Nuovo Masada

ottobre 25, 2007

MASADA n. 546. 5-10-2007. Toghe sporche e logge massoniche

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Annozero sulle toghe sporche: Troppo di non detto nell’Annozero di Santoro di ieri sera sul trasferimento coatto del PM De Magistris da Catanzaro ordinato dal Guardasigilli Mastella. La parola d’ordine e’: tacere. Lo scandalo enorme che rischia di offuscare tangentopoli e getta nel baratro tutte le istituzioni e’ zittito da una omerta’ impressionante: magistratura corrotta e ammanicata, Guardia di Finanza, politici locali e centrali, ‘ndrangheta e mafia, tutti uniti in una cricca inestricabile di cui si profilano i contorni amplissimi di complicita’ in reato.
Il reato: furto e spartizione di finanziamenti pubblici italiani e europei, per miliardi e miliardi di euro. Santoro e’ stato ben attento a non fare nomi e soprattutto a non denunciare crimini, per tema di rivalsa che’ gia’ cosi’ Mastella aveva minacciato di interdire la trasmissione. v

Due cose sono emerse da Annozero: la ragnatela fittissima che lega comportamenti illegittimi ormai in tutti i gangli dello Stato e condanna all’iniquita’ e alla miseria intere popolazioni del sud, e la furia popolare di protesta che si leva come un urlo solo dalla Calabria e dalla Basilicata contro una corruzione che non rispetta piu’ alcuna cosa o persona e che moltiplica le vittime proteggendo i delinquenti.

Che vi sia materiale scottante a iosa, tale da inchiodare qualunque giornalista o magistrato con denunce a raffica e la morte civile e’ piu’ che evidente.
Eppure l’esplosione covava sotto la cenere come un disastro annunciato da giorni, anni..

E tutto quel che si produce negli organi di informazione sono gli articoli di Libero e La Stampa il giorno in cui va in onda Annozero per attaccare De Magistris con un’ondata di fango, come gia’ facevano i tangentisti con Di Pietro e il pool di Mani Pulite, solo che qui, nell’Italia di oggi, la denunzia delle Toghe pulite e’ stroncata sul nascere.

De Magistris viene trattato da pazzo perche’ ha raccolto un numero enorme di tabulati, in cui compaiono troppi politici, ma lui smentisce e le sue intercettazioni, in verita’, sono pochissime. Si dice che vuol mettere sotto controllo 2.000 persone e che ha commesso gravi irregolarita’ procedurali, lo si dice in una regione dove i DS hanno vinto col 62% dei consensi ma ci sono 33 consiglieri inquisiti su 49, e dove in un solo anno ci sono stati 23 omicidi tutti irrisolti. Si profila uno scandalo enorme che colpisce il suo capro espiatorio, un Magistrato che da due anni e’ continuamente sotto il torchio degli ispettori ministeriali e che ora, per ordine di Mastella, intendono proprio levarsi dai piedi questo PM scomodo.

Santoro parla en passant degli affari Poseidone e Why not, un giro di depuratori mai fatti che hanno inghiottito milioni di euro, un giro vorticoso di finanziamento statali e europei che qui hanno trovato le loro sabbie mobili.

La Casta comprende ormai la Piovra, in tutte le sue diramazioni, ‘ndrangheta, camorra, mafia e loggia massonica.

Lunedi’ il CSM dovra’ decidere sul trasferimento di De Magistris. Le accuse sono di scarsa deontologia e di irregolarita’ formali, poca cosa quando la sostanza e’ ben piu’ scottante. Dalla decisione del CSM (e vedremo quanto e’ politicizzato o unito in un rapporto omertoso con le toghe sporche) dipende se il coperchio sara’ rimesso e sigillato sul pentolone rovente della disgraziata Calabria o se lo Stato corrotto sfida realmente una rivoluzione popolare, perche’ la misura e’ colma, e, se accadranno fatti spiacevoli, gli esiti letali saranno attribuiti ai Grillo o ai Travaglio di turno, come ha gia’ preannunciato Mazza. Dopodiche’ ci potremo aspettare di tutto, ma non certo un allargamento dell’informazione, della liberta’ e della giustizia.

Le inchiesta scomode della Magistratura sono state sempre ostacolate da una classe politica ormai totalmente bypartisan, ma e’ la prima volta che il trasferimento di un PM viene chiesto da un Ministro “prima” che una inchiesta si apra. Che il Governo di B fosse nemico acerrimo della giustizia e colpisse in ogni modo i Magistrati puliti, demonizzandoli e insultandoli con una campagna di delegittimazione continua lo abbiamo visto bene.

