
Juan Gelman – Seamus Heaney – Jorge De Sena- Thiago De Mello – Gladys Basagoitia
“Confieso que he vivido”.. (Confesso che ho vissuto). Juan Gelman
Rivoluzione: “Una mano/ piu’ un’altra mano/ non sono due mani/ sono mani unite/ Unisci la tua mano/ alle nostre mani/ affinche’ il mondo / non rimanga / nelle mani di pochi/ bensi’/ nelle mani di tutti.”
(Gonzalo Arango -Poeta ribelle colombiano)
Juan Gelman
E’ considerato e’ il maggiore poeta argentino vivente.
Fu una vittima della dittatura argentina.
Partecipo’ alla sinistra populista (‘montoneros’), e per questo nel ’75 fu esiliato. Nel ’76 la Giunta militare prese il potere e torturo’ e uccise suo figlio Marcelo Ariel con la sua compagna incinta di 8 mesi. Il bambino fu rapito (‘aprorpiados’) dopo il parto e Gelman lo cerco’ a lungo trovandolo solo dopo 24 anni.
Gelman pote’ tornare nel suo paese solo dopo che la revoca della sua condanna fu chiesta da intellettuali mondiali come Gabriel Garcia Marquez, Alberto Moravia, Mario Vargas Llosa, Eduardo Galeano e Octavio Paz. Tuttavia il poeta preferi’ restare a Citta’ del Messico dove aveva trovato l’amore dopo avere peregrinato in varie citta’.
Oggi l’Argentina gli da’ il ‘Premio nacional de Poesia’, massimo riconoscimento nazionale e lo propone al Nobel per la letteratura.
Dice:
“Per me e’ solo l’aver vissuto che produce letteratura..”
“La repressione non e’ stata una reazione all’opposizione organizzata militarmente, almeno non in Argentina: quando e’ stato attuato da noi il golpe militare, l’opposizione era gia’ stata sconfitta. Anzi, i militari hanno sfruttato il golpe come pretesto per tagliare la testa all’opposizione, soprattutto al movimento operaio: il 30% dei “desparecidos” appartenevano ai movimenti sindacali di base, che sono stati annientati sotto la dittatura. Su 30.000 vittime solo 1800 appartenevano a movimenti guerriglieri: gran parte erano sindacalisti, operai, studenti, impiegati, sacerdoti, artisti.. Il massacro fu portato avanti per realizzare un progetto economico e sociale: la globalizzazione.
I militari avevano la concezione delle Forze armate Usa, per cui dovevano vigilare contro il pericolo comunista. Con Peron si e’ militarizzata la societa’, si doveva sviluppare una industria nazionale, in grado di rendere il Paese autonomo in caso di guerra: si e’ sviluppata una piccola e media impresa, che dava lavoro a 5 milioni di operai. Dopo il golpe del 24 marzo 1976 si e’ smantellata l’industria nazionale, creando una dipendenza dal capitale straniero, principalmente statunitense. La dittatura era l’imposizione di un preciso modello economico”.
“Questa dittatura e’ stata particolarmente sanguinaria; ha ucciso a casaccio, se puo’ avere senso dire una cosa del genere, si potrebbe affermare che ha ucciso inutilmente, senza nessun discrimine; c’e’ stato un grado tale di repressione, dentro la strategia generale mirata a eliminare ogni dissenso, che ha esteso a tutti i livelli della societa’ argentina la lotta al dissenso: tutto il nostro Paese e’ diventato un campo di concentramento”.
“Attraverso i processi che si ricominciano celebrare contro i militari noi dobbiamo soprattutto ritrovare la Giustizia, soprattutto perche’ i colpevoli di questi crimini vengano giudicati con tutte le garanzie democratiche che loro non avevano dato ai ‘desaparecidos’; e una volta stabilite le colpe, che vadano in carcere: solo allora si potra’ ricostruire il Paese. Senza giustizia non e’ possibile la crescita civile di una nazione. L’Argentina ne e’ il miglior esempio: dopo 30 anni, ancora prosegue la ricerca dei morti; se non si chiude quel capitolo, attraverso la giustizia ordinaria, il nostro Paese rimarra’ fermo a quella decade”.
