Nuovo Masada

dicembre 17, 2005

Cinque lettere

Filed under: Masada — MasadaAdmin @ 9:30 pm

MASADA n° 122, 12-5-2005

*“Immagina che non ci siano proprieta’ -*


*Mi chiedo se ci riesci -*

*Nessun bisogno di cupidigia o brama,*

*Una fratellanza degli uomini.*

*Immagina tutta la gente*

*Condividere il mondo intero…*

(John Lennon, Imagine)

Marco scrive:

“Allora… il mi’ babbo e la mi’ mamma si sposarono e se ci fosse stata la
legge quaranta gl’importava un pippero perche’ l’era di gia’ incinta.

A me invece mi c’e’ voluto du’ operazioni e sei mesi di cure per aver la
piccina e della legge 40 mi sarebbe cominciato a importare qualcosa.

Uno che non conosco e’ morto durante un pattugliamento. Allora mi son messo
a cercare la legge appoggiata e sponsorizzata dalla Chiesa riguardante
l’abolizione della guerra e quindi della difesa alla vita (d’altronde
embrione e soldato sono pari pari. O no? E’ vero, l’embrione e’ piu’
importante…).

Oh, aiutatemi, perche’ non l’ho trovata”.

:::

*“Utopia e’ cio’ che sta sempre qualche passo avanti.*

*Tu fai un passo e quella pure si sposta, ne fai un*
*altro e quella si muove con te. Raggiungerla e’*
*impossibile insomma, ma non e’ che fare quei passi*
*non sia servito a niente. Alla fine, passo dopo*
*passo, hai camminato. “*

(Eduardo Galeano)

Un sogno terribile di Luciano Dondero

“Ieri notte ho fatto un sogno terribile.

Mi trovavo in una citta’ molto bella, piuttosto moderna d’aspetto, ma c’era
qualcosa di strano nell’aria.

Ad un tratto – nei sogni a volte non ci sono passaggi lineari fra le cose -
mi rendo conto di percepire, di sapere perche’.

C’e’ qualcosa di tremendo in questa citta’. Esiste un’istituzione composta
di sole donne che interviene nelle decisioni che riguardano tutti.

In particolare questa entita’ fissa le norme di comportamento per gli
uomini, per i maschi.

Ogni rapporto sessuale e’ finalizzato alla procreazione.

Esistono dei macchinari che contano il numero di spermatozoi ad ogni
eiaculazione, e qualora il numero sia difforme dalla media, l’uomo in
questione e’ soggetto a vari esami che possono risultare nell’invio a
cliniche specializzate per delle cure ormonali, o peggio… (Non mi riesce
di ricordare cos’era questo peggio, ma nel sogno era molto vivido il senso
di orrore che condividevo con altri maschi).

La cosa forse piu’ tremenda era che questo gruppo di donne che avevano
questo ruolo così centrale nella societa’ non erano ne’ un partito, ne’
un’associazione
volontaria, ma un ente superiore, di tipo religioso, dal nome misterioso e
preoccupante: Chieso.

E per di piu’ esse vivevano in una sorta di isolamento dal resto della
citta’,
perche’ questo loro Chieso aveva delle regole rigidissime, fra le quali
l’obbligo
alle donne che ne facevano parte di non avere alcun rapporto sessuale col
sesso opposto – nei confronti del proprio sesso la cosa era formalmente
vietata, ma mi sembrava che ci fosse un margine di tolleranza.

A capo di questo Chieso c’era una figura misteriosa ed inarrivabile, un
Papo, una donna avanti con gli anni, fatta oggetto di un’adorazione mistica
e ineffabile, e lei stessa soggetta a visioni e rivelazioni.

Al di sopra del Papo c’e’ soltanto la Dea. Si tratta di una divinita’
raffigurata in una iconografia di difficile interpretazione: una donna
quasi
totalmente denudata, legata ad un albero, col corpo coperto di ferite, e
morente tra indicibili sofferenze.

Poi il sogno si fa confuso, o perlomeno confusi sono i miei ricordi.

C’era
in questa citta’, amministrata da una sorta di consiglio comunale
fondato su
dei principi laici e non confessinonli, una competizione elettorale su un
argomento abbastanza astruso ma legato alla vita delle persone, mi pare
fosse una consultazione su una legge relativa all’assistenza medica alle
persone sterili. E questo Chieso, una struttura di sole donne prive di
rapporti con gli uomini, si arrogava il diritto di definire i comportamenti
di tutti, ed in particolari di noi maschi, in base ai propri criteri
stabiliti in un vecchio libro sacro.

