Nuovo Masada

ottobre 25, 2007

MASADA n. 545. 4-10-2007. Una grande Nazione retta da un sistema delinquenziale.

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La loggia degli affari- Casta politica e casta clericale- L’Europa non parla italiano- Donne sotto attacco permanente – Street Space Parade- Marcello dell’Utri story- Che fine ha fatto il decreto Gentiloni?- Casta statale

“Il limbo italico fatto di mezze tinte, mezze idee e di mezze persone.” (Turati. Critica sociale 1892)
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Giuliano Ferrara: “Chi non e’ ricattabile non puo’ fare politica in Italia”.

Come un cancro, superando un certo livello, la corruzione della politica diventa un sistema che si autorigenera automaticamente e per cui non esistono piu’ anticorpi” (Viviana)

Beppe Niccolai: “La corruzione e’ il fatto centrale della vita politica italiana, la corruzione e’ la conseguenza della politica (specie economica) che fino ad oggi si e’ seguita; la corruzione e’ la causa della degradazione economica che ci ha colpiti. L’apparato politico organizzativo che regge lo Stato italiano e’ di tipo delinquenziale in quanto, per reggersi e sostentarsi, altra via non ha se non quella di ingigantire il fenomeno corruttivo.
Effetto immediato della corruzione politica e’ la mortificazione delle competenze. Perche’ c’e’ necessita’, da parte della corrotta partitocrazia di insediare uomini suoi nei centri di potere. E non per condurre una politica coerente a ciascun Istituto e di cui sono capaci solo i competenti, ma piuttosto la politica clientelare necessaria al supporto e all’allargamento del potere politico. Da qui l’indicazione non dei capaci e dei competenti, ma dei propri amici solo preoccupati delle loro correnti, dei loro gruppi, del loro potere. Il potere politico che nomina i suoi clienti non puo’ fare a meno di essi per condurre la politica corrotta che esige per reggersi. Il potere fa una politica di corruzione. Per eseguirla non puo’ servirsi ne’ degli onesti, ne’ dei competenti. Fisiologicamente li espelle. E, in contemporanea, deve assoldare disonesti e corrotti che sono omogenei al potere che li nomina.”

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Adolfo Battaglia

(amico di La Malfa) scriveva:

«La lottizzazione e’ sinonimo di corruzione. E nella lottizzazione, cioè nella gigantesca piovra che da un quarto di secolo ha assalito banche, enti, istituti pubblici, strumenti finanziari, in sede centrale, in sede locale, tutto, ovunque ci fosse qualche briciola di denaro, e dunque di potere, da amministrare, sta uno dei massimi contributi, insieme alla disamministrazione del paese, alla corruzione materiale del suo tessuto, e alla disperazione morale delle forze vitali che pure esistono in questa societa’ e che potrebbero, se impiegate, salvarla….Dovunque si guardi il fenomeno non e’ diverso. Se parliamo di pensioni o di sussidi, di leggine settoriali o di promozioni irregolari, di salvataggi di aziende o di giungla retributiva, di RAI o di fondi di dotazione, di privilegi corporativi, di urbanizzazioni abusive, di concessioni di favore, sempre il germe della corruzione e quello della distorsione della finalita’ economica marciano insieme al nepotismo».

«E che cosa e’ la stessa lotta politica entro i partiti? Si pesa in essi non per il valore personale ma per la forza organizzata che si ha alle spalle. Si ha forza organizzata se si e’ penetrati entro ambienti determinati. E vi si penetra, non solo se se ne sostengono gli interessi settoriali ma se vi si profonde lavoro coordinato. Lavoro significa sedi personali, riunioni, viaggi, mezzi; costi che qualcuno sopportera’».

«E la struttura dei partiti in correnti organizzate come partiti, non ha gli stessi effetti (e le stesse cause)?»

«Correnti significa sedi, sedi centrali e sedi periferiche, apparato centrale e apparato periferico, sostegno finanziario agli uomini e alle campagne della corrente, tesseramento, convegni, struttura organizzativa, moltiplicazione di costi e moltiplicazione di introiti. Un momento di innesco della corruzione».

«E le campagne elettorali, fondate sul voto di preferenza che cosa implicano, se non anche esse organizzazione di centinaia di costosi circhi Barnum personali? Fossero almeno limitati alle campagne di carattere nazionale, ma no, sono indispensabili in sede regionale, provinciale, comunale, anche in sede circoscrizionale».

«Abbiamo creato in Italia una struttura dei partiti e una struttura di lotta politica del tutto omogenea al disastro nazionale che siamo riusciti a comporre. E in esso l’elemento della corruzione e’ un fatto connaturato al tipo di politica e di organizzazione della vita politica che e’ stato realizzato».

“Il tipo di politica economica condotta in Italia e’ causa ed effetto non solo di un assetto economico e finanziario, ma una articolazione del potere, di un apparato politico organizzativo, di una struttura permanente della nostra vita pubblica che, per reggersi, per sostentarsi, non ha altra possibilita’ che quella di ingigantire il fenomeno corruttivo che essa alimenta, in una sorta di circolo vizioso e necessitato”.

