tentava di intercettare l”antipolitica’ inventandosi un Avatar al femminile, Michela Vittoria Brambilla, fondando partiti dai nomi cangianti sul predellino di una Mercedes e millantando 10 milioni di baionette nei gazebo semideserti delle finte primarie. Un caso umano.
A quel punto entro’ in scena Walter Veltroni, legittimato da tre milioni di voti veri. Anziche’ incunearsi nelle divisioni del centrodestra, dialogando con Fini, Casini e Bossi su un unico tavolo che comprendesse legge elettorale, conflitto d’interessi e tv, scelse il Cavaliere come interlocutore privilegiato e lo riporto’ sul trono, isolandone gli alleati in fuga. Sordina
al conflitto d’interessi e al problema tv, dialogo su una riforma elettorale e addirittura costituzionale che consentisse ai due partiti maggiori di scrollarsi di dosso gli alleati.
Chi non ricorda gli amorosi sensi tra i due “grandi riformatori” nonche’ “padri della Terza Repubblica”,le telefonate quotidiane tra Gianni Letta e Goffredo Bettini, gli entusiasmi dei dalemiani vedovi inconsolabili della Bicamerale e le serenate di Cicchitto&Bondi sotto il Campidoglio? Giuliano Ferrara coniava la figura del ‘CaW’ (mezzo Cav. e mezzo Walter), Veltroni rilasciava mega-interviste al ‘Foglio’ e il Pd invitava il consigliori berlusconiano a presenziare alla riunione del comitato Valori. Invano Prodi e i suoi mettevano in guardia dalla pluricollaudata inaffidabilita’ del Cavaliere, rassicuravano gli alleati su un ritorno al Mattarellum e insistevano sul conflitto d’interessi per tener insieme l’Unione Brancaleone.
Il 19 gennaio, tre giorni dopo l’arresto di lady Mastella e di mezza Udeur, il colpo di genio: Veltroni annuncia agli alleati che “il Pd correra’ da solo” con qualunque legge elettorale. Una mossa gabellata come innovativa, che in realta’ – come ha scritto Barbara Spinelli – e’ quanto di piu’ vecchio si possa immaginare: “un partito che si presenta alle urne e poi decidera’ con chi e con quale programma governera’”. Due giorni dopo Mastella lascia l’Unione e cade il governo. Mentre i papaveri Pd lo invitano al “governo istituzionale” e al “senso di responsabilita’” (sic!), Berlusconi dimostra quel che si era sempre saputo: delle riforme non gliene importa nulla. E viaggia come un treno straniero verso le urne, per capitalizzare il mega-vantaggio dei sondaggi. Correra’ con tutti gli alleati, nessuno escluso, anzi inclusi Mastella e Dini, poi abolira’ le intercettazioni e la liberta’ di stampa. Per il Pd si annuncia una campagna elettorale muta. Non potra’ nominare il conflitto d’interessi, non avendolo risolto nemmeno stavolta. Ne’ potra’ evocare lo spauracchio Berlusconi, avendoci dialogato fino all’altroieri. Se questi sono i professionisti della politica, ridateci i dilettanti.

espresso.repubblica.it/dettaglio/Unione-Brancaleone/1981918/18
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I cannoli di Cuffaro
di Giorgio Bocca

Inquisiti per mille latrocini e soprusi, i nuovi padroni sanno che nello sfascio delle istituzioni possono sempre affidarsi ai grandi avvocati per evitare i castighi e conservare l’appoggio dei clienti che partecipano al loro banchetto. Tre nomi, tre personaggi campeggiano nelle cronache politiche e giudiziarie: Clemente Mastella, Salvatore Cuffaro, Silvio Berlusconi.
Indagati, processati e magari condannati, ma sempre adulati dai loro clienti e complici di questa dittatura morbida che toglie la gioia di vivere a una meta’ degli italiani, ma viene spesso appassionatamente difesa dall’altra meta’. Non resta che prender atto che una meta’ degli italiani, di destra o di sinistra che sia, e’ ormai legata o rassegnata a questa gestione clientelare della cosa pubblica, che vige in tutti gli uffici della pubblica amministrazione, diciamo in questo modo italiano che le clientele politiche e affaristiche hanno di appropriarsi del pubblico denaro.
Il colpo di grazia alla democrazia e’ stato l’applauso del parlamento, in tutti i suoi ordini, a Clemente Mastella, che difendeva se stesso e il suo clan e attaccava la magistratura che si era permessa di ricordargli che la legge e’ uguale per tutti. E quell’applauso spiega come l’attuale classe dirigente politica-manageriale ostenti la piu’ assoluta indifferenza per cio’ che va sotto il nome di pubblica opinione.
Stalin redivivo chiederebbe: “Quante divisioni ha la pubblica opinione?”, che potere ha la pubblica opinione di regolare il consumismo anarcoide, il clientelismo avido, la irresponsabilita’ dei deputati?
Inquisiti per mille latrocini e soprusi, i nuovi padroni sanno che nello sfascio delle istituzioni possono sempre affidarsi agli azzeccagarbugli piu’ abili, ai grandi avvocati per evitare i castighi e per conservare l’appoggio dei clienti che partecipano al loro banchetto. Il male, ora lo vediamo chiaramente, e’ antico, progressivo e a quel che sembra inevitabile. L’immoralismo dei Craxi e degli Andreotti, lodato e rimpianto da una parte sempre maggiore del ceto dirigente, doveva farci prevedere il peggio. Ho assistito anni fa al processo di Giulio Andreotti sul famoso bacio al padrino Riina, cioe’ sui suoi rapporti con la mafia. Rapporti noti e addirittura rivendicati come un merito.
Tutti sapevano che la corrente di Andreotti nella Democrazia cristiana era diretta dai mafiosi Ciancimino e Lima e finanziata dai mafiosi cugini Salvo, a cui il ministro scriveva una lettera pubblicata su tutti i giornali: “Vi accusano perche’ sono invidiosi di voi”. (Ero come cronista al processo, quando arrivo’ da Roma una delegazione democristiana venuta a portare ad Andreotti la solidarieta’ del partito, composta tra gli altri da Casini e Mastella. Passarono tra i nostri banchi salutando, sorridenti, pimpanti, euforici, come se si celebrasse una vittoria della democrazia e non uno degli spettacoli piu’ sordidi e umilianti per la nazione e la sua storia: la tradizionale assoluzione per insufficienza di prove di un potente protetto dallo Stato complice.)
Insieme a Clemente Mastella torna nelle cronache italiche Salvatore Cuffaro, ex presidente della Regione Sicilia. Un tribunale lo ha appena condannato a cinque anni di reclusione per aver avvertito un ‘pezzo da novanta’ siciliano di stare attento ai suoi telefoni, intercettati dai magistrati, ma assolto dall’accusa di complicita’ con la mafia, (una contraddizione in termini spudorata, la stessa usata al processo Andreotti, e il signor Cuffaro, prima di essere costretto a dimettersi, ha festeggiato, offrendo dolci e champagne ai suoi amici.)
Intanto Berlusconi deride e accusa i giudici che lo accusano di aver tentato di corrompere alcuni senatori a vita usando i suoi servi nella televisione di Stato. I capiscuola Bettino Craxi e Giulio Andreotti ci avevano avvertiti, ma noi andiamo avanti verso lo sfascio generale.
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http://www.masadaweb.org

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