Nuovo Masada

Gennaio 21, 2008

MASADA n. 618. 20-1-2008. Incaprettati

Archiviato in: Masada — MasadaAdmin @ 9:06 am

Mafia al potere- Il crollo dell’informazione- Tra zio Clemente e zio Toto’ – Conferenza di Travaglio sull’informazione in Italia – Sul procuratore Maffei

Lottizzazione clientelare
Viviana Vivarelli

Dunque dobbiamo prendere atto di una cosa: non c’è più alcuna differenza tra Mastella, Cuffaro o Riina. Oggi la mafia non uccide e il sistema criminale e’ lo stesso del sistema politico. Lo si pretende a prescindere!
La mafia politica vuol essere uguale alla mafia criminale.
Siamo addirittura peggiorati dalla prima tangentopoli. Allora chi voleva fare qualcosa nel mondo del lavoro pagava in mazzette illecite politici corrotti ed era perseguito come criminale. Oggi i criminali al potere pretendono di imporre come legale un sistema di distribuzione di vantaggi in cambio di appoggio politico. La lottizzazione delle cariche e del lavoro e’ proclamata “pratica democratica” e il suo eroe, Mastella, osannato con l’ovazione di tutto il Parlamento, sinistre comprese!
Al tempo di B i giornali di sx si riempirono la bocca attaccando le sue lottizzazioni. Ma la sx al potere non fece diversamente e i giornali di dx ebbero buon gioco nel ripetere le stesse accuse. Ricordo benissimo i titoli.
Tra quelli che attaccavano con violenza l’occupazione di cariche e la distribuzione di posti in cambio di voti, c’era la Lega, pervasa da sacro fuoco quand’ancora difendeva i diritti della gente. Ricordo Bossi quando tuonava contro l’assistenzialismo parassitario del sud, il clientelismo e la spartizione delle poltrone… Il fulcro della Lega era appunto questo. Una rivendicazione etica di democrazia, giustizia e liberta’.

Ma domenica abbiamo dovuto sentire Maroni, il migliore dei leghisti, dichiarare serenamente a Telecamere che la politica “deve” fare le lottizzazioni clientelari perche’ amministrare “e’ appunto questo”. Un’inversione totale di marcia. Ogni politico eletto, secondo Maroni, “ha pieno diritto” a mettere nei vari incarichi persone di sua fiducia. “Che c’e’ di strano? Che c’e’ di scorretto? Ci mancherebbe!”
Noi la chiamiamo “corruzione”, estorsione del voto dei cittadini (che dovrebbe essere libero) in cambio di favori. Loro la chiamano politica. L’Udeur sarebbe dunque innocente perche’ si limita a far politica. Come tutti.
La stranezza che non capiamo e’ perche’, allora, i Magistrati insistano a chiamare questa prassi generalizzata e lecita: “associazione a delinquere finalizzata alla concussione”, ovvero banda di criminali che perpetua l’estorsione obbligando all’appoggio politico in cambio di un posto di lavoro o di un incarico, e parlano anche di “truffa ai danni dello Stato”?
C’e’ qualcosa che non va nella comunanza dei termini. Forse il concetto del diritto penale e’ alquanto vago nella mente di lorsignori? O forse il diritto penale e’ solo ad uso dei cafoni e non tocca le alte rendite?
Pensiamo ad un primario di ospedale, a un chirurgo, al direttore di una banca, il geometra di un comune, l’appaltatore di una strada, il costruttore di una scuola, il gestore di un incineritore, il direttore di una ASL, il ricercatore che chiede una borsa di studio… davvero noi vogliamo che quei lavori o quegli incarichi siano concessi come favore politico magari a un incapace, un mafioso, un corrotto, un parente, uno che ha guai con la giustizia ma che e’ amico di un potente? Davvero come referenza del pediatra di mio figlio o del giudice nel mio processo o del costruttore del mio inceneritore io saro’ contento di sapere che non e’ preparato e capace ma e’ “amico di…”? Davvero giustizia e civilta’ esigono questo? Ed e’ questo e’ il sistema migliore di amministrare un paese? Maroni, scendi in terra!
Questa e’ una tangentopoli di Stato. Peggio della prima. Ed e’ esattamente il motivo per cui tanti sciagurati o incompetenti dirigono la cosa pubblica o ricoprono incarichi o fanno lavori per cui non hanno merito o capacita’ o onesta’, ma solo amicizia politica. E fanno andare in malora la sanita’, l’universita’, le strade, gli inceneritori, gli ospedali, i treni…l’intero paese che non funziona e si sfascia. Per favorire i politici!! Per favorire una casta, che nessuno eleggerebbe se non ci fosse un elettorato obbligato, asservito alla compravendita di favori, non libero, in una simonia del potere.
E’ chiaro che piu’ la classe che comanda sara’ inetta e corrotta, piu’ nessuno la voterebbe se fosse sano di mente, e solo questo sistema incrociato di scambi di favori la tiene rigidamente al potere, cosi’ che il suo malcostume inchioda l’intero paese al peggio e lo perpetua. Perche’ “ognuno tiene famiglia”. E cosi’ si spiegano i 61 seggi su 61 a FI in Sicilia o la rielezione di Bassolino in Campania. Ma questo e’ esattamente un sistema mafioso. E Maroni dovrebbe pensarci! Non serve attaccare il Sud e la mafia se poi se ne copiano i modi.
Possibile che nessuno riesca a dire che la democrazia e’ il libero voto dei cittadini che liberamente scelgono i loro amministratori in base alle loro qualita’ e capacita’ e non in virtu’ di cio’ che riescono a mercanteggiare? Possibile che nessuno riesca a capire che la democrazia e’ diritto di avere le persone giuste nei posti giuste per un migliore funzionamento dello Stato e di essere scelti, premiati, assunti.. per meriti e non per aderenze politiche, in una fitta rete di scambi sporchi a vantaggio di qualcuno e a fallimento di tutti? Questo non e’ un sistema democratico! E’ un sistema mafioso, dove la democrazia, il diritto, l’efficienza, il merito, la capacita’ vengono completamente stritolati.

La lottizzazione clientelare e’ un sistema feroce. 12 capi-partito decidono tutto. Hanno scippato la sovranita’ popolare con liste prefabbricate, rifiutando liste civiche e candidature dal basso. Costringono a votare candidati fissi, coartando la libera scelta degli elettori. Ficcano in lista amici e parenti, mogli e amanti, fratelli e avvocati, mafiosi e condannati, corrotti e omologati. Spartiscono le liste tra 2 coalizione intercambiabili, per cui la democrazia scade nell’alternanza tra due capi coalizione, come il pessimo sistema americano che premia i magnati o chi ha l’appoggio dei maggiori gruppi di potere economico.
Chi vince spartisce tutto, l’eletto distribuisce i ministeri secondo il peso elettorale o la capacita’ predatoria e ricattatoria dei vari capetti (vd Mastella). Dopodiche’ si scatena la lottizzazione clientelare di tutto l’esistente, non solo per partiti ma per correnti.
E’ la spartizione per bande.
I gruppi dirigenti (Stato, Regioni, Province, Comuni) decidono tutto, dai vertici delle ASL fino all’ultimo posto di spazzino. La lottizzazione clientelare non risparmia nessuno. Direttori di banca, primari, docenti, geometri, capi delle ASL… si sceglie per appartenenza politica. Le assunzioni clientelari stanno in una piramide di raccomandazioni, promozioni, concorsi, corsie preferenziali… Tutto e’ rigidamente deciso della politica, esattamente come fa la mafia: il boss, il capo mandamento, il capo bastone, il picciotto…
E’ un enorme sistema mafioso che stritola il paese, dove la tessera di partito, l’ubbidienza alla corrente, la promessa elettorale.. valgono piu’ dell’intelligenza, del merito, della capacita’, dell’efficienza, della produttivita’, dell’onesta’…
Cosi’ capita che l’universita’ sia diretta dai massoni o che ci voglia una tessera della P2 per entrare in odontotecnica o che 20.000 persone siano assunte da Bassolino per non far niente ma per votarlo, o ci siano primari criminali che mandano a picco Policlinici, o direttori di banca incapaci che pero’ ti danno vagonate di milioni se ti chiami Ricucci o che ci ritroviamo un elettricista della Lega a dirigere l’Enea o uno come De Gregorio a presiedere la commissione Difesa o che Cimoli che ha distrutto Ferrovie sia nominato a capo di Alitalia.
Un gigantesco e concatenato sistema di interesse privato dove l’interesse pubblico cade a picco; una costruzione mostruosa che esiste solo in Italia o nei peggiori paesi del mondo, paesi del Terzo Mondo, e che sta lentamente uccidendo tutto il paese.
In questo sistema nessuno e’ al posto che gli compete e i peggiori stanno ai ruoli di comando, mentre ai migliori restano due alternative: la miseria o l’espatrio.
E’ il sistema della mafia. E’ il sistema della camorra. Non e’ certo qualcosa a cui una classe dirigente appena appena dignitosa possa dedicare una standing ovation!
Tutti intrecciati in connubi criminali. Mentre il paese affonda.
Se costoro volevano sancire la totale estraneita’ del loro sistema immorale con noi, quell’ovazione lo ha fatto.