“Le ‘Madres’ di Plaza de Maio a lungo sono state l’unica resistenza in tutto il Paese alla dittatura: la resistenza operaia fu distrutta, quella dei partiti fu inesistente; ad esempio i comunisti sostenevano che di fronte a dittatori come Videla bisognava agire con cautela, che rappresentava l’ala democratica dell’esercito, che si poteva rischiare una dittatura peggiore, che dietro l’angolo avrebbe potuto esserci un ‘Pinochetazo’. Lo stesso partito radicale, che poi ha espresso il primo presidente democratico, (Raul Alfonsi’n), ha ottenuto in quegli anni diversi sindaci di Buenos Aires, carica importantissima nel Paese, quindi non possono negare quanto fossero compromessi con la dittatura. Grazie alle ‘Madres’ si e’ combattuta la resistenza e adesso possiamo dire che “le pagine dell’oblio non devono rimanere chiuse” . In altri Paesi invece il processo di giudizio sul passato e’ cominciato molto dopo, come per esempio in Uruguay dove fino all’arrivo al potere del presidente Ramon nessuno parlava di quanto successo: era il ‘paradiso dell’impunita’ ’’. In Cile solo da 4 o 5 anni si e’ tornati a parlare di quel periodo.
Adesso pero’ si vuole superare questa impunita’: con l’annullamento delle leggi del ‘Punto Final’ e’Obediencia debida’ del 15 giugno scorso si e’ superato il tentativo di ottenere l’impunita’ per quei crimini; e’ stato un grande successo del Presidente Nestor Kirchner, che ha lavorato con pazienza e diplomazia a questo risultato, che rende giustizia anche ai suoi tanti amici e compagni di partito scomparsi; Kirchner ha saputo aspettare, ripulendo prima i vertici delle Forze armate, poi cambiando i giudici della Corte Suprema, fino ad arrivare a questo verdetto storico. E adesso ci sono 1200 processi che aspettano i militari”.
..
Tu? Non sei dei nostri.
Non ti sei bruciato come noi al fuoco della lotta
quando divampava e ardevano nel rogo bene e male.
Non potrai giudicare di questi anni vissuti a cuore duro,
mi dico, potranno altri in un tempo diverso.
Prega che la loro anima sia spoglia
e la loro pieta’ sia piu’ perfetta.
Epitaffio
Un uccello viveva in me.
Un fiore viaggiava nel mio sangue.
Il mio cuore era un violino.
Amai a volte, altre no. Qualche volta
fui amato. Anche a me
rallegravano: la primavera,
la mano nella mano, cio’ che e’ felice.
Dico che l’uomo deve esserlo!
(Qui giace un uccello.
Un fiore.
Un violino).
..
Paese
L’universo? Certo. L’infinito? Anche.
La carne? Ovviamente. Carne celeste
o con un cielo sopra che se tocchi l’odio
si rannuvola e sbattono furie e piove
un’acqua triste.
Una vacca pascola nell’osso che dovro’ ricordare.
E quelli che dimenticano? Come indiani si coprono le vergogne?
Paese
sparito sotto un berretto militare.
Sarai in ogni cosa che verra’?
Sono venuti vigliaccheria e disprezzo.
Si avvisa Paul Celan: tombe scavate nell’acqua.
Il giorno splende.
Mi rammenta che non sono un albero e non ho radici / d’uccello.
Vagamente vivo
e nessuno mi vede entrare.
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Preghiera di un disoccupato
Padre,
dai cieli scendi, ho dimenticato
le preghiere che m’insegno’ la nonna,
poverina, lei adesso riposa,
non deve piu’ lavare, pulire, non deve
preoccuparsi d’andare di giorno per i vestiti,
non deve piu’ fare le nottate, pena e pena
pregare, chiederti delle cose, brontolarti dolcemente.