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Leggi l’articolo dell’espresso di Peter Gomez e Marco Lillo del marzo scorso

La loggia degli affari

Parlamentari, generali, industriali. Uniti per dominare gli appalti in Calabria e pesare a Bruxelles. Per il pm e’ una cupola. Che minaccia le istituzioni come la P2

Global Media, la societa’ della famiglia Cesa, potrebbe essere il polmone finanziario dell’Udc. Sono le valutazioni dei periti della Procura di Catanzaro sui flussi bancari della societa’ di eventi e comunicazione.
Non ci sono elenchi, officine, rituali di affiliazione. Anche i cappucci e grembiulini fin qui scoperti dai carabinieri sono pochi. Dei figli delle vedove si percepisce solo l’odore, l’ombra indistinta. Si vedono bene gli appalti pilotati, le nomine di favore, i fondi pubblici distratti in Calabria con sistematica continuita’. Per questo, quando il pm di Catanzaro De Magistris ha deciso di iscrivere al registro degli indagati il segretario dell’Udc, Lorenzo Cesa, e un folto gruppo di generali, industriali e parlamentari, ha avuto pochi dubbi: per tutti il reato contestato e’ violazione della Legge Anselmi, che punisce la costituzione di associazioni segrete.

Non conta la formale iscrizione a un’obbedienza deviata, ma la volonta’ delle persone ora finite nel mirino della magistratura di condizionare le istituzioni e di turbare il corretto andamento della PA. Cosi’ la cupola che per De Magistris da anni gestisce gare, soldi e nomine a Roma come a Catanzaro, grazie a coperture di massimo livello persino a Bruxelles. Mai prima d’ora, la Legge Anselmi era stata invocata contro chi non fa formalmente parte di un’organizzazione massonica.

All’orizzonte una dura battaglia. Da una parte il pm e dall’altra tutti gli altri. A partire dal deputato avvocato di FI, Giancarlo Pittelli, 1°firmatario di una celebre proposta di modifica del codice di procedura penale che avrebbe di fatto reso impossibile qualsiasi indagine nei confronti della criminalita’ organizzata. Con lui e Cesa sono sotto inchiesta il deput. Udc Pino Galati, il generale della GdF Walter Cretella, il consigliere di amministraz. di Finmeccanica ed ex deputato Dc, Franco Bonferroni.

Alla presunta cupola farebbero parte anche Fabio Schettini, gia’ segretario del vicepres. della Commissione europea, Franco Frattini; l’imprenditore legato alla compagnia delle Opere, Antonio Saladino (con cui Mastella e’ in contatto), e l’ex consigliere Anas ed ex responsabile del Commissariato all’emergenza ambientale calabrese, Giovanbattista Papello.
Ed e’ proprio partendo dagli 864 milioni di euro sperperati in Calabria negli ultimi dieci anni per costruire decine di depuratori e impianti per rifiuti poco funzionati o mai collaudati che il PM e’ arrivato ad ipotizzare l’esistenza di questa sorta di ‘superloggia segreta’ specializzata nel controllo del denaro che scende a pioggia sull’asse Bruxelles-Roma-Catanzaro.
Perche’, si e’ chiesto De Magistris, nonostante i capitali spesi, il mare e’ cosi’ sporco da aver costretto la Regione a scusarsi pubblicamente con i turisti? I carabinieri indagano: le gare sono truccate. Gli investigatori puntano l’indice contro il Commissariato per l’emergenza ambientale dove siede Papello, un ricchissimo manager massone iscritto ad AN.

Un testimone, titolare di un’impresa specializzata nella costruzione di depuratori, accusa: “Non mi hanno mai invitato alle gare e ho lavorato solo in sub-appalto perche’ sono fuori dal giro. Tutto ruota intorno ai rapporti tra imprenditori e politici. Quando si trattava di effettuare i conti con le societa’ che mi affidavano i lavori mi facevano capire che avevano delle ‘altre spese’ ammontanti a circa il 4%”. Tangenti che per il teste erano destinate ai politici.

I telefoni del Commissariato finiscono sotto controllo. Bastano poche settimane e gli investigatori mettono nel mirino una grossa impresa del nord cara a Pino Galati, Udc, in quel momento sottosegretario alle Attivita’ Produttive nel governo B: la Pianimpianti di Milano che, assieme ad altri colossi del riciclaggio rifiuti, ha vinto un appalto da 220 milioni di €. Il vicepresidente e’ l’ex parlamentare Franco Bonferroni, amico di Casini e Prodi, che nel 1993 ha visto la propria carriera politica stroncata da una brutta storia di tangenti. Allora lui e Cesa ammisero di aver incassato mazzette, ma dopo una condanna in 1°grado, uscirono puliti dal processo grazie a un cavillo procedurale. Bonferroni, il cui nome figurava in un elenco di massoni e’ solo il numero 2. Il big boss e’ un giovane di Lamezia Terme, Roberto Mercuri, che per telefono parla spesso con Galati. Ma la perquisizione e’ nulla, le carte sono sparite. Una fuga di notizie ha compromesso il blitz. Solo per caso, i finanzieri scoprono 3,5 milioni di € in contanti in una borsa nascosta dai familiari di Mercuri sotto i sedili di un treno diretto in Lussemburgo.
Sono tangenti? La prova non c’e’. Anche se Antonio Naso, un altro imprenditore escluso dalla torta calabrese, parla di un sistema che prevedeva mazzette oscillanti tra il 3 e il 7 %, mascherate con fatture inesistenti, in parte destinate ai partiti. Responsabili: Gasparri di An e Schettini, legato a Frattini di FI. Un capannone della Digitaleco, societa’ creata da Schettini, Papello e Cesa, riceve 5 milioni di € dall’Ue senza poi assumere, come promesso, 40 dipendenti. Papello era gia’ indagato per truffa e corruzione, quando l’Olaf gli contesta anche la frode comunitaria assieme ai soci Schettini e Cesa. …