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Fassino che fine ha fatto?

Scomparso, da diversi mesi..
Stasera il programma di servizio “Chi l’ha visto?” si occupera’ della sua storia.
Sembra che una mattina abbia detto a sua moglie “Amore, esco, vado un attimo a comprare la BNL, torno subito…”
Da allora non si sa piu’ nulla…
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Viviana

Per l’esattezza, mentre usciva, ha trovato il tempo di fare un bellissimo articolo per l’Unita’: “Il programma che vorrei”, dove ha scritto parecchie interessanti cose programmatiche per l’Italia, tutte perfettamente condivisibili, ma talmente diverse da quelle reali fatte come capo di partito da lasciarci trasecolati. Ma chi gli ha scritto finora il programma di partito? Un guastatore mentale? !Ma allora non siamo solo noi in stato di sequestro? Sono anche loro!
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Mauro

19 gennaio. A Palermo un corteo di 2000 persone chiede le dimissioni
del Presidente della Regione Salvatore Cuffaro.

Video
www.youtube.com/watch?v=kHQwLHrDaOI

Beppino Impastato
Ce l’ha insegnato
Fuori la mafia
dallo Stato

Fuori la mafia dalla regione
Toto’ Cuffaro
all’Ucciardone


www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/

Peccato che il papa abbia rinunciato a parlare alla Sapienza, perche’ a danneggiare il papa nessuno e’ efficace quanto il papa.”
Pino Corrias
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200.000 persone sono accorse al grido di aiuto di Ruini per soccorrere il papa rifiutato dalla Sapienza. A parte che il papa non e’ stato respinto dalla Sapienza ma e’ stato contestato da pochi studenti e docenti. Se poi pretende di avere un consenso assoluto come pretendeva Stalin nella Russia totalitaria e non sopporta che esista chi dissenta, sara’ bene che faccia restare i 200.000 sulla P.zza san Pietro in convocazione permanente, Mastella compreso.
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“Ancora non e’ passata la legge voluta da Mastella per vietare la pubblicazione sui giornali di quasi tutti gli atti giudiziari. Ovviamente un popolo che non sa e’ un popolo che non fa’.”
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Da Il Manifesto 20 gennaio 2008
UN PREGHIERA ANCHE PER ZIO CLEMENTE
Alessandro Ribecchi

Questa settimana, a un’ora precisa e concordata, milioni di italiani dovranno fermarsi di botto, volgersi verso Ceppaloni e recitare una breve ma intensa preghiera di solidarieta’ a Clemente Mastella. Se non cade il governo. Naturalmente io non avro’ alcun dubbio: mi volgero’ verso Ceppaloni e recitero’ il mio atto di dolore, dedicato a chi ci ricorda che cos’e’ il potere politico in Italia: il consuocero, lo zio, la presidenza del consorzio, ginecologo in quota Udeur, l’acqua potabile che vale tre stipendi, la gara d’appalto, la consulenza. Una volta si diceva: malcostume, eccome negarlo. Ma una volta era anche redistribuzione del reddito, ammortizzatore sociale. Quando zio Remo Gaspari faceva assumere in Abruzzo più postini che in tutta l’Australia consolidava poteri e clientele, ma assumeva invece di licenziare. E la DC, in qualche modo, ebbe a rivendicare questo suo welfare delle clientele (senza mai rivendicare il debito pubblico, naturalmente). C’e’ da pensare che, almenoa Ceppaloni e dintorni, Mastella sia una specie di stato sociale, quello che intanto si dissolve ed evapora nel resto del paese. La processione dei questuanti nel salotti dei coniugi Mastella, piu’ volte immortalata dalle tivu’ tra sorrisi, pianti tipici, ringraziamenti e saluti in dialetto, sara’ anche colorita e strapaese, ma e’ piu’ efficiente di un ufficio di collocamento o della lugubre agenzia di lavoro interinale. Libero mercato, efficienza e produttivita’, flessibilita’, profitto, tutto bello e luccicante, ne parlano bene tutti. Ma poi, avercelo un Mastella che ti piazza il figlio al consorzio agrario, che ti fa asfaltare due strade! Ascoltato come un oracolo, l’imprenditore Arturo Artom dava qualche mese fa al “corriere” la sua ricetta per l’Italia: “deve diventare come la Apple. Design piu’ tecnologia per puntare alle grandi nicchie”. Bella immagine. Design, tecnologia, grandi nicchie. La marcia e’ ancora lunga, si direbbe, se ancora funziona meglio una parolina di zio Clemente.
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Gli avvocati Oreste Dominioni e Renato Borzone, presidente e segretario dell’associazione dei legali, hanno dichiarato:
“Ancora una volta un’iniziativa giudiziaria nei confronti di personalita’ istituzionali determina attacchi alla magistratura da parte del mondo politico quasi senza distinzioni di schieramento.” La politica insorge contro la magistratura e la accusa di non rispettare le garanzie processuali e di strumentalizzare l’azione giudiziaria, senza ricordare che “il merito di un procedimento penale in corso non puo’ essere soggetto a critiche politiche, sia che riguardi esponenti politici che cittadini comuni. E’ grave, scandalosa ed incomprensibile la schizofrenica valutazione del mondo politico, senza distinzione di schieramento, che interviene in difesa dei principi di garanzia e di civilta’ giuridica solo quando si tratta di determinati soggetti, e si disinteressa invece del rispetto delle garanzie, del funzionamento del sistema giudiziario, delle grandi riforme liberali e democratiche in materia di giustizia nella quotidiana attivita’ politica”

Insomma se in prigione ci finisce un vucumpra’ o l’Europa ci bacchetta per la lunghezza dei processi o le vittime non hanno risarcimento, nessun politico dice nulla. Se sono toccati loro, ecco che insorgono come un sol’uomo. Troppo comodo!