Poi mi sono risvegliato, e, dopo un attimo di smarrimento, mi sono reso
conto che certe cose da noi non esistono, per fortuna!

O no?

Il cervello delle donne

*Io sono una donna*

*sono viscerale.*

*Il cervello delle donne sta nella pancia.*

*Dalla pancia delle donne nasce la vita.*

*Dalla pancia delle donne nasce la rabbia*

*contro i nemici della vita.*

*Le Erinni sono le pance delle donne*

*che volano*

*terribilmente.*

*Dalla mia pancia*

*esce l’amore che ho per te*

*la presa sessuale con cui ti ammansisco*

*e cerco di condurti a ragione*

*le parole dolci con cui ti tutelo*

*da te stesso*

*la protezione che do’ al mio bambino*

*la protezione che do’ a te, perche’ ti vedo bambino.*

*Per la pancia delle donne non ci sono uomini grandi*

*ma uomini bambini*

*piu’ o meno cresciuti*

*e raramente le pance si sbagliano*

*perche’ ragionano con la fame di vita del mondo.*

*Dalla mia pancia esce la veggenza di un mondo futuro*

*Perche’ tutte le veggenti conoscono*

*il mondo*

*in quanto lo partoriscono*

*come partoriscono la responsabilita’*

*dei figli futuri*

*dei figli che la vostra testa*

*di maschi razionali*

*di maschi potenti*

*vorrebbero non far nascere mai*

*o far nascere schiavi*

*quei figli che vi dimenticate ogni minuto*

*cosi’ stoltamente*

*di avere*

*perche’ non li partorite*

*e non li vedete*

*nei secoli dei secoli*

*uscire da voi*

*responsabili voi.*

*Quei figli che cosi’ facilmente*

*uccidete*

*nelle vostre facili guerre*

*guerre di armi e di miseria*

*Solo le pance delle donne*

*sentono il peso dei figli futuri.*

*Voi vi fermate ai gameti*

*se va bene.*

*Per anni ho maledetto la mia pancia di donna*

*per il dolore che mi portava*

*il non riconoscimento*

*il disprezzo*

*la facile derisione*

*l’allontanamento dai luoghi sacri*

*della Chiesa e del potere*

*in nome dalla sacrosanta ragione maschile*

*che tutto controlla*

*Poi la mia pancia si e’ ribellata*

*e mi ha ripreso tutta*

*e vi ha ripresi tutti*

*figli miei irriconoscenti*

*che uccidete la donna quando la incontrate*

*che uccidete la Terra quando la abitate*

*che uccidete la madre che e’ in voi*

*perche’ non la riconoscete*

*quella madre che non muore mai*

*e che continua paziente*

*ad aspettarvi.*

(V.)

*“La morte non e’ nel non poter comunicare*

*ma nel non poter piu’ essere compresi “*

(Pier Paolo Pasolini)

‘Gruppi di uomini’ scrive:

“Desideriamo una relazione tra i generi che si misuri criticamente con le
aspirazioni e i desideri di ciascuno/a e con le fantasie di onnipotenza, le
torsioni della liberta’ in autosufficienza, le promesse tecnologiche di
reinvenzione dei corpi. Una relazione che chiede uno spazio vero tra la
prima parola e l’ultima che le donne debbono continuare ad avere sulle
scelte che riguardano la loro possibilità di generare un essere altro da
se’.

Ancora una volta, il corpo delle donne e’ considerato un bene di interesse
pubblico su cui “la societa’” deve legiferare nel nome di un supposto
interesse superiore, neutro e trascendente.

Respingiamo una concezione secondo cui la liberta’ dell’uomo, per crescere,
deve limitare, negare, ostacolare la libertà della donna.

Non siamo
disponibili a progetti di “rivincita” del maschio. Questa cultura maschile
non ci rappresenta come uomini.

Siamo convinti che la liberta’ delle donne e’ condizione essenziale della
nostra stessa liberta’ di uomini.

