Nuovo Masada

gennaio 22, 2008

MASADA 619. 22-1-2998. Crisi

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 9:25 am

Crisi del governo – Protervia papale – La forza non crea il diritto -Il problema dei rifiuti e’ incurabile – Lo smemorato della 194 – Sono tutti complici – La strana coppia Mastella-Ratzinger – Il portalone di Rutelli –

PETIZIONE PER LE DIMISSIONI DI CUFFARO

A: Presidenza Regione Sicilia Con questa petizione i siciliani dimostrano il proprio disappunto in relazione alle mancate dimissioni del Governatore della Sicilia Salvatore Cuffaro, in seguito alla recente condanna di primo grado. In uno stato democratico e legale, e’ inamissibile pensare che alla guida di un’intera regione ci sia qualcuno condannato a 5 anni di reclusione e per di piu’ con l’inibizione dai pubblici uffici. Inoltre la situazione risulta essere ancor piu’ grottesca in relazione alle motivazioni della condanna.

Spett.le Governatore i sottoscritti Le chiedono Gentilmente di presentare Le proprie dimissioni.
www.petitiononline.com/d1i2m3i4/petition.html
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Don Aldo manda:
Mentre tutti si rifiutano di raccogliere rifiuti tossici, c’e’ uno che si distingue per la sua generosita’: Silvio dal cuore grande!
Alla notizia di Mastella Beppe Grillo ha commentato: “Sta avvenendo una raccolta di rifiuti tossici e nocivi da parte di Berlusconi. Saranno riciclati per tornare poi seminuovi in quella discarica, anzi in quella grande oasi tossica e nociva che e’ diventata il Parlamento”.
No Comment!
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Come un cieco sull’orlo di un dirupo
Viviana Vivarelli

Il Governo cade. Mastella innesca la crisi, ma essa era fin dall’inizio, nella debolezza dei numeri, nelle frequenti minacce di crisi da tizi come Mastella o Dini, nei ricatti reciproci sempre piu’ personalistici, nella litigiosita’ dei partecipanti. Mastella ha solo dato il colpo di scure ad un’agonia originaria e Prodi poteva risparmiarsi una fine ingloriosa sulla difesa del peggio, in quell’ovazione iniqua che mortifica loro prima che noi, screditandoli per sempre.
Perde il cdx che ha prodotto le leggi peggiori di 70 anni per arricchire un masnadiero mafioso, perde il csx che rinuncia ai decantati principi storici per appiattirsi sulle bassezze berlusconiane privo di qualsiasi identita’, perde la sx radicale lentissima nel costruire una federazione e acquattata nella difesa di piccole anime individuali, perde la magistratura che per un piatto di lenticchie ha abdicato alla sua autonomia, perde il merito travolto dalle lottizzazioni clientelari sbandierate come prassi lecita, perde il diritto sotto i colpi di una oligarchia sempre piu’ arrogante e anarchica che ha distrutto ogni senso di giustizia, perde anche la religione grazie a una casta clericale proterva e totalitaria che ha fatto anch’essa la sua parte nella distruzione dello Stato e nella propagazione della prepotenza.
Nessuno si occupera’ del tonfo italiano, il mondo ha ben altro cui pensare, la crisi della Borsa, la caduta del dollaro, i cieli di guerra che nuovamente rosseggiano, l’avanzare di colossi come l’India o la Cina, i colpi di coda dei signori del petrolio prima che nuove risorse indichino alle armi dove impiantare nuovi mercati di guerra.
La nostra agonia non interessera’ nessuno. I piccoli italiani diventano anche piu’ piccoli nella crisi di identita’ di un intero paese dove ognuno cerca di emergere egoisticamente colpendo gli altri e dove la lotta egocentrica di tutti contro tutti e’ l’unico esempio diffuso fino alla dissoluzione totale. Nel caos a cui ognuno ha dato una parte si distinguera’ un dittatore, grazie al voto di quelli che non pensano e non sanno e grazie alle astuzie dei piu’ iniqui, che sono sempre la maggioranza.

Qualunque crisi di governo ormai non potra’ aprire che il fondo del fondo. I potenti si scanneranno tra loro e i peggiori faranno transumanze indegne, con compravendite simoniache sulla nostra pelle per conservare i loro privilegi e le loro sacche di impunita’, nel precipitare dell’economia. La mafia fara’ un ulteriore passo avanti e cosi’ la P2 e ogni forma di criminalita’ organizzata che nella politica ha ormai la sua socia in affari. I deboli saranno ancora piu’ deboli e chi sta male stara’ ancora peggio. Tristi tempi si avvicinano, dove la degenerazione del nostro paese sara’ ancora piu’ marcata e il Feudalesimo piu’ vicino. La storia ormai sta girando all’indietro, verso le prepotenze dei baroni nei fumi inquisitori del clero e la miseria dei cafoni, verso guerre di religione e di castella, col popolo cencioso che sta a guardare o e’ assoldato per un tozzo di pane.

In questa scena di dissoluzione Bagnasco continua a polemizzare sul Papa alla Sapienza e Ruini insiste nella lotta alla 194.
Il caos non bastava. Ci voleva la demenza.

Temo che l’appello della Rossanda ai partiti affinche’ diano una grande prova di responsabilita’ sia vana. La Rossanda parla di “passaggio”. E l’Italia partitica sembra, al momento, come il serpente nel momento drammatico della muta che ha perso ogni vecchia identita’ e stenta a ritrovarne una propria. E’ quello il momento in cui le aquile nemiche dei serpenti possono trovare piu’ facile attaccarli. Se la precarieta’ e’ ormai la cifra essenziale del mondo del lavoro, una diversa precarieta’ infama il mondo delle ideologie, travolte ormai da una confusa incertezza su principi e significati. E’ proprio qui che misuriamo la vittoria della bassezza trionfante, nell’omologazione opaca e quasi inconsapevole dei partiti vinti, piegati all’ovazione alla prepotenza, al consenso sugli indulti, al mantenimento della guerra, allo sfruttamento dei miseri, allo spreco incondizionato, alla deriva aristocratica, alla difesa della meschineria, ad sidera, fino alle stelle. Nella desolata terra di morti di ora, Rossanda auspica che proprio questa indefinitezza di contenuti e forme, proprio questo magma indistinto, sia preludio ad una nuova rinascita. Noi non vediamo che l’azzeramento totale di ogni possibilita’ di salvezza, anche se lucidamente nel nuovo che avanza non sembrano esserci che forme ancor piu’ ciniche di compromesso e rapina. Che ancor oggi si spacchi il capello in quattro su invisibili alterita’ e’ ormai privo di senso. E’ stato ammazzato l’uomo. E’ stato ammazzato il diritto. E’ stata ammazzata la democrazia. Col concorso di tutti. Anche delle nostre liti.
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Mastella ora stara’ alzando la posta per il suo passaggio a Berlusconi, prossimo salvatore della patria, come staranno facendo tutti i razziatori come lui, e impedira’ la formazione della “cosa bianca” ovvero quel polo di centro che per un po’ sembrava avrebbe fagocitato i Mastella, i Casini, i Rotondi, i De Gregorio e tutte le altre minutaglie, che ora andranno sfileranno tutte contente da Berlusconi, perche’ Prodi non ha piu’ nulla da offrire, e loro se ne fregano dell’Italia e stanno solo contrattando la nuova posta.
Cuffaro dunque non si dimette, sta torvamente attaccato al suo potere omertoso. la petizione non lo smuovera’ certo, servira’ solo a mostrare che esistono ancora degli italiani.
Ma, potendosi, la petizione la faremmo contro tutti, Bagnasco compreso!
Su Repubblica le dimissioni di Cuffaro sono chieste dall’ 89,7% dei lettori, ma nessun sondaggio o petizione gli fara’ certo cambiare idea. E’ appoggiato dalla mafia, che e’ l’unico partito vincitore in Italia e non ha bisogno di elezioni.
Il fatto gravissimo e’ che le sentenze della magistratura sono acqua fresca da tempo (vedi Dell’Utri o Previti o i 28 condannati in Parlamento), valgono ormai solo se prescrivono il reo nel qual caso sono chiamate assoluzioni!
E cosi’ dobbiamo assistere a questo abominio che una sentenza che ordina l’interdizione dai pubblici uffici non venga applicata, Cuffaro se ne fa un baffo e continua come se nulla fosse, e anzi sarebbe il caso di applaudire anche lui con una ovazione insieme a Mastella visto il livello di bassezza in cui siamo caduti.
In uno stato civile un reo che si rifiuta di lasciare il suo posto dovrebbe essere accompagnato fuori dal palazzo dei Normanni con la forza pubblica.
E in questo casino di che ci si preoccupa? Dei permali del papa!?
Mastella, Cuffaro e Ratzinger. Che trio!
La storia vi accomuma nel peggio.
Tra tutti e tre siete l’esempio della prepotenza egocentrica e illecita che rovina l’Italia!
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La forza non crea il diritto