Dalle indagini su Papello e Schettini parte un 3° troncone d’inchiesta che coinvolge la Why Not, societa’ di lavoro interinale aderente alla Compagnia delle Opere, essa commesse milionarie dalla Regione: occupa 500 persone e ne distacca ben 146 nelle segreterie di partito e negli assessorati. E’ la punta di diamante dell’impero di Antonio Saladino, un veterinario che si e’ messo a fare l’imprenditore invitando i giovani a farsi strada con il merito. Quando l’Arma lo perquisisce pero’ ha due sorprese. La prima e’ una lettera indirizzata alla moglie del leader dei Ds calabresi, Nicola Adamo, in cui si parla di una misteriosa Gran Loggia di San Marino. La seconda e’ un elenco di persone da assumere con accanto il cognome degli sponsor: Loiero (governatore di csx), Abramo (candidato per la dx) e tanti altri.

Massoneria, affari, tangenti, generali. L’inchiesta di De Magistris scotta.

L’onorevole Pittelli, un avvocato che assiste quasi tutti gli indagati, forte di alcune decisioni favorevoli dei giudici del riesame invoca il processo. Intanto i suoi colleghi di partito sparano raffiche di interrogazioni contro il pm: le hanno firmate 100 parlamentari, un record. Ora pero’ anche Pittelli (pure lui vicino alla massoneria in passato) e’ indagato. E dall’analisi dei suoi conti sono emersi versamenti per 100 mila euro a uno dei suoi clienti: Schettini, il segretario di Frattini. Il legale non disdegna l’attivita’ imprenditoriale: nel 2006 ha creato un’immobiliare (in cui e’ socio al 25€) con il figlio della compagna del procuratore di Catanzaro: Mariano Lombardi. Il capo di De Magistris convive serenamente con il socio del nemico numero uno del suo pm. Cose che succedono, in Calabria.

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Ecco De Magistris in questa conferenza pubblica e sentite cosa dice delle leggi di Mastella

La ‘ndrangheta e’ considerata il gruppo criminale piu’ potente del mondo. Il 60% dei suoi introiti vengono dal narcotraffico. Ma il 30% viene dalla commistione con i politici per la spartizione dei fondi pubblici, dei fondi UE ecc per somme clamorose, e’ qualcosa di molto peggio della stessa tangentopoli. Qui non si tratta di mazzette a imprenditori furbastri, e’ il pieno appoggio a un gruppo criminale ferocissimo di assassini. Ed e’ quel 30% che frena i politici in una lotta alla criminalita’ organizzata. Questa potrebbe essere sgominata in pochi anni, se quel denaro spartito non rendesse i politici servi della ndrangheta e della enorme ricchezza che questa garantisce.

Una mano sporca lava l’altra.

In questo intreccio di potere criminale si pone Mastella con l’ennesimo tentativo di insabbiamento. Sbaglia chi lo veda come un ministro pacioccone e poco intelligente che difende gli interessi della Chiesa. In questa melma ci sta dentro fino al collo, difende la peggiore criminalita’ del mondo e offende ogni idea di giustizia. Quello che B fa aiutando la mafia siciliana, Mastella lo fa con la ‘ndragheta calabrese e lucana.

Prodi non puo’ far finta che la sua scelta di mettere uno amorale come Mastella al Ministero della Giustizia sia stata casuale. Se non fosse anche lui proteso a difendere questi criminali non succederebbero quello che sta succedendo adesso. La scelta di Mastella e l’unanimita’ di tutto il Parlamento alle sue orrende leggi (indulto, intercettazioni..) ci riempie di vergogna per un Parlamento cosi’ corrotto.

E dispiace veramente vedere una persona gentile come Floris insultato e intimorito da uno come Mastella, vedere come, in stato d’ansia, ha dovuto leggere, su un gobbo accuratamente scritto, un mea culpa, una excusatio, come si dovesse sentire colpevole di un reato. Abbiamo misurato l’orrore di questo potere stolido e cupo.

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Quanto ci costano

Il prezzo della Casta politica e’ calcolato in 4 miliardi di euro l’anno. Tutti soldi nostri, naturalmente.
Ma quello che molti ignorano e’ che la Casta clericale ci costa quanto tutti i politici messi insieme, mettendo nel calderone i 150.000 eletti dal popolo, i parlamentari UE, i consiglieri delle comunita’ montane, i 300.000 pagatissimi consulenti, le spese dei ministeri, le pensioni, i rimborsi elettorali, i finanziamenti ai giornali, le auto blu, i privilegi…tutto!