Dai cieli scendi allora, se sei li’, scendi
che muoio di fame in quest’angolo,
che non so a che mi serve di esser nato,
che guardo le mie mani rifiutate,
che non c’e’ lavoro, non c’e’,
scendi un po’, guarda
questo che sono, questa scarpa rotta,
questa angoscia, questo stomaco vuoto,
questa citta’ senza pane per i miei denti, la febbre
che mi scava la carne,
questo dormire cosi’,
sotto la pioggia, castigato dal freddo, perseguitato
ti dico che non capisco, Padre, scendi,
toccami l’anima, guardami
il cuore!
io non ho rubato, non ho assassinato, fui bambino
e invece mi colpiscono e mi colpiscono,
ti dico che non capisco, Padre, scendi
se sei li’, che cerco
rassegnazione in me e non trovo e vado
a farmi prendere dalla rabbia e ad affilarla
per colpire e vado
a urlare col sangue al collo.
..
Seamus Heaney
Il piu’ grande poeta irlandese vivente, premio Nobel 1995.
In “Station island” incontra in sogno amici e parenti morti, viaggio nella memoria che si fa cammino iniziatico a contatto con la sofferenza e la morte.
Si lega all’indipendentismo irlandese. Tra gli anni 70 e 80, quando le tensioni politiche tra cattolici e gli ultra dell’Ulster erano acutissime, resto’ affascinato dal ritrovamento archeologico di corpi di duemila anni fa scoperti mummificati nelle torbe danesi con chiari segni di morte violenta, e scrisse poesie che associavano le vittime sacrificali dell’eta’ del ferro ai ‘martiri’ politici dell’Irlanda del Nord.
Schierandosi
E a questo ammontano le buone notizie:
questo principio del sopportare, del far buon viso
a cattivo gioco e dare il proprio appoggio dovendo solocontrobilanciare con il proprio cio’ che e’ intollerabile
negli altri, dovendo sopportare
qualsiasi cosa sia stata concordata e accettatacontro il nostro migliore giudizio. La sofferenza
passiva fa andare in tondo il mondo.
Pace sulla terra, uomini di buona volonta’, tutto cio’
porta bene finche’ l’equilibrio tiene,
il piatto sorge fermo e lo sforzo dell’angelo
si prolunga fino a un grado sovrumano.
..
Jorge De Sena
Una delle personalita’ piu’ originali della cultura portoghese. Oppositore del regime di Salazar nel 1959 e’ coinvolto in un fallito colpo di stato e si esilia i volontariamente in Brasile e poi negli Stati Uniti, in California, dove insegnera’ letteratura.
Tutta la sua produzione letteraria e’ un invito a svegliarsi rivolto alle coscienze dei suoi connazionali, a prendere atto della meschinita’ e della barbarie che domina la societa’ portoghese ma anche il mondo.
In “Mare di pietre” narra di un frate che per salvare la propria vita e soprattutto l’anima dei suoi aguzzini continua a raccontare loro di Dio e dei Santi, della retta via e della salvezza, ma e’ salvato solo quando fa parlare le pietre, dunque e’ necessario un miracolo, uno qualsiasi, un prodigio, una magia anche, per trovare ancora delle motivazioni per vivere e sperare.
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Che mondo sara’ il vostro
Lettera ai miei figli sulle Fucilazioni di Goya
Non so, figli miei, che mondo sara’ il vostro.
E’ possibile, tutto e’ possibile, che sia
quello che desidero per voi. Un mondo semplice,
dove ogni cosa abbia solo la difficolta’ che risulta
dal non avere nulla che non sia semplice e naturale.
Un mondo in cui tutto sia permesso,
secondo il vostro gusto, il vostro anelo, il vostro piacere,
il vostro rispetto per gli altri, il rispetto degli altri per voi.