Lo sapeva gia’ Blaise Pascal, cattolico fervente ma nemico dei soprusi ecclesiastici, quando faceva dire a un prelato a corto di argomenti: «La spunteremo comunque noi, perche’ siamo piu’ numerosi»…
Per chi dice che i docenti dubbiosi erano 4 gatti, avvertiamo che si sono aggiunti ad essi 700 docenti della Sapienza.
(Tra tanti sondaggi dei quotidiani strano che non ce ne fosse uno che chiedeva se l’intervento del papa all’apertura di un anno accademico era congruo e se ha fatto bene il rettore a invitarlo.)
“Ma se davvero il papa tiene tanto al “dialogo” perche’ non accetta un pubblico dibattito tra scienza e fede magari con illustri rappresentanti di altre fedi, islamici, ebraici, protestanti? O filosofi, matematici, fisici? Perche’ ha rifiutato una intervista con Odifreddi? Ma vuole un dibattito serio o un consenso assoluto?
Se una lettera di professori, e alcuni striscioni di studenti, sono stati equiparati a una manifestazione di intolleranza tesa ad impedire l’arrivo del Papa, allora vuol dire, puramente e semplicemente, che le opinioni di chi non si riconosce nelle parole del Pontefice sono davvero mal tollerate, e che l’integralismo e il temporalismo della Chiesa sono diventati soffocanti.”

Silvia Berti – Facolta’ di Scienze Umanistiche – La Sapienza
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.. perche’ nessuno puo’ pretendere un assenso assoluto.
E ancora, quando il papa e’ stato contestato in Olanda o Belgio o Germania, perche’ non ha fatto un appello ai cattolici in Pzza san Pietro? Perche’ si permette di fare questo solo con i cattolici italiani e, quel che e’ peggio, con i politici italiani? Non sembra evidente che c’e’ un forte abuso politico in questo?
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Ringraziamo Korsaro per gran parte del materiale mandato.
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E’ cominciata la caccia all’uomo contro i laici

Il Senato ha bloccato la nomina a presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche del fisico Luciano Maiani. La sua colpa? Aver firmato il documento sul papa.
Gennaro Carotenuto

Tempi duri per i laici, ma anche per milioni di cattolici onesti in Italia. Tempi cosi’ duri da evocare davvero il processo “onesto e giusto” contro Galileo Galilei. Cosi’ duri da evocare le liste di proscrizione dei regimi totalitari. Cosi’ duri da paventare che presto tra i requisiti per accedere alla docenza universitaria potrebbe essere necessario un giuramento di fedelta’ a Benedetto XVI speculare a quello che Benito Mussolini impose l’8 ottobre del 1931[1] ai docenti universitari. Un Benedetto XVI che va subito riconosciuto come innocente (ma magari soddisfatto) rispetto alla voglia di fanatismo, alla voglia di talebanizzazione dei rapporti tra Stato e Chiesa voluta innanzitutto dai cosiddetti atei devoti e teocons. In un’Italia dove non si possono condannare i corrotti, questi hanno trovato un nuovo nemico: il laico. Laico come alieno, laico come grillo parlante, come paria in uno stato che ha scelto una versione confessionalista della laicita’ (si legga l’imprescindibile articolo di Susanna Mancini).
Il caso e’ facilmente riassumibile, ma siccome e’ una cosa cosi’ vergognosa (soprattutto per il parlamento della Repubblica) e insostenibile ne troverete ben poca nozione sui media.
Al prestigioso fisico Luciano Maiani non e’ stata ratificata la nomina a presiedere il CNR proprio perche’ colpevole di essere tra i firmatari della lettera dei 67, con la quale si riteneva inopportuno l’invito a Joseph Ratzinger per l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Universita’ di Roma La Sapienza.
Appena pochi giorni fa il fisico romano Luciano Maiani era stato nominato Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Sulla base dei suoi titoli tutti si erano dichiarati soddisfatti. Restava la ratifica del Senato, un proforma da tenersi ovviamente solo sulla base del curriculum scientifico dello studioso. Ma non e’ andata cosi’: con un dibattito surreale in Senato (leggibile per esteso a questo link) la sua nomina non e’ stata ratificata ed e’ stata chiesta un’audizione del ministro Fabio Mussi. La colpa di Maiani e’ apertamente ammessa: ha firmato la lettera dei 67 e quindi sarebbe incompatibile. Il dibattito in Commissione e’ simbolico dell’Italia di oggi e merita di essere riassunto.
Per il senatore di Forza Italia, Franco Asciutti (per far queste cose si usano apparatnik di seconda fila), alla luce della posizione espressa contro il papa, Maiani sarebbe “incompatibile con un atteggiamento equilibrato e laico”. Prova a difenderlo Andrea Ranieri del PD ma la pezza e’ peggiore del buco: suvvia, Maiani e’ su posizioni moderate, ha firmato si’ la lettera ma solo per il Rettore, non voleva diventasse pubblica. Insomma, per Ranieri Maiani e’ colpevole ma di peccato veniale. In generale gli interventi del PD sono tutti improntati a prudenza e cerchiobottismo. Si rendono conto della pretestuosita’, della gravita’ e della pericolosita’ come precedente, ma preferiscono restare nel mezzo, ribadire la loro condanna dei rei e alla fine far passare uno scandaloso rinvio.
Dopo Ranieri prende la parola Maria Agostina Pellegatta Verde lombarda e finalmente dice una cosa banalmente sensata: “siamo chiamati a giudicare i titoli di Maiani, non le sue opinioni”. Basta cio’ per fare impazzire di rabbia l’italoforzuto Egidio Sterpa. E’ il piu’ noto tra i coinvolti, gia’ ministro in quota PLI durante la prima repubblica, con una condanna in via definitiva per tangenti nel caso Enimont: “abbandono l’aula per protesta contro l’intolleranza”. Amen.
Da li’, se mai ve n’era stato, si perde il lume della ragione. Luca Marconi dell’UDC teme addirittura che Maiani non sia in grado di assicurare la liberta’ d’espressione. Ma e’ Giuseppe Valditara di AN che passa il segno: Maiani deve chiarire la sua posizione per poter valutare se e’ compatibile con l’incarico. Che “chiarire la sua posizione” riecheggi l’abiura chiesta a Galileo non puo’ sfiorare Valditara. Parlano vari altri, ma alla fine la decisione e’ presa, il Senato della Repubblica non ratifica la nomina di Maiani e convoca il Ministro Mussi.
Questo e’ quanto e’ successo in Commissione. Luciano Maiani passera’, prima sotto le forche caudine, poi, a meno di incredibili novita’, come presidente del CNR. Ma il segnale che viene dato al paese e all’Universita’ e’ gravissimo: abbiamo i vostri nomi e possiamo danneggiarvi nella vostra carriera come stiamo facendo con il piu’ potente di voi. In questi giorni centinaia di docenti, ricercatori e precari della ricerca, oltre a migliaia di liberi cittadini stanno firmando due appelli, che trovate qui e qui. E’ di fatto una lista nera. Come fatto in Senato per Maiani chi dice che non possa essere tirata fuori per un concorso universitario o per un posto pubblico?
PS Si passi una chiosa scherzosa a una notizia cosi’ grave. Il piu’ diffuso programma di Voip, Skype, lo avevamo gia’ segnalato qui, ha una funzione aggiuntiva che rende cliccabili i numeri di telefono e sostituisce al prefisso internazionale la bandierina del paese. Con un curioso errore: al prefisso +0039-06 invece di sostituire la bandierina italiana sostituisce quella vaticana, anche nello studio del prof. Maiani (vedi immagine). Sorge un atroce dubbio, e’ Skype che non ha avuto notizia della breccia di Porta Pia o siamo noi che non siamo aggiornati sul ritorno del Papa Re?