Il giudice Emilio Sirianni di Magistratura Democratica lo disse chiaro a Sole 24 ore: “Il sud non e’ diverso dal resto d’Italia, ma qui tutto e’ di piu’”.

Nobilissime le parole di Clementina Forleo: “Troppo spesso i magistrati si imbattono nei poteri forti e, come diceva Borsellino, il coraggio e’ quello che conta. Deve vincere il senso dello Stato e il principio fondamentale dell’uguaglianza, la legge deve essere uguale per tutti. C’e’ una Magistratura che gira l’occhio dall’altra parte e che contribuisce a diminuire la credibilita’ dello Stato o per connivenza o per conformismo ecc.. Si sono scoperchiate delle pentole che comprendono le famose toghe lucane e ora arrivano le intimidazioni e i trasferimenti”.

Ci sono qui almeno tre filoni di inchiesta: toghe sporche in Basilicata, finanziamenti pubblici in Calabria, gravi connivenze politiche col malaffare e la criminalita’ organizzata all’interno di una loggia massonica.

Alla base di tutto: una classe politica corrotta e spartitoria che fa degenerare le istituzioni rovinando il paese.

La Basilicata e’ una terra ricca di acqua e di petrolio, eppure e’ una delle regioni piu’ povere d’Italia dove ingenti finanziamenti pubblici italiani ed europei prendono la via del furto privato, perpetrato e protetto da quella stessa magistratura che dovrebbe reprimerlo.

La madre di una vittima dice: “Qui c’e’ la volonta’ ferrea di non fa sapere la verita’”.

Disse Norberto Bobbio: “Quando non si vede bene cio’ che sta davanti, viene spontaneo chiedersi cosa c’e’ dietro”.

Dalle testimonianze delle vittima della malagiustizia, ad Annozero, emergono squarci spaventosi di inchieste gravide di risvolti illegali, scene del delitto modificate, autopsie non praticate, scomparsa di fatti e prove, inquietanti frequentazioni che i magistrati fanno a livello amicale coi peggiori delinquenti, protezione palese degli stessi a livello giudiziario.. ma di fronte a questi abusi dei Magistrati che colpiscono le vittime due volte, nessun ispettore ministeriale si e’ mai mosso e, nel tempo i magistrati di citta’ piccole come Potenza, potetini anch’essi, hanno consolidato frequentazioni inquietanti con i boss locali, al punto da nasconderne i crimini e di insabbiarne le denunce.

Perche’ De Magistris non ha chiesto al suo superiore, il procuratore Lombardo, la convalida ai suoi atti? Forse perche’ il figlio di Lombardo era uno degli accusati? Forse perche’ era implicato nell’affare Poseidone col senatore di FI Pistelli? Forse perche’ toccava 800 milioni di euro spariti per i depuratori? E se lo stesso Mastella ha frequentazioni con Saladino, imprenditore che gestiva parte del malaffare, con che diritto puo’ lo stesso Mastella troncare l’inchiesta che lo vede colluso con gli imputati? Col diritto del potere? Ma allora, ditelo, che siamo fuori da ogni democrazia.

E’ presente Luigi Scotti, sottosegreteria della Giustizia, uomo di fiducia di Mastella, ma la sua difesa non e’ affatto convincente quando, di fronte all’enormita’ dei casi proposti, insiste nei rilievi formali, nell’abuso di ufficio, nelle irregolarita’ procedurali. Puntualizza che non e’ la prima volta che Mastella chiede un trasferimento ma la settima e quel trasferimento e’ stato chiesto perche’ cio’ e’ nella potesta’ del Ministro secondo la legge (quella che li ha fatto?).

Mastella alle Camere ha detto di essere un mero esecutore, che ha agito seguendo il suo dovere in base a irregolarita’ denunciate. Nega che questo trasferimento abbia a che fare con le societa’ ‘Why not?’ E ‘Poseidone’, eppure i suoi ispettori hanno interrogato il PM soprattutto su queste. E hanno chiesto spiegazioni su 120 imputati interrogati e poi rilasciati senza conferma di fermo e su troppi tabulati telefonici, molti dei quali non autorizzati. De Magistris ha una interpretazione diversa, ma Scotti lo considera in grave negligenza e aggiunge che per 80 imputati gravi su cui si chiedevano provvedimento cautelare mancano i permessi, eppure ci sono anche sospetti di gravi fatti di sangue ma una decina di GIP italiani si e’ rifiutato di convalidare i fermi e 26 di loro sono stati scarcerati.