Ed e’ possibile che non sia questo, non sia nemmeno questo
quello che vi serva per vivere. Tutto e’ possibile,
anche quando lottiamo, visto che dobbiamo lottare,
per quanto ci sembri la liberta’ e la giustizia,
o piu’ di ognuna d’esse una fedele
dedizione all’onore di essere vivo.
Un giorno saprete fin troppo bene che l’umanita’
non tiene conto del numero di quelli che hanno pensato cosi’,
hanno amato il loro simile per cio’ che aveva di unico,
di insolito, di libero, di diverso
e sono stati sacrificati, torturati, bastonati
e consegnati ipocritamente alla giustizia secolare,
perche’ li liquidasse “con somma pieta’ e senza spargimento di sangue”.
Per esser stati fedeli a un dio, a un pensiero,
a una patria, una speranza, o anche solo
alla fame incontestabile che gli rodeva le viscere,
sono stati sventrati, scorticati, bruciati, asfissiati
e i loro corpi accatastati cosi’ anonimamente come avevano vissuto,
o le loro ceneri disperse perche’ di loro non restasse memoria.
A volte a causa di una razza, altre
a causa di una classe, hanno tutti espiato
gli errori che non avevano commesso o non avevano coscienza
di aver commesso. Ma e’ anche successo
e succede che non furono uccisi.
Ci sono sempre stati infiniti modi di prevalere,
annichilendo docilmente, delicatamente,
per impervi cammini quali si dice siano quelli di Dio.
Queste fucilazioni, questo eroismo, questo orrore,
e’ stata una fra le mille cose accadute in Spagna
piu’ di un secolo fa e che per violenza e ingiustizia
offese il cuore di un pittore chiamato Goya,
che aveva un cuore molto grande, pieno di furia
e di amore. Ma questo non e’ niente, figli miei.
Solo un episodio, un breve episodio,
in questa catena di cui siete (o non sarete) un anello
di ferro e di sudore e sangue e un seme
lungo il mondo che sogno per voi.
Dovete credere che nessun mondo, che niente e’ successo
vale piu’ di una vita o dell’allegria di averla.
E’ questo che piu’ conta – questa allegria.
Dovete credere che la dignita’ di cui tanto vi parleranno
non e’ altro che questa allegria che viene
dal sentirsi vivo e sapere che mai una volta
uno sara’ meno vivo o soffrira’ o morira’
perche’ uno solo di voi resista un po’ di piu’
alla morte che e’ di tutti e verra’.
Sappiate tutto questo serenamente,
senza dar colpa a nessuno, senza terrore, senza ambizione
e soprattutto senza distacco o indifferenza,
ardentemente spero. Tanto sangue,
tanto dolore, tanta angoscia, un giorno
- anche se il tedio di un mondo felice vi perseguita -
non dovra’ essere invano. Confesso che
molte volte, pensando all’orrore di tanti secoli
di oppressione e crudelta’, esito un momento
e un’amarezza mi sommerge inconsolabile.
Saranno invano o no? Ma, anche se lo fossero,
chi puo’ resuscitare questi milioni, chi restituire
non solo la vita, ma tutto cio’ che gli e’ stato tolto?
Nessun Giudizio Universale, figli miei, puo’ dare loro
quell’istante che non hanno vissuto, quell’oggetto
di cui non hanno goduto, quel gesto
di amore, che avrebbero fatto “domani”.
E, per questo, quel mondo che possiamo creare
ci tocca tenerlo con cura, come cosa
che non e’ solo nostra, che ci e’ concessa
per conservarla con rispetto
in memoria del sangue che ci scorre nelle vene,
della nostra carne che e’ stato altro, dell’amore che
altri non amarono perche’ gli fu sottratto.
..
Thiago De Mello
“Una poesía que sirve a la vida”.