[1] G. Boatti, Preferirei di no. Le storie dei dodici professori che si opposero a Mussolini, Torino, Einaudi, 2001.

www.gennarocarotenuto.it/
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La strana coppia: Braveheart Benedetto XVI e Braveheart Mastella
Daniela Rocca

Benedetto XVI non e’ infine andato a parlare alla “Sapienza”; Mastella e’ indagato insieme alla moglie e a quasi tutta l’UDEUR campana. Due notizie che, come lame affilate, tagliano a meta’ un Paese gia’ da tempo in difetto di fiducia nelle istituzioni.
Il Papa ed i suoi piu’ stretti collaboratori, depositari di una tradizione, quella pontificia, nemica giurata del pensiero liberale, usano adesso l’arma del liberalismo per mobilitare le coscienze ain proprio favore. Non si sa, ci si permetta il gioco di parole, con quale voce in capitolo. La tradizione della Chiesa, dai processi per gli eretici alle scomuniche, dal Sillabo all’attacco rivolto contro i diritti civili, non ha nulla a che fare con gli elementi del pensiero liberale, salvo richiamarsi all’aurea figura di Gesu’ nei momenti di crollo della popolarita’ e poi fare, pero’, la faccia feroce quando si arriva allo scontro politico – a quella che un reazionario cattolico di alto profilo, come Donoso Corte’s, chiamava la “gran contienda”. Il cardinale Poletto ha dichiarato che il liberalismo e’ una dottrina erronea. Benedetto XVI ha da parte sua recentemente affermato che non solo il marxismo, ma anche l’Illuminismo, il quale nella genesi del pensiero liberale e nel suo articolarsi costituisce una tappa di basilare importanza, sono dottrine sbagliate e nocive.
Si capira’ dunque quale alto tasso di strumentalita’ contengano le accuse dei cattolici nei confronti di quanti si sono opposti alla visita del papa alla “Sapienza”. Visita che si sarebbe strutturata intorno al discorso del Papa, senza alcun contraddittorio, con al centro la santita’ della dottrina cattolica e la sua capacita’ di abbracciare ecumenicamente ogni altra visione del mondo in nome della Verita’. Parole sante. Errate, ma sante. Provenienti dal Soglio.
Ora, nessuno si sarebbe opposto alla visita del Papa se si fosse configurata come un incontro fra un docente ed altri docenti. Trovateci pero’ voi una universita’ cattolica che accoglierebbe una lezione del capo di un partito laico o comunista senza contraddittorio. Il Papa ha inoltre ultimamente spesso cercato, ancor piu’ dei propri predecessori, di conculcare le liberta’ dei cittadini italiani. La distanza fra la sua dottrina e quella liberale sta tutta in queste poche battute: non si e’ liberali se si cerca di imporre la propria visione del mondo intorno a temi quali aborto, divorzio, convivenza, ricerca, eutanasia, sulla pelle delle persone; il vero liberale lascia invece ad ogni persona la possibilita’ di scegliere. Il cattolico ratzingeriano vuole imporre la non ammissibilita’ delle coppie di fatto o dell’aborto. Nessun liberale, nessun laico vi obblighera’ invece ad abortire.
Dunque Ratzinger, che attualmente e’ a capo di una monarchia assoluta (priva di costituzione), non puo’ essere considerato un latore di istanze liberali, ne’ quindi rivendicare un qualche diritto in nome del liberalismo, ma solo chiedere il rispetto della liberta’ di parola, rispetto che poi si spera venga dal Vaticano tempestivamente ricambiato in canali analoghi.
Resta il fatto che troppi cattolici si ricordano della democrazia a corrente alternata. Per fortuna un geniale giornalista come Mazza (Tg2), gia’ distintosi qualche tempo per aver solennemente profetizzato con aria torva la deriva terroristica del movimento di Grillo, il giorno 15 gennaio alle 13,10 ci ha ricordato che l’Italia dovrebbe vergognarsi per la protesta laica contro il Papa, al pari di come si dovrebbe vergognare per i rifiuti in Campania. E vergognarsi magari dei direttori dei Tg?
L’acclamazione di Benedetto XVI da parte dei giovani universitari (!) di Comunione e Liberazione al paradossale grido di “Liberta’!” – chi ha veramente studiato in una buona e laica universita’ sapra’ certo spiegarsi l’uso, qui, dell’aggettivo «paradossale» – ha poi rivelato un elemento ormai chiaro a molti osservatori da qualche tempo: quest’uomo rappresenta la destra italiana oggi. Sfaldatosi il postfascismo, rientrato il berlusconismo, slegatosi il leghismo, sola rimane sul campo la dottrina reazionaria della Chiesa, sostenuta al minimo cenno da migliaia di parrocchie esentasse e dalla robusta copertura dell’obolo di San Pietro, oltre che dal clima di crociata suscitato, per reazione, dal terrorismo montante negli animi piu’ fragili ed emotivi.
Prendete l’altro eroe emerso in questi giorni: Mastella. Dopo aver minacciato invano una ventina di volte la crisi di governo, cominciava a sentirsi fuori dalla scena. Finalmente indagato, dunque di nuovo protagonista, quali servizi gli hanno mediamente riservato i telegiornali?
All’estero si sarebbe comunicata la notizia e di seguito un breve commento dell’indagato. Qui abbiamo avuto in sequenza: una rapida esposizione del caso; la carrellata di solidarieta’ di quasi tutte le forze politiche, con Vannino Chiti che esorta i giudici a non provocare dei «ritorni indietro», magari stile Tangentopoli, come se la cosa dipendesse da loro e non da chi ruba; l’intervista a Lady Mastella, allo zio del buon Clemente ed agli stupefatti abitanti del feudo ceppalonico, tutti egualmente convinti, chissa’ come mai, dell’innocenza del fresco indagato. In Parlamento, intonando una sorta di “My Way”, il Guardasigilli ha proclamato di sentirsi oggetto di una persecuzione. De Magistris non lo era, lui si’. Non si comprende il motivo, ma, come direbbe Kurt Vonnegut, cosi’ va la vita. Se non altro, capiamo perche’, qualche tempo fa, negli ambienti parlamentari si sollevava con sospetta insistenza il problema delle intercettazioni.
Mastella, piazzato li’ da Prodi per fare il lavoro sporco dell’indulto ed anche per altre spiacevoli evenienze, in quanto politico meno amato a sinistra, ora gioca a fare il capro espiatorio: ruolo nel quale si trova, peraltro, perfettamente a suo agio. Un po’ come il Papa, che fa l’eroe della liberta’ di parola dopo aver gettato fango sul liberalismo, sull’Illuminismo e su decine di diritti dei cittadini di un Paese che fra l’altro non e’ il suo – ne’ anagraficamente, ne’ giuridicamente.
L’Italia e’ il Paese dei santi, dei poeti e dei navigatori. I santi, quelli, non mancano mai; i nostri navigatori, oggi, sono solo piu’ gli appassionati del web; di poeti, tranne Alda Merini, non ne abbiamo piu’. Possiamo sostituirli con la categoria degli eroi. Ne abbiamo due nuovi, che gridano «Liberta’» come Mel Gibson in ceppi verso la fine di “Braveheart”: ammiriamoli nelle loro evoluzioni, sperando pero’ anche nei magistrati e nei docenti con la schiena diritta.