Vogliamo affrancarci da una complicita’ con politiche che tendono a imporre
per legge limiti all’autonomia e alla liberta’ delle donne. La volontà di
dettar legge, nel campo della sfera piu’ intima delle relazioni umane, da
parte di un gruppo di maschi celibi (la gerarchia cattolica) ci appare
intollerabile. Essi giocano sull’ignoranza e sulla soggezione tradizionale
di tanti/e nei confronti del clero, agitando in modo strumentale le
questioni della clonazione, dell’eugenetica, della selezione razziale, per
mascherare la volontà patriarcale di dominare sui corpi e le coscienze.

Non e’ nella legge (nel potere, nel ruolo di capofamiglia, nel
riconoscimento normativo di poter dire la propria sulle scelte delle donne)
ne’ nel controllo tecnologico del corpo femminile e della sua capacità
generativa, che potremo trovare risposta alla domanda di senso che segna la
nostra condizione di uomini.

Noi pensiamo che la paternita’ sia relazione, non un atto di proprieta’.
Sono padre perche’ con il bambino o la bambina costruisco una relazione che
coinvolge il mio corpo e le mie emozioni.

Ma per diventare bambini e bambine gli embrioni hanno bisogno del
desiderio,
del corpo della madre, e della sua scelta: senza tutto questo non nasce
vita. Come puo’ una legge dare ordini o imporre proibizioni alle donne in
questo campo? Non dovrebbe, lo Stato, limitarsi a creare le condizioni
perche’ maternita’ e paternita’ si possano esercitare nel miglior modo
possibile?

La legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita ci appare violenta
nei
confronti delle donne, perche’ aggiunge sofferenze al dolore derivante dalle
difficolta’ ad avere figli o dal pensiero di mettere al mondo bambini e
bambine con gravi problemi di salute. Ma lo e’ anche verso noi uomini,
perche’ ci impone un ruolo di proprietari e controllori, che contraddice la
nostra idea di paternita’ come relazione.

Sentiamo come un atto di violenza anche l’invito pervicace ad astenersi dal
voto.

Chi propaganda l’astensione intende imporre il punto di vista di una
minoranza come unico, immodificabile, valido per tutti e tutte, contro la
libera e consapevole espressione delle scelte degli uomini e delle donne.

Pertanto dichiariamo la nostra totale dissidenza nei confronti di questa
cultura e di queste pratiche, anzi invitiamo tutti e tutte a informarsi, a
riflettere e a scegliere la strada della libertà e della responsabilita’.

La battaglia per l’abrogazione della legge 40 non e’ quindi per noi solo
legata a ragioni (per quanto sacrosante) di solidarieta’ alle donne, che da
quella legge sono direttamente offese. Questa battaglia ci riguarda, e ci
riguarda in quanto uomini. Combatterla si puo’, e secondo noi si deve,
anche
nel nostro interesse.

Per fare questo dobbiamo sgombrare il campo da una legge retriva sulle
scelte di vita delle persone e il loro accesso alle tecniche, per aprire un
nuovo spazio di confronto tra donne e uomini.

Da parte nostra, risponderemo SI’, con convinzione, ai quattro quesiti
referendari. “

I ‘gruppi uomini’ di Bari- Bologna – Pinerolo – Roma – Torino – Verona -
Viareggio

e-mail: maschileplurale@yahoo.it (Bologna)

maschileplurale@libero.it (Roma),

web.tiscalinet.it/uominincammino (Pinerolo)

LETTERA DI UNA SEDICENNE

“Guardi io so poco niente di filosofia(frequento il terzo anno di un liceo
scientifico a Milano) e sicuramente lei e’ molto piu’ matura, razionale,
intelligente e acculturata di me sedicenne; ma volevo raccontarle una cosa.

Quando mio padre a mia madre si sono sposati non riuscivano ad avere figli
poiche’ mia mamma era affetta da cisti ovariche che impedivano la
gravidanza. Cosi mio papa si è trovato tra le mani l’attestato firmato e
controfirmato del primato in ginecologia dell’ospedale più avanzato di
Milano! Beh…gli hanno proposto la fecondazione artificiale, il desiderio
di avere dei figli era grandissimo (come lo e’ in tutte le coppie) ma lui e
mia mamma, cristiani come lei,
non hanno ridotto questo loro desiderio ad un diritto!