Sono 3 anni che de Magistris e’ torchiato dagli ispettori ministeriali, l’ispezione nei suoi confronti e’ permanente, e questo- dice lui ironicamente “dovrebbe parlare bene di quello che faccio, visto che gli ispettori si muovono solo dove ci sono Magistrati che lavorano”.
“Nel mio cuore e nella mia mente c’e’ innanzitutto l’articolo 3 della Costituzione che dice che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge”.
Minacce poche, ma troppe intimidazioni. “Mi hanno messo sotto tutela e mi hanno dato una macchina blindata, peccato che non mi diano la benzina e mi facciano divieto di mettercela” “L’inchiesta Poseidone mi e’ stata tolta, ora si tenta di togliermi anche questa”.

Il principale sistema di drenaggio del denaro pubblico sono le societa’ in cui si mescolano pubblico e privato, e in cui pesca la corruzione di Magistratura, Guardia di Finanza, Politica. Chi controlla queste societa’?
La maggior parte degli indagati fa parte di una loggia massonica coperta.

Uno dei principali accusati e’ l’imprenditore Antonio Saladino, imprenditore ed ex presidente della Compagnia delle Opere. Si parla di truffa aggravata, di estorsione… ma Saladino e’ amico di Mastella e Mastella lo copre.
Cosa puo’ fare contro una cosca di queste proporzioni un Magistrato’

Il Magistrato e’ un uomo solo. Lo dicevano Falcone e Borsellino. Le istituzioni non lo aiutano, lo lasciano morire, perche’ stanno dalla parte di quelli su cui egli indaga, dalla parte dei suoi nemici. E si sono resi cosi’ forti che non temono danno alcuna dalle loro malefatte.

Dice Santoro: “L’Italia e’ uno stato di diritto fondato sulle prescrizioni”.

La solitudine del Magistrato viene anche dall’interno, dall’abbandono in cui lo lasciano molti suoi colleghi.
Il moto di Clementina Forleo e’ “Sii prudente!” “Io li pretendo i controlli sul giudice, ma essi devono avvenire con delle regole che siano le stesse per il Ministro come per il Mario Rossi qualunque, anche per lui gli ispettori devono muoversi, se c’e’ sospetto di irregolarita’, che non accada che Ali’ Mustafa’ o il Mario Rossi qualunque stiano in carcere dieci anni prima che qualcuno si accorga che c’e’ stato uno scambio di nomi e li assolva per non aver commesso il fatto”.
Invece ci muoviamo solo quando sono toccati a santuari, nessun ispettore si muove per vedere che un ufficio e’ paralizzato e non puo’ fare nulla per mancanza di organico. Queste inchieste sono momenti di verita’, lo sanno tutti che in Calabria i soldi scompaiono, le opere non vengono fatte, i maneggi ci sono, ma non e’ su questo che gli ispettori indagano, si muovono solo quando un Magistrato cerca di fare luce su un politico. Ma “Se ci tolgono de Magistris siamo al buio completo”.

Potenza e’ una citta’ di 150.000 abitanti, ci sono una trentina di giudici e sono tutti potentini. Le inchieste sulla criminalita’ colpiscono persone che sono amici, parenti, familiari dei giudici stessi, cosi’ accade che i fascicoli riposino per 9-10 anni nei cassetti della procura e siano tirati fuori a prescrizione sopraggiunta. La commistione tra potere giudiziario, criminale e politico, negli anni, e’ diventata stretta. E chi e’ vittima puo’ aspettare decine di anni invano che la giustizia sia fatta.

I ragazzi di Catanzaro in rivolta erano tanti, erano tutti. Hanno ancora fiducia che il bene trionfi, che giustizia si faccia, vogliono e devono credere nelle istituzioni. Se pure ci fossero errori formali, cacciare de Magistris vuol dire togliere speranza a un popolo. Non si puo’ accettare che ci vuole che la legge sia uguale per tutti venga trasferito.