http://http://www.wema.com/art.asp?id=3399
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Lo smemorato della 194

Incredibile ma vero: Giuliano Ferrara fa il suo ingresso trionfale al comitato Valori del Pd
Marco Travaglio

Tutto si puo’ dire del Pd, ma non che sia un partito prevedibile. Pochi dei 3,5 milioni di votanti alle primarie di ottobre potevano immaginare che Walter Veltroni avrebbe discusso la legge sull’aborto con Giuliano Ferrara e che il medesimo Ferrara avrebbe preso parte al comitato Valori del Pd, addirittura invitato a prendervi la parola dal presidente Alfredo Reichlin.
La bizzarra rimpatriata fra ex comunisti – un de’ja’ vu anni Settanta – pareva impensabile ancora pochi giorni prima, quando in un’illuminante intervista alla ‘Stampa’ il supermazziere berlusconian-vaticano aveva gettato la maschera sul movente tutto politico della sua crociata contro l”omicidio’ dell’aborto: “Mi piacerebbe che i promotori di questa iniziativa fossero un ‘cattolico adulto’ come Prodi, una cattolica democratica come la Bindi e una cattolica ex-comunista come la Turco”.
E perche’ non l’amico Silvio, che si dice cattolico a ogni pie’ sospinto? Ecco: la cosiddetta moratoria non riduce gli aborti, ma in compenso getta una questione sensibile come la 194 tra le ruote gia’ storte del Pd. Altrimenti sarebbe partita durante il governo Berlusconi, che ben si guardo’ dallo sfiorare il tema. Anche perche’ la signora Veronica, in una sofferta intervista a Maria Latella, ha raccontato: “Al quinto mese di gravidanza ho saputo che il bambino che aspettavo era malformato e per i due mesi successivi ho cercato di capire, con l’aiuto dei medici, cosa potevo fare, cosa fosse piu’ giusto fare. Al settimo mese sono dolorosamente arrivata alla conclusione di dover abortire” (‘Corriere della sera’, 8 aprile 2005). A sentire Ferrara ultimo modello, la signora – che fra l’altro e’ il suo editore – sarebbe un’omicida. Per nobilitare una campagna tutta politica, l’astuto Ferrara invoca il “diritto alla vita” sancito dalla Dichiarazione dei diritti dell’uomo del 1948 e due “laici perbene, seri e responsabili”: Norberto Bobbio e Pier Paolo Pasolini, che si pronunciarono coraggiosamente contro l’aborto nel 1981 e nel 1975 (quando Ferrara era abortista sfegatato).
Quanto al diritto alla vita, e’ singolare che a farsene paladino sia un ultra’ della guerra in Iraq che sorvola sulle centinaia di migliaia di civili ammazzati e giustifica le torture ad Abu Ghraib e le detenzioni illegali a Guantanamo. Quanto al compianto Bobbio, le annate del ‘Foglio’ sono un florilegio di attacchi al filosofo torinese, dipinto come “papa laico”, “guru azionista”, “moralista” e “giacobino” da strapazzo che “non ha i titoli di profeta e guida della nuova Italia”, “parla e scrive col ditino alzato” e “dovrebbe portare rispetto a se stesso, alla sua complicata storia etica e morale” (18. 5.1996) perche’ “scriveva tremebonde lettere d’amore al Duce” (12.1.1999) e “lusingava Togliatti facendosene lusingare” (17.1.1998). Uno che osa vibrare “pugnalate sicarie” a Berlusconi “con gesti verbali da domatore di circo equestre” e lascia “incustodita la Costituzione, purche’ a manometterla siano gli amici” (13.11.1996). Insomma un tipaccio abituato a “servire non la verita’, ma i suoi rancori personali” e ad “aggiogarsi al carro dei vincitori” (15.9.1999).
Il che, detto da Ferrara a Bobbio, fa gia’ ridere. Mai pero’ quanto Ferrara che fa il suo ingresso trionfale al comitato Valori del Pd.

espresso.repubblica.it/dettaglio/Lo-smemorato-della-194/1974027/18

Sono tutti complici
Camilleri

itaca.netfirms.com/article_3620.shtml
Sono tutti complici. Politici, vigili urbani, camorra: a Napoli si perpetua il principio che il peggio previene un peggio ancor peggiore
Giorgio Bocca