Peter Gomez
“I napoletani di responsabilita’ ne hanno di certo molte, ma non quella di non aver saputo scegliere. Da una parte avevano il centrosinistra, con i Bassolino, le Iervolino ed i Mastella. Dall’altra il centrodestra con il sempre giovane Paolo Cirino Pomicino e l’indimenticato “mister 100.000 preferenze” Alfredo Vito, nel ‘94 reo confesso di una quindicina di diversi episodi di corruzione, ma prontamente candidato in Forza Italia. Infine al centro, o se preferite ovunque, il senatore Sergio De Gregorio, dipietrista per un solo giorno (quello delle elezioni). Tenuto conto del campionario umano era insomma impossibile pretendere che l’elettore medio procedesse con la raccolta differenziata. “
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Ci vogliamo salvare dalla discarica?
Leonardo

Sono stanco di parlare di rifiuti, umani e non.
Ho voglia di ricominciare.
I vari Mastella e signora, Dini e signora, Fassino e signora, Prodi e Berlusconi, Pecoraro e fratello, D’Alema e Opus dei, o D’Alema e Unipol, o D’Alema e presidenzialismo, Parisi e Finmeccanica, Ratzinger e Ruini, Calderoli e Fiorani, Montezemolo e Agnelli, Selva e Bush, Farina e Ferrara, Formigoni e Cl, Berlusconi e e Dell’Utri, Bassolino e Impregilo, coppie di fatto e non ma sempre coppie di malaffare, mi hanno stancato.
L’Italia merita di meglio.

Al momento non butto dalla torre:

Di Pietro (lo so, lo so che ci sono delle obiezioni, ma coi tempi che corrono…),
Grillo (checche’ qualcuno ne dica, fara’ degli errori ma ha informato piu’ lui gli italiani di tutta la stampa riunita),
Peter Gomez,
Rita Borsellino,
Levi Montalcino,
la famiglia Fo,
Saviano,
Travaglio,
Bocca,
De Magistris,
Forleo,
Borrelli,
Bocassini,
Elena Paciotti (DS),
Sabina Siniscalchi (RC),
Padre Zanotelli,
Ginsburg,
Flores d’Arcais,
Sergio Rizzo e Antonio Stella,
la Gabanelli….

e voi?
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L’informazione in Italia
Viviana Vivarelli

L’opinione pubblica negli ultimi anni in Italia e’ profondamente cambiata. Intanto non e’ piu’ cosi’ ingenua. Oggi un annuncio in tv, alla Orson Welles, su marziani in arrivo non provocherebbe panico e i media tradizionali (stampa e tv) hanno perso molto della loro forza suggestiva. La gente ha incentivato modi diversi del sapere, come la piazza fisica o il gruppo di confronto privato, ma soprattutto internet, e c’e’ una generale critica ai modi classici dell’informazione, mentre e’ cresciuto il rigetto per l’induzione politica o per quella commerciale. Persino la moda e’ qualcosa che oggi passa inosservata. I sondaggi mostrano una divergenza netta tra quello che il potere vuol far passare e quello che la maggioranza vuol capire.
Cio’ che oggi attrae non e’ la notizia che viene passata come dogma, ma quella che si puo’ verificare, criticare, commentare o verificare. E’ un processo che va dal ricevere passivamente al partecipare attivamente. E internet e’ diventata un formidabile strumento di formazione di un’opinione pubblica. Questo non puo’ che incentivare e rafforzare un io critico che e’ contrario alla manipolazione indotta e che e’ capace di pensiero innovativo proprio, sia nella valutazione politica che nelle scelte di mercato o nello stile di vita.
Lo rivelano non solo gli infiniti blog personali o collettivi ma anche i giornali ufficiali, che nella rassegna stampa on line hanno cominciato a mettere uno spazio per i commenti, evitando, al momento, che questi colpiscano i personaggi piu’ scottanti (vedi Mastella o Cuffaro o il Papa), per impedire la valanga di insulti che si abbatterebbe su di loro. Ma e’ indubbio che, ove, questi spazi siano concessi, si riempiono rapidamente di opinioni (vedi anche i sondaggi) che divergono totalmente dalle scelte di potere, creando due paesi di fatto: quello virtuale delle comunicazioni politiche dall’alto e quello reale dei cittadini dal basso che si ribellano ad esse. E prima o poi questo dovra’ preoccupare chi continua a gestire il potere con metodi tradizionali e obsoleti. Un cattivo potere puo’ fagocitare e corrompere qualcuno, ma non puo’ fagocitare e corrompere tutti. Se pure un milione di parassiti dipendono da una casta politica, restano 59 milioni di non parassiti che sono in grado di abbatterla. E se pure l’arma della menzogna e della paura sono state agitate dai peggiori governi come armi politiche, quando l’informazione si diffonde sopra una certa soglia, anche questi strumenti risultano spuntati.
Ormai girare sul web porta a conoscere molti piu’ commenti personali di quanti non ne produca la stampa embedded, e questa si e’ data la zappa sui piedi con una legge sull’editoria che punisce il copincolla degli articoli, copyright abbastanza idiota in quanto relativo a materiale transitorio, che produce solo una limitazione della diffusione delle informazione ufficiali.
La stampa per cosi’ dire “di Stato” conserva al momento una certa difficolta’ a diffondere i quotidiani on line a pagamento, essendo la masterizzazione dell’intera pagina di difficile lettura e non volendosi ancora pubblicare la totalita’ degli articoli sul web. Ma se fosse possibile pagare una quota equa di abbonamento mensile a un quotidiano e scorrere l’elenco dei titoli, aprendoli in interezza, le finanze dei giornali se ne gioverebbero e anche la loro diffusione. Ormai sempre piu’ utenti disertano le edicole e si fanno la loro informazione sul web, massimamente se conoscono l’inglese, e la vendita dei giornali cartacei non fa che perdere colpi.
Sta nei fatti che, malgrado i 365 milioni di fondi pubblici, i gadget, gli allegati e la pubblicita’, si vendono oggi in Italia tanti giornali quanti se ne vendevano nel primo dopoguerra. Dunque l’aumento della popolazione non ha portato a un aumento di vendite. Del resto in Italia la frequenza della lettura e’ sempre stata molto scarsa. Gli italiani non leggono giornali e non leggono libri, solo il 5% della popolazione legge un libro al mese e solo un italiano su 3 legge un quotidiano. La tiratura media dei libri e’ in costante diminuzione e le biblioteche pubbliche sono spesso ignorate o mancanti o non aggiornate.
Negli ultimi 25 anni il numero di copie di quotidiani venduti e’ addirittura diminuito.
E’ invece enormemente aumentata la lettura in internet.
In quanto alla tv, inutilmente gli utenti hanno denunciato il progressivo peggioramento informativo e di qualita’ della Rai e di Mediaset e i dati mostrano una crescente disaffezione, tanto che il canone e’ diventato una tassa sul possesso di una apparecchio e i dati di evasione dal canone sono incontrabili. Malgrado il palese rigetto degli utenti i programmi televisivi hanno continuato a peggiorare, inseguendo il deteriore e scadente modello commerciale berlusconiano, a cui la Rai non ha opposto un modello proprio perche’ e’ stata di fatto manovrata da un unico gestore che l’ha portata sempre piu’ in basso, con la complicita’ di un consiglio di amministrazione venduto e inamovibile, contro ogni decenza. E del resto il Governo D’Alema prima e Prodi dopo si sono rifiutati di dirimere il conflitto di interessi e di liberalizzare la Rai togliendola alla lottizzazione politica come ha fatto Zapatero. Il risultato e’ stato un continuo scadimento informativo e culturale, con un asservimento a senso unico, che non ha giovato certo alla democrazia delle istituzioni e del paese.
Oggi l’unico e incontrastato avversario di una pessima tv unificata e di una serie di quotidiani quasi unificati resta internet.
E la campagna mediatica per manipolare le teste dei teleutenti sta per essere persa col passaggio al satellitare che modifichera’ inevitabilmente le offerte e aumentera’ quel pluralismo che una politica cieca e succube ha rifiutato di offrire.