Commuove la testimonianza di Rosanna, la figlia del Giudice Scopelliti, ucciso nel 91 per il maxiprocesso sulla mafia. Se ne era andata dalla Calabria ma ora torna, chiamata dalla protesta di questi giovani. Dice. “Mio padre e’ stato ucciso non solo dalla mafia, ma dallo Stato. E dopo 16 anni gli assassini di mio padre sono stati prosciolti. Non e’ possibile che si faccia passare l’indulto per liberare prima i colpevoli e si imbavagli la giustizia come in Calabria! Sono tornata perche’ ho visto i ragazzi di Locri, sono tornata richiamata da quel grido: “Ammazzateci tutti!” Il lavoro di questi ragazzi che da due anni non demordono non e’ stato vano”.

Clementina Forleo si commuove di fronte a questi ragazzi come per un fenomeno inedito. Quello striscione “E adesso trasferiteci tutti!” riecheggia l’altro dei ragazzi di Locri “E adesso trasferiteci tutti!”, che venne portato dopo l’omicidio di Fortugno, ed e’ un segno bellissimo, che la gente si sta svegliando, un segno che finge di non vedere lo Scalfari che parla di antipolitica o il Mauro che dice che la gente deve prendere le vie ufficiali dei partiti, ma perche’, di grazia, se anche il voto e’ stato coartato e i programmi elettorali, come ha detto Polito, sono specchietti delle allodole?

Viene mostrato Buccicco, il sindaco di Matera (AN), l’uomo da cui tutto e’ partito, che nega clamorosamente e querela, anche il generale dei carabinieri Zacheo, inventando un nuovo reato, un mostro giuridico: “associazione a delinquere a mezzo stampa”, cosi’ si chiama oggi dire la verita’, un reato da manicomio. Cosi’ partono perquisizioni a giornalisti e magistrati. E con esse chi era inquisito viene a sapere cosi’ che si sapeva e si difende meglio.

Eppure basterebbe guardare gli organici delle societa’ per avere una immagine inquietante di cio’ che accade. Il paese ormai fida solo in quei magistrati, sindacalisti o preti, come don Marcello, che fanno il loro mestiere.

La voglia di diritto sale nel paese. Non e’ affatto una societa’ che ha perso il senso della propria identita’, se insorge e’ proprio perche’ l’ha ritrovata.

I motivi per il trasferimento di de Magistris- dice Salvatore Borsellino- mi ricordano i modi usati da Carnevale contro mio fratello. “Mi sono allontanato per sette anni per l’assuefazione e l’indifferenza della gente e ora vedo questi ragazzi e mi si apre il cuore!”. Ma l’incredibile Scotti nega che persino Borsellino sia stato lasciato solo. Forse non ricorda che per aver parlato di Berlusconi, di dell’Utri, di Mangano, Borsellino fu deferito al CSM.

E quel vergognoso Chiaravalloti, tronfio, sicuro di se’, dice: “Oggi i giudici non si uccidono piu’ col tritolo!” e ride.
Ma Sonia Alfano, figlia del Giornalista Beppe Alfano, assassinato dalla mafia, chiede: “Dobbiamo aspettare che anche de Magistris venga ucciso per dire che era bravo e fargli gli onori funebri?”.

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Letterina di Licio Gelli

Marco Travaglio

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Gentile redazione di Annozero
Vi scrivo dagli arresti domiciliari di questa mia modesta villa di Castiglione Fibocchi, dove mi trovo da molti anni, dimenticato da tutti, ma io non serbo rancori. Sono al di la’ delle ideologie, come al tempo di guerra, quando stavo contemporaneamente con i partigiani e con i nazi-fascisti, e tanto piu’ oggi che i vecchi schemi sono superati e che, o governi la destra o la sinistra, tutti mi rubano le idee senza nemmeno pagarmi la SIAE.

Anch’io pero’ ho commesso un errore, accecato dal mio anticomunismo. Ho puntato sempre sul cavallo e anzi sul Cavaliere sbagliato, il mio allievo Silvio, tessera P2 1816, e non ho visto quanto di buono, invece, c’era nella sinistra.
Gia’ mi ero ricreduto ai tempi della bicamerale. Le botte alla giustizia di D’Alema e di Boato erano copiate paro paro dal mio Piano di Rinascita democratica, tant’e’ che ho chiesto inutilmente i diritti d’autore, ma poi Silvio, che non capisce niente, ha fatto saltare la bicamerale.

Da allora il Piano di Rinascita Democratica e’ come la settimana enigmistica, che vanta migliaia di tentativi di imitazione, anche a sinistra, anzi e’ stato abbondantemente superato. Mi sento un minimalista.