L’Europa civile, il mondo si chiedono increduli, spaventati, che cosa mai succeda a Napoli, la grande citta’ mediterranea di origine e civilta’ greca, carica di storia e di monumenti, oggi sepolta sotto una spessa coltre di immondezza, senza una classe dirigente degna del nome, con una casta di potere divisa tra inutili e vaghi lamenti. Eppure il mistero dei rifiuti di Napoli un mistero non e’: e’ il noto teorema della corruzione, guadagnare il piu’ possibile con il minimo sforzo.
Regna una complicita’ generale, una ditta che tratta rifiuti ferrosi ha fatto ottimi affari scavando buche nelle campagne attorno a Napoli e riempiendole di rifiuti velenosi. I padroni dei terreni non lo sapevano? “Si’”, dicono, “scaricavano le scorie nocive nei nostri terreni. Ma non a 250 euro come si e’ detto, ma a 50. Noi non abbiamo mai capito che seppellissero materiale velenoso, avevamo creduto alla storia che i nostri terreni avevano una natura interessante che doveva essere esaminata. Questo ci diceva il signor Passariello, e per questo permettevamo loro di fare grosse buche”.
Nei campi di Francolise nel Casertano sono state sepolte montagne di rifiuti ferrosi. “Non sapevamo, non avevamo capito”, ripetono i padroni della Italmetalli, che ha scaricato in Campania migliaia di tonnellate di rifiuti e oggi sono latitanti.
Per ottenere un’opportuna vigilanza dei rifiuti occorrerebbe una pubblica vigilanza bene addestrata. Ma i vigili urbani di Napoli hanno sempre rappresentato un problema irresolubile per molte ragioni. La prima e’ che, essendo 4.500, formano un bacino elettorale che ogni politico deve mantenersi buono anche a costo di sopportare i loro ricatti. Una piaga dei vigili e’ la sindacalizzazione e le specializzazioni. Dei 2.550 in servizio, 400 non sono in pratica disponibili perche’ fanno lavori sindacali e non possono essere impiegati lontano da casa. Un vigile, che ha assistito senza muoversi a una rapina, ha subito dichiarato che un vigile non ha “compiti di polizia”. I disponibili ai servizi si sono specializzati in nuclei: per la protezione turistica, per il traffico, per la sorveglianza dei pontili. Ci sono nuclei esentati dall’indossare questa divisa. Nuclei che dovrebbero sorvegliare i tassisti abusivi, che stanno tranquillamente in coda all’aeroporto e davanti all’ingresso degli alberghi. Per anni il nucleo dei trasporti non si e’ accorto che nelle officine dell’azienda comunale gli autobus venivano sistematicamente spogliati e sabotati.
Il principio napoletano secondo cui il peggio rientra nella normalita’, anzi previene un peggio ancor peggiore, produce di continuo i suoi teoremi perversi. E’ tutto un andirivieni di moralismo e permissivismo, di accordi per impedire che si faccia chiarezza, di fieri propositi e di commossi appelli alla legalita’.
I rifiuti occupano le strade perche’ non c’e’ modo piu’ comodo per liberarsene. Nel centro direzionale gli impiegati comunali usano far pulizia gettando dall’alto dei grattacieli cartoni e carte nelle strade. Ci sono quartieri alti, che dal tempo di ‘Le mani sulla citta’’ stanno sull’orlo di frane e burroni in cui la camorra getta i rifiuti. Gli abitanti respirano aria puzzolente, ma non c’e’ rimedio possibile: le immondizie nei precipizi non le raccoglie nessuno, non si raccolgono neppure quelle intorno alla Stazione centrale da cui ogni giorno transitano centinaia di migliaia di viaggiatori.
I rifiuti si accumulano perche’ i soldi per raccoglierli spariscono per mille rivoli, e perche’ la camorra sabota gli impianti di raccolta, fa scioperare i netturbini. C’e’ una localita’ che si chiama Montagna Spaccata, una valletta immersa nel verde e nei fiori. Ne hanno fatta una discarica puzzolente a pochi passi da un castello, la camorra l’ha messa li’ per convincere il proprietario a vendere.
Napoli non cambia mai, ci torni dopo cinque, dopo dieci anni e non e’ cambiato niente, stessa anarchia, stesse alleanze malavitose.
Negli anni ’80 ci fu a Napoli lo scandalo dei farmacisti che gonfiavano le ricette, le moltiplicavano. E non erano pochi gaglioffi, erano centinaia di rispettabili professionisti. Oggi lo scandalo e’ il medesimo, solo che gli hanno trovato un nome nuovo: Ricettopoli.

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Francesco Rutelli in: “Pliz, visit Itali”
video.google.it/videoplay?docid=2287586684576379427&q=rutelli&total=352&start=0&num=10&so=0&type=search&plindex

Chiude il portale Italia.
La notizia e’ facile da riassumere. Nonostante i 45 milioni di Euro stanziati (90 miliardi del vecchio conio), il portalone turistico italia.it voluto da Francesco Rutelli, ammaina bandiera e chiude per manifesta incapacita’ di metterlo online.
E’ un fallimento che al di la’ di ogni altra considerazione sullo spreco di denaro pubblico, e’ simbolico della specificita’ e rivoluzionarieta’ di Internet come medium. Non sono i soldi che fanno il successo di un sito Internet, come accade per il cinema o la tv, e’ la qualita’, lo stare sull’onda, all’avanguardia, quello che conta.
Free software, condivisione, creative commons, social network, partecipazione, non consulenze miliardarie agli amici degli amici. Tra l’altro non si riesce neanche a immaginare come spendere 45 milioni di Euro per un sito Internet. Datene 45.000 di Euro a Dario Caregnato, webmaster di Giornalismo Partecipativo e farebbe sicuramente di meglio.
Bisognerebbe chiedere le dimissioni di Francesco Rutelli, perche’ buttare nella spazzatura 45 milioni di Euro per fare un sito internet e non essere neanche capaci di tenerlo online, dimostra come minimo l’inadeguatezza culturale del ministro e dei collaboratori che si e’ scelto. Un vero disastro, una catastrofe che segna una stagione, un governo e una legislatura. Questo paese non innovera’ mai con i pellegrinaggi a San Pietro e i Papa Day, ma solo con una classe dirigente completamente nuova. Diranno che e’ demagogico, populista, qualunquista chiedere le dimissioni di Francesco Rutelli (e con Clemente Mastella saltato e Alfonso Pecoraro Scanio giustamente sulla graticola, sarebbe troppo anche per un governo dalle sette vite come quello di Romano Prodi), ma e’ innanzitutto doveroso. Rutelli non sei all’altezza. Torna a casa!
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Ridiamaro

Contro ogni Dell’Utri che ha venduto l’Italia alla mafia con l’aiuto di un attore chiamato Berlusconi, contro ogni Andreotti che vendette la Sicilia alla mafia molto prima che la mafia si impossessasse di tutta l’Italia, contro ogni Cuffaro che un partito che si dice cristiano ha osannato come un santo,contro ogni Mastella che siciliano non e’ a mafioso non e’ ma si comporta come della mafia siciliana, contro tutti coloro che stano svendendo il paese alla criminalita’ organizzata e a quella politica
sentitevi questo brano di Ficarra e Picone
“Io sono fiero di essere siciliano”

www.youtube.com/watch?v=16mtRhQSFGE
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Il manifesto
Quattro soluzioni per il rebus-rifiuti

Il piano del governo non risolve nulla, ma «ricicla» solo vecchie ricette che hanno fallito. Con il rischio che tutto finisca in ordine pubblico. Invece una via d’uscita e’ possibile.
Guido Viale