La Chiesa cattolica, non eletta dal popolo ne’ sottoposta a vincoli democratici, costa agli italiani quanto tutto il sistema politico.
4 miliardi l’una
4 miliardi l’altra

Un paese di 60 milioni di abitanti ha una Finanzaria da 10 miliardi, ma 36.000 preti e 150.000 parlamentari piu’ qualche migliaio di sindaci, assessori ecc. godono di 8 miliardi di euro! Notate che la Casta clericale arricchisce addirittura uno Stato straniero.
Ferrero (che e’ valdese) e’ intenzionato ad equiparare i culti esistenti sul territorio italiano. Nulla di strano, lo dice anche la Costituzione, ma cosi’ la Chiesa cattolica perderebbe la sua egemonia, quella che durante il ventennio di Ruini l’ha resa una potenza finanziaria che col suo peso economico ha schiacciato la volonta’ dei ministri di culto, ha coartato le decisioni del Parlamento, manipolato governi democraticamente eletti nel mondo.

Una potenza finanziaria e’ una potenza politica.
Ma una Chiesa non dovrebbe essere invece una potenza morale?

Solo l’Italia, unico paese in Europa, ha queste 2 gigantesche palle al piede, tali che sembra strano che questo paese riesca persino a stare in piedi.

In che conto la Casta politica tenga la democrazia basterebbe Mastella da solo a rivelarlo, ma ci sono in parlamento ceffi ben piu’ pericolosi, messi direttamente dalla mafia o dalla massoneria.
In che conto la Casta clericale tenga la religione basterebbe lo IOR a dirlo, ma Ruini da solo ne e’ emblema sufficiente.

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In Europa non si parla italiano

L’Italia e’ cosi’ declassata in Europa che la lingua italiana e’ stata eliminata dalle traduzioni ufficiali, e nelle conferenze internazionali l’Italiano nemmeno c’e’, mentre compare lo sloveno.

I nostri europarlamentari e ministri in trasferta, cosi’ grezzi, cosi’ analfabeti, cosi’ provinciali da conoscere solo il dialetto del proprio campanile sono tagliati fuori dalla civilta’. Non fatemi ricordare l’inglese scolastico e ridicolo di Berlusconi e di Rutelli! Alla conferenza di Lisbona Mastella e’ venuto via incazzato perche’ non c’erano traduttori in italiano e il poveretto, parlando a malapena il ceppalonese, non capiva niente. Nemmeno una infarinatura di inglese? Di spagnolo? NIENTE! Oggi la conoscenza dell’inglese e’ chiesta per l’accesso a qualunque facolta’ universitaria e per la maggior parte delle professioni, cosi’ come e’ chiesta una buona abilita’ informatica, ma la tribu’ che ci governa e’ rozza, barbara, incolta, non e’ avanzata a suon di cultura e competenze, ma a suon di furbizie e mazzette, e’ di classe inferiore ai nostri ragazzini di terza media.

Intanto che i leghisti ce l’hanno con gli extracomunitari siamo diventati noi gli extracomunitari d’Europa.
Forse sara’ per questo che le cose europee nemmeno ce le fanno vedere. E’ meglio stare nel nostro cortile e fingere che sia il mondo.

Da Berlusconi a Prodi l’Italia scivola sempre piu’ in basso e ora il serafico ministro Fioroni ci dice che e’ meglio piu’ catechismo e meno inglese e che il web e’ meglio censurarlo che navigarlo.
I feticci e i totem gia’ ce l’abbiamo, il cannibalismo e’ di norma, l’idolatria imperversa e il vento del buio ci confonde.

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Oggi una classe di scolari era alla Camera e ha simulato i lavori parlamentari. Hanno presentato una legge sul precariato e una interrogazione su Beppe Grillo. Mi sono commossa. Erano molto ma molto piu’ seri di questi ciarlatani. E con tutta probabilita’ l’inglese, loro, lo sapevano.

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Liberazione femminile. O no?
Mariapia

Noi donne di oggi siamo una generazione fortunata!!! Moriamo raramente tra i 59 e i 63 anni. Dal dopoguerra in poi, accediamo alla scuola in massa e qualcuna all’Universita’;

-siamo liberte da un lavoro pesantissimo dalla lavabiancheria;

-non accendiamo il fuoco, basta col portare legna e carbone in casa sia per la stufa economica che per i fornelletti a carbonella, arrivano i fornelli e le stufe a gas dappertutto.

-non facciamo quasi piu’ il lavoro piu’ pesante dei campi perche’ arrivano gli attrezzi agricoli;

-ci liberiamo di altri accadimenti, quelli che, se fossero piacevoli e gratificanti, li farebbero i ricchi e i maschi umani.

Siamo arrivati a un punto in cui il genere femminile vuole realizzarsi e liberarci anche dalla schiavitu’ famigliare, ma qui capita una disgrazia che ancora ci affanna: una disgrazia planetaria: Il MASCHIO UMANO!! La donna non vorrebbe crederci, ma, poiche e’ intelligente, alla fine comprende.