Prendete i furbetti del quartierino! Due anni fa d’accordo con berlusconiani e dalemiani, questa nuova P2 si stava pappando il corriere della Sera, sulla scia di quello che avevo fatto io negli anni ’80 e solo che all’epoca c’era Enrico Berlinguer che si mise a strillare in difesa della liberta’ d’informazione. E invece i DS difendevano il compagno Ricucci e gli altri furbetti progressisti. Se non era per Silvio che ha lasciato mani libere alla procura, di Milano, si sarebbero espugnati anche il Corriere e qualche banca come ai vecchi tempi.

Ora so che vi occuperete del trasferimento chiesto da Mastella per quel PM che indaga e fate bene: i PM non devono indagare, soprattutto al sud, dove io vanto molti amici e confratelli, lo dicevo gia’ ai bei tempi.

Mi hanno dato di golpista per molto meno, io non volevo trasferire nessun Magistrato. Mi accontentavo di mettere le procure sotto il controllo del Governo, ma lo dicevo per il bene dei giudici. Se li lasci liberi di lavorare e gli dai i mezzi per indagare, poi quelli scoprono le cose e qualcuno li deve ammazzare e non una bella cosa, si lasciano macchie di sangue e si spende un sacco di soldi in kalasnikov e tritolo, e poi soprattutto si rischia che l agente si affezioni ai magistrati, che e’ la cosa peggiore che puo’ capitare.

Ora finalmente mi hanno capito. Appena un PM indaga su un potente, i politici lo attaccano da destra a sinistra, nessuno lo difende, gli tagliano i ponti, gli levano la benzina, gli tolgono la scorta, lo massacrano dr interrogazioni parlamentari e di ispezioni e poi gli rubano l’indagine. Cosi’ il PM rimane isolato e si mette paura o magari si innervosisce un po’ e litiga col suo capo e a questo punto il Ministro fa da paciere, fa finta di sedare e fa cacciare sia il capo che il sostituto. Pari a patta, sembra, e invece no, cosi’ si mettono i PM al guinzaglio del Governo senza cambiare la legge e i magistrati si rendono innocui, senza nemmeno bisogno di ammazzarli. Geniale! Dico io, non poteva pensarci Silvio? Per carita’, tante cose le ha imparate anche lui. Si e’ preso un giudice la Mondadori, tramite Previti, comprando un giudice, si e’ tenuto tutte le sue tv private avute mediante Craxi, ha distrutto la RAI senza bisogno di comprare nessuno, perche’ c’e’ pure gente che ubbidisce gratis ma nella giustizia e’ un disastro. Quando veniva a scuola da me, glielo dicevo sempre: diventi premier, separi le carriere, metti i PM sotto l’esecutivo, cosi’ per indagare su di te devono chiederti il permesso e ti mica glielo dai! Pero’, mi raccomando, tutto sottovoce! Non ti fare accorgere di niente! Un allievo cosi’ somaro non l’ho mai visto! A parte la legge sul rientro dei capitali dall’estero, che era un’idea mia, ha passato 5 anni a strillare contro i giudici, a farsi le leggi su misura, a depenalizzarsi i reati, accorciarsi le prescrizioni, a cestinare le rogatorie, a regalarsi l’immunita’, a spostarsi i processi, ad abolirsi l’appello, cosi’ faceva un gran casino, Per giunta non risolveva niente, perche’ l eleggi erano pure scritte coi piedi e non funzionavano mai, alla fine ha pure perso le elezioni. Una catastrofe! Quando veniva a scuola da me, lo rimandavo sempre a settembre sulla giustizia. Si applica, ma non studia.

Per non parlare di quell’altra zucca che avevo in lista, Gustavo Selva! Mi va a prendere un’ambulanza come un taxi per arrivare prima in televisione, poi dice che si dimette, non si dimette, e mi puttana in un colpo solo anni e anni di loggia.
Invece, questo Mastella non l’ho mai conosciuto ma lo avrei voluto come allievo. So che l’amico Andreotti ci sta lavorando, gli sta molto vicino e gli da’ buoni consigli e i risultati si vedono.

Appena arrivato al Ministero, l’amico Previti si e’ subito salvato con l’indulto. Poi e’ passato l’ordinamento giudiziario che di fatto separa le carriere e ora cominciano a trasferire i magistrati che indagano. Poi i qualunquisti alla Grillo dicono che destra e sinistra sono uguali. Col cavolo! Quelli della destra sono dei dilettanti! Questi sono dei professionisti!