Travaglio e l’informazione

Questa e’ una conferenza molto interessante di Travaglio sull’informazione in Italia alla Facolta’ di Economia e Commercio di Bologna il 28 novembre 2007 (riprese fatte da Bologna libera).

video.google.com/videoplay?docid=-1610657703238550033&hl=it

Il filmato ha la lunghezza di una conferenza piu’ le domande, e merita vederlo perche’ tocca molti argomenti: la Forleo, de Magistris, Grillo, il Vday 2, le liste civiche ecc.

Travaglio dice che l’informazione in America e’ il cane da guardia del potere, ma in Italia e’ il cane da compagnia o da riporto, un abominio che non avviene in nessun paese occidentale. Questa e’ una grave anomalia italiana, essendo la stampa quel 4° potere che puo’ controllare e smascherare i primi 3: Governo, Parlamento e Magistratura, e che e’ formativo di un altro importantissimo potere: l’opinione pubblica, senza cui gli altri non hanno alcun valore, un’opinione pubblica che sta diventando sempre piu’ rapido motore di rinnovamento sociale.
Contro questo potere che tenta di essere libero, il potere “non liberale” tenta di aumentare i meccanismi che creano fanatismo e ubbidienza acritica, e dobbiamo dire che la Chiesa e’ sempre stata al primo posto in questo, a maggior ragione con papi come Voitila, amante delle manifestazioni oceaniche, ma soprattutto con un reazionario come Ratzinger e un manipolatore rigido e fanatizzante come Ruini, al punto che questo periodo di regresso della Chiesa cattolica potra’ essere definito “l’era di Ruini”, ma in senso squalificante.
Accanto alla manipolazione della verita’ e dei fatti prodotta dalla Chiesa e dalla televisione, la stampa italiana non se la passa bene. Sembra che il suo compito sia soprattutto quello di distogliere l’attenzione da fatti importanti (sempre secondo il deleterio modello berlusconiano (gossip, sesso, sport, cronaca nera e consumismo), mentre censura rigidamente notizie essenziali, notizie col bollino rosso, o prospettive, modi di leggere la realta’ (vd il pensiero no global o il pacifismo o l’ambientalismo) come fossimo minorenni o minorati. Se un giornalista non si adegua, non fa carriera e viene stroncato quand’anche non ucciso.
Cio’ che la stampa italiana fa oggi in maggior parte e’ diffondere disinformazione per proteggere un certo regime. Al punto che ci sono persone pagate apposta per scrivere ogni giorno il falso, anche sui blog. “Scrivere qualcosa di errato capita. Puo’ capitare anche ai migliori, ma questi ogni giorno scrivono cose false, una disinformazione sistematica. E non c’e’ modo di distinguerli”
Il programma di certi giornalisti sembra essere quello di Vespa: “cementare il potere”.
Siamo arrivati a sapere qualcosa sulla Cirio o sulla Parmalat o su Rai-Mediaset con anni di ritardo e solo quando un giudice ha sollevato la cosa, ma ora i giudici vengono avocati, imbavagliati, repressi, minacciati, licenziati, bloccati nella carriera se non si omologano a quello che il potere vuole o non si autocensurano da soli. Le notizie non fanno piu’ scoop. I processi non si iniziano nemmeno. Siamo alla censura preventiva. Stampa e Magistratura subiscono la stessa degenerazione. Oggi un magistrato o un giornalista sanno perfettamente “cosa non devono fare” se vogliono far carriera e ci stanno attenti. Si va dall’ultmo precario di un giornaletto d provincia a un presidente del CSM. La parola d’ordine e’ allinearsi o perire.
Il risultato e’ che il potere e’ diventato incontrollato e non ha piu’ alcun limite nella sua corruzione. Siamo all’anarchia di Stato. Ovvero alla pre-dittatura.
Quando un giudice o un giornalista sgarrano e cercano la verita’, il potere lo massacra.
Si chiami Biagi come De Magistris, Pecorella o Forleo.
Questo in America fa ancora scandalo, da noi e’ la regola.
E da destra a sinistra e’ un continuo coro di una Casta che si sente minacciata dal disvelamento dei suoi interessi illeciti e tende a brutalizzare Magistratura e stampa: l’imbavagliamento coatto legislativo. Ma questo e’ il contrario della democrazia e della liberta’.
Se l’operato di un cattivo politico viene denunciato da un giornalista o da un PM, la risposta unanime della Casta e’ bloccarlo e punirlo, con l’aiuto di quella parte della Magistratura e di stampa che ha abdicato alla sua funzione di denuncia della verita’ per l’obbedienza passiva al potere. Siamo alla morte della democrazia.
Questo paese e’ imbavagliato e nessuno osa contrastarlo.
Quel che e’ successo negli ultimi anni, da Craxi in poi, e’ stata la progressiva caduta di un paese e il suo allontanamento dalla civilta’ politica fino a farne il paese con piu’ corruzione politica d’Europa e con l’informazione peggiore.
Ora anche la Magistratura sta agli ordini del potere, i suoi vertici parlano come i politici peggiori, si vendono le cause, si assolve o prescrive su comando. Il diritto penale e’ stato gradatamente svuotato e nullificato. Il CSM non protegge piu’ i Magistrati contro gli abusi del potere ma attacca i suoi elementi migliori e protegge i piu’ corrotti, mentre il Parlamento avvalora e il Governo, di dx come di sx, stringe il cerchio attorno a quei pochi che difendono l’autonomia del diritto e della sentenza, che si vedono attaccati unanimemente da una stampa venduta al piu’ potente, come fossero loro i criminali.
Ma al peggio non c’e’ mai fine.
I poteri di uno Stato democratico sono 3: legislativo, amministrativo e giudiziario. Devono essere autonomi e controllarsi a vicenda. Quel che avviene in Italia e’ invece la soppressione del Parlamento e della Magistratura ad opera del Governo che e’ espressione del Capo del Governo, cioe’ di un uomo solo
Ora Berlusconi e Veltroni si stanno accordando per un regime presidenziale, con un presidente forte direttamente eletto dal popolo, quel che era il sogno di D’Alema e della sua bicamerale. Sarebbe la fine del sistema parlamentare e l’instaurazione di una repubblica presidenziale di tipo sudamericano, la via perfetta per una dittatura e non e’ difficile capire in mano a chi andrebbe
Che il csx percorra come un cieco la via dell’autodistruzione sta nei fatti.
Non riusciamo nemmeno a credere che sia possibile essere cosi’ dementi, prima si sono suicidati con un bipolarismo per magnati, poi si sono corrotti con l’imitazione di Berlusconi, il mantenimento delle leggi vergogna e del conflitto di interessi, la lottizzazione partitica portata alle estreme conseguenze, mentre il merito scompariva in mano a un clientelismo fatto fucina di voti, ora lo appoggiano nella difesa dei peggiori e nella sua presa di potere. E mentre cio’ avviene e il paese affonda, senza ripresa economica, senza soluzione dei problemi contingenti, con un debito che ci strozza e una moralita’ pubblica da san Vittore, la stampa ciancia di delitti di Perugia e di Cogne!
Un tempo qualcuno ha creduto ingenuamente che il nemico fosse Berlusconi e la sua morale degenerata, oggi ognuno deve vedere la corruzione continua implacabile anche senza di lui e anzi un governo di csx commette misfatti a cui nemmeno Berlusconi era arrivato, in una discesa senza fine nall’abisso.
Sotto Craxi fu possibile una tangentopoli e una messa in accusa del Governo, col disfacimento di una classe politica corrotta, oggi nemmeno questo e’ piu’ possibile. I casi Mastella, Cuffaro, Forleo, de Magistris e Bocassini lo rivelano in maniera spietata.
Il divieto alla Forleo di indagare D’Alema sulle scalate bancarie di Unipol, il modo con cui e’ stato bloccato e addirittura punito De Magistris, reo di avere indagato sulla loggia calabrese, l’ovazione a Mastella, il silenzio sui 98 miliardi sottratti al fisco dai gestori bypartisan delle lotterie…e ora la legge mastelliana in arrivo sul divieto alla stampa di pubblicare i dati processuali e le intercettazioni non piu’ coperte da segreto di indagine… il comportamento squallido del CSM e di ANM, le ovazioni ai delinquenti e ai mafiosi…Non riusciamo nemmeno a credere che tutto questo stia davvero avvenendo.
La realta’ e’ al di sopra di ogni possibilita’ di capire. E’ atroce! E’ la totale negazione della democrazia e del diritto. E la maggior parte della stampa “ lo avvalla”!!!
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Dal video di Travaglio:
“Quando mi dicono che sono un giornalista che difende la verita’, mi meraviglio. E’ come se dicessero a un panettiere che e’ strano che faccia il pane, Che altro dovrebbe fare? Non ci vuole coraggio a dire la verita’, semmai ci vuole coraggio a dire delle balle”