Secondo quanto dispone Madre Natura, i due generi risultano reciprocamente incompatibili nella relazione affettiva, mentale e sociale, per cui massimo, quando proprio va bene, sono compatibili dalla cintola in giu’.

Essere capaci di liberarsi dal peso, dalla pretesa, dalla violenza del maschio e’ difficile. Dovremmo dire con dolce fermezza o con fermezza: no pasaran. Tutte le femmine umane viventi, da zero a cento anni lo ripetono tutti i giorni. In silenzio o ad alta voce, rivendicando i loro diritti umani.

Siamo solo all’inizio, abbiamo forza, abbiamo tutto quanto ci serve, abbiano una pazienza lunga milioni di anni, non perdiamola ora questa grande caratteristica!

Abbiamo molte cose. Non ci e’ dato di essere.

Non ci e’ dato di essere. Noi siamo
soltanto un fiume, aderiamo ad ogni forma:
al giorno ed alla notte, al duomo e alla caverna
passiamo oltre, l’ansia di essere ci incalza.
Forma su forma riempiamo senza tregua,
nessuna ci diviene patria, gioia o pena,
sempre siamo in cammino, ospiti sempre,
non c’e’ campo ne’ aratro per noi, ne’ pane cresce.
E non sappiamo cosa Dio ci serbi,
gioca con noi, argilla nella mano,
muta e cedevole che non piange o ride,
mille volte impastata e mai bruciata.
Potessimo, una volta, farci pietra, durare!
Questa e’ la nostra eterna nostalgia,
ma un brivido perdura a raggelarci
e non c’e’ pace sulla nostra via.

Hermann Hesse, Lamento.
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Doriana Goriacci

In questi mesi non riesco a capire, se la giovane donna uccisa tre giorni fa e’ la stessa di tre ore fa. C’e’ un affollo di notizie di assassini mai trovati altri rei confessi quasi sempre non casuali. Si raccontano le abitudini di queste donne ammazzate in casa e fuori casa, in famiglia e fuori famiglia. Fidanzati padri mariti padroni papponi a volte ammettono che per amore dalle carezze passano alle botte, all’eliminazione. A questo tipo di trattamento globale e pragmatico, noi donne siamo abituate. C’e’ chi si ribella e non e’ detto che non muoia lo stesso sotto i colpi o per la depressione.

Per alcune donne e’ lotta …

Per alcune donne e’ lotta stare agli arresti domiciliari come una Nobel
per la Pace birmana o una sfruttata che naviga tra un parto e un altro.
Per alcune e’ lotta inviare soldi alla famiglia che sta lontano, soldi con
lavoro di cura, a vecchi e bambini, a donne che non ce la fanno.
Per alcune donne e’ lotta andare in guerra, superare la collega, vincere
gli uomini, apparire in un giornale o da uno schermo, ricattare con un
voto a scuola o un pianto.
Per alcune donne e’ lotta, come tre suore di clausura di Bisceglie,
contendersi il ruolo di badessa tra urla e insulti, in un convento
abitato solo da loro tre.
Per alcune donne e’ lotta come per certe suore birmane che vanno per
strada a sfidare l’esercito che ammazza.
Per alcune donne e’ lotta andare a fare il medico in Iran, a curare i
feriti di guerra iracheni e i malati di cancro per uranio impoverito,
come un’amica che mi scrive che bisogna schierarsi e lei e’ partita.
Per alcune donne e’ lotta mantenersi l’amante, fosse pure il marito.
Per alcune donne e’ lotta mettersi il velo per altre toglierlo.
Per alcune donne e’ lotta trovare una scodella di riso.
Per alcune donne e’ lotta fare un presidio, opporre resistenza.
Per alcune donne e’ lotta trovare il parcheggio.
Per alcune donne e’ lotta imbracciare un fucile o una scopa elettrica.
Per alcune donne e’ lotta andare al mercato.
Per altre tornare di notte a casa.
Per alcune donne e’ lotta fare figli per altre non farli.
Per alcune donne e’ lotta affermare di essere donna con diritti pari a
quelli di un uomo.
Per alcune donne e’ lotta non essere ammazzate anche in quei paesi come
l’Italia che non e’ in guerra ma in pace.
E le donne ne vorrebbero un po’ di pace ma non quella eterna
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L´amaca
Michele Serra

La quantita’ di delitti che hanno per vittima una donna, e per assassino un maschio respinto o tradito, e’ in minaccioso aumento. Lo ha denunciato, dati alla mano, il ministro Pollastrini in una diretta televisiva di qualche tempo fa (su Rai tre), lo si percepisce leggendo i giornali, ma non risulta che il fenomeno sia compreso nel nutrito pacchetto delle “emergenze politiche”.