I miei genitori avevano ben presente la netta distinzione fra creatore e
creatura…forti di questa convinzione non hanno accettato, e io li ammiro
per questa scelta. Dopo tre anni mia madre e’ stata sottoposta a d un
delicato intervento all’utero che le ha permesso di mettere alla luce mio
fratello maggiore, me ed un altro maschietto!Io mi sento piccola e quasi
stupida di fronte a lei ed alle sue citazioni di san Tommaso, il quale
avendo tutta la mia ammirazione, lo devo ancora affrontare negli studi.

Io mi baso sulla mia esperienza e sulla mia fede, credo che se Dio ha
voluto
far salire all’altare di San Pietro il cardinal Ratzinger vuol dire che ora
lui e’ la guida e se lui, illuminato dallo Spirito Santo e uomo teologo
quale e’, dice che l’embrione e’ uomo…..beh lo credo anch’io.

La mia domanda e’ cosa cambia dal 39° giorno dopo la fecondazione e il 40°?

Non credo che nel secondo fra il 39° e il 40° Dio dona la capacità
razionale
all’individuo. E’ un po’ come i 18 anni, è una convenzione. Cosa cambia tra
quando hai 17 anni e 364 giorni e quando ne hai 18??? Non maturi certo in
una notte! Eppure dopo quel giorno per lo Stato tu sei più responsabile, in
grado di guidare la macchina, puoi finire in un vero carcere……

Io non voto perche’ ho solo 16 anni ma questa storia del referendum mi ha
fatto riflettere su di me ect e sono giunta ad una conclusione esplicitata
benissimo dalla frase di una esperta in bioetica che sono andata a sentire
“la Chiesa non deve essere impedimento alla scienza, ma il suo radar” e io
di questo ne sono convinta.

PS grazie per la risposta mi ha fatto crescere e cerchero’ di affrontare la
filosofia di San Tommaso chiarendo bene questo punto, grazie per il suo
tempo disposto per una insignificante sedicenne che non potrebbe neanche
andare a votare

PS IO credo in Dio e quindi credo nella Chiesa, grazie comunque…il suo
articolo mi ha fatto riflettere e crescere.”

Vorrei rispondere a tre autori nello stesso post.

Prima di tutto vorrei saperne di piu’ su Luciano Dondero, perche’ il suo
sogno era troooppo bello e mi ha divertito enormemente. Continuavo a
ripetere “Ecco, e’ proprio cosi’! E’ proprio cosi’!” Mi capita di rado di
ritrovarmi cosi’ compresa, nel mio genere di donna. Un bacio a lui!

Gli indiani americani dicono che non puoi sapere che cosa e’ qualcuno se
non
hai camminato tre mesi nei suoi mocassini, io direi che non puoi sapere
cos’e’ una donna se non sei stato per 30 anni nella sua pancia. C’e’ una
alterita’ fisiologica e psicologica che ostacola il capire cosa sia il
richiamo alla maternita’ come di quale gravita’ siano i problemi fisici,
sessuali, famigliari, lavorativi, sociali e politici del femminile, e
parlare di democrazia (visto come la democrazia sta addirittura
degenerando)
non significa, nemmeno in un paese occidentale, parlare di parita’ di
diritti e di piena considerazione. In altri paesi va anche peggio. Parte di
questa indifferenza che non risolve mai i problemi deriva per l’uomo dal
non
capire in prima persona di cosa stiamo parlando (e il sogno lo diceva
benissimo), poi da questa discriminazione parte un certo concetto di potere
gerarchico che ha bisogno di avvilire qualcuno per fare emergere qualcun
altro. Ma Luciano scavalca con un balzo dell’immaginazione tutti questi
discrimini per provare che dove c’e’ un cuore bello c’e’ unita’ e c’e’
partecipazione e non ci sono lontananze e sordita’.

….
Una risposta gioiosa la vorrei dare ai gruppi di ‘uomini veri’ e
sapere
che non sono circoscritti a Bologna ma sono anche in altre citta’ mi ha
allargato il cuore e mi ha fatto sperare che veramente possiamo entrare in
un futuro migliore con una umanita’ piu’ evoluta e integrata.

Io vorrei proprio esprimere la mia gratitudine e la mia allegrezza per
l’esistenza di questi uomini veri che portano una possibilita’ in piu’ al
mondo e non solo si limitano a esistere come creature civili e oneste ma
anche sentono il bisogno di fare della parita’ una missione.
In altri tempi questa parita’ e’ stata dimostrata con i negri, gli schiavi,
i poveri, gli indifesi, i malati, gli oppressi, i diversi. Sentire il
bisogno di manifestarla anche con le donne esprime una grande
intelligenza e
sensibilita’ e fa onore al mondo.