La finalita’ del poeta non e’ estetica ma etica. Il poeta ha un dono che deve essere messo a servizio degli altri.
Maggior poeta brasiliano vivente. Una delle figure brasiliane piu’ note al mondo per la lotta per i diritti umani e l’ecologia della pace. E’ un indio amazzonico e difende la causa indigena. Dichiara di essere militante della liberta, compromesso dalla vita.
“Ognuno di noi, nella sua vita quotidiana, nel modo di vivere e convivere con gli altri, coscientemente o non coscientemente, ha una possibilita’ di scelta tra l’Apocalisse e l’utopia
La dittatura militare lo ha obbligato a fuggire in esilio in Cile dove ebbe una grande amicizia con Cardoso. Per il poeta militante, il recupero della democrazia e’ una importante conquista per il popolo, per riconoscere i diritto sociali, per dissipare la grande oscurita’ che grava sui diseredati che non possono vivere con la dignita’ propria della condizione umana. “il dono dell’amicizia e’ una virtu’ umana in via di estinzione, oggi l’amicizia esiste ma per interesse non per il gran dono della tenerezza umana”.
Appello ai poeti del Mondo
Un figlio dell’Amazzonia in difesa dell’umanita’
La terra e la specie sono in pericolo.
Accettare la fame, la malattia, l’ignoranza e l’ingiustizia come qualcosa di fatale inerente all’esistenza umana e’ un attentato all’essenza stessa dell’uomo.
La vita sulla terra e’ minacciata come mai prima d’ora nella storia della civilta’.
Quindi salviamo l’uomo, gli uccelli, gli alberi, le farfalle, gli ippocampi ed i delfini, l’aria, il cielo, i caprifogli, gli odori ed i colori, le creature e gli elementi, tutto insieme in questa bella casa celeste nella loro avventura meravigliosa nel tempo e nel cosmo.
Desideriamo per le generazioni degli uomini e delle donne di domani la possibilita’ di respirare ossigeno incontaminato e bere acqua potabile.
Che siano distrutte per sempre tutte le bombe atomiche.
Che il denaro che spendono i governi in armi si usi per gli alimenti, le medicine e che la conoscenza sia restituita ai suoi padroni originari, gli abitanti buoni della terra per la cura dell’anima e del corpo.
Noi poeti abbiamo il dovere di cantare e glorificare la bellezza del mondo, svelare lo spirito umano in tutta la sua grandezza e allo stesso tempo lottare contro le forze di regressione che spingono il mondo alle barbarie.
Impegniamo l’opera e la vita alla creazione di un mondo migliore, che non solo sia possibile, ma anche imprescindibile. Sarebbe un crimine rimanere indifferenti. Dobbiamo fare moltissimo.
Salviamo le acque e le terre fertili.
Salviamo le foreste e le citta’ dell’uomo e le scuole e le fabbriche.
Salviamo i tramonti e le aurore.
Salviamo il miracolo della vita dell’universo.
L’Avana, 28 maggio 2005
…
Decreti su Utopia e sogno
Statuto dell’uomo
Atto Istituzionale Permanente
Articolo I
E’ decretato che adesso vale la verita’,
adesso vale la vita,
e mano nella mano,
marceremo tutti per la vita vera.Articolo II
E’ decretato che tutti i giorni della settimana,
compresi i martedi’ piu’ grigi,
hanno diritto di convertirsi in mattinate domenicali.Articolo III
E’ decretato che, a partire da questo istante,
ci saranno girasoli in tutte le finestre,
che i girasoli avranno diritto
di aprirsi anche nell’ombra;
e che le finestre devono rimanere, per l’intero giorno,
aperte verso il verde dove cresce la speranza.
Articolo IV
E’ decretato che l’uomo
non dovra’ mai piu’
provare dubbi sull’uomo.
Che l’uomo avra’ fiducia nell’uomo
come la palma ha fiducia nel vento,
come il vento ha fiducia nell’aria,
come l’aria ha fiducia nel campo azzurro del cielo.