Per fare una battuta rudemente polemica, ma non campata in aria, direi che la recrudescenza di atti di violenza “proprietaria” dei maschi sulle femmine rientra nel complessivo rilancio dei Valori Tradizionali. La liberta’ di scelta sessuale delle donne mina alle radici l´intero impianto della Famiglia con la maiuscola, e ha innescato da tempo una reazione ideologica condivisa da molti, e una reazione patologica praticata da pochi, ma penosissima e carica di morte. Per altro, la scia delle ormai remote idee libertarie appare piuttosto disseccata. Gli ex praticanti di confuse ma generose teorie di liberazione sessuale (e di liberazioni in generale) stanno invecchiando al riparo di un riposante conformismo. Difficilissimo sentire una voce che si levi in difesa di quello che una volta si chiamava “libero amore”, e oggi e’ tacciato di cinico libertinaggio. Ma davanti a queste ragazze ammazzate, cancellate dal mondo perche’ sia chiaro che i loro corpi non appartengono a loro ma al maschio di turno, a me viene, per riflesso, una gran voglia di riparlare del libero amore. Chissa’ se ho nostalgia della gioventu’ o della liberta’…
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STREET SPACE PARADE a Bologna
Mariapia

E’ stato tutto semplicemente e stranamente “normale” ed ero contenta del cambiamento. Niente notti svegli come altre volte.
Trovo che siamo caduti talmente in basso, anche in seguito alle spinte dateci dall’alto, che spesso noi adulti sappiamo solo lamentarci, dimenticando che loro sono i nostri figli e che per errore, per ignoranza, non per colpa, abbiamo in parte trasmesso quello che ora i giovani praticano come s-regole di vita . Noi c’eravamo ma noi italiani amiamo la cultura dell’ignoranza. Sara’ forse una legge di sopravvivenza. Spero che non sia una storia genetica di questa nicchia umana……diminuiti mentalmente?

Dopo tanti anni di quella orrenda manifestazione, finalmente non ho desiderato ammazzare nessuno, cosi’ i giovani, il sindaco e il prefetto insieme sono tutti salvi.

Siccome sono a cento passi dalla strada in cui si svolgeva la parata, sono scesa nella strada e ho parlato con questi giovani.
La strada e’ Via del Pratello, dove ho vissuto la giovinezza tra sartoria dove lavoravo, sezione del PCI e Casa del Popolo con sala da ballo.

Questi giovani fanno parte della gioventu’ piu’ povera mentalmente e materialmente, cosi’ la risposta alla mia domanda: Perche’ fate questo? era: “Perche’ ci dobbiamo divertire”. Gia’ questo “dobbiamo” e’ indicativo!!! Ho chiesto dove stava il divertimento e non hanno saputo dirmi altro che: e’ bello stare insieme e fare casino. Mi hanno offerto da bere e ho chiesto a qualcuno che cosa faceva. Lavoretti, niente d’impegnativo. Scuole non terminate, vita nomade, da accampati.

Le facce non erano incoraggianti, facce dove si legge che la Natura e’ stata avara di doni e il mondo anche. Mi veniva da piangere. Quelli sono i miei compagni di classe, proletari e sottoproletari. Esistono, si fa solo finta che non sia vero.
Ricordo quella parabola dove il Cristo dice: A chi ha sara’ dato e a chi non ha sara’ tolto. Nessuno spiegava che parlava dell’apertura del cuore e io andavo in bestia davanti a questo parlare spaventoso. Perche’ non spiegare? Il cattolicesimo alla gente italiana fa molto male e fa tanto bene ai vari poteri che ci portiamo incollati addosso.

Non sara’ che i politici ne hanno fatto l’ undicesimo comandamento avendo frainteso la parabola?.

A differenza degli anni precedenti, la sfilata e’ durata pochissimo, solo 6/8 ore, senza camion fracassoni con musica tecno e finalmente proibiti, poca musica veramente, niente decibel alle stelle e non c’erano le migliaia di giovani che abbiamo visto sfilare altre volte in questa orribile manifestazione. Chi la consente vuole male ai giovani, ai cittadini e ci vuole spaventare, minacciare, dividere in fazioni di giovani contro adulti o vecchi e viceversa .

Vecchia storia sempre buona, la guerra tra poveri e noi poveri ci cadiamo sempre.

Ad un incontro di Amendola con i giovani a Bologna nel 1958 diversi interventi sottolineavano come ci fosse tanta gioventu’ rozza, senza arte ne’ parte, che non s’impegnava in nulla e anche con poca voglia di lavorare, cosa che ci sembrava vergognosa dopo le tante lezioni di Di Vittorio.

La risposta che ci diede fu: “I poveri sono poveri per molte ragioni, la prima e’ che sono sempre poco dotati mentalmente, la seconda che non hanno scuola e nessuna cultura alle spalle. Poi ci sono tante altre ragione che capirete nel tempo. Ma voi chi volete amare e aiutare? Quelli bravi, buoni e belli e ricchi?”

Non ci aspettavamo quella risposta che ci mise in silenzio. Amendola aveva lavorato in Francia come operaio alla Renault. La descrizione della sua prova per entrare in fabbrica ci fece morire dal ridere.

Il mio primo capo ufficio – partigiano – era stato segretario di Amendola e mi ripeteva quel ritornello dicendomi che avevo la puzza sotto il naso e m’infastidiva. Spero di non avercela piu’ quella puzza.
Anche altre volte ho seguito il corteo, non vorrei illudermi, ma questo era gia’ meglio, le facce erano piu’ amichevoli.