“L’Ordine dei Giornalisti sarebbe un’ottima cosa che funzionasse bene. Ma oggi all’Ordine dei Giornalisti sono iscritte persone che giornalisti non sono. C’e persino Mastella, che e’ stato alla rai di Napoli un anno senza scrivere nulla, poi e’ andato direttamente in pensione e ora e’ un giornalista pensionato e non ha mai scritto niente.

“La menzogna sistematica: si pensi alla commissione Mitrhokin, si pensi a Prodi che Guzzanti presentava come un agente del KGB! Iannuzzi ripete da anni che Andreotti e’ stato assolto! Falso! Andreotti e’ stata dichiarato mafioso fino al 1980. E’ dura da digerire che per 30 anni siamo stati governati da un mafioso, ma e’ cosi’. Non si puo’ dire il contrario! E alla fine anche altri ripetono le stessa falsita’.”

“L’informazione economica proprio non esiste. Siamo arrivati a sapere qualcosa sulla Cirio, sulla Parmalat, dopo anni e solo a seguito di processi. A tutt’oggi il cittadino non sa nulla sull’economia del proprio paese”.

“Vespa si e’ iscritto al giornalismo e pensa di essere li’ per difendere il Governo. Non importa chi ci sia al Governo, lui lo difende. Si dissocia sempre da chi critica il Governo e crea diversivi o non lo fa parlare. Quando le notizie politiche diventano scottanti lui decentra. Parla d’altro. Ora vuol fare una puntata sulle analisi delle feci dei protagonisti del delitto di Perugia. Ora non credo che a nessuno sano di mente interessino. Ma lui e’ fatto cosi’. E Mentana che aveva annunciato di voler fare una trasmissione anti-Vespa completamente diversa ci ha annegati con decine di puntate di Matrix sul delitto di Cogne Perugia, Rignano falaminio ecc., in modo analogo, proprio quelle notizie di cronaca nera che servono a deviare l’attenzione da notizie piu’ serie. Abbiamo l’emulazione al peggio, al punto che capita che nella stessa sera, parli in due trasmissioni diverse, il padre della stessa vittima.
Vespa si rifiuto’ di fare un confronto tra Fini e Bossi, perche’ poteva essere un pericolo per la stabilita’ del Governo. Il suo programma di vita e’ sostenere il Governo. Un giornalista serio non lo avrebbe mai fatto. Ma lui non e’ un giornalista serio, e’ un puntello del regime”.

“Hanno cancellato una fiction sulla mafia per non danneggiare le elezioni, e Mediaset ne ha fatto un’altra in cui ha fatto di Riina un eroe, tanto che i giovani di Corleone lo hanno premiato come il boss piu’ simpatico. Come puo’ un boss della mafia essere simpatico? Si mostra quel che si vuol mostrare. Si tace su altri aspetti, sul contesto. Dubito che si spieghi in tv come si e’ evitato che si perquisisse la casa di Riina facendola pulire ben bene dalla mafia. Se una cosa e’ privata del suo contesto e’ priva di senso, e questa e’ la tv”.

“Poi arriva Report o Annozero e la gente si sconvolge. Perche’ non ci e’ abituata. Non riesce nemmeno a credere. Si vive male in un sistema cosi’. Spesso dobbiamo aspettare che arrivi un giudice per sapere quelle cose che la stampa non ci dice. Sul caso Rai-Mediaset ho scritto due libri. Poi si arriva al processo e ti dicono: “Ma sono cose vecchie! Ma si sapeva! E allora perche’ nessuno ne ha scritto? L’informazione e’ importante. Pensate al libro La Casta” che ha venduto un milione di copie! O a Gomorra di Saviano”

“Sull’Unipol nessuno ha saputo nulla. L’indagine e’ stata bloccata. Non vuoi esseres sputtanato? Non scalare banche! Il programma Vespa e’ passato anche nella Magistratura. Invece di fare una indagine che era sacrosanta, si e’ attaccata la Forleo in ogni modo. La Forleo aveva visto a Milano due poliziotti che massacravano un marocchino ed e’ intervenuta. Loro l’hanno denunciata. Il procuratore ha detto che li ha apostrofati con queste gravissime parole. “Cosa fate?” L’hanno denunciata per aver ostacolato un pestaggio.
Se le bobine con le intercettazioni a D’Alema le avesse inghiottite avrebbe fatto carriera e sarebbe stata promossa come quelli del G8, invece ha seguito la legge e, poiche’ in esse compariva un politico, ha chiesto al Parlamento il permesso di usarle. L’hanno messa sotto processo davanti al CSM. Gli argomenti del CSM sono miserabili. Ma la stampa non l’ha sottolineato. La Forleo e’ sotto processo per aver impedito un pestaggio e aver richiesto una autorizzazione secondo legge. Nessuno dice che fatto recuperare allo Stato 94 milioni di euro rimpiattati all’estero (Fiorani).
Su 9.000 Magistrati solo 2 indagano sul Governo. Sono entrambi davanti al CSM, suscettibili di punizione sulle carriere e trasferimento. Se ci fosse una stampa seria, cio’ non succederebbe. Ma la stampa aizza la gente contro chi fa il suo dovere con campagne diffamatorie. Queste cose sarebbero inaccettabili in Francia o in USA, da noi sono la norma. Sull’informazione noi siamo i peggiori. Che il potere non gradisca una informazione libera non meraviglia, altrove ci provano, qui ci riescono.
Sembrerebbe facile fare un giornale. Basterebbe cercare quei cittadini insoddisfatti dell’attuale disinformazione. Ma non lo e’ affatto.
La stampa in Italia e’ organizzata in modo folle. La Voce di Montanelli fu fatta fallire. Abbiamo giornali senza lettori che non falliscono! Il Riformista non raggiunge le 3.000 copie. Il Foglio di Ferrara non arriva alle 10.000. Ferrara sarebbe fallito in ogni paese del mondo. Parlano di mercato e di concorrenza! Non esistono. Se ci fosse un mercato libero tanti giornali sparirebbero.
I giornalisti non possiedono i giornali che sono degli editori che sono in linea con chi ha il potere (ora l’Unita’ sta per cadere nelle mani degli Angelucci, sotto inchiesta per le cliniche private, che controllano Libero).
In USA la Fox e’ di un tizio che sostiene Bush, ora Bush e’ in caduta libera e sosterra’ qualcun altro. La Fox non ha mai mostrato le bare dei soldati caduti. Ma ci sono altre emittenti, altri giornali. Non c’e’ un’informazione a reti unificate. E almeno loro quando fanno le guerre, le chiamano guerre, non missioni di pace! Da noi gli editori della tv sono i partiti, i giornali sono assistiti dai partiti. Se non si fosse Berlusconi, Ferrara o Farina non esisterebbero. In USA il sistema informativo e’ piu’ complesso. Qui per quei 5 minuti che mi ricavo in Annozero, ogni mattina dopo, ci sono 5 o 6 parlamentari che chiedono la chiusura del programma. Mi si accusa di non avere il contraddittorio! Ma se dico una cosa vera, che contraddittorio dovrei avere? Quello di una cosa falsa? Curzi insiste che dovrei fare interviste a grandi uomini politici, ma io non la vedo questa gran coda da me di grandi uomini politici che vogliono l’intervista (Biagi ne faceva e si e’ visto com’e’ finito!)
Se sei fuori dal coro ti notano subito anche se sei piccolo.
Mi hanno detto che devo avere un contraddittorio da uno di destra, e perche’? Sono forse uno di sinistra? Chiedetelo a Fassino! Ti mettono sempre in categorie: chi ti manda, per chi lavori, chi rappresenti.. uno non ha il diritto di parlare per se stesso. Mi mando da me. Rappresento me stesso. Sembro un animale strano. Non capiscono.
Ferra dice che ha preso dollari dalla CIA, Farina dice che ha preso soldi dal SISDI. Ferrara non e’ mai stato espulso dall’Ordine dei Giornalisti, Farina si’, ma continua a scrivere in prima pagina come nulla fosse. Ma allora a che serve? Eliminiamolo e risparmieremo tanti soldi. Sono considerati grandi firme! Prendono due stipendi, tipo guardia e rapinatore, In USA non succederebbe. Questo e’ un problema di sistema che altri paesi non hanno.
Gli editti bulgari hanno abbassato il livello di liberta’ e hanno prodotto un’autocensura.”