Infine vorrei rispondere alla lettera della studentessa sedicenne.

Anch’io
ho fatto il liceo scientifico. Ho insegnato nei licei filosofia e
educazione
civica ai suoi colleghi appena piu’ grandi di un anno e sono sempre stata
attenta e rispettosa, anche in ammirazione, di chi e’ intelligente e
coerente, anche se esprimeva principi non miei. Per un momento ho pensato
che la lettera era cosi’ matura e ben scritta che meritava rispetto, e che
potevo darglielo non rispondendo, per non offuscarla e lasciarne intatti il
vigore e la bellezza, poi ho pensato che, se la scrivente era cosi’
intelligente e matura, potevo fare un passo in piu’, e le avrei dato piu’
considerazione trattandola da pari a pari, esprimendo le mie perplessita’,
perche’ cio’ avrebbe rispettato meglio la sua dignita’ e la mia.

Ho sempre avuto una grande ammirazione per l’intelligenza, specie in
persone
cosi’ giovani, e avrei voluto sentire espressioni cosi’ in questo
referendum, chiare e coese, con una forte onesta’ di principi. Ammiro
l’intelligenza, il coraggio e la coerenza. Credo soprattutto che
l’intelligenza sia una grande dote di Dio che si coniuga col nostro
senso di
responsabilita’ e ci porta ad agire secondo una coscienza che via via nel
tempo puo’ diventare piu’ matura e consapevole, allargandosi alla
comprensione di un numero maggiore di fattori e circostanze.

Io ho avuto una vita affettiva fortunata, a 16 anni ero gia’ da due anni
innamorata dell’unico uomo della mia vita che poi ho sposato e tra poco
festeggeremo i 50 anni del nostro amore, con lui ho avuto con grande
facilita’ una figlia bellissima, intelligente e sana, che mi ha dato solo
gioie ed e’ diventata una luce nel volontariato, facendole onore nel mondo,
la mia gravidanza e’ stata rapida e felice quasi senza dolore e l’ho
vissuta
come una gioia bellissima anche al momento del parto prematuro, in cui non
facevo che ridere invece di gridare, per quanto il mio corpo si squarciasse
perche’ non c’era dilatazione, per la grande gioia che provavo e che
copriva
tutto. So di essere stata molto fortunata in questo. Ma per tutta la mia
vita ho provato una grande partecipazione con la sofferenza delle altre
e ho
passato tutto il mio tempo ad ascoltarle e a consolarle, con una crescente
ribellione per chi provocava nel mondo dolori inutili in nome di principi
astratti, di cui vedevo solo il risvolto arbitrario e impositivo, il lato
perverso del potere. Cosi’, in nome della partecipazione alle sofferenze
del
mondo, a 16 anni ero una femminista dura, volevo l’educazione sessuale
delle donne, volevo la loro liberazione psicologica e il loro riscatto
sociale. Per questo ho studiato psicologia, come una missione di aiuto a
chi
soffriva, come compito umano e politico. Come la sedicenne della lettera ho
fatto il liceo scientifico, sono stata una prima della classe, ho avuto
insegnanti meravigliosi che mi stimavano, e i migliori erano ferventi
cattolici, ho amato i miei insegnanti e li ho rispettati, ma mi sono
formata
delle idee divergenti che mi parevano piu’ rispondenti a cio’ che accadeva
nel mondo. Ho studiato la storia e, di fronte ai comportamenti della Chiesa
nel tempo che spesso erano feroci e inumani, non ho mai pensato che tutto
cio’ che veniva da un Cardinale o da un Papa fosse illuminato dallo Spirito
Santo, perche’ se lo Spirito Santo fosse stato l’ispiratore delle torture
dell’Inquisizione, dei peccati di un Borgia, degli abusi di un Pio IX, dei
roghi degli eretici, delle crociate, allora lo Spirito Santo sarebbe stato
il diavolo, e ho troppo rispetto per lo Spirito Santo per attribuirgli gli
imbrogli del Banco Ambrosiano coi suoi otto morti, gli intrighi politici di
Voitila, o la condanna della Teologia della Liberazione. Del resto se tutto
quel che viene dalla chiesa fosse dettato dallo spirito santo il Papa non
avrebbe avuto il bisogno di chiedere perdono per tante brutte cose. I
precedenti non si possono cancellare e parlano da se’.Se la Chiesa voleva
essere considerata santa non aveva che da essere santa, cosa che non e’
stato. Per questo ho distinto il dogma che riguarda alti articoli di fede:
Dio, la divinita’ del Cristo, la Trinita’…, paradossi necessari alla
fede,
che riguardano la natura dell’essere divino, dalla condotta storica della
Chiesa che riguarda il mondo umano e politico, le sue contaminazioni e i
suoi errori. Dio e’ perfetto ma l’uomo e’ fallibile, e la Chiesa e’
fatta da
uomini. Dunque non posso in alcun modo confondere i due livelli e dare una
patente di santita’ assoluta ad ogni atto della Chiesa perche’ non posso