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Andrea L

L’alzheimer cade a fagiolo, ho appena ascoltato Ballaro’ e lo sproloquio del Dir. Anselmi che, dopo il filmato sul comune piu’ piccolo d’Italia con 33 cittadini di cui meta’ dipendenti comunali ed un bilancio di 800.000 euro, ha accusato coloro che vorrebbero l’accorpamento di quei Comuni, di ambire per se’ i posti in essi occupati. Subito dopo l’On. Prestigiacomo ha rincarato la dose difendendo nientemeno che “le comunita’ montane” (a livello del mare) per le quali ha proposto una eventuale revisione e, come se non bastasse, si e’ detta contraria alla soppressione della Societa’ del “ponte sullo stretto”.
Bisogna avere memoria di tali dichiarazioni perche’ non sarebbe giusto fare poi di tutta l’erba un “fascio”.

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Maurizio de Vita

Durante la trasmissione e’ stato comunicato che Prodi sciogliera’ la societa’ PONTE SULLO STRETTO. Soddisfazione da parte di Floris.
Ma alla domanda della Prestigiacomo sul perche’ soltanto adesso e non prima, nessuno ha risposto. Ballaro’ ha soltanto reso “pubblico” lo scandalo (soltanto uno dei tantissimi), della societa’ PONTE, che appartiene anche a LIGRESTI (compare di Berlusconi,e finanziatore di tutti i partiti, DC, AN, PCI, PSI, PLI, ecc, fino a FI ).
La storia si conosceva gia’ in rete da tanto tempo, ma Prodi ha provveduto soltanto adesso, perche’ adesso la notizia dello scandalo e’ entrata, attraverso la tv, in casa degli italiani.
Lo SPUTTANAMENTO e’ quindi scattato. Fino a quando le cose non si sanno, non si fa niente, ma quando non se ne puo’ fare a meno, perche’ se ne parla, si interviene. Ma come sono solerti!
Questo e’ proprio l’obbiettivo della rete e del blog. Piu’ cose si fanno sapere, piu’ si impone la risposta. La terapia funziona, quindi non bisogna cambiarla.
A Floris rivolgerei un rimprovero. Perche’,visto che in trasmissione ha avuto Alemanno, non gli ha chiesto notizie dei 98 miliardi di euro, in considerazione del fatto che sua sorella e’ direttrice dei Monopoli di Stato?
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Nevia Togni

Marcello Dell’Utri story

Palermitano di nascita , conosce nel 1964 Berlusconi,come allenatore del Torrescalla, piccola squadra di cui il cavaliere e’ sponsor; nel 1967 e’ direttore sportivo del Bacigalupo. Durante questa esperienza conosce Vittorio Mangano e Gaetano Cina’(uomini d’onore)! Nel 1970 inizia a lavorare per la Cassa di Risparmio a Catania, e dopo solo tre anni, per la
sua “competenza” (Berlusconi? Mangano? Cina?),viene promosso direttore generale della Sicilcassa di Palermo.
Il 24 ottobre 1976 Dell’Utri si trova, insieme a Mangano e altri mafiosi, alla festa di compleanno del boss catanese Antonino Calderone, al ristorante “Le Colline Pistoiesi” di Milano.
Nel 1977 viene assunto alla Inim di Rapisarda,che ha relazioni con personalita’ di spicco della mafia quali Ciancimino e i Cuntrera-Caruana.Diventa amministratore della “Bresciano Costruzioni”,che dopo poco va in bancaritta fraudolenta.
Nel 1980 e’ a Londra,dove partecipa al matrimonio di Jimmy Fauci, boss mafioso che gestisce il traffico di droga fra Italia-Gran Bretagna-Canada. Ormai si e’ fatto notare da Berlusconi che,visto il rispettabilissimo curriculum, lo vuole con se’!!
Nel 1980 diventa dirigente di Publitalia, societa’ per la raccolta pubblicitaria della Fininvest, di cui, poco dopo (1982), diventa Predidente e A.D.
L’anno dopo, durante un blitz delle forze dell’ordine, nell’ambito di indagini sulla mafia nei casino’, viene trovato nella residenza del boss mafioso Gaetano Corallo. Questo gli vale la promozione a Presidente di tutto il gruppo Fininvest. Ormai e’ nel cuore di Berlusconi che, con Forza Italia nel 1996, da’ il suo imprimatur alla sua nomina a deputato al Parlamento Nazionale.
Dell’Utri appartiene al gotha della politica.
Nel 1999 e’ parlamentare europeo e nelle politiche del 2001 viene eletto Senatore della Repubblica.
Attualmente dell’utri(minuscolo) e’ senatore di F.I. e membro del consiglio europeo.
A lui e al suo mentore, il nostro V-day.
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“La verita’ e’ che se Berlusconi non fosse entrato in politica, se non avesse fondato Forza Italia, noi oggi saremmo sotto un ponte o in galera con l’accusa di mafia. Col cavolo che portavamo a casa il proscioglimento nel lodo Mondadori”.