E’difficile aspettarsi un risultato dal piano del governo per i rifiuti della Campania. Perche’ in quel piano non c’e’ niente di nuovo. I punti «qualificanti» sono: 1) Raccolta differenziata. E’ una prescrizione gia’ contenuta in una legge dello stato del 1997, che i commissari non hanno mai attuato.
Il piano non indica le misure per cui questa volta dovrebbe riuscire, ma solo scadenze per il suo avvio. 2) Conferimento ad altre regioni «volonterose » delle centomila e piu’ tonnellate di rifiuti che ingombrano le strade campane. Anche questo e’ gia’ stato chiesto e fatto in altri periodi. E’ ovvio che in mancanza di garanzie che la storia non abbia a ripetersi le difficolta’ frapposte dalle altre regioni crescono. 3) Utilizzo immediato di quattro discariche – o cinque, se verra’ inclusa Pianura – gia’ indicate dal precedente commissario Bertolaso e tre delle quali sono gia’ state oggetto di mobilitazioni popolari contro la loro apertura; perche’ sature o in siti inadatti. Non risulta che Regione, Province o commissari abbiano mai effettuato una mappatura del territorio campano per individuare siti compatibili con questa funzione. Si e’ sempre cercato di utilizzare i siti gia’ compromessi (gravando su popolazioni la cui salute e’ stata distrutta da queste servitu’), nonostante che indicazioni su siti adatti dal punto di vista geologico e idrologico siano state a suo tempo fornite a Bertolaso da alcuni geologi che queste indagini le avevano svolte per proprio conto. 4) Apertura «nel medio termine» di tre inceneritori: sono quello di Acerra, in costruzione da quattro anni e in programma da dieci, che non sara’ pronto prima del 2009 e quello di Santa Maria la Fossa, a soli quindici chilometri dal primo (anch’esso in programma da dieci anni). Anche qui vale il principio di insediare gli impianti piu’ inquinanti nei territori piu’ compromessi; con l’aggravante che in questo caso la decisione sui siti e’ stata delegata all’impresa aggiudicataria della costruzione e della gestione degli impianti.
Il terzo inceneritore verra’ localizzato a Salerno, citta’ il cui sindaco si e’ da tempo dichiarato disponibile a ospitarlo, anche se il sito non e’ stato ancora indicato e la mobilitazione popolare contro questa decisione sta gia’ montando. Ma l’apertura dei due nuovi inceneritori, posto che si facciano, non potra’ avvenire prima di tre-quattro anni. E nel frattempo?
Ridurre, riciclare, recuperare, smaltire. Nulla dice il piano del governo circa i cinque milioni di «ecoballe» accumulate ai piedi dei sette impianti di tritovagliatura (i cosiddetti Cdr) e infarcite di rifiuti tossici infilati piu’ o meno clandestinamente dalla camorra. Tutti i Cdr sono attualmente fermi; per guasti tecnici, o per decreto della magistratura, o per mancanza di spazio dove stoccare la «produzione». Si tratta di un’altra ecobomba di dimensioni planetarie, che se venisse smaltita nel megainceneritore di Acerra, se entrera’ in funzione, lo terrebbe occupato per non meno di 5-7 anni, mentre in attesa dei nuovi inceneritori si accumulera’ un numero quasi uguale di altre ecoballe. Che cosa bisogna fare, allora? Bisogna attuare in modo drastico le priorita’ dell’Ue, della normativa nazionale e di quella regionale.
Primo: ridurre; secondo: riciclare; terzo: recuperare solo quello che non e’ possibile riciclare; quarto: smaltire solo quello che non e’ in alcun modo recuperabile. E in emergenza queste regole vanno attuate con misure straordinarie.
Ridurre: ogni giorno la Campania produce 6-7000 tonnellate di nuovi rifiuti urbani. Anche se altre regioni italiane accetteranno di assorbire quelli ammonticchiati per le
strade, tra quindici giorni saremo punto a capo. Tra un mese e mezzo sara’ stata riempita completamente la discarica di Serre – l’unica oggi aperta in Campania – e per aprirne altre il commissario si sentira’ autorizzato a usare gli stessi sistemi adottati a Genova.
Il 40% in peso di quei rifiuti e’ composto da imballaggi; un altro 10% da altri prodotti usa e getta. Si tratta in massima parte di vetro, plastica, carta e cartone, che in volume
occupano in discarica oltre il 60 e nei cassonetti fino al 90% dello spazio disponibile. Il resto e’ composto quasi esclusivamente da materiale organico (avanzi di cucina), inerti e rifiuti ingombranti (mobili e elettrodomestici depositati accanto ai cumuli di rifiuti perche’ non ci sono centri e servizi di raccolta ad hoc). Bisogna fermare questo flusso. Se si allaga la casa, prima di asciugare il pavimento e strizzare gli strofinacci occorre chiudere i rubinetti. E la Campania e’ «allagata» dai rifiuti.
Ma come fare? Va proibita la vendita dei prodotti usa e getta fino al lontano ritorno a una lontana «normalita’». Per lo meno di quelli piu’ ingombranti: i pannolini possono
essere sostituiti con prodotti lavabili di concezione moderna: sono piu’ economici e igienici per chi li usa e molto meno costosi per chi li deve smaltire. Un comune li puo’ addirittura regalare a chi ne ha bisogno – come si comincia fare a Reggio Emilia e in altre citta’ – con la sicurezza di risparmiare sullo smaltimento.
Lo stesso vale per le stoviglie usa e getta. I comuni devono proibirle emettere a disposizione – a pagamento – di chi le usa abitualmente, cioe’mense e fast food, servizi mobili di lavaggio: si possono organizzare in pochi giorni, in attesa che le utenze si dotino delle necessarie strutture. Vanno bloccati all’uscita dalla catena distributiva tutte le bibite in vuoti a perdere, acqua minerale compresa, se non nei territori dove l’acqua del rubinetto non e’ potabile. E’meglio questo «sacrificio» o continuare a vivere tra cumuli di rifiuti? Vanno eliminati gli imballaggi superflui, in attesa che i distributori si dotino di servizi logistici in grado di garantire l’utilizzo esclusivo di vuoti a rendere e di dispenser per la vendita di prodotti sfusi, come ormai fanno molte catene distributive nel nord e nel centro Europa, ma anche alcune catene italiane.
Ma che cosa si puo’ fare nell’immediato? Si devono spacchettare alle casse dei supermercati e ai banchi dei negozi i prodotti acquistati, in modo che gli imballaggi superflui vengano immediatamente convogliati verso gli impianti di riciclaggio. A Natale, con la campagna «Disimballiamoci» Legambiente aiuta i consumatori volenterosi a sbarazzarsi degli imballaggi superflui presidiando con i suoi volontari le uscite dei supermercati. In Campania la stessa cosa va resa obbligatoria, impegnando in questa funzione alcune migliaia dei lavoratori finora addetti a una inesistente raccolta differenziata. E spiegando alla popolazione che questo e’ l’unico modo per liberarsi dai cumuli di rifiuti sotto casa e dalla necessita’ di aprire ogni giorno nuove discariche. Naturalmente per farlo ci vuole personale formato (rapidamente), consultato e aggiornato (quotidianamente) per avere il polso delle risposte della popolazione.
Uscire dalla monnezza non e’ utopia. E’ una proposta folle? Puo’ sembrare.Ma e’ piu’ folle questa proposta o il comportamento di governatori, amministratori e commissari che per 14 anni hanno lasciato incancrenire la situazione fino a questo punto? D’altronde e’ una proposta che va nella direzione in cui simuove un numero crescente di amministrazioni nei contesti piu’ «civili» dell’Europa e degli Stati Uniti: dalla Silicon Valley al Canada, dall’Austria all’Olanda, dalla Germania alla Nuova Zelanda. Napoli e la Campania potrebbero approfittare dell’emergenza per superare in un colpo solo il gap tra la posizioneinfima che occupano oggi e i primi posti a livello mondiale. Esattamente come12 anni fa Milano, sommersa dai rifiuti, aveva saputo superare l’emergenza mettendo a punto in pochi mesi un modello poi ripreso da molte citta’ europee.
Anche la raccolta differenziata (per la quale la legge prescrive l’obiettivo del 65% entro cinque anni), se da un lato si avvantaggerebbe molto di poter operare su flussi di rifiuti gia’ liberati dalla maggior parte degli imballaggi superflui e dei prodotti usa e getta, richiede comunque una mobilitazione straordinaria che i comuni che hanno gia’ raggiunto questo obiettivo ben conoscono. La raccolta deve essere fatta porta a porta; il personale che la fa deve essere formato e investito di una responsabilita’ che richiede una elevata professionalita’: quella di imparare a conoscere il territorio attraverso i rifiuti prodotti; di dialogare con la popolazione; di individuare i problemi e proporre soluzioni. L’addetto alla raccolta differenziata porta a porta non e’ piu’ un facchino ma un lavoratore front-line.
Serve un grande lavoro con la persone, ma i risultati poi arrivano: non c’e’ un solo abitante dei comuni che fanno bene la raccolta differenziata che vorrebbe tornare indietro. Naturalmente ci vogliono impianti per trattare le frazioni raccolte. Nell’immediato si potra’ ricorrere ad altre regioni, che riceveranno i materiali riciclabili della Campania piu’ volentieri dei suoi rifiuti indifferenziati.Mabisognera’ individuare in fretta i siti e costruire gli impianti – soprattutto quelli di compostaggio – nella regione. Possono essere accolti meglio di una discarica o di un inceneritore. In fin dei conti si tratta di fare un patto con la popolazione: meno impianti inquinanti di smaltimento finale in cambio di piu’ impegno nel ridurre e riciclare i rifiuti. Infine, molta parte del territorio campano dispone di condizioni adeguate per promuovere il compostaggio domestico, magari distribuendo gratuitamente compostatori, istruzioni per l’uso e assistenza tecnica continua a chi vuole provarci e riducendo cosi’ in misura consistente il conferimento di rifiuto organico.
Se l’obiettivo del 65% verra’ raggiunto, quando saranno pronti (se saranno pronti) i due nuovi inceneritori, i rifiuti campani da smaltire si saranno ridotti a un terzo di quelli
attuali; e se sara’ attivata una politica drastica di riduzione, come quella proposta qui, a molto meno di un quarto. Il «combustibile derivato dai rifiuti» prodotto da un impianto
a norma e’meno della meta’ del materiale immesso: cioe’ la meta’ della capacita’ dell’inceneritore di Acerra. E a quel punto, a che cosa serviranno gli altri due inceneritori? Si rischiera’, in Campania come in tutta Italia, di ritrovarsi nella situazione della Germania, che, dopo aver avviato una vera raccolta differenziata si ritrova con un eccesso di capacita’ di smaltimento, cioe’ di inceneritori e di discariche. E’ per questo infatti che la Germania accoglie cosi’ volentieri i rifiuti campani: per tenere in funzione impianti che altrimenti non potrebbero ammortizzare. Se invece non si ritiene perseguibile l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata, perche’ e’ stata fatta una legge che prescrive quest’obiettivo, confermando un’analoga norma del governo Berlusconi, che fissava l’obiettivo al 60% al 2011? Resta il problema delle bombe ecologiche di cui il piano del governo non si occupa: i milioni di tonnellate di rifiuti tossici nascosti in discariche, clandestine e non, e i milioni di ecoballe che a norma di legge non potranno essere affidate a nessun inceneritore. Qui e’ improcrastinabile un piano di bonifica di ampio respiro e di portata nazionale, soprattutto per la quantita’ di risorse sia finanziarie che tecniche e umane da mobilitare. Costera’ sicuramente molto di piu’ dei due miliardi di euro che il commissario ha sperperato nel corso di quindici anni e dovra’ essere messo a carico delle finanze dell’intero paese. Perche’ la’, nelle fosse, nelle cave, nei pascoli e nelle discariche di tanta parte della Campania – e verosimilmente della Calabria e della Puglia – sono seppelliti i rifiuti di cui si e’ liberato a basso costo per decenni tutto il sistema industriale del paese. Ed e’ giusto che a pagare sia tutto il paese.
..
Mondezza, dalle discariche agli inceneritori, dalla padella alla brace
Paolo De Gregorio