Se vogliono mettere le mani sulla magistratura, loro lo fanno e ci riescono a separare le carriere, ci avevano provato Bettino e Silvio. Nessuno c’era riuscito. E’ arrivato Clemente, ce l’ha fatta subito.

Non solo. Ci sono questi procuratori, a Roma, a Milano, a Palermo, in Calabria, che rompono le scatole? Con la legge Mastella, zacchete! Bollino di otto anni e tutti trasferiti! Cosi’ adesso se ne vanno 335 procuratori in un colpo solo!
Se riusciamo a mandare via De Magistris, poi a spostare i rompipalle residui sara’ un gioco da ragazzi.
Bisogna solo evitare gli effetti collaterali, cioe’ mandare de Magistris a Milano e la Forleo a Catanzaro, senno’ siamo di nuovo punto e a capo!

Naturalmente se queste cose le proponevo io, mi arrestavano per colpo di stato, invece le fa l’Unione, il centrodestra non dice niente, nessuno protesta e non succede niente. Averne di governi cosi’! Questo si merita proprio il premio grembiulino d’oro 2007! Tanto di cappello! Anzi, di cappuccio!

Licio Gelli

Amar-Comix
Le vignette di Staino

Si e’ parlato tanto di costi della politica, ci sono anche i conti per le scelte scellerate, come mantenere l’Italia in guerra.
Prodi: ”Aggiungete ai costi qualcosa per la corona di fiori e la medaglia a Lorenzo d’Auria!”
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Intreccio di politica, affari, massoneria.. e la Giustizia?
“La loggia e’ uguale per tutti”
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Miracoli di Madre Mastella da Calcutta:
-“E allora gli ha detto: “Alzati e cammina!”
-“Ha resuscitato Lazzaro?”
-“No, ha trasferito de Magistris”

-Basta prendersela sempre con madre Mastella!
-Chi e’ senza peccato scagli il primo magistrato!”
-E vediamo chi lo lancia piu’ lontano”
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-I magistrati corrotti fanno schifo
-Sara’ per quello che nessuno li tocca

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Il riscatto della Calabria
Si sono di nuovo fregati i fondi per pagarlo

Mafioso:
Magistrati scomodi. Qui a Palermo li trasferiamo direttamente all’altro mondo.

Non c’e’ nessuna giustizia per i potenti perche’ voi poveracci riempite le galere e per noi non c’e’ mai posto.

Magistropoli a Potenza

Da sole 24 ore

Perche’ Luigi De Magistris, perche’ proprio lui? Qual e’ la priorita’, l’assoluta, incalzante, impellente, imperiosa urgenza che ha convinto Mastella a chiedere al Csm di trasferire, in via cautelare, il PM di Catanzaro?

L’analoga richiesta del ministro contro il procuratore capo Mariano Lombardi e’ soltanto il frutto di questa censura. Lombardi, per Mastella, deve andar via da Catanzaro per non aver controllato con piglio autoritario, diretto nella direzione giusta, moderato quanto basta le mosse di De Magistris. Quindi, e’ De Magistris il problema di Mastella.
Perche’? Perche’ il ministro si e’ precipitato in avanti con un passo inconsueto per la sua democristianissima prudenza senza attendere gli esiti dell’istruttoria in corso al Consiglio superiore della magistratura che si sta gia’ occupando del conflitto che divide il sostituto e il suo capo)? E’ alquanto improbabile che il guardasigilli riesca a offrire uno scampolo di risposta convincente.
E’ una facile previsione se si guarda al deprimente stato in cui marcisce l’amministrazione della giustizia in Calabria.

Emilio Sirianni, un giudice civile, appena qualche giorno fa ha raccontato con dovizia di dettaglio al Sole-24 Ore che cosa accade nelle aule di giustizia calabresi. Nel novembre del 2006, a Vibo Valentia, fu arrestato il presidente di sezione del Tribunale civile insieme a pericolosi mafiosi locali. Sia prima che dopo l’arresto, c’e’ stato un silenzio assordante dei magistrati di quel Tribunale. Possibile che nessuno avesse mai notato frequentazioni e comportamenti sospetti? La Procura di Locri e’ stata lasciata a lungo nelle mani di un giovanissimo magistrato e solo quando ando’ via si accerto’ l’esistenza di 4.200 procedimenti con termini scaduti da anni, su un totale di 5000 e di circa 9000 procedimenti “fantasma”: risultavano nel registro, erano inesistenti in ufficio.
Capita, in Calabria, di vedere entrare un avvocato in camera di consiglio e dopo un po’ arrivare un cameriere con vassoi di leccornie. Parleranno del campionato della Reggina? In Calabria puo’ accadere che un giudice decida che un notaio, imputato di “falso ideologico”, non sia considerato un pubblico ufficiale. Reato derubricato in “falso in scrittura privata”, tempi di prescrizione ancora piu’ brevi. Notaio prosciolto. Il pubblico ministero non propone l’appello. La disorganizzazione dell’ufficio lascia scadere i termini.