Paragrafo unico:
L’uomo confidera’ nell’uomo
come un bambino confida in un altro bambino.
Articolo V
E’ decretato che gli uomini
siano liberi dal giogo della menzogna.
Non ci sara’ piu’ bisogno di usare
la corazza del silenzio
ne’ l’armatura delle parole.
l’uomo si siedera’ alla tavola
con il suo sguardo puro,
perche’ la verita’ sara’ servita
prima degli antipasti.
Articolo VI
E’ stabilita, per dieci secoli,
la pratica sognata dal profeta Isaia,
e il lupo e l’agnello mangeranno insieme
e il cibo di entrambi avra’ lo stesso sapore dell’aurora.
Articolo VII
Per decreto irrevocabile e’ stabilito
il regno permanente della giustizia e della chiarezza,
e l’allegria sara’ una bandiera generosa
per sempre spiegata nell’anima del popolo.
Articolo VIII
E’ decretato che il maggior dolore
sempre fu e sara’ sempre
il non poter dare amore a chi si ama
e sapere che e’ l’acqua
che da’ alla pianta il miracolo del fiore.
Articolo IX
E’ permesso che il pane di ogni giorno
abbia nell’uomo il segno del suo sudore.
Ma che soprattutto abbia
sempre il caldo sapore della tenerezza.
Articolo X
E’ permesso a qualsiasi persona
in qualsiasi momento della vita,
l’uso dell’abito bianco.
Articolo XI
Si decreta che niente sara’ imposto
ne’ proibito,
tutto sara’ permesso,
compreso il giocare con i rinoceronti
e camminare la sera
con una immensa begonia all’occhiello della giacca.
Paragrafo unico:
Solo una cosa sara’ proibita:
Amare senza amore.
Articolo XIII
E’ decretato che il denaro
non potra’ mai piu’ comprare
il sole delle mattine future.
Espulso dal grande baule della paura,
il denaro si trasformera’ in una spada fraterna
per difendere il diritto di cantare
e la festa per il giorno che e’ arrivato.
Articolo Finale
E’ proibito l’uso della parola liberta’,
la quale sara’ soppressa dai dizionari
e dal pantano ingannatore delle bocche.
Da questo momento
La liberta’ sara’ viva e trasparente
Come un fuoco o un fiume,
e la sua abitazione sara’ sempre
il cuore dell’uomo.
..
Gladys Basagoitia
Biologa peruviana che vive in Italia.
“Non imparo mai l’indifferenza
il mio dolore non evita nulla”
“Ci rifugiamo nelle cantine con i nostri bambini
cercando di proteggere i loro sorrisi”
“I burattini uccidono e muoiono
esultano e uccidono”“Non pretendo che muoia la tristezza
Ne’ che ci sia risparmiata
la fine degli esseri e delle cose
non chiedo l’impossibile
solo forza per resistere
la poesia di sentirci liberi”.
Quelli del primo Mondo
ANTIPOESIA I
accaniti
armati fino alla punta dei capelli
fino al filo dei denti
in nome della pace lanciano l’amo e l’esca
latte in polvere
farina
medicine scadute
lanciano bombe e sorridono
sperando che i bambini uccisi
prendano il latte dai seni assassinati
..
ANTIPOESIA II
il mondo s’inginocchia innanzi al dio dollaro che
controlla la borsa e gestisce la fame
il potente impettito preme il tasto
segna l’ora del massacro
tira i fili
i burattini uccidono e muoiono
esultano e uccidono
viaggia l’avversita’ sulle navi di guerra
odio e vendetta viaggiano
negli splendidi uccelli di metallo
dalla terra invasa
si eleva allucinante la colonna di fumo
cenere macerie ossa calcinate
la crudelta’ umana proclama la vittoria
segnati per sempre nel corpo e nello spirito
pochi sopravvissuti
agonici
..
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