(Fedele Confalonieri, la Repubblica, 25 giugno 2000)

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Mauro

Quando vedo i bimbi , al parco giochi vicino a casa mia, tutti insieme, giocando e ridendo, marocchini, cinesi, latinoamericani, neri, est-europei, “nativi”, mulatti, ecc penso ,”forse non tutto e’ perduto”.
Noi, adulti , stanchi e un po’ spaventati, grazie a Dio, non dureremo in eterno.
E neanche le belve contronatura di cui si legge ogni giorno…
E spero che non sia un’illusione…
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Che fine ha fatto il DDL Gentiloni?

La legge sulla Rai e’ stata rimandata, non compare in Finanziaria. La Comunita’ Europea ha respinto la riforma Gasparri e ci ha ordinato di provvedere. Per 3 mesi non se ne parla. Ci teniamo la pessima legge di Berlusconi, che per di piu’ e’ contro l’UE, ma fa tanto comodo al Cavaliere. Scattano pero’ le sanzioni europee. La procedura di infrazione ci dava tempo fino al 20 settembre.

In un anno e piu’ governo nulla e’ stato fatto. Il Prodi n° 2 ha fatto esattamente come il Prodi n° 1. Niente conflitto di interessi vietato, niente Rai razionalizzata. Il Cavaliere sara’ contento. Il Patto che Violante denuncio’ con infinito candore “Noi vi abbiamo dato le televisioni, cosa volete di piu’” e’ piu’ ferreo che mai. I venduti ringraziano. A breve scatta la maximulta di Bruxelles, 400.000 euro al giorno. Che pagheremo noi. E il famoso decreto legge di Gentiloni che ci doveva liberare dalla dipendenza da Arcore? Cestinato.

Destra affaristica, sinistra collusa, popolo pagatore. E la televisione fa pure schifo. Ora un po’ meno, con Ballaro’, Annozero, Augias, Che tempo che fa, e, tra poco, la Gabanelli.

E il PD? Nuovo mica da ridere. Come SD, da cui gia’ si sono staccati Angus e Spini per mettersi con Borselli e de Michelis, altro nuovo che avanza. Solo le fregature sono sempre quelle.
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A Vicenza per le provinciali non ha votato il 48% degli aventi diritto ed il 4% dei votanti ha annullato la scheda o votato scheda bianca.
Vicenza e’ sempre stata una delle citta’ del Veneto con la maggiore affluenza alle urne. Che c’entri qualcosa il Dal Molin?
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Casta statale

Di recente due eventi, l’uno culturale l’altro politico, hanno posto sotto i riflettori dei media il circo dei politici, venendo questo qualificato come una vera e propria casta: persone inamovibili che traggono profitto da ingiustificati privilegi senza rendere un valido servigio alla societa’.

Valutazione questa piu’ che corretta, che ci porta pure ad osservare come quella dei politici sia solo una piccola parte di una ben piu’ ampia, anacronistica ed ingiustificata, casta statale.

Ci riferiamo naturalmente all’intero settore del Pubblico Impiego, in cui i ruoli sono assegnati a vita a pochi eletti da un vetusto ordinamento (non ammodernato dai politici appunto perche’ di loro particolare comodita’) per il tramite di un sistema selettivo tanto inaffidabile quanto escludente una ampia rosa di altri cittadini aventi pieno diritto di partecipare alle attivita’ di gestione della cosa pubblica.

Si tratta di una questione di fondamentale importanza, in quanto risorse appartenenti all’intera comunita’, per loro stessa origine e definizione di pubbliche attivita’, non solo redditi ed emolumenti vari ma soprattutto funzioni e poteri, vengono assegnati a vita a persone che, per l’organizzazione stessa in cui sono inseriti, invece di adoprarsi per una societa’ piu’ giusta e funzionale restituendo ai governanti preziosi stimolanti feedback, rimangono invece silenziosi quanto assenzienti loro fedeli servi sottomessi.

Oggi si parla tanto di partecipazione civica, giungendo al paradosso che tanta brava gente, sacrificando molto tempo ai propri personali interessi e dedicandolo invece al bene comune, e’ costretta a fare gratuitamente il lavoro che sarebbe compito specifico dei ben pagati membri della casta statale, governanti e pubblici amministratori.

Cosa aspettiamo dunque per stabilire una corretta, evoluta, moderna situazione in cui ogni cittadino possa dare il suo contributo, non sdegnosamente emarginato in una categoria di impotenti volontari bensi’ giustamente integrato all’interno del sistema di gestione della loro societa’?

Cortesemente chiedo venga considerata l’ipotesi di una Armonica Rotazione Sociale: una nuova forma organizzativa di base, dinamica ed insieme stabilizzante, tesa ad equilibrare la tradizionale tendenza delle umane societa’ a cristallizzarsi in forme che, per il loro forzato immobilismo, non riescono a far fronte alle esigenze sempre diverse della realta’, trovandosi periodicamente a destabilizzarsi tragicamente da sole, ed infine perendo per sempre:

Con viva cordialita’,

Danilo D’Antonio
Laboratorio Eudemonia

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