annullare le infamita’ che ha commesso.

Allo stesso modo ho sempre distinto l’ubbidienza cieca e incondizionata
all’autorita’ che non ritengo degna di una persona libera e consapevole (la
stessa cui cui si scusano i nazisti peggiori), dalla libera coscienza, che
e’ il tratto caratteristico dell’uomo maturo, egli non puo’ sperare di
trovare gia’ fatta una verita’ cui aderire, ma deve con responsabilita’
personale scavarsela da sola nella vita. A questa assunzione di
responsabilita’ soggettiva non sono venuta mai meno. Una via piu’
difficile,
piu’ solitaria, meno suffragata, piu’ difficile, ma piu’ degna dell’uomo
vero. Ed e’ questa libera coscienza in continua ricerca che non puo’
accettare alcuna posizione supina di ubbidienza a un’autorita’ nella
presunzione che essa sia illuminata da una fonte superiore.

L’autorita’ comanda, il comando va valutato. Se va contro la mia
coscienza lo
respingo.

Se l’Inquisizione ordinasse di nuovo una povera
vecchia fuori di testa cio’ ugualmente non dovrebbe essere ubbidito.

Se oggi la Chiesa mi ordina
dei comportamenti che trovo repugnanti, ho diritto di contestarli. E’ il
mio
dovere.

Per lo stesso principio non accetto che la scienza sia subordinata alla
Chiesa e che essa debba essere il suo radar. Sono due piani diversi che
dovrebbero restare separati. Oggi non avremmo nemmeno gli antibiotici o i
vaccini se la Chiesa, seguendo la chiesa e milioni di persone sarebbero
morte. Sulla scienza, la Chiesa, nel tempo, non ha fatto che sbagliare.

Non
posso credere che lo Spirito Santo abbia voluto le immonde torture a 6
milioni di donne accusate di essere delle streghe, come non posso volere
che
lo Spirito Santo abbia voluto il processo a Galilei o il rifiuto dei
vaccini
e adesso gli attacchi alla legge 40. Spero che lo Spirito Santo abbia di
meglio da fare.

In quanto a dire che tra un embrione di 39 giorni e uno di 40 e’ come
tra un
ragazzo di 17 anni e uno di 18, purtroppo e’ proprio la biologia a dire che
il paragone non regge. Le fasi della vita non sono cosi’ continue e
procedono a salti, e nella vita dall’embrione al nascituro questi salti
sono
netti. Mia figlia e’ nata di otto mesi, non aveva abbastanza tessuto
adiposo, ma se fosse nata di sette non avrebbe avuto un sistema nervoso
completo e se fosse uscita a tre mesi non avrebbe vissuto. Circa verso i 40
giorni si formano i neuroni e si crea un’attivita’ elettrica, solo questo
portera’ alla formazione del cervello, prima abbiamo una forma di vita
simile a quella di una pianta, e anche molto precaria, tant’e’ che meta’
degli aborti spontanei sono prodotti proprio dalla natura che preferisce
eliminare gli embrioni piu’ deboli in una selezione naturale, e’ proprio la
natura la prima fautrice della maggior parte degli aborti, la
sovrabbondanza
della natura e’ seguita da una selezione feroce della natura stessa, di cui
nessuno parla, per la natura creare e distruggere fanno parte dello stesso
compito. A tre mesi l’embrione diventa una cosa tanto diversa che si chiama
feto e gode anche di una considerazione diversa. Per questo la legge 194
consente l’interruzione di gravidanza (non certo per una regolazione delle
nascite ma solo in caso di serio pericolo per la salute fisica o psichica
della donna), solo per i primi tre mesi, dopo non piu’, anche se la moglie
di B. ha fatto una interruzione di gravidanza al sesto mese per
gravi malformazioni del feto.