“Io sono contro ogni finanziamento pubblico ai giornali. Ma alle spalle di tutto c’e’ il problema pubblicitario, ovvero una massa enorme di soldi. Pubblitalia e’ di dell’Utri.
Il problema e’ che per non colpire Berlusconi non si e’ dato un tetto alla pubblicita’ televisiva e questo ha penalizzato la stampa, per cui in Italia abbiamo esattamente l’opposto delle proporzioni degli altri paesi nella ripartizione pubblicitaria, ovvero delle risorse economiche: altrove si da’ il 60% di introiti pubblicitari alla stampa e solo il 30% alla televisione. Qua e’ l’inverso, perche’ Berlusconi ha piu’ televisioni e vuole che la pubblicita’ stia su di esse (siamo per questo in procedura di infrazione con l’UE che ha denunciato tutto il sistema Gasparri come iniquo e ci ha chiesto di toglierlo, ma Prodi non lo ha fatto).
In questo modo pero’ si sono penalizzati i giornali, e allora lo Stato per ripagarli ha dato loro contributi pubblici, 365 milioni l’anno, una cifra enorme. Con la pubblicita’ glieli avrebbero dati i produttori, con le scelte pro Berlusconi siamo obbligati a darglieli noi con le tasse. Cosi’ abbiamo la concentrazione pubblicitaria su tv piu’ alta d’Europa. Il che vuol dire che nessuno ha in televisione la massa di spot che abbiamo noi. E tutto per arricchire Berlusconi. Lo Stato ha la coscienza sporca e ripaga i giornali cosi’.”

“Poi ci sono i finanziamenti di partito. Noi abbiamo dei giornali falsi presentati da partiti falsi. Il Foglio e’ presentato dal Partito Monarchico! I giornali veri di partito sono solo due: L’Unita’ e il Secolo. Ed entrambi potrebbero rinunziare ai finanziamenti. I Ds scelsero l’Unita’ Io ci scrivo e nessun mi ha impedito di parlar male di D’Alema o di Fassino.”

“Luttazzi dice che Grillo e’ qualunquista. Non credo. Grillo e’ precisino, si informa.
Se dice che qualcuno e’ un ladro, e’ vero.”

“La P2 aveva un’idea sbagliata sull’informazione, voleva depotenziarla, Licio Gelli non aveva colto il potenziale esplosivo dell’informazione. Gelli voleva depotenziare la RAI a favore delle tv private, la realta’ con Berlusconi e’ andata ben oltre. Gelli credeva che bastasse mettere due o tre infiltrati nei giornali per corrompere gli altri. Io vedo gente che pagherebbe per corrompersi da sola.”

“Mi dicono o dicono a Grillo: perche’ non fai politica? Perche’ non si possono fare insieme due mestieri. O si raccontano le cose o si cambiano. Io le racconto. Le cambiera’ qualcun altro. Raccontarle bene permettera’ a qualcun altro di cambiarle.
Ma gli unici modi per cambiare le cose sono quelli democratici. Non ne vedo altri. I metodi antidemocratici hanno sempre rafforzato governi reazionari, i quali sarebbero caduti da soli se alcuni idioti non avessero reagito con metodi sbagliati. Certo le vie democratiche sono lente. Ci siamo illusi che il problema fosse Berlusconi e oggi vediamo che il problema non era nemmeno lui. Ma capire un problema e’ gia’ un inizio di soluzione.”

“Le liste civiche c’erano anche molto prima di Grillo. I Nuovi Municipi erano gia’ diffusi in tutta Italia e hanno fatto cose buone. Grillo vorrebbe federarle in rete.”

“L’avocazione delle indagini e’ uno strumento antico che appartiene ai periodi bui dell’Italia. Quando il potere era toccato, saltava su qualcuno che avocava l’indagine e la spediva a Roma dove riposava in pace.
A Catanzaro e’ successo che per mesi De Magistris ha indagato Prodi e gli amici di Mastella, poi Mastella ha chiesto il suo trasferimento e il CSM prima ha rimandato il problema, poi quando De Magistris ha indagato anche Mastella, Dolcino Favi ha pensato bene che cio’ fosse perche’ il PM ce l’aveva con Mastella. E’ chiaro che e’ il contrario, e’ Mastella che ce l’ha col PM, noi non sappiamo perche’ ma Mastella lo sa di sicuro. Il PM ha fatto ricorso ma il ricorso non e’ stato accettato, perche’ mancava il permesso di chi gli stava avocando l’incchiesta! E’ un giro vizioso. Ma la stampa ha taciuto e il Parlamento non ha detto nulla! Il fatto che i calabresi abbiano firmato con tanto di carta di identita’ una richiesta “a favore di un magistrato” (!) e’ tanto sconvolgente che hanno deciso di non parlarne. Questa e’ la stampa e questo e’ il Governo!”
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Associazione Peppino Impastato
www.peppinoimpastato.com

Qualcuno ci spieghi come sia possibile che la condanna di Cuffaro riguardi il favoreggiamento, ma non la mafia, quando gli altri della cricca, sono stati condannati per associazione mafiosa. Per comprovare la collusione e’ forse necessaria una certificazione in carta bollata e con sigillo in cera lacca firmata Cosa Nostra?