Torno sul problema termovalorizzatori perche’ mercoledi’ prossimo si votera’ una mozione di sfiducia contro il ministro Pecoraro Scanio, reo di aver ostacolato la realizzazione di termovalorizzatori in Campania, e dunque responsabile del disastro dei rifiuti.
Praticamente il governo Prodi puo’ cadere su una difesa di principio dell’ambiente, della salute e del risparmio di estrazione di materie prime.
Una cosa pero’ occorre dire, la situazione sul campo e’ drammatica. La politica delle discariche e delle ecoballe da decenni ha nuociuto all’ambiente e alla salute degli abitanti, aggravata dai sotterramenti clandestini di rifiuti speciali provenienti dal nord Italia che hanno inquinato terra e falde acquifere, e la percezione delle popolazioni e’ quella che la scelta strategica dei termovalorizzatori sia il male minore.
Perche’ di questo si tratta: il governo deve avere una strategia per i rifiuti, e visto che qui abbiamo una emergenza che dura da 20 anni, il ministro Pecoraro doveva intervenire appena insediato con un proprio piano nazionale chiaro e coerente, prima che i sacchetti di immondizia cominciassero a bruciare per le strade.
Per i rifiuti ci sono solo due strade: o li bruci nei termovalorizzatori, magari quelli di ultima generazione, producendo oltre all’energia elettrica anche quantita’ enormi di Co2 e di rilascio di calore (tenendo presente che bruciano 24 ore su 24 a mille gradi di temperatura), e c’e’ il problema di stoccaggio delle ceneri tossiche (oltre il 20%) e quindi in un ordine di grandezza di migliaia di tonnellate al giorno che dovranno essere movimentate verso? (..l’ignoto), oppure scegli di organizzare scientificamente la raccolta differenziata totale.
La vera responsabilita’ di Pecoraro e’ quella di non aver decretato, legiferato, organizzato questa scelta strategica, che doveva essere spiegata in termini piu’ generali, poiche’ la diminuzione di produzione Co2 e’ uno degli obblighi sottoscritti dall’Italia nel Trattato di Kyoto, e una politica del trattamento rifiuti, una volta abbandonate le discariche, non puo’ essere quella di accendere inceneritori in tutta Italia.
La raccolta differenziata e’ una scelta strategica nazionale che deve comprendere la abolizione della tassa sui rifiuti, deve costruire collaborazione con i cittadini, la vendita alle imprese di carta, plastica, vetro, ferro, e la utilizzazione dell’umido per fertilizzanti (da affidare ai lombrichi) o per biogas.
Questa scelta ha bisogno solo di regole e organizzazione, ha bisogno di manodopera semplice che ritiri questo materiale porta a porta. Sparirebbero quegli orrendi cassonetti dalle strade, e i rifiuti non sarebbero piu’ un affare per le ecomafie, l’ambiente non avrebbe alcun danno, anzi, le materie prime riciclate sarebbero un grande risparmio per l’ecosistema.
Ogni Comune dovrebbe organizzare lo smaltimento differenziato in maniera proporzionale alla sua produzione di rifiuti, nessun Tir deve piu’ lasciare le zone industriali per inquinare terreni, nessun treno deve partire al sud per la Germania carico di monnezza.
Pecoraro Scanio questo doveva spiegare e organizzare. non e’ stato all’altezza, il governo Prodi non lo ha aiutato e per Prodi la politica dei termovalorizzatori e’ giusta.
Sarebbe opportuno gridare che la scelta strategica delle raccolta “differenziata totale” puo’ partire subito, mentre la scelta dei termovalorizzatori richiede anni, decine di miliardi di spesa e anche Roma e Firenze rischiano di rimanere sommerse dai rifiuti.
Personalmente faccio la raccolta differenziata al 100% e ho notato che l’umido e’ una piccola frazione rispetto al secco e quindi potrebbe essere ritirato ogni due giorni. Faccio notare che da subito, anche senza aspettare impianti adeguati, se solo si separasse l’umido dal secco, quest’ultimo che costituisce la maggior parte del rifiuto potrebbe essere lasciato anche all’aperto perche’ non puzza, non rilascia percolato, non ha bisogno di isolamento del terreno.
Se si sceglie la strada dei termovalorizzatori che ingoiano tutto, e saranno in mano ai privati che inceneriscono per un tot a tonnellata, la differenziata e il riciclo diventeranno impossibili.
..
Tubal