Per questo san Tommaso parla di fasi, la prima solo vegetativa per i primi
40 giorni, poi la fase animale, infine quella umana, ognuna con una
considerazione diversa.

Per duemila anni la Chiesa non ha avuto
considerazione per il primo periodo che parte dal seme umano e non ha mai
detto che fosse persona, ora Ruini afferma il contrario, se lo Spirito
Santo
avesse parlato, dovremmo ammettere l’esistenza di due Spirito Santo in
contrasto, visto che prima di Ruini la Chiesa credeva una cosa e ora ne
crede un’altra.

Chiudo con questa notizia appena arrivata che mi riempie di sgomento, te la
lascio perche’ tu rifletta sulle differenze che possono esserci tra Spirito
Santo e Chiesa terrena:

“Papa Benedetto XVI ha attaccato oggi l’uso dei preservativi per combattere
l’Aids, dicendo che la Chiesa e’ in prima linea contro l’Aids, ma che
l’unico modo per evitarla e’’ l’insegnamento della castita’ e della
fedelta’.

Sta parlando dell’Africa, un mondo dove la donna viene violentata
ripetutamente nel corso della sua vita, fin da quando e’ bambina, o viene
considerata come schiava, o viene venduta come bestiame. In un discorso ai
vescovi dell’Africa meridionale, in cui l’AIDS e’ molto diffusa, il
Papa ha
affermato che il divieto della Chiesa all’uso dei contraccettivi non e’
dannoso (!?!). “L’insegnamento tradizionale della Chiesa ha provato qual’e’
la via per prevenire la diffusione dell’Hiv/Aids”. “C’e’ grande
preoccupazione per il fatto che la fabbrica della vita africana, la sua
vera
fonte di speranza e stabilita’, sia minacciata dal divorzio, aborto,
prostituzione, traffico di umani e dalla mentalita’ della contraccezione,
che contribuiscono al fallimento della morale sessuale”. Dunque: no al
preservativo, perche’ anche gli spermatozoi sono principi di vita ed e’
giusto che in qualsiasi situazione (malattia, AIDS, violenza e guerra)
inseminino il corpo femminile.

Ora nessuno puo’ venirmi a dire che questa crudelta’ e questo cinismo sono
opera dello Spirito Santo. Queste parole mi sembrano pura follia! Non le
accetterei da Mengele, non le accetto da uno che ha preso il nome di
Benedetto.

Ricordo che i mali dell’Africa vengono da uno sfruttamento e da un
colonialismo indiscriminati di marca occidentale che hanno trasportato in
Africa il peggio del mondo moderno ma, quando padre Zanotelli, dalla sua
rivista, ha denunciato gli autori di queste sciagure, la Santa Sede ha
pensato bene di rimuoverlo. Non e’ cosi’ che si difende la vita, e nemmeno
vietando il preservativo e predicando, in quelle condizioni ambientali, la
castita’.

Cordialmente

v

*”E Giove,che ciaveva ne la mano*

*tutta l’azzienna elettrica celeste,*

*viveva fra le nuvole a da queste*

*furminava la gente da lontano.*

*D’accordo co’ Nettuno e co’ Vurcano*

*faceva l’uragani e le tempeste*

*pe’ sconocchia’ li boschi e le foreste*

*e spacca’ le montagne a tutto spiano.*

*Se sa: so’ tutte pappole ch’ormai*

*fanno ride li polli; ma l’antichi*

*se l’erano bevute bene assai.*

*Questo vo’ di’ che l’ommini so’ pronti*

*a crede a tutto quello che je dichi*

*e a qualunque stronzata j’aricconti. “*

(Trilussa )

Santiago di Campostela

*“Pellegrino. Cosa cerchi?”*

*“Cerco chi sono e che scopo ha la mia vita”*

*“Pellegrino, dove cammini?”*

*“Cammino in me, cammino attorno a me e cammino sopra di me”*

*“Pellegrino con chi cammini?”*

*“Cammino con tutto il mondo.”*

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