O il caso del bancarottiere? Dichiara di aver utilizzato i soldi distratti all’impresa per curare il fratello malato di cancro. Il giudice riconosce lo “stato di necessita’” e, senza chiedergli prova della malattia del fratello e del suo stato di indigenza, lo proscioglie. Sulla parola.

“Conformismo, tendenza al quieto vivere, fuga dai processi scottanti, pigrizia” sono per Sirianni i codici di lavoro della magistratura in Calabria, “una magistratura che – per indifferenza, paura, connivenza, conformismo, furbizia – gira la testa dall’altra parte, strizza l’occhio ad alcuni imputati, non vigila e non fa domande sulle anomalie dell’ufficio”.

Non sara’ agevole per Mastella sostenere che il “caso” di Luigi De Magistris debba trovare con rapidita’ una soluzione con il trasferimento del pubblico ministero perche’, in caso contrario, l’amministrazione della giustizia a Catanzaro e in Calabria ne ricevera’ un danno irreversibile. Non sara’ agevole anche perche’ Luigi De Magistris e’ al lavoro per sollevare i coperchi di quelle pentole borbottanti dove si incrociano, protetti da una magistratura connivente, spaventata o conformista, gli interessi di istituzioni, amministrazioni, politica, imprenditoria, finanza.

Un sistema, sostiene il pubblico ministero, che ha la pretesa di controllare tutti i finanziamenti pubblici che dall’Unione Europea piovono in una Calabria, che ha il vantaggio di essere “obiettivo 1″ e attende negli anni 2007/2013 un flusso di danaro pari a 8 miliardi e mezzo di euro.

E’ un pugno di indagini che, nonostante il ministro Bersani le abbia in disprezzo e le definisca “bufale”, si muovono intorno ai leader dell’Udc, di Forza Italia, nei pressi di qualche consulente di Palazzo Chigi, vicino a qualche amico personale di Mastella. Sarebbe stata una buona ragione, per il ministro di tenersi lontano da De Magistris. Glielo avrebbe dovuto consigliare il buon senso e la moderazione.

In assenza di risposte soddisfacenti del guardasigilli, si fa fatica a non pensare che proprio il passo spedito, non distratto, fermo di quel pubblico ministero sia oggi per il ministro (per il governo?) l’impellente, imperiosa urgenza che lo ha costretto a chiederne il trasferimento. Dovremmo chiederci, forse, se la prossima nella lista non sia il giudice di Milano Clementina Forleo. Anche lei, in verita’, qualche preoccupazione la da’. Ne paghera’ le conseguenze, signor ministro

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Vedi anche Luigi D’Avanzo. Repubblica

….Un “comitato d’affari” comprendente politici, magistrati, avvocati, imprenditori e funzionari avrebbe gestito grosse operazioni economiche in Basilicata.
Gli accusati avrebbero costituito un “vero e proprio centro di affari occulto”, che tutelava “interessi personali e di gruppi”. Coinvolti nelle indagini vi sono il sottosegretario allo sviluppo economico Filippo Bubbico, dei Ds, il procuratore generale di Potenza Vincenzo Tufano, l’avvocato Giuseppe Labriola e la dirigente della squadra mobile di Potenza Luisa Fasano.

Le ipotesi di reato sono abuso d’uffico per Tufano e Fasano e corruzione in atti giudiziari e associazione per delinquere per Labriola. Il Guardasigilli aveva inviato i suoi ispettori dopo la polemica scoppiata a Catanzaro tra il capo della Procura Mariano Lombardi e il pm De Magistris, al quale era stata revocata l’assegnazione dell’inchiesta «Poseidone», relativa alla gestione di fondi per la depurazione e l’ambiente. Tale inchiesta verteva sulle presunte illegittimita’ compiute nella gestione dell’emergenza ambientale in Calabria, dove in cinque anni, tra il 2000 e il 2005, sarebbero spariti 500 milioni di euro, pari a mille miliardi delle vecchie lire.