In quale Stato si permette ad un condannato a 5 anni di carcere di continuare a presiedere l’assemblea regionale? E una tale notizia viene accolta col silenzio degli uomini delle istituzioni e addirittura il plauso dell’UDC e la solidarieta’ di B?
Ora, Toto’, sei degno di entrare nel limbo dei “io non sapevo che fosse mafioso” e dei “colluso fino al 1980” con il santo protettore dalla gobba miracolosa. Katzinger, Mastella, Cuffaro, Berlusca: il cerchio si chiude: tutte facce dello stesso sporco progetto: instaurare un nuovo regime di delinquenti che chiudano la bocca ai magistrati, troppo curiosi, ai politici onesti, agli scienziati non bacchettoni, ai lavoratori..
Don Silvio ti aveva assicurato per telefono che saresti stato assolto, ma ci sono ancora in giro giudici “comunisti” che rompono i coglioni alla brava gente, anche a lui: hanno osato addirittura rinviarlo a giudizio perche’ voleva fare assumere in tv le attricette che si era trombate.
Come faremmo senza di te, senza il tuo viso pacioccone, senza i soldi della Regione che distribuisci ai tuoi amici?? Ci penseremo noi a sistemare tutto, anche i 7 anni che i soliti giudici mascalzoni hanno dato al nostro filosofo Marcello dell’Utri, e questa volta per concorso in associazione mafiosa. Questo reato deve sparire dal Codice Penale. Tanto gli italiani, e soprattutto i siciliani, il voto ce lo danno sempre e comunque. Baciamo le mani.”

A proposito: la condanna di Cuffaro prevede anche l’interdizione dai pubblici uffici. La Regione Siciliana lo e’ o e’ l’ufficio privato di zio Toto’?
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Cosi’ i giornali della destra ogni giorno attaccano i giudici per fuga di notizie (il CSM toglie a De Magistris 8 mesi di carriera e gli toglie le funzioni di PM) ma si premia Cuffaro per aver avvertito i boss di indagini e intercettazioni su di loro e si esulta perche’ ha avuto”solo 5 anni di condanna”.
Dunque Cuffaro si prende 5 anni, che grazie all’abbuono dell’indulto diventano 2 e non fa nemmeno un giorno di carcere, perche’ per 2 anni di carcere in Italia non se ne fa. In quanto all’interdizione perpetua dai pubblici uffici nessuno se ne cura. Insomma ha rivelato i segreti della Procura di Palermo e ha favorito un mafioso, ma mafioso non puo’ essere dichiarato e resta al suo posto mentre tutti inneggiano, e Cossiga si affretta a telefonargli che per lui e’ il primo cossighiano.
Tra martelliani, cuffariani e ratzingeriani, si’, siamo messi proprio bene!
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Ho un amico, Graziano (o Korsaro), che mi manda delle vere chicche
questa e’ una conferenza di Travaglio all’universita’ di Bologna il 28 novembre del 2007, sull’informazione, aula stipatissima
conferenza di un’ora, piu’ 45 minuti di interventi dei ragazzi
molto bella
si puo’ vederla al posto del solito film televisivo
Grillo viene citato molto, poi De Magistris, Vespa, la Forleo ecc. le liste civiche e altro

[QuiBolognaLibera] Marco Travaglio all’Universita’ di Bologna

Questi video di Bologna libera, Lecco, Milano, Roma ecc sono molto belli.
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Perche’ lottare

Mariapia

Mi domando perche’ lottare, perche’ soffrire quando si vede un paese di malati di peste sociale dove al vertice i potenti distruggono e razziano tutto, in basso mangiamo la merda perche’ non abbiamo i mezzi e il coraggio di reagire.
“Gli italiani sono imbellicosi” dice Carlo Tullio-Altan. Un modo piu’ elegante per dire che sono vigliacchi?
E’ vero, ma poveri vigliacchi incolpevoli, resi tali da condizionamenti oppressivi di lunghi secoli, e una delle prime cause di questo stato e’ la religione cattolica con la sua mano soffocante verso i poveri e semplici. Il Cattolicesimo ha sempre cercato di tenerli al guinzaglio per abusarne e per consegnarli docili alle classi dominanti.
Anziche’ un grandioso Creatore cosmico questi cattolici ci hanno imposto un drago di loro invenzione che per credergli occorre essere … appunto.
Povero Cristo, spero che lui veda piu’ lontano di me e che non si affligga dell’abuso riservatogli.
….La terra era di tutti, in nome del padre,del figliolo e…..E’ cosi’che inizia la messa un prete poi mandato in una sperduta chiesetta dell’Appennino per quelle ed altre parole, ma non molla un centimetro.
Il resto della distruzione civile e morale di noi italiani lo ha fatto una classe dirigente che, come grande invenzione, lunga molti secoli, ha trovato nello sfruttamento del lavoro l’unica linea “di sviluppo” per se’ stessa, imponendo al paese quella linea e solo quella ed e’:
Dissipazione della ricchezza e incapacita’ d’impresa.
Spero di non essere fraintesa, non sto parlando di Telecom, delle Ferrovie Italiane, di Alitalia, no no…..
Grandi aziende quelle, ben condotte.
Nei diversi dialetti italiani la linea di sviluppo del nostro paese potrebbe venire indicata come” il mangiarsi la paglia sotto”.
Il somaro piccolo impara dal grande a fare le cose.
Quella era la scuola, quello era l’esempio e quello abbiamo imparato e quello, appena possiamo, mettiamo in atto, da scriteriati ignoranti.
Nel 2002, quando l’euro divento’la nuova valuta corrente, il caffe’ al bar raddoppio’….. libero mercato o tutti liberi furbetti?
Disgraziati, come ci vedeva Pasolini, come ci vedeva Sciascia, ma che erano?
La risposta alla domanda iniziale del perche’ continuare a lottare e soffrire per i mali sociali che aumentano continuamente e’: per naturale vocazione e passione, forse pure caratteristica genetica, non si puo’ fare altro.
Cosi’ ci si arrampica sugli specchi per cercare le ragioni di quanto accade, si guarda l’universo umano che soffre senza sapere come e dove andare, si dice a se’ stessi che l’uomo non si e’ creato e agisce per impulsi primari, primitivi e incoscienti, che forse potra’ crescere, migliorare, si continua a portare parole e fatti di chiarimento con proposte, con il lavoro e l’esempio. Ripeto che non si puo’ fare altro.
C’e’ chi nasce per la danza, per la musica, per la scienza, la letteratura… vocazioni, anche il senso sociale e’ una vocazione.
Resta da dire che i leaders sociali positivi vengono quasi tutti ammazzati, da Cristo alla signora Benazir Bhutto, da Gramsci a Falcone e Borsellino, e io non voglio cedere al pensiero che noi italiani siamo tutti pagliacci da buttare, macchiette della commedia all’italiana.
Io so per esperienza e conoscenza della storia, come tutti sappiamo, che di questi geni dell’umano ne nasce sempre qualcuno. Quei pochi che nascono aprono nuove strade, catalizzano le energie di sviluppo di determinati raggruppamenti umani e il comportamento umano avanza.
Come nascono i geni della scienza, cosi’ nascono i geni della scienza sociale, della scienza dell’Uomo.
Non mi aspetto salvatori con la bacchetta magica, pero’confesso che ogni tanto, di questi tempi, la sera prima di dormire, come un bebe’, piccolo e ignaro della realta’, chiedo un dono alla Signora Creazione e la richiesta e’: Fanne nascere qualcuno di buono e portati via questi draghi a tre teste che ci stanno mangiando.
Siamo un popolo molto ignorante (e anche di temperamento rissoso e incivile, gli stadi italiani dicono parecchio di noi), che deve recuperare secoli nell’ambito della civilta’ rispetto ad altri europei.
Ieri, 18 gennaio, mi sono detta: ammazziamoci tutti, facciamo schifo.
Poi scientificamente mi sono risposta che le materie deteriorate e obsolete possono essere riciclate e rese umanamente utilizzabili.
Resto attaccata al mio specchio sul soffitto con la forza di un geco, sono fatta cosi’.
..
Graziano manda
Sul Procuratore di Santa Maria Capua Vetere Mariano Maffei
Marco Travaglio