Ho visto cose che voi alieni non avete mai visto!
Ho visto politici essere condannati alle patrie galere che restavano impunemente al loro posto di Senatori o di Presidenti di Regione.
Ho visto potenti che nominavano Primari ospedalieri i loro amici e non i medici migliori.
Ho visto questi potenti farsi curare non dai loro amici ma in costosissime cliniche private all’estero.
In questi ospedali ho visto bambini morire di tonsillite e ho visto gli stessi politici di prima che denunciavano la “Malasanita’”.
Ho visto i padri di questi bambini assassinati pagare lo stipendio a quei politici in modo che questi potessero curarsi in ospedali migliori di quelli che hanno ucciso i figli di chi li paga.
Ho visto medici onesti che lavoravano con passione per salvare vite umane.
Mi sono sentito offeso io per loro.
Ho visto Magistrati che denunciavano questa vergogna finire morti ammazzati o azzannati da tutti la politicaglia del paese.
Ho visto politici divorziati, conviventi e puttanieri pontificare sulla sacralita’ del matrimonio.
Ho visto industriali piangere per le troppe tasse mentre ne evadevano due terzi.
Ho visto operai morti sul lavoro che venivano accusati di negligenza dai padroni.
Ho visto le corone di fiori di quei padroni portate sfacciatamente ai funerali degli operai negligenti.
Ho visto capi di governo manipolare l’informazione per avere piu’ elettori.
Ho visto questi elettori che se ne sbattevano le palle di essere manipolati.
Ho visto capi dell’opposizione che una volta al governo non hanno fatto nulla perche’ cio’ non si ripetesse.
Ho visto Papi e Cardinali scagliarsi contro gli omosessuali mentre paravano il culo a centinaia di preti pedofili.
Ho sentito Papi annunciare la sacralita’ della vita e poi li ho visti finanziare di nascosto dittatori fascisti che facevano scorrere fiumi di sangue.
Ho visto montagne di spazzatura per le strade della Campania e tonnellate di rifiuti tossici del nord Italia sepolti sotto di esse.
Ho visto uomini pagati per raccoglierle che non lo facevano e amministratori che si intascavano i soldi da usare per smaltirle.
Ho visto industriali del nord vantarsi della propria efficienza nello smaltir rifiuti che bruciavano scorie tossiche nei forni delle acciaierie facendone respirare i fumi ai loro operai che continuavano a morire di negligenza.
Ho visto questi operai ammalarsi di silicosi, asbestosi e cancro ai polmoni e li ho visti lavorare fino a sessantanni perche’ gli industriali chiedevano ai loro operai negligenti un piccolo sacrificio per la nazione.
Ho visto un Papa condannare la scienza e poi ho visto che voleva inaugurare l’anno accademico della scienza.
Ho visto uomini aggrapparsi alla Scienza quando sono di fronte alla morte e nello stesso tempo li ho sentiti dare ragione al Papa.
Ho visto operai nelle autostrade a reclamare diritti e salari e i loro rappresentanti li ho visti svendere diritti e salari nelle stanze di Palazzo.
Ho visto senatori disposti a cambiare sponda politica in cambio di un lavoro in Tv per la loro amante soubrette.
Ho visto amanti soubrette chiedere lavoro in Tv in cambio del loro silenzio.
Ho visto puttane fare i politici e ho visto politici che facevano le puttane.
Ho visto comici fare politica e politici che facevano in comici.
Ho visto la Tv trasformare assassini in martiri e martiri in assassini.
Ho visto giovani studiare fino a trentanni per lavorare in call center e gente che non ha mai studiato dirigere la nazione.
Ho visto fuggire dall’Italia i migliori cervelli laureati e mi sono chiesto:
“Ma allora quelli che restano chi cazzo sono?”
Ho sentito quelli che restano e che non lavorano rispondermi:
”Siamo quelli che non hanno amici a Ceppaloni!”
Ho visto capi della Polizia rimossi dal loro incarico essere promossi in grado e competenze.
Ho visto telegiornali che non parlavano altro che di morti ammazzati mentre le statistiche davano la criminalita’ in diminuzione.
Ho visto ricchi diventare sempre piu’ ricchi e poveri sempre piu’ miseri.
Ho visto il capo degli industriali lamentarsi che l’assenteismo dal lavoro costa l’un per cento del PIL dimenticando che la loro evasione fiscale costa il venti per cento del PIL.
Ho visto banche truffare milioni di risparmiatori e ho visto il popolo incazzarsi con i lavavetri.
Ho visto investitori Parmalat diventare lavavetri.
Ho visto lavavetri che facendo i “prestanome” compravano mezza Italia.
Ho visto che uno puo’ rubare i risparmi a milioni di poveracci senza fare un giorno di galera.
Ho visto le galere piene di poveracci che non potevano permettersi l’avvocato Taormina.
Ho visto l’avvocato Taormina, ma me avrei fatto volentieri a meno.
Ho visto la Tv dedicare ad un capo mafia uno sceneggiato a puntate e ho visto le sue vittime che venivano dimenticate dallo Stato.
Ma la cosa che piu’ mi ha fatto riflettere e’ stato vedere folle di disperati attraversare il mare a bordo di carrette per andare a vivere in Italia.
Ho visto molti di questi disperati sfruttati da padroni senza scrupoli che li fanno lavorare in nero e sottopagati.
Ho visto molti di questi cadere dalle impalcature essere trascinati morti fuori dal cantiere.
Ho visto i figli di questi non avere diritto all’asilo e all’istruzione.
Allora mi sono chiesto:
“Ma se in Italia la vita e’ cosi’, come deve essere da loro se sono disposti a subire tutto cio’?”.
I terrestri sono incredibilmente crudeli.
Per questo, a conclusione del mio viaggio sulla terra, ne sconsiglio vivamente l’invasione.
La razza umana e’ troppo furba, crudele e vigliacca per essere battuta.
Ci farebbero a pezzettini e ci butterebbero negli scarichi dei loro cessi.
Finiremmo sepolti da montagne di merda e spazzatura.
Prima di tornare nel nostro pianeta, avrei voluto fare un regalo a questi poveri terrestri portandomi via l’umano cui ho preso a prestito il corpo …
Non sono riuscito a farcelo stare nell’astronave.
Portero’ via qualche tonnellata di spazzatura.

Esploratore Cosmico
Tubalastro
www.controcorrentesatirica.com
..
www.youtube.com/watch?v=fUSoI26-qgQ

Tears for Fears

Sowing the seeds of love

High time we made a stand and shook up the views of the common man
And the lovetrain rides from coast to coast
D.J.’s the man we love the most
Could you be, could you be squeaky clean
And smash any hope of democracy?
As the headline says you’re free to choose
There’s egg on your face and mud on your shoes
One of these days they’re gonna call it the blues
Sowing the seeds of love
The seeds of love
Sowing the seeds

I spy tears in their eyes
They look to the skies for some kind of divine intervention
Food goes to waste!
So nice to eat, so nice to taste
Politician Grannie with your high ideals
Have you no idea how the Majority feels?
So without love and a promised land
We’re fools to the rules of a Government plan
Kick out the Style! Bring back the Jam!

Sowing the seeds of love
The seeds of love
Sowing the seeds…
Sowing the seeds
The Birds and the Bees
My Girlfriend and Me in Love

Feel the Pain
Talk about it
If you’re a worried man – then shout about it
Open hearts – feel about it
Open minds – think about it
Everyone – read about it
Everyone – scream about it
Everyone
Everyone – read about it, read about it
Read it in the books in the crannies and the nooks there books to read

(Mr England Sowing the Seeds of Love)

Time to eat all your words
Swallow your pride
Open your eyes

High time we made a stand and shook up the views of the common
man
And the lovetrain rides from coast to coast
Every minute of every hour – ”I Love a Sunflower”
And I believe in loverpower, LovePower, LovePower!!!

Sowing the Seeds
An end to need
And the Politics of Greed
With Love..

..

http://www.masadaweb.org

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