Nell’inchiesta Poseidone sono indagate una cinquantina di persone, tra cui il segretario nazionale dell’Udc, Cesa, e l’ex presidente della Regione Calabria, Chiaravalloti, e il senatore di FI e coordinatore del partito in Calabria, Giancarlo Pittelli.

La revocata era stata ordinata dal procuratore capo Lombardi, dopo che lo stesso de Magistris aveva inviato un avviso di garanzia al senatore Giancarlo Pittelli, sostenendo che non era stato informato degli sviluppi.

Se la richiesta di Mastella venisse accolta da palazzo dei Marescialli, De Magistris dovrebbe abbandonare anche altre inchieste.
Il pm, infatti, oltre alle gia’ citate “Toghe lucane” e “Poseidone”, e’ titolare dell’inchiesta denominata «Why not», che ruota attorno al ruolo della Loggia di San Marino che avrebbe gestito truffe utilizzando ingenti fondi europei e finanziamenti pubblici destinati alla Calabria. Il ruolo svolto dalla loggia, della quale avrebbero fatto parte la maggiore parte degli indagati, sarebbe stato quello di una vera e propria lobby che ha influito sulle scelte di amministrazioni pubbliche per l’utilizzo di finanziamenti e l’assegnazione di appalti. Milioni di euro provenienti da finanziamenti europei, nazionali e regionali che finirebbero in una miriade di societa’ (corsi di formazione, lavoro interinale, aziende vere e fasulle) facenti capo ad Antonino Saladino, ex presidente della Compagnia Delle Opere del sud Italia.

Tra i nomi eccellenti coinvolti in tale inchiesta ci sarebbe anche quello del premier Romano Prodi, indagato per abuso d’ufficio, anche se dalla procura non e’ mai arrivata alcuna conferma ufficiale. Palazzo Chigi ha sempre ribadito la “totale estraneita’” del premier, ripetendo che “non c’e’ nessun segreto sulla scheda telefonica usata da Prodi al suo ritorno in Italia da Bruxelles fino ad oggi”. Il coinvolgimento di Romano Prodi nell’inchiesta sul “comitato d’affari” e’ stato provocato, infatti, dal ritrovamento e dal sequestro di un cellulare in uso ad Antonino Saladino. Il pm De Magistris vuole accertare se il presidente del consiglio Prodi fosse a conoscenza delle operazioni finanziarie e degli interventi per procurarsi finanziamenti della comunita’ europea da parte di alcuni suoi piu’ stretti collaboratori, in particolare Pietro Scalpellini e l’ex presidente della Compagnia delle Opere del sud Italia, Antonino Saladino e l’on Sandro Gozi, anche lui iscritto nel registro degli indagati.
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Sei perquisizioni a carico di giornalisti e appartenenti all’Arma dei Carabinieri sono in corso a Matera, a Roma e in Puglia nell’ambito di un’inchiesta in cui sono ipotizzati il reato di associazione per delinquere finalizzata alla diffamazione a mezzo stampa e alla violazione del segreto istruttorio, in relazione all’inchiesta cosiddetta ”toghe lucane” della Procura di Catanzaro.

Secondo quanto si e’ appreso, la Polizia sta perquisendo abitazioni e studi professionali dell’editore, del direttore e di un redattore del periodico ”Il resto” di Matera (Emanuele e Nino Grilli e Nicola Piccenna), del giornalista del ”Corriere della Sera”, Carlo Vulpio – che per primo scrisse dell’inchiesta della Procura calabrese – del giornalista della trasmissione televisiva ”Chi l’ha visto?”, Gianloreto Carbone, e del capitano dei Carabinieri Pasquale Zacheo, comandante della compagnia di Policoro (Matera) dell’Arma.

L’inchiesta e’ coordinata dal pm di Matera, Annunziata Cazzetta, ed e’ la conseguenza di denunce presentate dal sen. Emilio Nicola Buccico (An) – che e’ anche sindaco di Matera dal giugno scorso – e da altri indagati nelle indagini coordinate dal pm di Catanzaro, Luigi De Magistris. Buccico e altri indagati si sentirono diffamati dalle notizie pubblicate sull’inchiesta ”toghe lucane” e dai riferimenti alle loro persone in relazione ad altre gravi vicende avvenute in Basilicata negli anni scorsi, compresi fatti di sangue. (ANSA).

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