Ce l’aveva quasi fatta, Mariano Maffei, a chiudere la carriera senza grane.
Quasi mezzo secolo con la toga sulle spalle senza un’ombra, un sospetto, un guaio disciplinare.
Ma ecco che, giunto ai 70 anni, proprio a un mese dalla pensione, nella sua qualità di procuratore capo di S. Maria Capua Vetere gli capita di dover chiedere l’arresto della moglie di Mastella e di mezza Udeur.
E’ la sua fine.
Come quella di Dorando Pietri, che dopo aver guidato solitario la maratona delle Olimpiadi di Londra 1908, crollò stremato a pochi metri dal traguardo, lo tagliò sonetto dai giudici di gara, ma fu squalificato.
All’improvviso, dopo 44 anni di onorato servizio, Maffei diventa un incapace, un cialtrone, un «magistrato estremista» e «una macchietta» come l’ha definito quel lord inglese di Clemente Mastella.
Un mese fa, alle prime indiscrezioni sull’inchiesta, parte dal ministero della Giustizia la solita ispezione preventiva a orologeria nella Procura di S. Maria Capua Vetere (dove alcuni pm ne hanno denunciati altri, ma nessuno s’era mai mosso).
Poi, quando scattano gli arresti, Mastella insulta Maffei in pieno Parlamento, auspicando che «il Csm si occupi presto di lui» (peccato che l’azione disciplinare e la richiesta di trasferimento dei magistrati spetti proprio al Guardasigilli, piuttosto distratto peraltro sui magistrali finché non si occupano di lui e dei suoi cari).
E ora su Youtube spopola il video di Matrix in cui il pover’uomo, non avvezzo alle telecamere e al savoir faire degli uomini di mondo, legge un comunicato e poi chiacchiera informalmente coi cronisti senz’accorgersi che stanno riprendendo tutto (ingenuita’ tipica degli orditori di «trappole a orologeria» contro poveri ministri della Giustizia).
Illustri commentatori che non hanno mai scritto una riga sulla malapolitica, se non per esaltarla, alzano il ditino per eccepire sul suo eloquio non proprio oxfordiano, sulla spiccata inflessione dialettale e sulla scarsa telegenia, mentre il Csm s’affretta ad acquisire il video in vista di una punizione esemplare modello De Magistris.
Mastella va a scavare nel suo albero genealogico fino alla terza generazione e scopre che – horribile dictu – la defunta moglie del procuratore era cugina del padre di Sandro De Franciscis, il presidente della provincia di Caserta che ha osato passare dall’Udeur al Pd.
Ce n’e’ abbastanza per provare che l’inchiesta è una vendetta trasversale, anzi parentale.
Se invece il De Franciscis non avesse fatto lo sgarro e fosse rimasto nell’Udeur, sarebbe tutto regolare.
Invano il magistrato ricorda di aver gia’ inquisito pure il cugino di sua moglie e assicura che, «se De Franciscis combina qualcosa di grosso, lo sbatto in galera come chiunque altro».
Ormai, come sempre avviene in questo paese marcio quando un intoccabile finisce sott’inchiesta, la presunzione d’innocenza per l’indagato diventa in presunzione di colpevolezza per l’indagatore.
E cosi’ i giornali smettono di raccontare le malefatte dei Mastella Boys per dedicarsi a quelle (del tutto ipotetiche) del procuratore.
Il solito Francesco Merlo scrive il solito pezzo col solito paradosso, cioe’ che Mastella e Maffei pari sono («giudice e imputato finiscono col somigliarsi»), anzi il procuratore e’ «qualunquista» per aver osato proclamarsi «servitore dello Stato» e annunciare querela contro Mastella che «ha offeso la mia onorata reputazione».
Ora, fino a prova contraria, un magistrato mai sospettato di nulla ha tutto il diritto, anzi il dovere di proclamarsi servitore dello Stato.
E, se insultato da un politicastro in pieno Parlamento, ha il diritto anzi il dovere di querelarlo.
Ma in questo paese marcio da’ fastidio che qualcuno, all’accusa di essere un poco di buono, risponda «sono una persona onesta».
Molto meglio la linea Craxi-Berlusconi-Mastella: mai rispondere alle accuse «sono innocente», ma insinuare sempre che e’ colpevole il magistrato e comunque annunciare che «così fan tutti».
Maffei andava benissimo cosi’ com’è quando acchiappava ladri e mafiosi (siamo nel Casertano, una delle zone piu’ inquinate d’Europa, in tutti i sensi).
Ma non va piu’ bene, proprio a un passo dalla pensione, ora che ha acchiappato i Ceppalones.
«Ho paura», confida Mastella con la lacrima retrattile, «essere giudicati da uno come lui e’ malagiustizia».
Nessuno gli spiega che non sara’ giudicato dal procuratore Maffei e da nessun altro procuratore, perche’ a giudicare sono i tribunali, non i procuratori.
Ma lui era solo ministro della Giustizia e non è tenuto a sapere queste cose.

toghe.blogspot.com/2008/01/sul-procuratore-di-s-maria-capua-vetere.html

Il video incriminato che ha permesso a Mastella di insultare il poveretto come una macchietta, un ridicolo buffone, ma pover’uomo!
www.youtube.com/watch?v=O_LsPmsLiiY

..

http://www.masadaweb.org

2 Commenti »

  1. Cara Viviana, Cuaffaro deve dimettersi e so non lo fa devono dimettersi tutti i rappresentanti della minoranza di centro-sinistra presenti in Consiglio Regionale, punto e basta !!

    Se non lo fanno vuol dire che anche loro hanno scheletri negli armadi e sono probabilmente ricattati o ricattabili !!

    MaxVinella

    Commento di MasadaAdmin — Gennaio 21, 2008 @ 12:02 pm | Replica

  2. Copio un commento non firmato da bellaciao. org

    “Ho ricevuto una marea di duri messaggi, di vero imbarazzo, da parte di nostri corregionali che abitano altrove e che ogni tanto vorrebbero, invece, provare il piacere di uscire di casa a testa alta in quanto siciliani. Io tutto questo non riesco a mandarlo giu’. Diciamolo ancora piu’ chiaramente : da oggi non perdero’ una sola occasione di critica su tutto cio’ che non verra’ immaginato, pensato e fatto per l’esclusivo bene della Sicilia”. Lo scrive oggi nel sul blog il presidente dell’Assemblea regionale sicilia, il forzista, Gianfranco Micciche’, che da giorni ripete come la condanna del governatore Salvatore Cuffaro a 5 anni per favoreggiamento e rivelazione di segreto nel processo alle ’Talpe alla dda’, “abbia indebolito la Sicilia”. Micciche’ aggiunge : “Sia chiaro a tutti quelli che, non sapendo cosa dire, continuano a darmi dello sciacallo, che io non voglio cambiare il governatore, voglio cambiare la Sicilia”. Per il l’inquilino di Palazzo dei Normanni, “non si puo’ accettare l’atteggiamento di superficialita’ con cui e’ stata letta la sentenza di condanna da parte di chi rappresenta tutti noi. Sui giornali italiani e stranieri e’ venuta fuori ancora una volta una Sicilia culturalmente arretrata, non ancora attrezzata a fare parte del mondo evoluto. Sin dalle prime dichiarazioni sarebbe stato utile lanciare segnali forti di cambiamento. Cambiamenti di metodo per dimostrare, con nettezza, che da oggi non esisteranno piu’, neanche nei film, vaghe possibilita’ di contatto con il cancro mafioso. E invece, ad essere protagoniste sono state improbabili veglie in chiesa (normalmente i motivi delle veglie sono altri) e ingiustificate contentezze. Secondo me – sottolinea – non si sarebbe dovuta festeggiare neanche un’eventuale assoluzione”.

    Commento di MasadaAdmin — Gennaio 21, 2008 @ 12:03 pm | Replica


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